|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Il sindaco, sulla base della recente approvazione da parte del Consiglio Comunale delle variazioni di assestamento generale al bilancio annuale di previsione esercizio finanziario 2009, ha invitato i dirigenti dei vari settori comunali ad attenersi scrupolosamente alle direttive dell’amministrazione comunale in ordine alla realizzazione dei progetti, provvedendo, prima della chiusura del presente esercizio finanziario, agli atti di impegno di spesa consequenziali.
Principalmente gli atti per i quali il sindaco ha sollecitato l’immediata attivazione da parte dei dirigenti sono:
- per il settore lavori pubblici: lavori via Ducezio, Teatro, Sistemazione strade, Scuola Papa Giovanni XXIII, C/da Zupparda: palazzina servizi e tettoia tribuna, Ringhiera p.zza Crispi, Bagni e VV.UU Lido di Noto, Demolizione parcheggio via Cavour, Riparazione muro campo sportivo, Caserma Calabernardo, Acquisto autovetture (VVUU / altri settori), Cimitero, Cantieri lavoro;
- per il settore Sviluppo Economico: Piano commerciale, Posti mercato villa comunale, Pagamento arretrati spese per accertamenti;
- per il settore Tutela del Territorio ed Urbanistica: Pre-riserva Vendicari, Rischio idrogeologico - revisione PAI, Giostre per bambini, Monte Alveria - sistemazione area archeologica, Museo civiltà contadina, Siti museali, Arredo Urbano;
- per il settore Programmazione Turistica e Cultura: Contributi associazioni e attività culturali;
- per l’ Unità di Progetto “Tutela ambientale e servizio igiene urbana”: Pulizia monumenti, Piccioni, CCR - spese per espropriazione.
Il Consiglio Comunale, nella seduta di ieri sera, ha votato a larghissima maggioranza (18 voti a favore su 19 presenti), con la sola astensione del solito Micale a cui sicuramente non interessa nulla della Città, la variante al Piano Regolatore Generale relativamente alla tratta ferroviaria dismessa, che permetterà di poter presentare il progetto di finanziamento della Greenway Noto-Pachino, prima nel tratto iniziale fino a Lido di Noto e successivamente fino a Pachino, comprendendo ovviamente anche l’Oasi di Vendicari.
Si è apprezzato, e non si avevano dubbi in tal senso, il voto favorevole dei consiglieri del Movimento per l’Autonomia, del consigliere Bianca e del consigliere Veneziano. Così come non si può non evidenziare il solito inutile voto di astensione del consigliere Micale.
Si è nel contempo relazionato, in maniera esaustiva e completa, sulla situazione dei Servizi Sociali, la cui fervida attività dimostra che questo Settore rappresenta un fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale e ciò grazie al lavoro professionalmente svolto da tutti i dipendenti comunali ai quali il sottoscritto ha rivolto pubblicamente un vivo apprezzamento.
Il sottoscritto ha ribadito che l’avocazione a sé della delega ai servizi sociali era un fatto estremamente provvisorio e che, a giorni, la delega verrà restituita al componente politico di AN come è giusto, sulla base di accordi politici, che venga detenuta.
Tale atto in ogni caso ha permesso di fare chiarezza su alcune situazioni di incomprensione e di gestione dei vari servizi e, in tale ottica, questo periodo deve essere ritenuto positivo per l’intera attività dei servizi sociali.
Il sindaco
E io pago! Come non richiamarsi alla celeberrima esclamazione di Totò dopo le ultime deliberazioni consiliari in materia di variazioni di bilancio!
A niente sono valsi i tentativi, da parte di PD, MPA e Noto Nostra di concordare insieme con la maggioranza le variazioni sui capitoli più rilevanti, dal momento che l’amministrazione è andata dritta per la sua strada, approvando tutto quanto portato in aula con ingiustificati aggravi di spesa sulle tasche dei cittadini.
Desta, pertanto, sconcerto la soddisfazione del Sindaco per le variazioni deliberate se si pensa che: i già esorbitanti € 250.000,00 previsti per le spese telefoniche dell’Ente, con una variazione in aumento di € 65.000,00, ammontano, ora, a € 315.000,00; le spese per l’accertamento dei tributi sono passate, con un aumento superiore quaranta volte la somma prevista, da € 2.700,00 ad € 70.000,00; sono stati previsti ulteriori € 30.000,00 per non meglio precisate spese di funzionamento ed ulteriori € 2.500,00 per il bollettino comunale (sulla cui utilità molto potrebbe obiettarsi!).
E, ancora una volta, sono i cittadini a pagare l’evidente incapacità di quest’amministrazione di affrontare le problematiche e contenere i costi di gestione.
Attenzione merita, anche sul piano politico, a conferma del mancato rispetto degli impegni assunti, la questione relativa alla variazione in riduzione di € 415.000,00 per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Tale riduzione, certamente determinata dal mancato avvio della raccolta differenziata, dà diritto alla restituzione della maggiore tassa pagata dai cittadini per il mancato servizio di raccolta differenziata, rimasto uno dei tanti annunci propagandistici di questa amministrazione.
Per dovere di cronaca, le variazioni, presentate dall’opposizione e tutte puntualmente bocciate, correggendo gli scempi di variazione deliberati dalla maggioranza, prevedevano € 10.000,00 quale contributo oratori, € 10.000,00 per acquisto beni protezione civile, € 10.000,00 per formazione personale, € 130.000,00 per acquisto bus navetta elettrico, € 118.500 per l’importantissimo capitolo della manutenzione e sistemazione di vie, piazze, giardini pubblici zone marine e montane.
L'attività che riesce meglio al nostro sindaco è quella che lo vede impegnato
in una frenetica autocelebrazione di se stesso fondata sul nulla. Essa cresce
sempre più di intensità ed in maniera inversamente proporzionale alla
evanescenza e scarsa incisività della effettiva azione amministrativa.
Le variazioni di bilancio ne sono una prova evidente:
esse si caratterizzano per il plateale flop nella razionalizzazione delle spese
telefoniche (€315.000,00!!!), per l'incremento delle spese per la pubblica
illuminazione (dove si sommano i costi dei vecchi impianti con quelli dei
nuovi nati in sostituzione) e per gli incrementi di capitoli senza giustificazione alcuna.
E poi, ciliegina sulla torta, non può mancare l'accusa all'opposizione di remare contro la città solo perché non accetta gli "ipse dixit" della maggioranza e chiede spiegazioni
convincenti, che, invece vengono regolarmente negate.
Ma veramente Valvo è convinto che a Noto vi sia qualche cittadino che gli
possa dare credito?
Corrado Sallicano – Coordinatore MPA Noto
Giovanni Campisi - Segretario PD Noto.
Piatta routine. E’ questo lo spirito che pervade l’animo nazionale. Alcuni argomenti come inettitudine della politica, malasanità, lentezza della giustizia, inefficienza della pubblica amministrazione e ovviamente disoccupazione e lavoro precario, sono elementi così parte integrante della visione prospettataci da una realtà incontestabile che è meglio voltarsi dall’altra parte e chiudere gli occhi, giusto per non guardare e sperare in un miracolo. Che non avverrà. A quali prospettive si possono rivolgere le proprie speranze quando non hai un lavoro o ce l’hai precario? O meglio: che fai quando non hai soldi o ne hai talmente pochi che non sai come tirare avanti? Le risposte più frequenti sono poco confortanti: si passa dal classico Bòo comu vene si cunta, a uno sterile “bisogna darsi da fare”, a un arrendevole “fare un lavoro nero se lo trovi”. Quando all’inizio del millennio i precari cominciavano a lamentare il loro malessere e il fenomeno era sempre più consistente, l’ippopotamo in casa era difficile ormai da nascondere. I politici nostrani allora tirarono fuori, insieme al loro sorriso verticale, un gran parolone: flessibilità. Eh si, in un mondo moderno bisogna essere mobili, basta inseguire la chimera del lavoro stabile per tutta la vita, è necessario qualche sacrificio che porterà ai più in gamba grandi soddisfazioni. Giusto? Sbagliato. Ancora oggi mi domando a chi si rivolgessero. Come al solito la politica cercava di tappare una falla con un cerotto: i giovani erano e sono già pronti a questo. La mobilità infatti permette lo spostamento da settore a settore all’interno di uno stesso ente, o da azienda ad azienda, senza perdere i benefici maturati e svilire il percorso professionale. Nel nostro caro sud, pieno di enti, nello stesso tempo chi va in pensione non viene sostituito e la logica del risparmio scivola inesorabilmente in accorpamenti e ampliamento delle competenze del personale. Per quanto riguarda le aziende non trabocchiamo di imprenditori nella terra del posto fisso. Il precariato al contrario è costituito da una serie di contratti a tempo determinato, che non solo non consentono un adeguato percorso professionale, ma annullano ogni prospettiva a lungo termine: insomma non ti danno alcuna garanzia sul futuro. Inoltre raccogliendo testimonianze sia sul web che nel nostro territorio sono emersi dei risvolti inquietanti di ciò che è diventata una vera e propria piaga. Oltre a una continua insicura esistenza, un accantonamento pensionistico ridicolo e i salari magri, la legge 30/2003, nota come legge Biagi, ha prodotto dei mostri per un certo verso prevedibili. Ma è incredibile come la realtà spesso superi la fantasia. La supremazia del datore di lavoro infatti nei confronti del subordinato precario è indiscussa e questo ha portato situazioni agghiaccianti, che riportano la condizione lavorativa a un secolo addietro. Il lavoratore, che cerca un’occupazione per diverso tempo, si ritiene fortunato quando trova come sbarcare il lunario e la richiesta dei diritti riconosciuti in ogni Paese che si rispetti è sempre più superflua. La paura della perdita del lavoro, o meglio la paura del mancato rinnovo contrattuale, fa si che si accetti ogni tipo di condizione, a volte illegale, come accontentarsi di uno stipendio ridotto o lavorare molte più ore nonostante il contratto a tempo già preveda condizioni non certo esaltanti. A questo si aggiunga l’impossibilità di chiedere un adeguamento dello stipendio, ferie ridotte all’osso e il fatto che il capo a cui, per un motivo o per un altro, non vai a genio, non deve aspettare altro che qualche mese per assumere un altro disperato e ricominciare. Lo stesso sottoscritto ha lavorato con contratti a tempo determinato e le minacce velate da sorrisi erano una costante che fanno piombare l’intero ambiente di lavoro in un clima tutt’altro che produttivo e piacevole, due aspetti correlati che sopravvivono solo in rare eccezioni. Presentare il curriculum vitae nel sud, e in parte del nord, è una farsa a cui partecipano tutti: quelli che li presentano e si illudono, gli addetti preposti che li accettano e fanno finta che li leggeranno, altri ancora che annuiscono al sistema pensando che loro andrebbero a cercare, senza perdere tempo, la raccomandazione. In un Paese che non conosce la meritocrazia e un’adeguata concorrenza nel settore privato quasi chiunque può svolgere quasi qualunque mansione: la raccomandazione è lo strumento principe, soprattutto nella nostra sciagurata terra, per andare avanti nella speranza che, dopo aver trovato un’occupazione, siano gli altri a correggere il trend e a creare un mondo più equo, prima che il giocattolo Sicilia, Sud o Italia che sia, si rompa.
Lo scenario è certamente inquietante ma ciò che si è ravvisato qui va oltre ed è forse l’inizio della fine: i giovani e meno giovani precari sono lugubri in volto, non hanno più speranza e sono consapevoli che le loro proteste sono i colpi di coda di una vita anch’essa precaria.
Pino Parisi
L’arroganza con la quale il Sindaco Valvo e la maggioranza hanno eretto un muro di omertà di fronte alle legittime richieste delle opposizioni ,hanno fatto scattare la richiesta di convocazione del consiglio straordinario al fine di capire cosa è successo nel settore dei servizi sociali.
Nella seduta del 18 u.s. il consigliere Parisi ,chiamato in causa per le dichiarazioni rese alla stampa,ha confermato nella seduta dell’assise cittadina tutte quante le dichiarazioni ed ha precisato che dette dichiarazioni sono corroborate da documenti inoppugnabili e da verifiche eseguite dallo stesso Parisi.
Quanto sia grave che un consigliere di maggioranza,come tale certamente non sospetto di atteggiamento di pregiudizio nei confronti dell’Amministrazione, sciorini una serie irregolarità che vanno da prestazioni liquidate due volte all’arbitrio assoluto nel disimpegnare i servizi di assistenza non crediamo che occorra spendere altre parole per comprenderlo.
Che questo fatto lasci del tutto indifferente il Sindaco e la maggioranza dimostra l’insensibilità di fronte ad una ,se fosse vera,macroscopica dilagante illegalità che non ci lascia tranquilli per quello che è successo ma ancora meno per il futuro.
Abbiamo appreso dalle comunicazioni del Presidente del Consiglio del balletto di lettere di dimissioni e di determine di riconferma,mentre sappiamo che l’assessore non partecipa più alle riunioni di giunta.
Tutto ciò è segno di una disinvoltura nella gestione della cosa pubblica che non può essere tollerata,confidiamo anche nel senso di responsabilità di Giacomo Parisi che ha dimostrato di sapere privilegiare l’interesse pubblico rispetto a quello di parte.
Corrado Sallicano coordinatore MPA
Corrado Bianca capo gruppo PD
Salvo Veneziano capo gruppo Noto Nostra
Non sapendo a che Santo rivolgersi, si potrebbe tirare in ballo il messaggio di Don Luigi Sturzo del 1919, (un invito a leggerlo o rileggerlo) per fare in modo che un determinato “ceto medio”, i centristi così chiamati e la Chiesa stessa, piuttosto viva sotto l’Amministrazione Accardo - oggi stranamente silenziosa - e a tutte le persone che possono dare un contributo ma che oggi hanno tirato i remi in barca, affinché ci sia un sussulto, una ripresa del dialogo e della proposte per porre un freno al lento ma persistente declino della città. Il dibattito politico e culturale è naufragato da tempo e le ragioni delle divisioni prevalgono nell’ambito “politico” da quella parte che non è il centrodestra e che oggi non saprei come chiamare, essendo notevolmente frastagliata. Eppure la città e ciò che essa rappresenta perde sempre più posizioni importanti, perché, se vero che acquisiamo medaglie e premi a vario titolo, è da anni che non si crea un posto di lavoro ed il settore trainante, ma solo a parole, come il turismo è un fiasco completo; non si ha né una programmazione né tanto meno un offerta, qui ognuno si alza la mattina e per virtù dello spirito santo diventa, competente o esperto che sia.
Naturalmente questa non è cosa che succeda oggi, succedeva anche ieri, tuttavia oggi perdiamo competitività e posizioni su cose consolidate, COME IL PIANO REGOLATORE GENERALE – IL PIANO COMMERCIALE – LA REALIZZAZIONE DELL’AREA ARTIGIANALE, per non parlare poi di una città che da oltre 10 anni possiede ben tre depuratori, ma che deve riconoscere il proprio mare inquinato.
L’economia cittadina è stata barattata sotto lo slogan dello sviluppo sostenibile fittizio, che annega in un fiume inquinato come l’Asinaro, perché ancora oggi i reflui non confluiscono nel depuratore, sia che esso funzioni o meno, ma si riversano nel fiume, che viene travolto dal proliferare delle discariche abusive persino a Vendicari e, ciliegina sulla torta, dal mare inquinato con tanto di cartelli di divieto di balneazione misteriosamente scomparsi.
Lo sport che maggiormente appassiona non è dare certezze, creare opportunità per le imprese locali, favorire gli investimenti e nuovi posti di lavoro, ma su chi sponsorizza il precariato, quasi che i soldi per gli ex LSU gli assessori o il sindaco li mettano di tasca propria, alimentando speranza che naturalmente conviene stiracchiare sino alle prossime elezioni per raggranellare un bel gruzzolo di voti. Bene allora non è che si voglia sconvolgere il sistema o usare parole come programmi alternativi o roba simile, ma occorre un cambio di rotta non di quanti stanno a Palazzo Ducezio ma da parte dei cittadini, di tutti quelli che provano a dire qualcosa e di quanti per le diverse ragioni hanno tirato i remi in barca, forse occorre fare più di un passo indietro e ritornare sulle proprie decisioni, mettendo una bella pietra sopra il passato “RIDISCUTERE SEMPRE E COMUNQUE DELLE PASSATE ELEZIONI COMUNALI NON PORTA A NULLA“.
Il panorama è cambiato, ognuno valuti se in meglio o in peggio, l’importante è uscire dal proprio guscio e provare a dare un impulso diverso rispetto a quanto fatto sino ad oggi. D. Manfredi
L’estate 2009 è ormai alle spalle e fa parte di un passato che deve servire. E’ stata segnata indubbiamente da un fenomeno in crescita di presenze turistiche,anche se sempre mordi e fuggi, da un calendario di spettacoli che si possono definire di buon livello e da una presenza di spettatori attenti ed interessati. Purtroppo “al calar dell’estate”il problema inquinamento mare, anche se ancora la verità non è venuta tutta a galla, ha tinto di giallo “il bel colore blu” delle cinque vele e di altri riconoscimenti. Sarebbe allora quanto meno opportuno per non dire doveroso che l’organo di governo della città,cioè il sindaco attraverso continue e seri controlli degli organi competenti dica una parola definitiva. Sappiamo tutti quanto “tiri” il mare economicamente. Ma se da una parte si può ritenere di avere imboccato la strada giusta ma senza toni trionfalistici e primi attori,si deve auspicare per contro una sempre maggiore collaborazione di enti, associazioni per una migliore organizzazione del servizio turistico e valorizzazione di ambienti, quartieri popolari perché non c’è sempre e soltanto “il salotto buono”; la casa bisogna curarla tutta. E’ necessario però a fronte di innegabili punti positivi che Noto faccia quel salto di “qualità” civica che ancora non si vede. E peraltro, concorsi fotografici, mostre e appelli giornalistici, l’ultimo dell’amico Orazio Di Rosa, presidente dell’Archeoclub sullo stato di degrado ambientale e un po’ sulla qualità della vita a Noto,la dice lunga sul grado d’interesse che i netini e per quel che concerne anche chi ci governa, nutrono per la città. Si è parlato della raccolta differenziata ma ancora l’inutilità dei tanti cassonetti dove c’è di tutto e di più fa pensare che questo problema è lontano dall’essere risolto. Il sequestro da poco effettuato dalla Guardia di Finanza di discariche abusive pone anche il problema e quindi l’estrema attenzione dei materiali inerti. Eppoi, il traffico veicolare in città, i parcheggi in particolare per i bus turistici che mancano, fa vedere che il progetto per una città “turistica” è molto lontano. E’ indubbio altresì che la consapevolezza del cittadino nel vedere una “nuova”città deve spingerlo ad assumere comportamenti di un diverso, più maturo e più responsabile senso civico. E’ stato anche scritto e più volte che in città devono essere accolte e quindi accettate al tavolo delle “trattative”forze vitali, vere ed intelligenti che in città c i sono e sono facilmente individuabili. Ed a proposito delle “novità” di questa estate trascorsa, spicca “la palma” di Porta Reale. Discussioni, piccole polemiche tutte “paesane” ma non si parli di memoria storica! In quella piazzetta che sicuramente è stata “cambiata” ricordo solo una bella fontanina. Bisogna rivedere a Noto e proprio ai Giardini Pubblici, il Viale d’ingresso , i vialetti laterali, prima che “salti tutto in aria”. Il Sindaco e l’Assessore al ramo sono invitati a fare una passeggiatina da quelle parti e poi il Viale d’ingresso non è la via principale dì accesso al “Giardino di Pietra”? In una salotto che si rispetti si accede attraverso una bella “guida”.
Saro Tinè
Abbiamo voluto accendere i riflettori su un settore economico delle grandi potenzialità ma purtroppo spesso trascurato ed abbandonato a sé stesso, e cioè il mondo dell’agricoltura e dell’imprenditoria agricola. Ci occupiamo della “mandorla di Noto”, un prodotto un tempo conosciuto ed oramai quasi dimenticato. La mandorla di Noto dalle qualità peculiari e caratteristica di tutto il territorio del Val di Noto è oggetto di attenzione di parecchi soggetti economici, e non solo produttori, della zona, ed in particolare studiata e portata all’attenzione dal Dr. Concetto Scardaci, agronomo, responsabile del coordinamento dei produttori e responsabile per il presidio Slow Food.
Abbiamo contattato il Dr. Scardaci con il quale abbiamo voluto approfondire l’argomento.
Notolibera: Come si è arrivati alla riscoperta e valorizzazione della “mandorla di Noto” in gergo conosciuta come “Romana”?
Scardaci: Il mercato negli ultimi 50 anni ha dato molta importanza alle due varietà della Pizzuta di Avola e del Fascionello soprattutto richieste per la produzione di confetti o di prodotti ove era necessaria la perfezione del seme, ma con la richiesta di prodotto macinato soprattutto per uso dolciario è emerso che la mandorla romana aveva una superiorità nel gusto, ovvero si presenta come una sorta di prodotto per intenditori, purtroppo penalizzato da mandorle di scarsa qualità a basso costo provenienti dal mercato estero proprio ma non individuabili “ad occhio” a causa del fatto che il prodotto si presentava macinato e quindi omogeneizzato e non distinguibile.
Notolibera: Cosa comporta la valorizzazione del marchio Mandorla di Noto?
Scardaci: Bisogna precisare che il marchio “mandorla di Noto” è attualmente riferito solo a Slow Food, che ha riconosciuto il prodotto come degno di valorizzazione e tutela, lo ha inserito all’interno dei propri circuiti, ed ultimamente ha addirittura stilato un patto di alleanza tra i produttori, i cuochi i pasticceri e ristoratori, e non è difficile capire quale può essere l’impatto di mercato del prodotto che potrebbe così essere venduto ad un giusto prezzo. Dobbiamo registrare una forte crescita della domanda che non riusciamo a soddisfare, sia perché molte produzioni sono state orientate verso altre varietà e sia perché in questi ultimi anni abbiamo assistito alla distruzione di moltissimi ettari di mandorleto riconvertiti in agrumeti ora anch’essi in crisi.
Notolibera: quale aiuto avete come produttori da parte degli enti preposti come l’apposito assessorato presso il Comune di Noto, il Gal Eloro od altri?
Scardaci: Attualmente non abbiamo nessun aiuto, ci siamo sempre organizzati in proprio anche per la promozioni a livello nazionale a cui abbiamo partecipato come il salone del gusto di Torino dove abbiamo riscosso notevole successo e la partecipazione ad altri eventi in tutta la Sicilia. L’unico Ente che si è interessato al nostro progetto è stato slow Food che ha fatto conoscere il prodotto a livello nazionale ed internazionale.
Notolibera: Cosa si potrebbe fare per valorizzare il prodotto oltre a quanto già detto?
Scardaci: Basterebbe una sensibilità politica verso l’argomento, organizzando incontri di studio, convegni, ed iniziative tese a far conoscere e divulgare il prodotto dalle semplici sagre locali, alle degustazioni tematiche, il tutto in un programma di marketing, tendente da un lato ad incentivare il consumo ma soprattutto ad incentivare l’impianto di nuovi mandorleti e la salvaguardia ed il recupero di quelli già esistenti spesso abbandonati, con la conseguenza non solo di promuovere lo sviluppo di una economia ma anche di bonificare ed arricchire il territorio anche sotto il profili paesaggistico.
Notolibera: qual’è la proposta che vuole lanciare ai produttori?
Scardaci: innanzitutto voglio dire ai miei colleghi produttori di avere fiducia in un prodotto che valorizzato come merita ha un impatto molto positivo con il mercato, di impegnarci tutti per migliorarlo evitando ad esempio di inserire nel calderone della cosiddetta “corrente” qualità diverse dalla pura e selezionata “romana” , di coordinarci in una sorta di consorzio di produzione con marchio di qualità ,e di liberare il mercato da una sorta di monopolio oggi gestito da intermediari che hanno interesse solo ad accaparrarsi il prodotto a prezzi che non coprono neanche i costi di raccolta facendo abbandonare intere piantagioni con impatto negativo anche sul territorio e sul paesaggio.
Notolibera: Chi ha interesse al suo progetto come può contattarla?
Scardaci: al mio indirizzo di posta elettronica scardaciconcetto@yahoo.it .
Una bellissima e singolare serata culturale con un recital di Alessandro Quasimodo dal titolo “Operaio di sogni”, all’interno di “Volalibro”, Festival della cultura per ragazzi, giunto alla seconda edizione.
Una serata di poesia che si è svolta nella Sala del Seminario Vescovile di Noto, un “distillato” di poesia, letta e raccontata attraverso delle foto del Poeta Salvatore Quasimodo 1901/1968, Premio Nobel nel 1959 per la Letteratura, foto che cronologicamente vanno dalla sua prima infanzia, alla sua scomparsa, che hanno fatto da filo conduttore alla lettura di poesie come ad esempio, Vento a Tindari,Vicolo, I ritorni, Alle fronde dei salici, Milano Agosto 1943, Epitaffio per Bice Donetti, Le morte chitarre, Lettera alla madre, Lamento per il Sud, Al padre, più altre poesie dell’ultima raccolta, “Dare e Avere”.
Alessandro Quasimodo, figlio del Poeta Quasimodo, Attore di teatro, di un teatro colto e di spessore culturale, a volte dava la sensazione di “bucare” le parole con una sua particolare varietà di toni e di accenti che davano un suono e un colore alle immagini che sembravano staccarsi letteralmente dalla pagina. Ha letto le poesie sopra elencate, intercalando Lettere, episodi della vita del Poeta, facendo chiarezza su dei versi di varie poesie che alcuni critici letterari del tempo, oltre ad essere stati ingenerosi con il Premio Nobel, molto spesso l’hanno schematicamente travisato.
Classicità greca e realismo contemporaneo sono le radici e i riferimenti dello spirito della poesia di Salvatore Quasimodo, sempre oscillanti tra passato e presente, in cui la natura e il paesaggio della Sicilia soprattutto Ellenica, con tutti i suoi passaggi storico culturali, si fanno e divengono Mito, mito trasfigurato in un linguaggio e in un realismo che diviene “agire poetico” che si fa Etica, e “impegno civile”, nei confronti della sua terra, che dei valori universali dell’uomo, messi sempre al centro della sua poesia,per quel “fine morale” di fare uscire l’uomo di oggi dai vecchi schematismi culturali che storicamente si riproducono come per “eterne ricorrenze”, per “cambiare l’uomo”, nonostante il lamento “d’amore senza amore”, che spesso prevale nel suo canto non solo per il Sud.
Il giorno successivo, Alessandro Quasimodo, parlando del Poeta Quasimodo, ha incontrato i giovani, con cui ha dialogato di Letteratura, di Politica, di Etica, di Impegno Civile che ognuno, secondo l’attore, deve praticare cercando di ragionare con la propria testa per migliorare il livello culturale sia personale,che collettivo.
Una presenza e un messaggio quello di Alessandro Quasimodo molto importante per i Giovani di oggi che, in tempi di crisi di valori culturali e politici come quelli attuali, diviene necessario ripetere.
“Volalibro”, che si svolge dal 6 al 15 Novembre è una delle manifestazioni tra le più importanti che da qualche anno viene svolta a Noto, di cui Corrada Vinci ne è l’ispiratrice e il motore, collaborata dal C.U.M.O. e da varie Associazioni locali. E’ una manifestazione che coinvolge tutto il territorio, Istituzioni e Associazioni, con convegni, laboratori, mostre, presentazioni di libri, letture, spettacoli per bambini e per ragazzi.
A questo Festival occorrerebbe dare un taglio un pò laico, nel senso di fare passare e trasmettere i “saperi culturali”, non in maniera parziale o unilaterale, come per alcune manifestazioni è avvenuto, ma che siano e divengano rotondi, compiuti, ma soprattutto “plurali”.
Roberto Bellassai
Comitato per i Diritti del Cittadino
Tutte le campagne elettorali sono sempre infarcite di facili proclami o programmi irrealizzabili, e quindi un impegno od un punto programmatico fuori tema o non consono al candidato non scandalizza nessuno, a meno che quel tema o quel punto non rappresenti il caposaldo principale del programma elettorale del candidato.
Le ultime elezioni comunali si svolgevano in un momento in cui gli attacchi al territorio ed all’ambiente erano quotidiani con reazioni altrettanto decise da parte di singoli ed associazioni costantemente mobilitati su vari fronti: la difesa di Baulì contro i caterpiller in una zona di particolare interesse naturalistico; la difesa di Vendicari contro i pescatori di frodo, contro i piccoli abusi ma anche contro chi nella riserva vi aveva realizzato una sorta di residenza Holliwoodiana, peraltro ancora lì; contro i vandali in pieno centro storico che per realizzare la cosidetta illuminazione artistica danneggiavano l’antico basolato lavico ma anche le fondamenta di alcuni monumenti, ancora non riparati nonostante gli impegni a suo tempo assunti con l’allora Sindaco Accardo; l’impegno contro la costruzione di palazzine in c.da Cozzo Tondo; sempre in quel momento tutto il fronte ambientalista era mobilitato nella madre di tutte le battaglie pacifiche contro coloro che intendevano pregiudicare irrimediabilmente il territorio con ricerche gas-petrolifere e tutto quanto ne poteva conseguire soprattutto con la creazione di infrastrutture per trasporto stoccaggio di gas ed idrocarburi, senza trascurare i danni per il sottosuolo in zona sismica.
Il movimento nel suo insieme comprendeva esponenti politici bipartisan e vedeva in prima linea anche la Chiesa con l’allora Vescovo Monsignor Malandrino.
Ma in tutta questa forte mobilitazione nessuno ricorda l’avv.C.Valvo tranne che per il caso di Cozzo Tondo che interessava l’attuale sindaco in qualità di difensore degli interessi della Soc.a r.l. S.E.S. di Sallicano G.e della s.a.s Costruzioni Sallicano. In questo contesto le sirene incantatrici del candidato Valvo non incantavano tanti di coloro che nelle battaglie a difesa del territorio si erano spesi in prima persona anche se qualcuno rapito dal fascino delle parole non esitava a correre dietro le chimere dei lusinganti proclami.
E’ ovvio che dare giudizi a priori può rappresentare un eccesso di presunzione se non un pregiudizio, e così finora ci siamo astenuti da ogni commento, ma oramai nel momento in cui l’amministrazione Valvo si avvia al tramonto avendo consumato oltre la metà del tempo istituzionalmente assegnatogli ed a dire del sindaco stesso realizzato oltre l’80% del programma, un consuntivo ci appare opportuno.
Oggi la situazione sul piano della tutela ambientale è a dir poco drammatica.
Non vogliamo qui parlare dei provvedimenti che non stati adottati contro l’abusivismo o della inidoneità di quelli adottati, non vogliamo parlare delle discariche abusive presenti sul territorio e spesso oggetto di reportage anche da parte di qualche turista, non vogliamo al momento sapere perché gli autori dei danni al basolato storico non sono stati costretti alla loro riparazione nonostante gli impegni assunti con la precedente amministrazione e magari agli autori dello scempio sono state liquidate grasse fatture e cospicue parcelle, non vogliamo sapere come si è permesso di stravolgere in via Romagnosi un piano di lottizzazione, non parleremo al momento degli interi quartieri che stanno crescendo come funghi in c.da Calebernardo o della struttura alberghiera a S.Lorenzo a due passi da Vendicari, non parleremo dello scempio di Eloro per quanto realizzato e di prossima realizzazione, non vogliamo sapere al momento dove finiranno i liquami che migliaia di persone inevitabilmente produrranno e dove le stesse persone faranno il bagno (forse le due cose coincideranno!), ma non possiamo assolutamente tacere sul fatto che il depuratore della fogna di Noto, perfettamente funzionante fino a qualche anno fa, è ridotto a rottame e non è più in grado di depurare quasi niente; non possiamo tacere sul fatto che il mare di Noto nonostante le tanto sbandierate 5 vele non è balneabile e si ritiene oltremodo grave diffondere la notizia della non balneabilità a stagione finita dopo che per tutta l’estate confidando nelle 5 vele ci siamo sguazzati in acque che per usare un eufemismo potremmo definire igienicamente non appropriate.
Per rimanere in tema ci sono domande che come cittadini non possiamo evitare e cioè: è mai possibile che vengano ordinati accertamenti sugli scarichi a stagione finita?
Non sarebbe stato opportuno condurre accertamenti seri anche sugli scarichi con largo anticipo sull’inizio della stagione estiva?
Quando è sorto il dubbio che il nostro mare, motore trainante del turismo fosse inquinato?
Perché ci è stato consentito di fare il bagno in acque che a stagione chiusa si scoprono fortemente inquinate? Forse anche il sindaco si è fidato del riconoscimento delle cinque vele?
Il ruolo principale che la Legge assegna al Sindaco non è quello di tutelare la salute e l’igiene pubblica conferendogli proprio per tali finalità poteri eccezionali come commissario di governo?
Secondo il sottoscritto sulla questione delle cinque vele vi è una spiegazione logica e cioè che in effetti al litorale netino erano stati conferiti 5 veli per coprire le vergogne e non cinque vele, e fu colpa di qualche buontempone o di qualche trascrittore distratto che trascrivendo la “E” al posto della “I” provocò in un primo tempo tanta ingiustificata euforia ma poi a ragion veduta i gravissimi inconvenienti che qui si lamentano oltre ai notevoli danni che ne conseguono e ne conseguiranno per il turismo e per l’economia in generale già alquanto compromessa e non solo per la crisi globale e ricordiamo solo per dovere di cronaca che nelle salatissime bollette dell’acqua continuiamo a pagare un canone per l’inesistente depurazione degli scarichi fognari.
Sempre in relazione al tema dell’ambientalismo dell’attuale amministrazione sarà opportuno approfondire il discorso della raccolta dei rifiuti urbani, che faremo in altro numero perché vi sono situazioni che non convincono, e non tanto e non solo per le modalità di affidamento dell’incarico, ma per il fatto che non si è ancora compreso perché tale servizio al Comune di Noto debba costare quasi il doppio rispetto a quanto costi a comuni limitrofi; perché la tanto decantata raccolta differenziata che doveva giustificare l’elevato costo dell’appalto e che nelle previsioni dell’affidamento doveva attestarsi intorno al 30% del conferimento in realtà ed in dispregio ai proclami del sindaco, non solo non è decollata ma è perfettamente inesistente e ciò che è decollato è solo l’incredibile aumento delle bollette della spazzatura che fa coppia con l’aumento di quelle dell’acqua.
Giorgio Giannone
Dopo il comunicato stampa dell'ultima riunione indetta con i vertici di SAI 8, siamo costretti a spiegare al Sindaco di Noto, Avv. Corrado Valvo perche i finanziamenti pubblici non arrivano e diffcilmente arriveranno.
OGGETTO: CIRCOLARE n 112009 - Piano di Azione per gli obiettivi di servizio del QSN 2007-2013 - obiettivo di servizio per la tutela e il miglioramento della qualità ambientale in relazione al Servizio idrico Integrato - Procedure per l'attuazione degli interventi del Sistema Idrico Integrato in Sicilia.
A tutti gli A.T.O. idrici della Sicilia LL.SS.
A tutti i Gestori del S.I.I. degli A.T.O. Idrici della Sicilia LL.SS.
Al Ministero dell'Economia e delle Finanze Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica - Direzione Generale per la Politica Regionale Unitaria Nazionale Via Sicilia, 162/C 00187 ROMA
Al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio Direzione per la Qualità della Vita Via Cristoforo Colombo,44 00147 ROMA
Alla Presidenza della Regione Siciliana Ufficio di Gabinetto Palazzo d'orleans 90100 PALERMO
Alla Presidenza della Regione Segreteria Generale Palazzo d'orleans 90100 PALERMO
Alla Presidenza della Regione Dipartimento Regionale della Programmazione Piazza Sturzo 36 90100
AlI'Assessorato Reg.le Bilancio Dipartimento Bilancio Via Notarbartolo 17 90143 PALERMO All'Assess. Reg.le Territorio e Ambiente Dipartimento Territorio Via Ugo La Malfa 169 90146 PALERMO
AII'Ag. Reg.le per la Protez. dellTAmbiente Corso Calatafimi 219 , 90129 PALERMO
A tutti gli Uffici Territoriali di Governo della Sicilia LL.SS.
Al Presidente de1l'ARR.A
La presente circolare ha lo scopo di fornire direttive sugli adempimenti e le procedure da seguire per l'attuazione degli interventi dei POT (compresi gli interventi non ancora avviati dei Piani stralcio), in considerazione che l'utilizzo delle risorse comunitarie e nazionali (FESR e FAS) sono assoggettate anche ai contenuti del Piano di Azione per gli obiettivi di servizio del QSN 2007-2013, adottato con Deliberazione di Giunta n. 154 del 25 giugno 2008, nonché alle regole previste nelle Linee guida per l'attuazione, adottate con Deliberazione di Giunta n. 266 del 29 ottobre 2008.
Relativamente all'obiettivo di servizio della "tutela e miglioramento della qualità ambientale in relazione al Servizio idrico Integrato", con Delibera CIPE 8212007 "Regole di attuazione del meccanismo di incentivazione legato agli obiettivi di servizio del QSN 2007-2013", sono stati individuati i seguenti indicatori e fissati i targets da raggiungere:
• S.10 - percentuale di acqua erogata sul totale dell'acqua immessa nelle reti di distribuzione comunali; il valore target per I'anno 2013 è pari ad almeno il 75% di acqua erogata sul totale dell'acqua immessa nelle reti di distribuzioni comunali.
• S.11 - abitanti equivalenti serviti effettivi da impianti di depurazione delle acque reflue, con trattamento secondario o terziario, in rapporto agli abitanti equivalenti totali urbani per regione. Il valore target per l'anno 2013 è pari ad almeno il 70%.
Considerato che:
1. l'indicatore S.10 rappresenta una misura di efficienza nella distribuzione dell'acqua, definito come il volume di acqua erogata sul totale dell'acqua immessa nelle reti di distribuzione comunali: dove Ve è il volume annuo di acqua erogata all'insieme degli utenti regionali e Vi è il volume annuo di acqua immessa in tutte le reti comunali della Sicilia, a valle dei rispettivi serbatoi di testata o punti di immissione. Le due grandezze a numeratore (Ve) e a denominatore (Vi) si dovranno determinare attraverso processi di conturazione, basati su misure fisiche realizzati attraverso l'impiego di strumentazione affidabile, collocata sia a monte delle reti (in genere all'uscita dei serbatoi di testata delle stesse) sia a valle (i contatori collocati presso l'utenza).
2. I'indicatore S.ll si riferisce al segmento fognario-depurativo del SII e tende a massimizzare la raccolta e depurazione delle acque reflue urbane nel rispetto delle norme ambientali vigenti in materia. L'indicatore può essere sintetizzato come segue: S . l l = AEE/AET dove AEE rappresenta gli abitanti equivalenti effettivamente serviti da impianti di depurazione dotati di trattamento secondario o terziario nell'intera regione e AET indica gli abitanti equivalenti totali della Sicilia.
L'indicatore sintetico coglie quindi diversi importanti aspetti del citato comparto:
ƒæ fa riferimento ai trattamenti di depurazione delle acque reflue secondari e terziari, che garantiscono un'elevata qualità dei reflui depurati e pertanto nell'indicatore si considerano solo queste due tipologie di trattamento;
ƒæ per le aree sensibili si deve fare riferimento esclusivamente ai trattamenti terziari, non considerando quindi in questi casi sufficiente, come è ovvio, il solo trattamento secondario;
ƒæ l'indicatore si riferisce anche alla capacità di servizio della rete fognaria che attraverso la raccolta consente che il carico inquinante degli utenti sia abbattuto dalla corretta depurazione. L'indicatore si può quindi considerare verificato soltanto per le utenze che siano in ogni caso servite effettivamente dalla fognatura e quest'ultima recapiti, nelle aree normali, presso depuratori dotati di sistema secondario o terziario e, nelle aree sensibili, presso depuratori dotati di sistema teniario.
Per quanto sopra:
1. le Autorità d'Ambito e i Gestori sono tenuti ad acquisire la conoscenza della consistenza e del funzionamento delle infrastrutture attraverso il rilievo infrastrutturale di reti ed impianti ed all'aggiornamento dello stato dell'utenza, la conoscenza della funzionalità degli impianti acquedottistici e fognari e dello stato delle perdite, la misurazione delle grandezze fisiche di interesse (portate, volumi, pressioni, etc). Quanto detto comporta non soltanto la realizzazione delle azioni specifiche incluse nel cosidetto Progetto Conoscenza, ma anche di investimenti nel settore delle misurazioni, quali quelli di rinnovo e completamento del parco contatori, di inserimento di misuratori e autocampionatori, etc, e nelle infrastrutture, quali l'inserimento di organi di sezionamento (distrettualizzazione), di riparazione perdite, controllo delle pressioni, etc.;
2. le Autorità d'Ambito e i Gestori sono tenuti a procedere, dopo aver acquisito la conoscenza, all'aggiornamento dei PdA (come previsto anche dal D.Lgs. 15212006) e alla rimodulazione dei POT (compresi gli interventi non ancora avviati dei Piani stralcio). Ciò potrà comporterà una riconsiderazione tecnica e finanziaria degli interventi già previsti, che potranno essere variati in considerazione delle priorità. Parimenti la progettazione degli interventi dovrà essere verificata sulla base della conoscenza acquisita, e tenuto conto che la rivelazione dei dati per la verifica dei targets verrà effettuata nel 2012, gli interventi che consentiranno di raggiungere i targets stessi dovranno essere realizzati entro la suddetta data;
3. le Autorità d'Ambito e i Gestori sono tenuti a corredare ogni progetto, per il relativo finanziamento, della valutazione degli effetti sulla riduzione delle perdite, riferita sia al comune che all'intero ambito;
4. interventi del settore idropotabile, differenti da reti idriche interne, potranno essere finanziati, purché riscontrati ancora necessari dal Progetto conoscenza;
5. l'attività di cui ai precedenti punti non dovrà rallentare la realizzazione degli interventi critici e/o invarianti, pertanto si dovrà procedere ad individuare immediatamente gli interventi "invarianti" (ad esempio, la realizzazione di nuovi depuratori, l'adeguamento e la rifunzionalizzazione di depuratori esistenti, l'installazione o rifunzionalizzazione dei misuratori di portata all'ingresso dei depuratori). La realizzazione prioritaria di detti interventi concorrerà ad incrementare il numero degli abitanti equivalenti serviti (indicatore S11) e ad eliminare altresì le cause oggetto della procedura d'infrazione comunitaria 200412034 ex art.226 Trattato CE "Trattamento acque reflue urbane artt.3 e 4 direttiva 91/27 1 /CE";
6. la riprogrammazione delle economie accertate, derivanti dagli interventi dei Piani stralcio, non può che seguire la procedura di cui ai punti precedenti;
7. negli ambiti territoriali, ove è presente il gestore del S.I.I., la titolarità sugli interventi di cui al punto 6, nonché sugli interventi dei Piani stralcio non ancora avviati ed eventualmente rimodulati con le procedure di cui al punto 2, viene trasferita al gestore del S.I.I., e su quest'ultimi interventi dovrà essere ridistribuito anche l'ammontare della quota di partecipazione, che resta invariata, a carico del gestore del S.I.I., prevista nell' Accordo di Programma Quadro "Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche" sottoscritto in data 23 dicembre 2003;
8. potranno essere finanziati interventi di reti ed impianti ove al gestore del S.I.I. è stata trasferita la gestione;
9. negli ambiti ancora privi di gestore del S.I.I., possono essere riprogrammate solo le risorse derivanti dalle economie dei Piani stralcio e quelle corrispondenti agli interventi dei Piani stralcio non ancora avviati, avendo cura di inserire in detta riprogrammazione interventi come specificati al punto 5 della presente circolare nonché, ove occorra, potrà essere previsto, relativamente a quelle attività minimali da consentire di procedere all'espletamento delle attività di cui al precedente punto 2, il Progetto Conoscenza.
Per ultimo si rappresenta che, per l’emissione dei provvedimenti di finanziamento, gli interventi, oltre che possedere i requisiti di cui sopra, devono essere inseriti nell’Accordo Programma Quadro, che come è noto, deve essere sottoscritto da tutti i soggetti sottoscrittori dello Accordo. Pertanto le Autorità d'Ambito, di concerto con i soggetti gestori ove presenti, dovranno avviare e definire con celerità le attività prima dette per pervenire in tempi rapidi alla sottoscrizione del nuovo Accordo. Tutti gli atti citati nella presente circolare sono consultabili sul sito www.euroinfosicilia.it. La presente circolare verrà pubblicata sul sito dell'Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque www.arrasicilia.it
I1 Direttore f.to Marcello Loria
Per il sindaco e tutti i cittadini, comitati e forze sociali la circolare è scaricabile al seguente link: www.notolibera.it/public/circolareato.pdf
L’incontro, voluto dall’amministrazione comunale, tenutosi giovedì scorso con SAI 8 e con le forze sindacali, ha fornito spunti di grande interesse, necessari prima dell’avvio della “tariffazione” dell’acqua.
E’ stato evidenziato che l’uso moderato ed attento dell’acqua entro i limiti di 60/70 m³ a persona, pari alla media pro-capite, non determinerà alcun aumento nelle nuove tariffe rispetto a quelle che attualmente noi cittadini paghiamo in maniera forfetaria senza alcuna verifica dei reali consumi in quanto la maggior parte delle utenze sono state finora sprovviste di contatore.
Soltanto un uso sproporzionato e poco rispettoso del “bene” acqua farà crescere in maniera esponenziale il costo dell’acqua come da deliberazione approvata dall’ATO.
Importante criticità è stata sollevata da parte del dott. Paolo Pantano, e fatta propria dall’amministrazione, in merito alla somministrazione, in alcune contrade della zona marina, di acqua denominata “ad uso irriguo”. Per tale problematica è necessario provvedere o ad una drastica riduzione della tariffa o ad un immediato intervento da parte del gestore per rendere utilizzabile l’acqua per fini domestici.
Ma il problema più grande emerso, negli interventi dell’amministrazione e di tutti i partecipanti all’incontro, è quello inerente agli intollerabili ritardi sui lavori straordinari da eseguire sulle reti idriche e fognarie e negli impianti di depurazione previsti dal 1° POT. Lavori che hanno fatto si che l’amministrazione comunale, salvo ogni proprio diritto, nel lontano 16 gennaio 2009 trasferisse, come da delibera dell’ATO, tutti gli impianti idrici e fognari alla SAI 8.
Su tali ritardi la SAI 8 ha fornito le proprie giustificazioni, facendo rilevare che gli stessi sono imputabili a inadempienze e comportamenti ostruzionistici da parte dell’ARRA (Agenzia Regionale Rifiuti e Acque) e che, in ogni caso, di tale problema, riconosciuta anche da SAI 8, se ne parlerà al più presto con il presidente dell’ATO Idrico, On. Bono.
Non vi è ombra di dubbio che fino a quando la Città non potrà godere di tali benefici, per inadempienze di Tizio o di Caio, ci sarà un’evidente situazione di ingiustizia che può fare esporre i cittadini al pagamento di maggiori somme di denaro senza un miglioramento dei servizi ma soprattutto senza che nel proprio territorio vengano effettuati i lavori di cui ai finanziamenti del 1° POT che, come già detto, hanno determinato la concessione della gestione del sistema idrico e fognario alla SAI 8.
E’ necessario, pertanto, poiché l’investimento è suddiviso in finanziamento pubblico e finanziamento privato a carico della SAI 8, che la stessa SAI 8, a prescindere dal comportamento dell’ARRA che dovrà essere messo in mora da parte dell’ATO ritenendola responsabile dei disservizi e dei costi, provveda a realizzare le opere per quella percentuale di propria spettanza e competenza che oggi ancora non sono in alcun modo state fatte.
|