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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Servizio Informazione e Comunicazione Comune Noto (del 29/11/2008 @ 15:13:11, in Il Palazzo, linkato 170 volte)

Presentato dall’ARRA il Piano di tutela delle acque, criticità per l’inquinamento derivante dalla filiera olearia
Presentato a Ragusa dall’ARRA (Agenzia Regionale Rifiuti e Acque), nel Salone del palazzo della Provincia, il Piano di tutela delle acque dei bacini degli Iblei per le province di Siracusa e Ragusa.
Dei tre bacini che ricadono nel territorio del comune di Noto, solo uno, il basso Tellaro, presenta criticità per la presenza di inquinanti provenienti dai frantoi oleari che in questo senso rappresentano un problema per la Regione Sicilia.
Il sottoscritto, in qualità di assessore all’Ambiente del Comune di Noto, ha chiesto al responsabile dell’ARRA di attenzionare la filiera di produzione dell’olio dop che, se da un lato, dà un prodotto di grande qualità che deve sempre più essere valorizzato e promosso, dall’altro, allo stato attuale delle cose, genera grossi problemi per l’ambiente a causa dello smaltimento non a norma delle acque di vegetazione.
Gli indici degli indicatori ecologici del bacino del Cassibile sono risultati tra i migliori della Sicilia; buoni quelli del fiume Noto (Asinaro).
I bacini minori a sud del Tellaro, dove ricadono i pantani di Vendicari, presentano indici elevati di fertilizzanti e antiparassitari sia nelle acque superficiali che in quelle sotterranee.
In questo contesto la sentenza del TAR di Catania che va a difesa delle acque del territorio di Vittoria è stata accolta con soddisfazione dai tecnici e ricercatori che hanno preso parte alla presentazione.
L’assessore all’Ambiente
Dott. Vincenzo Belfiore

Consiglio comunale del 28 novembre, approvate le variazioni di bilancio.
Nella seduta di ieri sera il Consiglio comunale ha trattato ed approvato tutti i punti all’ordine del giorno.
Le variazioni di bilancio sono state approvate con15 voti favorevoli e 2 astenuti.
Il sindaco esprime la sua soddisfazione per l’approvazione della manovra di riutilizzazione somme per circa 450.000 euro che verranno distribuiti nei seguenti modi, concordati sia con gli uffici comunali che con tutte le forze politiche:

Opere pubbliche:
o Interventi di riqualificazione della Porta Nazionale;
o Manutenzione edifici scolastici e comunali;
o Completamento complesso S. Chiara per siti museali;

Interventi per servizi sociali;
Interventi per attività svolte dai contrattisti;
Impinguamento somme per attività progettazione settore LL.PP. con specifico riferimento al completamento dei progetti da inserire nel prossimo POR 2007/2013;
Impinguamento capitolo Turismo per la illuminazione natalizia, che sarà sobria e confacente alle caratteristiche della Città, nonché per il rinnovo dell’abituale appuntamento con le manifestazioni natalizie.
Il sindaco rivolge un plauso alle forze politiche di maggioranza e di minoranza che hanno dato il contributo per un documento condiviso redatto nell’interesse della città.

Cordoglio dell’amministrazione per gli operai deceduti nell’incidente di ieri avvenuto nei pressi di Caltanissetta
Il sindaco e l’amministrazione comunale di Noto esprimono il loro cordoglio per la scomparsa degli operai di Favara, deceduti nell’incidente avvenuto ieri nei pressi di Caltanissetta. Gli operai erano fra quelli impegnati nel cantiere dei lavori per la illuminazione artistica di Noto.

Firmato il decreto di concessione del contributo regionale finalizzato alla ristrutturazione della palazzina servizi di c/da Zupparda
Confermata la firma del decreto per la concessione del contributo di € 620.000,00 per la ristrutturazione della Palazzina dei Servizi che insiste presso il complesso sportivo di c/da Zupparda.
Questo ci permetterà di potere completare l’intero complesso e renderlo fruibile alla cittadinanza.
Entro il mese di dicembre saranno fruibili, per tutti i cittadini, il campo di calcio in terra battuta, l’area polifunzionale, nella quale si penserà di poter permettere anche allenamenti di basket, e soprattutto la pista di atletica per dare una possibilità ai tanti giovani che intendono praticare jogging o attività sportiva agonistica.

Lavori pubblici in città, disagi indispensabili per la realizzazione di servizi per la città
Ci scusiamo per il disagio provocato alla cittadinanza dai vari lavori che in atto si stanno eseguendo in città. Ma questo è comprensibile e consequenziale ad una attività amministrativa che sta portando alla realizzazione e compimento di opere pubbliche importanti.
Si farà di tutto perché il disagio venga quanto più possibile limitato, attraverso una concertazione con l’impresa, con la direzione dei lavori, con il RUP e con la Polizia Municipale, ma in ogni caso si chiede anche la collaborazione dei cittadini in quanto tali opere sono finalizzate a rendere un servizio per la città.

Convegno a Noto dell’Assemblea Nazionale dei Parchi
Grande orgoglio per la città di Noto, nella quale insistono due riserve naturali e una istituenda Area Marina Protetta, per la celebrazione dell’Assemblea Nazionale dei Parchi. Ciò a dimostrazione del ruolo che Noto sta ricoprendo in termini di tutela e valorizzazione del territorio, e soprattutto dell’ambiente, e della propria voglia di investire non soltanto nel turismo culturale ma anche in quello naturalistico.
Importante è anche confrontarsi sulla possibilità di attingere risorse e finanziamenti dalla prossima programmazione comunitaria, perché è necessario farsi trovare preparati per una sempre maggiore organizzazione mirata a valorizzare il nostro inestimabile patrimonio anche naturalistico.

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Il Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas/petrolifere in Sicilia esprime grande soddisfazione per la sentenza del TAR di Catania che dà piena ragione al Comune di Vittoria per quanto riguarda la questione delle perforazioni per idrocarburi di Sciannacaporale dove insistono le sorgenti d' acqua che servono appunto la città di Vittoria. Si tratta di una SENTENZA DI MERITO che di fatto annulla le autorizzazioni che la Regione Sicilia, a suo tempo, concesse alla società. La concessione riguarda 747 km. quadrati nei territori di molti comuni tra cui Avola, Noto, Rosolini, Modica, Vittoria, Ragusa, ecc. Nella sentenza l' ARPA e la Panther debbono pagare tutte le spese di lite della Consulenza Tecnica d' Ufficio (C.T.U.) e viene riconosciuto il rischio per le risorse idriche. Viene decretato anche che la V.I.A. ( Valutazione d' Impatto Ambientale ) deve essere propedeutica a qualsiasi iniziativa e si deve acquisire il parere vincolante del Comune dove insiste l'intervento (nel caso in specie Vittoria), dell' ASL e del Genio Civile, pertanto deve essere rifatto da parte della società tutto l' iter precedente. Riteniamo questa SENTENZA, STORICA (è un precedente importante): per la prima volta si riconosce che il FUTURO ed il modello di sviluppo debbono essere decisi dalle comunità e non imposti dall' alto e pertanto sono salvaguardate le risorse pubbliche del territorio rispetto ad interessi privati.
In sostanza:
- i beni comuni come l' acqua, il paesaggio, l' ambiente debbono essere tutelati;
- non si può insistere ancora nelle risorse energetiche derivate da combustibili fossili, ma bisogna puntare alle energie rinnovabili, sicure, pulite ed al risparmio energetico;
- vi è bisogno di un' economia durevole, sostenibile, in armonia con la natura.

Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas/petrolifere in Sicilia
( sinteticamente COMITATO NO TRIV). www.notriv.it

 

nota di redazione: Per completezza di informazione ecco il testo della sentenza del Tarwww.notolibera.it\public\sentenza_tar_sciannacaporale.doc

 

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Predisposto il Piano Commerciale da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale

Predisposto dall’amministrazione comunale il Piano Commerciale che prevede finalmente la possibilità di realizzare a Noto, dopo diversi anni, medie strutture con vendita anche al dettaglio.

Grazie all’Ufficio Tecnico e soprattutto all’arch. Fugà, a seguito dell’impegno dell’assessore Lapira, si è approntato un piano commerciale che può interessare il 50% dell’intera area già localizzata per il piano di insediamento produttivo.

In questo modo daremo evidente slancio, dopo anni di immobilismo, all’attività economica e commerciale della Città con la creazione di diversi posti di lavoro.

Finalmente, a breve, potremo dare, attraverso una deliberazione di Consiglio Comunale, cui è demandata la scelta finale con le indicazioni operative, risposta a tutti quei commercianti e imprenditori che hanno manifestato la volontà di volere investire sul territorio di Noto, che sta diventando sempre di più città di interesse economico nazionale.

Tale atto si estrinseca ancor di più nella volontà dell’amministrazione di voler favorire in tutti i modi l’economia soprattutto in un periodo di grave crisi occupazionale.

Questo tipo di intervento è perfettamente compatibile con la vocazione del territorio, che certamente non è quella delle trivellazioni che proprio ieri hanno segnato un altro passo d’arresto, con la sentenza del TAR di Catania che ha impedito le trivellazioni nel territorio del Ragusano-Vittoria per pericolo serio ed attuale alle falde acquifere.

 

Sospensione servizio di pronto intervento 118. La diffida del Sindaco 
“In ragione della tutela della salute pubblica, nella specifica funzione, avverto forte l’esigenza di rappresentare agli organi competenti lo stato di disagio in cui versano i cittadini di Noto per la sospensione del servizio di pronto intervento sanitario dal giorno 11 di questo mese”. Inizia così la nota inviata dal sindaco di Noto all’Assessorato regionale alla Sanità, alla CRI comitato provinciale di Messina e, per conoscenza, alla Prefettura, in merito alla problematica della sospensione del “servizio 118” a Noto.

Constatando che a causa di tale sospensione il presidio più vicino rimane quello di Avola e in subordine quello di Pachino, il Sindaco fa rilevare la gravità della situazione che da ciò deriva, tenuto conto della singolarità del territorio di Noto che per la vastità e la presenza abitativa nelle innumerevoli contrade necessita di un’attenzione particolare da parte di chi gestisce la sanità pubblica. Tali organi gestori non possono assolutamente consentire l’interruzione prolungata di un servizio sanitario primario, se non a costo dell’assunzione di forti responsabilità, con gravi ricadute sul territorio derivanti dal notevole allungamento dei tempi di intervento.

“Alla luce della rappresentata situazione, - chiude la nota del sindaco - ricorrendo lo stato di pericolosità per la salute pubblica, che può sfociare facilmente in stato di diffuso disagio sociale, per tutelare l’ordine pubblico, diffido gli organi competenti a ripristinare il servizio di che trattasi, nel termine di giorni 3 dal ricevimento della presente”.







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Di peter dan (del 22/11/2008 @ 12:57:02, in L'idea per la città, linkato 387 volte)

Tanto tuonò che, infine, piovve. Sembra ormai lì lì per arrivare il passaggio del servizio idrico comunale alla Sogeas Ato Idrico 8 SpA. Noi utenti, trattati più o meno come mucche, stiamo per essere trasferiti in una nuova stalla: più grande, con apparecchiature per mungerci sicuramente più efficaci, efficienti e sofisticate, in modo da ricavare da ciascuno di noi la massima quantità di latte. Ma tutto questo era inevitabile? E soprattutto, questa nuova società pigliatutto era proprio la più idonea?.

Si dice in ambienti sindacali siracusani che la Sogeas SpA, socia fondamentale del nuovo soggetto che gestirà gli acquedotti della provincia, versi in cattivissime acque per non avere corrisposto ai suoi lavoratori consistenti parti dei dovuti contributi e per non avere saldato somme da capogiro a diversi fornitori. Insomma una società-“sola” come direbbero a Roma, una “bad-company” come direbbero invece gli addetti ai lavori, i cui incolmabili “difetti” sembrano il frutto dell’allegra gestione fatta nel suo passato siracusano.

A quel punto, però, lo scaltro Bufardeci, “provvidenzialmente” sostenuto da un certamente non inconsapevole (ma preoccupato per il suo futuro) Marziano, ha pensato bene di risolvere questa incombente grana per il Comune di Siracusa spalmandola sull’intera provincia. E così, con l’aiuto di solerti funzionari, è stato concepita la “grande stangata”. Prima si è tentato, per fortuna invano, di rifilare quote “tossiche” di questa “appetibile” società ai comuni della provincia, poi si è ritagliato un affidamento “su misura” che ha reso perplessi proprio tante persone, compreso l’allora non ancora presidente della provincia, On. Bono e, nel suo piccolo, il nostro sindaco Valvo. Sembra, infatti, che, a parte i dubbi (fondati) avanzati da più parti sulla solidità economica della SpA siracusana (compresa la famosa vicenda della polizza fideiussoria sempre annunciata e solo dopo tanto tempo prodotta), appariva “strana” a molti addetti ai lavori, la forzatura con cui si era inclusa, insieme alla gestione trentennale e come un fatto quasi accessorio, anche la materiale esecuzione di opere per decine, decine e decine di milioni di euro, con soldi in massima parte di fonte europea. In altre parole, a detta degli esperti “criticoni”, era come se una ditta di autotrasporti fosse stata incaricata anche di costruire i propri automezzi , saltando a piè pari tutte le leggi in materia di lavori pubblici che abilitano, in base a precisi criteri, le imprese in grado di eseguire opere di tale entità. Insomma, dicono gli invidiosi, una serie di provvidenziali escamotage per eludere norme che avrebbero altrimenti reso impossibile l’affidamento negli appetitosi termini in cui è avvenuto. Ma torniamo alla nostra “bad-company” (“cattiva società di capitali” per chi non mastica l’inglese).

E’ lecito chiedersi, quanto questa “dote” di debiti, insieme al non indifferente carico di “fisiologiche” ingerenze politiche, condizionerà il ruolo della stessa Sogeas SpA nella sua partecipata Sogeas Ato Idrico 8 SpA e la capacità imprenditoriale di quest’ultima. Cioè, quanto vittima designata o paziente carnefice sarà la socia lombarda Saccecav SpA e, più in generale, la quota privata (maggioritaria) del nuovo gestore provinciale?. Al solito, i malevoli, azzardano l’ipotesi che una volta consumata la fase delle grandi e costosissime opere, in cui non poche imprese (si spera, almeno quelle, abilitate, essendo scelte, dicono, senza gara) si saranno arricchite, l’inevitabile dissesto dei bilanci del gestore sarà ripianato a colpi di opportuni adeguamenti tariffari, a carico, manco a dirlo, di noi rassegnate “mucche di batteria”.
E l’ingrato compito di traghettarci verso questo luminoso futuro e di essere pertanto piacevolmente ricordato alla scadenza di ogni bimestre nei prossimi trent’anni, toccherà, ironia della sorte, proprio al nostro Valvo, docente in disgrazia di “estetica della politica”. A nulla varranno i suoi tentativi di coinvolgere la sua fluttuante maggioranza, in questa immensa “rogna”. E’ ormai assodato che in queste olimpiadi della sempiterna impopolarità vengono ricordati, ahimè e come è già successo, solo i primi (cittadini).

 

Note di redazione:

Questo succedeva circa un anno fa.

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Di corrado bianca (del 22/11/2008 @ 10:08:41, in La voce dei partiti, linkato 260 volte)

Il tono del comunicato del Sindaco, in risposta alle mie considerazioni sulle proposte di variazioni di bilancio, si commenta da solo. E’ del tutto evidente che Egli è assertore del pensiero unico e che prova fastidio per il solo fatto che l’opposizione esprima opinioni contrastanti con le Sue.
Tralasciando le considerazioni sulla mia personale intelligenza, del cui livello non è il caso che il Sindaco si preoccupi, è opportuno che si sappia che le mie considerazioni sono state condivise all’unanimità sia dai componenti della commissione finanze presenti alla riunione di Martedì 18 sia dalla conferenza dei capigruppo nella riunione di Giovedi 20.
Ringrazio comunque il Sindaco per la particolare attenzione prestatemi, fino al punto di aver dato mandato all’Ufficio di Ragioneria di rendere più “elementare” e leggibile la proposta di variazione per sopperire alla mia cronica incapacità a leggere e comprendere lo strumento finanziario proposto. Relativamente alla precisazione che l’atto sia stato redatto nel pieno rispetto della Legge appare poco comprensibile il perché di questa sottolineatura visto che il sottoscritto non ha mai detto che la proposta non fosse conforme alla legge ma ne ha solo evidenziato la difficile comprensibilità, perché non esplicativa , al di la della mera indicazione dei capitoli, degli effetti prodotti sul piano concreto. Il sottoscritto ritiene che qualsiasi atto dell’amministrazione, soprattutto in materia di bilancio, visto che la manovra incide per 471.000 euro, debba essere comprensibile non solo dagli addetti al lavori ma da qualsiasi cittadino e ciò a maggior ragione deve valere per chi dichiara di voler fare della democrazia partecipata il proprio metodo di governo.
Relativamente all’affermazione del Sindaco che io non riesca a comprendere una proposta che invece, come per legge, è chiara e comprensibile, allego qui di seguito la relazione così come proposta dal Sindaco. Giudichino i cittadini.
Corrado Bianca
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Ecco le variazioni di bilancio così come proposte e che il Consiglio Comunale è chiamato ad approvare nella di giorno 28.
Relazione
Oggetto; Variazioni di bilancio mediante storni e impinguamenti su interventi deficitari.

Il bilancio di previsione per l’esercizio 2008 approvato con deliberazione del C.C. n. 20 del 20.05.2008 è stato impostato nel massimo rigore finanziario imposto dalla normativa vigente senza applicazione di avanzo di amministrazione, ma puntando sulle entrate proprie dell’Ente.
Il titolo II dell’entrata , oggetto di vari rimaneggiamenti con l’evoluzione legislativa in essere, ha alla fine comportato un taglio sui trasferimenti erariali ai comuni operato nei giorni scorsi dal Ministero dell’Interno per complessi euro 96.557,00 a fronte del taglio dei complessivi 313 milioni di euro sui trasferimenti, che grazie alla previsione prudente e veritiera non ha,tuttavia, compromesso l’equilibrio di bilancio essendo compensata da un maggior accertamento del titolo I.
A seguito di una ricognizione effettuata nei vari servizi al fine di completare le attività gestite dai vari settori si rende necessario reperire risorse aggiuntive per come di seguito specificato.
Per completare le attività di manutenzioni nei vari servizi di spesa del titolo II si rende necessario reperire complessivi euro 232.600,00 di cui euro 90.000,00 per il servizio 0802 intervento 01,euro 31.600,00 per il servizio 0602 intervento 07, euro 35.000,00 per il servizio 04 05 intervento 01, e 35.000,00 per il servizio 01 02 intervento 01, euro 5.000,00 nel servizio 01 08 intervento 05, euro 20.000 nel servizio 01 05 intervento 06, euro 16.000 nel servizio 05 01 intervento 01.
Per quanto concerne la spesa corrente, da una ricognizione effettuata nei vari servizi occorre impinguare i capitoli deficitari per complessivi 238.400,00 euro per come segue:
- euro 13.000,00 nel servizio 10 04 intervento 05;
- euro 9.500,00 nel servizio 01 04 intervento 07;
- euro 20.000,00 nel servizio 01 06 intervento 01;
- euro 10.000,00 nel servizio 01 01 intervento 03;
- euro 60.000,00 nel servizio 01 08 intervento 01;
- euro 21.900,00 nel servizio 01 08 intervento 03;
- euro 1.500,00 nel servizio 01 08 intervento 05;
- euro 8.000,00 nel servizio 01 02 intervento 01;
- euro 1.500,00,00 nel servizio 01 02 intervento 03;
- euro 8.000,00 nel servizio 01 07 intervento 03;
- euro 4.000,00 nel servizio 04 05 intervento 02;
- euro 23.000,00 nel servizio 07 02 intervento 03;
- euro 10.000,00 nel servizio 07 01 intervento 03;
- euro 45 .000,00 nel servizio 08 02 intervento 03;
- euro 3 .000,00 nel servizio 09 06 intervento 03.

La somma complessiva della manovra di euro 471.000,00 viene recuperata per euro 46.000,00 dal titolo II, e per euro 425.000,00 dal titolo I per come segue:
- euro 128.000,00 dal servizio 09 05 intervento 03;
- euro 24.000,00 dal servizio 06 02 intervento 03;
- euro 50.000,00 dal servizio 01 05 intervento 03;
- euro 120.000,00 dal servizio 01 08 intervento 08;
- euro 19.000,00 dal servizio 08 01 intervento 03;
- euro 4.000,00 dal servizio 01 05 intervento 03;
- euro 15.000,00 dal servizio 07 02 intervento 03;
- euro 22.000,00 dal servizio 05 02 intervento 03;
- euro 13.000,00 dal servizio 07 02 intervento 05;
- euro 30.000,00 dal servizio 09 01 intervento 03;
- euro 10.000,00 dal titolo II servizio 10 04 intervento 05;
- euro 12.000,00 dal titolo II servizio 08 01 intervento 01;
- euro 24.000,00 dal titolo II servizio 09 01 intervento 01.

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Di NOTOLIBERA (del 19/11/2008 @ 14:22:52, in Il Palazzo, linkato 266 volte)

Il video delle dichiarazioni rese dal dottor Corrado Cultrera all'indomani della sua elezione a presidente del consiglio comunale di Noto.

 

E giusto per non dimenticare:

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Di NOTOLIBERA (del 17/11/2008 @ 11:09:33, in Per il cittadino, linkato 228 volte)

1 Ottobre 2008 La via “barocca” tra Occidente e Islam di Marcello Di Sarno (Blog Noto. Interviste Sindaci)
Il sindaco di Noto Corrado Valvo intervistato per Comuni-Italiani.it

Come si presenta Noto a chi oggi la vive quotidianamente?

Siamo persone estremamente fortunate in quanto beneficiari di un’eredità dal valore incommensurabile – oggi patrimonio dell’umanità – lasciataci dai nostri avi. Questi ultimi, a seguito del disastroso sisma del 1693, fecero risorgere la città dalle sue ceneri, consegnandola a noi nella splendida veste nobiliare dei suoi palazzi e delle sue chiese. Una capacità di reazione che si è avuta anche dopo l’ultimo sisma del 1990, passato alla storia come Terremoto di Santa Lucia, testimoniata dall’alta percentuale di beni culturali ristrutturati: circa l’80%.
L’ultimo grande passo compiuto in tal senso è il restauro dello splendido Palazzo Nicolaci, la cui inaugurazione è prevista per il prossimo 25 ottobre. A distanza soltanto di un anno dall’inaugurazione della nuova Cattedrale di San Nicolò – esempio insuperabile di architettura barocca –, un lavoro durato 10 anni e passato attraverso l’impegno di quattro governi.
Ambiente e beni culturali: questi i confini entro cui si disegna il disegno urbano della Noto moderna e al contempo i binari su cui procede la nostra azione amministrativa. I ritmi della quotidianità consegnano un clima di tranquillità e di vivibilità secondo gli standard più alti.
La nostra economia rispecchia fedelmente le caratteristiche regionali. Si vive soprattutto di agricoltura e di turismo. Per dare l’idea della solidità del nostro comparto turistico cito gli ultimi dati: le presenze di quest’estate, in controtendenza rispetto al dato nazionale, hanno fatto registrare una crescita del 4%.
Accanto a questo c’è un altro dato significativo che tiene conto dell’arrivo di nuovi residenti, originari della provincia di Milano e di Malta, i quali hanno rilevato antiche masserie, ristrutturandole per uso abitativo e in alcuni casi – vedi la nuova tenuta del gruppo vinicolo toscano dei Moretti – insediandovi attività produttive
.
Tre validi motivi per visitarla?
La qualità di vita innanzitutto legata al clima mite, al ricco patrimonio naturalistico e allo spirito d’accoglienza della gente.
Le eccellenze del nostro comparto agricolo che vanta la produzione tra gli altri di un olio dop, l’Ibleo, di vini doc – il Nero d’Avola, il Moscato di Noto e l’Eloro – il pomodoro e la Mandorla di Noto che si può gustare in tutto il suo sapore al celebre Caffè Sicilia, premiato da Gambero Rosso come miglior caffè d’Italia.
E poi siamo la capitale del barocco, a parer mio, ben oltre i confini della Sicilia. Una cornice più unica che rara in occasione di eventi come l’Infiorata della terza domenica di maggio, che vede via Nicolaci trasformata in un tappeto di petali, che di anno in anno propone soggetti e colori sempre nuovi.
Sul fronte dei collegamenti siamo messi bene e dopo il completamento del tratto autostradale Siracusa-Catania saremo ancora meglio: la nuova infrastruttura, di prossima inaugurazione, consentirà spostamenti più rapidi con lo scalo aeroportuale.
Chi o cosa, secondo lei, ha plasmato l’identità dei notinesi?
Vi sono più passaggi che hanno costruito l’identità culturale dei notinesi.
Se devo indicarne uno su tutti, senza dubbio la distruzione dell’antica città nel 1693 e la ricostruzione del nuovo nucleo nella valle dei Meti ha forgiato la tempra degli abitanti di Noto.
Qui va ricercato quello spirito di rinascita che contraddistingue il nostro Dna storico, non disgiunto dalla capacità da parte delle diverse amministrazioni succedutesi nel tempo di promuovere il territorio oltre i confini regionali e nazionali. N’è una prova l’annuncio dell’ultimazione del restauro della cattedrale dato a Palazzo Chigi.
Per quale aspetto del suo Comune e della sua gente Corrado Valvo, da cittadino prima ancora che da sindaco, va fiero?
La prima cosa che mi viene spontanea è l’Oasi di Vendicari. Pensi ci vado a correre di notte. Un crogiolo di colori, essenze e suoni. Un luogo magico che la saggezza dei miei predecessori è riuscita a sottrarre a un folle progetto industriale (negli anni ’70 si ipotizzava di farne un centro petrolchimico).
Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro di Noto?
Lo vedo positivo non fosse altro che per la consapevolezza che hanno i miei concittadini delle loro possibilità di sviluppo. Un fattore positivo che sta mietendo ottimi risultati è la felice sinergia di pubblico e privato, che consente di non stravolgere l’aspetto di città “bene culturale e ambientale”.
Il modello che perseguiamo non è quello di città museo, ma di “città dei musei”, in grado cioè di ricavare dai tesori del passato nuovi impulsi per investire nel futuro.
Tra questi merita una menzione particolare il concorso letterario che stiamo portando avanti con la valente collaborazione del giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco. L’ambizione è quella di fare di Noto un caposaldo della cultura mediterranea, alla luce del rapporto tra occidente e Islam. Su questa strada del resto si è sempre indirizzata l’azione pastorale del nostro vescovo monsignor Mariano Crociata, recentemente nominato segretario della Cei da papa Benedetto XVI.
Altre opere che stiamo portando avanti vanno nella direzione di promuovere un turismo di qualità, un turismo slow che guarda più alla qualità che ai numeri.
Una domanda che per lei è d’obbligo rivolgere su Noto e la risposta che darebbe.
“Cosa si aspetta dalla comunità?”
“Mi aspetto un maggiore coinvolgimento da parte di tutti, dal commerciante al consigliere comunale e così via. I sindaci passano, così come le maggioranze di governo. Ciò che sopravvive al tempo sono i progetti unitari, concepiti per il bene della comunità e che fanno inorgoglire”.

 

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Di NOTOLIBERA (del 17/11/2008 @ 09:48:34, in Società, linkato 219 volte)

L'inchiesta pubblicata da L'Espresso nel numero in edicola venerdì 14 novembre 2008.
Che furbetto quel Brunetta

di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo
La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall'ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni 

La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell'università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: "Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro". Eravamo a metà dei ruggenti anni '80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis.

Ci ha messo 13 anni in più, ma alla fine l'ex venditore ambulante di gondolette di plastica è stato di parola. In soli sette mesi di governo è diventato la star più splendente dell'esecutivo Berlusconi. La guerra ai fannulloni conquista da mesi i titoli dei telegiornali. I sondaggi lo incoronano - parole sue - 'Lorella Cuccarini' del governo, il più amato dagli italiani. Brunetta nella caccia alle streghe contro i dipendenti pubblici non conosce pietà. Ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, sogna i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti e ha falciato i contratti a termine. Dagli altri pretende rigore, meritocrazia e stakanovismo, odia i furbi e gli sprechi di denaro pubblico, ma il suo curriculum non sempre brilla per coerenza. A 'L'espresso' risulta che i dati sulle presenze e le sue attività al Parlamento europeo non ne fanno un deputato modello. Anche la carriera accademica non è certo all'altezza di un Nobel. Ma c'è un settore nel quale l'ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha dimostrato di essere davvero un guru dell'economia: la ricerca di immobili a basso costo, dove ha messo a segno affari impossibili per i comuni mortali.

Chi l'ha visto Appena venticinquenne, Brunetta entra nel dorato mondo dei consulenti (di cui oggi critica l'abuso). Viene nominato dall'allora ministro Gianni De Michelis coordinatore della commissione sul lavoro e stende un piano di riforma basato sulla flessibilità che gli costa l'odio delle Brigate rosse e lo costringe a una vita sotto scorta. Poi diventa consigliere del Cnel, in area socialista. Nel 1993, durante Mani Pulite firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni. Nel 1995 entra nella squadra che scrive il programma di Forza Italia e nel 1999 entra nel Parlamento europeo.

Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la 'legge dei tornelli' invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da 'L'espresso', in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione la frequenza tocca il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12 mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l'anno. Ferie escluse. Lo stesso ministro ha ammesso in due lettere le sue performance: nella legislatura 1999-2004 ha varcato i cancelli solo 166 volte, pari al 53,7 per cento delle sedute totali. "Quasi nessun parlamentare va sotto il 50, perché in tal caso l'indennità per le spese generali viene dimezzata", spiegano i funzionari di Strasburgo. Nello stesso periodo il collega Giacomo Santini, Pdl, sfiorava il 98 per cento delle presenze, il leghista Mario Borghezio viaggiava sopra l'80 per cento. Il trend di Brunetta migliora nella seconda legislatura, quando prima di lasciare l'incarico per fare il ministro firma l'elenco (parole sue) 148 volte su 221. Molto meno comunque di altri colleghi di Forza Italia: nello stesso periodo Gabriele Albertini è presente 171 volte, Alfredo Antoniozzi e Francesco Musotto 164, Tajani, in veste di capogruppo, 203.

La produttività degli europarlamentari si misura dalle attività. In aula e in commissione. Anche in questo caso Brunetta non sembra primeggiare: in dieci anni ha compilato solo due relazioni, i cosiddetti rapporti di indirizzo, uno dei termometri principali per valutare l'efficienza degli eletti a Strasburgo. L'ultima è del 2000: nei successivi otto anni il carnet del ministro è desolatamente vuoto, fatta eccezione per le interrogazioni scritte, che sono - a detta di tutti - prassi assai poco impegnativa. Lui ne ha fatte 78. Un confronto? Il deputato Gianni Pittella, Pd, ne ha presentate 126. Non solo. Su 530 sedute totali, Brunetta si è alzato dalla sedia per illustrare interrogazioni orali solo 12 volte, mentre gli interventi in plenaria (dal 2004 al 2008) si contano su due mani. L'ultimo è del dicembre 2006, in cui prende la parola per "denunciare l'atteggiamento scortese e francamente anche violento" degli agenti di sicurezza: pare non lo volessero far entrare. Persino gli odiati politici comunisti, che secondo Brunetta "non hanno mai lavorato in vita loro", a Bruxelles faticano molto più di lui: nell'ultima legislatura il no global Vittorio Agnoletto e il rifondarolo Francesco Musacchio hanno percentuali di presenza record, tra il 90 e il 100 per cento.

Se la partecipazione ai lavori d'aula non è da seguace di Stakanov, neanche in commissione Brunetta appare troppo indaffarato. L'economista sul suo sito personale ci fa sapere che, da vicepresidente della commissione Industria, tra il 1999 e il 2001 ha partecipato alle riunioni solo la metà delle volte, mentre nel biennio 2002-2003, da membro titolare della delicata commissione per i Problemi economici e monetari, si è fatto vedere una volta su tre. Strasburgo è lontana dall'amata Venezia, ma non si tratta di un problema di distanza. A Ca' Loredan, nel municipio dove è stato consigliere comunale e capo dell'opposizione dal 2000 al 2005, il nemico dei fannulloni detiene il record. Su 208 sedute si è fatto vedere solo in 87 occasioni: quattro presenze su dieci, il peggiore fra tutti i 47 consiglieri veneziani.

Il bello del mattone
LA MAPPA DELLE PROPRIETA' DI BRUNETTA
Brunetta spendeva invece molto tempo libero per mettere a segno gli affari immobiliari della sua vita. Oggi il ministro possiede un patrimonio composto da sei immobili (due ereditati a metà con il fratello) sparsi tra Venezia, Roma, Ravello e l'Umbria, per un valore di svariati milioni di euro. "Mi piacciono le case e le ho pagate con i mutui", ha sempre detto. Effettivamente per comprare e ristrutturare la magione di 420 metri quadrati con terreno e piscina in Umbria, a Monte Castello di Vibio, vicino a Todi, Brunetta ha contratto un mutuo di 600 milioni di vecchie lire del 1993. Ma per acquistare la casa di Roma e quella di Ravello, visti i prezzi ribassati, non ne ha avuto bisogno. Cominciamo da quella di Roma. Alla fine degli anni Ottanta il rampante professore aveva bisogno di un alloggio nella capitale, dove soggiornava sempre più spesso per la sua attività politica. Un comune mortale sarebbe stato costretto a rivolgersi a un'agenzia immobiliare pagando le stratosferiche pigioni di mercato. Brunetta no.
Come tanti privilegiati, riesce a ottenere un appartamento dall'Inpdai, l'ente pubblico che dovrebbe sfruttare al meglio il suo patrimonio immobiliare per garantire le pensioni ai dirigenti delle aziende. Invece, in quel tempo, come 'L'espresso' ha raccontato nell'inchiesta 'Casa nostra' del 2007, gli appartamenti più belli finivano ai soliti noti. Brunetta incluso. Un affitto che in quegli anni era un sogno per tutti i romani, persino per i dirigenti iscritti all'Inpdai ai quali sarebbe spettato. Lo racconta Tommaso Pomponi, un ex dirigente della Rai ora in pensione, che ha presentato domanda alla fine degli anni Ottanta: "Nonostante fossi stato sfrattato, non ottenni nessuna risposta. Contattai presidente e direttore generale, scrissi lettere di protesta, inutilmente". Pomponi ha pagato per anni due milioni di lire di affitto e poi ha comprato a prezzi di mercato, come tutti. Il ministro, invece, dopo essere stato inquilino per più di 15 anni con canone che non ha mai superato i 350 euro al mese, ha consolidato il suo privilegio rendendolo perpetuo: nel novembre 2005 il patrimonio degli enti infatti è stato ceduto. Brunetta compra insieme agli altri inquilini ottenendo uno sconto superiore al 40 per cento sul valore di stima. Alla fine il prezzo spuntato dal grande moralizzatore del pubblico impiego è di 113 mila euro, per una casa di 4 vani catastali, situata in uno dei punti più belli di Roma. Si tratta di un quarto piano con due graziosi balconcini e una veranda in legno. Brunetta vede le rovine di Roma e il parco dell'Appia antica. Un appartamento simile a quello del ministro vale circa mezzo milione di euro: con i suoi 113 mila euro l'economista avrebbe potuto acquistare un box. 

Un tuffo in Costiera Anche il buen retiro di Ravello è stato un affare immobiliare da Guinness. Brunetta, che si autodefinisce "un genio", diventa improvvisamente modesto quando passa in rassegna i suoi possedimenti campani. "Una proprietà scoscesa", ha definito questa splendida villa di 210 metri quadrati catastali immersa in 600 metri di giardino e frutteto. Seduto nel suo patio il ministro abbraccia con lo sguardo il blu e il verde, Ravello e Minori.
Per comprare i ruderi che ha poi ristrutturato ha speso 65 mila euro tra il 2003 e il 2005. "Quanto?", dice incredula Erminia Sammarco, titolare dell'agenzia immobiliare Tecnocasa di Amalfi: "Mi sembra impossibile: a quel prezzo un mio cliente ha venduto una stalla con un porcile". Oggi un rudere di 50 metri quadri costa circa 350 mila euro, e una villa simile a quella dell'economista supera di gran lunga il milione di euro. Il ministro ha certamente speso molto per la pregevole ristrutturazione, tanto che ha preso un mutuo da 300 mila euro poco dopo l'acquisto del 2003 che finirà di pagare nel 2018, ma ha indubbiamente moltiplicato l'investimento iniziale.

Ma come si fa a trasformare una catapecchia senza valore in una villa di pregio? 'L'espresso' ha consultato il catasto e gli atti pubblici scoprendo così che Brunetta ha comprato due proprietà distinte per complessivi sette vani catastali, affidando i lavori di restauro alla migliore ditta del luogo. Dopo la cura Brunetta, al posto dei ruderi si materializza una villetta su tre livelli su 172 metri quadrati più dépendance, rifiniture in pietra e sauna in costruzione. Per il catasto, invece, l'alloggio passa da civile a popolare. In compenso, i sette vani sono diventati 12 e mezzo. Come è stata possibile questa lievitazione? "Diversa distribuzione degli spazi interni", dicono le carte. La signora Lidia Carotenuto, che fino al 2002 era proprietaria del piano inferiore, ricorda con un po' di malinconia: "La mia casa era composta di due stanzette, al massimo saranno stati 40 metri quadrati e sopra c'era un altro appartamento (che misurava 80 metri catastali, ndr) in rovina. So che ora il Comune di Ravello sta costruendo una strada che passerà vicino all'abitazione del ministro. Io non avrei venduto nulla se l'avessero fatta prima...". A rappresentare Brunetta nell'atto di acquisto della dépendance nel 2005 è stato il geometra Nicola Fiore, che aveva seguito in precedenza anche le pratiche urbanistiche. Fiore era all'epoca assessore al Bilancio del comune, guidato dal sindaco Secondo Amalfitano, del Partito democratico. I rapporti con il primo cittadino è ottimo: Brunetta entra nella Fondazione Ravello. E quest'anno, dopo le elezioni, Amalfitano fa il salto della barricata, entra nel Pdl e lascia la Costiera per Roma dove viene nominato suo consigliere ministeriale.

Il Nobel mancato "Io sono un professore di economia del lavoro, l'ho guadagnato con le unghie e con i denti. Sono uno dei più bravi d'Italia, forse d'Europa", ha spiegato Brunetta ad Alain Elkann, che di rimbalzo lo ha definito "un maestro della pasta e fagioli" prima di chiedergli la ricetta del piatto. L'economista Ada Becchi Collidà, che ha lavorato nello stesso dipartimento per otto anni, dice senza giri di parole che "Renato non è uno studioso. È prevalentemente un organizzatore, che sa dare il meglio di sé quando deve mettere insieme risorse". Alla facoltà di Architettura di Venezia entra nel 1982, dopo aver guadagnato l'idoneità a professore associato in economia l'anno precedente. Come ha ricordato in Parlamento il deputato democratico Giovanni Bachelet, Brunetta non diventa professore con un vero concorso, ma approfitta di una "grande sanatoria" per i precari che gravitavano nell'università. Una definizione contestata dal ministro, che replica: avevo già tutti i titoli.

In cattedra Secondo il curriculum pubblicato sul sito dell'ateneo di Tor Vergata (dove insegna dal 1991), al tempo il giovane Brunetta poteva vantare poche pubblicazioni: una monografia di 500 pagine e due saggi. Il primo era composto di dieci pagine ed era scritto a sei mani, il secondo era un pezzo sulla riduzione dell'orario edito da 'Economia&Lavoro', la rivista della Fondazione Brodolini, di area socialista, che Brunetta stesso andrà a dirigere nel 1980. Tutto qui? Nel mondo della ricerca esistono diverse banche dati per valutare il lavoro di uno studioso. Oggi Brunetta si trova in buona posizione su quella Econlit, che misura il numero delle pubblicazioni rilevanti: 30, più della media dei suoi colleghi. La musica cambia se si guarda l'indice Isi-Thompson, quello che calcola le citazioni che un autore ha ottenuto in lavori successivi: una misura indiretta e certo non infallibile della qualità di una pubblicazione, ma che permette di farsi un'idea sull'importanza di un docente. L'indice di citazioni di Brunetta è fermo sullo zero.

Le valutazioni degli indicatori sono discutibili, ma di sicuro il mondo accademico non lo ha mai amato: "L'università ha sempre visto in lui il politico, non lo scienziato", ricorda l'ex rettore dello Iuav di Venezia, Marino Folin. Nel 1991, da professore associato, riesce a trasferirsi all'Università di Tor Vergata. In attesa del Nobel, tenta almeno di diventare professore ordinario partecipando al concorso nazionale del 1992. In un primo momento viene inserito tra i 17 vincitori. Ma un commissario, Bruno Sitzia, rimette tutto in discussione. Scrive una lettera e, senza riferirsi a Brunetta, denuncia la lottizzazione e la poca trasparenza dei criteri di selezione. "Si discusse anche di Brunetta, e ci furono delle obiezioni", ricorda un commissario che chiede l'anonimato: "La situazione era curiosa: la maggioranza del collegio era favorevole a includere l'attuale ministro, ma non per i suoi meriti, bensì perché era stato trovato l'accordo che faceva contenti tutti. Comunque c'erano candidati peggiori di lui". Il braccio di ferro durò mesi, poi il presidente si dimise. E la nuova commissione escluse Brunetta. Il professore 'migliore d'Europa' viene bocciato. Un'umiliazione insopportabile. Così fa ricorso al Tar, che gli dà torto. Poi si appella al Consiglio di Stato, ma poco prima della decisione si ritira in buon ordine. Nel 1999 era riuscito infatti a trovare una strada per salire sulla cattedra. Un lungo giro che valica l'Appennino e si arrampica alle pendici del Gran Sasso, ma che si rivela proficuo. È a Teramo che ottiene infine il riconoscimento: l'alfiere della meritocrazia, bocciato al concorso nazionale, riesce a conquistare il titolo di ordinario grazie all'introduzione dei più facili concorsi locali. Nel 1999 partecipa al bando di Teramo, la terza università d'Abruzzo. Il posto è uno solo ma vengono designati tre vincitori. La cattedra va al candidato del luogo ma anche gli altri due ottengono 'l'idoneità'. Brunetta è uno dei due e torna a Tor Vergata con la promozione. Un'ultima nota. A leggere le carte del concorso, fino al 2000 Brunetta "è professore associato a Tor Vergata". La stranezza è che il curriculum ufficiale - pubblicato sul sito della facoltà del ministro - lo definisce "professore ordinario dal 1996". Quattro anni prima: errore materiale o un nuovo eccesso di ego del Nobel mancato?


GUARDA:
Brunetta videostory

LE PRESENZE DI BRUNETTA:
Al Parlamento Europeo
Al Comune 

LEGGI: Voglio una vita low cost

LO SFOGLIO:I documenti dell'acquisto della casa Inpdai 

LA REPLICA:
LA RISPOSTA DEL MINISTRO

COMUNICATO DELLA DIREZIONE

 

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Di Seby Ferlisi (del 15/11/2008 @ 09:42:07, in La voce dei partiti, linkato 303 volte)

Ancora un’altra settimana, e precisamente la n. 28, è miseramente trascorsa da quel famoso 29 aprile, ultimo giorno in cui Noto ha potuto vantare l’esistenza di un’amministrazione nel pieno delle sue funzioni.

Da quella data ne abbiamo viste di tutti i colori:

• dapprima abbiamo avuto gli assessori senza delega, impossibilitati dall’adempiere alle mansioni delle loro rubriche ma regolarmente idonei a percepire i loro stipendi (…e i cittadini pagano!);
• poi è venuto il tempo della mini giunta tecnica ad orologeria, costretta a lavorare con una programmazione settimanale o giornaliera, sempre pronta a fare le valigie per lasciare il posto ai designati da Siracusa (…e i cittadini pagano!);
• subito dopo si è gentilmente invitato il Presidente del Consiglio a rassegnare le dimissioni, perché i sette posti in Giunta e i tanti incarichi di sottogoverno non erano ancora sufficienti ad accontentare le numerose richieste dei partiti della bulgara maggioranza Valvo (…e i cittadini pagano!);
• infine sono iniziate lunghissime ed estenuanti riunioni, calcolatrice (o abaco?) alla mano, per trovare il risolutivo accordo che potesse lasciare tutti soddisfatti (..e i cittadini pagano!).

E mentre questo deleterio e offensivo teatrino della contrattazione del posto imperversa ancora oggi, da mesi Noto è lasciata in balia di sé stessa perché non c’è nessuno che la governi. Nelle innumerevoli riunioni “di bottega” si parla di tutto meno che della cosa più importante, ovvero il bene della città, tanto caro a parole al Sindaco, e così: il piano regolatore rimane fermo, le strade si trasformano in insidiose mulattiere, la programmazione degli eventi è superficiale ed approssimativa, il controllo del territorio è inesistente. E’ arrivato il momento di porre fine a questa disastrosa situazione di degrado civico e politico. Pertanto, invitiamo il Sindaco, i dirigenti dei partiti e i consiglieri di maggioranza a trovare immediatamente una soluzione alla crisi.
NOTO NON MERITA QUESTO SCEMPIO: Noto necessita di un’amministrazione che la governi! In caso contrario si torni alle urne!

Partito Democratico Noto

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Di NOTOLIBERA (del 14/11/2008 @ 09:42:29, in Economia, linkato 321 volte)

Dal Giornale di SIcilia di 5 novembre, si apprende che l’Assessorato regionale al Territorio ed Ambiente sta avviando una serie di indagini approfondite sulla VIA (valutazione impatto ambientale) presentata per quanto rigurada gli impianti fotovoltaici di grosso taglio. L’impressione che lo stesso assessorato ha è quella che alcune aziende hanno utilizzato un “escamotage” presentando più progetti di impinati in terreni attigui in modo tale da superare il limite di un megawatt di potenza per ognuno degli impianti. Se fosse vero (!) potremmo avere ripercussioni di un certo rilievo.

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Di NOTOLIBERA (del 14/11/2008 @ 09:37:23, in Società, linkato 488 volte)

Il Club Noto in moto è una piccola “ realtà locale” di amici motociclisti nata nel 2007 , che ha già all’attivo due Motoraduni ufficiali che hanno visto la partecipazione di centinaia di bikers, che vuole anche svolgere un ruolo attivo nel sociale.
Circa tre mesi fa è stata attivata una campagna per la sensibilizzazione all’uso del casco attraverso l’affissione di manifesti in città ed articoli proposti sul sito del Club ( www.notoinmoto.it).
Ed ora “ il salto di qualità”: una conferenza presso la Sala Gagliardi di Noto sull’Educazione stradale e sul Trattamento di primo soccorso nei traumi della strada. Conferenza patrocinata dal comune di Noto che vedrà illustri Relatori, illustri Ospiti, nonché la partecipazione degli studenti delle classi superiori di Noto.
Il Presidente del Club, Dott.Giovanni Scenna, il Direttivo ed i soci tutti plaudono alla buona riuscita dell’evento ed ad una maggiore integrazione tra “ realtà locali” ed organi istituzionali.

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Di Roberto Bellassai (del 13/11/2008 @ 12:52:40, in Cultura, linkato 290 volte)

Da un’idea di Corrada Vinci,è nato “ Volalibro “, un Festival del libro per ragazzi, una iniziativa valida e di basilare importanza per i ragazzi delle scuole elementari e medie di Noto.
Dal 7 al 16 Novembre c.a., dieci giorni pieni di incontri e conferenze con Scrittori, Docenti, Editori, Librai, Attori.Dieci giorni con spettacoli teatrali, corsi, danza, laboratori, mostra del libro, mostra documentaristica all’Archivio di Stato dal titolo: “Dalla Repubblica alla Costituzione “, visite guidate al Laboratorio di Chimica della Fidia Farmaceutica, visite guidate All’Osservatorio di Astrofisica di contrada Renna (Noto), un “Osservatorio delle stelle “, sui vari sagrati delle chiese della Città.
Per la prima volta la Città e il suo territorio si sono aperti a bambini e ragazzi con una manifestazione culturale tutta per loro, un Festival che può nel tempo contribuire a trasmettere e dare strumenti culturali adeguati a bambini e ragazzi, in una Città come Noto, in cui diventa necessario iniziare ad “educare“, educare al gioco, all’immaginazione, alla creatività, alla conoscenza, alla nonviolenza, ai vari tipi e modelli di conoscenza, alla pluralità dei contenuti culturali e spirituali, alla libertà di “ come pensare “ e non di “cosa pensare“, partendo dai bambini, dai piccoli, cercando di recuperare il Gap che si sente e si tocca con mano, - rispetto ad altre Città o Regioni d’Italia – come in generale nel Sud.
Educare partendo dai bambini, dai piccoli, che speriamo non sia l’unica possibilità che ci resta in questa Noto? In questa Sicilia difficile, crudele, che lacera persone e sentimenti, per dirla con Leonardo Sciascia.
In altre Città, un Festival come Volalibro, rientra in una normale programmazione di una Biblioteca Comunale. A Noto,in una Città d’Arte, in una Città patrimonio dell’Umanità, la Biblioteca Comunale, è totalmente assente, come se fosse solo potenziale - virtuale. E’ totalmente assente da una manifestazione dove si celebra il libro e la lettura per bambini e ragazzi!
Finalmente una manifestazione che ci auguriamo si ripeta ogni anno, che diventi un appuntamento fisso per la Città, una manifestazione che risponde ai parametri culturali adeguati e dovuti alla Città di Noto.
Un grazie sentito agli organizzatori, al Sindaco di Noto, all’ideatrice del Festival, Corrada Vinci, alla Scrittrice e curatrice delle varie sezioni del Festival, Annamaria Piccione, a Francesco Fazio del teatro Manomagia,e a quanti sono intervenuti e contribuito alla riuscita del Festival.

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