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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di NOTOLIBERA (del 31/10/2009 @ 16:12:46, in Per il cittadino, linkato 249 volte)

Pubblichiamo l'artico del settimanale il "PONTE"  a firma di Enzo Cimino

Se Sai8 in qualche modo ha riparato il guasto della centrale San Nicola di Siracusa, ripristinando l'erogazione del prezioso liquido in tutta la città, altre falle si stanno aprendo in contemporanea in tutti i comuni della nostra provincia, con una levata di scudi unanime contro la gestione 'privata" del servizio. E' di questi giorni la protesta del Sindaco di Noto, Corrado Valvo, seguito a ruota dal Sindaco di Floridia, Arturo Spataro, e del Sindaco di Melilli, Pippo Sorbello, che con il ritiro del ricorso al TAR di Catania, permise che avvenisse la fusione e l'affidamento da parte degli enti preposti alla società che gestisce il servizio di erogazione dell'acqua.
Abbiamo incontrato Pippo Sorbello, Sindaco del comune Ibleo, il quale ci ha dichiarato che ha reiterato il ricorso al TAR avverso alla privatizzazione del servizio, Sorbello sostiene, "che tutto quello che sta succedendo era prevedibile, così come era prevedibile che la SOGEAS per scrollarsi di dosso il passivo accumulato cercasse di vendere una ulteriore parte azionaria in suo possesso alla Sai8 consentendo, così alla stessa di passare in maggioranza allo scopo di eludere il controllo pubblico"
Lei è preoccupato?
'Preoccupato? Meglio dire indignato nel constatare che nessuno prende provvedimenti, nessuno reclama, nessuno si mette di traverso per far rispettare gli accordi scritti tra l'allora presidente della Provincia Regionale di Siracusa, Bruno Marziano, e i vertici della società costituita."
Quindi?
`Quindi ho deciso di pensarci ancora una volta io, rivolgendomi all'organo di tutela che è il Tar di Catania e qualora non riuscissimo ad avere ragione ci rivolgeremmo al CGA. Su questa vicenda bisogna fare chiarezza. "
A proposito dl chiarezza, Lei parla di ricorso al TAR, ma non fu proprio Lei che ritirando il ricorso permise l'affidamento dell'Ato idrico alla società mista?
intanto io non ho mai ritirato il ricorso, semmai ritirai la sospensiva, attraverso la quale fu possibile fare l'affidamento, adesso abbiamo richiesto che il TAR si pronunci, considerato che rispetto agli impegni sottoscritti nessuna miglioria è venuta fuori dalla nuova gestione, anzi, a molti utenti sono arrivate stangate sotto forma di aumento delle tariffe senza nessuna giustificazione. Non un metro di condotta nuova è stata realizzata, tranne che per guasti, per il resto tutto è rimasto fermo."

Mi scusi se Insisto, perché si fece convincere a togliere la sospensiva se oggi ad appena due anni dal fatto, ritorna sul suoi passi?
'In quel momento ero rimasto solo a difendere la causa, dopo aver visto cedere il Sindaco di Noto, Corrado Valvo, ed a seguito di pressioni da parte di tutte le forze politiche, volli credere per un momento che il servizio privatizzato potesse funzionare meglio, questo fu il motivo che mi indusse a ritirare la sospensiva."
Ma siccome aveva la riserva mentale...
'Non ritirai completamente il ricorso che oggi ho riesumato e che probabilmente ci consentirà di fare chiarezza sull'affidamento, sulla gestione, e su eventuali imbrogli."
Questo significa che non consegnerete a Sai8 le strutture dl Melilli?
'Certo che non consegneremo le strutture di Melilli. Secondo Lei dovrei passare per il Sindaco che prima ha fatto la battaglia contro e poi improvvisamente, pur avendo visto il comportamento negativo di questi signori, permettere loro, senza reale beneficio per i cittadini, far recapitare bollette pazze, come hanno già fatto in altri comuni città di Siracusa compresa, ai miei concittadini."
Cosa si aspetta dalla sentenza?
'Mi aspetto che venga fatta chiarezza sull'assegnazione del servizio all'attuale gestore, e capire perché tutti gli altri pretendenti furono esclusi, in un certo senso capire se per caso furono fatti dei brogli. Sono convinto che tutto è stato fatto nella massima trasparenza, però troppi facevano il tifo per l'attuale assegnatario, voglio capire, e se attraverso il mio ricorso potrò far decadere l'affidamento, sarò contento, considerato che l'acqua bene pubblico, dal mio punto di vista non poteva essere privatizzata. Il nostro Santo Padre, Benedetto XVI, in un'omelia domenicale da Piazza San Pietro, ultimamente ha gridato che l'aria e l'acqua sono un bene imprescindibile per l'umanità. "
Considerato che ancora non ha avuto ripercussioni negative sul suo comune, mi chiedo la ragione dell'accanimento contro l'affidamento.
intanto non ho nessuna difficoltà ad affermare che ho sbagliato nel ritirare la sospensiva, sono in tempo a rimediare e lo sto facendo, tutto ciò alla luce di quanto è già accaduto negli altri comuni dove le strutture sono già state consegnate, e per quanto riguarda i disservizi, mi riferisco alla erogazione dell'acqua, qualche volta ad intermittenza, così come è successo nel comune capoluogo. lo ritengo che così come il servizio viene svolto nel comune che io amministro, non potrà migliorare. Noi eroghiamo l'acqua 24 ore su 24 ore nel comune di Melilli e nelle frazioni di Villasmundo e Città Giardino, grazie al fatto che abbiamo ultimamente provveduto ad aprire ulteriori pozzi, 2 a Melilli ed uno ciascuno a Città Giardino e a Villasmundo, oltre alla sorgente naturale della quale siamo dotati."
Tra gli Interventi che Sai8 avrebbe dovuto fare c'era la costruzione del depuratore a Villasmundo.
'Veda, se io ho deciso di mettermi di traverso, evidentemente avrò anche pensato a questo, nè tanto meno potrei prendermi quello che mi piace e contestarne il resto."
Sorbello, lei sostiene che la sua amministrazione si sta mettendo dl traverso, però ultimamente la Sa18 ha proceduto a fare assunzioni di cittadini melillesi, noi sappiamo anche chi sono, può dirci qualcosa In merito?
'Voi lo sapete ma io non so nulla, dalla mia amministrazione non è stata fatta nessuna segnalazione. "
Forse da lei no, ma da qualche conslgliere della sua amministrazione si, se gli dovessero sbattere i nomi, come si comporterebbe?
'Ne prenderei atto e darei dell'imbecille al soggetto che si è prestato a mia insaputa all'inciucio, e che attraverso tale comportamento ha cercato di compromettere una battaglia sacrosanta dell'amministrazione contro la gestione dell'Ato idrico.
Mi spiega il motivo di questo accanimento?
'Nessun accanimento, solo la consapevolezza di fare l'interesse dei cittadini. Qualche mese fa trovandomi a Gela ho potuto constatare che l'affidamento della gestione ai privati ha di fatto decuplicato le tariffe, voglio evitare che ciò possa accadere nel mio comune."
Perché tutto quello che è denominato ATO non ha pace In Sicilia, mi riferisco anche all'Ato rifiuti.
'Perché purtroppo attraverso queste gestioni, sono stati creati carrozzoni, sono stati creati posti di potere e hanno sperperato denaro pubblico. Ma lei lo sa che in Sicilia su ventisette Ato rifiuti solo tre risultano virtuosi e le altre ventiquattro hanno passivi di milioni e milioni di euro?"
Lei pensa che un amministratore come il sottoscritto può assistere in maniera inerme alla nascita di un nuovo carrozzone, come potrebbe diventare l'Ato idrico di Siracusa e rimanere insensibile, aspettando che le cose precipitino?"
La conforta il fatto che la battaglia che lei sta conducendo è stata anche intrapresa in Toscana, nel Lazio, In Umbria.
`Questo mi da la conferma d' essere nel giusto, mi da lo stimolo a continuare, anzi è nelle mie intenzioni coinvolgere altri sindaci della nostra provincia per far quadrato contro l'attuale gestione, sono convinto che tra non molto non sarò da solo."

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Il sindaco ha convocato per il pomeriggio di martedì 27 ottobre tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza per verificare le necessità da evidenziare, secondo le opportune priorità, nella delibera consiliare di variazione di bilancio che dovrà essere esitata entro il prossimo mese di novembre.

“Si tenta in tal modo – dice il sindaco – per l’ennesima volta di coinvolgere tutte le forze politiche al fine di redigere uno strumento finanziario condiviso che possa soddisfare, nei limiti delle risorse comunali, le varie istanze provenienti dal territorio. Sarebbe, infatti, auspicabile che questo strumento finanziario di assestamento prevedesse, nella unanimità dei consensi, una volontà di intervenire in tutti i settori e secondo dinamiche anche differenti che possano riguardare, come detto, tutti i consiglieri comunali”.

“Proprio in tale spirito di grande collaborazione nell’interesse della città” il sindaco ha fatto incontrare i due consulenti ambientale ed energetico, avv. Schembari, e della programmazione, dott. Zinna, sia con i funzionari e i dirigenti comunali che con la parte politica, assessori e consiglieri, “affinché tutti – afferma il sindaco – possano dare un contributo per la realizzazione di progetti inseriti nei nuovi programmi regionali e comunitari. Si ritiene sotto questo profilo che la collaborazione di ogni singolo esponente politico possa essere utile e sicuramente produttiva per l’ottenimento di fondi e opere per la città a cui ritengo tutti teniamo”.

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Di Partito Democratico Noto (del 24/10/2009 @ 10:54:38, in La voce dei partiti, linkato 283 volte)

"Domenica 25 ottobre 2009, dalle 7.00 alle 20.00, si terranno le elezioni primarie del PD per l'elezione diretta dei segretari nazionale e regionale. Possono votare tutti i cittadini che abbiano sedici anni compiuti, muniti di documento di riconoscimento.
A Noto si voterà presso la sede del Partito Democratico, sita in Via Pier Capponi n. 7 (discesa di Santa Chiara).
Per la Segreteria nazionale i candidati sono : Bersani, Franceschini , Marino.
Per la Segreteria regionale i candidati sono: Lumia, Lupo, Mattarella.
Tutti i cittadini interessati sono invitati a venire a votare, contribuendo in tal modo, nel rispetto di regole trasparenti e democratiche, a legittimare la leadership dei Segretari che, in Sicilia come in tutta Italia, daranno contenuti all'azione politica del più grande partito riformista e progressista esistente in Europa.
Giovanni Campisi- Segretario PD Noto"

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Di Evarco (del 24/10/2009 @ 00:04:10, in L'idea per la città, linkato 173 volte)

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio. Venite pure avanti ...venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finche' dura che' il pubblico e' ammaestrato e non vi fa paura e andate chissa' dove per non pagar le tasse col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.
io sono solo un povero cadetto di guascogna pero' non la sopporto la gente che non sogna.
gli orpelli? l'arrivismo? all'amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.
io non perdono e tocco. facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatto del qualunquismo un arte; coraggio liberisti, buttate giu' le carte tanto ci sara' sempre chi paghera' le spese in questo benedetto assurdo bel paese. non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere e' il mio piacere, io amo essere odiato; coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. io non perdono e tocco.

 

 

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Il sindaco, con propria determinazione n. 65 del 22 ottobre 2009, ha nominato i componenti della Consulta Comunale per il Turismo il cui Regolamento è stato approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 28 luglio scorso con la deliberazione n. 35.

Il sindaco ancora una volta ha messo in evidenza come la istituzione della Consulta per il Turismo sia “un grandissimo esempio di democrazia partecipata e denoti la volontà di ‘aprire’ a tutta la città e a tutte le forze politiche, senza porre alcun limite alla partecipazione dei vari rappresentanti”.

I componenti la Consulta nominati con la sopra citata determinazione sono:

· dott. Paolo Pantano, in rappresentanza dell’Ente Fauna Siciliana;

· prof. Vito Corrado Di Lorenzo in rappresentanza dell’Associazione Culturale ONLUS “Noto - Corteo Barocco”;

· sig.ra Vittoria Montoneri, in rappresentanza dell’Associazione “Maestri Infioratori”;

· sig. Corrado Roccaro, in rappresentanza dell’Associazione “CulturArte”;

· prof. Sebastiano Monello, in rappresentanza del 1° Istituto Comprensivo “V. Littara”;

· dott. Edoardo Lucchesi, in rappresentanza dell’Associazione Fotografica “PRISMA”;

· avv. Francesco Balsamo, in rappresentanza dell’Istituto “ISVNA”;

· dott. Vincenzo Rosana, in rappresentanza di giornalisti.

Si ricorda che:
La Consulta Comunale per il Turismo ha fra le proprie finalità quelle di esprimere pareri non vincolanti in ordine a: 1) definizione degli obiettivi e dei programmi sul turismo di competenza dell’Amministrazione Comunale; 2) programmazione delle iniziative di intrattenimento e promozione turistica di interesse locale; 3) strategie comunicative e azioni di marketing rivolte ai mercati italiani e stranieri; 4) iniziative atte a migliorare l’ospitalità e l’offerta turistica locale; 5) gestione di uffici di informazione ed accoglienza turistica.

Inoltre la Consulta può: 1) suggerire all’Amministrazione Comunale iniziative ed attività mirate alla crescita del Turismo; 2) formulare proposte all’Amministrazione Comunale per la realizzazione ed il miglioramento delle attività turistiche; 3) favorire e promuovere incontri volti allo sviluppo delle attività turistiche; 4) formulare analisi e proposte su problemi generali del turismo; 5) sensibilizzare le forze politiche, economiche e sociali verso le tematiche del turismo; 6) rafforzare i rapporti con il mondo della scuola, di qualunque ordine e grado, dell’università, della cultura e dell’arte in tutte le sue espressioni promuovendo iniziative idonee a diffondere il turismo.

Gli organi della Consulta per il Turismo sono: 1) Il Presidente; 2) Il Segretario; 3) L’Assemblea dei componenti. Il Presidente è il Sindaco o un Assessore da esso delegato. La carica di Segretario è ricoperta di diritto dal Funzionario responsabile dell’Ufficio Turismo.

La parte “Istituzione” del Regolamento della Consulta Comunale per il Turismo approvato dal Consiglio Comunale così recita: “Il Comune di Noto riconosce il turismo come attività fondamentale per lo sviluppo del territorio e intende promuovere e sostenere ogni iniziativa atta a valorizzare tale materia.

Per il raggiungimento di tali scopi ed in attuazione dei “Principi di Amministrazione” di cui all’art. 2 dello Statuto Comunale, è istituita, ai sensi dell’art. 4, comma 2 dello Statuto Comunale, la Consulta Comunale per il Turismo, organo consultivo e di confronto tra l’Ente e le realtà operanti sul territorio comunale.

La Consulta Comunale per il Turismo ha la propria sede presso la Residenza Municipale.”

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Di NOTOLIBERA (del 22/10/2009 @ 23:39:43, in Per il cittadino, linkato 151 volte)

ARTICOLO APPARSO NEL SETTIMANALE LA CIVETTA DI SIRACUSA A FIRMA DI MARINA DIMICHELE (GIORNALISTA CHE SI E’ SEMPRE BATTUTA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, E CHE CORAGGIOSAMENTE A PORTATO AVANTI L’INCHIESTA INSIEME AL COMITATO CIVICO NO!ACQUASALATA DI SIRACUSA.
Mentre saltano una dopo l’altra, con stupefacente sincronia, con un effetto domino degno della perfezione nipponica, le condutture idriche della città che sprofonda nel dramma quotidiano vissuto da agrigentini e gelesi, si consuma, nell’indifferenza sostanziale di tutte le forze politiche locali, il lento e inesorabile processo di totale privatizzazione della Sai 8, la società a cui con spirito bipartisan sono state affidate le sorti idriche dell’intero territorio provinciale.
En passant, tra le righe di articoli di cronaca che raccontano di un Visentin intenzionato a “valutare con l’ufficio legale la possibilità di ottenere un risarcimento per i disagi sofferti dai cittadini” a causa dei continui disservizi nell’erogazione dell’acqua (non ce ne voglia il sindaco ma la nostra impressione è che sia una bufala colossale, degna del miglior Berlusconi), filtra la notizia che è stata confermata “la cessione di quote azionarie del Comune ai soci privati della Sai 8”.
Ma … “nulla cambia sulle prerogative di controllo sulle scelte societarie che il Comune esercita attraverso Sogeas” osa il primo cittadino, evidentemente abituato allo stato di assuefazione e apatia che contraddistingue il siracusano e coloro che sono stati eletti, scelti, per tutelarne gli interessi.
Si gioca con i numeri, si ingenera confusione, si lascia nell’ombra il quadro complessivo mentre le parole rassicurano laddove dovrebbero semplicemente spiegare, chiarire, fare informazione e non disinformazione.
La Saceccav, il sedicente socio di minoranza, passa oggi dal 18 al 28 %: bene! Da dove sono uscite le 10 quote? Per capire bisogna fare un passo indietro, ripercorrere la querelle del 2006, tornare al momento in cui si veniva a costituire la società per azioni cui affidare il servizio idrico integrato.
Si decise allora, anzi, più esattamente, il sindaco in carica Giambattista Bufardeci e il presidente della provincia Bruno Marziano, in piena sintonia - veramente da compagni di vita in quanto nel passato non troppo remoto tutt’e due attivi nella Cgil, l’uno come legale, l’altro come segretario provinciale - decisero di scegliere, tra le tre possibili procedure previste per l’affidamento del servizio, non l’affidamento “in house” con la costituzione di una società a capitale interamente pubblico, non una regolare gara d’appalto tra società private, bensì l’affidamento diretto con una procedura “ad evidenza pubblica” – così formalmente appariva - utilizzata perlopiù per le società miste a prevalente capitale pubblico locale.
Nel primo caso le quote avrebbero potuto essere versate dall’ente provincia e dai 21 comuni per salvaguardare del tutto la gestione pubblica di una risorsa preziosa come l’acqua su cui si sono invece scatenate le più ingorde speculazioni.
Nel secondo caso si sarebbe potuto, se non altro, contrattare sul privato più affidabile, sulla società capace almeno di garantire il necessario know how e le opportune professionalità: non ci sarebbe piaciuto ma almeno si sarebbe tratto qualche vantaggio dalla concorrenza nel libero confronto.
La scelta fu invece la procedura negoziata per la società mista: una scelta che si disse obbligata perché in nessun modo gli enti locali avrebbe potuto sostenere quella quota del 30% di propri investimenti all’interno di un’operazione, in 30 anni, per un miliardo di euro.
In quei mesi la diatriba fu se nella neonata società ci fosse una maggiore o minore presenza delle quote pubbliche.
Per settimane e settimane tutti gli attori della vicenda si diedero un gran daffare per garantire che erano le quote pubbliche quelle maggioritarie e portavano a loro sostegno la matematica, una matematica però da contabili poco probabili. Dicevano: il 18% è detenuto dai privati, l’82% dalla Sogeas che per il 60% è pubblica, ergo le quote pubbliche sono più di quelle private. Peccato, dimostravamo in quei giorni, che se sommo il 60% del pubblico al 40% del privato in Sogeas più l’altro 18% del socio entrante arrivo a un totale di 118. I conti non tornano e in realtà vanno fatti meno alla ‘fimminina’.
Per capire la ripartizione interna di quella che sarebbe stata la neonata società occorreva prima scorporare e poi ricomporre le quote di capitale pubblico e quelle del privato e allora sì che il mistero era svelato: il 50,80% di azioni in mano ai privati e solo il 49,20% di titolarità pubblica.
Da qui la conseguenza: la presenza nel consiglio di amministrazione, anche arrotondando per effetto o per eccesso - se la matematica è, come è, scienza esatta - di una maggioranza dei consiglieri di parte privata.
Una sofferenza a quel tempo “estorcere” all’allora vicepresidente del consiglio di amministrazione dell’Ato, Roberto Visentin, la conferma: “Sì, c’è una maggioranza di capitale privato”.
E se già dall’origine il dato, che nessuno mai ha avuto l’ardire di confutare, era questo, cosa significa affermare, come si è fatto in questi giorni, che la Saceccav, pur passando dal 18 al 28%, rimane socio di minoranza ed è il Comune con la Sogeas il socio di maggioranza?
“La verità – come evidenzia Fabrizio Ardita – è che il comune ha ceduto il 10% delle proprie azioni, quelle di parte pubblica intendo, al socio privato, indebolendo sempre di più la propria posizione, relegandosi a una presenza che diventerà nel tempo sempre più invisibile e, soprattutto, ininfluente”.
Certo, ancora il passaggio, nonostante nei commenti di cronaca appaia diversamente, non è stato perfezionato e quindi non è esecutivo: “Entro 120 giorni da quando il cda ha deciso l’operazione occorre acquisire la ratifica con una delibera di giunta o, in alternativa, ottenere un silenzio-assenso”.
Un gioco non nuovo, che si muove nel solco di quanto avvenuto nel giugno del 2006, allorquando la giunta comunale, con motivazioni per molti pretestuose, non portando neanche in discussione l’argomento, non esercitò in Sogeas il diritto di prelazione nei confronti del 40% che la Crea, il socio privato, aveva deciso di vendere (in effetti quel pacchetto azionario, nonché il credito vantato in Sogeas, passarono alla Sorgesa, i cui soci sono Siri, Irem, Saceccav)
“Ma si badi bene – aggiunge Ardita – se questo 10% viene investito nel capitale sociale allora diventa indispensabile anche la ratifica del consiglio comunale. In ogni caso va denunciato con forza quanto accaduto soprattutto ricordando che, a suo tempo, si era discusso a lungo sulla possibilità di cedere queste quote almeno agli altri comuni della provincia o alla provincia stessa per lasciare inalterata la quota pubblica. Così invece, nella sostanza, il processo di privatizzazione è avviato alla conclusione”.
Considerando infatti il dato che la Saceccav già possiede azioni in Sogeas è evidente che il socio privato si rinforza con il possesso di oltre il 60% delle quote societarie.
“Ma il rischio è ancora un altro, che queste azioni verranno cedute per ottenere finanziamenti alla banche e, se non si fosse poi in grado di restituire il prestito, si verificherebbe a Siracusa ciò che sta accadendo nel resto del mondo: anche nella nostra provincia le banche diventeranno proprietarie della nostra prima risorsa. Tutto si sta verificando come da noi preventivato”.
Ardita ha anche una spiegazione per l’aumento del capitale sociale da parte di Sai 8. “Tutti si stracciano le vesti per questi progetti fermi all’Arra, che non si decide a varare. Si grida all’improvvisa emergenza per le condutture che si spaccano , si crea il caso per riscaldare il clima e avere alibi, si incolpa l’agenzia regionale di ogni ritardo ma si nasconde la verità, non si spiega il motivo di quanto accade. Forse eccolo: la Sai 8 non è stata in grado fino ad ora di offrire le necessarie garanzie di stabilità economica, di capacità di impresa, cioè proprio di quella solidità tecnica e finanziaria in nome della quale non si esercitò il diritto di prelazione per lasciare il campo libero ai privati. Di qui la necessità di aumentare il capitale sociale. Se sono in grado di operare, come hanno sostenuto in passato di esserlo, perché non iniziano ad investire i loro capitali? Perché non si spiega pubblicamente come mai ad essere assunti in Sai 8, attraverso società interinali, sono stati alcuni responsabili delle ditte creditrici di Sogeas? non è forse perché la società è già piena di debiti insolvibili?”Come si fa ad assumere senza alcun bando di selezione trasparente che garantisca qualsiasi cittadino?
E ancora di altro si lamenta il commissario provinciale dell’Udeur: da un lato della sostanziale ignavia dei cittadini che non guardano al di là dell’immediata disponibilità, nelle loro case, dell’acqua senza considerare la gravità del fenomeno in atto, del fatto che “ci stanno rubando la nostra acqua, la stanno mercificando e ancora non si ha la percezione reale di quanto accadrà”, dall’altro delle anomalie con cui la Sai 8 è subentrata alla Sogeas nelle fatturazioni e nella richiesta degli arretrati “Quale contratto l’utente ha materialmente sottoscritto con la Sai 8?”, della posizione dei dipendenti “Dipendenti di chi? La Sai8 dice di essere operativa dal gennaio 2008: con quali dipendenti ha operato? Forse che ha dato un subappalto alla Sogeas?”, ha depositato al Comune i Bilanci? Come fa il Consiglio Comunale a votare il Bilancio di previsione se non ha i Bilanci di tutti gli Enti controllati tra cui proprio la Sai 8? Dove sono i fondi che si dovevano accantonare per pagare le bollette alle famiglie Indigenti?e ancora della mancata risposta del presidente della provincia Nicola Bono, votato dal Comitato No!Acquasalata, per essere stato l’unico a sollevare il problema dell’affidamento, con una specifica e dettagliata interrogazione Parlamentare,alle richieste del garante dell’antitrust di rivedere la gara d’appalto per l’illegittimo affidamento e la fideiussione non valida.
“Oggi in tanti ci chiedono di ricominciare a lottare per i disservizi creati e per le bollette che arrivano, mentre nessuno ci ha chiesto di lottare per la vera ragione di vita, quella di difendere il bene prezioso, l’acqua. Si accorgeranno quando chiuderanno le prime erogazioni alle famiglie, visto che gli abbiamo regalato con l’acqua la nostra vita.”

Fabrizio Ardita

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BREVE NOTA DEL COMITATO DI INIZIATIVA CIVICA PER L’ACQUA PUBBLICA  di FLORIDIA a cura di Concetto Rossitto

ALL’ ATTENZIONE DEI SINDACI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI SIRACUSA

PREMESSA MAGGIORE
Nel Contratto di affidamento del Servizio Idrico Integrato a SAI 8 si legge espressamente: "Il Concessionario dovrà produrre entro quattro mesi dalla firma del contratto i finanziamenti di star up sopra indicati (7 milioni di € + 7 milioni rispettivamente da parte di Banca Intesa e Banco di Sicilia) immediatamente operativi ed incondizionati... Decorso infruttuosamente tale termine il contratto sarà immediatamente risolto per responsabilità esclusiva del concessionario".

PREMESSA MINORE
I sindaci, ai sensi del parere del TAR SICILIA, Catania, Sez. I - 24 novembre 2008 n. 2241 (reperibile in rete su AmbienteDiritto.it ed allegato alla presente nota), pur dopo la costituzione degli ATO rimangono responsabili della risorsa idrica e legittimati "alla tutela, e quindi alla relativa azione in giudizio, dei diritti e degli interessi che attengono all'uso delle risorse idriche".

CONCLUSIONE
Ciascun sindaco della provincia, nell’esercizio delle proprie responsabilità, preso atto dell’inadempienza agli obblighi contrattuali da parte del concessionario SAI 8, ha l’obbligo di dichiarare risolto il rapporto con tale società.

*********
Riflessione aggiuntiva
L’ATO complessivamente e, all’interno di tale organismo, i sindaci e il presidente della provincia (in quanto componenti e presidente dell’Assemblea dei sindaci) sono responsabili ed è anche loro compito vigilare sugli adempimenti contrattuali posti in essere dalla società contraente.
I sindaci, ai sensi del parere del TAR sopra riportato, in quanto componenti dell'assemblea dell'ATO che ha dato incarico di firmare il contratto di affidamento, non possono ignorare la situazione esistente e cioè il fatto che si sia verificata la condizione di rescissione prevista in tale atto: “Decorso infruttuosamente tale termine il contratto sarà immediatamente risolto per responsabilità esclusiva del concessionario".

Verificata l’esattezza delle informazioni sopra riferite
e preso atto dell'inadempienza del concessionario,
i sindaci sono tenuti a dichiarare risolto il rapporto con SAI 8.

Facoltà oppure obbligo?
Tale rescissione non è facoltativa in quanto l’ATO e i Sindaci (anche singolarmente presi) non possono tutelere gli interessi di SAI 8 ma quelli della comunità dei cittadini essendo l’acqua una risorsa pubblica. Secondo il TAR i sindaci sono legittimati "alla tutela, e quindi alla relativa azione in giudizio, dei diritti e degli interessi che attengono all'uso delle risorse idriche". Se non denunciano l'invalidità del contratto corrono il rischio di commettere i reati di omissione di atti d'ufficio e di peculato per distrazione di risorse. Se si dovessero ostinare a ritenere valido il contratto con argomentazioni capziose e nell'interesse della controparte, rischierebbero forse anche il falso ideologico.

Il Comitato augura ai sindaci buon lavoro al servizio della cittadinanza.

P.S. In caso di assenza di iniziative da parte dei sindaci, il cittadino potrebbe rifiutarsi di pagare il servizio a SAI 8 e versare l’importo segnato in bolletta direttamente al Comune di residenza con tutte le conseguenze giuridiche a catena… facilmente prevedibili.

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Di Evarco (del 20/10/2009 @ 08:19:27, in Welfare locale, linkato 251 volte)

L’ACQUA E I GALLETTI GIOVANI
Più tempo passa, più le preoccupazioni iniziali trovano il temuto riscontro nella realtà. Lo sfogo del Dott. Lo Monaco, presidente della SAI8 spa, su “Il Ponte”, dà una sufficiente sensazione dell’inquietante fase che stiamo attraversando. Avevamo manifestato e argomentato le nostre perplessità molti mesi fa su questo blog per avere capitolato, fra i primissimi comuni della provincia, al nuovo vento della privatizzazione dell’acqua e di certo non siamo stati smentiti dai fatti, anzi!.
Iniziamo con la farsa della prevalente natura pubblica del nuovo gestore. Dopo una serie di acquisti e di passaggi di quote societarie, di aumenti di capitale sociale veri e virtuali tra SOGEAS spa, SACCECAV spa e SAI8 spa (tutti rigorosamente avvenuti dopo l’affidamento del servizio), ormai si è delineato il vero socio di maggioranza che altri non è che la lombarda SACCECAV spa, con il 60,8% di quote azionarie. In pratica, in termini tecnici, la SAI8 spa è ormai una controllata (e non più una partecipata) della SACCECAV spa. Situazione, si badi, differente da quella esistente al momento della famosa “gara” per l’affidamento del servizio.
I miseri resti, sempre più malconci, della “gloriosa” SOGEAS spa, agonizzano ormai in altre attività del tutto secondarie con un personale ormai ridotto ai minimi termini. La SOGEAS spa, che versa da anni in tragiche difficoltà finanziarie, è ormai una scatola vuota. E dire che quando ancora poco si sapeva sulla pessima salute della SOGEAS, il fantastico Bufardeci aveva pure tentato di vendere ai comuni della provincia le quote di questa società siracusana già cotta e stracotta. Per “fortuna” è riuscito “solo” a scaricarcela in modo indiretto con la SAI8 spa. “Onore” al “merito”, per avere saputo fare il sindaco di Siracusa a spese del resto della provincia. Ricordiamoci, comunque, che quel 39,2% di pubblico della SAI8 spa, è tale perché rappresenta la sola partecipazione del Comune di Siracusa, che sicuramente non è un socio disinteressato nella distribuzione e nella gestione dei soldi, visti i problemi in cui versa l’acquedotto siracusano (basta ricordare le ultime notizie) gestito così magistralmente dalla SOGEAS spa. La stessa società che oggi, a detta del Dott. Lo Monaco, avanza 5 milioni di euro dal Comune di Siracusa, il quale, da socio della SOGEAS si trova con una quota superiore al 20% anche dalla parte del controllore, cioè del consorzio dei comuni che costituisce l’ATO Siracusa. Una confusione di ruoli (non usiamo l’accezione “conflitto di interessi” perché inutile in Italia) inopportuna, inqualificabile se non addirittura illegittima.
A riguardo, è interessante notare che quelli della SACCECAV, in occasione di un recente comunicato stampa, hanno tenuto a precisare che i problemi di Siracusa dipendono (come è ovvio) dalla precedente (cattiva) gestione e che loro avrebbero riportato tutto nella normalità. Come dire: loro (i longobardi) sono i salvatori, gli altri (i siracusani borboneggianti) sono i soliti inefficienti pasticcioni. Grande esempio di tatto, non c’è che dire. L’ennesima figura di me**a fatta fare al socio SOGEAS.
Il problema vero, ora che si sa con chiarezza chi ci mette i soldi, è quello di garantire le entrate spendendo il meno possibile (la massimizzazione dell’utile). Qui, l’andamento nel tempo dei cosiddetti flussi di cassa , se ostinatamente differente da quello auspicabile, può anche essere letale per una spa come la SACCEAV. E così, per i primi comuni, come Noto, che comportano un bel po’ di spese a fronte di entrate troppo esigue, la parola d’ordine è: trasferire le proprie “sofferenze” economiche sulle malcapitate ditte esterne, sui fornitori, su chiunque possa pretendere qualche euro per una qualsiasi prestazione compiuta. C’è da sperare solo che questa strategia non venga estesa, in modo così sistematico, pure ai debiti che dovessero maturare con gli enti “beneficiari” del servizio. Insomma ritardano, le entrate? E allora che ritardino pure le uscite. Male che vada, ci dice il Dott. Lo Monaco, ci sono le banche. Come è già successo a Palermo con Banca Intesa (diciamo noi). E in quel caso, con la famosa storia della nebulosa fidejussione bancaria, essenziale per l’affidamento, come la mettiamo?
Chi ha la memoria più lunga ricorderà che negli anni ’80, si scoprì che una ditta (la Vallespluga) che pubblicizzava la vendita degli allora famosi “galletti amburghesi”, al posto della pregiata varietà, non faceva altro che mettere in commercio dei galletti “giovani”. L’applicazione continentale del detto siciliano “scecco vasciu pari pudditru”. Che importanza ha, afferma candidamente il Dott. Lo Monaco, se la natura del gestore che ha vinto la gara non ha più niente a che vedere con quella di chi effettivamente oggi si appresta a gestire la nostra acqua per trent’anni almeno a venire? La cosa che conta, ormai, è che il servizio venga svolto. La gara è stata una inutile complicazione che ha solo ritardato l’inevitabile. La Vallespluga, dopo lo scandalo, cercando di recuperare in immagine, con sfrontatezza inaudita, iniziò a far passare il messaggio pubblicitario che in sostanza diceva: “ti piace il galletto giovane? Sì? E allora?”. Così dice il Dott. Vallespluga.
Ma, a parte le entrate costituite dal canone sui consumi, quali sono le altre appetitose categorie di entrate? Prima tra tutte la esecuzione delle opere previste nel Piano d’Ambito. Cioè in quello strumento concepito dal legislatore per razionalizzare gli interventi finanziati al 60% dall’Europa. Ma una volta fatto e posto a base della “gara” di appalto (ricordiamo che il partecipante a quella gara era unico), già si parla di “rimodulazioni”, cioè di variazioni, di aggiustamenti di tiro, al fine di tenere conto delle effettive esigenze riscontrate sul campo. Anche qui c’è da chiedersi, nel caso in cui il Piano d’Ambito venga stravolto, ma ‘sta “gara” chi l’ha controllata?
E poi, dato che le opere verranno realizzate da un soggetto (la SAI8) a cui non spetta adottare le stesse procedure di evidenza pubblica che, bene o male, toccano agli enti pubblici, chi vigila e garantisce che non si inneschi uno spudorato assalto alla diligenza, che comporterà la scelta dell’impresa Tal dei Tali, fortemente “consigliata” dall’onorevole di turno ovvero, come sembra stia succedendo, diverse opere vengono dirottate ad altre imprese controllate della SACCECAV ottenendo così una indefinibile commistione tra controllore, controllato, beneficiario degli utili di impresa e titolare dei crediti per le prestazioni svolte: un bel polpettone, che, inevitabilmente, risulterà indigesto agli ignari utenti della provincia.
Un bell’assaggio di quello che succederà ce lo abbiamo sotto gli occhi in questi giorni. La sostituzione di tutti i contatori nel territorio netino. Costo: circa 1.400.000 euro. Ammesso che a Noto esistano poco meno che 10.000 contatori, da una semplice divisione si ottiene che per ciascun contatore si prevede una spesa di almeno 140 euro. Sembra che un contatore, completo di accessori, costi circa 30-35 euro, considerata una mano d’opera di un ora per altri 40 euro arriviamo a 75-80 euro e gli altri 60 euro, cioè quasi il 45% dell’appalto, costituiscono il ricavo per l’impresa? Se questa è la fine che devono fare i 62 milioni di finanziamento per la provincia, certo che l’argomento risulta così appetitoso, specie se a svolgere il lavoro dovesse esserci una controllata della SACCECAV. Ma questo è il libero mercato, obietterà qualcuno, con le sue leggi: ogni cosa, se non espressamente vietata, può essere fatta. Il capitalismo etico, se esiste, ha da venire.
Nel nostro piccolo, nel quotidiano di ciascuno di noi (almeno della maggior parte), vige il principio di arrivare dignitosamente a fine mese. Allora ci siamo tutti spaventati, quando i soliti rompiscatole, facendo dei semplici conti, ci hanno informato che mediamente, ogni utente residente (i non residenti sono sensibilmente più fregati), pagherà annualmente una bolletta di 70-80 euro. Bene per il single, pensionato che sia, abitante in un monovano, perché probabilmente sarà l’unico a risparmiare. Ma già un nucleo familiare formato da 4 persone, lo sappiamo ormai tutti, può prevedere una bolletta media di 300-350 euro all’anno. Meno male che verrà pagata a trimestre!
Tutti, quindi ci siamo concentrati, su questo problema che peggiorerà sempre di più nei prossimi trent’anni. Comitati, cittadini, tribuni pentiti, tutti ci siamo cimentati in questa materia delle tariffe, fino a proporre soluzioni impraticabili, perché ormai tardive rispetto a quanto stabilito con l’affidamento del servizio. Niente da fare. La tariffa è uguale per tutti i comuni e si può ritoccare solo al rialzo.
Abbiamo invece tralasciato, forse sottovalutandolo, il problema del costo dei servizi accessori. Chi sa quanto costa ormai un allaccio alla rete idrica o a quella fognaria? Quanto costa una sostituzione di contatore o di uno sportello? Quanto costa la volturazione di una utenza? Le relative tariffe chi le ha stabilite e da dove sono ufficialmente desumibili? Il tutto mi ricorda la tecnica adottata da sedicenti appaltatori edili notoriamente provenienti da un paese limitrofo, che riescono ad accaparrarsi i lavori a Noto, perché i loro preventivi, specie sulle opere a metro quadro, risultano vergognosamente più bassi di quelli elaborati dai mastri locali. Poi, però, una volta iniziato il lavoro, cominciano a fioccare i lavori “imprevisti”, quelli che, tanto per intenderci, richiedono dei prezzi a forfait. Senza poi considerare i troppo frequenti “errori” di misurazione delle superfici a cui si applicavano quei prezzi tanto convenienti. Insomma, alla fine della fiera, si scopre che tra errori, interpretazioni unilaterali e lavori “imprevisti” a forfait, spuntano cifre che raddoppiano le previsioni iniziali. Così ci sono cascato per ben due volte e non credo di essere il solo.
Stessa cosa sembra stia accadendo con la SAI8, ci siamo tutti fissati sulla tariffa attuale e, in particolare, sulle fasce agevolate. Stiamo invece ignorando del tutto l’entità abnorme dei servizi accessori e, soprattutto, stiamo “delegando” a chi non è in grado di farlo, il controllo dei meccanismi che permettono al gestore di aggiornare periodicamente la tariffa in base al “conto dell’oste” che la SAI8 inevitabilmente presenterà alle dovute scadenze. L’illusione attuale di contenere le spese con l’estensione delle fasce agevolate, rischia di divenire la soluzione di un falso problema. L’importante non è pagare meno di qualcun altro, ma pagare il giusto.
Ma qual è il giusto? Il giusto per un netino è lo stesso per un abitante di Palazzolo o di Augusta?. No di certo. Nella filosofia liberista, il giusto spesso coincide con il massimo tollerabile. Dato che nel nostro caso si parla di beni etici, di beni essenziali, di tutela dell’ambiente e di sviluppo del territorio, sarebbe forse stato più logico che i nostri amministratori avessero dapprima fatto i conti in tasca, anche con una gestione non entusiasmante ma migliorabile come quella dell’Aspecon. Quanto sarebbe costata effettivamente una gestione locale, economicamente autosufficiente e con un livello di qualità ragionevole? Non mi risulta che qualcuno abbia mai fatto questi conti. E l’alleggerimento, se esiste, delle finanze comunali in virtù di questo affidamento alla SAI8 spa, non dovrebbe corrispondere comunque ad un alleggerimento del drenaggio fiscale da parte del comune? Notizie e cifre che nessuno sembra avere interesse a divulgare. Per quanto ci tocca, saremo sempre qui a ricordare ai vari dottor Vallespluga di turno, che qui si parla di acqua e di ambiente e non di galletti giovani. E che, se serve, faremo di tutto perché li vadano a vendere da un’altra parte. E allora?

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Di Evarco (del 19/10/2009 @ 14:22:08, in Per il cittadino, linkato 205 volte)

LA BANDIERA DELLE 5 VELE 2009 GIACE VERGOGNOSAMENTE A TERRA : SCHERZO BEFFARDO DEL CASO O CONTRAPPASSO MEDIATICO?La “comunicazione” è un aspetto delle relazioni umane veramente importante, uno strumento complesso e variegato che offre innumerevoli possibilità, specialmente in politica dove l’uso dei media travalica ormai il momento meramente elettorale e che, anzi, si sviluppa maggiormente in un processo continuo di costruzione del consenso usando mezzi e meccanismi analoghi al marketing pubblicitario e alla psicologia della persuasione.
La comunicazione politica, nonostante i luoghi comuni, non è necessariamente dannosa, anzi può essere utile alla crescita democratica delle comunità, basti pensare al circuito virtuoso, proprio della vera democrazia partecipata, dell’informazione, della consultazione e della partecipazione.
Diventa, invece, particolarmente pericolosa, in quanto tecnica di manipolazione, al verificarsi di almeno due condizioni:
La prima, necessaria, che i politici-amministratori tentino di mascherare incapacità o inconcludenza attraverso una strategia comunicativa fatta di proclami e annunci solenni che sorreggono, anche con una certa maestria funanbolica, quel miscuglio indistinto di piccolissime realtà oggettive e grandissime realtà “fantasiose”, la seconda, sufficiente, che il “quarto potere” si accontenti di pubblicare, senza alcuna verifica, le mezze-verità o le mezze-bugie della comunicazione politica promuovendola in questo modo al livello di “Informazione” che il lettore glocalizzato percepisce come verità.
Il noto politologo, prof. Sartori, nelle sue comparsate televisive, spesso racconta del re d’Egitto, Farouk che amava giocare a poker e, volendo sempre vincere, aspettava di vedere le carte degli altri e poi dichiarava una mano superiore, senza farla vedere. “PAROLA DI RE” e gli altri giocatori si sottomettevano. Dopotutto lui era un re e loro erano contenti di sedersi alla sua tavola.
Quando si riscontrano almeno queste due condizioni, inevitabilmente, si innesta un meccanismo di mistificazione della verità che, capziosamente, riesce a conservare qualche riferimento parziale alla realtà, magari le bellezza monumentali e paesaggistiche ereditate dagli Antenati e da Madre Natura, in modo da dare l’impressione dell’esistenza di un “qualcosa” che in ogni momento si potrebbe eventualmente verificare e vivere.
Ogni singolo cittadino che subisce, seppur con latente sofferenza, ma con sostanziale” indifferentismo” etico-politico questa squallida situazione è, in buona misura, responsabile delle conseguenze.
In questo ingranaggio le comunità sono inesorabilmente schiacciate fra due dimensioni parallele che per definizione non si incontreranno mai.
Una prima, un universo immaginifico, una meravigliosa Second Life, tanto bella quanto irreale, piena di glamour, elegante, seducente, scintillante, da presentare al mondo esterno, alle Istituzioni, al consesso civile, culturale e scientifico nazionale e planetario, con l’unico scopo di ottenere bollini e titoli fittizi, utili solo ad acquisire fama e consensi personali.
La seconda, la difficile vita di tutti i giorni, in cui marciscono gli autoctoni, gli indigeni, i locali, fatta di disagio sociale, di disoccupazione, emigrazione, malasanità, abusivismo, disservizi, disagio giovanile, emarginazione, microcriminalità, sottocultura clientelare e omertà perbenista.
In questa maligna situazione per quelli abituati invece a “fare” e qualche volta a “strafare” se, o per caso o per insana passione civile, qualche rompiballe ciarliero perdigiorno parla di una città che, nonostante le apparenze, è al collasso sociale e economico, compie peccato mortale perché non solo offusca l’immagine virtuale del territorio ma disturba il grande-piccolo comunicatore.
Ci spiace per costoro ma, tornando al re d’Egitto Farouk e al poker, noi di Notolibera vogliamo sempre vedere le carte e ci assumiamo il carico e la responsabilità di dire, quando lo riteniamo necessario e opportuno, anche quello che la gente o il “capetto” di turno non si vorrebbe sentire dire.

Carmelo Filingeri (Evarco)

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Comunicato del Sindaco
Diffida rielaborazione P.R.G. – Replica del sindaco alle dichiarazioni dei consiglieri Bianca e Veneziano

Come sempre i Consiglieri Corrado Bianca e Salvo Veneziano fanno finta di non capire e oggi sorge il dubbio che forse non capiscano davvero.

Solo per rinfrescare la memoria in termini fattuali e giuridici, si ricorda loro che il Comune di Noto, sulla base della erronea convinzione dell’Assessorato regionale, era stato commissariato affinché provvedesse alla redazione del Piano Regolatore, con nomina di un commissario ad acta.

Avverso tale commissariamento il Comune di Noto ha fatto ricorso al TAR che, sostenendo la legittimità delle doglianze dell’amministrazione comunale, ha disposto la sospensione della nomina del commissario, riservandosi ovviamente di decidere il merito con la sentenza.

Ritenuto che tale situazione determinava un grave vuoto, in quanto non potevano essere nominati altri  progettisti nelle more della definizione degli aspetti inerenti alla nomina del commissario, il Comune di Noto ha invitato l’Assessorato regionale a revocare, in autotutela, sulla base delle argomentazioni del TAR, il provvedimento.

Infatti, l’eventuale nomina di altri progettisti durante la pendenza del giudizio avrebbe fatto correre il rischio all’amministrazione di creare un debito che avrebbe comportato una responsabilità contabile nei confronti della Corte dei Conti qualora fosse stata ritenuta legittima la nomina del primo commissario.
In virtù di ciò, si già proceduto a dare incarico all’avv. Franza e al prof. Petruzzella di diffidare l’Assessorato regionale sia per l’illegittimità della diffida e sia per il danno che il suo ritardo sta arrecando al Comune di Noto.
Non stupisce invece il comportamento dei Consiglieri Bianca e Veneziano che con l’operato da loro sollecitato avrebbero determinato il pericolo di altri debiti fuori bilancio, come peraltro ci hanno abituato nei tempi, dato che ancora oggi il Comune di Noto sta pagando ingenti somme per debiti fuori bilancio risalenti all’amministrazione che li riguardava.

Il Sindaco

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Di NOTOLIBERA (del 17/10/2009 @ 09:42:59, in Per il cittadino, linkato 212 volte)

 

Pubblicamo un eloquente articolo apparso sul settimanele siracusano "IL PONTE" a firma di Daniela Scarrozza sulle difficoltà finanziarie del nuovo gestore del servizio idrico integrato, SAI8.

Ormai si parla di contenzioso aperto tra l'Arra (Agenzia Regionale Rifiuti e Acque) e Sai8, la società che gestisce il servizio idrico integrato per il consorzio Ato di Siracusa.
La società regionale, infatti, non ha ancora firmato i provvedimenti di svincolo dei fondi pubblici utili ad avviare i lavori di riammodernamento della rete idrica in forza dei progetti che Sai8 ha redatto per un importo complessivo di 62 milioni di euro.
Come tutti ricorderanno a partire dal 20 Agosto di quest'anno per circa due mesi a cadenza quasi giornaliera si sono verificate una serie di interruzioni dell'erogazione dell'acqua che hanno lasciato a secco quasi mezza città. Questo a causa della vetustà della rete che a causa di interruzioni dell'erogazione dell'energia elettrica si è danneggiata. Parliamo dei tratti prossimali ai pozzi san Nicola. L'interruzione dell'energia elettrica determina il blocco del funzionamento delle pompe, le quali spingono acqua a forte pressione in tubi del diametro di 60 cm da quota zero metri a quota 140 metri. Una volta bloccata la spinta delle pompe, il flusso d'acqua ha un ritorno in caduta che provoca il così detto colpo d'ariete che di fatto danneggia i tubi nei pressi dei pozzi. Una motivazione tecnica che non fa una grinza, se non fosse che i cittadini pagano bollette esose senza avere di contro una rete idrica efficiente e resistente. Oggi il servizio idrico integrato è affidato alla società Sai8, una società per azioni formata da Sogeas e Saceccav. Sul tema della rete idrica, delle interruzioni della erogazione e del futuro economico della società e da chi nel prossimo futuro potrà essere gestita l'acqua in provincia di Siracusa, abbiamo parlato con il presidente di Sai8 Riccardo Lo Monaco.
Dott. Lo Monaco, a proposito delle interruzioni Idriche dell'agosto scorso, è stato anche ipotizzato che si è trattato di fatti voluti per creare allarme nell'opinione pubblica e spingere la classe politica a fare pressioni sull'ARRA al fine dl accelerare i tempi per sbloccare i finanziamenti pubblici e avviare quindi i lavori dl sistemazione della rete. Sicuramente dicerie dl poca importanza ma che tra I'opinione pubblica hanno fatto breccia. Lei che ne pensa?
'Se queste interruzioni sono state determinate da mano terza sicuramente non sono state volute da chi gestisce il servizio idrico integrato. Abbiamo chiesto all'Enel i tabulati della fornitura di corrente dei mesi di luglio, agosto e settembre per fare un raffronto e capire come mai in un periodo di relativa calma come quello d' agosto si siano verificate tutte queste interruzioni di energia elettrica. Se quelle interruzioni siano di natura dolosa noi non possiamo documentarlo, almeno per il momento. Sappiamo, però, che da queste interruzio¬ni oltre ai cittadini ad essere danneggiati siamo stati noi".
Riccardo Lo Monaco dice questo, poiché ritiene che Sai8 ha come unico obiettivo quello di realizzare quanto previsto dal piano triennale operativo approvato dal consiglio di amministrazione di Ato8 e dall'assemblea dei sindaci.
Il piano prevedeva, all'inizio, la realizzazione di 62 progetti, tra rete fognaria e rete idrica da realizzare in tutti i comuni del consorzio Ato e che dal luglio del 2009 sono diventati 50 poiché alcuni di questi progetti sono stati accorpati tra loro.
La variazione del piano operativo triennale è stata approvata da Ato8. L'importo complessivo dei lavori è di 62 milioni di euro. 32 di questi sono stanziati dai soci di sai8 gli altri 30 sono di parte pubblica. Sempre per quanto riguarda le interruzioni di questa estate Sai8 ha effettuato dei lavori per sistemare almeno quel tratto di tubi prossimali ai pozzi.
Di che tipo di interventi parliamo?
'Abbiamo effettuato degli interventi di carattere straordinario: è stato sostituito un primo tratto di tubi della lunghezza di circa 60 metri che passa nei pressi dell'ingresso delle pompe e poi un successivo intervento di 70 metri con una curva che attraversa il sottopasso del circuito. Da quando abbiamo fatto questo secondo intervento, poiché era il tratto peggiore, non si sono più verificate interruzioni."
Questo può bastare ad arginare il problema?
'No. intatti abbiamo già predisposto la realizzazione di una condotta parallela a quella esistente di circa 400 metri. Questo per non arrecare disagi ulteriori alla popolazione. Una volta allocata la nuova condotta faremo un collettore che si allaccerà ai pozzi. "
Ma siamo sempre nel campo della straordinarietà. Per l'ordinario tutto sembra bloccato a Palermo. Quindi? 
"Sai8 ha presentato 10 progetti per un valore complessivo di 15 milioni di euro che attualmente giacciono sui tavoli dei funzionari dell'agenzia. L'unico progetto approvato è quello relativo al depuratore di Palazzolo Acreide per un importo complessivo di 900 mila euro. Questo progetto, in linea tecnica, ha ottenuto il parere favorevole dal responsabile unico di procedimento nell'ottobre del 2008 ma si è verificato l’allungamento dei tempi perché l'Arrra ha sostenuto che mancava l'autorizzazione allo scarico del depuratore. Di tutti i comuni che sai8 ha preso in carico per la gestione, nessuno compreso quello di Siracusa, ha le autorizzazioni per lo scarico dei depuratori. "
Quindi una posizione pretestuosa quella dell'Arra?
'Io penso che tutto quello che non ha fatto prima lo sta evidenziando adesso. In linea teorica Sai8 potrebbe affrontare in toto la spesa dei 62 milioni di euro per la sistemazione delle rete idrica della provincia, ma non lo fa perché questo andrebbe a gravare sui cittadini con un inevitabile aumento delle bollette. Giovedì abbiamo inviato al consorzio Ato ulteriori 17 progetti per un importo complessivo di 25 milioni di euro che sommati agli altri già presentati all'Arra arrivano ad un totale d' 42 milioni di euro."
Voi dite di essere pronti. Eppure ci risulta che Sogeas navighi in brutte acque sotto il profilo economico con una forte esposizione finanziarla con le banche. Quindi la solvibilità a Sai8 la fornisce Sececcav. Ma è chiaro che negli affari non si fa nulla per nulla. Saceccav copre Sogeas ma in cambio cosa vuole?
“I due soci di Sai8 sono delle società che hanno la possibilità di realizzare il 70% dei lavori in House, cioè se li possono fare da soli. E' chiaro che un imprenditore che viene da Milano per investire il suo capitale vuole poi ottenere degli utili "
Riccardo Lo Monaco, poi, ritorna sulla questione Arra. Ci spiega il perché l'agenzia perde tempo ad approvare i progetti e tira fuori la questione del progetto conoscenza che come lo vuole l'arra prevede: allocazione di misuratori di portata all'uscita dei serbatoi, cambiare tutti i contatori nei comuni per avere poi alla fine la reale consistenza dell'erogato, l'usufruito e la perdita.
Una decisione che a detta di Lo Monaco, è stata assunta in corso d'opera dall'agenzia siciliana. In pratica questo progetto, Sai8, lo aveva inglobato nell'ambito generale dei lavori da eseguire, l'Arra, invece, successivamente avrebbe cambiato idea pretentendo che prima si realizzasse il progetto conoscenza e poi gli altri lavori. E invece sembra che non sia proprio così. Il direttore della sezione acque dell'Arra, I'ing. Lo Ria, ha spiegato che la decisone della necessità del progetto conoscenza non proviene da Arra ma dal Cipe che le ha trasmesse al Governo della Regione. Quindi l'Arra è costretta a rispettare questi dettami prima di concedere il finanziamento.
Occorre quindi una presa dl coscienza generale.
'Io dico che il tratto di rete di cui abbiamo discusso esula dal progetto conoscenza perché non ci vuole un progetto conoscenza per capire che quel tratto deve essere sostituito.
L'Arra non ha fatto nulla neanche a seguito delle nostre sollecitazioni. Aggiungo che sull'argomento occorre una presa di coscienza da parte di tutta la classe politica regionale espressione del territorio. Colgo l'occasione per ringraziare sia l'on. Bruno Marziano che il presidente della Provincia Nicola Bono che hanno preso a cuore la vicenda ed hanno fatto sentire la propria voce per cercare d' sollecitare la risoluzione del problema. Il tratto dei pozzi San Nicola va sostituito e noi abbiamo cominciato e continueremo a farlo. Se però Arra non sbloccherà i fondi del cofinanziamento è chiaro che il privato che investe questi soldi li deve recuperare aumentando le bollette. "
Ma perché? Se la parte privata di Sai8 ha l'obbligo di spendere nel triennio 32 milioni dl euro, il milione e mezzo che serve per questo tratto non può essere prelevato da questo fondo?
'Questo, però, prevede un ulteriore variazione del piano d'ambito. Se invece l'Agenzia regionale per le acque sblocca i progetti ed il relativo cofinanziamento i lavori possono partire immediatamente."
Scusi se insisto: Sai8 non può partire con i lavori attingendo al propri fondi in attesa che l'agenzia faccia il suo dovere?
'Si potremmo anche farlo, ma non possiamo aspettare 20 anni, prima che la regione elargisca i propri fondi perché altrimenti la gestione del servizio idrico diventerebbe enti economica."
Ma voi siete pronti a presentare i progetti conoscenza così come vuole l'Arra?
'Noi siamo pronti. Devo aggiungere, però, che con alcuni l'Arra è stata particolarmente cavillosa. Ad esempio ha rimandato indietro un progetto perché da ampliamento doveva esser definito allargamento. Ora, se per una parola si rimanda indietro un progetto facendo ricominciare da zero l’intero l'iter autorizzativo che non è semplice, io dico che poi forse, alla fine, qualche sassolino nella scarpa contro Sai8 qualcuno ce l'ha "
La provincia dl Siracusa esprime un componente della Giunta Regionale. Possibile che l'on. Bufardeci non sia riuscito dall'interno del Governo, da cui dipende l'Arra, a sbloccare la situazione?
'Io credo che tutta la deputazione regionale deve fare squadra per fare pressioni. Aggiungo che mi viene il sospetto che l'Arra si comporti in questo modo per continuare ad esistere, visto che è un Ente dato in dismissione."
Senta Lo Monaco, parliamo della vendita delle quote Sogeas a Saceccav: perché questa operazione stava passando sotto silenzio senza il coinvolgimento della Giunta e del Consiglio Comunale di Siracusa?
'Io, come altri esponenti di Sai8 sono espressione di parte pubblica e quindi ho guardato con attenzione ma non con preoccupazione a questa vicenda, anche perché l'importante è che Sogeas rimanga maggioranza all'interno del Consiglio di Amministrazione di Sai8."
Si ma con questa operazione a diventare maggioranza è la parte privata. Perché se Sogeas vende le quote a Saceccav la parte privata dl sai8 insieme a quella privata dl Sogeas arrivano al 60,8%. E' vero che la parte pubblica resta maggioranza di Sogeas ma non è maggioranza in Sai8 `
Questa riflessione la dovrebbe sottoporre al sindaco di Siracusa Roberto Visentin. E' chiaro che se Sogeas fa questa operazione è perché si trova in difficoltà economiche e queste difficoltà sono determinate anche dal debito che il comune di Siracusa ha con la società per circa 5 milioni di euro. Se Sogeas sceglie di vendere le quote a Saceccav lo fa per tutelare la società."
Tutto questo a scapito dei cittadini? '
Non credo. Perché i cittadini sono garantiti dalla famosa tariffa di ambito. Una tariffa che è stabilita dal Consorzio Ato che se tutte le cose vanno per il verso giusto non potrà essere variata."
Secondo lei è possibile che in futuro più o meno prossimo all'Interno del CDA dl Sai8 possano entrare le banche, in forta di un processo dl rlcapitalizzazione attuato a seguito della vendita delle quote Sogeas al fine dl immettere nella società soldi liquidi che attualmente scarseggerebbero?
'Se questo serve a garantire alla società una consistenza monetaria da poter affrontare i lavori, alla fine che ben venga. A me interessa rappresentare una società che elargisce un servizio che il cittadino paga e di cui il cittadino deve essere soddisfatto."

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Di Servizio Informazione e Comunicazione Comune Noto (del 14/10/2009 @ 16:32:39, in Il Palazzo, linkato 331 volte)

Dopo una serie di incontri politici tenutisi separatamente con PdL, Amare Noto, Patto per Noto, UDC e MPA, i partiti della maggioranza (PdL, Amare Noto e Patto per Noto), a seguito della nascita del nuovo movimento UDS e della necessaria definizione dei rapporti politici con il MPA in conseguenza dell’adesione al programma MPA da parte dell’oggi Senatore Burgaretta che ha determinato uno spostamento di Consiglieri Comunali dall’UDC al MPA, si era convenuto di inserire all’interno della maggioranza il neo movimento UDS.

In virtù di ciò, tutti i partiti della maggioranza, insieme al sindaco, hanno unanimemente deliberato di continuare l’azione amministrativa manifestando la volontà di allargare la maggioranza anche al MPA. In attesa, pertanto, di una definizione di carattere politico, si è ritenuto di procedere alla revoca degli assessori espressione del partito UDC, in quanto non rappresentano una forza politica in Consiglio Comunale, e del MPA in quanto non era stata ancora formalizzata e definita la modalità di ingresso in maggioranza.

L’UDS partito, come detto, facente parte dell’attuale maggioranza perché così concordato tra tutti i partiti “storici” attualmente esistenti che hanno appoggiato il sindaco con l’aggiunta di Patto per Noto ormai federato con il PdL, ha espresso una indicazione di assessori, condivisa dal sindaco, nelle persone del sig. Simon Romano, che pertanto viene rinominato, e dell’arch. Andrea Falconeri.

Si rimane in attesa di un incontro con il MPA per verificare la disponibilità da parte dello stesso partito di aderire a tale maggioranza e, a riprova di ciò, il sindaco, pur distribuendo le deleghe per evitare un vuoto amministrativo, ha mantenuto libera una carica assessoriale che tutti i partiti della maggioranza condividono possa essere assegnata al MPA.

Si manifesta, pertanto, la volontà di proseguire il rapporto con i partiti “storici” assieme al MPA che ha dimostrato nel tempo, anche se con fasi alternate, di poter condividere, a seguito di precise convergenze, il programma e il percorso di questa amministrazione comunale. Si attenderà fino a lunedì prossimo, al fine di permettere agli esponenti di partito del MPA di poter incontrare il sindaco ed esprimere la propria disponibilità, in caso contrario si intenderà tale “silenzio” come una volontà di non condivisione e si proseguirà regolarmente nell’azione politica oggi intrapresa che garantisce i numeri necessari in Consiglio Comunale.

Si auspica in ogni caso, proprio per ragioni di continuità di rapporto con gli enti Regione e Provincia, che il MPA possa condividere il percorso dell’amministrazione comunale con la quale si è certi si possa trovare un punto di incontro sulle varie esigenze.

Un ringraziamento va rivolto ai due assessori che sono stati revocati e un apprezzamento particolare va inviato all’assessore Ferlisi il quale, soprattutto nell’ultimo periodo, ha pienamente seguito le direttive del sindaco adoperandosi in maniera fattiva su una serie di attività delicate, supportato in maniera fondamentale dai funzionari e dagli uffici di questo Comune.

Si è certi che il geom. Ferlisi continuerà ad essere vicino all’amministrazione, avendo lo stesso condiviso, nella qualità di assessore, le scelte operate dal sindaco e da tutto il suo staff.

Il Sindaco

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