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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

L’amministrazione ha introdotto regole, e misure più rigorose per arginare e combattere il fenomeno dell’assenteismo; adottando provvedimenti disciplinari nei confronti di quei dipendenti che si allontanano dall’ufficio senza una preventiva autorizzazione. Tali contromisure per ottimizzare il funzionamento della macchina amministrativa. In tal senso l’assessore Ferlisi ha disposto una circolare rivolta ai responsabili dei servizi, invitandoli a vigilare sul rispetto dell’orario di lavoro, ad interpretare in senso più razionale l’orario flessibile, e sulle entrate e uscite dei dipendenti. Nella circolare si legge in modo chiaro ed evidente che ogni qual volta il dipendente per motivi vari deve allontanarsi dall’ufficio, deve preventivamente essere autorizzato per iscritto dal responsabile di settore, in mancanza dal dipendente più anziano in carica. Si precisa che, per quanto riguarda i permessi brevi, ed i ritardi si ricorda che essi devono essere recuperati entro il mese successivo a quello in cui si è verificato il ritardo; ed esattamente ogni ultimo mercoledì del mese. In caso di inosservanza, i periodi di tempo non recuperati vanno considerati come somme indebitamente percepite, e pertanto soggette a decurtazione dalla retribuzione mensile individuale. La vigilanza costante dell’osservanza di tutti i dipendenti della disposizione di cui sopra è compito specifico di tutti i dirigenti di settore. Qualsiasi trascuratezza al riguardo sarà considerata come omissione dei doveri d’ufficio. In fine, con cadenza mensile si procederà al controllo delle presenze dei dipendenti mediante un foglio di intervento di cui è stato trasmesso l’apposito modello a tutti i settori.



L’Assessore al Personale

Corrado Ferlisi

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Di Roberto Bellassai (del 31/03/2009 @ 10:39:23, in Cultura, linkato 191 volte)

Sono stato a visitare la “Mostra“, o quello che si spaccia per “Mostra“, la mostra dei manifesti del Premio Letterario Vittorini, nello Spazio Espositivo per l’Arte Contemporanea di via Brenta 67, a Siracusa, organizzata dalla Provincia Regionale di Siracusa.
Si tratta di tredici manifesti che ricordano le tredici edizioni del Premio Letterario dedicato a Elio Vittorini,che vanno dalla prima edizione del 1996, a l’ultima del 2008, aperta al pubblico dal 18 al 31 Marzo c.a..
E’ una sala bianca, fredda e asettica, il luogo della mostra, dove su due delle quattro pareti sono appesi tredici manifesti che non si vedono, che spariscono e scompaiano in rapporto allo spazio sproporzionato che c’è tra i manifesti e la sala che li ospita.
Ho pensato ad una “provocazione culturale“, ad una installazione di Arte moderna, ma mi sono subito reso conto che queste pretese erano inesistenti e fuori luogo.
Ho chiesto se avevano stampato un pieghevole, un documento, ma mi è stato risposto di no. Ho avuto la sensazione che non era stata fatta nemmeno la rituale presentazione che si fa per ogni mostra che si rispetti! “La mostra è tutta qui“! E’stata lapidaria una delle impiegate presenti alla Galleria.
E’una mostra finta, vuota, ornamentale, senza contenuti, che evidenzia e denuncia il “doppio vuoto“ in questo caso che c’è stato a Siracusa, riguardo alla ricorrenza del centenario della nascita di Elio Vittorini, 23 Luglio 1908 -23 Luglio 2008, questa ”mostra“ non può che essere un’ offesa alla memoria e a ciò che rappresenta culturalmente Vittorini in Italia e nel Mondo, e nello stesso tempo nei confronti di una Città come Siracusa, che ha radici culturali infinite, aperta alla pluralità culturale, che oggi non riesce come in questo caso, a trasferirle nella contemporaneità, ma si limita a esprimere e rappresentare “l’ovvio“ e la“miseria culturale”.
A parte il Premio Vittorini, che si svolge ritualmente ogni anno e che andrebbe rivisto per dargli una impostazione e un taglio nazionale – europeo, il sintomo maggiore di questo “ vuoto“, l’ho avvertito e notato quando il 23 Luglio del 2008, il Giornalista Corrado Cartia, insieme a Gaetano De Franchis, cugino di Vittorini, hanno fatto un gesto provocatorio nei confronti del Comune di Siracusa e della Provincia Regionale di Siracusa, portando un“omaggio floreale“, alla casa di Vittorini, in via Vittorio Veneto 140, perché s’erano resi conto che nessuna manifestazione era in programma nel giorno dell’anniversario di Vittorini.
Poi c’è stata l’iniziativa di un Convegno,”L’America di Vittorini, Conversazioni“, in cui si è affrontato il Vittorini di Americana, le sue traduzioni americane e il suo sogno americano.
Sono seguite altre due iniziative, la “Conversazione“ tra il Prof. Andrea Bisicchia e il Giornalista Corrado Cartia, riguardo il Vittorini de Il Politecnico e de Il Menabò, e la presentazione del libro di Annalisa Stancanelli, Vittorini e i Ballons: I fumetti de Il Politecnico, presentato dal Prof. Enzo Papa.
Tutte iniziative meritevoli e degne di rispetto che hanno cercato di colmare il “vuoto” delle Istituzioni preposte, ma Vittorini merita ben altro, per esempio, di un Convegno di livello e di taglio nazionale – europeo, come hanno fatto le Università di Udine e di Venezia, che dal 13 al 15 Maggio del 2008, hanno dato vita ad una tre giorni con la presenza di ricercatori e studiosi italiani, americani, olandesi, francesi e sudafricani che hanno svolto un Convegno sull’Opera di Vittorini e la sua interpretazione letteraria, mitologica, scientifica con una Mostra fotografica – documentaria, con teatro, cinema, musica e la direzione scientifica di Anna Panicali.
Come si fà in una Città come Siracusa a ignorare uno scrittore come Elio Vittorini, uno scrittore che, oltre ad essere nato ed essersi formato a Siracusa, è stato un moltiplicatore di cultura in Italia, dagli anni trenta agli anni sessanta, fondando riviste letterarie come Il Politecnico, Il Menabò, tessendo tutti i rapporti necessari con i maggiori scrittori e Intellettuali europei per dare vita a Gulliver, una rivista letteraria di respiro europeo, che però non uscì a causa della sua improvvisa scomparsa. Uno scrittore che ha diretto collane di libri per le case editrici Mondatori, Einaudi e Bompiani, che ha provincializzato la letteratura italiana del novecento facendola entrare in quella europea, con l’Antologia Americana e le infinite traduzioni di scrittori americani e inglesi.
Roberto Bellassai

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Di Evarco (del 29/03/2009 @ 10:26:15, in Per il cittadino, linkato 463 volte)

Ci viene proprio difficile trangugiare questo amaro bicchiere dell’acqua. Troppe tessere di questo stranamente ingarbugliato mosaico continuano a rimanere in una zona artatamente grigia, troppe bocche cucite sullo stato dell’arte della vicenda.
E così è bene avvertire, se qualcuno si fosse illuso del contrario, che, sulla vicenda dell’acqua, l’associazione Notolibera non ha alcuna intenzione di mollare la presa. 
Al contrario tutto ciò ci porta a sottoporre all’attenzione dell’on.le Bono, così attento fino a questo momento alla delicata problematica del caro-acqua, alcuni dubbi che, a quanto sembra, solo Lui, in qualità di presidente del consorzio Ato idrico, è in condizione di sciogliere.

E veniamo al nostro cahier de doleance:
Presidente Bono l’ato idrico ha valutato e approvato la convenzione tipo e il regolamento idrico che regolano le norme sull’espletamento da parte del gestore- Sai 8 spa – del servizio avuto in concessione trentennale?

Gentile Presidente è stata concordata e approvata una carta dei servizi che detti regole trasparenti e cogenti sulla qualità, efficienza ed efficacia del servizio che la SAI 8 deve rendere alla popolazione come controprestazione della tariffa idrica?

Questa controversa e vituperata tariffazione è stata regolarmente esaminata e approvata dal Consorzio dei Comuni che Ella così efficientemente presiede e con quale atto deliberativo?

Siamo sicuri che la S.V. avrà approntato un ufficio amministrativo di elevata professionalità e di adeguata consistenza numerica a supporto dell’azione di vigilanza e direzione del servizio idrico integrato nei confronti di un gestore cosi ben attrezzato. Rispettosamente quante persone si occupano attualmente di questo servizio?

Se non siamo troppo indiscreti ha provveduto a nominare, cosi come previsto dalla legge, una società contabile terza, idonea a verificare e certificare i bilanci del gestore Sai 8 Spa?

E soprattutto, scusi la curiosità, la SAI 8 SPA ha già provveduto a versare il canone previsto dalla legge al Consorzio?

Al Sindaco di Noto consiglierei, a tutela degli interessi della città ed in qualità di menbro del consorzio ATO, di fare proprie tutte queste domande, aggiungendo di avere la pazienza, così come ho fatto io, di controllare l’utilità e la priorità dei progetti previsti per la nostra città dal piano d’ambito.
Inoltre all’avv. Valvo, esimio uomo di legge, chiediamo, nel caso in cui non risultassero adempiute le norme contrattuali contenute nei nostri precedenti interrogativi, se ritenga ancora valido e vincolante il verbale di consegna degli impianti comunali forse un po’ troppo frettolosamente firmato da qualche inconsapevole o incosciente funzionario.
Per parte nostra ci attiveremo per chiedere al competente URP del consorzio Ato tutti gli atti che regolano il servizio idrico, riservandoci di costituire un apposito comitato civico a tutela dei cittadini consumatori.
Carmelo Filingeri

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riportiamo i titoli della relazione introduttiva di Michele Marchese, coordinatore generale Casartigiani Sicilia. Il testo completo si può trovare nelle pagine del sito www.casartigiani.org.

– Approvazione di una legge che istituisca le botteghe-scuole dell’artigianato. Si suggerisce un periodo di formazione di tre anni, con il primo anno a totale carico della Regione e gli altri due anni al 50%. Concessione dei voucher in tempi reali. Non prevedere maturazione delle ferie, indennità di fine rapporto e quanto previsto per i lavoratori regolarmente assunti. Si segnalano anche modalità per evitare interruzioni dopo il primo anno, salvo rinunzia alla formazione entro tre mesi dall’avvio.
– Prevedere il pagamento dei contributi per l’apprendistato per gli anni pregressi (2004-2008) e riforma della legge 32/2000 che ha sconvolto il settore dell’apprendistato.
– Crias. Ritorno alla previsione della erogazione alle imprese artigiane dei contributi in conto capitale a sportello, nel rispetto delle norme sul de minimis.
– Modifica dell’art. 78 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 96, aggiungendo un comma che preveda: “il finanziamento è accordato anche per la costruzione di capannoni all’interno delle aree artigianali”. Sono molte le aree artigiane che rimangono vuote per le difficoltà delle imprese assegnatarie a costruire in proprio i capannoni.
– Intervento sulle Province Regionali di Sicilia perché prevedano per le nuove imprese artigiane la concessione di contributi in conto capitale per investimenti non inferiori a 5 mila ed euro e non superiori a 30 mila euro relativi a: ammodernamento e/o adattamento locali; acquisto di automezzi (due o tre posti in linea); acquisto macchinari e attrezzature; adeguamento alle norme sulla sicurezza e impianto elettrico ai sensi del DM 37/08.
– Mettere subito in pagamento i crediti vantati dalle imprese per forniture e servizi agli enti pubblici. Promuovere una legge che addebiti il 10% per ritardi nei pagamenti relativi alle scadenze indicate in fattura e nei contratti di appalto, sulla falsariga della norma prevista per la emissione di assegni di conti correnti non coperti.
– Evitare nel modo più assoluto cartolarizzazione per debiti della Regione. Fanno perdere non meno del 20% del dovuto ai titolari di crediti per fare arricchire banche e società di gestione. Prevediamo anche un intervento delle Province per la concessione di contributi a recupero delle perdite subite dalle imprese per la cartolarizzazione dei contributi in conto capitale non onorate dalle stesse Province.
– Sostegno ai consorzi fidi per essere di aiuto alle imprese artigiane in difficoltà nei rapporti con le banche ed enti finanziatori. Consentire ai consorzi fidi promossi dalle organizzazioni dell’artigianato di essere sportelli operativi della Crias sull’esempio di Artigiancassa.
– Trasferimento delle competenze relative all’autotrasporto dalla Motorizzazione Civile alle Province Regionali secondo quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 2002.
– Unificazione delle date di scadenza per l’adeguamento delle iscrizioni all’Albo degli Autotrasportatori al 17 agosto 2010.
– Trasformazione della Crias in S.p.A. (sul modello Artigiancassa S.p.A) e privatizzazione delle Camere di Commercio siciliane, evitando per le imprese i balzelli, e relative sanzioni, costituiti dai cosiddetti diritti camerali.
– Eliminare enti al fine di “sistemare” gente sfaccendata e creare un unica “Azienda Provinciale per lo Sviluppo”, in sigla A.P.S., che accorpi province, enti privatizzati, acque, smaltimenti, motorizzazione, registri imprese ecc. Il tutto in società di capitale ed eliminando enti di vigilanza, che spesso accumulano “cause perse”, e affidando le azioni amministrative ai codici civile e penale.

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Di SalvoVeneziano (del 26/03/2009 @ 11:39:36, in La voce dei partiti, linkato 410 volte)

Il sindaco, con il solito comunicato, esprime solidarietà ai dipendenti dell’hotel Helios ingiustamente licenziati; forse ha dimenticato che circa tre mesi fa il sottoscritto, in consiglio comunale, aveva sollecitato l’amministrazione ad attenzionare la situazione venutasi a creare, la quale metteva a rischio posti di lavoro, in un settore, tra l’altro, quello del turismo che dovrebbe trainare i livelli occupazionali in città; ebbene in quell’occasione il primo cittadino, con sufficienza ci rispose che i lavoratori dell’Helios sono da sempre stagionali e che non esisteva nessun allarme. Lungi da me qualunque tentazione di speculazione su un tema che riguarda il lavoro dei nostri concittadini, ma la vicenda però è sintomatica del rapporto che il sindaco ha instaurato con l’opposizione e con tutte le “voci dissonanti”, che non si sono volute conformare alla sua linea amministrativa, infarcita di sterili comunicati-stampa. Avesse pensato tre mesi fa a convocare la dirigenza dell’Hotel Helios, forse non si sarebbe arrivati a questo punto.

Vista la scarsa considerazione che il sindaco ha nei confronti delle tesi portate avanti dall’opposizione e, considerato che il sottoscritto nelle vesti di consigliere comunale eletto dal popolo vuole portare avanti il proprio mandato in modo costruttivo e non occupare inutilmente il proprio scranno a palazzo Ducezio, nell’ultima seduta del consiglio comunale, per un altro tema importate per la città, relativo alla fruizione del complesso sportivo di contrada Zupparda, il sottoscritto ha chiesto al presidente del consiglio che le proprie interrogazioni fossero inviate per conoscenza alla procura regionale della corte dei conti ed al servizio di igiene pubblica dell’asl n. 8.

Ho sempre ritenuto che il dibattito politico dovesse limitarsi alle sedi preposte, ma quando ci si trova di fronte ad un muro di gomma, quando la politica è sorda ai bisogni dei cittadini e quando, come nel caso di specie, è coinvolta la sicurezza e la salute pubblica, si è costretti a coinvolgere gli organi competenti, al fine di rendere effettivo il proprio ruolo
SALVO VENEZIANO

INTERROGAZIONE PISCINA COMUNALE

                                         AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI NOTO 

                             e p.c. ALLA PROCURA REGIONALE DELLA 
                                      GRUPPO CONSILIARE CORTE DEI CONTI DI PALERMO 

                        e p.c AL SERVIZIO DI IGIENE PUBBLICA DELL’ASL N. 8 DI SIRACUSA



Il sottoscritto consigliere comunale, premesso che con delibera n. 36 del 12-3-2009 la G.M. ha deciso di aprire, in regime di gestione diretta, la piscina comunale di contrada Zupparla, denominata “impianto natatorio”;
che tale delibera prevede la fruizione gratuita da parte degli utenti;
che in seno alla stessa non è contenuto alcun impegno di spesa ed anzi si dà atto che il provvedimento non comporterebbe oneri per il bilancio municipale;
ciò premesso chiede di conoscere:
1) se non è falso asserire che l’apertura dell’impianto, in regime di gestione diretta, non comporti spese, dal momento che è evidente che il Comune dovrà per lo meno sostenere i costi dell’energia elettrica, del gas utilizzato per il riscaldamento dell’acqua, del cloro e degli altri prodotti necessari alla igiene dell’impianto, della pulizia e del personale addetto;
2) come l’Amministrazione e con quale atto intende coprire i suddetti costi;
3) se sono rispettate le norme preordinate alla tutela della salute e della sicurezza degli operatori e degli utenti della piscina e, in modo particolare, se sia stato richiesto ed ottenuto il parere del servizio di igiene pubblica dell’ASL competente;
4) quali precauzioni sono state adottate a tutela della salute degli utenti e come vengono accertate le condizioni di idoneità fisica per l’utilizzo della piscina;
5) quali provvedimenti intende adottare l’Amministrazione nei confronti della ditta appaltatrice del servizio, che ha rinunciato al contratto;
6) se è stata stipulata la polizza di assicurazione RC di cui al punto k) della delibera e con quali procedure.
Salvatore Veneziano

 INTERROGAZIONE CROSSODROMO

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI NOTO

e p.c. ALLA PROCURA REGIONALE DELLA
CORTE DEI CONTI DI PALERMO
Il sottoscritto consigliere comunale, premesso che con delibera n. 194 del 16-10-2008 la G.M. ha deciso di concedere in forma diretta e senza alcuna procedura ad evidenza pubblica all’Associazione denominata Moto Club “V. Lanteri” la parte del complesso polisportivo comunale di c.da Zupparda destinata a crossodromo;
che la concessione ha durata quindicennale e comporta la percezione per il Comune del risibile canone annuo di €. 300,00;
che l’Associazione concessionaria, non appena si è immessa nel possesso del bene, ha eseguito vistosi lavori per adeguare il sito alle sue esigenze;
ciò premesso chiede di conoscere:
1) in virtù di quale norma l’Amministrazione ha ritenuto di potere affidare in forma diretta e senza gara ad un soggetto privato la gestione del sito;
2) in che modo è stato determinato il canone di concessione;
3) se ed in quale forma è stato sperimentato se era possibile ottenere sul mercato un canone maggiore;
4) se i lavori, posti in essere dal Moto Club “V. Lanteri”, sono stati eseguiti in base ad un progetto approvato e, in caso positivo, gli estremi di approvazione dello stesso;
5) se quanto realizzato è conforme alle norme tecniche per la tutela dell’assetto idrogeologico dell’area e se è stato verificato che le alterazioni dei luoghi non siano pregiudizievoli per la pubblica incolumità
Salvatore Veneziano

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Di Roberto Bellassai (del 26/03/2009 @ 11:24:46, in Cultura, linkato 225 volte)

Per i Giovedì della Galleria Roma di Siracusa, il 19 Marzo, il Prof. Luigi Amato, Docente di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ha ricordato, nel decennale della morte, la figura di Turi Rovella, poeta,saggista e dialettologo.
Il Prof. Amato, ai soci della Galleria e a quanti sono intervenuti, parlando a braccio, ha iniziato a sottolineare le spiccate qualità umane del ricercatore e del poeta Turi Rovella, una persona e uno studioso di spessore culturale, dalla personalità eclettica, dotato di eloquenza e nello stesso tempo di un’ “ironia“ che stupiva l’interlocutore, un’ironia naturale e graffiante.
Il Prof. Turi Rovella era nato a Palazzolo Acreide nel 1930, ma vissuto a Siracusa, sin da giovanissimo, si può dire che a Palazzolo Acreide, che a Siracusa, ha respirato l’aria della Magna Grecia, e calpestato il suolo che fu degli Dei.
Un ricercatore che ricercava nelle radici culturali e nelle tradizioni popolari del passato, per guardare al futuro, ed aveva la capacità di “sentire“ dentro di se i due tempi che trasfigurava nelle opere e nel dialogo con gli amici al Bar del Motel Agip, ora Erg,Bar che da tempo era divenuto il Circolo dove quotidianamente incontrava dal Professore, all’Operaio,dove anche lo stesso Prof. Amato, capitò più volte. Ma Turi Rovella con la sua postura e la dialettica socratica, amava frequentare molto la strada per cercare impressioni, emozioni di prima mano, quella strada molto cara a Henry Miller e a Pasolini, dove attraverso il dialogo, le sensazioni e il discernimento, traeva i propri materiali dello scrivere poetico.
Turi Rovella, poliedrica figura di Intellettuale gramsciano, nella cui personalità confluivano ed erano compresenti la classicità del Mondo Greco, con i suoi Miti e i suoi Archetipi e la dimensione dell’arte Apollinea e Dionisiaca, il tutto trasfuso nella sua produzione culturale di poeta,saggista e filologo.
Era un siciliano di razza, continua a dire il Prof. Amato, una “forza del passato“, che già da giovane e intorno al 1954, fondò un circolo di Intellettuali a Pozzallo (RG), dove insegnava e dove creò “la Baracca“, una casetta di legno di colore rosso, dove si riunivano gli Intellettuali del luogo, dove venivano dibattuti i temi della letteratura e della politica e dove fondò il primo “giornale parlato“ dal titolo: Arà, un foglio politico e di satira che si scagliava conto lo strapotere politico della Democrazia Cristiana. Da questa sua iniziativa pare abbia attinto Danilo Dolci per poi fondare la prima radio libera. Dopo questa esperienza politica fu eletto Consigliere Comunale nelle liste del PCI.
Turi Rovella era un poeta che viveva la sua vita poeticamente, uno spirito creativo e vitale, nel 1960 pubblica, Casi - liriche siciliane, con cui vinse il Premio Enel, nel 1965, Scogghi Curaddini, nel 1970, A fortuna è na fimmina bbedda, A funtana ra ricchezza, U miraculu, nel 1971, Incontro, Dimensioni, nel 1973, con una lunga poesia dal titolo “Casalino“, vince il premio Lanciano di poesia dialettale, di cui scriverà una nota il critico letterario Mario Sansone, nel1975, pubblica Come parlavano i Siracusani cento anni fa, Maura Morrone Editore,nel 1983, A megghiu parti – 130 Sonetti siciliani, nel 1993, l’Onomastica dei cognomi della Provincia di Siracusa, AICS, dal 1994 al 1998, pubblica alcuni quaderni di poesia tra cui, Xiumara, Siracusa Omerica, La storia di l’amuri, Te calliste, Ditirammu, Austari, Azuletu, Triali, Amurusanza, Sunetti felici.
La sua lingua,il suo dialetto,quindi la sua poesia è ricca di conoscenza e di riferimenti culturali, filosofici, esoterici, alchemici, astronomici, mistici, astrologici, politiche, in cui la parola si risolve nella bellezza, nel suono musicale, nell’incanto, nell’ironia e a volte nella satira graffiante nei confronti del conformismo culturale e del progresso vuoto e senza cultura del presente.
I suoi riferimenti poetici erano Giuseppe Gioacchino Belli, Carlo Porta, Trilussa …
Le Università di Palermo e di Catania hanno iniziato da tempo a dare agli Studenti delle tesi di laurea sulla figura e l’opera di Turi Rovella. La prima tesi è stata fatta nel 2007 da Francesca Di Cesare sui Sonetti inediti con relatore il Prof. Salvatore Riolo,dell’Università di Catania, inoltre, sempre a detta del Prof. Amato, e sempre con le Università, a presto saranno fatte due pubblicazioni, tra le tante opere inedite che stanno nei cassetti, custoditi gelosamente dalla figlia Aretusa, che ha ereditato la vena poetica del padre, opere che hanno per titolo per esempio, I fedeli d’amore, che sono degli studi sulla poetica esoterica del duecento siracusano, Io e Omero, è un saggio sull’Odissea di Omero, I quaderni di poesia, Breve storia del linguaggio di Sicilia, Euripidea, scritti sul teatro greco, Il sottodialetto di Palazzolo Acreide, Nei cunti della commedia dell’arte, Teatro, e i quasi duemila e cinquecento sonetti.
Turi Rovella era un soggetto politico di formazione gramsciana, di conseguenza oltre ad avere conoscenza e carisma, oltre a dividere il “pane“ dei saperi della cultura quotidiana con gli altri, sentiva il dovere civile di intervenire nella realtà politica per cambiarla, infatti si presentò due volte alle elezioni nazionali per il Senato della Repubblica, con la lista Noi Siciliani, e alla seconda candidatura non venne eletto Senatore per soli quattrocento voti.
Dopo la conferenza del Prof. Luigi Amato, l’Attrice Lalla Bruschi ha reso omaggio a Turi Rovella, leggendo una bellissima poesia dal titolo: Ortigia, molto cara all’Autore e alla stessa Bruschi.
Su di Lui e la sua Opera hanno scritto: Mario Sansone, Ester Monachino, Giuseppe Raudino, Giovanni Ruffino, Piero Fillioley, Corrado Cartia, Loredana Faraci.

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Si rimane stupiti dal taglio e dall’impostazione dati, sia da parte del giornalista Nastasi che dal Consigliere Corrado Bianca, ad un articolo apparso sul quotidiano “La Sicilia”, in merito alla vicenda del sig. Cucumetto il quale aveva abusivamente occupato una zona del cimitero per vendere oggetti in pietra.

Ci si sarebbe atteso da parte di “giornalisti” che rappresentano l’informazione della Città di Noto e da parte di Consiglieri Comunali, anche se di minoranza, una posizione differente su quest’altra ipotesi di abusivismo che, in ogni forma, l’amministrazione comunale sta tentando con forza di combattere e debellare.

Nessuno, infatti, mette in discussione la valenza dell’arte e nel caso specifico di quella della lavorazione della pietra che può essere esercitata senza alcuna limitazione, ma quello che non si accetta è che la commercializzazione di tali opere venga svolta in maniera abusiva su immobili comunali e in spregio alle normative e ai regolamenti.

E’ incredibile quanto asserito dal consigliere Corrado Bianca, nel predetto articolo, in merito alla valorizzazione degli anziani nella nostra società, ciò in quanto non solo l’argomento non centra nulla con la vicenda in questione nella quale, ricordiamo, è stato scoperto un venditore ambulante non autorizzato all’interno di una struttura comunale, ma soprattutto perchè proprio nella città di Noto c’è un notevole coinvolgimento degli anziani attraverso un attivo Centro di Incontro coordinato dall’assessore ai Servizi Sociali.

Diversa e di sicura condivisibile valenza è la volontà di iniziare percorsi virtuosi per recuperare le capacità e le arti antiche di cui si dovranno fare carico i dirigenti scolastici delle scuole superiori nelle proprie programmazioni alle quali non mancherà il contributo e l’apporto dell’amministrazione comunale.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo

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Di Servizio Informazione e Comunicazione Comune Noto (del 23/03/2009 @ 15:28:51, in Il Palazzo, linkato 144 volte)

Convocato il Consiglio Comunale per il giorno 25 marzo

Il Consiglio Comunale di Noto è stato convocato, in sessione ordinaria, dal Presidente, dott. Corrado Cultrera, per il giorno 25 marzo, alle ore 18,00, per la trattazione del seguente ordine del giorno:

1) Lettura e approvazione verbali sedute precedenti;
2) Interrogazioni e interpellanze;
3) Piano Urbanistico Commerciale in variante al P.R.G. vigente, ai sensi dell’art. 5, comma 5 della Legge Regionale n. 28/99 in attuazione del D.P.R.S. 11.07.2000 relativo al settore commercio, rielaborato secondo i rilievi della Soprintendenza ai BB.CC.AA. e del Genio Civile di Siracusa. Riadozione;
4) Art. 194 Lett. A) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio derivante dalla sentenza del Tribunale di SR n. 483/07 in favore di ******, ****** eredi di ******* e ******;
5) Modifica Statuto A.Spe.Co.N.;
6) Approvazione convenzione con il Comune di Pachino per la regolamentazione di alcuni aspetti amministrativi in aree limitrofe alla linea di confine. 


Palazzo Nicolaci: un simbolo, un orgoglio, una festa per i netini e per tutto il mondo 
Riapre dopo circa dieci anni di restauro Palazzo Nicolaci, simbolo dell’opulenza e della bellezza della Città di Noto.
Giorno 4 aprile verrà inaugurato il Palazzo alla presenza tutte le Autorità civili e religiose, e nel pomeriggio, dalle ore 15,00, sarà consentito a tutti, cittadini e non, di visitare lo splendido palazzo con tutti gli arredi che lo compongono, al fine di fare rendere conto a tutti dell’importanza del restauro, dell’egregio lavoro svolto e dello sfarzo di tale palazzo ormai diventato, senza dubbio, uno dei simboli della città di Noto.
Subito dopo, assieme alla Soprintendenza, verrà esperita la gara per l’affidamento del piano nobiliare al fine di consentire una fruizione museale dello stesso.
E’ già in corso il trasloco della Biblioteca comunale che verrà collocata nei bassi del medesimo palazzo Nicolaci e che rappresenterà una delle migliori biblioteche d’Italia.
Un grazie particolare va rivolto all’arch. Susan, progettista e direttore dei lavori di restauro del palazzo, alla dott.ssa Scialabba, responsabile della sezione Beni Bibliografici della Soprintendenza, nonché al dott. Genova, dirigente del Settore Programmazione Turistica e Cultura del Comune, che in questi anni ha seguito attentamente i lavori.
Si invitano tutti i cittadini, veri proprietari di questo gioiello, a visitare il Palazzo Nicolaci, giorno 4 aprile, dalle ore 15,00, e fruire di questo loro bene architettonico di cui devono essere particolarmente orgogliosi.
Il Sindaco

Opere pubbliche – In corso di completamento i lavori al cimitero e in fase di attuazione lavori in diverse aree della Città 
Entro il mese di giugno 2009 verranno completati tutti i lavori relativi alla realizzazione dei loculi cimiteriali e delle opere di urbanizzazione del cimitero stesso.
Con grande gioia si rende un altro servizio alla Città e soprattutto si completa un intervento, fortemente voluto dall’amministrazione comunale, che porta alla ultimazione di una parte del cimitero che è stata finanziata con anticipazioni dei cittadini.
I lavori vengono costantemente seguiti dall’amministrazione, attraverso l’assessore Quartararo, e si sta anche valutando la possibilità, a seguito delle numerose richieste, di poter effettuare un ulteriore ampliamento del numero dei loculi.
Si realizza così un’altra opera pubblica di questa amministrazione, alla quale si aggiungeranno i seguenti interventi già in corso di attuazione e che in sintesi si riportano di seguito:
- rifacimento totale di via Ducezio;
- risistemazione area Porta Reale;
- rifacimento manto stradale di via Confalonieri e di via Alessio Di Giovanni;
- restauro e consolidamento dell’ex Convento di S. Francesco;
- manutenzione e completamento della Palazzina dei servizi del complesso sportivo di c/da Zupparda;
- ampliamento e manutenzione straordinaria della strada vicinale Cavalera in c/da Calabernardo;
- realizzazione area di Protezione Civile in c/da Faldino;
- restauro della facciata dell’ex Collegio dei Gesuiti.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo

Protocollo d’Intesa con il comune di Pachino per la gestione di servizi nel territorio di Marzamemi 
L’amministrazione comunale, dopo avere perfezionato con il comune di Pachino, sotto l’attento e costante controllo della Prefettura, il Protocollo d’Intesa per garantire servizi importanti nel territorio di Marzamemi, ha immediatamente trasmesso la relativa proposta di atto deliberativo al Presidente del Consiglio Comunale affinché la inserisse quale argomento aggiuntivo all’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale convocata per il prossimo 25 marzo.
In tal modo, il Comune di Noto vuole dare concrete risposte al territorio di Marzamemi, attraverso regole certe che possano permettere di operare in termini di servizi per la collettività, dando mandato al comune di pachino, che ne ha fatto espressa richiesta, di occuparsi di alcuni settori tra cui anche la manutenzione di alcune opere, con una ripartizione concordata dei costi relativi come meglio risulta nel medesimo protocollo che verrà immediatamente trasmesso a S. E. il Prefetto che, come detto, con la consueta solerzia ha seguito e coordinato, insieme a tutto il suo staff, anche questa vicenda.
Il Sindaco

A breve la pubblica illuminazione della città di Noto sarà dotata di lampade a basso consumo 
In coerenza con la politica ambientale, la città di Noto, entro 60 giorni, a seguito dell’affidamento alla Gemmo srl della gestione degli impianti comunali di pubblica illuminazione, avrà tutti i punti luce alimentati con lampade a basso consumo.
E’ questo un ulteriore segnale di una politica virtuosa e finalizzata al rispetto dell’ambiente e dei parametri previsti da tutti i protocolli ambientali.
Entro l’anno si effettueranno anche investimenti in interventi di illuminazione pubblica di ultima generazione che, grazie alla convenzione stipulata con la Gemmo, potranno essere effettuati con una riduzione considerevole dei costi rispetto al prezziario regionale.
L’amministrazione in ogni intervento cerca di coniugare l’economia e il risparmio della spesa con un prodotto di tutela e rispetto dell’ambiente per far diventare sempre di più la città di Noto una città “verde” e punto di riferimento di tutte le iniziative ambientaliste e di tutela del territorio e del paesaggio.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo

Bando di gara INAIL 2007 - Ammesso a finanziamento progetto del comune per messa in sicurezza e abbattimento barriere architettoniche istituti scolastici 
La Direzione Regionale per la Sicilia dell?Istituto Nazionale per l?Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) ha comunicato l?avvenuta ammissione al finanziamento di un progetto di messa in sicurezza ed abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole secondarie di primo e secondo grado con il quale il Comune di Noto aveva partecipato al bando di gara 2007 indetto dallo stesso Istituto previdenziale.
Il progetto ammesso al finanziamento, per un ammontare provvisorio pari a ? 325.482,00, riguarda la messa in sicurezza e l?abbattimento delle barriere architettoniche negli istituti Melodia e Raeli.

MERCOLEDI 25 A ROSOLINI E GIOVEDI 26 A NOTO FIRMA DELL’ACCORDO DI RETE PER LA LOTTA ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA
Un Accordo di Rete tra Progetto “IDEA” e le Scuole di ogni ordine e grado, i Servizi Sociali Comunali, gli Enti del Privato Sociale, i Centri per l’Impiego - Sportelli Multifunzione, e gli Enti di Formazione Territoriale impegnati nella lotta alla dispersione scolastica e al disagio giovanile, dei Comuni di Rosolini e Noto.

Un protocollo che verrà firmato MERCOLEDI 25 MARZO alle ore 11,00 nella Sala Giunta del nuovo Palazzo Comunale di via Bellini a Rosolini, e GIOVEDI 26 alle ore 12,00 nella Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio a Noto, per la costituzione dei Gruppi Tecnici Dispersione locali, costituiti dai rispettivi Servizi Sociali Comunali, dai Docenti Referenti degli Istituti Scolastici aderenti al progetto, dai Referenti del Progetto IDEA, e da quelli degli Enti di Formazione Territoriale, dai Centri per l’Impiego e dal Servizio Dipartimento Salute Mentale dell’Asl.

Compito dei GTD è quello di raccogliere periodicamente, e per la durata del progetto sino al dicembre di quest’anno, le osservazioni e le valutazioni del fenomeno del disagio e della dispersione scolastica all’interno dei vari istituti scolastici, di sviluppare e promuovere interventi specifici integrati, oltre ad individuare e studiare i bisogni legati al fenomeno della dispersione scolastica, specifici degli Istituti, così come del territorio dove si opera.

Obiettivo sarà, dunque, la raccolta e l’elaborazione di dati qualitativi e quantitativi relativi alla dispersione scolastica delle singole scuole dove, da dicembre, si sta operando anche con corsi di formazione per gli operatori scolastici, per inviarle al Pronto Soccorso Pedagogico e facilitare l’individuazione dei ragazzi a rischio e in situazione di abbandono scolastico. Attraverso i GTD si individueranno, altresì, i protocolli operativi di segnalazione e presa in carico “condivisa” dei casi altamente problematici in una logica d’intervento di rete.

Uno strumento di condivisione di esperienze significative, per favorire la circolazione delle informazioni, lo sviluppo di competenze e la diffusione delle “buone pratiche”, contribuendo così al miglioramento della qualità dei servizi, e alla promozione di progetti comuni tra gli enti aderenti, per l’attivazione di percorsi operativi contro la dispersione scolastica.
NOTIZIE UTILI SUL PROGETTO
PROGETTO I.D.E.A.
Progetto IDEA, è sostenuto, come si sa, da Fondazione per il Sud (che ha tra i suoi scopi quelli di promuovere e potenziare le strutture per lo sviluppo sociale, civile ed economico del territorio, in particolare nelle Regioni che rientrano nell'obiettivo prioritario degli interventi della Comunità Europea) ed è realizzato dalla Cooperativa sociale IRIS di Siracusa, quale soggetto responsabile, assieme alle Coop. PASSWORK, il SOLE, CITTA’ NUOVA, il CONSORZIO MEDITERRANEO SOLIDALE, ARCI Solidarietà e la RETE DI SCUOLE SICILIA, nelle scuole dei Comuni di Avola, Noto, Rosolini, Pachino e Portopalo, per prevenire e ridurre la dispersione scolastica, con particolare attenzione al passaggio tra i diversi gradi scolastici (scuola secondaria di primo e secondo grado), attraverso la sperimentazione di "situazioni comunicative" che facilitino il passaggio fra i diversi cicli scolastici favorendo l'orientamento. Il progetto, del quale sono partner gli stessi Comuni interessati, si rivolge a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 17 anni (ultimo anno di scuola media e biennio scuola superiore) a rischio drop-out scolastico o che hanno già abbandonato il circuito scolastico, o quello formativo. Il Progetto si rivolge anche ai docenti, fornendo loro strumenti per la gestione del disagio, e alle famiglie per un maggiore coinvolgimento nel percorso formativo dei ragazzi a rischio, oltre naturalmente al Territorio con la realizzazione di Banche dati ed una Rete di interscambi delle esperienze realizzate.
DISPERSIONE SCOLASTICA
Il trend sull’abbandono scolastico nella Scuola secondaria, cresce, a livello nazionale, dall’1,56% (su 100 iscritti) dell’anno scolastico 2003/04 all’1,64% del 2006/07, con picchi più significativi nel biennio, con il 2,4 del primo anno, l’1,4 del secondo, e poi l’1,7 del terzo e quarto anno, e lo 0,7 del quinto. Il dato però diventa drammatico nelle regioni del Sud, in particolare in Sicilia, seconda solo alla Campania nella graduatoria della dispersione scolastica, dove i ragazzi che hanno lasciato gli studi nell’anno scolastico 2006/07, fanno registrare una media totale del 2,2%, con punte del 3,8 al primo anno, 2,0 al secondo, 1,8 al terzo e al quarto anno, e dello 0,8 al quinto. Tra le nove province siciliane, questo triste e preoccupante primato spetta alla provincia di Siracusa con una media del 3,9%. Un dato che, addirittura, raddoppia ed ha fatto già da tempo scattare l’allarme, nel momento in cui la dispersione scolastica al primo anno raggiunge il 6,5%, per rientrare nella media (pur sempre negativa) del 3,6 al secondo anno, il 4,0 del terzo, il 3,2 del quarto, e l’1,1 dell’ultimo anno.

GRANDE AFFLUENZA ALL’ASSEMBLEA GENERALE DEGLI ANZIANI DEL CENTRO DI INCONTRO 
Grande affluenza degli anziani iscritti al Centro di Incontro del Comune di Noto all’Assemblea generale tenutasi in sala Gagliardi il 20 del mese di marzo.
Scopo dell’assemblea era la presentazione del programma che il servizio anziani, in collaborazione con il comitato di gestione, ha progettato per gli anziani iscritti al centro. Il programma, dopo la valutazione della commissione consultiva anziani che ha espresso parere favorevole, è stato presentato ai soci iscritti.
Grande soddisfazione dell’assessore alle politiche sociali Oddo Concetta nel constatare che i soci iscritti sono in continua crescita, tanto da contare circa 900 tesserati, grazie all’operato e all’impegno profusi dalla Dirigente Dott.ssa Giuseppina Ferlisi.
Nelle manifestazioni organizzate a scopo socio ricreativo la loro presenza si aggira ormai sulle 300 persone, come si è verificato in occasione dell’8 marzo, festa delle donne e del 19 marzo, festa del papà. Occorre comunque potenziare le attività che si svolgono quotidianamente nei Centri di incontro, puntando su progetti che coinvolgono sia uomini che donne, quali, ad esempio, attività di drammatizzazione, cineforum, ecc. Se per il raggiungimento di questo obiettivo è necessaria la figura di un animatore socio culturale, come per altro previsto nel vigente Regolamento Comunale del centro anziani, i Servizi Sociali si attiveranno al più presto in tale direzione.
Il programma presentato per il primo semestre dell’anno 2009 è stato approvato dall’assemblea all’unanimità, con grande plauso per due progetti: partecipazione attiva degli anziani all’infiorata 2009 e convegno sulla tematica “osteoporosi e problemi articolari”.

IL DIRIGENTE DEI SERV. SOCIALI                         L’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI
DOTT.SSA GIUSI FERLISI                                                     RAG. ODDO CONCETTA

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Di Gaetano Bufalino (del 19/03/2009 @ 15:25:55, in Per il cittadino, linkato 220 volte)

Girovagando sul web mi sono imbattuto su questa presentazione di un libro di Giuseppe Altamore che mi ha molto incuriosito e che vi propongo di leggere con attenzione. Tengo a dire che da quasi 5 anni io ho già messo in atto ciò che viene affermato in questa presentazione, cioè, BEVO ACQUA DI RUBINETTO, e vi assicuro che è buona.
Gaetano Bufalino


«Qualcuno vuol darcela a bere»
di Giuseppe Altamore, giugno 2003
«E’ molto chiaro che fare affidamento sull’acqua in bottiglia, pensando che solo perché non viene dal rubinetto sia più pura e immune dall’inquinamento, non risolverà affatto i problemi di sicurezza e approvigionamento», afferma Gianfranco Bologna, portavoce del WWF Italia.
«Ma la migliore acqua da bere non si trova necessariamente in una bottiglia», chiarisce Bologna. «Se vogliamo bere acqua pura dobbiamo porre maggiori sforzi nel proteggere fiumi, laghi e falde idriche, e poi investire in modo che tale acqua arrivi in modo sicuro al consumatore attraverso i rubinetti».
Per queste ragioni, l’acqua minerale è stata inclusa tra gli otto mali che affliggono l’acqua in Italia nel controforum organizzato a Firenze negli stessi giorni del Terzo forum mondiale dell’acqua che si è tenuto a Kyoto nel marzo 2003.
Non solo, il consumo di acqua minerale è stato incluso fra i mali del «Pozzo di Antonio», il rapporto sullo stato dell'acqua in Italia, a cura di Riccardo Petrella, presidente del Comitato italiano del contratto dell'acqua, che delinea un quadro dello stato delle risorse idriche nel nostro paese e delle loro gestione. E dove starebbe il male? L'acqua minerale non è forse più pura e più sana e, dunque, migliore per la salute di quella potabile?
Si chiede Petrella?

«La prima ragione del 'male', sta per l'appunto nell'ingiustificata credenza che l'acqua minerale sia più pura e più sicura dell'acqua potabile. L'acqua minerale non è né per definizione né in pratica necessariamente più pura e più sana dell'acqua potabile, si legge nella relazione. Anzitutto l'acqua minerale non è considerata dal legislatore un'acqua potabile, ma come un'acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche fisico-chimiche che ne suggeriscono un uso per fini specifici. Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze come l'arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle invece interdette per l'acqua potabile. Mentre non è permesso all'acqua potabile di avere più di 10µg/l (microgrammi per litro) di arsenico, è frequente che la maggior parte delle acque minerali siano contenute 40/50µg/l di arsenico senza l'obbligo di dichiararlo sulle etichette. Lo stesso vale per altre sostanze. 

 

 

 

Valore limite di alcune sostanze contenute nell’acqua potabile e nell’acqua minerale
 
Valori limite acque potabili
Decreto L. 31/2001
Valori limite acque minerali
Decreto 542/92 – Dm 31/05/2001
Arsenico totale (µg/l)
10
50
Bario (µg/l)
-
1
Cromo (µg/l)
50
50
Piombo (µg/l)
10-25
10
Nitrati (mg/l)
50
45-10*
Alluminio (µg/l)
200
Nessun limite
Ferro (µg/l)
200
Nessun limite
Manganese (µg/l)
50
2000
Fluoruro (mg/l)
1,50
Nessun limite

* Valore relativo ad acque destinate all’infanzia
Una clamorosa omissione che può essere pericolosa per la salute di chi beve sistematicamente la stessa acqua minerale per anni senza controllo medico. Ricordiamo, inoltre, che nel febbraio 2000, l'Italia ha ricevuto un ammonimento da parte della Commissione dell'Unione europea, perché i valori massimi previsti per alcune sostanze tossiche e indesiderabili nelle acqua minerali italiane erano superiori alle norme imposte a livello comunitario»
«La seconda ragione del 'male' risiede nel fatto che se - come abbiamo visto - l'acqua minerale non è né più pura né più sana della potabile è certamente molto più cara: dalle 300 alle 600 e persino 1000 volte più cara», aggiunge Petrella.
Secondo gli ultimi dati, derivati da un'inchiesta della Federconsumatori, il costo medio in Italia di 200 metri cubi d'acqua potabile, corrisponde al consumo medio di una famiglia, è pari, nel 2000, a 361.269 lire annue, cioè 1806 lire al metrocubo (0.93 euro).
Un litro di Perrier costa più di 1000 litri di acqua di rubinetto, la più cara d'Italia (quella di Forlì) e quasi 3000 volte di più dell'acqua potabile di Milano.
«Il successo di mercato delle acque minerali è chiaramente uno scandalo», continua Petrella.
«Ci troviamo di fronte a un fenomeno di sfruttamento a fine di lucro di un bene demaniale che secondo quanto ha riconfermato la legge sull'acqua del 1994 (la legge Galli) fa parte del patrimonio inalienabile delle regioni. Lo sfruttamento avviene con il beneplacito formale ed esplicito delle autorità pubbliche. Le regioni hanno ceduto il diritto di gestione delle acque minerali a delle tariffe ridicolmente basse. Il caso della Lombardia, una delle regioni a più alta densità di fonti minerali illustra bene la situazione. Su più di 2000 miliardi di lire che rappresentano il business delle acque minerali in Lombardia per 8 miliardi di litri di acqua estratti di cui solo 2 miliardi e mezzo sono stati imbottigliati e venduti (che fine hanno fatto gli altri 5,5 miliardi di litri estratti?), la regione Lombardia ha visto arrivare nelle sue casse meno di 300 milioni di lire, una miseria rispetto agli incassi delle imprese private.
Quel che è grave è che più dell’80% delle acque minerali sono imbottigliate in contenitori di plastica (in Pet), il cui costo si aggira sui 1° cent contro i 25 cent per la bottiglia di vetro. I costi dello smaltimento ricadono sulle regioni che spendono di più di quanto incassino dai canoni delle concessioni di sfruttamento delle fonti.
«Non è difficile capire, ora, perché il business dell’acqua minerale sia così lucroso e le ragioni che hanno spinto il capitale privato a influenzare, tramite la pubblicità e la potenza della grande distribuzione, il comportamento delle popolazioni occidentali a diventare dei grossi consumatori d’acqua minerale», precisa Petrella. «Aneddoto che aggiunge il 'comico' a una situazione inquietante: nel febbraio 2002 un decreto del Ministero della Sanità ingiungeva agli esercizi di vendere al consumatore l’acqua minerale naturale originariamente preconfezionata in confezione integra o aperta soltanto al momento della consumazione. Una tale misura, se fosse entrata in vigore, avrebbe comportato uno sperpero inimmaginabile di bottiglie. Fortunatamente, di fronte alla numerose critiche, il Ministero ha ritirato il decreto alcuni giorni dopo averlo adottato».
Il business dell’acqua minerale è un business a forte concentrazione industriale e finanziaria. Nestlé (multinazione svizzera) e Danone (francese) sono rispettivamente la numero uno e la numero due delle imprese mondiale d’acqua imbottigliata. Da sole rappresentano più del 30% del mercato mondiale. Nestlé possiede più di 260 marche d’acqua minerale in tutto il mondo, fra cui Vittel, Contrex, Terrier (la più importante del mondo) e le italiane San Pellegrino, Lievissima, Panna. Fanno parte invece della Danone: Ferrarelle, San Benedetto (Guizza)… Il grande business delle minerali in Italia è, dunque, fonte di benefici soprattutto per gli azionisti della Nestlé e della Danone.
«La terza ragione del 'male' risiede nella mercificazione dell’acqua e nella privatizzazione dei servizi d’acqua. Questi hanno trovato nel business delle acque minerali uno strumento potente di stimolo e di 'legittimazione'. Perché non mercificare anche l’acqua potabile, si sono detti gli operatori privati? Che differenza c’è – domandano – tra l’acqua potabile e l’acqua minerale? Se la mercificazione di quest’ultima non solleva nessun problema economico, politico, sociale, etico, perché – si chiedono il consumatore e il finanziere – si deve impedire di vendere e acquistare l’acqua potabile come ogni altra merce? Perché le imprese private non dovrebbero prendersi cura anche dei relativi servizi idrici?
Il mondo commerciale dell’acqua minerale sta scombussolando l’intero settore dell’acqua.
Attirate dagli alti livelli di profitto e dalla allettanti promesse future del business acqua, potenti imprese come la Coca Cola sono entrate anch’esse nel settore introducendo un nuovo tipo di 'acqua da bere', l’acqua purificata. L’acqua 'purificata' non è altro che acqua d’acquedotto sottoposta ad alcune operazioni di demineralizzazione e di declorizzazione. Piano piano, il legislatore ha autorizzato anche in Italia la vendita in bottiglia dell’acqua di rubinetto. Una grande confusione caratterizza sempre più il 'business dell’acqua' composto da un numero crescente di tipi d’acqua: acqua potabile di rubinetto, 'acqua da tavolaa (si tratta di acque da potabili in bottiglia), acqua potabile in bottiglia in bottiglia 'naturale' con 'aggiunta di anidride carbonica', acqua 'purificata', acqua naturale minerale (acqua minimamente mineralizzata, acqua oligominerale, acqua minerale terapeutica), acqua di sorgente (cioè acqua potabile prelevata alla fonte ma che non può essere clorata. Tutte le acque minerali sono di sorgente ma non tutte le acque di sorgente sono minerali), acqua di sorgente 'naturale', acqua di falda.
L’espansione del 'mercato dell’acqua' ha condotto a un rimescolamento delle carte a livello delle imprese: le imprese tradizionali d’acqua minerali sono entrate nel settore dell’acqua potabile in bottiglia e, viceversa, le imprese d’acqua potabile cominciano a intervenire nel settore delle acque in bottiglia (minerali comprese). Lo stesso dicasi delle imprese di soft drinks (limonate, cola, bevande gassate…) e del latte (la Parmalat, per esempio, ha messo sul mercato una sua acqua in bottiglia, l’'Aqua Parlamat'.
«Tutto ciò in una logica commerciale e di profitto. La mercificazione dell’acqua, facilitata dal boom delle acque minerali, rappresenta uno dei mali più gravi e insidiosi», accusa Petrella.

 

 

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Questo non è il momento delle polemiche ma occorre fare, insieme, quadrato intorno alla squadra del Noto Calcio.
Appello forte del Sindaco di Noto, nonché tra i primi tifosi del Noto Calcio, affinché tutta la città stia accanto alla squadra in questo momento delicato e decisivo per la promozione nel campionato di Eccellenza.
La squadra del Noto Calcio, tutto lo staff tecnico e la dirigenza hanno dimostrato, con un brillante campionato, di poter legittimamente ambire alla meritatissima promozione nel campionato di Eccellenza.
Un plauso particolare va rivolto a tutti i tifosi che, come sempre, hanno seguito la squadra per tutto il campionato.
In questa settimana si dovrà far sentire ancora di più l’amore e la coesione dell’intero gruppo costituito dai giocatori, dallo staff tecnico, dalla dirigenza e principalmente dai grandi tifosi per accompagnare, in un tripudio di entusiasmo ma soprattutto di sano agonismo, la squadra alla meritata promozione.
Si invita la dirigenza a volere permettere a tutti i cittadini di poter sostenere nella prossima e decisiva partita la tanto amata squadra e festeggiare insieme in anticipo la promozione.
Si raccomanda inoltre un’accoglienza rispettosa nei confronti della tifoseria del S. Croce e, a tal fine, verrà rivolto un invito a partecipare all’incontro anche all’amico sindaco di Santa Croce Camerina, Lucio Schembri, in una sorta di gemellaggio tra due compagini che hanno onorato il gioco del calcio e soprattutto la lealtà sportiva.
Un ulteriore invito va rivolto a tutti i cittadini per sostenere la squadra la prossima domenica 22 marzo a partire dalle ore 15,00 e per prepararsi ai festeggiamenti per la meritatissima promozione nel campionato di Eccellenza, conquistata sul campo e non con ripescaggi.
Il Sindaco

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Di Roberto Bellassai (del 17/03/2009 @ 11:50:29, in Cultura, linkato 216 volte)

Salomon, un vero “balletto civile“ con le sue varianti e i suoi balbettamenti linguistici, fisici; un balletto civile che è stato rappresentato giovedì 12 Marzo c. a., al Teatro Comunale di Noto per il percorso Esplora: Palcoscenico contemporaneo.
Una compagnia di danza formata da quattro elementi, quattro attori, che attraverso un percorso esistenziale e artistico, in cui la parola è solo un frammento balbettato, una frase spezzata che evoca e fa affiorare alla coscienza le parole dei padri, in relazione alla società dei consumi, del Pil, e della globalizzazione.
Parole che affiorano e immediatamente svaniscono, evaporano, perché il linguaggio dei figli che gradualmente viene fuori e si afferma, è quello del corpo, del corpo rivoluzionario e incodificabile, - uno degli attori si disapprova schiaffeggiandosi, si sfasa schiaffeggiandosi, risolvendosi - sfasandosi benianamente.
Un linguaggio del corpo che è linguaggio della “differenza culturale“, che si mette in relazione con altri doppi di se, ancora non creati, né riconosciuti ma in fase di creazione, frutto dello sgambettamento del linguaggio della parola e di quello che questo comporta.
Il loro percorso esistenziale non fa che ricercare vie di fuga, un fare resistenza nei riguardi della micro violenza istituzionale dei padri, delle parole dei padri e della macro violenza del potere globale, parole dei media globali, una resistenza che tende a ribaltare i modelli sociali dell’edipica cultura dominante.
Un balletto civile, curato nei minimi particolari, in cui la musica, i corpi in movimento dinamico, le pause, le luci e il buio,e rano in perfetta sincronia.
Roberto Bellassai
Comitato per i Diritti del Cittadino

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Di pietro Giannone (del 16/03/2009 @ 14:56:35, in Per il cittadino, linkato 405 volte)

Quel sogno di ricostruire una città nuova, moderna, che all'inizio del 700 la comunità netina si era prefisso, e che lo avevano affidato al genio del Gagliardi e alla modernità del Labisi, si compiva a fine '800 sotto l'egida di Luigi Cassone e del figlio Francesco. Quest’ultimo, architetto ed ingegnere di città, ebbe appunto la gratifica di "ultimare i lavori", durati duecento anni, con il progetto relativo alla realizzazione dell’artistica pavimentazione delle strade e delle stradelle, che con mille disegni diversi, interessò tutta la città fino all’ultima viuzza.
Con una sola deliberazione furono assegnate ben quaranta stradelle ad altrettante imprese locali, scelte secondo il metodo meritocratico. Si può ben dire che cosi facendo, il Cassone, anticipava di un secolo il vigente codice sui lavori pubblici! Il quale prevede, che le imprese, per eseguire una determinata lavorazione, devono dimostrare prima, per mezzo di certificazioni, le cosiddette SOA, di possedere specifici requisiti, cioè essere qualificate a poter eseguire quel determinato tipo di lavoro. Nel caso in cui un'impresa specializzata in impianti elettrici, per esempio, si trova a dover affrontare problemi di natura diversa della propria competenza è obbligata attraverso il subappalto a cedere quella quota di lavorazioni ad altra impresa qualificata. Questo scenario viene già determinato dal progettista in sede di progetto esecutivo e precisamente: nel capitolato d'appalto per ciò che attiene la categoria dei lavori, restauro, impiantistica ecc; e nello schema di contratto per ciò che attiene l'obbligo del sub appalto ad imprese qualificate. Se ciò non viene fatto dal progettista, lo stesso, corre il rischio di incorrere nell'errore di progettazione, e le conseguenze non sono piacevoli solo a pensarle.
Il passeggiare, poggiare i piedi, è come ascoltare la musica, oppure osservare un’opera d’arte, insomma è una percezione che ci rende eterei, che ci piace; motivo per cui l’uomo ha realizzato pavimentazioni che sono opere d’arte. E a Noto ne abbiamo memoria anche con i mosaici della villa del Tellaro. Ricordiamo tutti che un noto critico d'arte quando erano esposti al S. Domenico volle possederli e vi camminò sopra!
La pavimentazione e l’illuminazione elettrica furono le ultime due opere colossali che interessarono tutta la città, con impegni finanziari oggi impensabili.
La pavimentazione da sola costituirà un corpo monumentale unico. Essa si inquadra in un periodo storico artistico ben preciso: il Liberty. All'epoca a Noto si respirava un clima di rinascita e di proiezione della città nel futuro: eleganza, moda, pranzi, feste di vario tipo, musica, e le prime macchine, ecc. ecc. Tutto ciò aveva una verità: Noto era meta del Premier e della first lady del tempo. Il marchese Di Rudinì, che tanto diede alla città di Noto, con interessi terrieri nel Pechinese, per tutti l'istituzione del Liceo Ginnasio ad egli dedicato; e la moglie signora Trigona dei marchesi di Canicarao. Che dire!
Ed era naturale che in quel contesto ogni opera che veniva realizzata doveva essere all'altezza della situazione: essere eseguita a perfetta regola d'arte, per essere opera d'arte, come sempre a Noto si era fatto.
Ma che lavoro c'era per far sì che una superficie calpestabile fosse talmente perfetta da sembrare un velluto?
Per entrare più intimamente in ciò di cui si parla, facciamo una sintesi di come un lastricato veniva realizzato. Con la scorta di un documento del tempo, anno 1885, ne analizziamo uno di prima categoria, tipo quello di Corso Vittorio Emanuele.
Componenti:
-Lastra o concio di pietra lavica proveniente dall'etna.trasportati con il treno data la ormai realizzata linea ferrata, prima le lastre erano in pietra pece provenienti da Ragusa;
-Sabbia
Calce per l'impasto che serviva a formare le guide
-Acqua per bagnare.
Attrezzature:
-Mazzaranga per costipare il rilevato di sabbia , di peso adeguato, fornita dal Comune,
-Sagoma di legno rivestita in lamina di ferro per riportare le sagomature alla lastre
-Martello per battere ogni singola pietra della massicciata
Lavorazione delle lastre: lavorate a puntillo o piccone egualmente riccio, dovrà mantenere la forma trasversale della curvatura assegnata alla strada.
Fasi lavorative:
-Realizzazione della massicciata con pietre minute, costipamento della stessa con martello, rasatura con sabbia bagnatura costipamento con mazzaranga, e realizzazione della bombatura della strada;
-Impasto di calce e sabbia per il fissaggio delle guide;
-Altro strato di sabbia circa otto cm tra gli spazi creati dalle guide e messa in opera certosina delle lastre.;
-Successivo spolvero di sabbia a riempire la commessure;
-Strato finale di sabbia e apertura al traffico carraio per circa venti giorni dopodiché successiva pulitura e l'opera si completava.
Poi apponevano la data di ultimazione di cui una possiamo ammirarla proprio davanti Palazzo Ducezio, 1896. Come a dire: per mille anni..., se tutto va bene, vi ricorderete di noi e dei nostri abili artigiani che tanto seppero fare!
Si sbagliavano, gli è andata male. Non avevano fatto i conti con la bestialità dei loro simili che sarebbero venuti dopo proprio quelli a cui quell’esempio dovevano essergli di vanto e di orgoglio. Quelle strade non sono riusciti a distruggerle anni e anni di transito di pulmman, camion, mezzi di qualsivoglia natura; ma ci sono riusciti uomini ignobili con il loro asfalto prima, e con il loro cater-piller dopo. La lotta denuncia e l’allarme lanciato da cittadini normali ad inizio dell’anno duemila quando venne appaltato il primo lotto di illuminazione artistica (?), quando era ancora possibile rimediare al danno che si stava arrecando alle monumentali strade, con lapidale sarcasmo non venne recepito. Con il secondo lotto in esecuzione il danno si è amplificato tanto che il RUP dei lavori, finalmente con laconica risposta data alla stampa“La Sicilia” ammette che la responsabilità è della direzione lavori, cioè di un tecnico esterno.
Poi si capisce chi è questo signore (non voglio nominarlo) vi dico solo che era pupillo dell’ex Sindaco Leone, era parte integrante dei suoi uomini, del suo sbandierato staff. Ebbe, con incarico, la direzione dell’ufficio lavori pubblici;  fu nominato responsabile della sicurezza nella ricostruzione della Cattedrale; insomma un personaggio che di soldini da Noto se n’è portati tanti, ma tanti. Venne, infine, rinnegato dallo stesso ex Sindaco, con un articolo sempre sulla “La Sicilia”, con il quale lamentava la rovina che si stava perpetrando alle strade del centro storico.
Il RUP per i poteri totali che la legge gli conferisce in termini di lavori pubblici, constatato quanto dichiarato alla stampa, secondo il mio punto di vista, avrebbe dovuto sospendere immediatamente i lavori, rilevare alla direzione dei lavori l’errore di progettazione, verificare la competenza del tecnico in materia di beni culturali, rilevargli la polizza assicurativa per la copertura di eventuali risarcimenti danni, trasmettere tutti gli atti all’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici a Palermo.
Purtroppo a noi poveri cittadini di quel dolce camminare non ci rimane altro che annaspare tra basole squilibrate, non complanari, rotte, sporche d’impasto, sperando sempre che qualche vecchietto o disabile non inciampi in qualche concio e possa tenere salva la vita.
Pietro Giannone

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