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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di report (del 29/05/2009 @ 10:14:34, in Società, linkato 292 volte)

E PER DIVINA VOLONTA’ FURONO 5 VELE

La Guida Blu 2009 riporta circa 300 località balneari e più di 70 lacustri. Anche quest’anno l’elenco aggiornato degli alberghi per l’ambiente che si fregiano dell’etichetta ecologica (ecolabel) di Legambiente Turismo: 365 strutture, 21.400 stanze, 47.400 posti. Per conoscere dove sono: www.legambienteturismo.it

A livello nazionale, quest’anno le “5 vele” della Guida Blu 2009 vanno a 13 località, 3 in più dello scorso anno, 13 gioielli del Belpaese che hanno ottenuto dall’associazione il massimo dei voti, mentre è sempre il Tirreno che si conferma il mare delle vacanze DOC. Sono Isola del Giglio (Gr), Cinque Terre (Sp), Domus de Maria (Ca), Pollica (Sa), Caparbio (Gr), Castiglion della Pescaia (Gr), Nardò (Le), Balnei (Og), Ostuni (Br), Salina (Me), Noto (Sr), San Vito lo Capo (Tp) e Posada (Nu).

Le vele, che ogni anno Legambiente assegna ai comuni e alle spiagge italiane, sono il risultato di un attento e complesso bilancio di 128 parametri, racchiusi in 21 indicatori di qualità. Per questo motivo le località che vogliono aggiudicarsi il primato delle cinque vele, non solo devono avere un mare limpido e cristallino, ma anche servizi ai bagnanti, strutture per l'handicap, itinerari storico culturali, rispetto dell'ambiente, valorizzazione delle tradizioni e delle produzioni tipiche. I parametri presi in esame possono essere suddivisi grosso modo in due categorie: la qualità dei servizi ricettivi e la qualità ambientale del territorio. Così, vi saranno certamente località naturalisticamente più significative delle dieci premiate con le 5 vele, ma che non offrono servizi turistici di eccellenza. Come ve ne sono altre con strutture ricettive impeccabili dove, però, il territorio marino e costiero è stato più o meno gravemente compromesso. Complessivamente il set di indicatori (21, che hanno raccolto e sintetizzato i 128 parametri dello scorso anno), provenienti da numerose banche dati tra cui Istat, Ancitel, Cerved, Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Enit, Touring Club, Enel e naturalmente da Legambiente, sono raggruppati in macroaree secondo i requisiti chiave definiti in ambito europeo anche con il contributo della Associazione VISIT. In particolare le macroaree sono le seguenti: 1) Uso del suolo, degrado del paesaggio, biodiversità, attività turistiche. 2) Stato delle aree costiere 3) Mobilità. 4) Energia. 5) Acqua e depurazione. 6) Rifiuti. 7) Iniziativa per la sostenibilità. 8) Sicurezza alimentare e produzioni tipiche di qualità. 9) Mare, spiagge ed oltre. 10) Struttura sociale e sanitaria. Sulla base di questi principi guida abbiamo individuato 7 macroaree: Paesaggio e Territorio, Accoglienza e Sostenibilità Turistica, Mare e Spiaggia, Sub, Oltre il mare, Disabili, Sostenibilità ambientale.

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Di Evarco (del 28/05/2009 @ 11:20:25, in L'idea per la città, linkato 293 volte)

Ascoltate Genti!!!
Ormai è una tradizione. L’odore dei fiori non è ancora svanito dalla splendida via Nicolaci e già divampano le polemiche. Quest’anno è stato un flop …. no è stato un grande successo. Gli stand costavono troppo ……. meno male che non c’è stata la sagra paesana degli anni scorsi.
E così via di seguito.
Nonostante i netini siano ipercritici e incontentabili per natura e, per la verità, anch’io negli anni mi sono dilettato in questo sport dai tratti sciovinisti, è bene chiarire, a scanso di fraintendimenti e in considerazione dell’eccessiva repulsione dell’amministrazione Valvo al diritto sacrosanto di critica, soprattutto quando questo è esternato attraverso giornali, televisioni, social network o incontri pubblici, l’intenzione di asseverare l’eventuale elencazione delle tante disfunzioni e disservizi dei giorni dell’infiorata come un “cahier de doleance” utile ad avviare un ragionamento complessivo e, per buona pace dei soliti permalosi, di natura propositivo sul cambio di impostazione organizzativa che l’amministrazione comunale, collaborata da varie associazioni cittadine, ha voluto realizzare.
Ritengo apprezzabile e, per certi versi, anche brillante, ambiziosa e condivisibile l’idea di un progetto che punti alla creazione del “maggio fiorentino” nostrano poggiato sulla realizzazione di un calendario di iniziative già collaudate nel tempo - XXX edizione dell’Infiorata, Corteo Barocco e Festa dell’Alveria – contornato da alcune attività collaterali - mostre, convegni, concerti, etc. – con l’intento di attrarre quanti più visitatori possibili e, nello stesso tempo, diluire nel tempo, in considerazione della debole infrastruttura comunale dei servizi, il devastante impatto antropico della terza settimana di maggio e consentire inoltre al tessuto produttivo commerciale cittadino di vendere i propri prodotti con l’adeguata accoglienza al cliente – turista.
Purtroppo, nonostante questo interessante cambio di rotta, così come è stato visto da tutti, la città è stata ancora una volta stuprata dall’immenso flusso turistico del week end dell’Infiorata evidenziando i soliti problemi di viabilità, parcheggi etc, mentre definibili di scarsa entità sono state le presenze dei viaggiatori nel restante mese di maggio. 
In estrema sintesi ritengo che  gli obiettivi che si erano prefissati gli organizzatori sono stati oggettivamente falliti.
Di parere opposto, naturalmente, le dichiarazioni dell’amministrazione comunale.
Com’era, forse, scontato attendersi, il sindaco Valvo ha decretato, con un crescendo rossiniano di comunicati stampa, il successo, culturale, organizzativo e mediatico, del cartellone degli eventi del “maggio netino”.
Un giudizio largamente positivo, che gli attuali “giullari di corte” spero non faranno proprio semplicemente come atto di fede e di ossequio alla “naturale simpatia” e fiducia emanata dal sindaco di Noto.
Naturalmente, e non potrebbe essere altrimenti, nessuna analisi e verifica fondata sui dati delle presenze turistiche, magari segmentate per settimana, nessuna certezza sui pernottamenti nei B&B, nelle case-vacanza, negli alberghi, etc., nulla sul volume d’affari sviluppato nel periodo dagli esercenti delle varie categorie commerciali presenti in città, neanche uno straccio di “customer - satisfaction” dei visitatori e degli autoctoni così come, al momento, niente è dato sapere sulle risorse, economiche e umane, consumate.
Pur non essendo un organizzatore di grandi eventi e sperando di portare un pensiero costruttivamente critico, avvalendomi del buon senso dell’uomo della strada, mi posso concedere anch’io qualche piccola divagazione sul tema, interrogandomi, per conclamata assenza di dati, semplicemente su questioni inerenti le scelte programmatiche ed organizzative operate.

Non si ritiene superata e, per certi versi anche votata al martirio, la scelta di affidare l’organizzazione e il coordinamento di un evento di tale portata alla struttura tecnico-amministrativa comunale che, solo per amore di patria, definisco debole e demotivata?

E’ sufficiente contare sull’impegno e sulle attività di numerose associazioni di volontariato che, per natura insita nel loro status hanno assetti precari, per creare un prodotto artistico che si vuole unico, ripetibile e migliorabile nel tempo, mettendo insieme manifestazioni disomogenee fra di loro?

Non sembra mortificante, velleitario e un tantino presuntuoso dotare la manifestazione, alla quale si vogliono dare i connotati di grande evento, di risorse economiche, pare i soliti 30.000 € assegnati dalla Regione, risibili?

Esempi come l’Istituto Nazionale del Dramma Antico o il Comitato Tao Arte o la fondazione del Maggio Fiorentino dovrebbero farci capire che è arrivato il momento di uscire dall’ottica del bricolage e lavorare per creare una struttura stabile, con tanto di direzione artistica e un management a supporto, che si occupi di creare, organizzare, promozionare e gestire gli eventi artistico-culturali della città.
I nostri eroi ce la faranno?
Per il momento un arrivederci alla XXXI edizione dell’Infiorata.

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Il marasma generale, e la destabilizzante azione esercitata dall’On. Burgaretta, ci porta ad un tuffo all’indietro, con il rischio di tornare ai tempi del pre-fascismo, all’età Giolittiana, quando qualche notabile si schierava con questo o quell’altro partito semplicemente per la conservazione dei privilegi personali.

Il modo spettacolare con cui l’Onorevole sopra indicato ha dato la notizia in pompa magna, è un altro fenomeno negativo che hanno imposto i media come criterio di merito, a scapito della dialettica politica-spettacolo, che ha prodotto personaggi politici peggiori.

A ridosso delle elezioni europee, coerenza e dignità imponevano ben altre scelte, da ricercare nell’ambito interno dell’U.D.C., mettendo al bando obbiettivi di carattere personalistici, che potevano chiudere in modo dignitoso lo scenario di un percorso politico ormai proiettato alla fine.

L’assessore Ferlisi, con la presente, comunica che con comportamento di coerenza assieme ai consiglieri Italia, Pintaldi, Azzaro, e L’Ass. Romano, sono parte integrante a pieno titolo dell’U.D.C., a sostegno e a supporto del proprio leader Ass. Reg. On. Pippo Gianni. Altresì dichiara di appoggiare a pieno questa Amministrazione, al fine di raggiungere tutti insieme gli obbiettivi prefissati.

L’U.D.C. per il prosieguo politico continuerà a battersi per l’affermazione di valori come la difesa della vita, la centralità della famiglia, la solidarietà.

In fine coerenza impone che, L’Assessore Filiberto ormai transitato nelle file dell’M.P.A., per dignità politica dovrebbe esimersi dal partecipare alle sedute di Giunta, rassegnando le proprie DIMISSIONI, nelle more di un nuovo scenario politico.
L’Assessore
Geom. Corrado Ferlisi

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Di corrado bianca (del 27/05/2009 @ 09:44:15, in La voce dei partiti, linkato 286 volte)

Nulla di nuovo sotto i ponti. In questi ultimi tre anni i passaggi di consiglieri comunali da una forza politica all’altra sono stati all’o.d.g.
L’ultimo passaggio di consiglieri ed esponenti politici dall’UDC all’MPA è da ascriversi a quella logica deviante che ormai ha preso piede e che non fa scandalizzare nessuno. E’ la conferma del fatto che le liste, i partiti, sono assimilabili ad una sorta di autobus dove si sale con la maglia di un colore e si scende, tranquillamente, con un’altra, di un altro colore. Senza dar conto a nessuno. Senza dar conto soprattutto agli elettori e a quell’opinione pubblica che purtroppo è assuefatta a qualsiasi cosa. Il fatto più assurdo è che tutto si giochi all’interno della stessa coalizione e della stessa maggioranza. Si ammanta di nobili motivazioni politiche quello che, in realtà, è un regolamento di conti tra notabili di partito che ancora una volta rischia di determinare fibrillazioni e instabilità a danno della città. Deve far riflettere il fatto che il consigliere Baviera, capogruppo dell’MPA in consiglio comunale, stando alle notizie di stampa, non sia stato neanche messo a conoscenza del passaggio di consiglieri che andranno a rimpinguare consistentemente il suo gruppo consiliare e che questi ultimi, contrariamente a lui finora, continueranno ad appoggiare l’amministrazione Valvo. La domanda sorge spontanea: ma l’MPA allora è in maggioranza? E a questo punto anche i consiglieri Baviera e Tringali andranno a sostenere questa maggioranza che così diventa sempre più ampia? O nel movimento per l’autonomia sono talmente autonomi che ognuno agisce per conto proprio?
E’ originale che tutto ciò avvenga senza dire nulla sull’insufficiente azione amministrativa della giunta Valvo.
In realtà è iniziata l’ennesima guerriglia interna alla coalizione, che mieterà qualche vittima da fuoco “amico”, che sarà ulteriormente alimentata dall’esito delle elezioni europee e che accentuerà, se possibile, la paralisi amministrativa, con l’unico intento di andare ad occupare qualche poltrona. Altro che bilancio, altro che programmazione, altro che svolte epocali, altro che occuparsi degli interessi della città. Siamo alla negazione della politica come servizio, siamo al disconoscimento della coerenza come valore, siamo al nulla. Ci auguriamo che i cittadini si rendano conto di ciò e manifestino il loro giudizio col voto a cominciare dalle prossime elezioni europee.
Noto, 26.05.2009
Corrado Bianca

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Di maronas (del 20/05/2009 @ 08:19:08, in La voce dei partiti, linkato 975 volte)

Quello che avevamo ritenuto fosse vera materia di discussione e di sereno dibattito in un precedente intervento nell’ottobre 2007 in un articolo dal titolo “Con Veltroni!? Quale destino per chi non lo sarà?” finalmente diventa attuale, elemento di interesse di tutti e destinato a divenire il vero elemento di discussione del “rinato” partito democratico di Noto. All’epoca noi parlavamo della costituzione di una casta di predestinati e prescelti, che si erano autoproclamati “fondatori” del partito, senza preoccuparsi minimamente di capire gli altri o aprirsi all’apporto degli altri. Si era in sostanza costituita una schiera di amici con l’esclusione di altri, considerati aprioristicamente da emarginare o peggio veri e propri avversari. Si credevano tanto forti da pensare di potere fare a meno di tutti coloro che non la pensavano come loro. Non ci appare in questo momento opportuno ricordare le tante resistenze ai cambiamenti, anche perché la gran parte dei conservatori di allora, adesso hanno già intrapreso altre strade. Comunque c’è voluto un vero e proprio scontro un impatto con la dura realtà per fare rinsavire coloro che, nell’errore, erano tuttavia in buona fede. Adesso è avvenuta una vera e propria rivoluzione copernicana. Eletta una segreteria per la prima volta dalla nascita del partito, finora si è vissuti nel clima del commissariamento straordinario, con una scelta innovativa al massimo. Sono stati eletti ed immessi immediatamente nell’agone politico, per intenderci a sostenere lo sforzo di una campagna elettorale per le Europee, cinque giovani, tutti di età inferiore ai trenta anni. Il neo segretario politico è Giovanni Campisi, 27 anni di età, quello stesso giovane che avevamo individuato in grado di rivolgersi a tutta la popolazione di Noto e non solo al popolo della oramai consolidata nomenklatura del PD, intendendo per tutta Noto, smettere di classificare i cittadini di destra, di sinistra di centro etc etc. della cittadinanza nella sua interezza. Egli è riuscito a coagulare attorno a sé le varie anime del Partito Democratico. Ha tutte le carte in regola per riuscire a cambiare tutto, sul serio. Laureato in giurisprudenza all’Università di Ferrara, si è formato politicamente frequentando il circolo dell’attuale segretario nazionale del PD, Dario Franceschini, che fra tutti è il leader più fresco ed originale dell’attuale scenario politico. Confesso che all’epoca avevo visto la Bindi come novità alla segreteria da preferire a Veltroni. Ma riconosciamo che Franceschini si sta rivelando estremamente più coraggioso nel rinnovamento. Questo non significa che gli altri si debbano mettere da parte, ma devono dare il loro contributo svolgendo la loro parte in condivisione degli impegni con gli altri.ma tornando a Noto Campisi ha dichiarato:“L’elezione a segretario cittadino rappresenta per me un grandissimo onore, ma anche un grande onere perché, adesso, dipenderà soprattutto da me fare crescere il partito e avvicinare quante più persone possibili alla vita politica, intesa come sacrificio e impegno a tutela dei consociati” mi pare che avevamo visto giusto! A coadiuvarlo nella direzione saranno Marcello Scrofani, Maria Striano, Michael Ferla, Sebastiano Buonora e Lapo Fianchino. Da Sabato 23 maggio disporranno di una sede degna di essere considerata tale. Sappiamo quanto sia importante un punto di riferimento, come assicura sempre Campisi: "L'inaugurazione della nuova sede, è un passo fondamentale per realizzare una vera e propria scuola di formazione politica che, attraverso l'organizzazione di incontri, dibattiti e conferenze possa avvicinare ed educare tanti giovani ai valori democratici sanciti nella nostra Costituzione”. Campisi quindi lancia un messaggio di apertura nel quale tutti i delusi del vecchio PD si possono ritrovare, prescindendo anche dalla adesione formale. Lo avevamo detto che il messaggio non deve essere rivolto soltanto agli iscritti al PD o alla sinistra, ma in generale al popolo di Noto tutto. Sarà forse questa l’occasione buona per cominciare a sentire qualcosa di diverso ed originale a Noto, e pensare in funzione di un progetto serio ed al servizio della città, più che ad una semplice tessera di un partito.

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Il sindaco, tutta l’amministrazione comunale e il presidente del consiglio comunale respingono al mittente le critiche avanzate in merito alla scelta, ponderata, di evitare che la “festa della primavera” e soprattutto i tre giorni dell’Infiorata di via Nicolaci si potessero trasformare in un altro mercato quindicinale di cui la città è già dotata.

Si è voluto, infatti, evitare ciò che è accaduto negli altri anni, e cioè che nel viale Marconi, nella Villa Comunale e in altre zone della città ci potessero essere esposizioni di pseudo-stand dove si vendeva di tutto e il contrario di tutto, senza alcuna attinenza all’elegante festa che doveva riferirsi alla bellezza della città.

Non bisogna dimenticare, tra le altre, che non più di qualche anno fa veniva autorizzata la collocazione di bancarelle per la vendita di scarpe nella importante e centralissima via Rocco Pirri, senza dire nulla di quante altre bancarelle di qualsiasi genere, molte volte mascherate dietro un falso artigianato etnico, ponevano in vendita mercanzie di qualsiasi genere nel viale Marconi o nella Villa Comunale.

Intento dell’amministrazione comunale quest’anno è stato quello di preservare la bellezza del centro storico, coinvolgendo, qualora ci fosse stato l’interesse degli espositori, altri luoghi della città che normalmente venivano considerati, negli altri anni, di secondo piano.

In virtù di ciò è stato fatto un bando pubblico con il quale si mettevano a disposizione le aree della piazza Bolivar e della piazza Mazzini, al Crocifisso, proprio per dare la possibilità anche ai residenti e ai commercianti di tali zone di “vivere” l’Infiorata che naturalmente e tradizionalmente si svolge lungo il corso Vittorio Emanuele e le vie ad esso adiacenti.

Nelle due predette piazze sono state realizzate, grazie all’opera meritoria e gratuita degli studenti dell’Istituto d’Arte di Noto, alcune “infiorate” sia per adornare le Piazze che per attrarre l’attenzione dei vari visitatori della “festa della primavera”.

I commercianti erano perfettamente edotti sulle scelte dell’amministrazione comunale di adottare tali siti e non si permette a nessuno di utilizzare termini quali “truffa” così come comparso oggi su un quotidiano. Termini per i quali l’amministrazione comunale si riserva di agire a tutela della immagine che ne verrebbe lesa.

Particolare successo ha avuto lo spazio riservato al Centro Anziani, nel largo Rattazzi, ove sono stati mostrati alla città tutti gli antichi mestieri. Inoltre nei giorni precedenti l’Infiorata, e precisamente da lunedì 11 fino a giovedì 14 maggio, nella via Spaventa è stata realizzata la “via del gusto” per conoscere e degustare i prodotti tipici del territorio. E ciò, come detto, prima dell’inizio dell’Infiorata, al fine di evitare quanto sopra evidenziato.

Si fa altresì rilevare che mai la città ha offerto ai visitatori tanti servizi igienici, siano essi fissi che chimici. Per quanto riguarda le aree destinate agli spazi espositivi si precisa che le stesse erano regolarmente servite da servizi igienici fissi situati a non più di cento metri dallo spazio individuato.

Si fa ancora rilevare all’ex assessore Prado che la città di Noto, grazie alla collaborazione di tutti, è sempre di più una città turistica con servizi e risultati sempre migliori. Anche quest’anno, grazie ad una politica concertata con tutti gli operatori del settore, non solo si è avuto un aumento delle presenze ma si è triplicato l’introito delle somme a favore dell’amministrazione comunale proveniente dalla gestione dei parcheggi, per la quale gestione non si è registrato, a differenza degli altri anni nei quali si era impedito l’accesso ai pullman all’interno della città, alcun disservizio.

Credo che l’affermazione del fatto che Noto non sia una città turistica offenda l’opera di tanti operatori e commercianti che stanno lavorando assieme all’amministrazione comunale per continuare quell’opera di sempre crescente importanza turistica della città che è sotto gli occhi di tutti.

La solerzia del sig. Prado nel constatare tutto ciò che adesso scrive sui giornali stando comodamente seduto sulla sua poltrona, l’avremmo gradita ed apprezzata quando ricopriva incarichi istituzionali e soprattutto teneva la rubrica dell’igiene urbana senza adoperarsi alcunché, tra le altre cose, per l’aumento della raccolta differenziata e per altri servizi essenziali.

Si invita lo stesso, invece di fornire, come spesso avviene, notizie non veritiere, e lanciare falsi proclami, a collaborare, quale singolo cittadino, per il bene della città ed evitare una facile demagogia per acquisire un minimo di popolarità a discapito della verità che come sempre in questi casi esce fuori e gli si può ritorcere contro in tanti settori nei quali lo stesso, quale assessore, avrebbe potuto incidere fattivamente.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo


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Di Partito Democratico Noto (del 17/05/2009 @ 14:45:14, in La voce dei partiti, linkato 601 volte)

Dopo molti mesi di reggenza congiunta, le varie anime del Partito Democratico di Noto hanno eletto segretario cittadino Giovanni Campisi. Scelta coraggiosa e lungimirante quella di affidare la direzione del partito a un giovane di 27 anni, che sin dalla nascita del nuovo soggetto politico si è speso perché sempre più giovani aderissero a quello che lui stesso definisce “la più difficile e importante sfida riformista della politica italiana”.
Campisi, dopo la maturità classica conseguita a Noto, ha studiato e si è laureato in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Ferrara, città in cui si è formato politicamente frequentando il circolo dell’attuale segretario nazionale del PD, l’on. Dario Franceschini. Dopo la laurea ha deciso di tornare a vivere e lavorare nella sua Noto e di continuare qui il suo percorso politico.
“L’elezione a segretario cittadino rappresenta per me un grandissimo onore, ma anche un grande onere perché, adesso, dipenderà soprattutto da me fare crescere il partito e avvicinare quante più persone possibili alla vita politica, intesa come sacrificio e impegno a tutela dei consociati. Ringrazio tutte le persone che hanno avuto fiducia in me e che, con questa scelta, hanno dato la possibilità a tanti giovani di crescere per diventare la classe politica netina di domani. Il partito Democratico è il primo partito a Noto che investe sui giovani e li rende davvero protagonisti. Altro passo fondamentale sarà, tra pochi giorni, l’inaugurazione della nuova sede”.
Per la segreteria Campisi ha scelto i giovani che lo hanno coadiuvato in tutte le iniziative di questi mesi, Marcello Scrofani (26), Maria Striano (26), Micheal Ferla (27), Sebastiano Buonora (25) e Lapo Fianchino (30).

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Di pietro Giannone (del 14/05/2009 @ 20:14:40, in Per il cittadino, linkato 265 volte)

Poniamoci come se fossimo a casa nostra e immaginiamo di averla ristrutturata da cima a fondo e quindi dopo tanti sacrifici economici e di attesa ci accingiamo ad ABITARLA, dunque pensiamo agli arredi, decidiamo dove mettere il mobile più antico, e quello moderno d’autore.

Poi il turno dei suppellettili: la vetrina viene adornata di pregiate ceramiche magari del settecento Caltagironese, e cosi, via via, per tutti gli ambienti, e per tutte le cose belle che abbiamo.
Finalmente arriva il momento più gioioso: la luce ovvero i quadri.
Ne abbiamo di autori importanti e meno importanti ma tutti belli, coloratissimi.
Abbiamo scelto finalmente, dopo vari pareri divergenti e prova e riprova con l’architetto, dove posizionarli. Sono tutti poggiati a terra ognuno al loro posto, non ci rimane che operare e ansiosi di goderci il momento più bello la festa con tutti gli amici. (Mi vengono in mente quei cittadini che ebbero la gioia e l‘emozione, alla fine dell’ottocento, quando finirono i lavori di realizzazione della nuova Noto e la videro nel suo pieno splendore!).
Diamo ordine all’operaio di attrezzarsi di robusti chiodi e di un martello adeguato e via a martellate infilziamo quell’intonaco, uno spatolato, un rosa veneziano ecc ecc. appena realizzato.
Sono sicuro che nessuno lo farebbe!
Eppure non è proprio cosi.
Invito tutti gli amici di Noto Libera, e non solo, ad andare a constatare presso i locali del primo piano, seconda sala, del Convitto Ragusa, appena restaurato, dove è in allestimento la prima mostra permanente d’arte contemporanea, e dove ciò è accaduto, in dispregio anche della cosa pubblica di cui dovremmo esserne fieri garanti.
Questo non è un attacco all’Amministrazione che ha fatto di tutto affinché gli splenditi locali fossero fruibili per l’infiorata; ma a quelle persone designate che presuntuosamente scavalcano magari persone più umili ma più capaci, dimostrandosi che in pratica non sono altro che dei grossolani ed incolti barbari.
Sarebbe opportuno, prima dell’apertura al grande pubblico dell’infiorata, di rimediare
Pietro Giannone

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Di report (del 12/05/2009 @ 09:56:31, in Società, linkato 299 volte)

"E' un raffinato sistema di connessioni tra il business e la politica. Un piccolo gruppo controlla il settore dell'eolico. Molte società sono presenti, ma dietro ci sono le stesse persone." Dichiarazione di Roberto Scarpinato al Financial Times. Il giornale riporta in prima pagina: "Indagini sulla mafia sui possibili collegamenti sulla costruzione di impianti eolici". All'interno è dedicata una PAGINA INTERA sull'argomento. Dopo il passato ci stanno fottendo anche il futuro.
Le energie rinnovabili sono il nuovo terreno di scambio tra imprese, politica e criminalità organizzata. Alle spalle l'Italia ha una lunga storia di inceneritori, discariche di rifiuti tossici, depuratori mai avviati. Malattie, cibi inquinati, acque ridotte a fogne.
Ora si riparte. Come prima più di prima. Ovunque arrivino i contributi pubblici, là volano i politici collusi, il voto di scambio, la distruzione del territorio. Abbiamo inventato le pale eoliche da paesaggio, che funzionano da ferme. Le pale non si muovono, girano solo le palle.
"I sussidi italiani e europei per la costruzione di impianti eolici e le tariffe garantite più alte del mondo per l'elettricità che producono hanno reso il Sud Italia un mercato molto attrattivo per la criminalità organizzata".Secondo il FT dozzine di pale eoliche sono state costruite in Sicilia, ma, nonostante il vento, sono ferme, immobili. Sentinelle di acciaio.
Se non producono energia, le pale comunque producono profitti. Per Rossana Interlandi, responsabile del dipartimento per l'Ambiente per la Sicilia, intervistata da FT, le società sono attratte dalla legge che obbliga i distributori di energia a pagare i proprietari degli impianti eolici anche se non producono energia. Esistono 30 impianti eolici in Sicilia, 60 sono stati approvati e 226 sono in lista di attesa. Se funzioneranno tutti, la Sicilia si alzerà in volo.
L'Agenzia Internazionale per l'Energia ha valutato in 1,2% l'energia prodotta dal vento in Italia nel 2007. In Danimarca è stata del 20% e in Spagna del 9,8%.
I finanziamenti europei all'Italia devono finire. L'ho già detto a Bruxelles lo scorso anno. E' come dare i soldi a Bokassa. In Italia si ciancia di federalismo fiscale. Sarebbe meglio chiamarlo spartizione fiscale dei contributi europei e delle nostre tasse. Nel frattempo nel mondo la produzione di energia eolica ha superato il nucleare.

 

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Di Movimento Noto Nostra (del 11/05/2009 @ 09:04:20, in La voce dei partiti, linkato 178 volte)

A seguito del nostro comunicato sulla processione della Santa Spina speravamo che il Sindaco VALVO spiegasse alla Città perché aveva sciolto la Banda Musicale e come ha impiegato i soldi che prima la finanziavano.
Invece HA TENTATO DI CHIUDERCI LA BOCCA, mandando i vigili a farci un “verbale” per presunta affissione abusiva di manifesti! Versione aggiornata dei metodi di Roberto Farinacci, il gerarca fascista, che dialogava con gli avversari col manganello e l’olio di ricino.
Il sindaco Valvo di abusivismo sa qualcosa.
Sa, per esempio, degli sms falsi che circolarono il giorno delle elezioni o dei suoi manifesti affissi in ogni dove, perfino davanti ai seggi elettorali, durante le operazioni di voto.
Magari ponesse attenzione all’abusivismo. In tal caso manderebbe i vigili, oltre che a contare i manifesti di Noto Nostra, a dare uno sguardo alla Valle dell’Asinaro o in Piazza Municipio, dove anche Lui passa ogni giorno, o a fare un giro per le discariche abusive sparse nel territorio o a controllare il commercio illegale.
No, al Sindaco Valvo non interessa l’abusivismo. Gli rode il contenuto del nostro manifesto.
Ma se lui è infastidito dalle parole dell’opposizione,
NOI NON CI LASCIAMO INTIMIDIRE.
Ora lo invitiamo a dirci:
- perché non ha fatto il piano regolatore, che è scaduto da otto anni?
- perché il primo aprile ha ulteriormente inasprito del 30% la tassa rifiuti, dopo l’aumento che aveva fatto lo scorso anno, mentre il territorio comunale è invaso dalla sporcizia?
- perché ha scritto falsamente nella delibera n. 36 del 12.03.2009 che l’apertura della piscina non costa, mentre invece costa, e le spese sono a carico dei contribuenti netini, compresi quelli che non la utilizzano, come dimostrano le delibere frettolosamente adottate subito dopo?
- perché ha consentito che la gestione dell’acqua, tornata al Comune grazie al lavoro del Sindaco Leone, fosse consegnata ad una società di Siracusa?
- perché non ha fatto i parcheggi, che aveva rumorosamente promesso in campagna elettorale?
- perché non ha trovato i soldi per completare il restauro dell’ex Ospedale Trigona?
Dubitiamo che avremo risposta Aspettiamo il prossimo verbale o che qualcuno strappi anche questo manifesto.
Eia, Eia, alalà, Sig. Sindaco! Eia, Eia, alalà

IL MOVIMENTO NOTO NOSTRA

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Di Evarco (del 08/05/2009 @ 10:11:01, in Per il cittadino, linkato 405 volte)

Siamo quindi alle cinque vele. Meritate o meno, quello che importa, come al solito è l’apparenza. L’economia locale, non può fare a meno di questa etichetta, che è notorio ci porterà migliaia di nuove presenze nella imminente stagione balneare, ammaliate da questo fatidico bollino di Legambiente. Ma siamo sicuri che, se le cose non funzionano quanto basta (e mi riferisco al depuratore di Calabernardo), un eventuale scandalo sui giornali non possa essere devastante per l’immagine di Noto (e forse anche per qualche attivista locale troppo zelante), non solo per questa stagione, ma anche per altre a venire?
Ma il bene economico della città val bene anche il rischio di una possibile smentita sui fatti. Qualche bugia ben calibrata, si sostiene, può fare la fortuna di tanti nostri concittadini. Se questo dovesse essere il principio informatore dell’azione amministrativa di chi ci governa a Palazzo Ducezio, mi chiedo come si sposa con il disastro che pare stia per profilarsi per la fragile economia del settore edilizio locale. Da ambienti della protezione civile siracusana si sta spargendo la notizia che i sindaci dei comuni del Val di Noto siano stati “invitati” dai vertici regionali della Protezione Civile a congelare l’elargizione di nuovi benefici, anche se già approvati, riguardanti gli interventi di consolidamento per i danni del sisma del 1990. In termini pratici, per Noto, ciò significa bloccare il finanziamento di opere per svariate centinaia e centinaia di migliaia di euro. Il tutto sulla base, non di un obbligo, ma di un semplice “invito” che si spera il nostro sindaco non accoglierà superficialmente in modo ossequioso, dato che (stavolta sì) sono in ballo le economie di decine di operatori locali del settore edilizio e il miglioramento sismico di tanti edifici.
C’è da pensare che la Protezione Civile regionale, i cui soldi sono stati sempre utilizzati come serbatoio di compensazione da parte della Regione Sicilia, si stia accorgendo, dopo tanti prelievi e rimpinguamenti, che i conti non tornano. Le previsioni e, quindi, gli impegni di spesa assunti con il settore di intervento privato, non possono essere onorati. A nulla valgono, dicono a Siracusa, i comportamenti virtuosi come quello del Comune di Noto che fino ad ora si è adoperato per controllare la spesa totale per gli interventi. I soldi non bastano, per cui qualcuno si deve sacrificare. Di certo non i Comuni di Melilli e di Siracusa che esprimono fior di rappresentanze politiche a Palermo e a Roma. Ci vanno di mezzo così i vasi di coccio dei comuni senza santi in paradiso, come ormai sappiamo è quello di Noto. Eppure, un sindaco che si rispetti, con le carte a posto come quello di Noto, potrebbe permettersi il lusso di andare a difendere i suoi concittadini, meno benestanti di lui, nelle competenti sedi regionali. Evitando così quello che potrebbe rivelarsi una tragedia di livello superiore rispetto a quella di avere ottenuto quattro vele invece che cinque. Ma l’UNESCO, l’estetica, l’apparenza, hanno i loro obblighi e quindi tuffiamoci senza indugi nel trentennale dell’Infiorata. Tanto, in qualche modo, i nostri concittadini faranno.

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Di corrado bianca (del 08/05/2009 @ 08:57:35, in La voce dei partiti, linkato 167 volte)

 

Come sua abitudine il Sindaco tenta di alzare una cortina fumogena per non rispondere ai rilievi dell’opposizione.
Il commento alla Sua relazione semestrale lo abbiamo fatto nella sede istituzionale del consiglio comunale, dove il Sindaco, assertore della democrazia partecipata, al contrario, con un comportamento discutibile e poco rispettoso delle regole democratiche, unitamente alla Sua giunta e a gran parte dei consiglieri di maggioranza, ha ritenuto di allontanarsi dall’aula consiliare sfuggendo al confronto con l’opposizione.
Entrando nel merito del Suo comunicato sull’ultima seduta consiliare è sufficiente ricordare che
a) l’apertura della Villa del Tellaro, come egli stesso ammette è avvenuta grazie ai finanziamenti di altri enti;
b) sull’elisoccorso c’è stato il coinvolgimento di tutte le forze politiche e sindacali, nonché della provincia regionale, e comunque,resta da verificare quando effettivamente, al di la di tutte le rassicurazioni, la pista sarà effettivamente operativa H 24. Ad oggi non lo è;
c) l’approvazione dello Statuto dell’area marina protetta è stata votata all’unanimità dal consiglio comunale, con il contributo determinante dell’opposizione;
d) sulla riqualificazione urbana è da tre anni che se ne parla gli ricordiamo solo che entro il passato dicembre, stando alle Sue dichiarazioni, doveva essere realizzata la ripavimentazione di largo porta nazionale di cui ancora non c’è traccia. Anziché continuare a parlare al futuro di cose da fare lo invitiamo ad utilizzare il passato prossimo, ovvero non affermare faremo, ma dire abbiamo fatto.
Infine sulla vicenda della piscina al Sindaco diciamo di mettersi il cuore in pace perché non riuscirà ad attirarci in polemiche e valutazioni che non ci riguardano neanche lontanamente. Egli deve rispondere e dire se il 16 Marzo quando è stata aperta la piscina, la stessa era dotata di agibilità, di autorizzazione allo scarico, di parere igienico sanitario, di certificato di omologazione dell’impianto di riscaldamento rilasciato dall’ISPESL, e se era stato dato l’affidamento a ditta specializzata per le analisi chimiche batteriologiche delle acque utilizzate.
Per rispondere non è necessario un comunicato: basta dire si o no.
Giovanni Baviera
Corrado Bianca
Paolo Tringali
Salvo Veneziano

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