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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di SalvoVeneziano (del 26/08/2010 @ 09:18:21, in La voce dei partiti, linkato 162 volte)

PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO DIVIETO DI BALNEAZIONE SUL NOSTRO LITORALE.
Ci risiamo: per il secondo anno consecutivo le acque del nostro litorale vengono sottoposte ad ordinanza di divieto di balneazione. Infatti con nota del 6 agosto il laboratorio di sanità pubblica del A.S.P. di Siracusa ha comunicato al Comune che i campionamenti effettuati nel punto di prelievo denominato “Bove Marino” sono risultati non conformi e quindi le acque non balenabili in quel tratto.
Che anche quest’anno il mare versasse in pessime condizioni se ne erano già accorti i bagnanti, i quali troppo spesso hanno notato chiazze melmose e schiumose; l’ordinanza di divieto di balneazione del 19 agosto dimostra quanto temuto da molti. Quest’anno però, come lo scorso anno, i cartelli con divieto di balneazione non si sono visti, nonostante sia obbligatorio delimitare i tratti di mare e di costa preclusi temporaneamente alla balneazione; quest’anno, come lo scorso anno, l’ordinanza è stata emessa molti giorni dopo la comunicazione del laboratorio del A.S.P., lasciando quindi che il mare nelle more venisse fruito regolarmente da ignari bagnanti.
Non ci stancheremo mai di dire che su questi temi, che riguardano soprattutto la tutela della salute pubblica, ma anche dell’ambiente, del turismo e quindi del lavoro per i tanti operatori del settore, non si può barare, non si può continuare ad esibire i soliti bollini, se dopo non esiste un riscontro nel territorio. Infatti tutto questo diventa paradossale, se si pensa che in questi ultimi due anni, caratterizzati dai divieti di balneazione, tutto il nostro litorale, da Calabernardo a Marzamemi aveva ricevuto il riconoscimento del mare più pulito d’Italia, le famose cinque vele, che sono un formidabile elemento di attrattiva turistica; tuttavia se poi i turisti trovano i divieti balneazione, le cinque vele da elemento promozionale diventano fonte di scherno di grande delusione nonché pubblicità ingannevole.
Occorre una volta per tutte individuare le cause che determinano la situazione penosa del nostro mare e quindi adottare gli opportuni provvedimenti.

Salvo Veneziano

 

La decisione della DUSTY, società che gestisce il servizio della raccolta rifiuti a Noto, di sospendere le consegne dei secchielli e dei sacchetti per la nettezza urbana dal 10 al 31 agosto 2010 sarà causa di gravi disagi a carico di cittadini e commercianti.
E’ inammissibile che in un mese dell’anno in cui il numero dei residenti in città raddoppia e in cui bar e ristoranti hanno un carico di lavoro eccezionale per le numerose presenze turistiche, la DUSTY possa pensare di sospendere il servizio di distribuzione sacchetti per un periodo così lungo.
Inoltre questa è la prima estate in cui si svolge la raccolta differenziata, pertanto, è molto più probabile il verificarsi di situazioni in cui si renda necessario un presidio quotidiano di assistenza presso la sede della società che gestisce la nettezza urbana.
Si invita l’Amministrazione comunale ad intervenire perché la decisione della Dusty venga opportunamente rivista, magari mediante la predisposizione di un servizio distribuzione secchi e sacchetti di un paio d’ore al giorno, onde evitare disagi tanto certi quanto prevedibili.
Si chiede, inoltre, all’amministrazione di intervenire sulla frequenza di ritiro dei rifiuti organici per il periodo estivo, chiedendo alla società di aumentare i giorni di prelievo. Infatti, pensare di invitare sabato a pranzo o a cena amici e parenti, sapendo che bisognerà tenere in casa i sacchetti dell’organico fino a martedì mattina, porterà molti cittadini ad evitare inviti o ad optare per un invito al ristorante!!
Noto, 10 agosto 2010

 
Di SalvoVeneziano (del 09/07/2010 @ 09:27:20, in La voce dei partiti, linkato 327 volte)

Quello che doveva essere uno strumento di confronto istituzionale tra consiglio comunale e amministrazione è stato trasformato in farsa, con interrogazioni che arrivano solo da sparuti settori dell’opposizione e, cosa ancor più paradossale, l’amministrazione è arrivata a non rispondere nemmeno ad una interrogazione scritta depositata in segreteria dieci giorni prima. Le sedute di Question Time sono state inserite per avere risposte certe dall’ amministrazione, la quale ha tutto il tempo di documentarsi e prepararsi per fornire le risposte adeguate: se non si danno le risposte nemmeno con una simile organizzazione, allora è la dimostrazione che questa amministrazione vuole farsi da sola le domande e darsi le risposte. La problematica sollevata, tra l’altro era delle più serie e spinose, ovvero la situazione delle contrade marine, interessate ormai da mesi dal fenomeno delle discariche abusive, che rappresenta un fattore di forte degrado per il nostro territorio: in particolare nelle contrade di Eloro, Calabernardo, Falconara e La Guardiola si sono cumulati materiali di ogni genere, dagli inerti, agli ingombranti ma soprattutto, e questo rappresenta un elemento di grande preoccupazione, si vedono accatastati ai bordi delle strade cumuli di eternit, che, come ben sappiamo, costituisce un fattore di rischio per la salute di chi si trova nelle vicinanze di questo materiale. Lo sviluppo di un territorio passa soprattutto dal controllo e dalla salvaguardia del delicato equilibrio ambientale, senza bluffare, senza creare false aspettative, perché solo prendendo consapevolezza delle criticità presenti si può cercare di contrastare un malcostume. Vanno benissimo le cinque vele, sicuramente rappresentano un elemento promozionale, ma solo se queste si traducano in un’attenta ed effettiva politica di tutela del territorio, anche perché non bastano i comunicati ed i bollini per cambiare la realtà di un territorio giornalmente aggredito. La raccolta differenziata in queste contrade non si fa, ad accezione del viale Lido, a dimostrazione del fatto che, come sempre, si punta sull’apparenza; sarebbe bastato creare delle isole ecologiche almeno per la stagione estiva.
Su questi temi si chiede al sindaco, in qualità tra l’altro di autorità sanitaria locale, di interessarsi affinché nessun pericolo possa derivare per l’incolumità di turisti e residenti.

Salvatore Veneziano

 

Il sindaco Valvo, per l’ennesima volta, viene bocciato sul versante del reperimento di risorse per lo sviluppo della città. Infatti anche il progetto per il finanziamento della pista ciclabile, come quello della zona artigianale, è stato bocciato dalla regione Sicilia, ritenuto non conforme allo strumento urbanistico. Il sindaco non perde occasione per straparlare di sviluppo sostenibile e di territorio, ma quando, dalle parole si deve passare ai fatti, dimostra tutta l’inconcludenza della sua azione amministrativa: si è partecipato al bando portando in consiglio comunale il progetto il giorno prima della scadenza, solo dopo una nostra interrogazione e sollecitazione, riprendendo un progetto vecchio di dieci anni, che ovviamente necessitava di adeguamenti.
Tutto questo dimostra quanto da noi sostenuto in questi anni: non esiste un parco progetti adeguato che possa consentire di partecipare tempestivamente ai numerosi bandi che spesso, tra l’altro, vengono pubblicati solo con pochi giorni di validità, ragion per cui occorre avere progetti già pronti; la revisione del piano regolatore è ormai improcrastinabile ed i ritardi dell’amministrazione Valvo inaccettabili; i tanto sbandierati “buoni uffici” del sindaco alla regione Sicilia sono la solita autocelebrazione, ed invece a quanto pare, il nostro primo cittadino viene scarsamente preso in considerazione; più che “conoscenze”, per il finanziamento delle opere servono buoni progetti ed indirizzi politici adeguati.
A Noto, con questa amministrazione, arrivano solo i finanziamenti che vengono distribuiti a cascata a tutti i comuni (leggasi i cantieri di lavoro) e le uniche opere che si stanno realizzando prevedono il ricorso a mutui che indebitano l’ente e quindi tutti i nostri concittadini (leggasi via Ducezio, ovvero un milione di euro dalle tasche dei Notinesi).
La pista ciclabile è una infrastruttura per la viabilità dolce, pensata dall’amministrazione Leone, che realizzò un progetto e recuperò il finanziamento che le amministrazioni successive non sono riuscite nemmeno a spendere ed ora l’ennesimo colpo di grazia. Altro che Parco degli Iblei! Basterebbe curare e saper gestire gli strumenti ordinari e non pensare di statalizzare un territorio per cercare di camuffare il fallimento di un progetto di sviluppo.
Quella pista ciclabile che avrebbe dovuto collegare Noto a Lido di Noto e poi alla riserva di Vendicari avrebbe rappresentato un ulteriore punto di forza per il nostro territorio, su cui costruire una fetta di economia, ma purtroppo a questa amministrazione interessa ben altro che l’economia: interessano le passerelle, i comunicati stampa e gli annunci.
Ma ahimè con tutto questo “non si campa”.

Noto, 19/04/2010
Salvo Veneziano
Noto Nostra

 
Di Partito Democratico Noto (del 18/04/2010 @ 13:18:10, in La voce dei partiti, linkato 193 volte)

Ennesima umiliazione per il Comune di Noto. Ancora una volta i roboanti proclami del Sindaco Valvo si trasformano in una sonora bocciatura a livello regionale. Questa volta è toccato al progetto della pista ciclabile, predisposto anni addietro da un’altra amministrazione e, riesumato lo scorso mese di dicembre, presentato in fretta e furia in scadenza di termine.
Puntuale, quanto prevedibile, è arrivata la non ammissione del progetto al finanziamento, previsto dalla linea di intervento 3.3.2.4 del Por Fesr 2007-2013 per le cosiddette GreenWay in Sicilia, cioè infrastrutture viabili ecocompatibili.
L’Assessorato regionale alle infrastrutture e mobilità, con decreto dirigenziale del 12 aprile, ha giudicato ammissibili al finanziamento 15 progetti su 18 presentati e, manco a dirlo, quello netino, concernente il primo tratto della pista ciclabile da c.da Faldino a lido di Noto, è rimasto escluso, classificandosi all’ultimo posto.
Ancora una volta, la mancanza di idee, l’assenza di programmazione, la nomina a scadenza bimestrale dei dirigenti, i continui ricatti di consiglieri che a tutto pensano meno che alla città, sono alla base di un modo di amministrare dilettantistico e fallimentare che produce le conseguenze denunciate.
E così Noto resta fuori da importanti finanziamenti comunitari e regionali, accentua il gap di crescita economica rispetto ai comuni vicini, è costretta ad indebitarsi per eseguire opere pubbliche indispensabili, il tutto con irreparabili danni al suo sviluppo economico ed occupazionale.
Ora, si invita il primo cittadino a “salvare i salvabile”, avendo il Comune quindici giorni di tempo per presentare osservazioni e rilievi per la riammissione del progetto.
Il PD netino ha già interessato l’on. Bruno Marziano che, finora al’oscuro di tale progetto in quanto mai coinvolto dal Sindaco Valvo, ha dichiarato che si impegnerà personalmente e farà tutto quanto in sua possibilità perché il progetto possa godere del finanziamento e possa, quindi, trovare realizzazione.
Per la cronaca, nella provincia aretusea, hanno avuto diversa e più felice sorte due progetti: quello presentato dalla Provincia Regionale Siracusa che si è classificato al primo posto (89 punti) e riguarda l’area di Pantalica per un investimento finanziabile di tre milioni e 276 mila euro e quello presentato dal Comune di Palazzolo Acreide che si è classificato al secondo posto, con il punteggio altissimo di 87,50, staccando di oltre 40 punti l’ultimo classificato.
Giovanni Campisi – Segretario PD Noto

 
Di NOTOLIBERA (del 01/04/2010 @ 15:30:49, in La voce dei partiti, linkato 210 volte)

Pubblichiamo il comunicato stampa fattoci pervenire da Giovanni Campisi che riporta le dichiarazioni di alcuni esponenti dell'opposizione in merito alla seduta consiliare di ieri. 

Il Consiglio Comunale del 30 marzo, rinviato al giorno seguente per mancanza del numero legale, si è risolto nell’ennesimo nulla di fatto. Nella seduta del 31 marzo, infatti, i consiglieri di maggioranza, presenti solo all’apertura del civico consesso, non sono comparsi al momento del voto, facendo si che il Consiglio venisse sciolto per mancanza del numero legale e decretando la momentanea archiviazione dei punti all’ordine del giorno, in totale spregio degli interessi della città.

Giovanni Campisi- segretario PD Noto: “ I netini sono stanchi di assistere agli indecorosi teatrini messi in atto dai consiglieri comunali di maggioranza. Non si capisce perchè questa amministrazione continui a portare in Consiglio Comunale importanti atti da deliberare se poi, in sede di approvazione degli stessi, non c’è una maggioranza che possa votarli. Il Partito Democratico, pertanto, invita il Sindaco Valvo a verificare che ci sia ancora una maggioranza che lo sostiene. Se così non fosse, tragga le conseguenze e, per il bene di Noto, si dimetta”.

Corrado Sallicano- coordinatore MPA Noto : “Quella di ieri sera è l'ennesima smentita che segue le roboanti dichiarazioni del sindaco. Vorrei ricordare che l'approdo in consiglio di queste delibere era stato preceduto da un solenne annuncio che a sua volta giustificava il ritiro di una di queste delibere che invece appariva del tutto immotivato. Restiamo in trepidante attesa del prossimo comunicato , posto che è l'unica attività che gli riesce di svolgere, anche se è quella che denuncia sempre più la Sua macroscopica inadeguatezza”.

Salvatore Veneziano- consigliere comunale Noto Nostra: “Il sindaco in consiglio comunale ha più volte affermato che non si sarebbe fatto dettare i tempi dall´opposizione e su questo lo possiamo rassicurare: l´argomento non ci appassiona, a noi interessa porre l´attenzione sulla situazione di drammatica crisi in cui versa la nostra città, i suoi tempi non ci interessano.
Tuttavia il sindaco deve prendere atto che i tempi in consiglio gli vengono dettati da quei consiglieri, che pur essendo di maggioranza, non condividono gli atti che l´amministrazione porta in consiglio atteso che le ultime sedute del consesso cittadino sono andate deserte e, se si escludono le deliberazioni votate anche dall´opposizione riguardanti temi di interesse generale, come il problema dell´acqua o dell´agricoltura, nulla di rilevante passa più dal consiglio comunale.
Assistiamo all´ennesima paralisi della vita amministrativa per le solite schermaglie interne alla maggioranza”
.

Vincenzo Micale- consigliere comunale: “Quando la maggioranza è chiamata a deliberare su atti importanti, puntualmente, si assiste al suo dissolvimento. Questo stato di cose prova, se ancora ce ne fosse bisogno, come la maggioranza esista solo sulla carta, non deliberando niente di rilevante da mesi e provocando l’assoluta paralisi amministrativa”.

 
Di corrado bianca (del 31/03/2010 @ 11:33:24, in La voce dei partiti, linkato 143 volte)

Poco più di un anno ci separa dalle prossime elezioni comunali ed è doveroso cominciare a porsi il problema di come costruire un’alternativa all’attuale governo cittadino che è senza ombra di dubbio da annoverare tra i più inconcludenti della storia di Noto. Un governo comunale che si è solo preoccupato di curare con operazioni di natura propagandistica la propria immagine ma che nel concreto non ha dato nessuna risposta ai problemi della città: dal Piano regolatore generale, a quello artigianale, da quello commerciale alle fonti di energie rinnovabili, dallo stato della viabilità a quello della organizzazione della macchina amministrativa. E’ sufficiente ricordare un solo dato, lasciando le conseguenti valutazioni alle riflessioni dei lettori. Nei primi 68 giorni del corrente anno la giunta e il consiglio comunale hanno approvato rispettivamente 36 e 11 atti deliberativi di ordinarissimi amministrazione mentre il Sindaco ha sfornato ben 104 comunicati stampa. Questo semplice elemento è sufficiente a far comprendere come l’Avv. Valvo ha probabilmente confuso il suo ruolo di Sindaco con quello di capo redattore di una qualsivolglia agenzia di stampa.
E’ fuor di dubbio che la crisi dei governi degli enti locali sia diffusa ovunque e questo avviene proprio nel un momento in cui le difficoltà economiche e sociali richiederebbero alle istituzioni locali efficienza e impegno nel servire i cittadini. E’ questa la considerazione da cui partire se si vuole svolgere un’azione politica e di governo della città selezionando e proponendo una classe dirigente che ci eviti l’indecoroso spettacolo, a cui nessun gruppo è stato indenne, degli innumerevoli cambi di “casacca” da un gruppo all’altro nello stesso partito; da un partito all’altro; da partiti a movimenti, con la conseguenza che man mano che avvenivano mutava anche il tipo di maggioranza, cambiavano gli assetti e la materia del contendere, che passava dalle strategie partitiche a richieste di “soddisfazioni” personali, (basti pensare al criterio dei due Consiglieri per avere un Assessore).In questo scenario come PD insieme a pochissimi altri abbiamo avuto un ruolo sempre chiaro nei confronti dell’amministrazione e soprattutto di grandissimo rispetto per il ruolo che il responso delle urne ci aveva assegnato. Nella valutazione degli scenari futuri non si può non partire da quello che è successo in questi quattro anni e da quelli che sono gli attuali schieramenti in consiglio comunale. E’anche giusto che si cominci a discutere coinvolgendo quei settori della città che sono stati determinanti per la vittoria di Valvo ma che oggi sono assolutamente insoddisfatti della sua azione amministrativa.
Dalla crisi attuale può nascere una prospettiva di vero cambiamento ma per quello che ci riguarda bisogna avere la consapevolezza che tutti i risultati elettorali degli ultimi anni hanno visto il centrosinistra nella nostra città di molti punti percentuali inferiori alla coalizione di centrodestra. Questo gap può essere colmato solo con un recupero di quelle realtà che sono disponibili alla nascita di una coalizione alternativa all’attuale compagine. Una coalizione che non sia unita dalla volontà di essere contro qualcuno ma, al contrario, per qualcosa, dove il qualcosa non è un’entità astratta, bensì la città, che merita un governo all’altezza e in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini. I programmi si sa sono molto spesso simili se non addirittura fotocopie. Inutile ripetere il solito motivo del bene della città, tanto caro all’attuale Sindaco. Volere il bene della città è una enunciazione di principio che non può non trovare tutti d’accordo ma che è assolutamente stantia e priva di significato se non si riempie di contenuti. Bisogna stabilire come si vuole raggiungere il bene della città con atti concreti, con atti che si trasformino in scelte amministrative e di uomini coerenti con questo obiettivo. E allora forse bisogna riflettere su quali affinità è necessario costruire un progetto di governo per i prossimi anni. Un progetto nuovo che rappresenti una svolta a favore di una città che è stanca di sentirsi dire di avere enormi potenzialità senza riuscire a vedere risultati concreti. Come PD riteniamo di avere le carte in regola per prospettare, insieme ad altri , nella considerazione degli altri interlocutori, ma pretendendo lo stesso rispetto, l’obiettivo di costruire una proposta alternativa per Noto.
Corrado Bianca

 
Di Partito Democratico Noto (del 26/03/2010 @ 17:23:12, in La voce dei partiti, linkato 259 volte)

CONGRESSO

IDEE, PROGRAMMI, UOMINI, ALLEANZE
PER IL GOVERNO DEL PAESE


DOMENICA 28 MARZO 2010 ORE 10.30
CONVITTO RAGUSA - NOTO



CITTADINI, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI, PARTITI, AUTORITA’, STAMPA
SONO INVITATI AD INTERVENIRE

Interverrà l’on. Bruno Marziano

Circolo PD Noto

 

 
Di Movimento Noto Nostra (del 18/03/2010 @ 18:38:17, in La voce dei partiti, linkato 126 volte)

Al Sindaco Valvo sono saltati i nervi. Non gliene possiamo volere: la verità fa male e, in questo caso, induce anche a farneticare, DISINFORMARE E MENTIRE SPUDORATAMENTE.
Ma dobbiamo subito dargli ragione su una cosa: confessiamo di non leggere l’alluvione dei suoi comunicati stampa. Pensiamo che l’Amministrazione vada giudicata in base ai suoi atti di governo e non in base alla sua propaganda.
Ascoltiamo, però, la voce dei nostri concittadini.

La Regione è in ritardo con l’emanazione dei bandi per il POR 2007/2013. Ma proprio per questo, quando finalmente li pubblicherà, darà al massimo appena sessanta giorni di tempo per presentare progetti “cantierabili” (cioè già esecutivi e muniti di tutte le numerose approvazioni necessarie). Come si sta preparando il Primo Cittadino a questa prospettiva? In nessun modo: non sta facendo approntare alcuna progettazione significativa né all’Ufficio Tecnico, né a professionisti privati. Noi di Noto Nostra dormiamo, ma il disinteresse del Sindaco, se non è tale come può essere definito? Amnesia? Letargia cronica?
Nonostante la mancanza dei bandi, avrebbe potuto accedere a finanziamenti a fondo perduto per pavimentare Via Ducezio. Non c’è riuscito ed ha invece acceso un mutuo (rimborsato con nuove tasse a carico dei notinesi!). Avrebbe anche potuto farsi finanziare la zona artigianale di c.da Zupparda: non è stato capace.
Ma se qualcuno gli rimprovera l’inconsistenza della sua azione amministrativa, gli viene un rigurgito di stizza, tanto abbondante da fargli confondere le realizzazioni del Sindaco Raffaele Leone con le sue. Per fargli tornare la memoria:
a) l’area di protezione civile di c.da Faldino, in corso di costruzione, si sta facendo grazie ad un finanziamento ottenuto dall’Avv. Leone e ad un progetto da lui commissionato; la stessa cosa deve dirsi per l’intervento sul Convento di S. Francesco (ex Liceo Scientifico): dopo otto anni era ora che Valvo li realizzasse;
b) la richiesta di finanziamento e la progettazione di massima per il parcheggio in Via A. Di Giovanni risalgono pure all’Amministrazione Leone;
c) i Mosaici della Villa del Tellaro sono tornati al loro posto grazie al progetto fatto preparare dal Sindaco Leone ed al finanziamento da lui ottenuto dalla Provincia; l’attuale Primo Cittadino si è limitato a trovare i soldi per ripristinare la copertura, dopo che era crollata; ogni attività invece era rimasta ferma nei trent’anni precedenti l’elezione dell’Avv. Leone;
d) l’Università è stata creata a Noto dall’Amministrazione Leone;
e) l’Avv. Leone riportò la gestione dell’acquedotto municipale nelle mani del Comune, dopo quarantacinque anni di gestione EAS; l’Avv. Valvo si è precipitato a ritrasferirla alla SAI 8;
f) occorre che il sindaco Valvo ci spieghi che cosa ha fatto per la Biblioteca Comunale, dal momento che essa langue da mesi senza Direttore e che il Comune non spende una lira per aggiornare il patrimonio librario da vari anni: l’attuale Amministrazione si è limitata a trasferirla a Palazzo Nicolaci, il quale è stato restaurato grazie ad un finanziamento ex L. 433 ottenuto dall’Amm.ne Leone;
g) sotto la guida del Sindaco Leone la Città “dimenticata” fu iscritta nella lista UNESCO; aspettiamo che l’Avv. Valvo ci spieghi in che modo solo ora e per quali meriti Noto è diventata “vero riferimento regionale e nazionale”;
h) nel 1994 l’impianto sportivo della Villa Comunale era totalmente inagibile. Fu restaurato e riaperto dall’Amm.ne Leone, compresa la pista da ciclismo, oggi di nuovo in abbandono. I ruderi del complesso di c.da Zupparda furono ereditati dalle “nostre” Amministrazioni. Ma la piscina, ora aperta, la recinzione e il campo di allenamento furono costruiti e fortemente voluti dalle Giunte Leone e grazie all’impegno dell’Assessore Dott. Calamaro.
QUESTI SONO FATTI INCONTROVERTIBILI, FINO A QUERELA DI FALSO!
Lo sappiamo, è stucchevole ripetere sempre le stesse cose. Tra l’altro l’elenco è molto più corposo, infatti, sono decine e decine i progetti realizzati o avviati a Noto dalle Giunte Leone. Magari in un’altra occasione ne riparliamo.
Tuttavia bisogna pure riconoscere le benemerenze di Corrado Valvo. Infatti:
1) lui, che come unico modello di sviluppo conosce il turismo, tiene chiuso l’Ostello della Gioventù, realizzato ed aperto dell’Amm.ne Leone;
2) lascia deperire senza alcun intervento l’edificio del Primo Istituto Comprensivo “V. Littara”, precipitosamente ed improvvidamente chiuso dall’Amm.ne Accardo;
3) ha abbandonato l’ex Ospedale Trigona, dopo che si sono conclusi i lavori commissionati, appaltati e finanziati sotto l’Amministrazione Leone;
4) ha soppresso la scuola musicale, dilapidando un patrimoni storico-culturale bicentenario;
5) ha aumentato la tassa rifiuti del 62,8 %; poi ha fatto recapitare a numerosissimi cittadini ulteriori accertamenti che hanno accresciuto le basi imponibili; per questi contribuenti il peso della tassa è raddoppiato. La tanto decantata “differenziata” fino ad ora ci è costata enormemente in termini economici! È vero che si tratta di un servizio moderno, ma il come ci si è arrivati, attingendo risorse a piene mani dalle tasche dei netini è del tutto deprecabile. Inoltre attendiamo gli esiti della gestione del servizio che dovranno necessariamente garantire, affinché se ne possa decretare il successo, un risparmio netto nella misura del tassa a carico dei cittadini. Solo questo ha senso, gli slogan esaltanti sulle percentuali di raccolta non contano nulla!
6) Dulcis in fundo l’ASPECON. Manca un piano industriale di sviluppo e ristrutturazione, per cui non è dato capire se è quando l’Ente, partecipato al 100% dal Comune, inizierà un ciclo virtuoso. Meglio stendere un velo pietoso, ma di sicuro, prima o poi, qualcuno sarà chiamato a rispondere dell’attuale gestione. A quel punto, Sig. Sindaco, nessuno potrà più invocare la clemenza della Corte.
Per tutto ciò, quindi, la città le deve molto. Mille grazie e complimenti!
Non abbiamo capito di quali “villaggi turistici, silos ed autorizzazioni petrolifere” parli il Capo dell’Amm.ne nel suo comunicato. Abbiamo solo intuito che ha messo sotto vincolo anche le strade statali! Il suo furore anti imprenditoriale è senza limiti. La politica dei “NO” è al paradosso. Alle volte sembra che l’ideologia che anima il Sindaco sia la stessa del Partito Comunista ai tempi della D.C.! Se comunque ci si riferisce ad iniziative produttive consentite durante l’Amm.ne Leone, ce ne vantiamo: sono “fatti”, grazie ai quali qualcuno lavora. Non è aria fritta, come quella che ci fa respirare ogni giorno l’Avv. Valvo.
Anche se adesso arrivano i cantieri grazie ai fondi FAS, millantare tutto questo per progresso e sviluppo economico è follia. Si tratta di attività realizzate grazie a misure straordinarie una tantum. Fondi assimilabili agli “ammortizzatori sociali” che non producono effetti durevoli e non incidono sensibilmente nell’economia del territorio.
E a proposito di ambiente, tutelato dal Sindaco Leone con interventi concreti e non con proclami ideologici, vogliamo rammentare che nel 1994 i due terzi della costa erano non balenabili, perché inquinati, mentre nel 2002, quando la “nostra” Amministrazione finì il mandato, le spiagge di Noto erano segnalate dalla Guida Blu del Touring Club Italiano (prestigiosa associazione non politica) come le più pulite della terraferma siciliana. Nel 2009, dopo tre anni di cura Valvo, sono riapparsi i divieti di balneazione per inquinamento.

Prendiamo poi atto che egli si è “riappropriato” del territorio di Noto. Non ce ne eravamo accorti, dal momento che negli ultimi otto anni i soli che si sono “appropriati” del territorio sono i cani randagi e gli abusivi, che imperano dal mare fin sotto ai gradini della Cattedrale. E lui talvolta li difende pure come avvocato!
Sul Teatro, riaperto dal Sindaco Leone (così come Palazzo Ducezio) sono dati di fatto:
a) che la struttura è inzuppata di umidità;
b) che il 50% delle lampadine è spento;
c) che i posti autorizzati per quest’anno sono solo 200; l’anno prossimo penserà Iddio;
d) che prima si facevano due serate per ogni spettacolo e in entrambe le serate la sala era piena; oggi se ne fa solo una;
e) che prima si dava, oltre la prosa, anche lirica e concerti, che invece ora sono cancellati.
Finora non si è parlato della Cattedrale. Non è detto che in futuro il Sindaco non ne rivendichi il merito della riapertura. Non c’è limite alla mancanza di decenza.

Ma l’argomento su cui l’Avv. Valvo ha superato se stesso, dandoci la certezza che, quando ha scritto il suo ennesimo comunicato stampa, non c’era con la testa è stato quello delle allusioni. Leggere di certi sproloqui lascia basita qualsiasi persona sana di mente. Mentre aspettiamo che faccia i nomi delle “persone amiche del Sindaco” e dei “figli o parenti di amici e consiglieri o assessori”, che sarebbero stati gratificati dall’Avv. Leone, diciamo che sono ridicole parole del genere in bocca a chi:
- ha nominato direttore generale del Comune, con spese a carico del contribuente, il Sig. Benedetto Figura, fratello del consigliere comunale di maggioranza Roberto;
- ha nominato assessore il Dott. Giuseppe Lumera, suocero del consigliere comunale Vincenzo Schemmari, così acquisito alla sua maggioranza;
- tiene la moglie nel consiglio di amministrazione del Teatro e il di lei marito, Dott. Testa, assessore nella Giunta Municipale. Imprese familiari!

E ancora, pur se trascorsi alcuni anni, come dimenticare che il primo atto significativo di Corrado Valvo come “nuovo” amministratore fu quello di pagare 600.000,00 euro ai suoi familiari?
Pulizia, decenza, moralità, opportunità, conflitti d’interesse: ne possiamo parlare in ogni momento.

Comunque tutto ciò non è il vero punto. Si continua ad attaccare l’Avv. Leone nel disperato tentativo di trovare un nemico da distruggere facendo appassionare i fan ad un “insulso” duello, e distraendo la città dai problemi e soprattutto dai programmi. Leone è stato in carica ben nove anni, viene con ossessione ripetuto. La continuità con la precedente Giunta eletta nel 2002, caro Sig. Sindaco, della quale ha condiviso e continua a condividere tutto, in primis l’inefficienza e l’inefficacia dell’azione amministrativa, non è però frutto di invenzione. Capiamo il suo imbarazzo. Certo non è cosa facile nemmeno per un retore come lei rinnegare i trascorsi che le hanno dischiuso le porte della carriera politica. Dal 2002 ad oggi sono ben otto anni di presenza politica in città ai più alti livelli istituzionali. Scusate se è poco!
Con uguale simpatia, buona campagna elettorale anche a Lei.

NOTO, 17/03/2010 - IL MOVIMENTO “NOTO NOSTRA “

 
Di NOTOLIBERA (del 17/03/2010 @ 19:48:08, in La voce dei partiti, linkato 171 volte)

Si è svolto martedì 16 marzo, presso la sede del circolo PD, un incontro cui hanno preso parte i rappresentanti dei due partiti di opposizione, Partito Democratico ed MPA, per fare il punto della situazione politico-amministrativa presente in città e per rilanciare un’azione di opposizione che sia comune ed incisiva. Presenti i rispettivi coordinatori, Campisi e Sallicano, tutti i consiglieri comunali dei due partiti, nonché numerosi quadri dirigenti.
Giovanni Campisi - Segretario PD Noto: “Il Partito Democratico, da sempre all’opposizione di un’ amministrazione ritenuta fallimentare ed inconcludente sotto ogni punto di vista, ritiene utile iniziare una cooperazione con tutte quelle forze moderate presenti in città, così da farsi trovare pronto alla prossima tornata elettorale, come valida alternativa di governo. Dal confronto avuto con gli amici dell’MPA è emerso chiaramente come numerosi siano i punti che ci uniscono e che ci vedranno insieme nella lotta ad un modo di governare approssimativo che tutto fa meno che il bene dei cittadini. Dal piano regolatore a quello commerciale, dalla gestione dei rifiuti a quella dell’acqua, dall’abbandono delle contrade agli sperperi per la spesa corrente, questi, e molti altri, sono i temi su cui il PD, insieme con l’MPA, non farà sconti all’amministrazione Valvo, pensando contestualmente alla formazione di un programma di rilancio da presentare alla città”.

Corrado Sallicano – Coordinatore MPA Noto: “Il confronto con il Partito Democratico, incentrato sull’attività amministrativa della giunta Valvo, è la prosecuzione naturale di un percorso che ha già trovato punti importanti di convergenza su alcuni argomenti che sono stati all’ordine del giorno del consiglio comunale.
Partendo, dunque, da una comune valutazione di inadeguatezza rispetto all’attività dell’amministrazione, abbiamo concordato, per il prossimo futuro, un percorso che serva a conferire maggiore incisività alle forze di opposizione che, a quel che è dato sapere sono sempre più crescenti in consiglio e nella città, e soprattutto a costruire un’alternativa a Valvo per la ormai prossima scadenza elettorale”.

 
Di SalvoVeneziano (del 11/03/2010 @ 08:45:14, in La voce dei partiti, linkato 264 volte)

Il sindaco, con l’ennesima riproposizione dei criteri per il fotovoltaico, di fatto continua la sua costante azione di musealizzazione del territorio, mascherandola con il solito pretesto della tutela del paesaggio e quindi bloccando qualsiasi forma di sviluppo. Esiste un piano energetico regionale che già realizza questa funzione, mentre con l’approvazione da parte del consiglio comunale di detti criteri si dà un indirizzo politico inliberale.
Nello specifico queste linee guida, come le prime che il sottoscritto e l’opposizione contestarono a suo tempo, mortificano di fatto qualsiasi iniziativa imprenditoriale e soprattutto, al contrario di quanto esibito a parole dal sindaco, limitano l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.
Quando si impone che solamente il 2% del territorio comunale sia impiegabile con gli impianti fotovoltaici, laddove i terreni marginali e quelli in cui comunque non si pratica più agricoltura sono molto più estesi, non si capisce la ragione del limite, se non in una logica di ostilità agli impianti fotovoltaici; non si capisce perchè debba essere vietata l'estirpazione tout court degli olivi (ad es. anche di quelli malati o improduttivi); la distanza di almeno 2 km tra un impianto e l'altro significa penalizzare i proprietari di fondi vicini, senza alcuna garanzia e senza che la loro penalizzazione possa trovare giustificazione in una programmazione preventiva, creando una sorta di giungla nella quale chi arriva primo detta legge; si maschera ancora come tutela del territorio il divieto di demolizione dei muri a secco esistenti, l'obbligo di realizzare le recinzioni con muri a secco (ricordiamo che gli stessi muri possono essere rimossi da chiunque altro e per qualsiasi altra attività che non sia quella della installazione di impianti fotovoltaici).
Per contro non viene previsto nulla per quanto riguarda lo studio idrogeologico e la prevenzione del relativo rischio, posto che l'eliminazione delle colture agrarie potrebbe creare questo tipo di problema soprattutto in un territorio come il nostro che in tal senso presenta molteplici criticità.
In definitiva si inseriscono ulteriori vincoli che non servono a tutelare il territorio, ma di fatto rendono impossibile la realizzazione di impianti economicamente vantaggiosi per la produzione di energia pulita.
Si continua a impoverire il nostro territorio e soprattutto le contrade, mortificando in questo modo le enormi potenzialità esistenti , imponendo eventuali oneri concessori che scoraggiano gli investitori e inserendo ulteriori balzelli che trasformano la richiesta di installazione di impianti fotovoltaici in una infinita corsa ad ostacoli.

 
Di Raffaele Leone (del 10/03/2010 @ 10:48:01, in La voce dei partiti, linkato 181 volte)

Ci vantiamo tre volte al giorno che Noto è una Città di cultura. Si tratta di una affermazione autoelogiativa falsa, la quale produce l’unico effetto di evitarci di guardare in faccia la realtà.
Non basta possedere bei palazzi ed una struttura urbana particolare, frutto non dell’ingegno dei contemporanei, ma lasciati in eredità da una società, che non esiste più. Le condizioni socio-economiche che generarono la grande stagione del barocco sono finite da oltre un secolo e mezzo: non ci sono i nobili, non ci sono gli ordini religiosi, si sono perduti i saperi e le professionalità di quel tempo. Ora la situazione è ben diversa. Dove sono gli uomini di scienza, di lettere o di arte, la cui presenza potrebbe autorizzarci a fregiarci tuttora dell’appellativo di città di cultura?
Dove sono le istituzioni di studio, di ricerca o di alta formazione, che creano l’ambiente del sapere?
Non c’è nulla di tutto ciò. C’è invece un uso propagandistico del termine cultura, che maschera l’incapacità di progettare il futuro della Città e che copre scelte rinunciatarie. Non abbiamo le persone e le risorse finanziarie, di cui disponevano gli aristocratici ed il clero del ‘700, per produrre cultura. Oggi possiamo parlare solo di “beni culturali”, vale a dire delle cose materiali in cui si è cristallizzato il sapere di un tempo. Ma il grave è che non siamo neppure in grado di conservare quello che il passato ci ha tramandato. Il discorso sullo stato di abbandono, in cui stanno ripiombando i nostri monumenti, dopo il fervore dei restauri degli anni novanta, è lungo. Mi riprometto di farlo con più interventi, perché non può essere contenuto nello spazio di un solo articolo. Mi preme però denunciare subito pubblicamente la desolata condizione in cui viene tenuto il Teatro Comunale, che dovrebbe essere il luogo privilegiato della vita artistica della Città. Lo stabile è sull’orlo della chiusura per inagibilità. Invito il sindaco, che usa parlare di UNESCO in ogni suo intervento, a farlo visitare ad un rappresentante di questa istituzione. Non so che fine farebbe la sua politica dell’immagine. Forse correremmo il rischio di essere cancellati dalla lista del Patrimonio dell’Umanità. L’immobile è inzuppato di umido in ogni sua parte, dal botteghino fino ai piani alti. Quasi tutte le condutture dei bagni perdono, macchiando e deturpando i corridoi dei palchi. L’impianto di climatizzazione non funziona. Circa la metà delle lampadine è fulminata. Non esiste alcun sistema di sicurezza. Le ripetute scorrerie dei vandali, i quali vi hanno lasciato anche la firma, scritta con i loro escrementi (d'altronde in quale altro modo potevano scrivere?), è solo un sintomo (e neppure il più eclatante) del degrado. Il numero dei posti disponibili sarebbe teoricamente di circa trecento. Ma l’Autorità di P.S. ne ha autorizzato provvisoriamente solo duecento. Ed è già un miracolo. La struttura era stata chiusa agli inizi degli anni ’80, perché non era più conforme alle norme di sicurezza. Iniziarono lunghi lavori di adeguamento che nel 1994, quando fui eletto sindaco, continuavano ancora stancamente. Consistevano nel rinnovo degli arredi (poltroncine, tappezzerie, palcoscenico) con materiali resistenti al fuoco, nella sostituzione del sistema di condizionamento, nel rifacimento degli impianti, nella creazione del sistema antincendio. Diedi una accelerazione per la loro conclusione. Ed in effetti, dopo due anni, il Teatro fu riaperto nel 1996 con un convegno di studi in onore di Vittorio Sgroi (uno degli ultimi uomini di cultura che nel passato hanno dato lustro alla Città) in occasione della sua nomina a Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione. L’anno successivo si tenne la prima stagione teatrale e poi anche quella lirica, che riprendeva una antica tradizione, ormai scomparsa da decenni. Le iniziative ebbero successo, tanto da spingerci ad articolare le stagioni seguenti in due serate per ogni spettacolo. Gli abbonamenti consentivano di riempire la sala in entrambi i turni. Indi mettemmo in piedi due iniziative: un progetto di consolidamento e restauro dell’intero fabbricato e la creazione della Fondazione Teatro di Noto. Il primo aveva lo scopo di risolvere definitivamente i problemi di conservazione delle strutture murarie. Riuscimmo ad ottenere un primo finanziamento di £. 500.000.000, finanziato sulla L. 433/91 (quella del terremoto). La cifra era ampiamente insufficiente, ma si trattava di un passo iniziale, cui avrebbero dovuto seguirne degli altri. Invece negli anni seguenti il progetto non fu più curato, né dall’Amministrazione Accardo, né dalla attuale. E’ rimasto scritto nel piano triennale delle opere pubbliche, ma la Regione ha revocato anche la promessa dei cinquecento milioni. Nel frattempo non si sono fatte neppure le ordinarie manutenzioni e così si sono intasati i pluviali delle coperture e i tubi di scarico delle fognature. E’ andato fuori servizio il sistema di climatizzazione. Non si sono sostituite neppure le lampadine fulminate. La Fondazione attraverso il coinvolgimento della Provincia e l’apertura ai privati aveva l’ambizione far travalicare al nostro teatro le dimensioni municipali per trasformarlo in luogo d’arte sovracomunale, partendo dalla constatazione che è l’unico teatro di tradizione aperto in provincia. Ma anche questa iniziativa è sostanzialmente fallita per l’interpretazione che di essa ha dato la politica: il consiglio di amministrazione è diventato una delle tante greppie del sottogoverno. I consiglieri sono stati scelti col criterio della lottizzazione, neppure per partiti, ma per correnti e per singoli mentori. Il Presidente della Provincia, non riuscendo a risolvere il rebus degli appetiti dei partiti non ha trovato di meglio che metterci “provvisoriamente” (da oltre due anni) un uomo della sua segreteria. La stagione è stata ridotta ad una solo serata per quest’anno. La lirica e i concerti sono solo un lontano ricordo. L’anno prossimo non sappiamo neppure se il Teatro sarà ancora aperto.
Ma, per Giove, ci basti sapere che siamo una Città di Cultura!

 
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