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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Il Consiglio Comunale di Noto è stato convocato, in sessione ordinaria, dal Presidente, dott. Arturo Rizza, per il giorno 4 agosto alle ore 18,00.
L’Ordine del Giorno della seduta prevede la trattazione dei seguenti punti:

1) Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti;
2) Interrogazioni ed interpellanze;
3) Riconoscimento debito fuori bilancio Ditta ******* di ********;
4) Approvazione regolamento servizio trasporto con scuolabus;
5) Piano di lottizzazione a scopo edilizio C.da Forte comparto C3/54 foglio di mappa 420 part. 422. Richiedente ******** nata a ****** il ******** ed ivi residente in Via *********;
6) Piano di lottizzazione a scopo edilizio contrada Cozzo Tondo C2/9 foglio di mappa n. 221 ai mappali 11-12-14-17—153 –154-155-156-165-213-214-422. Richiedente ******** nato a ****** il ******** ed ivi residente in C.da ********;
7) Piano di lottizzazione a scopo edilizio C.da San Giovanni comparto C2/7 foglio di mappa 235 part.lla 30-738-739. Richiedente ******** nato a ****** il ******** ed ivi residente in Via ********. Autorizzazione alla lottizzazione parziale del comparto edilizio ai sensi dell’art. 22 delle norme tecniche di attuazione;
8) Approvazione regolamento comunale delle strutture residenziali private iscritte all’Albo Comunale (la proposta è stata reiterata con nota senza data ed è mancate del numero provvisorio);
9) Art. 194 lett. E) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio Comune di Avola;
10) Art. 194 lett. A D.L.vo 267/2000 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio derivante dalla sentenza del Tribunale di SR n. 483/07. ****** – ****** eredi di ******, ******** e *********;
11) Art. 194 lett. a) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio giuste sentenze n. 80/94 del Pretore di Noto e 491/07 del Tribunale di Siracusa in favore del Sig. ********;
12) Art. 194 lett. a) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio in favore del Sig. ********;
13) Art. 194 lett. a) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio in favore del Sig. ********;
14) Art. 194 lett. a) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio in favore del Sig. ********;
15) Art. 194 lett. a) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio in favore della Sig.ra ********;
16) Art. 194 lett. a) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio in favore degli Ingg.ri ******** e ********;
17) Art. 194 lett. a) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio in favore della Sig.ra ********;
18) Approvazione Statuto dell’Autorità d’Ambito in attuazione del D.P.R.S. n. 127 del 20.5.2008;
19) Approvazione convenzione ex art. 7 della L.R. 10/99 ESMI tra il Comune di Noto – Villa del Tellaro e Soprintendenza di Siracusa;
20) Approvazione regolamento comunale per la cessione dei lotti nella zona artigianale.

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Di Roberto De Benedictis (del 29/07/2008 @ 20:35:44, in La voce dei partiti, linkato 1524 volte)

Seguendo le orme di Cuffaro, anche l’assessore Gianni sta provando a tassare le industrie del settore energetico in Sicilia. Seppure con dichiarazioni finora confuse, talune fantasiose, è bene che si sia tornato a parlare del difficile rapporto fra industrie e territorio, a partire dal precetto che chi inquina paga.

Gli strumenti possono essere solo tre. Il primo è quello del tributo ambientale: il governo della Regione è nel diritto di istituirne di nuovi, purché fatto bene e non come la famosa tassa sul tubo che fece ridere mezza Europa. Ma con quale autorevolezza politica, nei confronti di chi, oltre a pagare tutti i tributi che si pagano nel resto del paese, paga in Sicilia l’IRAP più cara d’Italia, nel 2009 destinata a crescere, per ripianare l’enorme deficit nella sanità e cioè proprio per le responsabilità del governo regionale?

Poi le accise: per legge e per Statuto sono di esclusiva appartenenza delle Stato, che può devolverle, in tutto o in parte, alla Sicilia, come fece la finanziaria Prodi per il 2007, comma 833 dell’art. 1, assegnando 120 milioni di euro fra il 2008 e il 2009, quale quota parte delle accise sui prodotti petroliferi consumati in Sicilia. A condizione però che la Regione ne redigesse un piano di spesa finalizzato al risanamento ambientale. Piano mai fatto e soldi mai arrivati. Se fa sul serio, il governo regionale potrebbe fare quel piano e recuperare quei soldi. E poi impegnarsi per ottenere da Tremonti maggiori quote di accise, dimostrando quanto vale effettivamente a Roma. Questa è una battaglia vera, se non si vuole fare demagogia. Con l’allineamento cosmico che si è realizzato… dovrebbe essere un gioco da ragazzi.

Infine, le cosiddette compensazioni ambientali, royalties comprese, liberi accordi fra industrie e Regione che è possibile ed auspicabile attivare per promuovere nuova economia pulita e non mera riscossione di denaro in cambio dell’inquinamento. Altrove, ad esempio, Regioni con idee più chiare della nostra sono arrivate ad ottenere, creazioni di nuove imprese, oltre ad investimenti per l’ambiente. È qui lo spazio vero ma deserto della nostra politica, non nella caccia all’untore. Non nella contrattazione del prezzo al quale possiamo subire la presenza industriale ma in quella capace di costruire per la Sicilia un suo ruolo nello scenario energetico europeo. Se anche in questo settore la Sicilia è al centro degli scambi mediterranei, come la scienza e la retorica parimenti dicono, vogliamo limitarci a parlare di tasse e di sconti?
On. Roberto De Benedictis

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Grande soddisfazione per la compattezza dimostrata in ordine alla elezione dei componenti il Collegio dei Revisori dei Conti. Le indicazioni fornite dai partiti AN, Forza Italia, UDC, condivise dal Sindaco e dagli altri partiti, hanno fatto registrare un risultato oltre le aspettative, in quanto i componenti il Collegio hanno ottenuto più voti del gruppo della maggioranza, a dimostrazione della qualità degli stessi sui quali c’è stata piena condivisione, così come auspicato dal Sindaco.
Chiaramente il voto libero e favorevole espresso da altri soggetti, come più volte detto, non determina un immediato allargamento della maggioranza. Infatti nei loro confronti esistono o chiare e nette preclusioni per gli atteggiamenti politici e personali adottati nel tempo o riserve che, proprio a causa dell’altalenante comportamento politico, dovranno essere vagliate ed eventualmente sciolte dall’intera maggioranza.
Oggi la maggioranza si compone di 13 unità e non è possibile, senza il consenso delle forze che tradizionalmente la compongono, poter operare “allargamenti” a seguito di operazioni politiche che qualcuno ha posto in essere solo per raggiungere un posto al sole.
Senza entrare nel merito delle sacrosante scelte di ogni singolo partito si evidenzia che le stesse verranno gestite esclusivamente in seno ai medesimi partiti con le limitazioni di cui sopra.
Si auspica un senso di responsabilità da parte dei partiti e dagli stessi Consiglieri, perchè il “balletto” del cambio di casacche non giova a nessuno e crea soltanto confusione. Si comunica comunque che si rimane sempre aperti ad un confronto politico finalizzato sempre a poter lavorare nell’interesse della Città e non per occupare questa o quella poltrona.

Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo

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Il Sindaco di Noto, avv. Corrado Valvo, ha inviato una nota all’ENEL per denunciare la pesante situazione derivante dalle disfunzioni nel servizio di recapito delle fatture inerenti alle utenze per al fornitura di energia elettrica.
In questi ultimi periodi, infatti, sempre più frequentemente sono giunte al Sindaco segnalazioni e lamentele da parte di cittadini che denunciavano il gravissimo disservizio.
“Tale situazione - scrive il Sindaco nella nota - comporta un grandissimo disagio per tutti gli utenti, che si aggrava ulteriormente nei casi di soggetti anziani, che si vedono costretti a sostenere file interminabili presso lo sportello “Qui Enel” che, a causa di tale problematica, è quotidianamente ingolfato. Il problema si presenta ancora più pesante per coloro che ignorano l’esistenza del servizio “Qui Enel” ovvero che non hanno la possibilità di recarvisi, in quanto costoro corrono seriamente il rischio di ritrovarsi senza corrente elettrica.
Detta situazione non è ulteriormente tollerabile in quanto eventuali accorgimenti mirati al contenimento dei costi non possono essere adottati a scapito del servizio che codesta ditta fornisce, andando a gravare pesantemente su di esso e, conseguentemente, ripercuotendosi in maniera inammissibile sull’utenza.
Si chiede, pertanto, a codesta Azienda un intervento, immediato e forte, finalizzato alla rimozione delle cause che stanno determinando i disagi denunciati con la presente e si diffida fermamente la stessa dal mantenimento di questo indecoroso stato di fatto, riservandosi, in caso di mancato riscontro, di adottare ogni misura necessaria a difesa dei cittadini/utenti”.

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Di maronas (del 23/07/2008 @ 11:57:55, in L'idea per la città, linkato 654 volte)

.....La versione, pessimistica, nostrana dell’antico adagio latino “Spes ultima dea” con riferimento, come direbbe il caro “saggio” paesano, “di mia sponte” alle nostre piccole-grosse polemiche locali. Agli intelligenti poche parole! Ho detto e ribadisco che non parlerò più di dirigenti locali, cosa peraltro che in maniera diretta, a livello personale non ho mai fatto, ma mi occuperò in generale come d’altronde mio diritto delle varie problematiche locali nostrane. Pertanto, non volendo dare fastidio a nessuno, considerato che tutti per eccesso di autostima, ci valutiamo infallibili, dirò che a Noto le cose vanno benissimo, il Partito che non voglio nominare è in ottima salute, i risultati ottenuti in ben due tornate elettorali di seguito sono il massimo possibile, che il cavallo vincente non si cambia mai, che il 27 settembre dovrà sancire il trionfo dell’attuale gruppo dirigente. Naturalmente siccome non basta proporre di non volere sbagliare più, ma bisogna prima mostrare dolore per gli sbagli commessi allora con estrema umiltà, chiedo perdono per: • Non avere prima dichiarato di non avere avuto sempre una coerenza ed una estrema osservanza dei partiti fino a rasentare la cocciutaggine anche nei momenti in cui mi accorgevo che, a mio parere, questi fossero nell’errore. • Non avere riconosciuto di avere commesso degli errori ed essersi dichiarato infallibile • Avere tentato con ogni mezzo di impadronirsi delle leve direttive del partito. • Avere accettato senza la dovuta umiltà inviti da parte di dirigenti provinciali a far parte dell’attuale direzione politica • Avere proposto in contemporanea posti dirigenziali oltre che per se anche per moglie, figli, fratelli ed altri pupilli. • Avere perseguito con estrema pervicacia mediante visite domiciliari e rapporti quotidiani, la volontà di mettere sotto protezione politica ed intellettuale, non sapendo a che titolo ed a che pro qualche giovane sprovveduto di appena 26-27 anni. • Avere ipotecato il futuro di un partito a partire dal 27 settembre. • Avere pensato di andare in un'ottica nuova di radicale rifondazione del partito, ad occupare insieme a tanti, ma anche soprattutto a Sanoram. un posto in cui porre il contributo per la rifondazione del partito. • Non avere fatto mai niente di buono per la città. Che significato avrebbe potuto avere considerare i cittadini non come prede per carpirne i facili consensi, ma come destinatari di interesse pubblico e di impegno civile e amore fraterno, come dovrebbe essere in generale il rapporto fra amministratore ed amministrati? Cosa poteva significare non costringere i cittadini a litigare fra loro per carpire particolari e speciali “benevolenze”? Cosa poteva significare la stesura di un piano commerciale per le attività a posto fisso e per gli ambulanti già nell’88, in una città che si preparava a modernizzarsi? l’apertura, reale, non come già più volte tentata, sulla carta, del Centro anziani, con l’iscrizione in tempi rapidi di oltre 880 registrati? o il regolamento per i sussidi che ha evitato a tanti amministratori in una fase successiva di incorrere nel reato di abuso o di interesse privato? O l’inizio delle attività sociali per i pensionati bisognosi? o l’apertura, con la consulenza fattiva ed attivissima di Francesco Crea e di Laura Romano, dell’Università della terza età? o le varie attività documentate da foto e servizi giornalistici estive dei ragazzi ed invernali degli anziani? E la continuità del servizio infermieristico per i cittadini indigenti? E l’impegno per alleviare le sofferenze dei cittadini durante le fasi cruciali del terremoto del 90? Tutte attività connesse con i ruoli allora molto aleatori ed insicuri per l’estrema instabilità delle amministrazioni, di assessore di volta in volta al Turismo e spettacolo, all’annona ed al commercio, ai servizi sociali, alle problematiche giovanili, ed alla protezione civile per la prima volta curata da una apposita rubrica? • Non essersi mai vantato di alcuna delle qualità e peculiarità positive che molti gli assegnavano • Non ricordare altre critiche che giustamente mi sono state rivolte da tanti amici, nemici e soprattutto tanti falsi amici. Vorrei per l’occasione ringraziare quanti hanno voluto, nel mio precedente intervento dal titolo “BRUCIARE SI! ...... LE TAPPE!!” rivolgermi parole ed attestazioni immeritatamente benevole. Ma soprattutto vorrei ringraziare, per non averlo fatto, colui o coloro che doverosamente avrebbero dovuto pronunziarsi in maniera differente nei miei confronti, conoscendo, e bene, la mia vera e reale volontà. Sic stantibus rebus, continueremo, e nessuno ce lo potrebbe impedire, a parlare di politica, anche se non di un partito in particolare. A proposito!! guardo con molta simpatia e stima la nuova formazione politico culturale di Noto Libera, anche se per motivi di opportunità, non volendo danneggiarla a priori, non ne chiederò iscrizione. “Ad meliora” caro Carmelo e cari amici di Noto Libera. Mi dispiace molto, per i motivi che potete immaginare, doverlo ammettere, ma è la realtà: al momento vi vedo come l’unica formazione in grado di esprimere con modestia ed umiltà le esigenze e le ansie di rinnovamento della Città.

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Di NOTOLIBERA (del 23/07/2008 @ 11:48:38, in Per il cittadino, linkato 509 volte)

Quando ho ricevuto l’incarico dall’assemblea dei soci di annunciare la costituzione dell’Associazione “Notolibera – Democrazia e Partecipazione” mi sono immediatamente interrogato su quale potesse essere il modo più semplice e diretto per comunicare le ragioni, senza concedere troppo alla retorica, della nascita di questo nuovo gruppo.
Per sgombrare la mente di quanti ci leggono da qualsiasi dubbio interpretativo è bene immediatamente dire che l’obiettivo è quello di tentare un percorso di partecipazione politica attiva tra i cittadini di Noto attraverso tre aspetti chiave della democrazia, l’informazione, la consultazione e la partecipazione.
Vogliamo impegnarci sul concetto di democratica attiva per arginare la tendenza dei politici di confinare il ruolo del cittadino a manifestare solo con un sì o un no il proprio gradimento a soluzioni verticiste, in un contesto troppo spesso segnato da polemiche, contrapposizioni e appelli plebiscitari che fanno precipitare la politica nella “democrazia delle emozioni".
I cittadini, hanno diritto a sapere quali atti la giunta ha adottato e a chi ha dato contributi o incarichi e con quali criteri?
Hanno diritto a manifestare (anche criticamente) le proprie opinioni?
Hanno diritto ad essere difesi da qualcuno (imparziale) nel caso in cui il “palazzo” non faccia il proprio dovere?
Hanno diritto le associazioni a dire la propria quando si tratta di adottare atti “di tutti”, come il piano regolatore, i piani commerciali, o quando si tratta di decidere le cose da fare per lo sport, la cultura, le scuole, la sanità, il sociale?
Queste domande sarebbero state un semplice esercizio retorico se, parimenti, all’inizio di questo, per certi versi periglioso ma stimolante cammino, non ci fossimo chiesti: com’è possibile nel nostro comprensorio promuovere la cultura della cittadinanza partecipata?
Il 14 luglio 2008 (che data emblematica) abbiamo stipulato l’atto costitutivo di Notolibera cercando di dare una prima, seppur parziale, risposta a queste urgenti ed ineludibili richieste di trasparenza e partecipazione.
Abbiamo eletto tra i soci fondatori un comitato direttivo di cui fanno parte Carmelo Filingeri (Presidente), Giorgio Benelli (Tesoriere) Mariaconcetta Rametta, Paolo Tortura e Frankie Terranova (componenti) che rimarrà in carica fino al 31 marzo 2009, un lasso di tempo che ci è sembrato utile e sufficiente ad abbozzare un percorso di lavoro individuando risorse e strumenti per realizzarlo.
Vogliamo dialogare proprio con tutti e, personalmente e a nome del comitato direttivo e degli altri soci, rivolgo un forte invito all’adesione a questa Associazione che vuole essere aperta a quanti, gruppi o persone, facciano questa chiara scelta di campo e che, aldilà delle proprie peculiarità politiche, ne considerino prioritaria l’attuazione.
Agli anonimi amici del blog, interventisti e non, con cui nel corso di questi lunghi mesi abbiamo criticato, stimolato, proposto, dico che è giunto il momento di mixare ai virtuali quotidiani “cahiers de doleance”  un impegno reale di cittadinanza attiva riappropriandoci del nostro ruolo precipuo.
Vogliamo essere cittadini, cittadini forse un po rompiscatole, di quelli che fanno le pulci sulle cose della vita di tutti i giorni, di quelli che non chiedono favori ma pretendono diritti.
In sintesi cittadini di professione
Grazie
Carmelo Filingeri (Evarco)

Qui i links per lo Statuto e la scheda di adesione:

public/file/statutonotolibera.doc

public/file/schedaadesione.doc

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Di LINCONTINENTE (del 19/07/2008 @ 13:29:56, in L'idea per la città, linkato 391 volte)

Da diversi mesi, dopo che Evarco, in un suo contributo ad un mio intervento, si era chiesto cosa costituisse l’identità netina, ho iniziato a osservare in questa chiave molte vicende della vita pubblica di questa nostra cittadina. Già il concetto stesso di identità ad un livello di aggregazione come quello comunale, assume connotati difficilmente definibili, tanto da apparire velleitario riuscire a circoscriverlo senza scadere in superficiali luoghi comuni e categorie, facilmente attribuibili anche ad altre realtà.
L’identità territoriale è un valore riconoscibile, in quanto associabile ad una particolare area geografica e ivi definito dall’esistenza ed interazione di risorse umane, sociali, culturali, economiche ed ambientali. Il concetto assume quindi un carattere dinamico, costituendo la transizione tra stati (e non la stabilità) la condizione normale di tutti i fenomeni naturali e sociali. L’identità territoriale può quindi mutare nel tempo e possono fluttuare anche i suoi confini geografici di riferimento. A livello di identità locale, come quella scaturente dall’associazione all’area geografica del nostro comune , ci si deve quindi chiedere cosa oggi possa costituire questa fantomatica “identità netina”.
La storia degli ultimi secoli di Noto, ha visto fondamentalmente un inesorabile decadimento del suo “peso” territoriale nel contesto geografico di questo estremo lembo di Europa. Dopo alterne vicende Siracusa ha preso il suo definitivo sopravvento, comunque fondato su validi presupposti storici e demografici. La novità degli ultimi cinquant’anni è stata senza dubbio la veloce crescita economica, demografica e sociale di altre municipalità vicine (Avola, Pachino, Rosolini) a fronte della quale si sono manifestati una sconcertante paralisi dell’iniziativa economica e un progressivo decadimento sociale e demografico. Un passaggio cruciale è stato quello della repentina disgregazione dei secolari latifondi feudali in cui era suddiviso il nostro territorio, di quelle “amministrazioni” (oggi le chiameremmo grosse aziende agricole), che ha creato, quasi di colpo, una nuova classe di proprietari di fondi, una miriade di piccole aziende a conduzione familiare (quasi sempre i precedenti livellari) che hanno dovuto aspettare alcuni decenni, fino agli anni ‘70 per cogliere i frutti dei loro sacrifici.
Intanto la vecchia Noto in cui erano concentrati i licei e le scuole professionali di tutto il circondario, non era più tale a partire dagli anni ’60-‘70. Nel contempo la “vecchia” Noto, quella dei nobili, della contigua alta borghesia e dei pretendenti tali, continuava a sopravvivere in barba alla storia ed alle dinamiche sociali che sconvolgevano la nazione e perfino i paesi vicini. Una classe nobiliare ormai decaduta, sia economicamente che culturalmente, a volte anche moralmente, sicuramente non più in grado di recitare alcun ruolo di spicco in una società in cui la nuova classe dirigente, costituita dai nuovi ricchi, prendeva il totale sopravvento.
Un tempo la borghesia arricchita, come testimonia la storia della famiglia Villadorata, proprietaria di diverse tonnare, per integrarsi all’illuminata nobiltà era disposta anche ad acquistare l’agognato titolo, non disdegnando però di assumerne anche l’esclusivo livello culturale. Dal dopoguerra in poi, tranne pochissime eccezioni, la classe nobile netina è colata a picco e con essa la classe borghese più illuminata, cioè quella che ormai aveva assunto il ruolo di classe dirigente. Poche eccezioni, pochi sprazzi di luce (Sallicano, Passerello e “pezzi” di Leone a Noto, Sgroi ed altri illustri che hanno caratterizzato le comunità di netini nel continente) in un piattume ed in una  mediocrità generale disarmante, sia culturale che politica.
Nella staticità della società netina, di regola i nuovi ricchi non hanno mai teso ad affrancarsi anche culturalmente dalla loro precedente condizione sociale. La scorciatoia più facile e praticata è stata quella di inseguire le effimere attestazioni del raggiungimento del nuovo status sociale. Così a Noto, più che nel circondario, si sono sviluppati i cosiddetti club service (per intenderci Lions e Leoncini, Rotary e Rotaract, Kiwanis, Val di Noto, Fidapa). Tutte associazioni sulla carta dedite a meritorie attività sociali, nella realtà locale (non ho statistiche in altre realtà territoriali) prova inconfutabile della sostanziale inutilità e inconsistenza culturale di una classe borghese autoreferente del “lei non sa chi sono io”, prodiga solo a creare occasioni conviviali, a fare qualche colletta a favore di qualche sfortunato, ad organizzare avvincenti conferenze mediche (magari sullo stato della ricerca riguardo alla demenza senile) o a finanziare e promuovere memorabili restauri, come quello della “fontana muta” lungo il Corso. Nel frattempo le frange più estreme delle classi meno abbienti, quelle confinate nelle amorfe e alienanti nuove periferie cittadine , continuano a sprofondare in un incontrollabile stato di abbrutimento sociale, culturale ed economico che li sta omologando alle peggiori realtà sociali di Avola e Pachino.
In questo quadro di riferimento, la politica espressa a livello locale, spesso specchio dei peggiori difetti della “società civile” tenuta a rappresentare, è affondata nelle nebbiose paludi in cui si aggirano da decenni i medesimi tristi figuri, al cui innegabile merito di saper mantenere un sufficiente consenso elettorale, non corrisponde alcuna tensione morale, alcuna competenza specifica di livello accettabile, alcuna sensibilità culturale e amministrativa. Una classe politica cronicamente allo sbando, essendo ormai interessata senza ritegno e dignità all’inseguimento della forza politica al momento più in auge e al mantenimento della poltroncina così “meritatamente” raggiunta. Qualcuno diceva che solo i cretini non cambiano idea. Se per i politici “idea” equivale a “casacca”, possiamo dire di essere governati da un manipolo di geni.
Lo so, sono scaduto nella solita retorica antipolitica, magari venata di “grillismo” o di “funarismo”. E’ facile criticare, specie dal basso di un nickname in un blog, chi nel sociale “ci mette la faccia”, perché, si sa, “chi ha i piedi cade”. Ma visto a quali illustri personaggi appartengono questi fallaci piedi, siamo sicuri che dobbiamo rassegnarci a questo premeditato suicidio collettivo? E le strade per tentare di disimpegnarci da questo evidente sfacelo sono le solite fino ad oggi battute? Forse dovremmo prendere atto che le solite logiche di partito, che hanno fatto e stanno facendo la fortuna di altri comuni vicini (Avola, Rosolini, Ispica, Modica, ecc.), a Noto non funzionano e la rendono al pari di una colonia elettorale con esponenti politici locali dotati della medesima autonomia di movimento di un pesce rosso appena acquistato nel suo sacchettino d’acqua.
Prova ne è, se ancora necessario, l’improvvisa armonia post-elettorale in questi giorni ritrovata da questa maggioranza, fino a poche settimane fa litigiosa, pretenziosa e pretestuosamente in disaccordo. Pare che qualche mattino fa, dopo una notte costellata da strane apparizioni in sogno, si siano tutti risvegliati invocando al miracolo e con una nuova serenità d’animo (persino Micale) che li ha resi irresistibilmente propensi al raggiungimento di un nuovo comune accordo. Niente a che fare quindi con le malevoli dicerie che attribuiscono questa nuova stagione politica a precisi e inappellabili diktat dei boss provinciali. Come possiamo pensare che ognuno dei nostri non abbia la propria autonomia di pensiero e una propria dignità da salvaguardare?
Qualcuno allora dirà, ecco il solito fautore di effimere liste civiche, magari di un’altra “date un container a rosina” o qualcosa di simile. A livello locale è sempre meglio un bel partito che dà l’illusione di appartenere a qualcosa di nobile e grande in una logica non becera come può apparire quella localistica, scordando (o facendo finta di scordare) però che l’esercizio locale di questi nobili e grandi intendimenti deve sempre fare i conti con pervasivi e totalizzanti meccanismi di potere e di mantenimento di gerarchie che poco hanno a che fare con i nostri migliori propositi e ideali. In sostanza all’interno di un tradizionale partito, il mezzo, l’accessorio, divengono il fine ultimo annichilendo e mortificando il vero scopo iniziale che altro non era che l’attuazione pratica di una visione di società.
Ma qualche furbetto dirà che nelle ultime tre sindacature, due sono state associate a liste civiche. Ricordiamo però che ambedue, almeno nelle elettorali manifestazioni di intenti, dichiaravano di essere strettamente collegate a “nobili” partiti. E la forza di queste dichiarate connessioni ha dato la misura della debolezza di quei sindaci. E’ innegabile che il sindaco politicamente più forte è stato Leone con il suo esclusivo rapporto con la sua “Noto Nostra”, mentre i più deboli sono stati proprio quelli (Accardo prima e Valvo oggi) che hanno puntato sulle tradizionali coalizioni per giunta farcite dai soliti “politici” telecomandati, anche da più parti, quando non impegnati in ponderate e sofferte “transumanze”. E che dire delle nuove leve? Tutte succube, a vario grado e senza eccezioni, di padrini, padri e mentori.
In tal senso, per la politica locale, per l’amministrazione cittadina (quella regionale e nazionale per me è altra cosa), poco mi interessano le polemiche che stanno accompagnando la gestazione del PD locale. So solo che a Noto, questo (futuro?) partito è completamente orfano della sua componente centrista e cattolica per la sventurata storia della Margherita disgregatasi con Noto Nostra. Ne consegue, come giustamente affermato da qualcuno su questo blog, che l’unica vera identità mantenibile dal PD a Noto è quella del vecchio DS, senza ricorrere a ipocrite recite con lo scopo di convincere (chi?) che la fase costitutiva comprende anche la valorizzazione di altre componenti (magari già in fuga verso lidi più rassicuranti). Non capisco quindi se nell’ottica di una dimensione locale, Maronas e Campisi siano coscienti di cascare nella tragica illusione di volere cambiare la natura dello scorpione che doveva guadare il fiume in groppa alla rana.
Torniamo perciò al tema della definizione di un identità locale per Noto e il suo territorio. Di certo un elemento caratterizzante per Noto rispetto a tantissimi altri comuni, è il possesso di un vastissimo territorio (il secondo assoluto in Sicilia dopo Monreale). Una risorsa economica, culturale e ambientale spropositata e immeritata per un comune gestito come il nostro. La presenza contemporanea di contesti ambientali così disparati: dalle zone umide alle cave, dalle spiagge all’altopiano ibleo. La presenza di notevoli risorse archeologiche: da Noto Antica a Eloro, da Monte Finocchito alla Villa del Tellaro. Queste ed altre risorse legate ad un territorio cosi vasto, devono essere considerate e gestite con la dovuta attenzione. Magari superando il tabù di volere a tutti i costi trattenere le parti meno pregiate, trascurando invece immense risorse come le rovine di Monte Alveria. Basta soltanto soffermarci a pensare cosa potrebbe significare per l’economia locale, potere contare su un immenso museo tematico come quello costituibile rinvenendo e valorizzando opportunamente i reperti di Noto Antica. Tutto invece lasciato inspiegabilmente ai nostri posteri.
Quello che mi deprime, ormai irrimediabilmente, è la comprovata consapevolezza che chi ci governa e che potrebbe continuare a governarci, al di là del presumibile valore personale, non ha alcuna valenza e capacità per la comunità cittadina. Ben che vada solo azioni dettate dal buon senso e dalla buona fede. Iniziative del tutto simili a quelle che prenderebbe il mio stimato bottegaio, quando gli sento affermare con una certa solennità la fatidica frase “se fossi io a comandare saprei subito come cambiare la situazione di questo paese, la prima cosa sarebbe …”. Purtroppo per molti dilettanti allo sbaraglio e pretendenti tali, devo dire che una classe dirigente non può improvvisare competenze e sensibilità amministrative in virtù delle investiture elettorali. Un amministratore accettabile, che non deve essere un tuttologo, deve però possedere dei rudimenti di metodologie di approccio ai problemi, senso della misura, equilibrio e, perché no quando serve, anche una buona dose di sfacciataggine e di coraggio.
Devo invece constatare che anche negli ambienti culturalmente più attrezzati, a Noto, si ragiona in termini di qualità e quantità delle apparenze come unico metro e riscontro della validità dell’azione amministrativa. Come se un funzionario di banca si limitasse a valutare la solidità economica di un debitore solo per il suo vestito griffato e per il Rolex al polso. Ma non dimentichiamo che siamo la Noto dei club service. Pellicce, macchine e cravatte firmate sono le cose importanti, per cui interessiamoci delle apparenze, dell’illuminazione “artistica”, senza pensare quanto ci costa ogni sera l’accensione di tutte queste lampadine e quanto ci costa la loro inevitabile manutenzione sicuramente condizionata dal monopolio di una nota multinazionale per lampade ed accessori. Interessiamoci di dare la cittadinanza a Tobriner, o di ritirare un “notissimo” premio indetto da qualche altrettanto nota associazione. Nel frattempo ignoriamo l’abusivismo dilagante in alcune zone cittadine e in alcune parti del territorio e il sostanziale stato di illegalità in cui permane da alcuni anni l’edilizia di una Noto in attesa di un PRG che non arriva mai. Ci preoccupiamo degli inopportuni odori di salsiccia lungo il Corso, il nostro invidiato salotto, e ignoriamo che l’ente Comune è sull’orlo del tracollo finanziario senza che si veda una via d’uscita. Allora istituiamo un bell’assessorato dedicato ai rapporti con la Chiesa (a cosa serviva?) ignorando il territorio e giustificando così le spinte centrifughe di alcune note zone marine e montane. Istituiamo nuovi organismi per la gestione di Vendicari e manteniamo le condizioni perché tanti irresponsabili, in assenza di una valida alternativa, decidano di utilizzare qualsiasi anfratto del nostro territorio come deposito di cumuli di rifiuti. Proclamiamo nuovi metodi nell’esercizio della politica e dopo neanche un anno accogliamo nella maggioranza i peggiori nemici di prima (a fronte di quale contropartite?).
Simbolo involontario di tale evanescente capacità di amministrare “a braccio” è diventato proprio il sindaco in carica che, entrato nelle sabbie mobili della ricerca di improbabili equilibri politici, non è riuscito più a tirarsene fuori, per cui giocoforza, anche se animato dalle migliori intenzioni e anche se dotato di ancora sconosciute capacità amministrative, si limita ad attività di ordinaria amministrazione e a periodiche “sparate” populiste, contornato da “forse di nuovo” assessori di un livello che non ammette di coltivare alcuna speranza per il futuro della città.
Ma se per la maggioranza c’è da piangere , direi che per l’opposizione e per buona fetta della “società civile” non c’è proprio nulla da ridere. Dilettanti o eterni gregari, “clienti” o superficiali cultori delle apparenze, non sembrano costituire l’auspicata premessa ad un alternativo governo della città. Politici alla vecchia maniera, smaliziati da pessime esperienze personali e da cattive frequentazioni, pensano tutti di potere risvegliarsi solo a due mesi dalle elezioni e compensare così gli effetti del lungo e colpevole letargo da poco trascorso.
Finisco qui, per ora, le mie lamentiadi. E’ quasi superfluo, dopo quanto fino ad ora affermato, ribadire che vedo di buon occhio l’iniziativa del nostro Evarco, anche se ritengo essenziale collegarla ad altre simili già presenti e ad altre che spero si presentino nel cupo panorama politico netino. Devo però confessare che , a differenza di quanto prospettato nel mio primo e ormai remoto intervento su questo blog, visto il contesto in cui ci dibattiamo e le condizioni al contorno, non sento più quella leggera brezza di primavera che mi faceva sperare per il futuro di questa città. Alla mia età voglio essere contraddetto dai fatti e, fatemi il piacere, non nel medio termine.

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Di dan (del 16/07/2008 @ 21:39:16, in Società, linkato 275 volte)

Prosegue senza sosta la privatizzazione di tutto ciò che è pubblico. Continuano a smantellare senza pietà il patrimonio comune degli italiani. Nel silenzio di tutti. Dl 25/6/2008, n. 112.
Agghiacciante. Mentre in Sicilia si decide di vendere (regalare) all’incanto il possesso e l'uso dei più preziosi beni culturali (si veda la postilla alla notizia di Maria Pia Guermandi), a Roma il governo, eletto dal 47% degli italiani ma che governa per tutti, avvia un ulteriore passo per imporre la privatizzazione dei beni comuni anche a chi non lo voglia. Ha ridotto i finanziamenti ai comuni? Ha ridotto ancora la possibilità di far funzionare asili nido e giardini, assistenza sociale e servizi alle residenze? Ha inciso anche così sui salari reali? Ha spinto i sindaci più sciocchi (e ce ne sono tanti!) ad aumentare lo spreco di territorio autorizzando espansioni ingiustificate per incassare gli oneri di urbanizzazione? Ebbene, permettiamo loro di allungare la loro agonia tagliandosi qualche altro pezzo di patrimonio pubblico.
Ecco il dettato del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, articolo 58. Introduce (l’obbligo? la facoltà?) della formazione del Piano delle Alienazioni Immobiliari. Questo deve contenere l’elenco dei “singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione”. L’inserimento dei beni nell’elenco ne determina la trasformazione in merci: “ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile”, e per di più, ma “ne dispone espressamente la destinazione urbanistica; la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del Piano delle Alienazioni costituisce variante allo strumento urbanistico generale” Davvero incredibile. E naturalmente tale variante sfugge a qualsiasi controllo di merito: essa “non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle Province e delle Regioni”.
Tragedia nella tragedia: nessuno ha reso pubblica questo ignobile provvedimento, benché dal 25 giugno scorso fosse noto al Palazzo (e quindi, si suppone, anche ai parlamentari d’opposizione, anche all’efficientissimo Governo Ombra del PD. Il potere degli Alienanti è diventato davvero egemonico, il loro governo un regime.
Ecco il testo dell’articolo tratto dal DL 25 giugno 2008 n. 112
Articolo 58.
(Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, comuni ed altri enti locali).
1. Per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri Enti locali, ciascun ente con delibera dell'organo di Governo individua, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione. Viene così redatto il Piano delle Alienazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione.
2. . L'inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica; la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del Piano delle Alienazioni costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Tale variante, in quanto relativa a singoli immobili, non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle Province e delle Regioni
3. . Gli elenchi di cui ai commi 1 e 2, da pubblicare mediante le forme previste per ciascuno di tali enti, hanno effetto dichiarativo della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni, e producono gli effetti previsti dall'articolo 2644 del codice civile, nonché effetti sostitutivi dell'iscrizione del bene in catasto.
4. Gli uffici competenti provvedono, se necessario, alle conseguenti attività di trascrizione, intavolazione e voltura.
5. . Contro l'iscrizione del bene negli elenchi di cui ai commi 1 e 2, è ammesso ricorso amministrativo entro sessanta giorni dalla pubblicazione, fermi gli altri rimedi di legge.
6. 6. La procedura prevista dall'articolo 3-bis del decreto-legge 25 settembre 2001 n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001 n. 410, per la valorizzazione dei beni dello Stato si estende ai beni immobili inclusi negli elenchi di cui al presente articolo. In tal caso, la procedura prevista al comma 2 del suddetto articolo si applica solo per i soggetti diversi dai Comuni e l'iniziativa è rimessa all'Ente proprietario dei beni da valorizzare. I bandi previsti dal comma 5 sono predisposti dall'Ente proprietario dei beni da valorizzare.
7. . I soggetti di cui all'articolo 1 possono in ogni caso individuare forme di valorizzazione alternative, nel rispetto dei principi di salvaguardia dell'interesse pubblico e mediante l'utilizzo di strumenti competitivi.
8. . Gli enti proprietari degli immobili inseriti negli elenchi di cui al presente articolo possono conferire i propri beni immobili anche residenziali a fondi comuni di investimento immobiliare ovvero promuoverne la costituzione secondo le disposizioni degli articoli 4 e seguenti del decreto-legge 25 settembre 2001 n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410.
9. . Ai conferimenti di cui al presente articolo, nonché alle dismissioni degli immobili inclusi negli elenchi di cui all'articolo 1, si applicano le disposizione dei commi 18 e 19 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001 n. 410.

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Di Mariella Pressa (del 15/07/2008 @ 22:51:03, in Per il cittadino, linkato 539 volte)

Vivo da quarantacinque anni a Noto e amo questa che riconosco come mia splendida città.
Durante questi lunghi anni ho vissuto le sue vicissitudini perché nonostante “femminuccia”, oltre a fare la calza e la parmigiana, mi sono impegnata ed ho lottato per la “res pubblica” perno portante della politica.
Appunto perché “femminuccia” sono stata attaccata, criticata addirittura additata come “donna servile” di una nota personalità politica netina.
La cosa mi ha fatto sorridere benevolmente, prima, perché convinta di ciò che ho sempre fatto, poi perché il termine “servile”, per me, ha assunto sempre un significato “nobile” cioè “atto d’amore” per la mia citta.
Ma adesso mi chiedo cosa posso fare.
Mai ho visto un degrado come quello che sto registrando in questo momento.
E’ questa la città di “cultura” patrimonio dell’Umanità?
E’ possibile passeggiare per il nostro splendido corso e notare la desolazione, il vuoto e sentire solo la “puzza” della carne e della salsiccia che si griglia proprio lì dove dovrebbe essere il fulcro della città, il luogo del potere e quindi della cultura, parlo ovviamente di piazza Municipio e Cattedrale.
Che dire poi dell’ingresso della città?
All’inizio della bella “villa” fa mostra di sé una grande bancarella che “espone"  patate, cipolle ……
Non parlo della via Napoli perché ci sarebbe da piangere.
Parliamo invece di viale Lido, dove si passeggia facendo lo slalom fra bottiglie, bicchieri e cartoni di pizza e le splendide fioriere dove domina il seccume ricoperto di bottiglie di birra vuote.
In compenso – come Milano, Napoli – abbiamo per ben due mesi la fiera campionaria di prodotti cinesi e marocchini (con tutto il rispetto per questa gente!).
Mi chiedo ma da chi siamo governati?
Dov’è la legalità?

Se si chiede la presenza di un vigile ci si sente rispondere che sono impegnati ……… dove?
Ma quello che mi fa più male è vedere i netini, delusi, silenti, amorfi passeggiare rassegnati …. e mi viene da desiderare che qualcuno almeno una volta nella vita abbia un moto di orgoglio e con coraggio pensi ….. “forte” dentro di sé ….. “mea culpa”.

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Di harry (del 15/07/2008 @ 14:15:26, in Per il cittadino, linkato 296 volte)

SEMBRA CHE NON GLI FREGHI NIENTE A NESSUNO.

Una cappa di silenzio sembra avvolga la nostra città da più di qualche tempo, ogni cosa sembra rientri nella norma e il non far nulla o non dire nulla è la nuova regola , “ ma tanto chi se ne frega” .

E gli esempi non mancano !!!!

La città langue, gli impenditori scappano, la qualità della vita va scemando ?

“ MA TANTO CHI SE NE FREGA”!!!

Basta un fine settimana con buone presenze giornaliere di turisti e visitatori che compaiono bei titoloni, la città fiorisce, il buon lavoro e tutte le tiritere di questo mondo .

Ogni argomento è buono per andare sui giornali

MA LO VOGLIAMO TRACCIARE UN PICCOLO BILANCIO DELLA CITTA’ ?

Nessuno sente il bisogno di dire qualcosa ma va proprio tutto bene ?

Certo come scrive Evarco Luglio e Agosto c’è troppo caldo.

C'e speranza per gli altri 10 mesi ?

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Convocato il Consiglio Comunale per lunedì 21 luglio
Il Consiglio Comunale di Noto è stato convocato, in sessione ordinaria, dal Presidente, dott. Arturo Rizza, per il giorno 21 luglio alle ore 18,00.
L’Ordine del Giorno della seduta prevede la trattazione dei seguenti punti:

1) Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti;
2) Interrogazioni ed interpellanze;
3) Progetto definitivo di ammodernamento funzionale della S.P. 19 Noto-Pachino e realizzazione del sistema viario. Variante urbanistica, ai sensi dell’art. 3 della L.R. 71/78 al P.R.G. approvato con D.A. n. 331 del 31.5.1993;
4) Mozione sulla problematica “caro gasolio”;
5) Nomina Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2008-2010.


Dal mese di agosto parte la raccolta differenziata di carta e cartone 
Dal 1° agosto partirà, in maniera massiccia, la raccolta differenziata di carta e cartone in tutti gli enti pubblici, nelle attività commerciali e in tutte le abitazioni. In tal modo si vuole, da un lato, cominciare a inculcare la cultura della differenziata nel Comune di Noto e, dall’altro, aumentare in maniera considerevole la percentuale della stessa che per troppi anni si è mantenuta a livelli al di sotto delle medie regionali e nazionali.
La raccolta differenziata rappresenta non soltanto un momento di grande civiltà ma soprattutto l’unico indispensabile strumento per ridurre i costi e in particolare diminuire la quantità di rifiuti solidi urbani che, allo stato attuale, potrebbe determinare, in mancanza di discariche e di inceneritori, un tracollo del sistema rifiuti con pericolo reale che si verifichi nel territorio regionale quanto è ben noto essere accaduto in Campania.
Un appello particolare va rivolto a tutti i cittadini affinché si attivino a collaborare nella raccolta differenziata perché essa, oggi soltanto per ingombranti, carta e cartone, possa diventare, a breve, il sistema ordinario di smaltimento dei rifiuti.

Lavori sulla linea ferroviaria – Chiusura al traffico della SP 35 in alcune fasce orarie della giornata per interventi al passaggio a livello 
La Rete Ferroviaria Italiana – Gruppo Ferrovie dello Stato comunica che nei prossimi giorni, sulla linea Canicattì – Siracusa, saranno eseguiti dei lavori mirati al rinnovamento del binario di corsa unico ricadente nelle tratte fra Avola e Noto e fra Noto e S. Paolo.
Tali interventi comporteranno in alcune fasce orarie la chiusura del passaggio a livello che insiste sulla S.P. n. 35 traversa Zupparda che, pertanto, nelle stesse fasce orarie sarà interdetta al traffico.
Il passaggio a livello sarà chiuso nei seguenti giorni e orari:
- dalle ore 21,00 del 15 alle ore 05,00 del 16 luglio;
- dalle ore 21,00 del 16 alle ore 05,00 del 17 luglio;
- dalle ore 05,00 alle ore 13,00 del 17 luglio;
- dalle ore 21,00 del 17 alle ore 05,00 del 18 luglio;
- dalle ore 05,00 alle ore 13,00 del 18 luglio;
- dalle ore 05,00 alle ore 13,00 del 21 luglio;
- dalle ore 05,00 alle ore 13,00 del 22 luglio.


Servizi Sociali – Approvato il bando per l’affidamento delle ATTIVITÀ ESTIVE PER MINORI “ESTATE INSIEME” 2008 
Con determinazione dirigenziale n. 613 del 14/07/2008 è stato approvato il bando e gli atti inerenti all’affidamento del servizio di attività ludico-ricreative e socio-culturali estive rivolte ai ragazzi di Noto denominato “Estate Insieme”. Il termine per la ricezione delle offerte è stato fissato alle ore 9,00 del 23/07/2008. Il bando e gli allegati possono essere scaricati dal sito web del comune www.comune.noto.sr.it .

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Di dan (del 13/07/2008 @ 11:54:58, in Economia, linkato 193 volte)

Cinque a due. Perché di promesse da realizzare a tambur battente sul fronte economico il governo Berlusconi ne aveva lanciate almeno sette, ma cinque sono rimaste sulla carta. Solo promesse, appunto. E tali resteranno. D'altra parte l'economia è la scienza triste ma anche quella che, quasi sempre, lascia meno spazio alle opinioni. Contano i fatti.

Dunque, nella campagna elettorale e subito dopo la chiusura delle urne, il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, aveva garantito "meno tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese". "Vogliamo ridurre la pressione fiscale sotto il 40 per cento del Pil nei prossimi anni", aveva detto il 2 aprile. Ma non lo farà. Nell'arco di tutta la legislatura, sia chiaro. L'ha scritto nel Dpef, il
Documento di programmazione economico-finanziaria, il suo Super ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. E l'ha certificato solo qualche giorno fa il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nella sua audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato: "La pressione fiscale rimarrebbe invariata nel quinquennio dopo la riduzione di 0,3 per cento punti di Pil attesa per il 2008 (al 43 per cento)", ha scandito il governatore. Resterà al livello già raggiunto durante il biennio in cui a guidare la politica fiscale c'era Vincenzo Visco. Continuità, insomma, "con il vecchio galleggiamento del governo Prodi". Come nota Luca Ricolfi docente di Analisi dei dati all'Università di Torino. Ma qui, nel tradimento della promessa sulle tasse, c'è anche il maggiore "scarto" - spiega Ricolfi - tra il programma elettorale e la realtà. "Mi sembra troppo - aggiunge - sostenere che in quattro mesi c'è stata un'accelerazione della crisi tale da obbligare il nuovo governo a rimangiarsi tutto. In ogni caso qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di spiegare perché ha cambiato idea".

E di idee mutate, o proprio dimenticate, ce ne sono anche altre. Per esempio quella che i giornali hanno ribattezzato il "bonus bebè": mille euro per ogni neonato per rilanciare la crescita demografica. Ancora Berlusconi, premier in pectore, il 15 aprile: "Il primo Consiglio dei ministri introdurrà anche il bonus di mille euro per i nuovi nati". Dopo quello di Napoli, di Consigli dei ministri - come è noto - ce ne sono stati molti altri, ma il bonus per i neonati non è mai stato discusso. Così che il 14 giugno, la promessa elettorale è stata retrocessa a un mero auspicio: "Vorrei che si potesse fare al più presto".

Il governo ha abolito del tutto l'Ici sulla prima casa, come promesso. L'unica tassa davvero federale è stata cancellata. Ma già Prodi l'aveva abolita per il 40 per cento delle prime abitazioni. La perdita di gettito dei Comuni (1,7 miliardi) sarà compensata con altri trasferimenti.

Il 31 maggio scorso, Berlusconi annuncia che "i premi di produttività e gli straordinari vanno liberati da qualunque tassa". Le tredicesime, di cui aveva parlato in campagna elettorale, già non ci sono più. In ogni caso consideriamola tra le promesse mantenute, ma la "liberazione" è stata molto parziale. Intanto perché solo sperimentale e poi per i tanti paletti (le risorse sono scarse, si sa) che sono stati messi. Lo sgravio, per ora, è riservato solo ai lavoratori del settore privato che nel 2007 non hanno superato i 30 mila euro di reddito. E poi la cedolare secca del 10 per cento si applicherà fino al limite massimo di tremila euro di reddito da lavoro straordinario o da altre componenti variabili. Davvero una misura per sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti? Piuttosto appare destinata a una minoranza di loro. Sempre la Banca d'Italia: "Nel secondo trimestre del 2007 circa il 10 per cento dei lavoratori dipendenti ha effettuato prestazioni di lavoro straordinario per un numero complessivo di ore pari al 2 per cento circa del totale. Sono gli occupati nelle industrie del nord di dimensioni medio-grandi, di sesso maschile e con livelli di istruzione e qualifiche relativamente elevate a effettuare prestazioni di lavoro straordinario con maggiore frequenza".

È rimasta praticamente una boutade la promessa lanciata in "zona Cesarini" della campagna elettorale: "Aboliremo gradualmente il bollo su auto e moto" (11 aprile 2008, ultima apparizione in tv del Cavaliere-candidato). Nulla, nonostante l'avvocato-parlamentare Niccolò Ghedini, avesse chiesto al direttore di un'importante rivista di settore di verificare i costi da sostenere non fidandosi, il Cavaliere, delle stime dei suoi collaboratori.

Nell'ultimo mese di campagna elettorale i temi economici monopolizzarono praticamente la campagna elettorale, in particolare il caso Alitalia. Che - ha scritto Guido Legnante, professore di Sociologia politica a Pavia, nel libro Senza più sinistra. L'Italia di Bossi e Berlusconi (Il Sole 24 Ore) - ha costituito per Berlusconi "l'occasione per ricordare agli italiani le proprie capacità imprenditoriali e di leadership". E, infatti, il 14 aprile il leader del centrodestra, fresco di vittoria, dichiarava: "Prevedo una soluzione italiana entro un mese da oggi". Air France è scappata e la compagnia con il tricolore perde tre milioni al giorno.
La cosiddetta Robin Tax è stata approvata. "Avrà una destinazione sociale", disse il 18 giugno Berlusconi. Ma non è esattamente così. A finanziaria la "social card" per gli anziani più poveri andranno 200 milioni, pari a meno del 10 per cento del gettito atteso, e solo per il 2008. "Se anche fosse vero che si preleva ai ricchi, è certo che non si distribuisce ai poveri", hanno scritto su lavoce. info Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra. E Carlo Scarpa sullo stesso sito: "Robin Hood, se ci sei batti un colpo...".

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