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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Poco più di un anno ci separa dalle prossime elezioni comunali ed è doveroso cominciare a porsi il problema di come costruire un’alternativa all’attuale governo cittadino che è senza ombra di dubbio da annoverare tra i più inconcludenti della storia di Noto. Un governo comunale che si è solo preoccupato di curare con operazioni di natura propagandistica la propria immagine ma che nel concreto non ha dato nessuna risposta ai problemi della città: dal Piano regolatore generale, a quello artigianale, da quello commerciale alle fonti di energie rinnovabili, dallo stato della viabilità a quello della organizzazione della macchina amministrativa. E’ sufficiente ricordare un solo dato, lasciando le conseguenti valutazioni alle riflessioni dei lettori. Nei primi 68 giorni del corrente anno la giunta e il consiglio comunale hanno approvato rispettivamente 36 e 11 atti deliberativi di ordinarissimi amministrazione mentre il Sindaco ha sfornato ben 104 comunicati stampa. Questo semplice elemento è sufficiente a far comprendere come l’Avv. Valvo ha probabilmente confuso il suo ruolo di Sindaco con quello di capo redattore di una qualsivolglia agenzia di stampa.
E’ fuor di dubbio che la crisi dei governi degli enti locali sia diffusa ovunque e questo avviene proprio nel un momento in cui le difficoltà economiche e sociali richiederebbero alle istituzioni locali efficienza e impegno nel servire i cittadini. E’ questa la considerazione da cui partire se si vuole svolgere un’azione politica e di governo della città selezionando e proponendo una classe dirigente che ci eviti l’indecoroso spettacolo, a cui nessun gruppo è stato indenne, degli innumerevoli cambi di “casacca” da un gruppo all’altro nello stesso partito; da un partito all’altro; da partiti a movimenti, con la conseguenza che man mano che avvenivano mutava anche il tipo di maggioranza, cambiavano gli assetti e la materia del contendere, che passava dalle strategie partitiche a richieste di “soddisfazioni” personali, (basti pensare al criterio dei due Consiglieri per avere un Assessore).In questo scenario come PD insieme a pochissimi altri abbiamo avuto un ruolo sempre chiaro nei confronti dell’amministrazione e soprattutto di grandissimo rispetto per il ruolo che il responso delle urne ci aveva assegnato. Nella valutazione degli scenari futuri non si può non partire da quello che è successo in questi quattro anni e da quelli che sono gli attuali schieramenti in consiglio comunale. E’anche giusto che si cominci a discutere coinvolgendo quei settori della città che sono stati determinanti per la vittoria di Valvo ma che oggi sono assolutamente insoddisfatti della sua azione amministrativa.
Dalla crisi attuale può nascere una prospettiva di vero cambiamento ma per quello che ci riguarda bisogna avere la consapevolezza che tutti i risultati elettorali degli ultimi anni hanno visto il centrosinistra nella nostra città di molti punti percentuali inferiori alla coalizione di centrodestra. Questo gap può essere colmato solo con un recupero di quelle realtà che sono disponibili alla nascita di una coalizione alternativa all’attuale compagine. Una coalizione che non sia unita dalla volontà di essere contro qualcuno ma, al contrario, per qualcosa, dove il qualcosa non è un’entità astratta, bensì la città, che merita un governo all’altezza e in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini. I programmi si sa sono molto spesso simili se non addirittura fotocopie. Inutile ripetere il solito motivo del bene della città, tanto caro all’attuale Sindaco. Volere il bene della città è una enunciazione di principio che non può non trovare tutti d’accordo ma che è assolutamente stantia e priva di significato se non si riempie di contenuti. Bisogna stabilire come si vuole raggiungere il bene della città con atti concreti, con atti che si trasformino in scelte amministrative e di uomini coerenti con questo obiettivo. E allora forse bisogna riflettere su quali affinità è necessario costruire un progetto di governo per i prossimi anni. Un progetto nuovo che rappresenti una svolta a favore di una città che è stanca di sentirsi dire di avere enormi potenzialità senza riuscire a vedere risultati concreti. Come PD riteniamo di avere le carte in regola per prospettare, insieme ad altri , nella considerazione degli altri interlocutori, ma pretendendo lo stesso rispetto, l’obiettivo di costruire una proposta alternativa per Noto.
Corrado Bianca
L’Italiano non vuole sapere troppo su di sé.
Nel caso sia costretto a guardarsi allo specchio, nega la propria immagine e attribuisce agli altri i suoi vizi, le sue debolezze.
Si inventa un mondo di cui è prigioniero, ma di cui possiede le chiavi.
Un canarino in gabbia, abituato a non volare, con il terrore di uscire dalla sua piccola prigione. Odia essere messo di fronte alle sue responsabilità.
Ama chi le prende al suo posto.
E' un puro, non si occupa di politica, la subisce.
E' onesto, non denuncia chi viola la legge perché non è suo compito.
E' rassegnato all'immutabilità del mondo, che non ama.
Vive giorno dopo giorno, o forse è meglio dire alla giornata.
Gli eroi gli danno l'orticaria, sono un modello che lo mette in imbarazzo.
Preferisce chi è peggio di lui (lo fa sentire meglio) e lo nomina suo riferimento, Sindaco. Assessore , Presidente del Consiglio, segretario di partito, giornalista.
Il suo ritratto è il più grande nemico.
Passa la vita ad evitare il confronto, che, lui sa, potrebbe essere mortale.
"Prese la lampada sulla tavola e salì cautamente le scale. Mentre apriva la porta, un sorriso di gioia gli sfiorò il viso stranamente giovane e indugiò un attimo sulle labbra...
Gli parve che il peso gli fosse già stato tolto di dosso.
Entrò tranquillamente, chiuse la porta alle sue spalle, come era solito fare, e tolse il panno cremisi dal ritratto.
Un grido di dolore e di indignazione gli sfuggì dalle labbra.
Non riusciva a scorgere nessun cambiamento, se non negli occhi che avevano assunto un'espressione scaltra e nella bocca sulla quale erano apparse le rughe dell'ipocrisia.
La cosa era sempre disgustosa - più ripugnante di prima, se possibile..." (Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde).
L'opinione che ha di sé stesso, anche se lui per primo sa essere falsa, è la cosa più importante che possiede.
Lo tiene in vita, gli evita confronti dolorosi.
La sua esistenza è un gioco a nascondino, di "vorrei ma non posso", di "è una cosa più grande di me", di "qualcuno ci penserà".
E' un egoista inconsapevole, non sa di esserlo e forse non vuole esserlo.
Vive nella paura della luce del giorno, della consapevolezza di quello che potrebbe essere, ma non è.

CONGRESSO
IDEE, PROGRAMMI, UOMINI, ALLEANZE
PER IL GOVERNO DEL PAESE
DOMENICA 28 MARZO 2010 ORE 10.30
CONVITTO RAGUSA - NOTO
CITTADINI, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI, PARTITI, AUTORITA’, STAMPA
SONO INVITATI AD INTERVENIRE
Interverrà l’on. Bruno Marziano
Circolo PD Noto
Il Presidente, Corrado Cultrera, ha convocato il Consiglio Comunale di Noto, in sessione ordinaria, per il giorno 30 marzo 2010 alle ore 18.00 per la trattazione del seguente ordine del giorno:
1) Lettura e approvazione verbali sedute precedenti;
2) Interrogazioni ed interpellanze;
3) Lottizzazione a scopo edilizio del comparto C2/7 in c.da S. Giovanni presentato dalla ditta ******. Autorizzazione alla lottizzazione parziale;
4) Assegnazione dei lotti n. 6 e n. 14 del piano di zona PEEP di c.da Faldino L. 167/1962 censito in catasto al foglio 254 p.lla 126 di proprietà dei Sigg.ri ******* e ********;
5) Progetto di variante alla lottizzazione a scopo edilizio del comparto C2/4 di P.R.G. in c.da Faldino, presentato dalla ditta *******;
6) “Progetto per i lavori di costruzione di una media struttura commerciale di vendita, ubicata in C.da Codalupo-Stafenna di Noto” Ditta ***** – variante allo strumento urbanistico (art. 5 DPR 447/98).
La Laicità in Italia è un problema da affrontare realmente e affermare nelle Istituzioni pubbliche dello Stato, anche perché le problematiche che la società di oggi pone non possono essere più rimandate perché gli Italiani, oltre ad essere entrati in Europa quindi essere divenuti Cittadini europei, devono aprirsi realmente alla pluralità dei saperi, delle idee e della spiritualità come si legge nella Costituzione Europea.
“ Quale laicità per la scuola pubblica“ è stata la Conferenza e il tema affrontato dai due relatori, il Preside Angelo Fortuna e il Prof. Franzo Bruno, martedì 9 Marzo scorso nella Sala dell’ex Convitto Ragusa di Noto, organizzata dall’Istituto Secondario Superiore Matteo Raeli e introdotta dal D.S. Prof. Corrado Spataro mentre il Prof. Paolo Randazzo ha fatto da moderatore all’incontro.
Il Preside Fortuna ha iniziato dicendo che in Italia ci sono molte voci riguardo al termine “ laico “, e che originariamente detto termine nasce in seno alla Chiesa Cattolica; citando un articolo dello scrittore Claudio Magris che nel recente passato su Il Corriere della Sera, ricordando Norberto Bobbio, ha fatto una distinzione tra il termine “ laico“ e il termine “ laicismo”. Poi, ha parlato del Crocifisso e del suo valore spirituale e simbolico. Ma tutto si riduce - sempre a detta di Fortuna – in “ soggetti pensanti “ , e “ soggetti non pensanti “, in ricercatori e non ricercatori dell’infinito latente che è in ognuno.
Oltre a Magris e Bobbio è stato citato Camus, Sant’Agostino, Cristo e Gaetano Salvemini.
Il Prof. Bruno con molta autorevolezza ha affermato che la scuola pubblica è laica e che la laicità può essere vista come Statuto di Cittadinanza e di libertà per tutti, come spazio pubblico di confronto laico, e di come la scuola deve essere e divenire, una scuola dove ogni soggetto pur nella diversità deve aprirsi alla pluralità delle idee e della spiritualità ma, soprattutto, deve aprirsi alla dimensione della molteplicità dell’essere perché è nel frequentare ed esperire la molteplicità dell’essere che si contempla e si alimenta l’altro in noi.
I simboli religiosi molto spesso comportano l’identificazione acritica con il soggetto mentre ogni soggetto se sollecitato dalla pluralità dei saperi può uscire ed emanciparsi dalla minorità fino a divenire dinamico ed alimentare la sua parte oggettiva.
Bauman, Bodei, Poppere i decostruttivisti come ad esempio, Jacques Derrida, sono stati alcuni degli autori citati e consigliati come letture per gli studenti presenti da parte del Prof. Bruno.
Si potrebbe dire aggiunge lo scrivente che, riguardo al problema della laicità o “ cultura laica “, non si può non tenere conto storicamente della Rivoluzione francese, del “ secolo dei lumi “, in cui si costituì il Diritto di Cittadinanza, né del Risorgimento Italiano, che sono due tappe molto importanti che hanno ribaltato e cambiato sostanzialmente i rapporti tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica. Il laico del tempo era inglobato all’interno della Chiesa Cattolica ma, oggi, le nuove esigenze e i nuovi diritti sociali che la Bioetica propone, possono solo permettere di contemplare il laico inglobato perché la società attuale deve tendere sempre di più alla pluralità dei saperi e dei soggetti, quindi ad una pluralità delle idee e della spiritualità, anche perché ciò è scritto nell’articolo 7 comma 1 della Carta Costituzionale dove si dice che … “ non è più in vigore il principio della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano “ , mentre l’articolo 8 dice che … “ tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge “. Di conseguenza non riesco a capire perché ancora oggi nelle scuole pubbliche sono i Vescovi a scegliere gli Insegnanti di religione e perché viene insegnata la sola religione Cattolica mentre l’ora alternativa è solo qualcosa di molto formale che non viene di fatto applicata.
La scuola pubblica è laica, da come si evince dai vari articoli della Costituzione Italiana e da quella Europea, ma i vertici dello Stato, dei Governi e dello Stato Vaticano calpestano le leggi dello Stato invece di rispettarle e farle rispettare. Per esempio, nell’articolo 33 della Costituzione, nonostante i Governi succedutesi sia di centro destra che di centro sinistra, negli ultimi anni abbiano dato i finanziamenti alla scuola privata, alla scuola Cattolica, in barba a quella parte dell’articolo 33, dove vi leggo che … “ Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato “.
Sarebbe un bene per la stessa Chiesa e per lo Stato Italiano e i suoi Governi stracciare il Concordato tra Stato e Chiesa per farla finita con l’arroganza e l’invadenza da parte della gerarchia Vaticana eliminando nello stesso tempo gli infiniti privilegi economici nei confronti dei Cittadini e delle altre forme religiose, spirituali e non.
Infine, il Prof. Corrado Spataro ha raccomandato agli studenti,che ogni valore va sempre guardato e indagato con lo strumento della ragione e che i saperi scientifici vanno metodicamente analizzati e dimostrati come hanno fatto ad esempio Galilei, Einstein, Freud, ….
Roberto Bellassai
Comitato per i Diritti del Cittadino
Salve, sono un cittadino dell'Italianistan Vivo a Milano DUE in un palazzo costruito dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa. Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio. Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio). Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio,con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un pò in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio. Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse!!!!!!!!!!!!! Per fortuna! "PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone. Non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo" Saluti.
Da ragazzi ci hanno sempre inculcato che la mezza età fosse legata alla Divina Commedia di Dante , ma oggi che l’anagrafe mi da 50 ho riflettuto un po.
Gli amici mi chiedevano il classico discorso, ed ho detto che compivo cinquant’anni, ma non sapevo se li avevo, a distanza di qualche giorno sono consapevole di avere 50 anni.
Il ricordo ti porta sempre a pensare alle persone più care ed ai genitori .
Ho voluto con me gli amici ed i parenti, per stare insieme una sera normale come si faceva una volta, attorno ad un tavolo chiacchierando in modo spensierato per parlare delle cose di tutti i giorni e per far contento il mio amico Corrado, non abbiamo parlato di “politica “, perché mancava lui, lo specialista.
La cena è stata da sempre un momento fondamentale nella vita di famiglia, ricorda mio fratello come me che si cenava verso le 6 essendo nostro padre pendolare, ritornava e voleva trovarci tutti attorno ad un tavolo.
Oggi voglio ricordare con affetto il solito proverbio del genitore che alla fine non guasta :
Ricordati sempre chi sei oggi , ma non scordare mai com’eri .
Tutti noi abbiamo le nostre storie ma siamo qui, con l’impegno ci siamo costruiti quello che siamo, persone normali che devono quello che hanno alla propria capacità, ed hanno vissuto e superato i loro momenti bui, perché a parlar male ci vuole poco.
La costanza e la verità vengono sempre a galla e penso che così sia stato per tutti noi , siamo presenti nelle nostre attività qualcuno di noi ne intraprende di nuove , mentre altri le chiudono , ciò che conta nella propria vita è andare avanti ed essere sereni nelle scelte e nel proprio operato.
Mia nipote Francesca mi ha scritto nel suo biglietto che sono uno zio scherzoso , forse in questa riflessione sono stato troppo serio ed allora ci vediamo al prossimo cinquantennio ?
Penso di no ma sono contento di questo
A mia moglie ai miei nipoti Alberto, Francesca ,Salvuccio e Stefano.
Al Sindaco Valvo sono saltati i nervi. Non gliene possiamo volere: la verità fa male e, in questo caso, induce anche a farneticare, DISINFORMARE E MENTIRE SPUDORATAMENTE.
Ma dobbiamo subito dargli ragione su una cosa: confessiamo di non leggere l’alluvione dei suoi comunicati stampa. Pensiamo che l’Amministrazione vada giudicata in base ai suoi atti di governo e non in base alla sua propaganda.
Ascoltiamo, però, la voce dei nostri concittadini.
La Regione è in ritardo con l’emanazione dei bandi per il POR 2007/2013. Ma proprio per questo, quando finalmente li pubblicherà, darà al massimo appena sessanta giorni di tempo per presentare progetti “cantierabili” (cioè già esecutivi e muniti di tutte le numerose approvazioni necessarie). Come si sta preparando il Primo Cittadino a questa prospettiva? In nessun modo: non sta facendo approntare alcuna progettazione significativa né all’Ufficio Tecnico, né a professionisti privati. Noi di Noto Nostra dormiamo, ma il disinteresse del Sindaco, se non è tale come può essere definito? Amnesia? Letargia cronica?
Nonostante la mancanza dei bandi, avrebbe potuto accedere a finanziamenti a fondo perduto per pavimentare Via Ducezio. Non c’è riuscito ed ha invece acceso un mutuo (rimborsato con nuove tasse a carico dei notinesi!). Avrebbe anche potuto farsi finanziare la zona artigianale di c.da Zupparda: non è stato capace.
Ma se qualcuno gli rimprovera l’inconsistenza della sua azione amministrativa, gli viene un rigurgito di stizza, tanto abbondante da fargli confondere le realizzazioni del Sindaco Raffaele Leone con le sue. Per fargli tornare la memoria:
a) l’area di protezione civile di c.da Faldino, in corso di costruzione, si sta facendo grazie ad un finanziamento ottenuto dall’Avv. Leone e ad un progetto da lui commissionato; la stessa cosa deve dirsi per l’intervento sul Convento di S. Francesco (ex Liceo Scientifico): dopo otto anni era ora che Valvo li realizzasse;
b) la richiesta di finanziamento e la progettazione di massima per il parcheggio in Via A. Di Giovanni risalgono pure all’Amministrazione Leone;
c) i Mosaici della Villa del Tellaro sono tornati al loro posto grazie al progetto fatto preparare dal Sindaco Leone ed al finanziamento da lui ottenuto dalla Provincia; l’attuale Primo Cittadino si è limitato a trovare i soldi per ripristinare la copertura, dopo che era crollata; ogni attività invece era rimasta ferma nei trent’anni precedenti l’elezione dell’Avv. Leone;
d) l’Università è stata creata a Noto dall’Amministrazione Leone;
e) l’Avv. Leone riportò la gestione dell’acquedotto municipale nelle mani del Comune, dopo quarantacinque anni di gestione EAS; l’Avv. Valvo si è precipitato a ritrasferirla alla SAI 8;
f) occorre che il sindaco Valvo ci spieghi che cosa ha fatto per la Biblioteca Comunale, dal momento che essa langue da mesi senza Direttore e che il Comune non spende una lira per aggiornare il patrimonio librario da vari anni: l’attuale Amministrazione si è limitata a trasferirla a Palazzo Nicolaci, il quale è stato restaurato grazie ad un finanziamento ex L. 433 ottenuto dall’Amm.ne Leone;
g) sotto la guida del Sindaco Leone la Città “dimenticata” fu iscritta nella lista UNESCO; aspettiamo che l’Avv. Valvo ci spieghi in che modo solo ora e per quali meriti Noto è diventata “vero riferimento regionale e nazionale”;
h) nel 1994 l’impianto sportivo della Villa Comunale era totalmente inagibile. Fu restaurato e riaperto dall’Amm.ne Leone, compresa la pista da ciclismo, oggi di nuovo in abbandono. I ruderi del complesso di c.da Zupparda furono ereditati dalle “nostre” Amministrazioni. Ma la piscina, ora aperta, la recinzione e il campo di allenamento furono costruiti e fortemente voluti dalle Giunte Leone e grazie all’impegno dell’Assessore Dott. Calamaro.
QUESTI SONO FATTI INCONTROVERTIBILI, FINO A QUERELA DI FALSO!
Lo sappiamo, è stucchevole ripetere sempre le stesse cose. Tra l’altro l’elenco è molto più corposo, infatti, sono decine e decine i progetti realizzati o avviati a Noto dalle Giunte Leone. Magari in un’altra occasione ne riparliamo.
Tuttavia bisogna pure riconoscere le benemerenze di Corrado Valvo. Infatti:
1) lui, che come unico modello di sviluppo conosce il turismo, tiene chiuso l’Ostello della Gioventù, realizzato ed aperto dell’Amm.ne Leone;
2) lascia deperire senza alcun intervento l’edificio del Primo Istituto Comprensivo “V. Littara”, precipitosamente ed improvvidamente chiuso dall’Amm.ne Accardo;
3) ha abbandonato l’ex Ospedale Trigona, dopo che si sono conclusi i lavori commissionati, appaltati e finanziati sotto l’Amministrazione Leone;
4) ha soppresso la scuola musicale, dilapidando un patrimoni storico-culturale bicentenario;
5) ha aumentato la tassa rifiuti del 62,8 %; poi ha fatto recapitare a numerosissimi cittadini ulteriori accertamenti che hanno accresciuto le basi imponibili; per questi contribuenti il peso della tassa è raddoppiato. La tanto decantata “differenziata” fino ad ora ci è costata enormemente in termini economici! È vero che si tratta di un servizio moderno, ma il come ci si è arrivati, attingendo risorse a piene mani dalle tasche dei netini è del tutto deprecabile. Inoltre attendiamo gli esiti della gestione del servizio che dovranno necessariamente garantire, affinché se ne possa decretare il successo, un risparmio netto nella misura del tassa a carico dei cittadini. Solo questo ha senso, gli slogan esaltanti sulle percentuali di raccolta non contano nulla!
6) Dulcis in fundo l’ASPECON. Manca un piano industriale di sviluppo e ristrutturazione, per cui non è dato capire se è quando l’Ente, partecipato al 100% dal Comune, inizierà un ciclo virtuoso. Meglio stendere un velo pietoso, ma di sicuro, prima o poi, qualcuno sarà chiamato a rispondere dell’attuale gestione. A quel punto, Sig. Sindaco, nessuno potrà più invocare la clemenza della Corte.
Per tutto ciò, quindi, la città le deve molto. Mille grazie e complimenti!
Non abbiamo capito di quali “villaggi turistici, silos ed autorizzazioni petrolifere” parli il Capo dell’Amm.ne nel suo comunicato. Abbiamo solo intuito che ha messo sotto vincolo anche le strade statali! Il suo furore anti imprenditoriale è senza limiti. La politica dei “NO” è al paradosso. Alle volte sembra che l’ideologia che anima il Sindaco sia la stessa del Partito Comunista ai tempi della D.C.! Se comunque ci si riferisce ad iniziative produttive consentite durante l’Amm.ne Leone, ce ne vantiamo: sono “fatti”, grazie ai quali qualcuno lavora. Non è aria fritta, come quella che ci fa respirare ogni giorno l’Avv. Valvo.
Anche se adesso arrivano i cantieri grazie ai fondi FAS, millantare tutto questo per progresso e sviluppo economico è follia. Si tratta di attività realizzate grazie a misure straordinarie una tantum. Fondi assimilabili agli “ammortizzatori sociali” che non producono effetti durevoli e non incidono sensibilmente nell’economia del territorio.
E a proposito di ambiente, tutelato dal Sindaco Leone con interventi concreti e non con proclami ideologici, vogliamo rammentare che nel 1994 i due terzi della costa erano non balenabili, perché inquinati, mentre nel 2002, quando la “nostra” Amministrazione finì il mandato, le spiagge di Noto erano segnalate dalla Guida Blu del Touring Club Italiano (prestigiosa associazione non politica) come le più pulite della terraferma siciliana. Nel 2009, dopo tre anni di cura Valvo, sono riapparsi i divieti di balneazione per inquinamento.
Prendiamo poi atto che egli si è “riappropriato” del territorio di Noto. Non ce ne eravamo accorti, dal momento che negli ultimi otto anni i soli che si sono “appropriati” del territorio sono i cani randagi e gli abusivi, che imperano dal mare fin sotto ai gradini della Cattedrale. E lui talvolta li difende pure come avvocato!
Sul Teatro, riaperto dal Sindaco Leone (così come Palazzo Ducezio) sono dati di fatto:
a) che la struttura è inzuppata di umidità;
b) che il 50% delle lampadine è spento;
c) che i posti autorizzati per quest’anno sono solo 200; l’anno prossimo penserà Iddio;
d) che prima si facevano due serate per ogni spettacolo e in entrambe le serate la sala era piena; oggi se ne fa solo una;
e) che prima si dava, oltre la prosa, anche lirica e concerti, che invece ora sono cancellati.
Finora non si è parlato della Cattedrale. Non è detto che in futuro il Sindaco non ne rivendichi il merito della riapertura. Non c’è limite alla mancanza di decenza.
Ma l’argomento su cui l’Avv. Valvo ha superato se stesso, dandoci la certezza che, quando ha scritto il suo ennesimo comunicato stampa, non c’era con la testa è stato quello delle allusioni. Leggere di certi sproloqui lascia basita qualsiasi persona sana di mente. Mentre aspettiamo che faccia i nomi delle “persone amiche del Sindaco” e dei “figli o parenti di amici e consiglieri o assessori”, che sarebbero stati gratificati dall’Avv. Leone, diciamo che sono ridicole parole del genere in bocca a chi:
- ha nominato direttore generale del Comune, con spese a carico del contribuente, il Sig. Benedetto Figura, fratello del consigliere comunale di maggioranza Roberto;
- ha nominato assessore il Dott. Giuseppe Lumera, suocero del consigliere comunale Vincenzo Schemmari, così acquisito alla sua maggioranza;
- tiene la moglie nel consiglio di amministrazione del Teatro e il di lei marito, Dott. Testa, assessore nella Giunta Municipale. Imprese familiari!
E ancora, pur se trascorsi alcuni anni, come dimenticare che il primo atto significativo di Corrado Valvo come “nuovo” amministratore fu quello di pagare 600.000,00 euro ai suoi familiari?
Pulizia, decenza, moralità, opportunità, conflitti d’interesse: ne possiamo parlare in ogni momento.
Comunque tutto ciò non è il vero punto. Si continua ad attaccare l’Avv. Leone nel disperato tentativo di trovare un nemico da distruggere facendo appassionare i fan ad un “insulso” duello, e distraendo la città dai problemi e soprattutto dai programmi. Leone è stato in carica ben nove anni, viene con ossessione ripetuto. La continuità con la precedente Giunta eletta nel 2002, caro Sig. Sindaco, della quale ha condiviso e continua a condividere tutto, in primis l’inefficienza e l’inefficacia dell’azione amministrativa, non è però frutto di invenzione. Capiamo il suo imbarazzo. Certo non è cosa facile nemmeno per un retore come lei rinnegare i trascorsi che le hanno dischiuso le porte della carriera politica. Dal 2002 ad oggi sono ben otto anni di presenza politica in città ai più alti livelli istituzionali. Scusate se è poco!
Con uguale simpatia, buona campagna elettorale anche a Lei.
NOTO, 17/03/2010 - IL MOVIMENTO “NOTO NOSTRA “
Si è svolto martedì 16 marzo, presso la sede del circolo PD, un incontro cui hanno preso parte i rappresentanti dei due partiti di opposizione, Partito Democratico ed MPA, per fare il punto della situazione politico-amministrativa presente in città e per rilanciare un’azione di opposizione che sia comune ed incisiva. Presenti i rispettivi coordinatori, Campisi e Sallicano, tutti i consiglieri comunali dei due partiti, nonché numerosi quadri dirigenti.
Giovanni Campisi - Segretario PD Noto: “Il Partito Democratico, da sempre all’opposizione di un’ amministrazione ritenuta fallimentare ed inconcludente sotto ogni punto di vista, ritiene utile iniziare una cooperazione con tutte quelle forze moderate presenti in città, così da farsi trovare pronto alla prossima tornata elettorale, come valida alternativa di governo. Dal confronto avuto con gli amici dell’MPA è emerso chiaramente come numerosi siano i punti che ci uniscono e che ci vedranno insieme nella lotta ad un modo di governare approssimativo che tutto fa meno che il bene dei cittadini. Dal piano regolatore a quello commerciale, dalla gestione dei rifiuti a quella dell’acqua, dall’abbandono delle contrade agli sperperi per la spesa corrente, questi, e molti altri, sono i temi su cui il PD, insieme con l’MPA, non farà sconti all’amministrazione Valvo, pensando contestualmente alla formazione di un programma di rilancio da presentare alla città”.
Corrado Sallicano – Coordinatore MPA Noto: “Il confronto con il Partito Democratico, incentrato sull’attività amministrativa della giunta Valvo, è la prosecuzione naturale di un percorso che ha già trovato punti importanti di convergenza su alcuni argomenti che sono stati all’ordine del giorno del consiglio comunale.
Partendo, dunque, da una comune valutazione di inadeguatezza rispetto all’attività dell’amministrazione, abbiamo concordato, per il prossimo futuro, un percorso che serva a conferire maggiore incisività alle forze di opposizione che, a quel che è dato sapere sono sempre più crescenti in consiglio e nella città, e soprattutto a costruire un’alternativa a Valvo per la ormai prossima scadenza elettorale”.
Sento doveroso, da cittadino, esprimere un sentito ringraziamento al Sindaco e a tutti i Consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, per avere intrapreso un percorso che, ancor prima di essere politico esige che sia culturale, di tutela degli interessi reali dei cittadini.
Nella vicenda politica ed emblematica della “forma dell’acqua”, poco importa ormai per merito di chi e poco importa se “obtorto collo” per alcuni piuttosto che per altri, la ritrovata unità di intenti nel fare la cosa intrinsecamente giusta da parte dei nostri rappresentanti politici, è degna di essere riconosciuta e sottolineata, perché ridà alla politica quel necessario respiro e a noi tutti quella necessaria fiducia nel rapporto Istituzioni-cittadini, che le prime abbiano funzione esclusiva di perseguire il benessere dei secondi.
E siccome noi siamo arrivati buoni ultimi ( ma meglio tardi che mai! ), si devono certamente anche ringraziare tutti coloro che prima e meglio di noi, hanno intravisto il potenziale effetto deflagrante di una tale scalcinata iniziativa, contribuendo al risveglio di una coscienza collettiva sull’indisponibilità di certi beni e risorse.
Prima, tra tutti, la Chiesa cattolica siciliana che con i suoi parroci, testimoniando e riaffermando la forza sempre attuale del messaggio Francescano, si è schierata senza titubanze contro qualunque “Capitano di sventura”.
E quale migliore occasione, allora, per richiamare subito l’attenzione del nostro Sindaco, sull’ultima trovata della privatizzazione del patrimonio artistico, architettonico e museale che è l’ulteriore e inopinato argomento di questi giorni, e che, per una città come la nostra, potrebbe rappresentare una sventura analoga a quella dell’acqua?
Per chi come me, infatti, crede fermamente, nella capacità morale, politica ed economica del “settore pubblico“, ovviamente in regime di leale e libera concorrenza con i privati, il rischio che si cela nell’ennesima, preannunciata svolta privatistica è che, ancora una volta, Noto paghi il prezzo più alto. Cui prodest?
Se tale trovata, infatti, vorrà dire, se non la spoliazione, la rinuncia a fare del proprio patrimonio turistico il tanto agognato volano di sviluppo, a favore degli efficientissimi “soliti privati”, avremo perso ciò che finora ci ha caratterizzato come Netini e qualificato in qualunque idea di futuro e di possibile riscatto economico.
Perché una cosa sono le esternalizzazioni dei servizi turistici, altra cosa è la cessione tout court dei beni.
Riflettiamoci.
Salvatore Mazzara
Di tinto (del 15/03/2010 @ 18:55:12, in Economia, linkato 148 volte)
Come creare lavoro in un contesto economicamente infelice come quello della nostra città?
In pratica, non è questione facile. Il sistema clientelare che anima l'economia e la società netina difatti si mantiene in vita proprio grazie all'assenza cronica di lavoro.
L'assenza di lavoro permette al sistema politico che governa il Sud di perpetuarsi; permette, bene o male, la preservazione dell'ambiente; permette, è un fatto, di limitare la presenza mafiosa.
Ma, rovescio della medaglia, l'assenza di lavoro genera la perdita delle risorse più giovani - una vera e propria emorragia; genera una dipendenza quasi totale degli abitanti dal sistema politico; l'impossibilità di diventare cittadini liberi; la convinzione che i servizi pubblici siano delle elargizioni di favori da parte di questo o quel politico e non una attività normale della pubblica amministrazione in favore di tutta una comunità.
Nel peggiore dei casi, come è il caso della città Noto la quale, dal dopoguerra ad oggi, non ha mai conosciuto un vero sviluppo economico se non quello cinicamente concesso a tutto il Sud dalla Democrazia Cristiana prima e dal Berlusconismo dopo, l'assenza cronica di lavoro genera il degrado del territorio; l'abusivismo; il clientelismo; la svalutazione e l'abbandono delle tante preziose risorse locali; l'incapacità di apprezzare e quindi rispettare i beni che appartengono alla collettività contro cui invece spesso i giovani, a ragione, anche se senza conoscere le ragioni, si scagliano; il venir meno dell'autostima dei cittadini; l'emarginazione culturale e sociale; l'assenza di un cinema, l'assenza di semafori che funzionano, l'assenza di marciapiedi, di aree per bambini, di parcheggi per le auto, di depuratori fognari funzionanti, di un luogo per il mercato, di strade agibili...
Ma è un dato di fatto: in nessun paese del mondo lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro possono materializzarsi senza il consenso se non l'intervento diretto dei poteri pubblici.
L'idea più diffusa è che là dove non c'è lavoro l'amministrazione pubblica dovrebbe favorire l'investimento dei privati. Tuttavia, in un contesto particolare come quello della città di Noto, non è a mio avviso sufficiente. Considerato il livello drammatico di disoccupazione, considerata l'emigrazione continua di intere generazioni, è compito degli amministratori spingersi più in là. L'amministrazione comunale non può solo apparecchiare la tavola ed attendere l'arrivo degli eventuali investitori. Deve invece andare oltre: redigere il menu, dire di cosa sarà fatto il pranzo, mettere insieme gli ingredienti e farsi pure cuoco.
L'amministrazione comunale di Noto avrebbe allora il duplice compito di creare le condizioni perché possano nascere dei posti di lavoro reali e duraturi e, allo stesso tempo, quello vitale di definire dei progetti per la città, di mobilitare la comunità cittadina intorno a tali progetti, di trovare le risorse per metterli in atto e infine di avviarli.
Certo è un po' un paradosso. Come fa l'amministrazione pubblica, espressione del sistema clientelare, e che trova nell'assenza di lavoro la sua ragion d'essere, ad impegnarsi in un progetto di sviluppo economico e a divenirne persino il motore? E poi che interesse avrebbero i politici di Siracusa e di Palermo ad uno sviluppo economico di Noto ? Sviluppo che permetterebbe per l'appunto alla città di svincolarsi dalla loro influenza, di acquisire indipendenza dal sistema clientelare messo in piedi dalla politica.
Eppure, sebbene il paradosso permanga, alle attuali condizioni è solo la politica che può creare a Noto i presupposti per rendere possibile uno vero sviluppo economico.
L'IDEA DI FONDO
Come fare ? Non credo sia necessario cercare soluzioni fantastiche. Si tratterebbe invece, semplicemente, di valorizzare quello che già esiste.
In termini di impiego, l'obiettivo sarebbe creare almeno 500 nuovi posti di lavoro in qualche anno. Teoricamente non è impossibile. Facendo leva sulle risorse disponibili, l'idea è trasformare la città di Noto, da “città museo”, in un centro di eccellenza della trasformazione dei prodotti agricoli locali. Ci'o creando un’area di attività dedicata, una via di mezzo tra la produzione artigianale, di alta qualità, preferibilmente biologica, e la produzione industriale. La ricerca dei mercati adeguati a tale produzione e la commercializzazione dei prodotti potrebbe essere affidata a terzi. Le attività correlate e derivate sarebbero numerose: una scuola di formazione, delle fiere, delle attività gastronomiche all’interno del parco d’attività, l’integrazione della città all’interno dei circuiti gastronomici e bio-gastronomici italiani, l'incremento del turismo e la sua stabilizzazione, lo sviluppo di un turismo gastronomico e d'affari. Una tale attività permetterebbe inoltre alla città di uscire dal suo isolamento, di avere finalmente degli scambi duraturi con altre realtà produttive in Italia e all'estero, cosa questa che le permetterebbe di crescere sul piano culturale.
All'interno (ma se si vuole anche al di fuori) di questa visione di sviluppo economico per la città, al di là della forma che tale attività produttiva potrebbe assumere, ecco alcune proposte concrete che sarebbero ad essa associabili e che avrebbero anche un impatto sul modo di concepire e vivere la città.
Un MERCATO PERMANENTE nella zona del Campo Sportivo. Annettere la zona al resto della città abbattendo le attuali inutili mura di cinta. Un mercato al coperto, non esclusivamente ortofrutticolo, con un grande parcheggio, con esercizi commerciali fissi e mobili, ma che sia anche un'area capace di accogliere eventi temporanei come fiere e manifestazioni pubbliche. Un mercato che possa divenire un riferimento nella provincia.
Un MUSEO DELL'OLIO DI OLIVA nel centro storico. Con il duplice scopo di testimoniare e conservare la cultura locale da un lato e organizzare professionalmente la filiera produttiva dall’altro, sviluppargli un mercato nazionale ed estero, coordinarne gli investimenti, inserirla in un contesto gastronomico. Luogo di informazione e di divulgazione, vetrina, punto di vendita e di degustazione dei prodotti in città, diventerebbe il centro di collegamento con le aziende produttrici e gli agriturismi sparsi nel territorio. Sede di un ufficio di coordinamento e sviluppo del settore olivicolo nel territorio di Noto, con un servizio marketing volto alla creazione dell'offerta e alla ricerca di mercati di vendita per i produttori.
Una FIERA ANNUALE DELL'OLIVO in città.
Un MUSEO DELLA MANDORLA nel centro storico anch'esso con un'area di vendita e degustazione, e degli obiettivi simili a quello del Museo dell'Olivo.
La Chiesa occupa il 70% della superficie della città barocca. Ebbene la Chiesa non può pretendere di avere solo una ruolo spirituale nei confronti della comunità netina, ma è tenuta ad averne anche uno civico. La curia dovrebbe trasformare uno dei tanti conventi del centro storico in ALBERGO, con almeno 100 posti letto, e darlo in gestione ai giovani di Noto, se non donarlo alla città.
Prendendo spunto dal Treno Museo Maratonarte, MESSA IN ESERCIZIO DI UN TRENO TURISTICO con carrozze d'epoca RISTORANTE e attività culturali sulla linea ferroviaria Pachino-Noto-Modica.
INCENTIVAZIONE DELL'ARTIGIANATO. Integrazione delle attività dell'artigianato locale nell'ambito delle strutture museali. Creazione di un circuito in città.
Si tratta solo di alcune semplici idee. Non sono idee né di destra né di sinistra. Occorrerebbe una sensibilità politica adeguata a metterle in atto.
Cordiali saluti,
Tino Tinto
Membro del Movimento Sbarocco
E’ stato donato un volume di scritti di Roberto Bellassai, e del suo Comitato per i Diritti del Cittadino, alla Biblioteca Comunale di Noto, un volume di 300 pagine dal titolo: Interventi e Riflessioni, con una introduzione di Corrado Salemi, che raccoglie lettere, petizioni, comunicati stampa, articoli sulla letteratura, sul teatro, ecc che vanno dal 1989 al 2010.
“Quand’è che i miei luridi compatrioti di tutte le classi, di tutti i ceti, impareranno a tener ordinato il proprio tavolino da lavoro? A non ammonticchiarvi le carte d’ufficio insieme alle lettere della mantenuta, insieme al cestino delle merenda, insieme al ritratto della propria nipotina, all’orario delle ferrovie, alle ricevute del calzolaio, alla carta per pulirsi il culo, al cappello sgocciolante, alle forbici delle unghie, al portafogli privato, al calendario fantasia? Quando, quando?”
C.E. Gadda, Giornale di guerra e prigionia,1916
“Quando , quando?” Saremo riconosciuti come cittadini?
Avere tra le mani questo corposo volume di “interventi e riflessioni”, una miscellanea di articoli, petizioni, comunicati , che coprono un arco di tempo che va dal 1989 al 2010, è come osservare con una lente di ingrandimento il rapporto tra il cittadino e l’Istituzione nella società contemporanea. Bellassai non si lascia sfuggire niente. I suoi interventi e le sue riflessioni, le sue denunce spaziano dall’isola pedonale alla biblioteca comunale, dal traffico cittadino al rispetto delle regole, dalle riflessioni su uno spettacolo teatrale a quelle sugli interventi di restauro.
Non necessariamente si deve essere d’accordo con le cose scritte da Bellassai. Anzi, per amore di verità, su alcune opinioni sono in profondo disaccordo con l’autore. Ma, non è questo il problema. D’accordo o no, Bellassai costringe alla riflessione, a prendere posizione. Ci piaccia o no, con il cittadino Bellassai bisogna farci i conti.
Questa raccolta è la testimonianza dell’ impegno civile di Bellassai, ma è anche un’idea di cittadinanza che si vuole trasmettere. In tutti questi lunghi anni l’autore di questa miscellanea si è impegnato nello sforzo di costruire un sé civico, cioè un’immagine di sé stesso come entità rispettata, accettata, credibile, stimabile, riconosciuta. E’ l’esempio di cittadino che non si è ancora stancato di lottare per farsi riconoscere come tale dagli altri, dalla collettività invisibile, dai gruppi che governano. Tutto questo muovendosi all’interno di una sfera pubblica (amministrazioni, servizi, ecc..) priva del concetto stesso di cittadinanza. La stessa sfera pubblica che ricorda a ognuno di noi , di continuo, che non siamo nessuno, che siamo nullità civiche. Bellassai è il prototipo del cittadino che si ostina a richiedere il rispetto delle regole in un contesto dove “l’unica regola condivisa è non rispettare le regole”.
Scontiamo tutti il retaggio di una società intrisa di marxismo e cattolicesimo. Per il primo, il male che il singolo può fare nella sua vita non va attribuito a lui ma alla società, con le sofferenze, le ingiustizie, lo sfruttamento e i soprusi che comporta. Per il secondo è un maligno sviamento dell’anima, che si stacca dal gregge e cade (o viene indotta) in tentazione. La conclusione è che l’essere umano vada assistito e protetto, giustificato e perdonato. In poche parole l’uno e l’altro finiscono per dissolvere il principio di responsabilità personale. Il risultato è che quando gli esseri umani commettono illegalità, delitti, infrazioni , la colpa non è mai loro. Hanno sbagliato ma non sono colpevoli. Queste due anime (la marxista e la cattolica)hanno creato le basi del perdonismo. Quell’atteggiamento di chi giustifica, benedice e punta a riscattare tutte le forme di offesa o di danno che la società patisce per mano di qualcuno: dal traffico che ignora il codice della strada, allo scippatore che viene lasciato libero il giorno stesso della cattura, dal disturbo della quiete pubblica al non rispetto delle regole di comportamento. Gaetano Salvemini vedeva in questo intreccio tra marxismo e cattolicesimo il perdurante retaggio di una cultura clericale. “Il clericale” scriveva “non arriverà mai a capire la distinzione tra peccato (….) e delitto (..). Punisce il peccato come se fosse il delitto, e perdona il delitto come se fosse il peccato. Non è mai uscito dall’atmosfera dei dieci comandamenti, nei quali il rubare e l’uccidere (delitto) sono messi sullo stesso livello del desiderare la donna d’altri (peccato)”.
Bellassai pur non essendo tenero con la società capitalistica non sottovaluta però la responsabilità del singolo. Ecco allora che la riflessione si allarga al pensiero di Gurdieff o di Osho , mettendo al centro quella rivoluzione interiore che sola potrà avere riflessi nella società.
C’è in Bellassai la consapevolezza di muoversi in una società sfrontatamente hobbesiana, con forti tratti di volgarità e di aggressività. Una società in cui il senso civico è stato azzerato. Siamo un paese moderno in cui i grandi sistemi di servizio (privati o pubblici che siano) , tranne pochissime eccezioni, hanno la caratteristica di non funzionare. Sanità, trasporti, scuole, poste, amministrazioni comunali : non c’è una sola di queste strutture che funzioni davvero. Tutto questo non sfugge all’attenzione e alla denuncia di Bellassai e del suo Comitato per la difesa del cittadino. Infatti, siamo anche il paese della solitudine del cittadino, che non si sente protetto né tutelato da nessuno. Chi dovrebbe proteggerlo lo angaria, chi dovrebbe riconoscerlo lo ignora. Questo è lo stato dei fatti.
Ed ecco, allora,le quasi quotidiane lettere ai giornali. Si segnala ai giornali quel che è del tutto inutile segnalare a “chi di dovere”. Quasi tutte le lettere pubblicate esprimono infatti l’ira, la furia, l’incredulità del cittadino Bellassai dinanzi alle disfunzioni, alle vessazioni provenienti dalla sfera pubblica e alla mancanza di ogni intervento risolutivo. E allora un parlare o uno scrivere al vento? Non credo. Diceva E. Rossi “fai quel che devi, accada quel che può”. E’ quello che vale anche per il cittadino Bellassai.
Corrado Salemi
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