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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Partito Democratico Noto (del 30/09/2009 @ 23:51:56, in La voce dei partiti, linkato 133 volte)

E' stato un congresso vero e fortemente sentito da tutti gli iscritti ed i simpatizzanti quello svoltosi domenica 27 settembre 2009 presso i locali del circolo PD di Noto. Le operazioni di voto per l'elezione dei delegati alle convenzioni regionale e nazionale sono state precedute da un partecipato dibattito per la presentazione delle diverse mozioni. Tanti i temi trattati nel corso dell'incontro, dalla situazione politica nazionale a quella locale, con particolare riguardo alle scelte che il PD netino dovrà compiere in vista delle prossime elezioni comunali. Secondo Campisi, segretario del circolo, "il partito a Noto sta crescendo numericamente e soprattutto nei contenuti. Il lavoro costante di ferma opposizione all'attuale amministrazione e di proposta alternativa per una nuova e proficua fase di governo, iniziato già molti mesi fa, è finalizzato a fare del PD il partito guida della coalizione che correrà alle prossime elezioni. Per tale motivo, nei prossimi mesi, incontreremo le altre forze presenti in città che vogliano sedersi al tavolo con noi per costruire, insieme e con regole chiare, un programma condiviso da presentare alla città".
Questi i risultati del congresso di domenica:
Votanti 76
Per il nazionale: Bersani 55, Franceschini 20, Marino 1.
Per il regionale: Matterella 47, Lupo 15, Lumia 13, Messina 1.

Giovanni Campisi-Segretario PD Noto

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Pienamente raggiunto l’obiettivo prefissato, ed onorato l’impegno assunto con i contrattisti.
L’amministrazione comunale ha, infatti, deliberato con un giorno di anticipo la proroga dei contratti di diritto privato nei confronti di tutti i precari del comune di Noto.
Ciò è stato possibile grazie allo stanziamento in bilancio delle somme occorrenti per coprire il fabbisogno degli stessi non solo per la parte a carico dell’amministrazione comunale ma anche per quella di competenza della Regione.

In virtù di un accordo, condiviso con tutti i sindacati sia locali che provinciali, si è deliberato di stipulare contratti di diritto privato individualizzati, per 5 anni,sottoponendoli però alla condizione della copertura finanziaria da parte della Regione, per il cui onere TUTTI dobbiamo sentirci moralmente impegnati, con la condizione dell’impiego, attraverso selezione pubblica di tutti i contrattisti secondo il fabbisogno mutato dell’amministrazione comunale, il tutto sottoposto alla clausola risolutiva espressa della cessazione del rapporto alla data del 31.12.2009 qualora la volontà politica regionale non intendesse procedere e coprire la spesa di propria competenza.

Come si vede, ed in ottemperanza agli impegni assunti, l’amministrazione comunale ha fatto più di
quanto di propria competenza ed ora si invitano tutti i deputati del territorio, di qualsiasi colore politico essi siano, ad adoperarsi affinché la Regione faccia la propria parte a tutela dei diritti di tali precari, tutti con famiglia e alcuni dei quali svolgono rigorosamente e dignitosamente tale lavoro da più di un decennio.

Adesso si chiede anche a quei Parlamentari di minoranza, che in sede di convegni di partito hanno
inneggiato alla facilità del rinnovo del contratto, di farsi parte diligente, per il ruolo che occupano, per garantire lo stanziamento economico necessario perché si possa provvedere intanto alla proroga, per tutto il periodo, di tali contratti e, perché no, provvedere ad uno stanziamento straordinario al fine di poter incentivare i processi di stabilizzazione, dato che non è più umanamente possibile continuare con tali forme di precariato.

Dopo questa fase se ne avvierà una seconda tendente alla stabilizzazione di una parte dei precari sulla base delle prioritarie esigenze dell’amministrazione comunale.

Un ringraziamento particolare per il grande lavoro svolto va rivolto a tutto lo staff di lavoro del comune di Noto e soprattutto a Corrado Lauretta il quale proseguirà in tutta l’attività voluta dall’amministrazione comunale per predisporre un piano di stabilizzazione, nonché per riorganizzare la pianta organica, prevedendo anche le necessarie progressioni orizzontali ferme da oltre 9 anni e che rappresentano un giusto e necessario stimolo per l’attività di tutto l’apparato impiegatizio.

Un ringraziamento dovuto va rivolto all’assessore Ferlisi, al direttore Generale e al rag. Dato per il lavoro di squadra portato avanti sin dalla fase della programmazione dello strumento finanziario che ha permesso oggi, nella inerzia dell’amministrazione regionale, di provvedere al rinnovo dei contratti.

Positivo il confronto con le forze sindacali e una citazione a parte merita il contributo fornito dal sindacato provinciale, nella persona del sig. Vaccaro che ha condiviso appieno le esigenze e gli obiettivi dell’amministrazione comunale riconoscendone lo sforzo e l’impegno profuso nell’interesse dei lavoratori.
Il Sindaco

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Pd: istruzioni dettagliate per estromettere i dirigenti con cui “non vinceremo mai” di Paolo Flores d'Arcais

Cari amici e compagni, ma soprattutto concittadini, vi chiedo solo alcuni minuti di attenzione. Con questi dirigenti (del Partito democratico) non vinceremo mai. Se non vogliamo tenerci Berlusconi a vita, dunque, questi dirigenti dobbiamo estrometterli tutti. Il meccanismo del congresso e delle primarie lo consente. Oltre ai due candidati di nomenklatura ve ne è un terzo, Ignazio Marino, che viene dalla società civile.
Il regolamento congressuale prevede che ogni candidato possa essere sostenuto da più liste. Propongo di dare vita ad una lista dal nome provvisorio “girotondi per Marino”, per indicare un sostegno che viene da quanti hanno rifiutato con le lotte ogni ipotesi di inciucio, perché giudicano quello di Berlusconi un regime putiniano che sta riducendo l’Italia in macerie (morali, istituzionali, sociali, culturali, economiche…).
Per questa lista propongo undici semplici ma irrinunciabili impegni programmatici, che potrete leggere qui sotto. Un programma esaustivo imporrebbe molti altri temi, ma di programmi chilometrici e puntualmente disattesi ne abbiamo visti fin troppi.
Il meccanismo per presentare una lista impone che si trovino mille candidati per l’Assemblea nazionale (che verrà eletta dalle primarie), divisi nei diversi collegi elettorali. Tali collegi corrispondono in genere alle province, tranne alcune province dove in proporzione alla popolazione vi saranno più collegi. Queste liste di collegio dovranno essere controfirmate da cinquanta iscritti al Pd dello stesso collegio. Grosso modo si dovranno trovare circa 7/8 mila firme. Il tutto entro settembre.
Tutto ciò è difficile ma non è impossibile.
Per questo chiedo a coloro che condividono gli undici punti e sono iscritti al Pd di mandare all’indirizzo girotondipermarino@gmail.com nome, cognome, provincia e città di residenza, circolo del Pd a cui si è iscritti, disponibilità a firmare ma anche ad essere candidati, e altri elementi della propria biografia di impegno politico che ritengano utile comunicare.
A loro, e a coloro che non sono iscritti al Pd, chiedo di far circolare il più possibile questo appello (pubblicato anche su facebook) attraverso tutti i canali di cui dispongono: indirizzari mail e sms, siti web, gruppi di facebook, ecc.
Coinvolgere ottomila persone, senza uno straccio di apparato organizzativo, per pura passione civile, senza prospettive di cariche e prebende, sembra una follia. Ma sono milioni i concittadini democratici che vorrebbero un nuovo partito senza i dirigenti con i quali “non vinceremo mai”. Nell’ultimo anno l’esodo dei voti dal Pd ad altre liste o al non-voto è stato esattamente di quattro milioni. Questa follia è dunque possibile. Possiamo estrometterli dal Pd e fare di questo partito uno strumento per cacciare Berlusconi. Se ciascuno di voi si impegna davvero ci riusciremo. E allora il Palavobis, piazza san Giovanni, piazza Navona, e tante altre manifestazioni, non saranno state inutili. Aspetto con fiducia le vostre mail.

UNDICI PUNTI

1 - Misure anti-Casta: abolizione delle province, una sola Camera legislativa di cento deputati, un Senato di “difensori civici” formato dai sindaci delle prime 50 città e da quelli di altre 50 a sorte e rotazione fra tutti i comuni con più di 5 mila abitanti. Riduzione del numero dei consiglieri nelle assemblee regionali e comunali, e nessuna retribuzione (neanche sotto forma di rimborsi spese). Limitazione o abrogazione delle varie assemblee di circoscrizione o municipio. Proibizione di consulenze, le istituzioni si servono dei loro funzionari. Tetto al numero di impiegati comunali, e soprattutto di dirigenti e manager, in rapporto al numero di abitanti (oggi in Sicilia 5 o 6 volte di più rispetto a comuni “virtuosi” del nord). Abolizione di benefit per gli ex (oggi un ex presidente del consiglio di un’era fa ha ancora diritto all’autista). Legge elettorale con primarie incorporate al primo turno e dunque vincolanti.

2 - Opposizione intransigente e sistematica, senza alcuna tentazione di inciucio anche soft. Utilizzazione di tutti gli strumenti legali, parlamentari e nella società civile (dal filibustering parlamentare alle manifestazioni di piazza, alle campagne telematiche di denuncia, alla creazione di una televisione d’opposizione sul digitale…), per liberare l’Italia dal regime putiniano di Berlusconi, che sta riducendo il paese a un cumulo di macerie sotto il profilo morale, costituzionale, sociale, culturale, economico.

3 - Per il Partito democratico, proposta di tenere primarie di coalizione per la scelta dei candidati già alle prossime regionali (con ciò si apre già all’unità con i potenziali alleati, tra i quali NON può essere l’Udc di Casini e Cuffaro). Impegno generale: sì sì, no no (Mt. 5,37) e mai più “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Valutare su questo criterio le persone che aspirano a fare politica. Assoluta coerenza rispetto ai valori della Costituzione. Ovviamente nessun candidato che abbia avuto anche solo un rinvio in giudizio (tranne casi clamorosi di persecuzione politica, e per tali eccezioni assumersi la responsabilità con una campagna di denuncia).

4 - La legge eguale per tutti in garantismo e/o in severità. Di conseguenza: abrogazione di tutte le leggi ad personam, abrogazione della prescrizione una volta che ci sia il rinvio a giudizio, riduzione di un grado di giudizio (appello solo in casi “americani”, unificato con Cassazione), reintroduzione per la falsa testimonianza della severità di alcuni anni fa, aggiunta dei reati (da considerare gravi) di oltraggio alla corte e ostruzione di giustizia (manovre dilatorie, ecc.), raddoppio (o almeno incremento del 50%) delle risorse per la giustizia.

5 - Sicurezza per il cittadino comune, abolizione dei tre anni di indulto e della reiterabilità della condizionale, e delle pene ridicole per una serie di reati di violenza, a partire dal teppismo serale di gruppo. Introduzione del reato di riduzione in schiavitù, con ergastolo, per la tratta di prostitute dall’estero con inganno, minacce, violenza, e per il lavoro nei campi (raccolta pomodori, ecc.) in condizioni di ricatto e minacce. Tipologie e pene per i reati economici alla Madoff, a partire dal falso in bilancio. Speciale omicidio colposo per gli omicidi bianchi, con pene di carcere severe per tutta la filiera dei responsabili. Azione contro il lavoro nero e clandestino che colpisca il datore di lavoro al punto da dissuaderlo (unica via per diminuire il flusso di clandestini: è in questa chiave che va presentata, per disinnescare il leghismo).

6 - Azione sistematica contro l’evasione fiscale, presentata come un vero e proprio furto “ai vostri danni”. Patto esplicito di utilizzare metà dell’evasione recuperata per ridurre le tasse per i redditi fino a 40 mila euro annui. Semplificazione delle procedure per la denuncia dei redditi del lavoro non dipendente. Riduzione del 25% delle tasse per il reddito da commercio e piccolissima impresa (rispetto allo stesso reddito da lavoro dipendente o di libero professionista), ma misure semplici e rigorose, e duramente sanzionate, insomma draconiane, per l’evasione. Proibizione di conti e società nei paradisi fiscali. Salvaguardia dei piccoli negozi tradizionali e proibizione di nuovi supermercati (se non fuori dei “raccordi” che delimitano le città). Mercati rionali solo per produttori diretti e biologici (saltando le mediazioni).

7 - Energie rinnovabili e smaltimento rifiuti, applicazione in Italia di esperienze già fatte all’estero (e che alcune ditte italiane propongono senza successo, perché farebbero risparmiare, cioè ridurrebbero costi e relative tangenti per comuni, province, regioni: posso fornire alcuni contatti).

8 - Informazione: principio generale, concorrenza pluralista massima nel settore privato (vero capitalismo e vero mercato!). Servizio pubblico su modello BBC e Bankitalia, sottratto effettivamente alla politica (ma prima va fondato, su basi di imparzialità, abrogando la Rai e sostituendola con un ente completamente nuovo). Riduzione radicale degli spazi pubblicitari, al minimo consentito dalla normativa europea, in modo che molte risorse si trasferiscano al cartaceo. Abrogazione di qualsiasi sostegno pubblico alle pubblicazioni private e politiche, ma incentivazione agli abbonamenti attraverso la quasi-gratuità e la puntualità del recapito.

9 - Contro il lavoro precario, abolizione del lavoro in affitto e delle forme di intermediazione speculativa (oggi un infermiere pagato 10 riceve poco più che 5, il resto va alla sua “agenzia” che lo ha affittato, e così in tutti i subappalti). Realizzazione di una agenzia per trovare e offrire lavoro, pubblica e competitiva rispetto a qualsiasi intermediazione privata.

10 - Diritti civili a partire dal principio che nessun gruppo può imporre la propria morale, e che l’individuo decide in totale autodeterminazione per tutto ciò che lo riguarda, con l’unico limite che non leda analoga autodeterminazione altrui.

11 - Laicità, applicazione della Costituzione per le scuole private (senza oneri per lo Stato, oneri di qualsiasi genere). Abrogazione dell’ora di religione. Introduzione del darwinismo fin dalla più tenera età (vedi articolo di Pievani su MicroMega che riporta esperienze pedagogiche internazionali sull’argomento). Abrogazione della presenza di autorità religiose alle cerimonie pubbliche, e di simboli religiosi in qualsiasi luogo pubblico.

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Di NOTOLIBERA (del 25/09/2009 @ 23:40:32, in Per il cittadino, linkato 665 volte)

 e leggete ancora

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Di Mizio (del 24/09/2009 @ 08:32:33, in La voce dei partiti, linkato 165 volte)

Si costituisce anche a Noto attraverso l’ Associazione “Cambia Registro”, associazione facente parte attiva del locale circolo PD, il comitato che sostiene le mozioni per la candidatura dell' on. Dario Franceschini alla segreteria nazionale del Partito Democratico e quella dell'on. Giuseppe Lupo alla segreteria regionale. “Il nuovo riformismo di Franceschini, che si fonda su cinque parole chiave come " fiducia, regole, uguaglianza, merito e qualità " – dicono i promotori del comitato - rappresenta come affermano i fondatori del comitato una positiva forza di rinnovamento che tutti noi condividiamo. Inoltre, proseguono i fondatori, sosteniamo con entusiasmo il patto e le scelte responsabili, contenute nel documento programmatico di Peppe Lupo, che mirano a riportare la Sicilia ed il Paese ai ruoli centrali che loro competano”. Fanno parte del comitato numerosi esponenti, soci del partito, componenti del direttivo del circolo cittadino. I fondatori del comitato sono: Maurizio Sessa fondatore dell’ associazione, Enzo Toro, Sebastiano Alfò, Sara Privitera, Carmen Russo, Vincenza Russo, Michael Ferla, Lapo Fianchino, Sebastiano Caruso, Luciano Gambuzza, Marco Pirruccio, Silvestro Cavarra. Il comitato invita gli iscritti che ritengano di condividere l'interesse e l'impegno nella crescita del Partito Democratico a partecipare attivamente alle elezioni primarie che si terranno presso la sede del circolo in Pier Capponi, 7 domenica prossima giorno 27 settembre.

Il Comitato

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Di maronas (del 23/09/2009 @ 18:34:15, in L'idea per la città, linkato 293 volte)

“Si rimane a bocca aperta nel leggere l’articolo apparso sul quotidiano La Sicilia, a firma di Roberto Nastasi, in merito al dichiarato malcontento dei genitori in ordine alla volontà dell’amministrazione comunale di rimettere la querela a seguito dell’avvenuto risarcimento del danno provocato nella scuola Fornaciari. E ciò in quanto, com’è ben noto ovviamente ai genitori ma anche allo stesso giornalista, tale proposta perviene direttamente dai genitori, per il tramite di tutti i loro legali, ed è stata accettata perché ritenuta significativa anche della consapevolezza di un gesto di pentimento e di presa di coscienza delle conseguenze che derivano da atti illegali. Scrivere, pertanto, che tale azione dell’amministrazione comunale non è condivisa o non piace a qualche genitore è chiaramente una falsa notizia che va puntualmente censurata”. Ebbene noi il 18 settembre u.s. avevamo riportato un comunicato dell’amministrazione in cui si faceva notare trionfalmente: “ Finalmente un salto di qualità nella repressione dei gesti vandalici perpetrati ai danni dei monumenti ed edifici pubblici della città barocca. Sono stati infatti identificati e denunciati dei ragazzi, autori di danneggiamenti ai muri dell’Istituto “Fornaciari”. Si riportava quindi che si era proceduto alla revisione della querela, previo pagamento di tutte le spese sostenute per il ripristino dei locali come richiesto anche dai legali dei soggetti identificati per cui Valvo poteva dichiarare, che quanto accaduto: “fa ben sperare in una crescita consapevole di coloro che oggi sono stati individuati e lancia un forte monito a coloro che deturpano e danneggiano i beni culturali e sono convinti di potere rimanere nell’anonimato”. Dopo due giorni ricevo una email da Vincenzo Moscuzza. padre di uno dei ragazzi: -Gentile Roberto, scrivo in merito all'articolo, a tua firma, apparso ieri su LA SICILIA, dal titolo "atti vandalici, denunciati a piede libero tre giovani" ( in realtà sono 6… ). Scrivo per aprire una serena e civile riflessione sul tema < come si risarciscono gli atti vandalici>. Non mi trovo d'accordo con le parole del Sindaco quando dice: "Tale risarcimento, fa ben sperare in una crescita consapevole di coloro che oggi sono stati individuati e lancia un forte monito a coloro che deturpano e danneggiano i beni culturali e sono convinti di poter rimanere nell'anonimato". …….Io dissento sul fatto che i ragazzi coinvolti siano stimolati ad “una crescita consapevole”e s sai perché? Perchè chi sta pagando il risarcimento sono i genitori dei ragazzi e non i ragazzi. I ragazzi ne escono senza pagare alcunché e, forse, senza avere imparato quasi nulla dall’esperienza! Quelli puniti sono i genitori! Sarebbe stato più educativo far in modo che fossero i ragazzi, non dico a pagare perché sono minorenni che non hanno un reddito, ma ad essere coinvolti, all’interno della squadra che dovrà ripulire la Scuola, e a risarcire con il loro “lavoro” un danno commesso o di cui sono stati complici spettatori. Bene. io andrò dal Sindaco a proporgli tale ipotesi, che darebbe veramente un segnale forte per il futuro e mi pare fu applicata già in una scuola di Torino anni fa. Occorrerebbe, certo, studiare una formula nel rispetto delle leggi contro lo sfruttamento del lavoro minorile, ma l’iniziativa avrebbe, certamente, un grande significato simbolico e di responsabilizzazione di quei e di altri giovani di Noto. Peraltro so che alcuni genitori dei ragazzi coinvolti vorrebbero si applicasse questa soluzione… ed io sono tra questi. Grazie per l’attenzione. Il genitore di uno dei ragazzi spettatori Vincenzo Moscuzza.- Ebbene alla stessa maniera come fedelmente ho esposto le ragioni del sindaco alla stessa maniera ho riportato un’idea di Moscuzza, il quale dopo avere pagato ha ritenuto di pubblicare una sua riflessione personale. Ammettiamo che Moscuzza si sia pentito della prima valutazione, ammettiamo che la sua tesi sia sbagliata, ma quali sarebbero le gravi falsità o gli episodi o fatti da censurare? Abbiamo forse o io, o Moscuzza o altri negato le scelte operate dagli avvocati o dai familiari dei ragazzi o dall’amministrazione in precedenza? In ogni caso ho mostrato io di condividere in pieno, quanto detto da Moscuzza? Certamente l’esclusiva delle notizie non la possiamo affidare a nessuno. Se dovessimo alla nostra veneranda età sentirci costretti a parlare o scrivere in malafede per soddisfare i desideri di qualcuno avremmo perso sicuramente ogni criterio di giudizio o la ragione per intero. Abbiamo accusato tante lacune nella nostra vita, ma non abbiamo mai dato pretesto ad alcuno di dubitare della nostra sincerità, onestà, correttezza morale ed intellettuale. Se qualcuno o per la giovane età o per essere stato distratto da "altre incombenze certamente più importanti", non ne fosse stato mai informato lo faccia adesso e verrebbe a sapere che l’accusa di falso al sottoscritto non si addice per niente. Per mia consolazione e soddisfazione riascolto i Rokes che sin dal 1966 così cantavano: La notte cade su di noi la pioggia, cade su di noi la gente non sorride più vediamo un mondo vecchio che... ci sta crollando addosso ormai... ma che colpa abbiamo noi ? Sara' una bella societa' fondata , sulla libertà pero' spiegateci perché se non pensiamo come voi... ci disprezzate come mai... Ma che colpa abbiamo noi ? E se noi non siamo come voi... e se noi non siamo come voi... e se noi non siamo come voi... una ragione forse c'è... e se non la sapete voi... ma che colpa abbiamo noi.. ? abbiamo noi.. ? ma Che colpa abbiamo noi..? e se noi non siamo come voi... una ragione forse c'e'.. e se non la sapete voi... ma che colpa abbiamo noi ? ma che colpa abbiamo noi ?

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Di Partito Democratico Noto (del 21/09/2009 @ 17:34:37, in La voce dei partiti, linkato 433 volte)

PRECARI DEL COMUNE DI NOTO,
QUALE FUTURO ?


VENERDI’ 25 SETTEMBRE ORE 18.00

NOTO

TEATRO COMUNALE – SALA DANTE



INTERVERRANO:

GIOVANNI CAMPISI: SEGRETARIO CIRCOLO PD NOTO

SANTO BOSCARINO: SEGRETARIO CGIL NOTO

CORRADO BIANCA: CONSIGLIERE COMUNALE PD

BRUNO MARZIANO: DEPUTATO REGIONALE PD



PARTITO DEMOCRATICO – NOTO (pdnoto@live.it)

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Di LINCONTINENTE (del 19/09/2009 @ 18:00:00, in Il Palazzo, linkato 204 volte)

L’aula consiliare era gremita all’inverosimile, tutta la gente presente, cioè i cittadini nell’esercizio delle loro funzioni, attendevano spazientiti l’ultima dichiarazione, quella del consigliere Profumo. Sì, il caso aveva voluto che proprio a quel personaggio, a quel bel tomo, a quel campione di spudorata incoerenza, sarebbe toccato quella sera segnare il definitivo destino della sfortunata amministrazione del sindaco Roberto Fantini (Bibi per gli amici), affetta da una irrimediabile e cronica agonia.

Tanto sfortunata che, si diceva da più parti, lo stesso primo cittadino aveva accettato di sottoporsi a una pratica di magia bianca, quale estremo tentativo di eliminare questa ostinata iattura che non pareva volerne sentire né di ragionevoli ricomposizioni, né, persino, delle abili manovre e mediazioni dell’assessore Gianfalà. Per una tale sequela di sciagurate combinazioni, rimaneva solo una spiegazione plausibile, pensava Fantini: era stata la vedova del defunto sindaco Corbino, pace condizionata all’anima sua, che gli aveva lanciato un terribile malocchio.

A far desistere il sindaco da tale ossessione non erano bastati né la formazione universitaria di tutto rispetto, voluta fortemente da suo padre, il Cavaliere Italo Fantini in odore di massoneria, né la vita splendida a cavallo tra Ibiza e le Canarie che, invidiato da tutti i suoi amici, aveva potuto consumare a seguito del suo vecchio e libertino zio materno, arricchitosi non si sa come in Argentina.
Le aveva poi tentate tutte, era anche arrivato ad abbuonare diversi prestiti di gioco, concessi “a interessi reali”, come ipocritamente li definiva, a diversi suoi influenti concittadini, pur di assicurarsi il loro “disinteressato” appoggio. E, dato l’universalmente riconosciuto suo attaccamento al denaro, possiamo essere certi che questa, se fosse stata necessaria, era la prova definitiva dell’estrema determinazione del poverino ad uscire in qualche modo da questo umiliante stallo politico e, ormai, esistenziale.

Il chiasso del pubblico calò di botto. L’unica voce sopra le righe rimaneva soltanto quella di Don Samuele Allevo che, sordo com’era, non riusciva a governare il volume del suo ciarlare con suo compare Pepè.

Con la ridicola solennità che contraddistingueva in genere i suoi movimenti in pubblico, Profumo si era alzato all’impiedi assestandosi il microfono che qualcuno, forse volutamente, alludendo alla sua ridotta statura, aveva sistemato troppo in alto. Si era schiarito due volte la voce. Si era quindi concesso la sua prima lunga pausa. Espediente di tecnica oratoria carpito, con il beneficio dell’inventario, all’onorevole Ottaviano, ricordato da tutti, amici e nemici, per le sue impareggiabili arringhe in tribunale e per i suoi inimitabili comizi.
Dunque” – aveva esordito Profumo – “signor sindaco, signor presidente, signor segretario, illustri colleghi (pausa) .. “
Intanto il Sindaco lo guardava, con malcelata attenzione e trepidazione, come se dalle parole di quel discutibilissimo essere, dipendesse la sua vita, la sua serenità mentale, sicuramente il prestigio sociale che si era guadagnato calpestando non pochi amici e i suoi familiari più stretti, compresa sua moglie.

Dovete sapere che una grossa incognita incombeva sull’esito dell’intervento di Profumo. Infatti, pur essendo certo di avere raggiunto un accordo a prova di bomba (stava sistemandogli l’inetto genero in una cooperativa e gli aveva dovuto concedere un appetitoso assessorato), Bibi temeva l’inopportuno, anzi il tragico, ripresentarsi di quello strano disturbo che affliggeva Profumo da circa un anno a questa parte.
Specialisti, fior di neurologi e psichiatri, si erano invano cimentati nella formulazione di valide diagnosi di questo strano male, questa strana forma di “asincronia” tra il parlare a l’agire che, per diversi minuti, talora imbarazzava, altre volte divertiva gli interlocutori dello sciagurato consigliere. Per uno strano, quanto inspiegabile fenomeno della dinamica del pensiero, il Profumo, senza alcun preavviso, senza alcuna apparente causa scatenante, si “scollava” dalla situazione contingente, dal suo presente, per regredire mentalmente a simili situazioni che si erano presentate uno o due giorni prima. Così iniziava a parlare nel presente, convinto di essere nel suo prossimo passato.
Ma, direte, che problema poteva comportare mai per Bibi Fantini? in quale pericoloso equivoco sarebbe potuto cadere la importantissima prossima dichiarazione del consigliere? Bibi, come del resto quasi tutti i presenti, lo sapevano bene qual’era il pericolo. Il consigliere Profumo era famosissimo per la sua arte di variare con estrema disinvoltura la sua collocazione partitica in funzione dei venti più favorevoli. Per far ciò gli era sufficiente una semplice annusata nei giusti ambienti, per capire, a suo modo, quale sarebbe stato il suo migliore immediato destino. Senza alcuna falsa remora di tipo ideologico, senza temere di essere tacciato di bieco opportunismo, perché, soleva affermava con disarmante compiacimento, “il mio elettorato mi vuole al potere, non gli interessa certamente dove e con chi …”. Ed in un certo senso la logica sottesa da tale, apparentemente amorale, affermazione, non faceva una grinza. Nessuna ombra di inutile ipocrisia poteva condizionare le mutevoli scelte di campo del Profumo, solo la semplice ricerca e mantenimento del potere.

Ma, come anticipato, c’era un grosso problema. Negli ultimi due giorni Profumo aveva superato se stesso cambiando casacca per ben due volte, una al giorno, ed ora, per sancire l’agognata supremazia, al sindaco Fantini, occorreva il terzo cambio, vale a dire il ritorno al primo di due giorni prima. Non essendosi infatti sentito adeguatamente garantito dalle promesse del primo cittadino, proprio 24 ore prima aveva indetto una clamorosa conferenza stampa, dichiarando di essersi ricreduto e di avere riabbracciato l’ideale della sua giovinezza, che altro non era che un’adesione ai partiti dell’opposizione. Era seguita una febbrile ricerca di un nuovo accordo, culminata all’una di notte con l’accettazione definitiva del ritorno tra i ranghi della risicata maggioranza e, bontà sua, di un assessorato.
Capirete ora cosa teneva sulle spine il sindaco Bibi. Se improvvisamente Profumo fosse stato colto dal suo inopportuno disturbo, fra pochi istanti avrebbe potuto rilasciare la medesima dichiarazione di ieri che, messa a verbale, avrebbe fissato la fine politica di questa maggioranza e forse delle velleità del medesimo sindaco a future candidature regionali.

Intanto Profumo si apprestava a continuare con la sua solita fastidiosa enfasi:
Come sapete negli ultimi giorni il mio senso civico e, soprattutto, il mio senso del dovere nei confronti del mio elettorato, mi hanno condotto, mio malgrado ve lo assicuro, a dovere valutare seriamente la opportunità, di accogliere le richieste avanzatemi dall’illustre consigliere di opposizione, il Dottor Corbino, fratello di quel galantuomo del compianto defunto sindaco che tutti ricordiamo con sincera stima ed immutato affetto. … “ – una nuova pausa accompagnata dalla plateale ostentazione di una improbabile sopravvenuta commozione, interrupe l’accorato eloquio di Profumo per poi riprendere con studiata ritrovata pacatezza – “… L’analisi dell’attuale situazione politica e amministrativa, mi aveva portato a considerare conclusa la mia, seppur brevissima, esperienza nell’attuale maggioranza. In particolare, le differenze di vedute su importantissimi problemi di interesse generale, la cui soluzione mi sta a cuore, credetemi, proprio come se fossero problemi personali, mi avevano portato, come ho testè anticipato, a ridiscutere il mio ruolo politico, nel senso più nobile del termine, rimettendo nelle mani del primo cittadino le cariche generosamente affidatemi…. “ – altra pausa, a sottolineare l’importanza, quasi la nobiltà, del sacrificio che si era consumato appena il giorno prima. Nel frattempo dai banchi dell’opposizione, il consigliere Corbino che aveva intuito il ritrovato accordo tra Fantini e Profumo, aveva iniziato prima a mormorare e poi a inveire con voce sempre più alta contro il suo ex collega, fino a tacciarlo di essere uno smaccato voltagabbana, dedito soltanto a soddisfare i propri interessi, altro che quelli generali della cittadinanza.
Il pubblico presente, che in verità non nutriva, nella sua generalità, una grande simpatia per Profumo, aveva iniziato anch’esso ad inveire, tanto da costringere il presidente a minacciare di sgombrare l’aula consiliare con il ricorso alla forza. Dopo diversi minuti, ristabilito il necessario silenzio, lo stesso presidente invitò Profumo a riprendere e a concludere la sua dichiarazione.

Ma qualcosa era cambiato nell’espressione dell’oratore, e il sindaco Fantini che, non smetteva un attimo di guardarlo, se ne era accorto, percependo che quello sguardo, ora sperso nel vuoto, altro non era che il preludio di quella temuta regressione, di quel potenziale nefasto disturbo …
Profumo: “… bhe… insomma …. illustri colleghi “ - annaspava chiaramente alla ricerca del filo della discussione, evidentemente smarrito – “ora, in concomitanza di questa bella mattinata …”
Era la prova inequivocabile del marasma in cui versava la mente di Profumo, dato che invece era sera e fuori diluviava, non poteva che far riferimento alla conferenza stampa della mattina del giorno prima, e quindi …
Il panico in un attimo si impadronì di Bibi Fantini. Se quello scombussolato avesse continuato, avrebbe finito per confermare la sua adesione al gruppo di opposizione. Anche il segretario aveva intuito i pensieri del sindaco, per cui, dopo un rapido scambio di sguardi, aveva realizzato che forse la causa scatenante era stata il nervosismo conseguente alle invettive di Corbino, per cui occorreva ricrearne le condizioni, sperando poi nella buona sorte.
Consigliere Corbino” – esordì allora con autorità il segretario – “intervenga solo quando autorizzato e cioè solo quando il Presidente le darà la parola ..” – alzandosi per dare maggior peso al proprio monito – “Lei si deve attenere alle regole del confronto democratico, considerando, se non altro, il ruolo istituzionale che riveste per mandato popolare …” .
Come era ovvio aspettarsi, Corbino, noto soprattutto per le sue frequenti escandescenze, montò su tutte le furie, apostrofando, a sua volta, il segretario di non assumere il ruolo super partes che gli si addiceva, e poi per difendere un saltafossi come Profumo, ecc. ecc.

Ma il segretario c’aveva azzeccato. L’atmosfera ormai incendiata nell’aula del civico consesso, aveva generato quella salutare scossa sul consigliere Profumo, che aveva così ripreso a parlare:
Collega Corbino, tutti, dentro e fuori quest’aula, conosciamo il suo astio personale nei confronti del galantuomo del sindaco. Suo e della gentile sua cognata, notoriamente dedita a pratiche che la chiesa disapprova e che, in altri periodi, avrebbe punito con un bel falò in piazza, glielo assicuro, fatto non per festeggiare San Giuseppe “. Alterato com’era, stavolta non si era concessa nessuna pausa; aveva proferito tutto d’un fiato, continuando: “Ebbene, nonostante questa serata di diluvio …” (era infatti dal pomeriggio che si assisteva, senza sosta, ad una incessante pioggia).
Per un inspiegabile motivo nell’aula era improvvisamente calato un silenzio assoluto, innaturale. Le parole di Profumo rimbombavano, quasi rimbalzavano da un orecchio all’altro. Il sindaco aveva ripreso colorito e sul suo viso si stava ridisegnando il suo solito ghigno travestito da falso sorriso.
“… sono addivenuto ad una decisione allo stesso tempo sofferta e ponderata, responsabile e coraggiosa. Insomma, viste le condizioni politiche da me registrate, la mia posizione nei confronti di questa maggioranza non può essere altro che … “. Qui la pausa era d’obbligo per chiunque e figuriamoci se Profumo avrebbe potuto rinunciarci, per cui ne approfittò per sorseggiare un po’ d’acqua. “Dicevo quindi …”

Ma il diavolo era in agguato, forse evocato insistentemente dalla vedova Corbino, aveva infine deciso di metterci il suo proverbiale zampino. Nel silenzio dell’aula, rotto solo dalle parole di Profumo, quel sordo di Don Samuele Allevo, non avendo capito niente di quanto si era detto e gridato, rivolgendosi al suo vicino compare e non potendo controllare il volume della sua voce, aveva quasi urlato : “Compare Pepè, ma che sta dicendo stavolta quella banderuola al vento di Profumo? Da che parte ciuscia oggi il vento per quel pezzo di disonesto? ”. Le parole schiette di quel vecchio imprudente, sovrapponendosi alla fastidiosa oratoria di Profumo, avevano interrotto quest’ultimo, irritandolo oltremodo, al punto di cagionargli quella fatale ricaduta ..:
Quindi, stimati colleghi, dicevo …(pausa) … il sole di questa mattinata, con il suo carico di significati positivi, mi ha portato a scegliere per il bene di questa città … l’abbandono di questa maggioranza retta da personaggi inetti e doppiogiochisti, dediti soltanto a curare i loro meschini interessi di bottega!... “.
Il finimondo, l’apocalisse … consiglieri che scavalcavano i banchi per avventarsi contro l’avversario politico di turno, sputi, frasi indicibili e rivelazioni inedite su piccanti vicende familiari e extrafamiliari. C’era proprio di tutto, anche a beneficio di quella piccola TV locale, le cui riprese fecero il giro del mondo, aggiungendo una planetaria indesiderata notorietà a questo modo, certo non esclusivo, di amministrare.

A distanza di qualche anno, ripensando a quella incredibile serata e al conseguente rapido declino politico e sociale dell’allora sindaco Bibi Fantini, cerco ancora di trarne una morale, un insegnamento. Ma dato l’andazzo delle cose, data la sostanziale immutabilità dei vizi della nostra gente, sono arrivato alla conclusione che per la nostra terra non c’è proprio alcuna speranza, a meno che … a meno che non ci si affidi per l’arco di una intera generazione, ad una sorta di tutoraggio, di commissariamento omnicomprensivo affidato ai popoli del civilissimo nord Europa. Vedrei di buon occhio, allora, un bel consiglio comunale interamente composto da compassati notabili svedesi, capitanati da un vecchio e saggio pescatore islandese perennemente in pipa e dolcevita, con un segretario norvegese a supervisionare le silenziosissime ma efficacissime assisi comunali.
L’unico grande rischio sarebbe, date le nostre colorite abitudini, quello di cadere in una irrimediabile depressione per noia. Ma un prezzo, un contrappasso, si deve pur concedere ad una qualsivoglia speranza di rinascita, specie se così audace.
Vostro affezionato Puccio Montalveria

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Di Roberto Bellassai (del 18/09/2009 @ 23:45:48, in Società, linkato 132 volte)

La colpa è dei  "pensieri associativi", dice Franco Battiato in una sua nota canzone recente.

Infatti, associare il Nichilismo al Nazismo e ai lager nazisti, è sconcertante e osceno, purtroppo è stato detto dal Papa

Benedetto XVI, all'Angelus del 9 Agosto c.a., e precedentemente durante l'omelia della Messa del 9 Aprile, aveva tuonato contro il Nichilismo, e contro Friederich Nietzsche, per  "avere dileggiato l'umiltà e l'obbedienza e di avere propagato il Nichilismo col suo strascico di relativismo e di violenza". Nietzsche oltre ad essere il principale filosofo sostenitore "dell'Ospite inquietante", del Nichilismo, di cui la Stampa nazionale, ancora oggi con vari articoli e interventi continua ad alimentare il dibattito, è un filosofo che ha scritto e dissertato sul concetto di Nichilismo, facendo una distinzione chiara, tra Nichilismo passivo e Nichilismo attivo.

In breve, il Nichilismo passivo comporta la presa di coscienza e la costatazione oggettiva della fine della struttura e della sovrastruttura del sistema e dei valori culturali dell'Occidente, la fine della Metafisica e la morte di Dio, in cui secondo Nietzsche, l'uomo è spiritualmente schiavo, chiuso in una dimensione spirituale oscurantista e socialmente individualista, borghese, mentre il Nichilismo attivo, significa ricerca e creazione di nuovi valori etici, culturali, spirituali, di una spiritualità laica, basati su una ragione dinamica, trascendentale, scientifica, spirituale in cui l'uomo attraverso processi culturali, scientifici crea nuove dimensioni dentro e fuori di se, fino ad andare al di là del Bene e del Male, verso "l'oltreuomo", di cui ha scritto lo stesso Nietzsche, dilatando il concetto di ragione e di spiritualità.

Sono portato a pensare che il capo della Chiesa Cattolica, Benedetto XVI è un Papa che riflette in maniera parziale e unilaterale, per niente oggettivo, riflette a senso unico, perché troppo identificato con il ruolo che è costretto a svolgere, chiuso nei confronti della pluralità dei saperi, fino a sottrarre energia vitale e quindi "altre vie", a se stesso, e all'essere in generale a cui misticamente si rivolge, vivendo di "rendita riflessiva", impostata sempre ad alimentare la propria identificazione con il proprio ruolo di Pastore, un ruolo statico, fisso, mediatico, quasi da Star, che gli ostruisce le  "potenziali porte" dentro di se, trasmettendo agli altri,ai fedeli e non, la sua visione religiosa piena di discutibili principi e atmosfere, molto dimezzate, in particolare, nel caso in questione! Un Papa, che riflette in maniera affrettata, e non in maniera adeguata, che non discerne tra Nichilismo passivo e Nichilismo attivo, che ignora o fa finta di non conoscere l'altro aspetto del Nichilismo, un Papa delle "passioni tristi", non può che essere un Papa moralista, populista, a capo di una Chiesa gerarchica, che per "sottrazione passiva", diviene autoritaria, non autorevole, e che con il Potere e gli strumenti che ha a disposizione oltre a stabilire un "campo energetico" nel Belpaese, tenta sempre di "egemonizzare religiosamente", e di esercitare in parte un controllo sociale e politico. 
Roberto Bellassai

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Via libera da parte della Regione, nei termini voluti dall’amministrazione comunale e cioè con contratti individualizzati, per il rinnovo dei contratti di diritto privato con i contrattisti.

Così come più volte detto, si conferma la volontà dell’amministrazione comunale di proseguire nel rapporto con tale forza lavoro. A tal fine si procederà alla stipula di contratti specifici per ciascun contrattista nei quali saranno precisati la qualifica, la mansione, la categoria e soprattutto l’orario di lavoro.

In tal senso sarà fondamentale l’apporto che verrà dato da parte dei dirigenti, i quali dovranno redigere una mappatura delle necessità e delle professionalità all’interno dei propri settori.

Da giorno 30 settembre si procederà alla stipula dei contratti, singolarmente, sulla base delle reali e concrete necessità dell’amministrazione comunale e delle professionalità che ogni soggetto ha già maturato. Subito dopo si procederà, da una parte alla formazione di questi lavoratori e, nel contempo, dall’altra a redigere un piano di stabilizzazione onde permettere il totale definitivo inserimento degli stessi nella pianta organica del Comune di Noto. Pianta organica che l’amministrazione comunale provvederà a elaborare secondo il reale bisogno conseguente agli obiettivi che intende perseguire.

Si intende in tal modo rispondere, come sempre, con i fatti alle esternazioni, molto spesso infondate, del Consigliere Corrado Bianca il quale, ben a conoscenza come tutti dell’iter procedurale seguito dall’amministrazione, ha fatto finta di non sapere quali fossero gli obiettivi dell’amministrazione e i passi che la stessa stesse facendo a tutela di detti lavoratori.

Nessun asservimento alla politica da parte di nessuno, perché si è voluto dare credito alle capacità manageriali dei dirigenti che in questo caso sono stati considerati, appunto, come veri e propri manager che dovevano gestire il proprio fabbisogno di lavoro, basandosi, per la scelta del loro staff, su quel personale da essi ritenuto in possesso delle capacità e delle professionalità necessarie per assolvere ai compiti di istituzione dello specifico settore.


Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo

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Di Servizio Informazione e Comunicazione Comune Noto (del 17/09/2009 @ 14:54:40, in Il Palazzo, linkato 137 volte)

Convocato il Consiglio Comunale di Noto per mercoledì 23 settembre 

Il Consiglio Comunale di Noto è stato convocato, in sessione ordinaria, del per il giorno 23 settembre 2009, alle ore 18,30.
Nove i punti all’ordine del giorno che il Consiglio è chiamato a trattare:

1) Lettura e approvazione verbali seduta precedente;

2) Interrogazioni e interpellanze;

3) Riconoscimento debito fuori bilancio noleggio autovettura di rappresentanza ditta Savarent spa, c.so Agnelli 200, Torino;

4) Art. 194 lett. a) D. L.vo 267/2000. Riconoscimento legittimità del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza n. 322/08 del 18.11.2008 del Trib. di Avola in favore della Sig.ra ******;

5) Art. 194 lett. a) D. L.vo 267/2000. Riconoscimento legittimità del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza n. 55/08 del 15.07.2008 del Trib. di Palermo III Sez. Civ. in favore dell’Associazione Reg.le Allevatori della Sicilia;

6) Art. 194 lett. a) D. L.vo 267/2000. Riconoscimento legittimità del debito fuori bilancio derivante dal D.I. n. 391/08 reso immediatamente esecutivo dal Giudice del Trib. di Rg notif. 5.3.09 in favore dell’arch. ******;

7) Art. 194 lett. a) D. L.vo 267/2000. Riconoscimento legittimità del debito fuori bilancio e conseguente sistemazione contabile derivante dalla sentenza della Corte di Appello di CT n. 709/07 e atti di esecuzione forzata e ord. Assegnazione somme del 30.03.2008 in favore della Sig.ra ****** e *****;

8) Fornitura carburante e lubrificante per gli automezzi comunali. Riconoscimento debiti fuori bilancio alla Ditta Trapani Salvatore;

9) Art. 194 lett. a) D. L.vo 267/2000. Riconoscimento legittimità del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza n. 309/08 del Trib. di Avola e successivo atto di precetto del 23.4.2009. Sig.ra ******.

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Di Anonimo Bosino (del 15/09/2009 @ 07:48:09, in Per il cittadino, linkato 141 volte)

Non è facile dire quale delle due condizioni esistenziali sia la peggiore: se essere liberamente ingannati e presi in giro delle massime autorità dello Stato o se esserne consapevoli, averci fatto l'abitudine ed esserne miseramente rassegnati.

Una cosa è certa: l'inganno è facilmente sovvertibile, la rassegnazione molto meno.

Dopo oltre 5 mesi dal sisma, il centro storico del capoluogo abruzzese, ad esclusione di due sole strade, è ancora interamente chiuso.
Due sole le strade aperte al pubblico, avvolte da un silenzio surreale, interrotto dal vociare sommesso di pochi curiosi, reporters e cittadini ancora troppo increduli. L'assenza di ogni forma di vita animale è la curiosa dimostrazione di una città lasciata in balia di gru, operai e protezione civile. Nient'altro.

Nel disperato tentativo di mostrare una normalità ancora inesistente, il sottosegretario e capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, annunciava con malcelato orgoglio la riapertura al traffico (pedonale ed automobilistico) della tristemente celebre Via XX Settembre in occasione della visita del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, avvenuta il 6 settembre scorso.
Ieri, 11 settembre 2009, la via in questione era ancora completamente chiusa.
Accessibile solo ai mezzi di Protezione Civile e Vigili del Fuoco. Nessun altro può metterci piede.

E' solo l'ultima delle grandi prese in giro che stanno rendendo i cittadini aquilani nuovi protagonisti delle barzellette governative, in sostituzione degli ormai antiquati Carabinieri.

Il primo maggio, all'unisono, Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso promettevano con sicurezza la consegna delle C.A.S.E. per 13 mila persone entro settembre o ottobre. La chiusura dei lavori per alcuni dei cantieri viene oggi datata 31 dicembre, data a cui vanno aggiunti tempi di collaudo e di sistemazione delle famiglie per ottenere la data finale di "reale utilizzo".

Pochi giorni dopo il terribile sisma il governo prometteva una sistemazione immediata e sicura per l'intera popolazione sfollata. Lo ha ribadito, soprattutto per bocca del suo "comandante", il Presidente Silvio Berlusconi, nei giorni successivi. E lo ribadisce ancora oggi.
In base alle cifre fornite dal censimento ufficiale della Protezione Civile, 36 mila sono le persone che non potranno riavere la propria abitazione se non nel giro di qualche anno, perché completamente (o quasi) rasa al suolo.
15 mila i posti-letto messi a disposizione del Piano C.A.S.E. e dai M.A.P. (i pochi moduli abitativi in legno).
Le altre 21 mila persone? Stando alla realtà dei fatti, sparsi tra gli alberghi della regione per anni, ed anni, ed anni.

Il giorno di Ferragosto Berlusconi annunciava per il 4 settembre l'apertura del cantiere di Cese di Preturo. Oggi, 12 settembre, il cantiere è ancora in piena attività.

Nelle prime conferenze stampa post-disastro, Berlusconi annunciava lo stanziamento di 8 miliardi iniziali per la ricostruzione. Il decreto "Ricostruzione" approvato in Parlamento stanzia 5,8 miliardi di euro fino al 2032. E 2,9 miliardi aggiuntivi, ma disponibili solo a partire dal 2033.
Per la ricostruzione privata 3,1 miliardi. Per il sisma in Umbria vennero stanziati 3,5 miliardi in 10 anni. E per una popolazione di sfollati pari a un terzo di quella aquilana.

Il 27 luglio il Ministro Tremonti prometteva l'annullamento del ripristino del pagamento delle tasse previsto per il 1° gennaio prossimo, attraverso apposita ordinanza della Protezione Civile.
L'ordinanza non è mai stata approvata. Allo stato delle cose attuale, i cittadini aquilani pagheranno le imposte e gli arretrati dovuti tra 4 mesi.

Aspettiamo la prossima bugia. Ed il mio relativo post dedicato.
Perché, che si sappia, la rassegnazione alla menzogna in questo spazio non ha diritto d'asilo.

AUTORE DEL L'ARTICOLO
Alessandro Tauro  http:\\alessandrotauro.blogspot.com

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