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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
FERRARA, 19-21 MAGGIO 2010 “Accadueo”, mancano soltanto venti giorni al via dell’attesa decima edizione È la manifestazione leader del settore idrico A meno di un mese dall’avvio della sua decima edizione, H2O-ACCADUEO si riconferma il più importante appuntamento per il settore delle tecnologie per il trattamento e la distribuzione dell’acqua potabile e il trattamento delle acque reflue. H2O-ACCADEO, che vede tradizionalmente nel momento espositivo il proprio punto di forza grazie alla presenza delle principali aziende produttrici di componenti e apparecchiature, ha visto crescere progressivamente, nelle ultime edizioni, la centralità del programma convegnistico che costituisce, oggi, un vero plus per la manifestazione organizzata da BolognaFiere, in collaborazione con Ferrara Fiere Congressi. Di particolare rilievo, anche nell’edizione 2010, la presenza di Federutility, la più importante associazione del settore, che coordina il convegno inaugurale, durante il quale verranno trattati i temi di maggiore attualità della riforma dei servizi idrici e presentata una innovativa proposta per le “fontanelle del III° Millennio”. Molto apprezzata anche l'iniziativa di IWA Italia, emanazione nazionale dell'Associazione mondiale dell'acqua, che sta predisponendo nell’ambito di H2O-ACCADUEO un evento di rilievo internazionale con la presenza dei maggiori esperti mondiali. Nel corso di tre giornate di lavoro si darà spazio al tema dell’efficienza nella gestione dei servizi idrici, tema che sarà in seguito declinato agli aspetti connessi alla gestione della domanda, delle pressioni, monitoraggio e telecontrollo e gestione delle perdite di rete. Il programma convegni, in fase di perfezionamento, prevede i contributi di: Regione Emilia-Romagna, Confservizi, ARPA Emilia-Romagna, di centri studi come il Cssi e il Cdsu che fanno riferimento a importanti facoltà di ingegneria (Ferrara, Bologna, Trento e il Politecnico di Milano), Unioncamere, Urber, Istituto Italiano Saldatura, associazioni di categoria, aziende produttrici. Una segnalazione, infine, per temi meno aziendali e più "culturali" - ma comunque con forti ricadute operative - che verranno affrontati nei tre giorni di manifestazione: dalla qualità alla certificazione, dalla comunicazione alla sostenibilità ambientale, dalle buone pratiche ai progetti di solidarietà. Tra i punti di forza della manifestazione l’importante programma di promozione delle missioni commerciali straniere, realizzato in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero e la Regione Emilia Romagna per favorire il confronto delle aziende espositrici con rappresentanti di diversi governi internazionali e realtà commerciali operanti nelle aree geografiche strategiche per il settore. Brasile, Russia, Cina, Bulgaria, Romania, Croazia, Serbia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Macedonia e Ucraina i paesi al centro dell’attenzione in questa edizione di H2O-ACCADUEO che ha in programma una serie di iniziative finalizzate alla promozione dei contatti commerciali fra aziende espositrici e delegazioni estere. L’incontro per l’innovazione industriale E’ un vero “evento nell’evento” H2O INDUSTRY, organizzato nell’ambito di ACCADUEO con l’obiettivo di affermarsi quale occasione unica di incontro, informazione e approfondimento sulle novità tecnologiche disponibili sul mercato, le normative, le tecniche di gestione, di risparmio idrico ed energetico necessarie per un miglioramento del bilancio economico e ambientale del settore industriale e più in generale produttivo. Particolare evidenza verrà garantita a tutte le tecnologie emergenti in grado di combinare le esigenze di gestione della risorsa idrica dettate dal processo produttivo e dai vincoli normativi, con la possibilità di migliorare il bilancio energetico complessivo e di generare un conseguente ritorno economico. CH4 – CI ACCA QUATTRO Il mercato del gas ha subito, negli ultimi anni, profonde trasformazioni da attribuire al processo di liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e del gas, iniziato nel 2003 con la conseguente apertura di inediti scenari competitivi. La rassegna CI ACCA QUATTRO si propone come luogo di incontro e confronto affinché l’offerta e la domanda di soluzioni ai problemi della progettazione, realizzazione e gestione delle reti gas, abbiano la possibilità di manifestarsi reciprocamente e di integrarsi con le analoghe esigenze che provengono dal mondo delle reti idriche e, in molti casi, dagli stessi operatori. ACCADUEO e CI ACCA QUATTRO sono un’occasione di approfondimento che investe tutti i temi legati al presente e al futuro delle reti di condotte interrate. Il mondo della progettazione, costruzione e gestione delle reti e quello collegato della fornitura di prodotti e servizi specializzati svilupperanno un’intensa attività di analisi delle potenzialità e dei condizionamenti che caratterizzeranno l’immediato futuro delle utilities italiane dell’acqua e del gas. PRESS OFFICE BOLOGNAFIERE Isabella Bonvicini
... e intanto i lavori dei CROCIFERI rimangono FERMI.
Le risposte del Sindaco di Noto in merito al fermo che ha imposto sul progetto di restauro dell’ex Convento dei Crociferi da parecchio da pensare e non poche perplessità emergono.
In generale si può dire che come al solito ci troviamo di fronte al niente!
Si è alzata una cortina fumogena, ma da notizie di corridoio si ha la certezza che gli atti sono stati trasmessi alla Giunta Comunale per quanto di competenza da circa sei mesi.
Questo atto amministrativo per volere del Sindaco è precipitato nel limbo, non si ha nessuna risposta, non sortisce ne approvazioni ne bocciature, insomma il nulla, una stasi completa che è paradossale, il Comune di Noto ha le somme disponibili, il progetto pronto ma non lo manda in appalto.
Il Sindaco ha affermato di voler stornare il finanziamento, è una sua scelta, allora come mai perde tutto questo tempo?
Quali azioni ha messo in campo?
Le risposte sono da corte Berlusconiana dove si sa regnano nani e ballerine, tuttavia non sapendo come al solito che pesci pigliare, prende tempo e non discute la cosa con il Dipartimento della Protezione Civile.
Perché non lo faccia e tergiversi fa parte del solito male oscuro della politica di Valvo, vuota e inconcludente, o forse più semplicemente non è un interlocutore credibile o ha trovato degli ostacoli in questa sua alzata d’ingegno.
Oggi il Sindaco Valvo con questo atteggiamento e con questa omissione da una certezza, si assume la responsabilità di non far eseguire i lavori, e nei fatti dichiara che i Crociferi non hanno alcuna necessità di intervento per opere di restauro e di consolidamento.
E se si verificasse un crollo viste le condizioni della copertura, chi andrebbe in galera?
Forse si sono rilasciate autorizzazioni edilizie in un edificio vincolato senza nessun parer da parte della Sovrintendenza, su un immobile che da lì a qualche giorno doveva essere restaurato e dunque sgombrato?
Intanto fa bella mostra di sé un bell’infisso in alluminio bianco messo di recente in Via Cavour di fronte al Convento di San Filippo Neri.
Stornando i fondi le responsabilità di chi ha firmato tali autorizzazioni verranno a cessare?
Ed in ultimo come si giustificherà il Sindaco di Noto di fronte ai suoi cittadini, con il suo atto di rinuncia ad un finanziamento per restaurare un bene del demanio comunale, il Convento dei Crociferi o ex Pretura a favore di un bene di proprietà della ASL, il vecchio Ospedale Trigona su cui il Comune di Noto non ha nessuna voce in capitolo.
Ciliegina sulla torta deve chiudere il rapporto con i professionisti che hanno redatto il progetto ed anche li si innesca un meccanismo non semplice perché dovrà risarcire i mancati incassi e la perdita dal curriculum della capacità tecnica e finanziaria, oggi elementi fondamentali nella selezione per le gare di progettazione.
Quanti soldi dovrà sborsare di tasca propria il Comune di Noto immotivatamente ?
La Corte dei Conti non potrà addebitarle che a dirigenti ed amministratori poiché si configura un danno erariale nei confronti della città.
Non sappiamo se il Sindaco abbia fatto di queste considerazioni , ma qui la politica non c’entra.
Alle volte non si riesce a capire a quale obiettivo si miri quando si fanno delle domande e delle interrogazioni al Sindaco.
Stamane leggendo sulle interrogazioni di incarichi e consulenze il Sindaco, ha osannato la sua amministrazione poiché ha speso appena 66.000 euro in 4 anni a fronte dei quasi 500.000 di Leone e dei quasi 600.000 di Accardo.
I conti tornano subito, ed il riferimento al passato strizza l’occhio all’amministrazione Leone, omette di dire il nostro “ El Cid Valvo “ che l’amministrazione Leone è stata in carica per quasi 9 anni e che invece egli era Assessore di quella “manica di spendaccioni” della Giunta Accardo che ha divorato in consulenze quasi 150.000 euro all’anno, la media riportata si basa su dati diffusi alla stampa dallo stesso Avv. Valvo.
Gli esempi virtuosi sono sempre ben accetti tuttavia il nostro “El Cid Valvo“ omette dati interessanti su come sia cresciuta la spesa corrente sotto la sua gestione ( le utenze telefoniche grondano sangue) e sull’aumento esponenziale delle spese interne “per consulenze” vista la mole enorme di progetti finalizzati , non si sa bene a cosa.
E’ vero le spese per consulenze sono diminuite se consideriamo solo quelle esterne, perché un incarico esterno non viene conferito, se lo si fa, il professionista locale rimane a bocca asciutta .
Con l’altra mano paga invece fior di migliaia di euro per consulenze interne, basta controllare la spesa e le liquidazioni che si fanno ogni anno ai tanti dipendenti “professionisti”, regolarmente stipendiati dal Comune di Noto, quindi ai 66.000 euro ne vanno aggiunti tanti, ma tanti di più.
Detto ciò manca ancora all’appello l’aspetto più importante, queste consulenze interne ed esterne, nell’arco dei 4 anni quali progetti hanno prodotto e quanti finanziamenti ?
Il sindaco El Cid Valvo naturalmente non risponderà su questo tipo di interrogazioni la cosa imbarazzante è, ma chi fa le interrogazioni le fa perché sciocco o per fare da sponda a Valvo , ormai alle favole però non crede più nessuno, dall’altra qualcuno rammenta la teoria della V Colonna in auge nell’era Accardo.
I risultati eclatanti in questo arco temporale dell’ERA VALVO sono le sonore bocciature rifilate al Comune di Noto che non basta un intera pagina per elencarle.
DELLA ROBOANTE MACCHINA DA GUERRA COS’È RIMASTO ?
SOLO UN DEBITO SULLE SPALLE DEI CITTADINI DI NOTO PER RIFARE LA VIA DUCEZIO, DOPO L’ENNESIMA BOCCIATURA DA PARTE DEGLI ENTI REGIONALI !
Tratto da Liberacittadinanza di Barbara Fois - 23 aprile 2010
Direzione nazionale del PdL: mai vista nemmeno in chiesa tanta gente genuflessa tutta insieme!
Direzione nazionale del PdL : l’arena è pronta ad accogliere lo scontro fra Berlusconi e Fini. E Fini fa un intervento pacato ma preciso, tagliente, che - fra le altre tante cose - rivela anche che il re è nudo e non è una gran bella visione. Ma nessuno prende coscienza di questo in senso profondo, come nella favola di Andersen, anzi: tutti si scapicollano a porgergli asciugamani e accappatoi, paraventi e mutande, con servile reverenza.
E’ Bondi che tradisce il pensiero nascosto di tutti e dice con foga “qui non ci sono spiriti liberi e servi...” e scoppia un applauso clamoroso. Allora lo sanno di essere dei servi, viene da dire. Altrimenti questo scoppio di applausi non avrebbe senso. Sono dunque consapevoli, soprattutto gli aennini, di essere in una posizione falsa. Oggi si tengono la sedia ben stretta sotto il sedere, nascondendosi dietro il dito dell’unità del partito, ma non imbrogliano nessuno: davanti a tutti restano quello che sono: degli opportunisti avidi e cinici.
Lui, il cavaliere, intanto, tiene la scena davanti alla sua claque e minaccia Fini di spogliarlo della carica di presidente della Camera e di cacciarlo dal partito. Non risponde alle domande che gli ha fatto: domande politiche di grande importanza per un dialogo interno, come quella sul ruolo della Lega e del PdL nel nord, della democrazia e del dibattito aperto dentro il PdL, sulla posizione davanti alla riforma della giustizia, davanti all’emigrazione, davanti alle riforme costituzionali. Sono punti nodali, che mettono in discussione la stessa vita democratica non solo nel PdL, ma anche nelle Istituzioni.
Ma Berlusconi non solo non risponde, ma tira fuori la mozione degli affetti e fa la conta degli amici. Del resto lui non risponde mai alle domande di nessuno, o dovrebbe render chiara la sua pochezza. Lui glissa sempre e poi attacca, prima di essere attaccato. E ha ragione, visto che fino ad ora gli è andata bene. Evidentemente George Bernard Show quando diceva che Il martirio è l'unico mezzo con il quale un uomo può diventare famoso senza abilità, non conosceva il cavaliere.
Italo Bocchino, braccio destro di Fini, l’ha detto con nettezza nei giorni scorsi: la richiesta di una spiegazione per certi comportamenti abborracciati, intollerabili e personalistici ha bisogno di una urgente risposta, perché non possa più accadere di vedere un Calderoli correre dal presidente Napolitano per parlare di riforme costituzionali, d’accordo con il solo Berlusconi, senza che la cosa sia stata discussa a nessun livello.
Lo spettacolo rivoltante sono comunque tutti gli altri, i suoi cortigiani, i suoi servitori zelanti, i turibolanti sacerdoti del culto della personalità del cavaliere. Ma quale personalità?!? Viene da chiedersi e non a torto.
Solo qui può sembrare una personalità, in altri paesi nessuno lo prenderebbe sul serio. Ma che rispetto di sé hanno questi berlusconiani che applaudono acriticamente ogni sillaba detta dal cavaliere? Si vede bene come sono arrivati ai posti che ricoprono: devono tutto a lui e riconoscenti chinano la testa. E questo accadrà sempre, se la legge elettorale rimane la stessa e a scegliere i deputati saranno i capi dei partiti. E sarà sempre peggio e i parlamentari saranno scelti fra i più servi, i più inquadrati, i più muti, i più scemi, così non rompono le scatole. Quello che è successo stasera lo dice con agghiacciante chiarezza. E fa vedere un luminoso avvenire politico per gente come Renzo la trota Bossi.
E finchè le cose resteranno così il nostro legittimo desiderio di tornare a una vita politica normale, in cui possano governare persone che abbiano almeno intelligenza, cultura ed educazione ( se è troppo ingenuo sperare nell’ onestà, nella capacità di fare il bene comune, con impegno e serietà), sarà frustrato.
Questa gente infatti non è in grado di garantire neppure questo minimo. Sono solo capaci di ripetere a pappagallo quello che dice il premier, senza aggiungere nemmeno una parola di proprio, timorosi di esporsi e di perdere il posto. E da stasera saranno ancora più timorosi. E per molti motivi, non solo per le minacce e gli anatemi lanciati a Fini da Berlusconi. Il fatto è che non si possono permettere - né il cavaliere né i suoi - che ci siano voci discordi: non sono attrezzati per la democrazia interna, per il dibattito. Non hanno l’abitudine a discutere.
E’ ovvio, infatti, che una persona come Fini, che non solo dice quello che pensa, ma ha anche il coraggio di fare domande imbarazzanti e di contraddire Berlusconi, li getti in una crisi profonda: la sicurezza che dà loro l’obbedire, il seguire gli ordini senza discutere, senza prendersi alcuna responsabilità è incrinata da ogni voce fuori dal coro, fuori dal gregge. Vero è che - come sostiene Eistein - per essere l’immacolato componente di un gregge, bisogna prima di tutto essere pecore.
E pecore però che – tutte insieme – possono diventare aggressive, se qualcosa mette in pericolo la loro tranquillità. Così a fine di una riunione di scontri, stilano un documento abominevole e indegno di una democrazia del 2000, e che potremmo riassumere brevemente così: o mangiate questa minestra o saltate dalla finestra. E il peggio è che lo firmano quasi tutti... campagna acquisti del cavaliere? “Alla fiera dell’est per due soldi alcuni ratti il papino comprò...”
Beh, comunque vadano le cose, almeno il muro impenetrabile di unanimismo che circondava la destra si è malamente incrinato. Non lo diciamo nel senso di “mal comune mezzo gaudio” - visto lo stato della sinistra - ma con la speranza che questo possa anche significare un rimescolamento di carte e una fine più vicina del governo Berlusconi.
Certo, questo vorrebbe dire elezioni anticipate e, se la sinistra resta in questo stato confusionale e catatonico, forse potrebbero essere ancora più pericolose, se confermative di questa maggioranza ( e allora i deliri di onnipotenza chi li fermerebbe più?!), ma d’altra parte non è più possibile vivere in questo incubo spaventoso, in questa incertezza istituzionale, con la libertà e la democrazia appese a un filo. Qualunque sarà lo scenario che si aprirà, speriamo che porti una ventata di novità, perché ormai siamo in apnea da troppo tempo
Il sindaco Valvo, per l’ennesima volta, viene bocciato sul versante del reperimento di risorse per lo sviluppo della città. Infatti anche il progetto per il finanziamento della pista ciclabile, come quello della zona artigianale, è stato bocciato dalla regione Sicilia, ritenuto non conforme allo strumento urbanistico. Il sindaco non perde occasione per straparlare di sviluppo sostenibile e di territorio, ma quando, dalle parole si deve passare ai fatti, dimostra tutta l’inconcludenza della sua azione amministrativa: si è partecipato al bando portando in consiglio comunale il progetto il giorno prima della scadenza, solo dopo una nostra interrogazione e sollecitazione, riprendendo un progetto vecchio di dieci anni, che ovviamente necessitava di adeguamenti.
Tutto questo dimostra quanto da noi sostenuto in questi anni: non esiste un parco progetti adeguato che possa consentire di partecipare tempestivamente ai numerosi bandi che spesso, tra l’altro, vengono pubblicati solo con pochi giorni di validità, ragion per cui occorre avere progetti già pronti; la revisione del piano regolatore è ormai improcrastinabile ed i ritardi dell’amministrazione Valvo inaccettabili; i tanto sbandierati “buoni uffici” del sindaco alla regione Sicilia sono la solita autocelebrazione, ed invece a quanto pare, il nostro primo cittadino viene scarsamente preso in considerazione; più che “conoscenze”, per il finanziamento delle opere servono buoni progetti ed indirizzi politici adeguati.
A Noto, con questa amministrazione, arrivano solo i finanziamenti che vengono distribuiti a cascata a tutti i comuni (leggasi i cantieri di lavoro) e le uniche opere che si stanno realizzando prevedono il ricorso a mutui che indebitano l’ente e quindi tutti i nostri concittadini (leggasi via Ducezio, ovvero un milione di euro dalle tasche dei Notinesi).
La pista ciclabile è una infrastruttura per la viabilità dolce, pensata dall’amministrazione Leone, che realizzò un progetto e recuperò il finanziamento che le amministrazioni successive non sono riuscite nemmeno a spendere ed ora l’ennesimo colpo di grazia. Altro che Parco degli Iblei! Basterebbe curare e saper gestire gli strumenti ordinari e non pensare di statalizzare un territorio per cercare di camuffare il fallimento di un progetto di sviluppo.
Quella pista ciclabile che avrebbe dovuto collegare Noto a Lido di Noto e poi alla riserva di Vendicari avrebbe rappresentato un ulteriore punto di forza per il nostro territorio, su cui costruire una fetta di economia, ma purtroppo a questa amministrazione interessa ben altro che l’economia: interessano le passerelle, i comunicati stampa e gli annunci.
Ma ahimè con tutto questo “non si campa”.
Noto, 19/04/2010
Salvo Veneziano
Noto Nostra
Il sindaco Valvo risponde, come suo solito, con toni fuorvianti e superficiali alle questioni serie e concrete poste all’attenzione dei cittadini e non smentisce questo atteggiamento neppure sul tema dell’istituzione del Parco degli Iblei.
Probabilmente il nervosismo causato dalla consapevolezza che la sua popolarità è in caduta libera lo costringe addirittura a farsi portavoce di un certo ambientalismo microscopico sul piano della rappresentatività, ma molto facinoroso.
Nonostante ciò, su temi così importanti per il futuro della città, i movimenti Notolibera, Noto Nostra, Impegno per Noto e Rinnovamento Politico Netino non intendono farsi trascinare nelle polemiche sterili e capziose del Sindaco, chiaramente tese a spostare l’attenzione dai fatti a tutto vantaggio di una sua personale visibilità politica.
Ribadiamo di essere favorevoli all’istituzione di aree di protezione dell’ambiente quando queste sono individuate attraverso approfonditi studi scientifici, supportate da adeguate indagini socio-economiche e siano frutto di scelte condivise diffusamente dagli abitanti del territorio in cui esse insistono.
Il Parco degli Iblei da questo punto di vista è certamente nato sotto una cattiva stella, figlio illegittimo di una politica becera e trasformista.
Noi non siamo quindi ideologicamente contrari al Parco del Iblei, ma non vogliamo che il territorio netino sia gravato da nuovi vincoli, che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti (riserve naturali, siti di interesse comunitario, vincoli paesaggistici, ambientali, archeologici, forestali ect). Quanto già c’è preserva in maniera completa il nostro territorio. Soprattutto, non vogliamo che il comune di Noto venga spogliato dalla sovranità su uno dei suoi più preziosi beni.
Riteniamo che l’opinione pubblica cittadina su questa vicenda, nonostante i soliti proclami autocelebrativi dell’avv. Valvo sui risultati di riunioni che non esitiamo a definire carbonare, abbia bisogno di ulteriori e più argomentate informazioni.
Per questo ci attiveremo al più presto alla costituzione di un comitato, aperto a tutte le forze sociali, produttive e politiche che formuli proposte idonee a coniugare lo sviluppo economico e la preservazione del nostro territorio.
Questa è la nostra posizione.
Non sappiamo ancora quale è quella del Sindaco Valvo. Non si trinceri dietro la legge. Lo sappiamo che c’è un emendamento approvato al Senato nel cuore della notte da una maggioranza di governo diversa dall’attuale. Ci saremmo aspettati che, cambiata la maggioranza, si fosse rivista anche questa scelta non ponderata. Invece abbiamo dovuto riscontrare che si sta andando avanti a tutta forza nell’iter di costituzione del parco, senza alcun ripensamento.
Allora diciamo che la legge, come è stata approvata, così si può abrogare. Perciò la sua presenza non è ragione sufficiente per rassegnarsi.
Se l’avv. Valvo ha a cuore le sorti della Città, lo invitiamo a profondere ogni mezzo, politico e giudiziario, per scongiurare una prospettiva gravemente penalizzante per il nostro territorio. In tal senso siamo disponibili a collaborare, qualora riterrà di coinvolgerci, giacché il movimento di opposizione al parco deve essere il più ampio e trasversale. La norma istitutiva del parco è stata approvata da una maggioranza ed è ora portata avanti da un’altra. Allo stesso modo il movimento di opposizione non deve conoscere confini di schieramento o di colore politico delle amministrazioni locali.
Noto, 16/04/2010 --
-Il Movimento “Noto Nostra”-
-Il Movimento “Noto Libera”-
-Il Movimento “Impegno per Noto”-
-Il Movimento “Rinnovamento politico netino”.
Ennesima umiliazione per il Comune di Noto. Ancora una volta i roboanti proclami del Sindaco Valvo si trasformano in una sonora bocciatura a livello regionale. Questa volta è toccato al progetto della pista ciclabile, predisposto anni addietro da un’altra amministrazione e, riesumato lo scorso mese di dicembre, presentato in fretta e furia in scadenza di termine.
Puntuale, quanto prevedibile, è arrivata la non ammissione del progetto al finanziamento, previsto dalla linea di intervento 3.3.2.4 del Por Fesr 2007-2013 per le cosiddette GreenWay in Sicilia, cioè infrastrutture viabili ecocompatibili.
L’Assessorato regionale alle infrastrutture e mobilità, con decreto dirigenziale del 12 aprile, ha giudicato ammissibili al finanziamento 15 progetti su 18 presentati e, manco a dirlo, quello netino, concernente il primo tratto della pista ciclabile da c.da Faldino a lido di Noto, è rimasto escluso, classificandosi all’ultimo posto.
Ancora una volta, la mancanza di idee, l’assenza di programmazione, la nomina a scadenza bimestrale dei dirigenti, i continui ricatti di consiglieri che a tutto pensano meno che alla città, sono alla base di un modo di amministrare dilettantistico e fallimentare che produce le conseguenze denunciate.
E così Noto resta fuori da importanti finanziamenti comunitari e regionali, accentua il gap di crescita economica rispetto ai comuni vicini, è costretta ad indebitarsi per eseguire opere pubbliche indispensabili, il tutto con irreparabili danni al suo sviluppo economico ed occupazionale.
Ora, si invita il primo cittadino a “salvare i salvabile”, avendo il Comune quindici giorni di tempo per presentare osservazioni e rilievi per la riammissione del progetto.
Il PD netino ha già interessato l’on. Bruno Marziano che, finora al’oscuro di tale progetto in quanto mai coinvolto dal Sindaco Valvo, ha dichiarato che si impegnerà personalmente e farà tutto quanto in sua possibilità perché il progetto possa godere del finanziamento e possa, quindi, trovare realizzazione.
Per la cronaca, nella provincia aretusea, hanno avuto diversa e più felice sorte due progetti: quello presentato dalla Provincia Regionale Siracusa che si è classificato al primo posto (89 punti) e riguarda l’area di Pantalica per un investimento finanziabile di tre milioni e 276 mila euro e quello presentato dal Comune di Palazzolo Acreide che si è classificato al secondo posto, con il punteggio altissimo di 87,50, staccando di oltre 40 punti l’ultimo classificato.
Giovanni Campisi – Segretario PD Noto
Inizialmente soltanto Noto Nostra diceva cose non attinenti alla verità, adesso tale prassi poco edificante si è allargata anche a questa aggregazione di “sigle” che comprende, oltre a “Noto Nostra”, anche “Noto Libera”, “Impegno per Noto” e “Rinnovamento politico netino”.
Questi movimenti, in maniera assolutamente non veritiera, dichiarano la non opportunità che si faccia il Parco degli Iblei. Gli stessi, ai quali si riconosce una discreta capacità intellettuale, devono sapere, come ben sanno, e devono dire, senza far finta di ignorare, che l’istituzione del Parco degli Iblei è una legge dello Stato e come tale esistente.
Sarebbe più giusto, più corretto e soprattutto più eticamente e socialmente rilevante che gli stessi, invece di dire cose che non stanno in terra, partecipassero attivamente a quel processo di condivisione e coinvolgimento delle forze sociali e politiche della Città per lavorare sui due elementi estremamente del Parco degli Iblei e cioè la sua perimetrazione ed il contenuto, nelle forme regolamentari, del Parco medesimo.
Questa sarebbe un’azione meritoria per la Città, anziché i proclami e le frasi allarmistiche che, per vicende legislative, né loro, né l’amministrazione comunale, né alcun cittadino possono modificare, in quanto già legge dello Stato, peraltro ufficialmente e pianamente condivisa anche dagli attuali esponenti di governo e della maggioranza politica a prescindere dal fatto che la legge fosse stata votata dall’altra parte politica.
Proprio la nascita di questa legge, attraverso un emendamento alla finanziaria, le cui modalità sono state fortemente criticate da questa amministrazione, in quanto frutto di un processo politico non proveniente dal basso, ha fatto si che l’amministrazione comunale, assieme a tutte le forze sociali e politiche della Città, si interrogasse proprio sui contenuti, nei termini suddetti, del Parco che, come emerso in tutte le sedi, si farà ma dovrà tenere conto delle svariate esigenze del territorio e dei cittadini.
Il PARCO DEGLI IBLEI, sconosciuto alla quasi totalità della popolazione ma nuovo Ente di futura e probabile costituzione, avrà riflessi concreti e “pesanti” sulla vita di noi tutti.
La sua istituzione si deve ad un emendamento inserito all’ultimo minuto alla Legge Finanziaria del 2007. Passando sulla testa dei cittadini del territorio interessato, si vogliono destinare a Parco più di 220 chilometri quadrati. Tre province interessate (Catania, Ragusa e Siracusa) con una preponderante insistenza sul territorio siracusano esclusi – pare – solo i Comuni di Augusta e Priolo Gargallo.
Il più grande parco d’Italia, più esteso del Pollino, della Sila, dello Stelvio, del parco nazionale d’Abruzzo, ecc.., ecc…
Il Parco in astratto, può essere una scelta opportuna, in quanto le sue finalità sono sicuramente nobili e degne di considerazione, ma occorre calarlo nella realtà concreta dei luoghi che si vuole “condizionare” con la nascita del nuovo Ente. Il territorio degli Iblei è fortemente antropizzato, non ha grandi boschi, né alte montagne, né laghi. Il Parco si aggiungerà a tutti i vincoli già esistenti influirà sulle scelte strategiche dei Comuni che, inevitabilmente, perderanno buona parte della propria sovranità e saranno ridotti a meri esecutori di ordini.
Ci poniamo una serie di interrogativi:
„« È veramente utile per il nostro territorio il Parco degli Iblei?
„« È stato fatto uno studio economico sull’impatto che il Parco degli Iblei avrebbe sul territorio interessato?
„« E’ stato fatto uno studio sul rapporto costi / benefici?
„« Sono state coinvolte le categorie di operatori economici, le organizzazioni sindacali, le associazioni e la società civile nella stesura del progetto del Parco?
„« Si può istituire il Parco più grande d’Italia con un semplice emendamento ad una Legge, approvata con il “panettone in una mano e con lo spumante nell’altra”, composta da centinaia di commi di cui neanche il governo ha avuto piena contezza, come ampiamente documentato da servizi giornalisti e televisivi?
Desideriamo fare chiarezza perché il nuovo Parco non sia l’ennesimo vincolo o un pesante carrozzone burocratico senza utilità.
Vogliamo risposte a quesiti concreti perché lo sviluppo del territorio interessa tutti noi e non può dipendere da scelte imposte dall’alto e puramente ideologiche.
Noto, 12/04/2010 --
-Il Movimento “Noto Nostra”-
-Il Movimento “Noto Libera”-
-Il Movimento “Impegno per Noto”-
-Il Movimento “Rinnovamento politico netino”.
La Federazione Speleologica Regionale Siciliana, attraverso i suoi gruppi associati, da anni impegnata nello studio, nella ricerca e nella conoscenza del patrimonio speleologico siciliano, non può fare a meno di ricordare a questo comitato istituito presso la Provincia Regionale di Siracusa, l’importanza rivestita dal patrimonio speleologico e dalle geomorfologie carsiche del più grande altipiano carsico della Sicilia, l’ altipiano Ibleo, che si appresta a diventare parco nazionale.
La straordinaria omogeneità dal punto di vista geomorfologico, le specificità naturalistiche da esso derivanti e l’influenza sulla cultura delle popolazioni che su esso hanno sempre vissuto, sono permeate dall’essere l’altipiano Ibleo un grande tavolato carsico. La presenza dei canyon fluviocarsici, delle cavità e sorgenti carsiche, delle morfologie fisiche lungo gli alvei, quali marmitte dei giganti, solchi, cascate e altro ancora, costituiscono l’originale contesto degli ecosistemi vegetazionali e faunistici, che nella loro reciproca interazione giustificano l’istituzione del parco.
Il Parco degli Iblei, quindi, con il suo caratteristico tratto carsico, come grande contenitore delle valenze naturali, endemiche e rare di questo brano della Sicilia già naturalmente “parco”, ancor prima della sua formale istituzione.
La federazione ribadisce la disponibilità a collaborare con gli organi tecnici nella fase di delimitazione delle zone a maggior tutela disponendo del catasto regionale delle emergenze carsiche che raccoglie centinaia di cavità e morfologie, già censite, ricadenti in questo altipiano.
Ritiene inoltre irrinunciabile, l’inserimento nella perimetrazione proposta, delle tre più importanti cavità del siracusano oggi riserve naturali “la grotta Palombara”, “ la grotta Monello” e “il complesso speleologico Villasmundo Alfio” in quanto la loro esclusione è paradossalmente antitetica con le finalità su cui si fonda l’istituzione del parco, in quanto renderebbe i contenuti dello stesso spogliati di uno dei suoi valori più rappresentativi, vale a dire gli aspetti carsici, sia superficiali sia, soprattutto, ipogei.
Noto, 30 marzo 2010 Il presidente
Dott. Geol. Vincenzo Belfiore
Leggiamo da Il Giornale di Sicilia del 3 Aprile c.a., un articolo dal titolo: “ Noto, entra nel vivo il processo al Clan “, a firma di Daniela Franzò. Si tratta del processo contro il Clan mafioso Trigilia che è entrato nella fase viva della condanna e della confisca dei beni materiali.
Ricordiamo che un anno fa in un incontro a Palazzo Ducezio, tra il Sindaco di Noto, Avv.Corrado Valvo, e le Associazioni e i suoi rappresentanti, come ad esempio, per La Lega Ambiente, Nuccio Tiberio, per i Verdi, Paolo Pantano, per Italia Nostra, Paolo Tiralongo e lo scrivente come rappresentante del Comitato per i Diritti del Cittadino, incontro in cui si sollecitava il Sindaco Valvo ad intervenire per fermare l’abusivismo edilizio in alcune zone del territorio di Noto, in quell’occasione a nome del Comitato per i Diritti del Cittadino proposi al Sindaco Valvo, di costituirsi parte civile contro la mafia locale, anche perché nel recente passato per il caso Corrado Cultrera ( brogli elettorali ), il Consiglio Comunale votò un documento in cui la Città di Noto si “costituì parte civile “ .
In quell’occasione il Sindaco Valvo, ci rispose che nonostante il giudizio e le condanne da parte della Giustizia nei confronti dei Clan mafiosi di Noto, condannati per mafia, poteva costituirsi parte civile come Città,solo durante lo svolgimento del processo.
Ora il Processo è in corso, quale migliore occasione per stabilire un deterrente e un ostacolo contro la malavita mafiosa organizzata, facendo pagare i danni arrecati all’immagine morale, civile e politica della Città, di una Città Unesco, Patrimonio dell’Umanità, dichiarata anche Città dei Diritti Umani, evitando nello stesso tempo di contribuire ad alimentare le “ radici mafiose “ in Città.
Invitiamo i Consiglieri Comunali di opposizione, Corrado Bianca, Salvo Veneziano e quanti altri di buona volontà che hanno a cuore le regole e la legalità di porre la questione in Consiglio Comunale.
Pensiamo che costituirsi parte civile nei confronti di Clan condannati per mafia, sia un “ atto dovuto “ nei confronti di una Città offesa nella sua dignità civile e politica.
Roberto Bellassai
Comitato per i Diritti del Cittadino
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