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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
ANCI Sicilia - Il sindaco di Noto eletto Presidente della Commissione permanente sull’Ambiente e il Territorio
Il sindaco di Noto, Corrado Valvo, è stato eletto, all’unanimità, Presidente della Commissione permanente dell’ANCI Sicilia sull’Ambiente e il Territorio.
“Nomina di estrema importanza – commenta il sindaco – in quanto la Commissione si occupa di temi particolarmente delicati in questo momento storico, quali l’ATO Rifiuti, la Raccolta Differenziata, gli Impianti Eolici, gli Impianti Fotovoltaici, il Piano Energetico e l’Ambiente in senso lato.
Sono particolarmente onorato – continua il sindaco – della fiducia accordatami da parte di tutti i componenti dell’ANCI Sicilia e dal Segretario Prof. Andrea Piraino, soprattutto per la delicatezza delle tematiche ed il ruolo fondamentale che nella interlocuzione con il territorio e le Istituzioni provinciali e regionali si deve avere in un momento particolarmente delicato nel quale da un lato si deve affrontare la continua e progressiva crisi nel settore dei rifiuti e dall’altro è in corso una delicata e radicale trasformazione delle società d’ambito territoriali che fino ad oggi non hanno dato i risultati sperati, accumulando di contro ingenti debiti a seguito di gestione non sempre professionale.
Bisogna stare attenti a non spogliare gli Enti locali della gestione dei rifiuti con la creazione di organismi territoriali troppo ampi che non sarebbero in condizione di fornire ai cittadini i servizi adeguati, determinando in tal modo una risposta negativa che si ripercuoterebbe proprio sull’anello debole della catena, rappresentato dall’utente che oltre al danno avrebbe anche la beffa del vertiginoso aumento dei costi senza un reale sviluppo della qualità del servizio.
E’ mia intenzione su tale problematica investire costantemente non solo l’intera Commissione con in testa i due vice presidente (il Sindaco di Raffadali, Cuffaro, e il Consigliere di Salemi, Venuti) ma soprattutto il Presidente di ANCI Sicilia, On. Diego Cammarata, e l’intero Direttivo, perché proprio sull’Ambiente e sul Territorio i sindaci e gli enti locali devono avere un ruolo da protagonista e non può essere possibile creare leggi che mal si conciliano con le esigenze del territorio e con i diritti dei cittadini”.
Utilizzo per fini turistici delle ferrovie dismesse – Il sindaco Valvo scrive a Italia Nostra
Il sindaco di Noto, nel condividere la necessità di utilizzare per fini turistico-naturalistici le ferrovie dismesse, attraverso la realizzazione di piste ciclabili o piste per podisti, tutelando in tal modo il paesaggio, scrive a Italia Nostra perché chieda con forza allo Stato e alle Ferrovie dello Stato di voler concedere alle amministrazioni locali le sedi ferroviarie.
Infatti non è possibile che la società Ferservizi per la tratta Noto-Pachino, nella quale potrà essere realizzata una bellissima pista ciclabile che colleghi Noto non soltanto alla località marina di Lido di Noto ma anche con i siti archeologici di Eloro e quelli naturalistici di Calamosche e di Vendicari ma permetterebbe anche il collegamento con il borgo di Marzamemi e la Città di Pachino, il tutto nel più ampio rispetto del paesaggio che oggi Italia Nostra giustamente vuole non solo conservare e tutelare ma soprattutto valorizzare, chieda una somma esorbitante, mentre sarebbe auspicabile che, al fine di realizzare quanto sopra, la concedesse gratuitamente.
La politica del sindaco Valvo è stata molto incentrata sulla tutela dell’ambiente e soprattutto del fantastico paesaggio che circonda l’intero territorio. Sotto tale profilo va vista la ferma opposizione alle trivellazioni, ai parchi eolici disseminati nel territorio senza reale programmazione e alla speculazione degli impianti fotovoltaici, che avrebbero tutti insieme deturpato in maniera irreversibile il nostro territorio.
Positiva la partecipazione della Città di Noto alla BIT di Milano
Grande successo della Città di Noto, ma soprattutto dell’intera zona sud, alla Borsa Internazionale del Turismo che si è tenuta a Milano dal 19 al 22 febbraio.
Lo stand della provincia regionale, con in primo piano il comune di Noto, capofila per la promozione turistica del territorio, nei quattro giorni è stato visitato da migliaia di persone tra operatori del settore e semplici cittadini.
Grande attenzione è stata rivolta alla Città di Noto non soltanto dagli addetti ai lavori ma anche dalle Istituzioni, occupando Noto buona parte della vetrina regionale.
Da subito si tesseranno rapporti culturali con Piazza Armerina per una circuitazione dei mosaici romani, anche in considerazione del fatto che a breve saranno nuovamente fruibili quelli della Villa Romana del Casale con i quali, attraverso la collaborazione delle due Soprintendenze, potrà crearsi un ticket di ingresso unico. La collaborazione con Piazza Armerina proseguirà attraverso una sinergia tra i rispettivi Teatri che rappresentano due dei pochi Teatri storici della Sicilia.
Una collaborazione è stata avviata anche con il comune di Spello, nella sua qualità di presidente delle Città degli Infioratori, che ha manifestato grande apprezzamento per la crescita tecnica e artistica dei nostri infioratori e che sarà presente, insieme ad altre realtà, alla trentesima edizione della Infiorata di via Nicolaci del 16/17 maggio.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo
La promozione del marchio-territorio Noto funziona e sta producendo grandi effetti
La promozione del marchio-territorio Noto funziona e sta producendo grandi effetti. Finalmente Noto è stata inserita a pieno titolo tra le migliori destinazioni e tappe del turista, assieme a Taormina, Ortigia, Monreale e Cefalù.
Ciò vuol dire che si sta lavorando con grande proficuo risultato per la promozione di un intero territorio che vede Noto quale luogo di maggiore interesse.
Il dato però più importante è che Noto, a differenza per es. di taormina, presenta un segno positivo rispetto agli altri siti che proprio quest’anno hanno registrato, a causa della crisi congiunturale mondiale, un evidente decremento delle presenze.
Adesso occorre ancora di più fare sistema fra pubblico e privato affinché l’affluenza turistico-culturale possa arricchirsi sempre più di servizi all’altezza della richiesta. Noto in questo senso ha fatto registrare un grandissimo aumento non solo della ricettività ma anche della ristorazione e lo standard di qualità è aumentato ed è di prim’ordine, anche perché molte attività sono gestite da giovani imprenditori che, tra le altre, parlano correttamente anche le lingue straniere.
La direzione data nel senso della sinergia del coinvolgimento da parte di tutti gli operatori ed anche degli altri comuni, attraverso la sapiente iniziativa di coordinamento del presidente della Provincia, si è rivelata vincente e deve essere il punto di partenza per le azioni future.
A giorni il sottoscritto si incontrerà con il presidente di Confindustria, con il presidente dell’Unione dei Comuni (sindaco Amenta), e con il presidente Bono per monitorare l’attività congiunta e predisporre iniziative per il sempre maggior coinvolgimento tra pubblico e privato teso a fornire un modello turistico ed un’offerta di alta qualità per i viaggiatori che sempre più ci onorano della loro presenza.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo
Lettori e commentatori del Blog di “Notolibera”, desidero innanzitutto precisare che solo da pochi giorni sono venuto a conoscenza della pubblicazione del mio articolo nel sito dell’Associazione Notolibera, ed immeritatamente nella sezione “economia”.
L’articolo, perché di questo si tratta, è la copia autentica di quanto pubblicato nel secondo numero, cronologicamente l’ultimo, del mensile cartaceo “Notolibera” che tanto successo sta riscuotendo nel pubblico dei lettori netini e non solo.
Non sono un giornalista e men che meno un giornalista economico; mi ritengo un appassionato conoscitore di fatti economici, per avere acquisito conoscenze tecniche grazie agli studi effettuati e per l’esperienza quotidiana riveniente dalla mia attività lavorativa.
Come intuibile, la costruzione di un articolo per la carta stampata è basata su alcuni principi imprescindibili: brevità, concisione e comprensibilità di linguaggio anche per i non addetti ai lavori.
Ho letto con grande interesse quanto scritto da “anonimo” e tino tinto” che ringrazio; cercherò in questa sede di rispondere per quanto è in mia competenza e conoscenza.
Solo un appunto e poi passiamo ad affrontare i problemi come richiesto.
Ribadisco non essere un frequentatore di blog, per cui chiedo a voi di chiarirmi come mai il mio articolo è corredato di foto e firmato con nome e cognome mentre la maggior parte dei blogghisti preferisce lo pseudonimo?
Detto questo, affrontiamo i temi come richiesto, cercando di apportare ulteriori contributi a quanto da voi scritto che, ripeto, condivido ed apprezzo.
Il mio articolo affronta due principali temi di grande attualità:
1) l’accesso al credito per le imprese in genere;
2) una politica comprensoriale nella direzione dello sviluppo.
Il primo punto, riguarda un aspetto della vita dell’impresa/imprenditore e più precisamente l’aspetto legato al reperimento dei mezzi finanziari per affrontare investimenti e/o per gestire l’attività corrente.
Nel caso in cui, come scrive il sig. “Tino Tinto”, l’imprenditore non necessita del sostegno finanziario di terzi in genere, (elemento questo poco verosimile), potrebbe essere poco interessato a quanto dirò in seguito, anche se quest’ultima visione è assolutamente miope se confrontata alla dinamicità del fare impresa.
In poche parole ciò che oggi non necessita non è detto che non possa essere funzionale in futuro e quindi bisogna essere pronto a sfruttare tutte le leve azionabili nella direzione della crescita del modo di fare business.
Se quanto riferito è vero, ed affronto una delle domande del sig. “Anonimo”, l’accesso al credito bancario oggi, significa sostenere il cambiamento imposto dall’accordo di Basilea che come già riferito nel corpo dell’articolo passa per un processo interno di riorganizzazione confacente ai mutati criteri di valutazione dell’affidabilià.
In aggiunta, bisogna considerare fondamentale l’aiuto che i Consorzi Fidi riescono a fornire, aiuti sia di natura consulenziale che reale, con la concessione di garanzie consortili al Sistema bancario.
I Consorzi Fidi, dovrebbero penetrare ancora di più nel sistema economico, divenendo profondi conoscitori del tessuto nel quale operano, interagendo, quali organismi giuridici privati, con le Istituzioni locali e provinciali, per insieme creare le condizioni per lo sviluppo.
Chi meglio dei Consorzi Fidi conosce le problematiche delle aziende presenti nel territorio in cui operano ed alle modalità per accedere al credito? Chi meglio dell’Ente locale conosce le potenzialità del territorio ed è in grado di costruire le condizioni per lo sviluppo?
Vorrei essere ancora più pragmatico.
Se per esempio, il comprensorio riguardante le città A, B e C, è risaputo essere a vocazione turistica, sarebbe auspicabile instaurare un tavolo di lavoro che detti le strategie necessarie per vendere il “prodotto”.
Tali strategie, che dovranno giocoforza coinvolgere le Istituzioni pubbliche direttamente interessate, non possono non contemplare un piano di sviluppo riguardanti tutti gli operatori privati direttamente o indirettamente coinvolti sia sotto forma di imprese individuali che di società.
Non conoscendo la macchina burocratica/amministrativa, e non possedendo esperienza in ambito politico, e di questo me ne scuso, mi posso solo riferire agli interventi diretti agli imprenditori privati coinvolti, accennando solo in parte al settore pubblico.
Fermo quanto detto in merito al reperimento di risorse finanziarie, aggiungo solo che l’Ente pubblico potrebbe partecipare, direttamente o indirettamente, quale quota pubblica ad un preesistente Consorzio Fidi o, creare i presupposti per un “Consorzio di Filiera” nel quale coinvolgere tutti gli attori appunto della filiera produttiva.
Le strategie e la disponibilità di risorse da sole, però , non sono sufficienti perchè si crei sviluppo; come riferivo nel corpo dell’articolo, per sviluppare il business è necessario che venga incrementata la domanda di quel bene e servizio, abbassando i costi di produzione.
Si capisce allora che un ulteriore passo avanti sarebbe quello di formare le professionalità che devono operare nel territorio, a contatto con i diretti fruitori, creando un centro di formazione comprensoriale in grado di erogare le conoscenze e le competenze necessarie per essere competitivi.
Si potrebbe altresì creare una società a partecipazione privata/pubblica, che vigili sugli standard operativi e si occupi principalmente della “diffusione” del prodotto utilizzando tutti quegli strumenti di marketing moderno oggi disponibili.
Per quanto riguarda i costi di produzione, grande giovamento si avrebbe appunto con l’utilizzo delle cosiddette “economie di scala”, concetto riconducibile alla razionalizzazione dei “centri di costo” e massimizzazione delle sinergie fra i soggetti coinvolti.
Quanto sopra riferito, ne sono certo, non è di facile soluzione e non esaurisce gli argomenti su un tema di grande attualità e di rilevante importanza economica e sociale.
Concludo puntualizzando che quanto scritto è il frutto di idee personali che, se ritenute superficiali e prettamente scolastiche, possono essere liberamente criticate e successivamente abbandonate.
Vi ringrazio ancora per l’interesse che avete manifestato.
Corrado Bonfanti
Erosione coste: il sindaco risponde alle affermazioni apparse sul quotidiano “La Sicilia” di oggi
Il comune di Noto non ha assolutamente trattato con superficialità il problema della erosione della costa e ci si meraviglia che i Sigg. Coniglione e Sicari ricevuti, assieme agli altri proprietari, diverse volte da tutto lo staff del comune, dicano tali cose.
Il progetto è stato presentato dal Comune di Noto a seguito del pericolo incombente della erosione della strada e grazie all’interessamento presso i competenti enti si è riusciti ad ottenere il citato finanziamento.
Nei vari incontri si è spiegato che tale progetto per poter essere eseguito secondo le richieste dei proprietari deve essere modificato con necessario consenso degli enti preposti.
Di tale vicenda se ne sta occupando l’Assessore Filiberto assieme al dirigente Ing. Favaccio.
Nel frattempo si è chiesto ai predetti proprietari di rivolgere analoga istanza anche alla provincia, proprietaria della strada direttamente interessata dalla erosione ed alla regione.
Il comune farà come sempre la propria parte, facendosi carico delle istanze ed esigenze dei cittadini; ma occorre che anche i cittadini invece di dare notizie false provvedano in tal senso.
Bisognerebbe anche interrogarsi , a prescindere da tutto e dal necessario intervento degli enti a tutela dei cittadini e nell’interesse degli stessi, sulle modalità di edificazione negli anni precedenti in prossimità del mare e sicuramente a distanze non più previste dalla legge.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo
E’ stato avviato il progetto “Per un randagismo sotto controllo”
E’ stato attivato, lo scorso 10 febbraio, il progetto denominato “per un randagismo sotto controllo”, per il quale l’Assessorato regionale per la Sanità, lo scorso anno, ha concesso al comune di Noto un contributo di € 23.400,00.
L’assegnazione del contributo è susseguente alla partecipazione, con il suddetto progetto, al bando, di cui al decreto assessoriale 2825 del 13.12.2007, emanato ai fini dell’attuazione di piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione dei cani randagi, e alla positiva valutazione dello stesso progetto, con l’attribuzione del punteggio di 74/100, da parte della Commissione per i diritti degli animali.
Il progetto si aggiunge alle altre attività messe in atto dal Comune di Noto per contenere il fenomeno del randagismo che spesso crea disagi alla popolazione e in alcuni casi rappresenta un fattore di rischio non indifferente.
Nel 1999, al fine di controllare e frenare il fenomeno, il comune di Noto, ha istituito un rifugio sanitario con box e spazi per la sgambatura oltre all’ambulatorio per la microchippatura e per la sterilizzazione. Dal 2002 il comune ha sottoscritto con l’AUSL 8 un protocollo di intesa grazie al quale l’Azienda Sanitaria mette a disposizione gratuitamente i medici veterinari per le operazioni di sterilizzazione. Nel 2005 è stata istituita l’Anagrafe canina che obbliga i detentori di cani alla iscrizione presso il servizio veterinario dell’AUSL. Sono state, inoltre, portate avanti, con la collaborazione di associazioni animaliste, campagne di sensibilizzazione per l’adozione dei cuccioli, ecc.
L’obiettivo del progetto è quello di pervenire ad un sempre più stringente controllo del randagismo canino, migliorando i risultati sin qui raggiunti, attraverso azioni mirate all’aumento delle iscrizioni all’anagrafe canina e all’aumento del numero di cani catturati, sterilizzati e reimmessi sul territorio.
In particolare le principali azioni del progetto saranno:
- studio del territorio al fine di effettuare una stima realistica della popolazione canina sulla quale poter intervenire. Sarà effettuato da una squadra formata da due unità fornite dall’Ente Fauna Siciliana e da una squadra formata da una unità fornita dall’Associazione “Gli Amici di Snoopy” ed una fornita dall’UdP “Servizio di tutela ambientale e igiene urbana”;
- campagne di sensibilizzazione per incentivare l’iscrizione presso il registro anagrafico dell’ASL;
- campagne di promozione presso gli ambulatori veterinari;
- campagne di sensibilizzazione all’adozione, da effettuare nelle scuole dell’obbligo;
- istituzione squadre di vigilanza dotate di lettori di microchip al fine di verificare l’iscrizione o meno all’anagrafe canina dei cani di proprietà. Saranno acquistati 6 lettori di microchip che saranno utilizzati da squadre composte da personale della Polizia Municipale e da personale dell’Ente Fauna Siciliana;
- cattura e trattamento ai fini di ridurre malattie, contenere i fenomeni riproduttivi e tenere sotto controllo ogni altro aspetto legato al problema del randagismo. Per l’attuazione dei servizi di accalappiamento, cure post-operatorie e reimmissione, ci si avvarrà di collaborazione, attraverso convenzioni, già stipulate, con le associazioni animaliste presenti sul territorio ed iscritte all’Albo regionale. Gli interventi di sterilizzazione saranno eseguiti da parte di medici veterinari dell’ASL.
G. Cicero
Cari amici di Notolibera, giorno 9 Febbraio c.a., ho spedito una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno più o meno simile a questo modello che allego,al Parroco della Cattedrale di Noto, per “sbattezzarmi”, essendo a suo tempo stato battezzato a mia insaputa.
La mia coscienza laica e nonviolenta che rimane aperta alla pluralità culturale, spirituale, religiosa, libertaria, atea,agnostica,anarchica, non ha tollerato, né sopportato lo stato di cose presenti, le “gambe tese“ - e non la gamba tesa - della gerarchia cattolica nei confronti del caso Eluana Englaro e del padre Signor Beppino Englaro, che ha avuto quella capacità virtuosa della pratica della cultura civile, ponendo il problema del “fine morte“ alle Istituzioni preposte, evitando e uscendo dalla ossificata e sommersa“pratica ordinaria“ della “soluzione privata“ e omertosa.
Non ho tollerato, né sopportato la “continua esibizione“ della “morale cattolica“, che le gerarchie vaticane vogliono imporre a un intero Paese in cui vige una Costituzione laica.
Mi considero in coscienza aperto culturalmente e spiritualmente, ma i comportamenti e il clima di restauro che sfociano “nell’eccesso fondamentalista“, che si salda con l’opportunismo e le strumentalizzazioni di un Governo di centrodestra, che ha poco e niente di costituzionale, non sono accettabili specie da parte di un clero che ha duemila anni di “storia spirituale“e che purtroppo ancora ad oggi non riesce a discernere tra autoritarismo e autorevolezza.
Roberto Bellasai
La qualità dei servizi nella Città di Noto, e non solo di Noto, dovrebbe essere di tanto in tanto “monitorata “ da parte degli Enti preposti, per meglio tutelare il Cittadino e qualificare i servizi per cui paga. Sarebbe la cosa più normale, civile e democratica che eviterebbe le infinite problematiche con le conseguenti dinamiche tra Cittadini e Istituzioni.
Purtroppo la parola “monitorare“ a Noto, non si frequenta, né viene praticata dalla classe politica locale o da chi preposti.
Ci riferiamo al “disservizio“ delle Poste Italiane SPA, del Comune di Noto, e in particolare ai responsabili dell’Ufficio recapito posta di Avola, che secondo noi, non assolvono al loro “servizio-dovere“ di recapito della posta dovuta ai Cittadini–Utenti di Noto, in particolare a quelli che vivono nelle periferie della Città e nelle Contrade.
“E’ da più di un mese che non ricevo posta, - sto aspettando il libretto per pagare il canone della RAI - quando la ricevo, vedo che non è timbrata e che la bolletta del telefono arriva con la data già scaduta rispetto a quella di pagamento, di conseguenza sono costretta a pagare la multa, con il rischio di farmi interrompere il servizio telefonico. E’quando ha dichiarato la Signora Montoneri Rosina Morilla, abitante in via Dei Mille 118; la Signora Angelina Fronte, abitante in una traversa di via Giovanni Aurispa, ci fa sapere che anche lei,riguardo a bollette Enel e Telecom ha avuto negli ultimi tempi dei problemi,soprattutto con l’Enel che a causa di un ritardo di pagamento dovuto al mancato recapito della bolletta,ha rischiato la “riduzione“ della corrente elettrica; l’identico disservizio lo ha denunciato il Signor Corrado Paratore, abitante in via Roma 73; il Signor Argentino Giuseppe, che ha un’attività commerciale in C.da Guardiola, ha dovuto rifare il contratto con l’Enel perché non ha ricevuto entro il tempo dovuto la bolletta di pagamento; idem per l’Arch. Pietro Giannone, che ha lo studio in Corso Vitt. Emanuele 64; una Signora che abita a Noto, da diversi anni, alla nostra domanda se è soddisfatta del servizio postale di Noto, ci ha risposto: “Purtroppo quello di Noto, è un servizio di quattordicesimo mondo, perchè raramente ricevo la posta e sempre con molto ritardo! Diverse volte mi sono avventurata a farmi spedire dei pacchi che non sono mai arrivati “.
Mentre i Signori:Corrado Carasi, Fronte Corrado, Abeti Carmelo, Basile Maria, Roberto Bellassai, abitanti in via Gaetano Salvemini 25, ricevono la corrispondenza a singhiozzo e sempre in ritardo. In particolare il Signor. Roberto Bellassai, oltre a riceve corrispondenza- posta prioritaria, quasi sempre un mese dopo che è stata spedita, ha dovuto disdire un abbonamento ad una rivista perché nel 2008, di undici numeri che ne avrebbe dovuti ricevere, né ha ricevuti solo quattro.
Inoltre, “quando riceviamo la posta, - ci dice il Signor Fronte Corrado, - succede anche che ci viene lasciata in altri numeri civici della zona,sulle scale o sui davanzali delle finestre“.
Non riusciamo a capire perché di tanto in tanto il Postino, forse perché cambia spesso, evita di suonare il campanello e di non mettere la posta nelle dovute buche per le lettere!
Molta gente sia del Centro che delle periferie si reca alla Posta Centrale,per ricevere le raccomandate,mentre per le bollette ENEL, abbiamo saputo che il Comune di Noto, ha stipulato un accordo con l’ente per ovviare al disservizio,che non ci pare abbia pubblicizzato a dovere.
Ma non è un nostro sacrosanto diritto riceverle a domicilio in quanto viene pagata una tassa di spedizione pagata dal Cittadino –Utente?
Vorremmo anche capire perché questo decentramento della Posta, perché l’Ufficio recapito posta si trova ad Avola e non a Noto! Anche perché l‘Utente non riesce a comunicare con il suddetto Ufficio, in quanto il numero telefonico 0931/815136, che ci è stato dato risponde raramente alle chiamate.
La nostra mini inchiesta sul recapito della posta a Noto, ci porta a pensare, salvo smentite, che il Centro di Noto, non viene servito come si deve, mentre le periferie di Noto Alta, Noto Bassa e le Contrade,vengono servite di tanto in tanto e molto male, creando quei disservizi e quei disagi che abbiamo esposto sopra, che comportano anche economicamente delle spese in più per il Cittadino – Utente.
Roberto Bellassai
Comitato per i Diritti del Cittadino
Non siamo né terroristi né capipopolo, cerchiamo solo di fornire informazione obiettiva ai cittadini.
Non ci interessa quindi replicare a sostantivi e aggettivi di natura umorale con cui sempre più spesso il Sindaco Valvo infarcisce i propri comunicati, così come riteniamo stucchevole il teatrino mediatico sulle bollette dell’acqua tra il presidente Bono e i vertici della Sai 8 spa a cui si aggiunge ora un rimpallo di responsabilità e di presunte mistificazioni tra il primo cittadino di Noto e l’on.le Marziano.
E’ vero, dopo la raccolta di firme che ci vide, nostro malgrado, protagonisti, i consiglieri Bianca e Veneziano furono promotori di un dibattito consiliare sui pericoli della privatizzazione dell’acqua che sfociò in un ricorso al tar da parte dell’amministrazione comunale.
Ma perché il Sindaco, e lo denunciammo all’epoca in un pubblico manifesto, non presentò un ricorso autonomo e soprattutto non richiese la sospensiva dell’iter procedurale di aggiudicazione del servizio idrico integrato?
Come mai il sindaco Valvo, cosi contrario alla privatizzazione, rimase inerte e non convocò un tavolo di concertazione con i colleghi di Pachino e Rosolini, che avevano manifestato analoghe contrarietà sulla vicenda Ato, per trovare soluzioni alternative che impedissero la presunta perdita di cofinanziamenti europei?
E, soprattutto, perché si è tenuto all’oscuro della vicenda la cittadinanza di Noto?
Purtroppo non è più il tempo della recriminazione o della protesta ma quello della responsabilità.
Tutti i giorni delle persone si presentano alla porta di ignari vecchietti chiedendo dati sensibili e facendo firmare fogli di carta.
L’amministrazione comunale, invece di incartarsi in inutili sofismi, si attivi in primo luogo almeno per informare i cittadini di quanto sta accadendo, faccia esaminare ad un legale i nuovi contratti di utenza che, a nostro avviso, contengono delle clausole vessatorie e, soprattutto, porti a conoscenza dei cittadini le nuove tariffe dell’acqua.
Carmelo Filingeri
E’ necessario rendere noto alla Città, soprattutto dopo le false speculazioni che soggetti dell’opposizione e pseudo giornali, “che si definiscono liberi”, stanno diffondendo, che il Sindaco di Noto, Avv. Corrado Valvo, è stato l’unico Sindaco a VOTARE CONTRO la privatizzazione dell’acqua opponendosi all’affidamento alla SAI8.
Purtroppo gli altri 20 Sindaci della Provincia e soprattutto l’ex Presidente della Provincia On. Bruno Marziano hanno fortemente voluto la privatizzazione delle acque e deliberato l’affidamento del servizio idrico e fognario alla Società SAI8.
Conseguentemente, nonostante il ricorso pendente presso il TAR di Catania per la tutela dei diritti dei Cittadini di Noto, è obbligo del Comune di Noto procedere all’affidamento alla SAI8, e ciò anche al fine di non perdere i finanziamenti previsti per la Città di Noto, finalizzati al ripristino della rete idrica ed alla realizzazione delle ulteriori linee nel depuratore.
L’Amministrazione Comunale vigilerà sulla corretta applicazione delle tariffe e sull’esecuzione delle opere previste dal piano di ambito, ed in virtù di ciò è stato chiesto anche l’intervento dell’attuale Presidente della Provincia, On. Nicola BONO, di controllare l’operato della società affidataria.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo
Due parole sul 4%. Per chi fosse stato distratto è il limite da superare nelle elezioni europee. La volta precedente non c'era e con circa l'1% un partito anche piccolo poteva mandare un eletto al Parlamento europeo.
A cosa serve lo sbarramento? Chi lo vuole dice: per limitare la frammentazione. I partiti piccoli (tanti e quasi tutti di sinistra) che lo temono dicono: per farci fuori. Gli altri ribattono: aggregatevi e supererete lo sbarramento. Ma quando il magnetismo delle numerose sinistre respinge invece di attrarre, l'obbiettivo, anche se ragionevole, sembra irraggiungibile. E' in ogni caso un problema che le sinistre disgregate dovranno affrontare in modo realistico.
E' utile ricordare che in Europa non si costruisce un governo. Quello è ben più saldamente nelle mani della Banca Europea (e potrebbe essere una leggenda anche questa). Quindi la motivazione principale dello sbarramento viene a cadere: nel Parlamento europeo si deve soprattutto garantire rappresentanza, non governo.
E quindi il criterio principe dovrebbe essere: una testa un voto, senza sbarramenti. Perché lo sbarramento butta via milioni di voti. Quando il cittadino vota non sa in molti casi quale percentuale raggiungerà il suo partito: può sperare ma non ha certezze. E giusto stabilire a priori che il voto di quelli che hanno sbagliato partito non vale nulla? Qualcuno potrebbe dire che questo ragionamento funziona anche se si deve formare un governo, ma accantoniamo per il momento l'obiezione. Teniamola buona solo per l'Europa.
Non è dunque una ragione di democrazia a giustificare lo sbarramento. E' volontà dei più forti restringere la scena della rappresentanza. Si chiama semplificazione. E' in realtà una restrizione.
Voluta soprattutto dai due partiti più grandi. E come al solito secondo uno schema asimmetrico. Il partito più grande, il PdL, potrebbe farne a meno: ha il vento in poppa e l'avversario non sembra in grado di coprirglielo. E' in realtà il PD che ne ha più bisogno: con lo sbarramento può sperare di attirare a sé il voto di chi, non potendo votare per i piccoli, si adatta a votare, controvoglia, per il grande. E' speranza incerta ma tenace.
Per questo il PdL ha guidato la danza, perfino con apparente disinteresse. Il PD ne aveva invece un diretto bisogno. Ma poiché gli elettori di sinistra non lo voteranno che in minima parte, sarebbe miopia da parte del PD augurarsi che la sinistra non riesca ad aggregarsi e che, magari, anche il principale alleato di centrosinistra, IdV, non riesca a raggiungere quel successo che i sondaggi gli attribuiscono.
Certo, se fosse ancora in preda all'ubriacatura della vocazione maggioritaria, il PD dovrebbe augurarsi di crescere a dismisura e di ridurre gli alleati a poca cosa. Ma poiché dell'ubriacatura gli è rimasto solo il mal di testa e il pieno dei voti è non solo lontano ma impossibile, non sarebbe più saggio sperare che gli alleati facciano il meglio che possono? Senza di loro che cosa riserva il futuro al PD se non qualche decennio di realtà minoritaria?
Il tema è denso e molto più complesso di questo schema semplificato, e quindi si continuerà a discuterne.
Pancho Pardi
Si sente sempre più spesso parlare del particolare momento di difficoltà delle piccole imprese che operano in ambito locale, senza riuscire a capire quali sono i fattori che determinano tale fenomeno. A volte anche le più approfondite analisi perdono di vista quei semplici elementi posti a base dell’attività imprenditoriale stessa che, invece, potrebbero farci comprendere il fenomeno in maniera più diretta.
Certamente un’impresa produce profitto se soddisfa la domanda di beni e servizi che il mercato esprime, creando e portando a maturazione il proprio business nel territorio di competenza e, in alcuni casi, ricercando nuove opportunità di affari in altre piazze.
Chi si avventura negli affascinanti ma tempestosi mari dell’imprenditorialità ha molto spesso bisogno, per crescere, di ricorrere al credito bancario.
E’ fondamentale quindi conoscere che con il secondo accordo di Basilea è cambiato il modo di concedere credito da parte delle Banche. E’ stato introdotto il concetto di rating cioè la valutazione del merito creditizio come discriminante per poter accedere al credito e rimborsare a condizioni più favorevoli. E’ intuitivo come questo meccanismo se da un lato offre maggiori opportunità alle imprese dall’altro tende a eliminare le marginalità e a premiare l’eccellenza.
Come si fa allora a uscire dalla marginalità e a tendere all’eccellenza?
E’ necessario, innanzitutto, darsi una buona organizzazione interna tale da affrontare e gestire con duttilità e professionalità i cambiamenti propri del mercato e garantire un’offerta di beni e servizi che assicurino una certa continuità di profitto.
In questo delicato meccanismo un ruolo pubblico importante, in abbinamento all’intervento dei Consorzi Fidi, deve essere recitato dall’Ente locale attraverso lo studio e l’applicazione di politiche a sostegno dell’economia locale.
Il tessuto imprenditoriale locale, specie quello delle PMI, rappresenta una parte vitale per l’economia del territorio e come tale non può essere lasciato al solo spirito imprenditoriale, “l’animal spirits”. E’ necessario che l’Ente locale crei le condizioni perché il singolo possa sviluppare il proprio business, ricercando e attuando una politica economica comprensoriale, e quindi in sinergia con altri Comuni viciniori, in grado di programmare, attuare e convogliare le risorse necessarie, nella direzione dello sviluppo. Quello che sto affermando, è che necessita una attenta e sostenibile politica economica del comprensorio, in grado di creare le condizioni per fare impresa in un libero mercato nel quale devono trovare esclusività quei beni e servizi che rappresentano la specificità del territorio stesso, intesa come risorsa di cui il territorio è ricco e della quale è capace di trarre, a parità di condizioni, il maggiore profitto. Penso che solo investendo su noi stessi e sulle risorse del nostro territorio, contribuiremo a determinare le condizioni per assicurare alle nostre imprese un valido sostegno per affrontare le sfide alle quali saranno chiamate. Corrado Bonfanti
Di Mizio (del 05/02/2009 @ 17:14:11, in Economia, linkato 222 volte)
Il commercio a Noto, nonostante sia una reale necessità e vi sia da più parti la voglia di elaborare programmi ed iniziative concrete, non riesce a decollare come invece avviene nelle città vicine.
Molteplici le cause che, per semplicità, si possono così sintetizzare:
1) Una scarsa propensione e paura degli operatori locali ad investire nel proprio territorio;
2) La mancanza di strumenti urbanistici esecutivi per attirare nuovi investitori;
3) La scarsa collaborazione degli enti locali ed una burocrazia elefantiaca;
L’assenza di una cultura imprenditoriale è la madre di tutti i problemi.
I pochi che ci provano, infatti, devono fare tutto da soli, cercando di fare del proprio meglio per superare ostacoli, a volte, quasi insormontabili.
Nessuna critica sterile ma un ragionamento mirato ad aprire un dibattito sul perché Noto non regge il confronto con le realtà vicine. Eppure, in una cittadina con un’economia prossima allo zero, esistono 5 istituti bancari e, forse a breve, aprirà un sesto sportello.
Un chiaro segnale della presenza di tanti solidi risparmiatori che, tuttavia, non mostrano alcuna propensione ad investire i propri denari in attività produttive. Un altro aspetto preoccupante è il proliferare in zona di centri commerciali che danneggiano le piccole e medie imprese drenando denaro verso altri lidi senza alcuna ricaduta occupazionale nel territorio.
Dopo un mese di lavoro tutti a casa e si ricomincia.
Ritengo di poter affermare, avvalendomi del punto di vista di osservatore privilegiato, che occorre una serie di interventi e investimenti per diversificare i servizi e offrire maggiore qualità ai potenziali clienti.
Da soli ogni cosa diventa difficile e per questo voglio, attraverso le pagine di Notolibera, lanciare un messaggio agli altri operatori per promuovere incontri ed iniziative per individuare insieme un pacchetto di azioni che ci possa dare uscire da questa situazione stagnante che certo non è cominciata ieri.
M.Sessa .
Mi è stato chiesto di parlare della mia esperienza lavorativa, dunque eccomi qui. Ho 41 anni ed ho un contratto di collaborazione coordinata e continuativa presso un’istituzione scolastica dal primo luglio 2001 dove svolgo mansioni riconducibili in tutto e per tutto al profilo di Assistente Amministrativo.
Mi dà fastidio chiamarlo co.co.co. come ci etichettano i cosiddetti lavoratori “tipici”. Inutile dire cosa mi ricorda!
Anche se questo è chiaramente il mio vissuto!
La parte del lavoro che mi piace è il contatto con i nostri utenti, i rapporti umani che si riesce a stringere, la professionalità, le conoscenze insomma il lato relazionale nel ruolo che ricopro. Mi piace molto meno la parte burocratica.
I diritti? noi atipici abbiamo una concezione molto particolare della parola diritto. Ci mancano alcuni significati. La tredicesima, che cos’è? La maternità? E la malattia? Le ferie e l’orario di lavoro? Sono tutte questioni poco chiare. Essere senza vincoli di subordinazione comporta che lavori più del normale e non capisci nemmeno che diritti hai dal momento che non è una contrattazione tra le parti. La triste realtà è che la fase di contrattazione di fatto non esiste o è ridotta ai minimi termini, insomma “prendere o lasciare”.
Non parliamo poi della pensione, che, se arriveremo a prenderla, non sarà certo per i contributi che ci hanno versato da collaboratori.
Uno studio della Cgil Nidil ha stabilito che si può lavorare per trent’anni da co.co.co. percepire uno stipendio di circa tremila euro al mese e andare in pensione con appena quattrocento euro mensili, naturalmente lo stipendio di tremila euro non è il mio caso.
Si parla con enfasi della flessibilità, del lavoro atipico, della necessità di agilità dei contratti e poi tutti i servizi pubblici e privati che servono, fanno riferimento e si basano sul modello del lavoratore tradizionale, con contratto a tempo indeterminato.
Mi riferisco agli Istituto di Credito, agli asili, ai mutui per comprare casa, alle cooperative, ai negozi, insomma alla vita quotidiana al di fuori del lavoro.
Il lavoratore atipico, se non ha dietro i genitori o un coniuge che lavora a tempo indeterminato, come nel mio caso, ha veramente poche o nulle possibilità di pianificare il proprio futuro.
Per non parlare poi della grave malattia che ti colpisce durante la carriera lavorativa, il cosiddetto “morbo del precario”.
Questa grave malattia ha fasi acute – coincidenti con l’avvicinarsi della scadenza del contratto – caratterizzata da irritabilità, colite, gastrite, depressione, tachicardia, difficoltà respiratorie, deliri di onnipotenza (qualcuno giunge persino a convincersi che presto sarà assunto a tempo indeterminato).
I medici la scambiano sempre per depressione lieve associata all’ansia e la curano con farmaci antidepressivi e ansiolitici che aggravano la sensazione di sconfitta del paziente favorendo l’insorgenza di episodi acuti e il cronicizzarsi della malattia.
Attualmente una guarigione completa è possibile con forti dosi di contratto a tempo indeterminato, una medicina purtroppo poco reperibile anche nei paesi ricchi e industrializzati.
Io per quest’anno ho preso una semplice aspirina, contratto rinnovato fino al 31 dicembre 2009.
Ma si può!
Seby Ferlisi
Le notizie di questi giorni sul raggiunto accordo per la spartizione del sottogoverno unitamente alle recenti lamentele dei vertici cittadini e provinciali di Alleanza Nazionale appaiono quantomeno originali.
Non intendo commentare quella che ormai è diventata l’attività principale di questa amministrazione sempre occupata in una perenne trattativa, da quella sulla composizione della giunta, a quella sul sottogoverno, a quella, non ancora conclusa, sulla individuazione dei dirigenti, ma non si può sottacere sul fatto che a proposito di sottogoverno siano stati assegnati i tre posti dell’Aspecon di cui A.N. rivendica così fortemente la presidenza.
A qualcuno sfugge che da giorno 16 Gennaio, data in cui è stata effettuata la consegna del servizio idrico integrato al nuovo gestore unico provinciale, di fatto l’Aspecon è un contenitore vuoto, spogliata di tutte le funzioni.
Ci saremmo aspettati prima di assegnare i tre posti nel cda, o di rivendicarne la presidenza che l’amministrazione e i partiti che la sostengono chiarissero alla città cosa intendono fare dell’Aspecon visto che quei servizi che statutariamente l’azienda può svolgere sono stati già esternalizzati e altri lo saranno prossimamente.
Come al solito si predica bene e si razzola malissimo.
Si parla di contenimento e riduzione dei costi della politica e poi invece ci si accinge a nominare un consiglio di amministrazione che non ha nulla da amministrare ma per il quale è prevista una lauta indennità di funzione a carico dei contribuenti netini. Complimenti!
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