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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Il 3 Dicembre scorso la Prof. ssa Rosalba Calvagno, Docente di Teoria della Letteratura presso la Facoltà di Lettere di Catania, in una sala della Libreria Cavallotto di Catania ha presentato la riedizione di un libro di racconti di Vincenzo Consolo dal titolo: Il Corteo di Dioniso, un volumetto di due racconti, La Lepre Edizioni, illustrato da Cecilia Capuano.
L’attore Giovanni Calcagno ha iniziato leggendo Le Cesterfield, un racconto tratto da Le Pietre di Pantalica, in omaggio a Leonardo Sciascia nel ventennale della morte, a cui sono seguiti alcuni brani di Nero Metallicò e Il Teatro del Sole che sono i titoli dei due racconti di cui è costituito Il Corteo di Dioniso. La Calcagno ha fatto un escursus delle opere di Consolo soffermandosi su alcuni brani delle sue opere come ad esempio: La ferita dell’aprile, Il sorriso dell’ignoto marinaio, Lunaria, Retablo, Nottetempo casa per casa, Le Pietre di Pantalica, L’Olivo e L’Olivastro ed in particolare sui rapporti tra Leonardo Sciascia e Vincenzo Consolo, raccontando fatti, episodi e atmosfere che denotavano il profondo rapporto d’amicizia e intellettuale tra i due scrittori.
La presentazione della Calvagno è stata maggiormente caratterizzata, oltre che dai brani letti dall’attore Calcagno, dalle domande e dalle risposte tra la Calvagno e Consolo, da una presentazione a più voci, tra le quali quella del Regista teatrale Vincenzo Pirrotta, dall’attore Luigi Lo Cascio e da alcuni interventi sentiti e appassionati del pubblico presente.
Il Corteo di Dioniso è un libro di racconti che non si discosta dai temi, dallo stile e dalle sfumature che caratterizzano tutti i libri di Consolo, infatti l’io narrante dei racconti si apre ai significati della storia e della “ memoria storica “, attraverso quella metafora del “ viaggio “ molto cara a Vittorini.
In Nero Metallicò si narra di un viaggio in Grecia, nella Città di Dion vicino Salonicco, dove al Museo Archeologico vi è la tomba di Filippo II il Macedone in cui si può ammirare il famoso “Cratere di bronzo “, placcato d’oro di Dervini con al centro l’immagine di Dioniso, il Dio del vino, con a seguito le Menadi e i Satiri danzanti.
Una scena e una atmosfera che simboleggia una “ differenza culturale “, che sollecita all’io narrante il periodo dell’adolescenza quando, studente di Ginnasio, assistette al Teatro Greco di Siracusaalla tragedia greca Le Baccanti di Euripide, una tragedia dove attraverso i riti dedicati a Dioniso, il rito del vino, dell’ebbrezza e delle orge si rende omaggio alla liberazione della donna mentre per Il Teatro del Sole, che poi è la trasfigurazione della Piazza di Quattro Canti di Palermo, zona aurea della Città, palcoscenico di riti naturali,civili e religiosi, luogo di convergenza e via di fuga di una Città in cui la sensibilità poetica di Consolo, tra presente e passato, tra razionalità e irrazionalità, tra classicismo e contemporaneità, “ opera “ cogliendo attraverso la storia, i riti, i simboli, gli odori, l’aria e i suoni, personaggi e figure della Sicilia arcaica, civile e religiosa del passato, come in un caleidoscopio di immagini, di atmosfere e di infiniti rimandi storico culturali greche, romane, bizantine, arabe, normanne di cui la Sicilia detiene il primato in Italia.
Quella di Consolo è una scrittura “ verticale “, una scrittura sperimentale che tiene conto della tradizione letteraria, una controscrittura e un controlinguaggio che si può definire alternativo a quello Mass Mediale, un impasto linguistico simile a una cascata di parole in armonie ritmiche in cui si alternano: Lingua italiana, dialetto siciliano, gerghi vari, latino, greco, spagnolo, un plurilinguismo che “ lavora“, che “scava“, rivisitando la storia, rievocando il passato per analizzare il presente, “narrando“ e non raccontando, riconoscendosi in scrittori come ad esempio, Omero, Manzoni, Verga, Gadda, Vittorini, Calvino, Pasolini, Sciascia, Landolfi, tutti scrittori originali, singolari, liberi e dis’identificati con il potere, per “ rifare la storia “ e cambiare la vita, con gli strumenti della parola scritta e dell’impegno culturale, come del resto con molta ironia prova a fare Vincenzo Consolo.
Noto,29 Dicembre 2009
Roberto Bellassai
Alla riunione del 28 dicembre con il direttore generale dell'asp provinciale di Siracusa c'eravamo pure noi di Notolibera. L'impressione che ne abbiamo tratta è veramente preoccupante. In considerazione della gravità del momento riproponiamo un articolo pubblicato nel 2007 inviatoci a suo tempo dai responsabili locali della CGIL sanità.
Possono rappresentare la sanità pubblica i deputati regionali portatori d’interessere nella sanità privata ?
La CGIL- Sanità di Noto, vuole tenerci costantemente aggiornati sullo stato della sanità della zona sud e dell’Ospedale di Area Avola-Noto.
Ancora una volta purtroppo si è costretti a passare in rassegna alcune problematiche che affliggono la sanità locale, auspicando che possano scaturire delle soluzioni da parte di chi di dovere.
GUARDATE CHE DISASTRO: Per le prestazioni ambulatoriali erogate dai due presidi i tempi di attesa per alcune specialistiche sono biblici :
5 mesi per una Tac ;
6 mesi per una mammografia;
2 mesi per un ecocardiogramma ;
8 mesi per una visita oculistica ad Avola e 5 mesi a Noto ;
2 o 4 mesi per una visita diabetologica;
2 mesi per un ecocolordoppler;
2 mesi per una visita oncologica,;
3 mesi per una visita ortopedica;
45 giorni per un visita ginecologica.
Risultato una fuga verso altre strutture convenzionate con buona pace della produttività e del risparmio.
Volendo elencare altre carenze, c’è solo l’imbarazzo della scelta:
Reparto di Lungo degenza: otto posti letto non autosufficienti con una carenza del 40% di personale.
Servizio di Cardiologia: insufficienza di personale medico e infermieristico.
U.O.C. di Pediatria: è saltata la guardia pomeridiana per carenza di personale medico, in caso d’urgenza il medico viene chiamato a casa e vi è la cronica carenza di personale infermieristico.
U.O. S. di Anestesia e Rianimazione: ancora carente di personale necessario per la guardia attiva notturna.
Unità di terapia intensiva e di rianimazione ad Avola solo buoni propositi e nulla di più.
L’eliporto non è autorizzato al volo notturno, l’azienda non lo dà in gestione ed è sotto utilizzato.
Non si può dimenticare che la zona sud dispone di un grosso bacino d’utenza che aumenta con i flussi turistici che fanno capo a Noto e che non può quindi essere privata di un reparto come la chirurgia generale, in un ospedale dotato già di ortopedia, pronto soccorso ed ostetricia.
Un reparto di chirurgia generale per quello che oggi Noto rappresenta a livello nazionale e sotto il profilo dello sviluppo turistico è una scelta irrinunciabile.
Va certamente sollecitata una conferenza dei servizi sulla sanità per la zona sud, ed anche il primo cittadino di Noto deve adoperarsi perché ciò accada e non lasciar cadere la cosa nel nulla .
Certo egli non è deputato ad indire conferenza o quant’altro sulla sanità, ma essendo il primo cittadino è il primo responsabile della salute pubblica.
Ogni tanto penso che queste lettere siano come i messaggi dei naufraghi affidati alla clemenza dell’oceano
Ciao Tony è da tanto che pensavo di scriverti , non avendo altro modo per conversare con te , questa mia sono fermamente sicuro che ti arriverà perché ne il tempo ne la distanza può nulla contro i ricordi ed i buoni sentimenti.
Anche quest’anno è Natale ma non sarà come gli altri, a dispetto di quello che puoi pensare per farti “incazzare” non ti faccio nemmeno gli auguri, il tempo come al solito vola e se pur non sembra siamo prossimi ad un anno dalla tua partenza.
Ciò che ci sembra oggi è già ieri , le stagioni sembra siano passate con una velocità diversa, mi rendo cono che ciò dipende in modo soggettivo dall’evoluzione delle cose e dal modo come le viviamo.
Ogni tanto penso alle lunghe chiacchierate e oggi come ieri sento scrivere e parlare del futuro e della voglia di riscatto, anche se non riesco a capire contro chi o chi dovrebbe avviarla questa riscossa.
Le “feroci” discussioni con te su questo argomento e la grinta con cui ti sei battuto nell’indifferenza generale per arrivare all’apertura della Villa del Tellaro , mi danno la speranza che esistano persone che ancora si battono per puro idealismo.
Il Dott. Tony Perez Presidente del Club UNESCO che con il suo impegno e perseveranza, mai riconosciuto, è riuscito a far venire fuori il “Certificato di Collaudo” dei lavori della Villa del Tellaro, sepolto dall’Amministrazione Provinciale sotto tonnellate di carta per arrivare all’apertura della stessa fra l’indifferenza generale.
Hai sensibilizzato cittadini, scolaresche per una causa giusta, volevi aprire un altro fronte per il Museo Archeologico di C.so V. Emanuele chiuso da decenni e caduto come nostro solito nell’oblio generale, a breve spero di per rispolverare questo argomento sul sito di Notolibera per portare all’attenzione una serie di opere dimenticate ma utili per questa città .
P.S. ti informo che il Presidente di Notoinmoto non è più il Dott.Scenna
Un saluto da tutti ciao Tony
Non passa ormai giorno senza leggere sulle pagine locali dei quotidiani più in voga interventi di organizzazioni, comitati, prese di posizioni personali e persino incursioni di qualche "maestrino" esperto del trasformismo sul tema della privatizzazione dell’acqua, sia a Noto che nei vari comuni della provincia che si stanno apprestando a consegnare gli impianti idrici e fognari nelle mani della Sai8 spa.
Finalmente sembra strappato il velo di omertà e connivenza che ha portato i sindaci della provincia a firmare 2 anni orsono il contratto di affidamento del servizio idrico integrato per lunghissimo tempo - trenta anni - alla SAI8 SPA.
Dunque non erano frottole quando parlavamo di esosi aumenti in bolletta, non eravamo terroristi quando si avanzavano dubbi in merito alle coperture finanziarie dell’azienda, né capipopolo quanto si parlava di qualità scadente dei servizi e di costi esorbitanti per allacciamenti, volture e etc.
Dovremmo essere contenti eppure siamo fortemente preoccupati della piega che sta prendendo il dibattito.
Abbiamo l’impressione, e saremmo felici di essere smentiti, che col tanto parlare di bollette, costi e servizi si sta perdendo di vista, almeno a Noto, l’obiettivo principale di riportare l’acqua e l’intero servizio idrico integrato sotto la gestione comunale.
Per dirla tutta paventiamo che la macchina del potere politico che ha determinato questo danno si sia messa in moto per distogliere l’attenzione dal focus del problema.
Quando si distingue tra proprietà e gestione, si fa artatamente confusione cercando di fuorviare la discussione e omologare la cittadinanza.
E’ necessario affermare che per alcuni beni essenziali legati alla rigidità delle strutture di erogazione, l’acqua è uno di questi, la gestione equivale alla proprietà.
Per questo l’obiettivo prioritario che perseguiamo, senza se e senza ma, è il ritorno della gestione dell’acqua in mano pubblica, tutto il resto – tariffe, costi del servizio annessi e connessi, sono aspetti molto importanti ma senza dubbio corollari del teorema principale.
In merito al comunicato del 16 dicembre 2009 a firma di Salvo Mazzara e concordato con Notolibera è bene precisare che già precedentemente avevamo richiesto come associazione, in maniera informale, ad alcuni consiglieri di verificare la disponibilità degli altri loro colleghi ad elaborare e firmare una mozione, sulla base di una bozza che abbiamo prelevato dal sito acquabenecomune.org, già approvata da tanti consigli comunali siciliani, per avviare l’iter di modifica dello Statuto Comunale, al fine di dichiarare il bene acqua come proprietà inalienabile dell’umanità e la sua gestione come servizio di non rilevanza economica.
E’ opportuno ribadire che Notolibera non ha alcun interesse ad accampare meriti o ottenere visibilità a fini elettoralistici né richiediamo l’imprimatur sulla vicenda, facciamo solo proposte che riteniamo utili alla città, spetta ai consiglieri comunali e all’amministrazione attiva prendersi il merito o il demerito del fare o non fare le cose.
Carmelo Filingeri (Evarco)
“La Biblioteca Comunale di Noto,è una tra le più belle e importanti Biblioteche d’Italia“, così tra l’altro si espresse il Sindaco di Noto, Avv. Corrado Valvo, in occasione dell’ inaugurazione avvenuta giorno 1 Agosto scorso. Sono passati più di quattro mesi da quella data e la Biblioteca è passata dal precedente“accampamento“, a un “nuovo accampamento”, con la sola variante che consiste nei locali di Palazzo Villadorata ben restaurati, o per meglio dire di una “cornice barocca“, che in realtà è solo “una vetrina“, senza sostanzialmente niente dietro, quindi di una “Biblioteca virtuale”.
Nell’arco di questi quattro mesi, oltre ad esserci incontrati e parlato più volte con l’Assessore ai Beni Culturali Dott. Giuseppe Lumera, abbiamo scritto sia sul finire di Agosto, che a fine Settembre, vedi il Sito Internet Notolibera, Il Giornale di Sicilia del 24 Settembre scorso, denunciando i problemi infiniti e i disagi che ha presentato e continua a presentare la Biblioteca, che sempre a detta del Sindaco Valvo, è un centro culturale attivo.
E’ nostro dovere civile smentire il Sindaco Valvo, continuando a denunciare e a proporre pubblicamente sia quanto da noi denunciato negli ultimi tempi,sia quanto si è aggiunto ai problemi mai affrontati e risolti.
1. Ad oggi non è stato bandito il concorso per Direttore – Bibliotecario, di cui la Biblioteca ha estremamente bisogno per cambiarne il ruolo da “passivo“, che purtroppo continua a essere a propositivo e promozionale. Un Direttore con i titoli che sa cosa si può fare con i libri, sarebbe doveroso per una Città d’arte che aspira ad un turismo culturale qualificato.
2. Non è stato eletto nessun Consiglio di Biblioteca. Ci chiediamo e chiediamo alle autorità preposte,chi saranno i soggetti che dovranno fare la dovuta politica culturale della Biblioteca.
3. Ad oggi non è stato allacciato il telefono, un servizio di primaria importanza per potere comunicare con il pubblico, di conseguenza non si può fruire di Internet, nè può il personale continuare a schedare i libri per poi renderli fruibili, né si può fare l’interscambio bibliotecario.
4. Il Fondo Antico, che si diceva già disponibile all’Utenza, viene tenuto sottochiave dalla Sovrintendenza di Siracusa.
5. Molti libri che risultano essere schedati, sono rimasti nei Bassi di Palazzo Villadorata, chiusi in scatole di cartone, e non possono essere consultati, ne si ha accesso ai locali perché sistematicamente chiusi.
6. Il numero delle ore in cui la Biblioteca rimane aperta al pubblico in una settimana è di 24 ore, mentre nella sede precedente erano 37.30, come leggiamo da un numero di Notoinforma.
7. Vorremmo sapere come farà ad entrare in Biblioteca, una persona “diversamente abile”, visto che non sono state eliminate le barriere architettoniche.
8. In Biblioteca non arrivano né quotidiani, né settimanali, né riviste culturali o scientifiche.
9. Ogni Biblioteca che si rispetti oltre a distribuire la “Carta dei servizi“, dei servizi che vengono dati all’Utente, dovrebbe tenere del personale che oltre a parlare la lingua italianaparli almeno la lingua inglese.
Si può dire che i servizi che vengono dati agli Utenti sono limitati al semplice prestito del libro e a qualche fotocopia, per il resto come abbiamo detto sopra,si tratta di una “vetrina“, di una “Biblioteca virtuale “, e niente più!
Ma ciò che troviamo sconcertante in questo caso facendo qualche eccezione, è il “ silenzio assordante “ dei vari Storici locali, dei Letterati, dei Professori, dei vari Architetti, Ingegneri, tutta gente che frequenta la Biblioteca, che pubblica libri, che vede e conosce le condizioni in cui versa da troppo tempo l’Istituzione Biblioteca ma questa gente che si presume che dovrebbe “pensare“, non interviene, rimane passiva e indifferente,come se la cosa non gli riguardasse, forse perché si limita ad “apparire“, a vivere di “rendita culturale”,di conseguenza a praticare la logica di “a ciascuno il suo“, come quei siciliani “vili e taciturni “, di cui si lamentava Quasimodo.
Roberto Bellassai
Comitato per i Diritti del Cittadino
Grande soddisfazione per il lavoro sinergico dell’amministrazione comunale e della regione siciliana per garantire il lavoro ai contrattisti e potere, a breve, farli inserire, tutti o in parte, all’interno della pianta organica del Comune di Noto.
Si è, infatti, appreso che stamattina il decreto di finanziamento che permette la copertura della quota-parte a carico della Regione dei contrattisti di Noto è stato firmato e che è attualmente alla registrazione.
Ciò permetterà di poter concludere l’iter del primo step già indicato dall’amministrazione comunale.
Assolutamente sterili e pretestuosi sono stati rilievi mossi dal sindacato CGIL, nella persona di Corrado D’Amico il quale chiedeva che nella selezione si potesse attuare solo una parte dei criteri indicati dalle normative che nulla hanno a che vedere con quanto attuato dall’amministrazione comunale e che avrebbero
avvantaggiato soltanto pochissime persone, tra cui guarda caso proprio gli interessati.
L’amministrazione continuerà nel proprio impegno di valorizzazione di tutti gli impiegati comunali e, in coerenza di ciò, a giorni verrà presentato dal sottoscritto, dal direttore generale, dal dirigente Lauretta e dal dirigente del I Settore dott.ssa Cartelli, un pacchetto di rinnovamento dell’intera classe impiegatizia che porterà, appunto, alla valorizzazione di tutti i dipendenti comunali secondo il rispetto dei criteri oggettivi e coerentemente alle normative in materia.
Il Sindaco
 Se la saggezza popolare impone a chi ha tempo di non aspettare tempo, nei prossimi giorni unitamente all’Associazione Notolibera, chiederemo ai Consiglieri comunali che si vorranno fare interpreti delle reali esigenze della collettività netina, di chiedere la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per farsi portatori di una Modifica della Statuto comunale, al fine di inserire all’art.1 dello stesso, un comma 5° che riconosca all’acqua lo status di bene comune pubblico e il relativo accesso come diritto umano universale, confermando il principio della proprietà e gestione pubblica di tutte le acque, da utilizzare secondo criteri di solidarietà e di irrilevanza economica.
Nella consapevolezza che tale passaggio regolamentare sia il più efficace strumento per porre un freno, sollecitamente, alla deriva privatistica della gestione delle risorse idriche ed alle, prevedibili, nefaste conseguenze della stessa ( ATO RIFIUTI DOCET ), si chiederà di:
• riconoscere il Diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
• confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
• riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Art. 31 e 114 del d. lgas n. 267/2000
E’ tuttavia riconosciuta al Comune la potestà di stabilire tariffe per gli utenti, finalizzate al rimborso delle spese di gestione del servizio assicurato dall’Ente, da stabilire secondo le procedure già previste, con la possibilità di prevedere: quote di consumo esenti da tariffa per fasce deboli di popolazione; un regime forfetario per quote di consumo ragionevolmente determinate; nonché la previsione di un canone per le quote di consumo eccedenti quella forfetaria.
Siamo fiduciosi che, al di là delle appartenenze politiche, con un auspicabile ravvedimento operoso, ciascuno dei Consiglieri comunali e lo stesso Sindaco, saprà cogliere l’occasione di impegnarsi per ristabilire un coerente rapporto tra le reali esigenze della gente ed il loro agire politico, ristabilendo, altresì, condizioni di equità e di rispetto dei cittadini elettori, avvicinando, così, la politica alle istanze di efficienza e trasparenza di un’azione amministrativa, rivolta esclusivamente al bene comune.
Salvatore Mazzara
Oggi assistiamo ad un crescente moto di stupore misto a sdegno, ma quello inutile del giorno dopo, naturalmente, da parte di associazioni e singoli, che si sono ora scoperti paladini della lotta contro la Privatizzazione dell’acqua.
Eppure, quando in tempi non sospetti e, soprattutto, utili, pochi di noi sollevavano il problema e raccoglievano circa 3500 firme per tentare di far ragionare una classe politica miope e strafottente, sul danno che stavano arrecando ai cittadini, né enti né associazioni, né sindacati e tantomeno partiti, muovevano un solo dito, ingessati come erano nel non dovere urtare la sensibilità e i progetti dei loro referenti politici.
Ma è lecito, dunque, chiedersi che razza di politica è quella che prima affossa la gente costringendola a subire il prevedibile danno del loro irragionevole agire, e che poi crea ed arma le truppe dello “stupore e dello sdegno” postumo?
Che crea il bisogno tra la gente per poi proporsi come alfiere e solutore del bisogno che essa stessa ha creato?
Perché non vi è una sola rappresentanza politica che si esprima chiaramente sulla privatizzazione dell’acqua?
Cosa pensa il PDL di Noto in merito. Cosa pensa il PD?
Accomunati, come sono stati, nel consumare lo scempio. Sempre che abbiano il permesso di parlare, naturalmente.
Quali sono le loro soluzioni, adesso, che tutto è compiuto?
Nessun Consiglio comunale straordinario che decida, se e cosa fare, adesso?
E allora avanti con il gioco delle parti. Che tanto il suddito paga.
Adesso, a parole, siamo tutti contro la privatizzazione dell’acqua perché va di moda.
Ma non diciamolo mai troppo forte. Perché qualcuno potrebbe offendersi per essere stato preso in giro.
Per l’ennesima volta.
Salvatore Mazzara
Saranno 20,5 i milioni di euro intascati dalla nazionale che trionferà in Sud Africa.
La Fifa ha fatto sapere quale compenso riceverà la nazione che vincerà i prossimi mondiali in programma in Sud Africa a giugno.
Si tratta di 31 milioni di dollari pari a circa 20,5 milioni di euro. Previsti naturalmente altri premi, come i 5,9 milioni di euro che verranno depositati nelle casse delle squadre eliminate alla prima fase, ed altri ancora.
Sorridono anche le squadre di club visto che la Fifa ha stanziato un budget di 26,5 milioni di euro come indennizzo globale da versare alle società che metteranno i loro giocatori a disposizioni delle nazionali.
«Un incremento generale del 61% rispetto alle somme versate per i Mondiali del 2006 – ha detto il segretario generale della Fifa Jerome Valcke che poi ha ricordato che ogni nazionale - ha già ricevuto un milione di dollari per le spese di preparazione».
Rapporto Fao: più di 1 miliardo di persone nel mondo soffrono la fame, il 9% in più rispetto all'anno scorso. Anche il Papa sarà presente il 16 novembre per l'apertura del Vertice mondiale della sicurezza alimentare
La fame nel mondo continua ad aumentare a causa della crisi economica e oggi colpisce più di 1 miliardo di persone, cioè un sesto della popolazione totale: lo afferma il rapporto annuale "The State of Food Insecurity" (Sofi), pubblicato dalla Fao insieme con il Programma alimentare mondiale (Wfp), secondo cui gli affamati sono cresciuti del 9% quest'anno, arrivando alla vetta di 1,02 miliardi, il livello più alto dal 1970.«Nessun paese è stato risparmiato e oggi sono i paesi più poveri - e le popolazioni più indifese - che ne soffrono di più le conseguenze», ha deplorato il direttore generale della Fao Jacques Diouf.
Possiamo ben dire che Notolibera è da almeno 2 anni che propone questo percorso per la ripubblicizzazione dell'acqua.
RELAZIONE DEL DEPUTATO PROPONENTE ON.LE PANEPINTO
Onorevoli colleghi,
questo disegno di legge è assunto dai deputati firmatari accogliendo il testo elaborato ed espresso da un insieme di sindaci, di studiosi e di esperti.
La straordinaria esperienza di elaborazione collettiva è passata attraverso un lungo iter, segnato da numerosi appuntamenti pubblici, a cui hanno partecipato oltre novanta amministrazioni comunali siciliane, e culminati nelle due manifestazioni centrali del 14 maggio e del 7 luglio c.a. presso la Sala Gialla del Palazzo dei Normanni a Palermo e a cui hanno partecipato i capigruppo parlamentari dell'Assemblea regionale e lo stesso Presidente dell'Assemblea on. Cascio.
L'obiettivo di tanta mobilitazione è stato quello di rispondere nel modo più concreto alla sentita esigenza di tutelare l'acqua come bene pubblico tenendo conto di quanto, nel frattempo si è andato modificando nella legislazione europea, nella stessa legislazione regionale italiana (vedi il caso della Lombardia) e nella coscienza civile e giuridica del nostro Paese.
Il presente disegno di legge tiene quindi in gran conto il quadro legislativo nazionale esistente e ne individua gli spazi per una più adeguata tutela della popolazione, detentrice del bene acqua (che quindi è un bene pubblico) e beneficiaria del servizio di captazione, conservazione e potabilizzazione, nonché di distribuzione del prodotto. In particolare su questo ultimo punto di principio, la titolarità del possesso rischia di essere vanificata dalla privatizzazione dei servizi, rendendo di fatto inaccessibile il diritto di accedere al bene e di consumarlo.
Il presente disegno di legge intende intervenire su questo nodo per riaffermare l'uso pubblico dell'acqua, non solo la pubblicità della risorsa, dunque, ma anche il diritto dei cittadini ad accedervi a costi ragionevoli.
In questo senso, già all'articolo 4 e seguenti, è disegnato il percorso di ripubblicizzazione delle acque in Sicilia laddove il disegno di legge afferma che:
1) il servizio idrico integrato è da considerarsi servizio pubblico locale privo di rilevanza economica;
2) la gestione del servizio idrico integrato è realizzata senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale, ed è finanziata attraverso meccanismi di fiscalità generale e/o specifica e meccanismi tariffari; e quindi si afferma il principio del governo pubblico del ciclo integrato dell'acqua al fine di salvaguardare l'unitarietà e la qualità del servizio' (comma 1, articolo 5). Prosegue l'articolo 5 affermando che la gestione delle acque avviene mediante servizio idrico integrato, così come definito dalla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152' e 2 le dighe, gli impianti, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato costituiscono il capitale tecnico necessario e indispensabile per lo svolgimento di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali, i quali non possono cederla. Tali beni sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico ai sensi dell'articolo 822 del codice civile e ad essi si applica la disposizione dell'articolo 824 del codice civile. Essi, pertanto, sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di destinazione ad uso pubblico; e la gestione e l'erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e possono essere affidate esclusivamente ad enti di diritto pubblico'(comma 3).
Per tali ragioni all'articolo 6 si prevede la ripubblicizzazione della Società Siciliacque e l'istituzione dell'Ente siciliano per il governo delle acque. Con questo obiettivo, entro due anni dall'entrata in vigore della legge, il nuovo Ente (che riassorbirà tutto il personale già inquadrato nell'organico della Regione, di cui all'articolo 5 della legge n. 10 del 2000, ed il personale degli enti che verranno unificati, compreso il personale della Siciliacque s.p.a.) procederà:
a) ad aggiornare attraverso gli organi competenti il bilancio idrico regionale in riferimento a tutti gli usi delle risorse idriche;
b) alla verifica degli interventi già previsti e finanziati nell'APQ sottoscritto in data 21 marzo 2005;
c) alla progettazione dei nuovi interventi necessari per i completamenti delle infrastrutture e degli impianti di depurazione ed alla redazione dei progetti per la copertura dei relativi oneri finanziari;
d) alla pianificazione e all'armonizzazione dell'uso delle risorse idriche per le finalità potabili, agricole, industriali attraverso la programmazione di piani di intervento che risolvano i punti di criticità, quali il completamento ed il collaudo delle dighe, la manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti, i collegamenti;
e) alla ricognizione di tutti i pozzi privati, alla verifica dei contratti di concessione ed alla relativa remunerazione, con riferimento alla disponibilità privata delle risorse idriche per l'uso irriguo, alla verifica dei prelievi effettuati, alla ricognizione degli allacci abusivi;
f) alla verifica delle concessioni per l'imbottigliamento delle acque minerali, alla relativa remunerazione, ed alla verifica degli effettivi prelievi; procederà inoltre alla modifica dell'ordinamento vigente per sottrarre l'acqua alla concessione industriale ed alla classificazione di materia prima estraibile' per procedere all'inserimento delle acque minerali come acque potabili sottomettendole alla stessa normativa delle acque in rete con tutti gli obblighi conseguenti sotto il controllo esclusivo del Ministero della Salute, fino alla loro progressiva esclusione dal mercato;
g) alla pianificazione dell'uso della risorsa idrica in agricoltura, attraverso un uso più razionale ed un ammodernamento degli impianti di irrigazione; alla pianificazione di interventi per la costruzione di invasi e bacini artificiali per il contenimento delle acque meteoriche ad uso agricolo anche attraverso forme di finanziamento o di sgravio fiscale ed attraverso la realizzazione diretta; alla elaborazione di piani di riconversione delle colture tradizionali in favore delle colture biologiche di qualità orientate a proteggere e reinserire le colture a rischio d'estinzione e le biodiversità;
h) alla programmazione dell'uso energetico delle risorse idriche, basata sulle energie rinnovabili pulite attraverso il ripristino degli impianti idroelettrici dimessi o non utilizzati ed alla progettazione di nuovi impianti;
i) alla programmazione di un uso sostenibile del territorio attraverso la ricostituzione degli ambienti degradati in grado di drenare le acque meteoriche e di contrastare i processi di desertificazione in atto;
j) alla ricognizione e mappatura di tutti i siti inquinati presenti sui corsi fluviali ed in prossimità di fonti e bacini, ed alla programmazione della necessaria bonifica;
k) alla ridefinizione degli Ambiti Territoriali Ottimali istituiti con decreto del Presidente della Regione del 16 maggio 2000 (n. 114/gr. IVS.G ) e con decreto del Presidente della Regione n. 16 /ser 2' S.G., in base all'indicazione contenuta nella legge n. 34 del 1996 di rispetto dell'unità del bacino idrografico'.
Con gli articoli 8 e 9 il disegno di legge indica il percorso operativo a livello locale per la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico negli Ambiti Territoriali Ottimali esistenti. In una fase transitoria si riconfermano le attuali composizioni e perimetrazioni degli ATO che sovrintendono al processo di ripubblicizzazione. L'affidamento della gestione del servizio idrico integrato è affidato agli enti locali attraverso la costituzione, in modo diretto, di enti o società di diritto pubblico, o interamente partecipate da enti pubblici (aziende speciali consortili, consorzi tra comuni, società di capitali) sulla base del bacino idrografico dell'Ambito Territoriale Ottimale in modo da assicurare il superamento della frammentazione delle gestioni.
Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le Autorità d'ambito censiscono le gestioni preesistenti agli affidamenti in essere del servizio idrico integrato. Questo può essere affidato, in ogni ambito territoriale ottimale, a più gestori pubblici che dispongano delle strutture e dei mezzi per la gestione del ciclo integrato dell'acqua.
Per quanto attiene alla risoluzione degli attuali affidamenti (articolo 9) si procederà alla valutazione delle risorse investite dalle società private per la realizzazione del servizio idrico integrato e alla verifica dello stato degli impianti affidati in concessione. Si terrà conto altresì di eventuali inadempienze nella gestione dei servizi. Nel caso in cui si certifichi la reale inadempienza alle clausole contrattuali nessuna forma di risarcimento sarà dovuta. Tutte le risorse disponibili derivanti dai finanziamenti già deliberati restano a disposizione dei singoli Ambiti Territoriali Ottimali per la realizzazione e il completamento delle opere previste che dovranno essere realizzate attraverso procedure di scelta del contraente ad evidenza pubblica, secondo la legislazione vigente.
Per quanto attiene all'appartenenza agli ATO, il disegno di legge prevede (all'articolo 15) che i comuni aventi caratteristiche territoriali e orografiche non omogenee con il sistema idrico integrato di appartenenza possono deliberare di far parte di altro ambito territoriale ottimale di provincia diversa, purché confinante e che (comma 2) possono essere costituiti sub-ambiti territoriali idrici tra comuni montani o ricadenti in aree territoriali omogenee che hanno sistemi idrici di approvvigionamento e distribuzione autonomi rispetto al servizio idrico integrato dell'ambito territoriale ottimale.
In tal modo si disegna un ruolo attivo degli enti locali e più aderente agli interessi della popolazione nella definizione della struttura organizzativa chiamata a governare il servizio idrico integrato.
Concetto ribadito e meglio precisato nei successivi articoli 16 e 17 che, nel rispetto del principio di solidarietà, la facoltà riservata ai comuni dal quinto comma dell'articolo 148 del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 è estesa in Sicilia a tutti i comuni che, soli o consorziati, anche se ricompresi in differenti ambiti territoriali ottimali, dispongano delle strutture e dei mezzi per la gestione integrata del ciclo dell'acqua.
Così come, al fine di assicurare un governo democratico della gestione del servizio idrico integrato, gli enti locali adottano forme di democrazia partecipativa che conferiscano strumenti di partecipazione attiva alle decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione ai lavoratori del servizio idrico integrato e agli abitanti del territorio. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, l'Assemblea regionale dovrà definire, attraverso norme di indirizzo, le forme e le modalità più idonee ad assicurare l'esercizio di questo diritto; strumenti di democrazia partecipativa che, ai sensi dell'articolo 8 decreto legislativo 267/2000, dovranno essere disciplinati negli Statuti dei comuni.
E' previsto, altresì, che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge il Governo regionale definisca la Carta regionale del Servizio Idrico Integrato, al fine di riconoscere il diritto all'acqua e fissare i livelli e gli standard minimi di qualità del servizio idrico integrato. La Carta regionale del servizio Idrico Integrato disciplinerà, inoltre, le modalità di vigilanza sulla sua corretta applicazione, definendo le eventuali sanzioni applicabili.
Per quanto riguarda, infine, il finanziamento del servizio idrico integrato l'articolo 12 prevede che:
comma 1) il servizio idrico integrato è finanziato attraverso la tariffa, e attraverso risorse specifiche regionali individuate nell'articolo 13;
comma 2) si definisce uso domestico ogni utilizzo d'acqua atto ad assicurare il fabbisogno individuale per l'alimentazione e l'igiene personale. La tariffa per l'uso domestico deve coprire i costi ordinari di esercizio e di investimento del servizio idrico integrato ad eccezione del quantitativo minimo vitale garantito di cui al successivo comma;
comma 3) l'erogazione giornaliera per l'alimentazione e l'igiene umana, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito è pari a 50 litri per persona. Tale quantitativo è gratuito per i nuclei indigenti, previo accertamento mediante i criteri ISEE. Detta gratuità è coperta dai fondi di cui all'articolo 13 della presente legge;
comma 4) l'erogazione del quantitativo minimo vitale garantito non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede ad installare apposito meccanismo limitatore dell'erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona;
comma 5) per le fasce di consumo domestico superiori a 50 litri giornalieri per persona, le normative regionali dovranno individuare fasce tariffarie articolate per scaglioni di consumo tenendo conto: a) del reddito individuale secondo criteri ISEE; b) della composizione del nucleo familiare secondo criteri ISEE; c) della quantità dell'acqua erogata; d) dell'esigenza di razionalizzazione dei consumi e di eliminazione degli sprechi.
L'articolo procede con il comma 6 che prevede un apposito decreto regionale con cui saranno definiti tetti di consumo individuale, comunque non superiori a 300 litri giornalieri per abitante, oltre i quali l'utilizzo dell'acqua è assimilato all'uso commerciale; di conseguenza la tariffa è commisurata a tale uso e l'erogazione dell'acqua è regolata secondo i principi di cui all'articolo 2. Il comma 7) secondo cui le tariffe per tutti gli usi dovranno essere definite tenendo conto dei principi di cui all'articolo 9 della Direttiva 2000/60 CE e devono contemplare, con eccezione per l'uso domestico, una componente aggiuntiva di costo per compensare: a) le attività di depurazione o di riqualificazione ambientale necessarie per compensare l'impatto delle attività per cui viene concesso l'uso dell'acqua; b) la copertura dei costi relativi alle attività di prevenzione e controllo.
Ai deputati dell'Assemblea regionale cui è rivolta questa nostra presentazione l'invito a valutare la portata dell'iniziativa e il merito delle proposte al fine di migliorare il servizio salvaguardando un bene prezioso come l'acqua della nostra isola.
---O---
DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
Art. 1.
Finalità
1. La presente legge detta i principi circa
l'utilizzazione, la gestione e il governo del
patrimonio idrico regionale.
2. La presente legge si prefigge l'obiettivo di
favorire la definizione di un governo pubblico e
partecipativo del ciclo integrato dell'acqua, in grado
di garantirne un uso sostenibile e solidale.
Art. 2.
Principi generali
1. Le acque superficiali e sotterranee sono
pubbliche e non mercificabili e costituiscono una
risorsa salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di
solidarietà.
2. L'uso dell'acqua per l'alimentazione e l'igiene
è prioritario rispetto agli altri usi del medesimo
corpo idrico superficiale o sotterraneo. Come tale,
deve essere sempre garantito, anche attraverso
politiche di pianificazione degli interventi che
consentano reciprocità e mutuo aiuto tra bacini
idrografici con disparità di disponibilità della
risorsa. Gli altri usi sono ammessi quando la risorsa
è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità
dell'acqua per il consumo umano.
3. L'uso dell'acqua per l'agricoltura e
l'alimentazione animale è prioritario rispetto agli
altri usi, ad eccezione di quelli di cui al comma 2.
4. I prelievi di acqua sono misurati a mezzo di un
contatore a norma UE fornito dall'autorità competente
e installato a cura dell'utilizzatore secondo i
criteri stabiliti dall'autorità stessa.
Art. 3.
Principi relativi alla tutela e alla pianificazione
1. Per ogni bacino idrografico è predisposto un
bilancio idrico entro un anno dall'entrata in vigore
della presente legge. Il bilancio idrico è recepito
negli atti e negli strumenti di pianificazione
concernenti la gestione dell'acqua e del territorio ed
è aggiornato periodicamente.
2. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della
presente legge il Governo regionale individua con
decreto l'autorità responsabile per la redazione e
l'approvazione dei bilanci idrici di bacino e i
relativi criteri per la loro redazione secondo i
principi contenuti nella direttiva 60/2000/CE al fine
di assicurare:
a) il diritto all'acqua;
b) l'equilibrio tra prelievi e capacità naturale di
ricostituzione del patrimonio idrico;
c) la presenza di una quantità minima di acqua, in
relazione anche alla naturale dinamica idrogeologica
ed ecologica, necessaria a permettere il mantenimento
di biocenosi autoctone e il raggiungimento degli
obiettivi di qualità ambientale, per garantire la
tutela e la funzionalità degli ecosistemi acquatici
naturali.
3. Al fine di favorire la partecipazione
democratica, la Regione e gli enti locali applicano
nella redazione degli strumenti di pianificazione
quanto previsto dall'articolo 14 della Direttiva
2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
23 ottobre 2000, su informazione e consultazione
pubblica'.
4. Il rilascio o il rinnovo di concessioni di
prelievo di acque è vincolato al rispetto delle
priorità, così come stabilito ai commi 2 e 3
dell'articolo 2, e alla definizione del bilancio
idrico di bacino, corredato da una pianificazione
delle destinazioni d'uso delle risorse idriche.
5. Fatti salvi i prelievi destinati al consumo
umano, per il soddisfacimento del diritto all'acqua,
il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di
acque deve tener conto del principio del recupero dei
costi relativi ai servizi idrici, compresi i costi
ambientali e relativi alle risorse. Si intende
soddisfare il principio chi inquina paga', così come
previsto dall'articolo 9 della direttiva 2000/60 CE,
fermo restando quanto stabilito all'articolo 8 della
presente legge. Per esigenze ambientali o sociali gli
enti preposti alla pianificazione della gestione
dell'acqua possono comunque disporre limiti al
rilascio o al rinnovo delle concessioni di prelievo
dell'acqua anche in presenza di remunerazione
dell'intero costo.
6. Gli organi competenti procedono al censimento dei
pozzi privati ed alla verifica delle concessioni di
sfruttamento.
7. In assenza di quanto previsto dai commi 1, 2, 3 e
4 non possono essere rilasciate nuove concessioni e
quelle esistenti devono essere sottoposte a revisione
annuale.
8. Le acque che, per le loro caratteristiche
qualitative, sono definite destinabili all'uso
umano', non devono, di norma, essere utilizzate per
usi diversi. Possono essere destinate ad usi diversi
solo se non siano presenti altre risorse idriche, nel
qual caso l'ammontare del relativo canone di
concessione è decuplicato.
9. Per tutti i corpi idrici deve essere garantita la
conservazione o il raggiungimento di uno stato di
qualità vicino a quello naturale entro l'anno 2015
come previsto dalla direttiva 2000/60/CE attraverso:
a) il controllo e la regolazione degli scarichi
idrici;
b) l'uso corretto e razionale delle acque;
c) l'uso corretto e razionale del territorio.
10. Le concessioni dirette al prelievo e le
autorizzazioni dirette allo scarico per gli usi
differenti da quello potabile possono essere revocate
dall'autorità competente, anche prima della loro
scadenza amministrativa, se si è verificata
l'esistenza di gravi problemi qualitativi e
quantitativi al corpo idrico interessato. In tali casi
non sono dovuti risarcimenti di alcun genere, salvo il
rimborso degli oneri per il canone di concessione
delle acque non prelevate.
11. I piani d'ambito di cui all'articolo 149 del
decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 devono
essere aggiornati adeguandoli ai principi della
presente legge e alle indicazioni degli specifici
strumenti pianificatori di cui al presente articolo.
12. Dalla data di entrata in vigore della presente
legge, nessuna nuova concessione per sfruttamento,
imbottigliamento e utilizzazione di sorgenti, fonti,
acque minerali o corpi idrici idonei all'uso potabile
può essere rilasciata, se in contrasto con quanto
previsto nella presente legge.
Art. 4.
Principi relativi alla gestione del servizio idrico
1. Il servizio idrico integrato è un servizio
pubblico locale privo di rilevanza economica.
2. La gestione del servizio idrico integrato è
realizzata senza finalità lucrative, persegue finalità
di carattere sociale e ambientale, ed è finanziata
attraverso meccanismi di fiscalità generale e/o
specifica e meccanismi tariffari.
Art. 5.
Governo pubblico del ciclo integrato dell'acqua
1. Al fine di salvaguardare l'unitarietà e la
qualità del servizio, la gestione delle acque avviene
mediante servizio idrico integrato, così come definito
dalla parte terza del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152.
2. Le dighe, gli impianti, gli acquedotti, le
fognature, gli impianti di depurazione e le altre
infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al
servizio idrico integrato costituiscono il capitale
tecnico necessario e indispensabile per lo svolgimento
di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti
locali. Tali beni sono assoggettati al regime proprio
del demanio pubblico ai sensi dell'articolo 822 del
codice civile e ad essi si applica la disposizione
dell'articolo 824 del codice civile. Essi, pertanto,
sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di
destinazione ad uso pubblico.
3. La gestione e l'erogazione del servizio idrico
integrato non possono essere separate e possono essere
affidate esclusivamente ad enti di diritto pubblico.
Art. 6.
Ripubblicizzazione della Società Siciliacque.
Istituzione dell'Ente siciliano per il governo delle
acque
1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, il Governo regionale provvede
alla ripubblicizzazione della società di gestione di
sovrambito Siciliacque spa secondo la normativa
vigente e costituisce un ente pubblico quale unico
gestore delle acque per uso civile, irriguo e
industriale. L'ente, entro due anni dall'entrata in
vigore della presente legge, procede:
a) ad aggiornare attraverso gli organi competenti il
bilancio idrico regionale in riferimento a tutti gli
usi delle risorse idriche;
b) alla verifica degli interventi già previsti e
finanziati nell'APQ sottoscritto in data 21 marzo
2005;
c) alla progettazione dei nuovi interventi necessari
per i completamenti delle infrastrutture e degli
impianti di depurazione ed alla redazione dei progetti
per la copertura dei relativi oneri finanziari;
d) alla pianificazione e all'armonizzazione dell'uso
delle risorse idriche per le finalità potabili,
agricole, industriali attraverso la programmazione di
piani di intervento che risolvano i punti di
criticità, quali il completamento ed il collaudo delle
dighe, la manutenzione ordinaria e straordinaria delle
reti, i collegamenti;
e) alla ricognizione di tutti i pozzi privati, alla
verifica dei contratti di concessione ed alla relativa
remunerazione, con riferimento alla disponibilità
privata delle risorse idriche per l'uso irriguo, alla
verifica dei prelievi effettuati, alla ricognizione
degli allacci abusivi;
f) alla verifica delle concessioni per
l'imbottigliamento delle acque minerali, alla relativa
remunerazione, ed alla verifica degli effettivi
prelievi; alla modifica dell'ordinamento vigente per
sottrarre l'acqua alla concessione industriale ed alla
classificazione di materia prima estraibile' per
procedere all'inserimento delle acque minerali come
acque potabili sottomettendole alla stessa normativa
delle acque in rete con tutti gli obblighi conseguenti
sotto il controllo esclusivo del Ministero della
Salute, fino alla loro progressiva esclusione dal
mercato;
g) alla pianificazione dell'uso della risorsa idrica
in agricoltura, attraverso un uso più razionale ed un
ammodernamento degli impianti di irrigazione; alla
pianificazione di interventi per la costruzione di
invasi e bacini artificiali per il contenimento delle
acque meteoriche ad uso agricolo anche attraverso
forme di finanziamento o di sgravio fiscale ed
attraverso la realizzazione diretta; alla elaborazione
di piani di riconversione delle colture tradizionali
in favore delle colture biologiche di qualità
orientate a proteggere e reinserire le colture a
rischio d'estinzione e le biodiversità;
h) alla programmazione dell'uso energetico delle
risorse idriche, basata sulle energie rinnovabili
pulite attraverso il ripristino degli impianti
idroelettrici dimessi o non utilizzati ed alla
progettazione di nuovi impianti;
i) alla programmazione di un uso sostenibile del
territorio attraverso la ricostituzione degli ambienti
degradati in grado di drenare le acque meteoriche e di
contrastare i processi di desertificazione in atto;
j) alla ricognizione e mappatura di tutti i siti
inquinati presenti sui corsi fluviali ed in prossimità
di fonti e bacini, ed alla programmazione della
necessaria bonifica;
k) alla ridefinizione degli Ambiti Territoriali
Ottimali istituiti con decreto del Presidente della
Regione del 16 maggio 2000 (n. 114/gr. IVS.G ) e con
decreto del Presidente della Regione n. 16 /ser 2'
S.G., in base all'indicazione contenuta nella legge 5
gennaio 1994, n. 36, di rispetto dell'unità del
bacino idrografico'.
2. Il nuovo ente siciliano per il governo delle
acque, previa concertazione sindacale, riassorbe tutto
il personale già inquadrato nell'organico della
Regione, di cui all'articolo 5 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10, ed il personale degli enti che
vengono unificati, compreso il personale della
Siciliacque spa, e si articola sul territorio
utilizzando le strutture, le sedi e gli impianti già
in capo all'amministrazione regionale ed in capo
all'EAS.
Art. 7.
Istituzione Autorità di vigilanza e controllo
1. E' istituita un'Autorità di vigilanza e di
controllo di gestione dell'Ente siciliano per il
governo delle acque con funzioni propositive,
consultive di controllo e di interdizione.
2. Di tale Autorità fanno parte, a titolo gratuito,
le rappresentanze dei comuni e delle province
regionali, dei dipartimenti universitari designati dai
Rettorati regionali per le discipline di interesse
idrogeologico, agricolo, forestale, faunistico,
energetico, ingegneristico; delle organizzazioni
sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, delle
associazioni dei consumatori, delle associazioni
ambientaliste, del Forum regionale dei movimenti per
l'acqua.
Art. 8.
Ripubblicizzazione delle società di gestione del
servizio idrico integrato
1. A decorrere dall'entrata in vigore della presente
legge è avviato il processo di ripubblicizzazione
della gestione del servizio idrico negli Ambiti
Territoriali Ottimali esistenti. In una fase
transitoria si riconfermano le attuali composizioni e
perimetrazioni degli ATO e essi sovrintendono al
processo di ripubblicizzazione.
2. La gestione del servizio idrico integrato è
affidata agli enti locali attraverso la costituzione,
in modo diretto, di enti o società di diritto
pubblico, o interamente partecipate da enti pubblici
(aziende speciali consortili, consorzi tra comuni,
società di capitali) sulla base del bacino idrografico
dell'Ambito Territoriale Ottimale in modo da
assicurare il superamento della frammentazione delle
gestioni.
3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge le Autorità d'ambito censiscono
le gestioni preesistenti agli affidamenti in essere
del servizio idrico integrato ai fini della
salvaguardia prevista dall'articolo 10, comma 3, della
legge 5 gennaio 1994, n. 36.
4. Il servizio idrico integrato può essere affidato,
in ogni ambito territoriale ottimale, a più gestori
pubblici che dispongano delle strutture e dei mezzi
per la gestione del ciclo integrato dell'acqua.
Art. 9.
Risoluzione degli affidamenti esistenti
1. Per quanto attiene alla risoluzione degli attuali
affidamenti si procede alla valutazione delle risorse
investite dalle società private per la realizzazione
del servizio idrico integrato e alla verifica dello
stato degli impianti affidati in concessione. Si tiene
conto altresì di eventuali inadempienze nella gestione
dei servizi. Nel caso in cui si certifichi la reale
inadempienza alle clausole contrattuali nessuna forma
di risarcimento è dovuta.
2. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, il Governo regionale verifica quanti e
quali investimenti in ordine all'Accordo di programma
quadro sottoscritto in data 21 marzo 2005 siano stati
realizzati, quali siano in corso di realizzazione,
quali ancora da realizzarsi.
3. Tutte le risorse disponibili derivanti dai
finanziamenti già deliberati restano a disposizione
dei singoli Ambiti Territoriali Ottimali per la
realizzazione e il completamento delle opere previste
che devono essere realizzate attraverso procedure di
scelta del contraente ad evidenza pubblica, secondo la
legislazione vigente.
Art. 10.
Gestione del servizio idrico integrato.
Decadenza delle forme di gestione e fase transitoria
1. Dalla data di entrata in vigore della presente
legge non sono possibili acquisizioni di quote
azionarie delle società di gestione del servizio
idrico integrato e, se non decadute per contratto,
decadono tutte le forme di gestione del servizio
idrico affidate in concessione a terzi.
2. Entro due anni dall'entrata in vigore della
presente legge, tutte le forme di gestione del
servizio idrico affidate a società a capitale misto
pubblico-privato, se non decadute per contratto,
concludono il processo di trasformazione, previo
recesso del settore acqua e scorporo del ramo
d'azienda relativo, in caso di gestione di una
pluralità di servizi, in società a capitale
interamente pubblico.
3. Gli enti o le società risultanti dal processo di
trasformazione di cui al comma 2 possono operare alle
seguenti condizioni:
a) divieto di cessione di quote di capitale a
qualsiasi titolo;
b) esercizio della propria attività in via esclusiva
nel servizio affidato;
c) obbligo di sottostare a controllo da parte degli
enti affidanti analogo a quello dagli stessi
esercitato sui servizi a gestione diretta.
4. Tutte le forme di gestione del servizio idrico
affidate a società a capitale interamente pubblico in
essere alla data di entrata in vigore della presente
legge, se non decadute per contratto, completano il
processo di trasformazione in enti di diritto pubblico
entro un anno dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
5. Per le forme di gestione del servizio idrico di
cui al comma 2, che rispettano le condizioni
vincolanti di cui al comma 3, lettere a), b) e c), la
trasformazione in ente di diritto pubblico si completa
entro un ulteriore anno oltre la scadenza indicata nel
comma 2.
6. In caso di mancata osservanza alle disposizioni
del presente articolo, il Governo regionale esercita i
poteri sostitutivi stabiliti dalla legge.
Art. 11.
Istituzione del Fondo regionale
per la ripubblicizzazione del servizio idrico
integrato
1. Al fine di attuare i processi di trasformazione
delle gestioni esistenti, è istituito presso la
Presidenza della Regione il Fondo regionale per la
ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Il
Fondo è alimentato dalle risorse finanziarie di cui
all'articolo 13.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, il Presidente della
Regione, sentito il parere delle competenti
Commissioni legislative dell'Assemblea regionale,
emana un apposito regolamento per disciplinare le
modalità di finanziamento e di accesso al Fondo.
Art. 12.
Finanziamento del servizio idrico integrato
1. Il servizio idrico integrato è finanziato
attraverso la tariffa e attraverso risorse specifiche
regionali individuate nell'articolo 13.
2. Si definisce uso domestico ogni utilizzo d'acqua
atto ad assicurare il fabbisogno individuale per
l'alimentazione e l'igiene personale. La tariffa per
l'uso domestico deve coprire i costi ordinari di
esercizio e di investimento del servizio idrico
integrato ad eccezione del quantitativo minimo vitale
garantito di cui al comma 3.
3. L'erogazione giornaliera per l'alimentazione e
l'igiene, considerata diritto umano e quantitativo
minimo vitale garantito, è pari a 50 litri per
persona. Tale quantitativo è gratuito per i nuclei
indigenti, previo accertamento mediante i criteri
ISEE. Detta gratuità è coperta dai fondi di cui
all'articolo 13 della presente legge.
4. L'erogazione del quantitativo minimo vitale
garantito non può essere sospesa. In caso di morosità
nel pagamento, il gestore provvede ad installare
apposito meccanismo limitatore dell'erogazione, idoneo
a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera
essenziale di 50 litri al giorno per persona.
5. Per le fasce di consumo domestico superiori a 50
litri giornalieri per persona, le normative regionali
devono individuare fasce tariffarie articolate per
scaglioni di consumo tenendo conto:
a) del reddito individuale secondo criteri ISEE;
b) della composizione del nucleo familiare secondo
criteri ISEE;
c) della quantità dell'acqua erogata;
d) dell'esigenza di razionalizzazione dei consumi e
di eliminazione degli sprechi.
6. Con apposito decreto regionale sono definiti
tetti di consumo individuale, comunque non superiori a
300 litri giornalieri per abitante, oltre i quali
l'utilizzo dell'acqua è assimilato all'uso
commerciale; di conseguenza la tariffa è commisurata a
tale uso e l'erogazione dell'acqua è regolata secondo
i principi di cui all'articolo 2.
7. Le tariffe per tutti gli usi sono definite
tenendo conto dei principi di cui all'articolo 9 della
direttiva 2000/60/CE e contemplano, con eccezione per
l'uso domestico, una componente aggiuntiva di costo
per compensare:
a) le attività di depurazione o di riqualificazione
ambientale necessarie per compensare l'impatto delle
attività per cui viene concesso l'uso dell'acqua;
b) la copertura dei costi relativi alle attività di
prevenzione e controllo.
Art. 13.
Disposizione finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della
presente legge si provvede con le disponibilità
dell'U.P.B. Fondi Speciali capitolo 215704 del
bilancio della Regione.
Art. 14.
Autorizzazioni
1. Sino alla completa attuazione della presente
legge e comunque per un periodo di tre anni
dall'entrata in vigore della stessa il finanziamento
di progetti elaborati dagli enti locali in materia di
infrastrutture e servizi per la gestione integrata del
ciclo dell'acqua, può essere disposto senza la
preventiva autorizzazione dei soggetti gestori
esistenti alla data di entrata in vigore della
presente legge e dell'Agenzia regionale per le acque.
Art. 15.
Disposizioni in materia di ambiti e sub-ambiti
territoriali
1. I comuni aventi caratteristiche territoriali e
orografiche non omogenee con il sistema idrico
integrato di appartenenza possono deliberare di far
parte di altro ambito territoriale ottimale di
provincia diversa, purché confinante.
2. Possono essere costituiti sub-ambiti territoriali
idrici tra comuni montani o ricadenti in aree
territoriali omogenee che hanno sistemi idrici di
approvvigionamento e distribuzione autonomi rispetto
al servizio idrico integrato dell'ambito territoriale
ottimale. Il Presidente della Regione, entro sessanta
giorni dal ricevimento dell'istanza dei comuni
proponenti la costituzione dei sub-ambiti, approvata
con deliberazioni dei consigli comunali, emana il
decreto di riconoscimento.
Art. 16.
Partecipazione degli enti locali
1. Nel rispetto del principio di solidarietà, la
facoltà riservata ai comuni dal quinto comma
dell'articolo 148 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, è estesa in Sicilia a tutti i comuni
che, soli o consorziati, anche se ricompresi in
differenti ambiti territoriali ottimali, dispongano
delle strutture e dei mezzi per la gestione integrata
del ciclo dell'acqua.
Art. 17.
Governo partecipativo del servizio idrico integrato
1. Al fine di assicurare un governo democratico
della gestione del servizio idrico integrato, gli enti
locali adottano forme di democrazia partecipativa che
conferiscano strumenti di partecipazione attiva alle
decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione,
programmazione e gestione ai lavoratori del servizio
idrico integrato e agli abitanti del territorio. Entro
sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assemblea regionale definisce,
attraverso norme di indirizzo, le forme e le modalità
più idonee ad assicurare l'esercizio di questo
diritto.
2. Ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo
n. 267/2000, gli strumenti di democrazia partecipativa
di cui al comma 1 devono essere disciplinati negli
Statuti dei comuni.
3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge il Governo regionale definisce la
Carta regionale del Servizio idrico integrato, al fine
di riconoscere il diritto all'acqua, e fissare i
livelli e gli standard minimi di qualità del servizio
idrico integrato. La Carta regionale del Servizio
idrico integrato disciplina, altresì, le modalità di
vigilanza sulla corretta applicazione della stessa,
definendo le eventuali sanzioni applicabili.
Art. 18.
Fondo regionale di solidarietà internazionale
1. Al fine di favorire l'accesso all'acqua potabile
per tutti gli abitanti del pianeta, e di contribuire
alla costituzione di una fiscalità generale universale
che lo garantisca, è istituito il Fondo regionale di
solidarietà internazionale da destinare a progetti di
sostegno all'accesso all'acqua, gestiti attraverso
forme di cooperazione decentrata e partecipata dalle
comunità locali dei paesi di erogazione e dei paesi di
destinazione, con l'esclusione di qualsivoglia
profitto o interesse privatistico.
2. Il Fondo si avvale, fra le altre, delle seguenti
risorse:
a) prelievo in tariffa di 1 centesimo di euro per
metro cubo di acqua erogata a cura del gestore del
servizio idrico integrato;
b) prelievo fiscale nazionale di 1 centesimo di euro
per ogni bottiglia di acqua minerale commercializzata.
3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, il Governo regionale
emana un apposito regolamento per disciplinare le
modalità di accesso al Fondo di cui al comma 1.
Art. 19.
Abrogazione
1. Sono abrogate tutte le disposizioni regionali
incompatibili o in contrasto con la presente legge.
Per quanto non espressamente previsto si fa
riferimento alle norme vigenti in materia.
Art. 20.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore
il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge della Regione.
 
Decoro urbano, ma che significa? boh. Invece dovremmo sapere bene il suo significato, dato che ci atteggiamo tanto a definirci “città turistica”, ma chissà quanto pane ed acqua dovremo mangiare per poterci fregiare di questo ambizioso titolo. Arriva un turista in auto, percorre la via Napoli e vuole andare in centro, cosa si trova davanti sulla via ?

Cartelli di B&B su pali di segnaletica stradale, indicazioni ogni 2 metri e poi, dulcis in fundo, deve leggere in una frazione di secondo ben 36 cartelli posti tutti in 25 mq, ad altezze spropositate e di tutti i generi, il turista si sveglia a colpi di clacson e non riesce ad andare avanti, meglio, si perde. Trovare un bagno pubblico seguendo le indicazioni? ma non se ne parla affatto; ma perché ancora stranieri incontinenti, noi li vogliano continentali e stitici. L’unica soluzione che hanno è di farsi fare un esame delle urine in un centro indicato nei 36 cartelli, è a soli 30mt., visibile ad occhio nudo. La problematica dei cartelli stradali o di indicazioni turistiche è solo un piccolo esempio di indecoroso arredo urbano, ma più che indecoroso lo definirei “ selvaggio “, senza offendere l’uomo della savana. La cultura è fatta di tante piccole cose messe bene insieme, il decoro urbano è una di queste. Non credo sia poi tanto difficile prendere quattro cristi di precari (è solo una battuta) e dire loro “adesso fatemi la mappatura di tutti i cartelli della città, vi armo di macchina fotografica, così abbiamo i nomi e cognomi di tutti quelli che non risultano regolari“, già mi viene da ridere, perché quelli ufficiali sono a norma? ma certo che no, sono stati pensati per i lillipuziani e noi forse non lo siamo, forse si, siamo corti di cervello, questo si. Decorare significa abbellire mettendo le cose con un ordine ed una logica pratica, rispettando anche le leggi. Rispetto della legge ? ABORRO !!!. Ma ci siamo chiesti quanti soldi perdiamo dai diritti pubblicitari non corrisposti? io penso tanti.
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