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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di NOTOLIBERA (del 31/05/2008 @ 13:07:05, in Economia, linkato 271 volte)
Spiace pensare che, alla scadenza, gli oltre seimila dipendenti della Regione con contratto a tempo determinato non abbiano alcuna possibilità di rinnovarlo, perchè la Regione non può continuare a restare in uno stato di violazione di legge continuativo e, precisamente, dell'art. 97 della Costituzione, che prevede come unico modo esclusivo per entrare nella pubblica amministrazione il concorso pubblico.
Bizzarri politici, supportati da altri bizzarri burocrati, hanno inventato l'espediente del contratto a tempo determinato e qualifiche bassissime, con le quali sono entrati anche dei laureati, per evitare il concorso pubblico. Così facendo è stata messa in moto una poderosa macchina clientelare consistente nella chiamata ad personam dei "fortunati".
Ma gli espedienti ormai non reggono più, perchè è giusto che tutti i cittadini che vogliano accedere alla pubblica amministrazione possano partire dallo stesso punto e approdare dopo una valutazione concorsuale che non deve essere omessa per nessuna ragione.
Che poi la procedura concorsuale sia inefficiente e i concorsi durino tempi biblici, fa parte dell'incultura generale, nel cui brodo si allevano i politici di basso rango e i burocrati che non fanno il loro dovere.
La stessa questione si pone nei 390 comuni della Sicilia, intasati di contrattisti ex precari, entrati di straforo senza il concorso pubblico.
La parte peggiore della questione è quella umana, perchè non vi è dubbio che chi lavora dentro la pubblica amministrazione ha maturato attese e speranze.
Ma ora, per legge, debbono essere deluse; non del tutto, però, perchè anche loro avranno la possibilità, al pari di tutti gli altri Italiani, di partecipare ai concorsi pubblici, che Regioni e Comuni devono bandire con immediatezza, per coprire le reali necessità che hanno e non per intasare inutilmente scrivanie e sedie con persone che non hanno la qualificazione necessaria per produrre i servizi di cui essi hanno bisogno.
La pubblica amministrazione è un soggetto che deve produrre servizi di livello medio-alto, perchè solo in questo modo possono essere soddisfatti i cittadini, soprattutto quelli più deboli, i quali non avendo santi in Paradiso, ne hanno assolutamente bisogno.
Naturalmente, prima di fare i bandi dei concorsi, è necessario redigere i Piani Operativi di Produzione dei Servizi (POPS) per determinare il fabbisogno, in quantità e qualità, dei servizi medesimi.
Questo nuovo modo di organizzare la pubblica amministrazione regionale e locale è difficile, perchè non tutti capiscono che l'interesse generale deve prevalere su quello privato, seppur legittimo.
Una domanda viene all'attenzione generale: cosa faranno i seimila contrattisti che non vanno più a lavorare, più tutti quelli che sono nei 390 enti locali che sono migliaia?
La risposta è semplice: devono essere formati e addestrati per poter essere utilizzati dal mercato.
E siccome vi sono ben settemila formatori di cui la Regione paga regolarmente gli stipendi senza sapere perchè, essi in qualche modo, sapendo quali sono i bisogni di profili professionali del mercato siciliano, devono rapidamente convertirsi per formare queste migliaia di contrattisti che, non avendo più lavoro, devono trovare idonea risposta dal mercato.
Ricordiamo che le richieste di profili professionali adeguati nel mercato ci sono: essi vengono stimati in circa 50 mila, per i quali però non si trovano le persone formate.
Il dramma della Sicilia è che il lavoro c'è, ma non ci sono i professionisti idonei a dare le risposte, mentre poi vi sono decine di migliaia di persone che non hanno capacità professionali, ma chiedono uno stipendio e non un lavoro, e restano inerti di fronte alla necessità di formarsi.
Questa becera mentalità deve assolutamente cambiare e in tempi immediati, perchè la Sicilia non può competere con Baviera, Catalogna, Lorena e meno che mai con regioni svedesi o danesi, se non acquisisce i requisiti che hanno quelle regioni in termini di professionalità e capacità operative.
 
LA PIANTA ORGANICA DEL COMUNE DI NOTO
Q.F.
PREVISTI IN PIANTA ORGANICA
IN SERVIZIO
DI RUOLO
CONTRATTISTI FUORI RUOLO
A1
21
0
 
A2
0
5
 
A3
6
6
 
A4
0
3
 
B1
5
11
 
B2
33
6
 
B3
12
18
 
B4
4
0
 
B5
13
0
 
B6
4
2
 
C1
92
25
 
C2
14
27
 
C3
38
14
 
C4
18
5
 
D1
16
18
 
D2
4
0
 
D3
15
9
 
D4
5
9
 
D5
2
0
 
TOTALI
302
158
139
 
Non è dato sapere in quali settori sono utilizzati i contrattisti, ne con quale qualifica funzionale.
Nella relazione previsionale e programmatica 2008 – 2010  non è stata prevista alcuna procedura di avvio di stabilizzazione dei contrattisti, così come nel bilancio previsionale 2008-2010 non è stata inserita alcuna voce di spesa.
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Di Admin (del 30/05/2008 @ 18:28:02, in Per il cittadino, linkato 164 volte)

Il sito si arricchisce di un servizio di ALERT BANDI EUROPEI.

 

 

 

INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA/14/08 - NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA D'ISTRUZIONE E FORMAZIONE NELL'ARCO DELLA VITA (2008 C 132/08)
(scadenze: 13/8/2008)
Il presente invito a presentare proposte persegue il fine di concedere delle sovvenzioni ad una dozzina di proposte inerenti l'organizzazione di due tipi d'azioni, necessariamente conglobate in un medesimo progetto:- azioni di creazione o di rinfo...
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA/16/08 NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA DI APPRENDIMENTO PERMANENTE (2008/ C 132/09)
(scadenze: 13/8/2008)
 Il presente invito a presentare proposte  concede  sovvenzioni a circa 10-12 proposte, con la partecipazione di candidati provenienti dal maggior numero possibile di paesi e settori, al fine di organizzare azioni destinate a sostenere...
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - EACEA/17/08 NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA PER L'APPRENDIMENTO PERMANENTE (2008/C 132/10)
(scadenze: 13/8/2008)
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE - SENSIBILIZZARE ALLE STRATEGIE NAZIONALI D'ISTRUZIONE E FORMAZIONE LUNGO TUTTO L'ARCO DELLA VITA -ISTRUZIONE E FORMAZIONE 2010 - EAC/23/2008 -
(scadenze: 31/7/2008)
Questo invito a presentare proposte intende sostenere le strategie nazionali di apprendimento permanente e di migliorare l'impatto del programma di lavoro Istruzione e formazione 2010 a livello nazionale, regionale e locale.

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Di Evarco (del 28/05/2008 @ 15:53:05, in L'idea per la città, linkato 242 volte)

E’ nostra intenzione iniziare un esperimento di commento parallelo di quanto prodotto, in termini di atti e indirizzi politici, dal Sindaco e dalla giunta, meglio espressi nel Piano esecutivo di gestione (che cercheremo di pubblicare) e delle conseguenti determinazioni dei dirigenti di settore della macchina amministrativa comunale.
Occorre innanzitutto dire che sia le determinazioni del Sindaco che quelle di giunta e le determine dirigenziali hanno una propria numerazione per anno solare. Il periodo di riferimento preso in considerazione va dal 24 aprile al 15 maggio 2008.
Il Sindaco con determina n. 26 del 24 aprile 2008 (www.notolibera.it/public/determina26del24aprile2008.pdf ) ha nominato un nuovo dirigente, il geom. Salvatore Ricupero in sostituzione del dott. Serravalle all’unità di progetto “Tutela Ambientale e Servizio di Igiene Urbana”.
La giunta ha prodotto nel periodo di riferimento 9 deliberazioni (www.notolibera.it/public/deliberegiuntadal81al91.pdf )di cui la 81 per il completamento di attrezzature per la casa protetta e per il servizio di cucina-mensa del centro diurno per anziani e la 90 per la presa d’atto della mancanza di quantità e qualità di aree e edifici da destinare alla residenza, alle attività produttive e terziarie, di cui curiosamente non riusciamo a trovare l’allegato A che si cita parte imprescindibile della delibera.
L’attività amministrativa dei vari settori è stata protesa a supporto della manifestazione “Primavera Barocca” che dall’esame delle varie delibere.
L’ufficio di gabinetto (www.notolibera.it/public/determinegabdal361al362.pdf ) ha impegnato la spesa di 1000 euro per servizi pubblicitari dell’Infiorata mentre il settore I – Amministrazione generale (www.notolibera.it/public/determine322-325-336-344-350-359.pdf) ha impegnato con determinazione n. 322 del 6/5/2008, 96.172 euro compresi di oneri per l’ente per prestazioni straordinarie del personale durante l’elezioni provinciali.
Il settore II – Finanze e Patrimonio – (www.notolibera.it/public/Detemine303-311-332-337.pdf)  con determina 332 dell’8/5/2008 ha liquidato fatture all’enel per forniture gas metano per 10.562,62 euro.
Qui le determine del settore III – Lavori Pubblici (www.notolibera.it/public/Determine304-328-339-351-352-353-354-355-356-360.pdf ) e Settore IV – Assetto e tutela territorio (www.notolibera.it/public/Determine342-343.pdf).
Le determine del settore VIII – Programmazione Turistica e cultura (www.notolibera.it/public/Determine306-308-309-323-324-335-348-358.pdf) riguardano quasi esclusivamente l’Infiorata 2008.
L’unità di progetto Tutela del patrimonio storico ha emanato la determina n. 326 del 8/5/2008 (www.notolibera.it/public/Determina326.pdf) di liquidazione di lavoro straordinario.
Ed infine l’unità di progetto Tutela ambientale e servizio di igiene urbana ha emanato 7 delibere di spesa per un totale di 165088,47 euro (www.notolibera.it/public/Determina305-307-310-327-330-338-357.pdf .
Salvo errore ed omissioni per l’infiorata sono stati complessivamente spesi:
PER SPESE DI PERSONALE € 3788,06
PER SPESE PROMOZIONALI € 1000,00
PER VETTOVAGLIAMENTO CUCINE PROTEZIONE CIVILE € 4800,00
SERVIZIO PULMANN NAVETTA € 10450,00
SPESE ENEL GAZEBO € 2295,08
ASSOCIAZIONE “SOGNI DIFFERENTI € 2500,00
COSTUMI CORTEO BAROCCO € 14400,00
CONSULENZA STORICA CORTEO BAROCCO € 2450,00
SBANDIERATORI CORTEO BAROCCO € 2000,00
FANFARA BERSAGLIERI TRAPANI € 3800,00
BALLETTO CITTA’ INGEGNIOSA € 2150,00
DVD CORTEO BAROCCO € 1000,00
FIORI € 31894,69
TOTALE € 82527,83.
Gli affitti dei Gazebo sono stati autofinanziati dagli espositori.
Per quanto riguarda le entrate sono costituite dal biglietto di parcheggio delle macchine e dei pulmann depurati dal costo del bus navetta e dal 70 % di aggio della protezione civile.

Alla prossima puntata.

                                                          Evarco

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Di report (del 28/05/2008 @ 14:43:24, in Cultura, linkato 221 volte)

Il tracollo elettorale dell’alleanza fra quei partiti che, in qualche modo, si richiamavano alla «sinistra storica» dimostra che nessuno si può più rifugiare dietro simbologie (vedi tutta la disputa sulla «falce e martello») o schemi culturali che, pur avendo avuto tanto significato nell’emancipazione dei popoli e nella conquista delle libertà, non hanno oggi più presa sui cittadini del 21esimo secolo. La nostra (mi riferisco a quelle a tecnologia avanzata) è una società sempre più complessa, sempre più difficile da decifrare nell’infinita varietà delle sue articolazioni relazionali, dove tutto non può più essere ricondotto unicamente al binomio conflittuale capitale - lavoro. Una sinistra laica e moderna deve trovare ciò che unisce e comprendere in sè il rispetto del lavoro, quello dell’ambiente, la solidarietà, la giustizia sociale, il rispetto del rapporto fra cittadino e istituzioni, il rispetto delle differenze sessuali, religiose e culturali, il diritto all’istruzione, la pace. Io credo che la summa di tutti questi valori possa essere sintetizzata nella parola DIGNITA’. Dignità significa avere una occupazione che ti consenta di onorare gli impegni che hai verso la tua famiglia; dignità è un livello di istruzione che ti consenta di presentarti sul mercato del lavoro come risorsa e non come elemento temporaneo e a perdere della produzione; dignità è sentire intorno a te il rispetto anche se sei di nazionalità, cultura, religione e tendenze sessuali diverse; dignità è non doversi presentare sempre sottomesso e con il cappello in mano nei rapporti con le istituzioni, ma sentire che queste ci sono per risolverti i problemi e non per crearteli; dignità è percepire che, di fronte alle regole che ci sono (e in una società complessa non possono non esserci), siamo tutti uguali e che non c’è nessuno che è sempre un po’ più uguale degli altri; dignità è aver la possibilità di contribuire alle scelte, di poter, non solo liberamente esprimere la propria opinione, ma anche di trovare qualcuno che ti ascolta e che fa tesoro di quanto dici; dignità è sentirsi cittadino e non suddito; dignità è, se sei portatore di una qualche disabilità, sentire che il sostegno che ti viene e ti deve essere dato non è per pura carità, ma perchè la società ha bisogno anche del tuo contributo; dignità è, se sei malato, sentire che, non solo sei curato al meglio indipendentemente dalle tue risorse economiche, ma sei trattato anche con tutto il rispetto dovuto alla tua unicità e salvaguardando la tua identita personale. Dignità è tutto questo e molto altro ancora. Possono i partiti della sinistra di questo paese essere nella condizione di infondere questa dignità, di fare passare questo messaggio nella società, di far sì che i nostri figli crescano con la loro e nel rispetto dell’altrui dignità? Io credo di no, se non altro perchè, per infondere dignità ci vuole prima di tutto l’esempio e, francamente, nel teatrino della politica che ci è stato fino ad ora rappresentato, troviamo egoismi, miserie, piccole e grandi ambizioni, piccoli e grandi interessi da soddisfare, posizioni lucrose da coprire, tutto questo e molto di più, ma certo non dignità e, men che meno, dignità da portare ad esempio. Occorre quindi ripartire da zero e chiedere prima di tutto agli attuali gruppi dirigenti, quelli che hanno portato la sinistra di questo paese, non trovando risposte adeguate ai problemi dei cittadini, a scomparire anche dal parlamento, di farsi da parte per poter cominciare una vera nuova stagione politica, rinnovata nelle forme e nei contenuti, che abbia nella partecipazione, nell’ascolto e nell’elaborazione collettiva il suo punto di forza e lo sostanzi nel principio «una testa un voto», una stagione politica nel segno dell’etica, una stagione politica nel segno della dignità.

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Di Pasquino (del 28/05/2008 @ 09:00:20, in Per il cittadino, linkato 203 volte)

L’Italiana sta subendo un’offensiva culturale di destra che istiga all’insofferenza e al sospetto, quando non all’odio, nei confronti di minoranze etniche, religiose o di orientamento sessuale.
Nei giorni scorsi in una cittadina del treviggiano (Pieve di Soligo) nella bacheca del comune è apparso un comunicato a dir poco delirante. “Si comunica l’apertura della caccia per la seguente selvaggina migratoria: rumeni, albanesi, kosovari, zingari, talebani, afgani ed extracomunitari in genere. E’ consentito l’uso di fucili, carabine e pistole di grosso calibro. Si consiglia l’abbattimento di capi giovani per estinguere più rapidamente le razze. In premio ogni mille capi abbattuti un viaggio offerto da Jorge Haider e, al raggiungimento dei 2000 capi abbattuti, la cittadinanza onoraria austriaca” Qualcuno magari dirà una goliardata e ci riderà sopra, questione di punti di vista, per quanto mi riguarda il clima che si è creato non mi fa ridere per niente. L’aggressione nei confronti dei commercianti extracomunitari del quartiere pigneto di Roma di qualche giorno fa è un sintomo molto chiaro del degrado culturale in cui sta precipitando il nostro paese. L’offensiva culturale che la destra di governo sta conducendo da anni ci dice che crea il brodo di cultura e violenza favorevoli a questi atti scellerati. Credo che gli autori di tali gesti appartengono soltanto a minoranze violente. Ma per quale motivo questa gente alza la testa proprio ora? Probabilmente perché si sentono rafforzati e più tranquilli in un momento in cui c’è un clima gonfiato ad arte rispetto al quale il diverso, e non solo etnicamente, rappresenta sempre e comunque la minaccia.
Diciamo così: negli ultimi tempi l’emergenza sono i rom, prima erano gli arabi e gli estremisti islamici, prima ancora gli albanesi e più indietro i polacchi. E da anni che si preferisce fomentare la paura piuttosto che affrontarla. E ogni volta si è puntato il dito contro qualcuno indicandolo come responsabile. In questa fase c’è paura del futuro, i nostri giovani si trovano ad avere un lavoro precario che non da nessuna certezza, in un contesto del genere è facile creare un capro espiatorio a cui addebitare le colpe. La destra sta cavalcando in modo scellerato queste paure alimentando l’insicurezza attestandosi ricette salvifiche pensando di poter risolvere il problema della sicurezza soltanto con la repressione. E’ troppo ovvio e banale dire che occorre perseguire con severità chi commette reati. Quello che bisogna capire è che la repressione non basta più, non conta chi commette il reato, conta sapere di più perché lo ha commesso. Detto questo non si può fare finta di non vedere che l’odio verso chi appare diverso in alcune frange di teppisti nostrani sta montando come un fiume in piena. Il PD la sinistra il mondo democratico non può non far sentire forte la propria voce di fronte all’imperversare di queste squadracce nere. Giorgio Bocca in un'intervista diceva “E’ la fine della nostra storia, se dici che sei antifascista ti ridono in faccia”, e ancora, “il sindaco Alemanno vuole dedicare una strada a Giorgio Almirante uno che fucilava i partigiani, ma sono pazzi? No, mi sbaglio, è una provocazione di chi si sente vincitore e può fare quello che vuole”. Non mi sento di condividere lo scoramento di Giorgio Bocca, anche se ne colgo pienamente l’allarme e ne traggo stimolo per continuare a lottare per la democrazia.
Con simpatia
Pasquino

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Di Servizio Informazione e Comunicazione Comune Noto (del 28/05/2008 @ 08:52:56, in Il Palazzo, linkato 255 volte)

Elezioni provinciali – “Tolleranza zero” per il mal costume delle affissioni fuori dagli spazi consentiti
“Stiamo lavorando, con ogni nostra forza, al decoro della Città, patrimonio dell’umanità e capitale del barocco, per migliorarne l’immagine turistica nell’ambito del territorio nazionale ed internazionale, e, di contro, ancora una volta, all’approssimarsi delle elezioni, l’inciviltà di qualcuno tende a minare gli sforzi prodotti in questo senso”. Così, come già fatto in occasione delle elezioni politiche e regionali, il Sindaco, Corrado Valvo, interviene sulla problematica delle “affissioni selvagge” che affligge puntualmente le Città ad ogni consultazione elettorale.
In questi giorni, in cui la campagna per le “Provinciali” è entrata nel vivo, i muri della Città e gli spazi per le affissioni “ordinarie” vengono costantemente invasi da manifesti elettorali che creano un’immagine non certo degna di una città turistica, per non dire di una città civile. Tutto ciò avviene nonostante siano stati approntati, a termini di legge, gli appositi spazi per la pubblicità elettorale.
Il Sindaco, in maniera forte e ferma, invita tutti i candidati ad utilizzare, per l’affissione di manifesti elettorali, esclusivamente gli appositi spazi assegnati, nel rispetto delle normative vigenti e delle più elementari norme che il vivere civile detta. Non sarà tollerata nessuna eccezione e, pertanto, saranno perseguiti, ai sensi di legge, tutti i fenomeni di affissione abusiva nel territorio di Noto. Agli Uffici competenti sono state date disposizioni in merito perché vengano adottati i provvedimenti conseguenti alle violazioni ed irrogate le sanzioni previste dalla Legge.

Il Consiglio Comunale torna a riunirsi il 5 giugno
Come deliberato nella seduta del 21 maggio u. s., il Consiglio Comunale di Noto tornerà a riunirsi giovedì 5 giugno, alle ore 18,00, per la trattazione dei restanti punti dell’odg (dal 14 al 20).

14) Riconoscimento debito fuori bilancio Ditta Music Service di *******;
15) Approvazione Regolamento Servizio trasporto con scuolabus;
16) Piano di lottizzazione a scopo edilizio C.da Forte comparto c3/54 foglio di mappa 420 pert. 422. Richiedente ******* nata a ****** il ******* ed ivi residente in Via ********;
17) Piano di lottizzazione a scopo edilizio C.da Cozzo Tondo C2/9 foglio di mappa n. 221 ai mappali 11-12-14-17-153-154-155-156-165-213-214-422. Richidente ******* nato a ****** il ******* ed ivi residente in ******;
18) Piano di lottizzazione a scopo edilizio C.da San Giovanni comparto c2/7 foglio di mappa n. 235 p.lla 30-738-739. Richiedente ******** nato a ****** il ****** ed ivi residente in ***********. Autorizzazione alla lottizzazione parziale del comparto edilizio ai sensi dell’art. 22 delle norme tecniche di attuazione;
19) Art. 194 Lett. E) D.L.vo 267/2000 riconoscimento legittimità debito fuori bilancio Comune di Avola;
20) Art. 194 Lett. E) D.L.vo 267/2000 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio derivante dalla sentenza del tribunale di SR n. 483/07. ****** e ******, eredi di *******, ****** e ******;

RE.L.O.A.D., un progetto finalizzato a garantire l’occupazione e l’occupabilità di soggetti con disagio mentale ed ex detenuti
E’ stato illustrato, oggi, al Sindaco Valvo, da parte dei partner progettuali, il progetto RE.L.O.A.D. (REinserimento Lavorativo: Opportunità per Acquisire un Diritto), finalizzato alla realizzazione di azioni sperimentali per garantire l’occupazione e l’occupabilità di soggetti con disagio mentale ed ex detenuti.
Nel progetto, finanziato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, di cui ha la titolarità la Provincia Regionale di Siracusa – Assessorato Politiche Sociali quale ente proponente, sono coinvolti i seguenti partner: - Cooperativa Iris Siracusa; - Consorzio Sol.Co Catania; - EnAIP Siracusa; - Cooperativa Passwork Canicattini B.; - Associazione Arcisolidarietà Siracusa.
Il progetto, la cui durata è fissata in 14 mesi, sarà realizzato nei 4 distretti socio-sanitari della provincia di Siracusa (D 46 Noto – D 47 Augusta – D 48 Siracusa – D 49 Lentini) e quindi interesserà tutti i 21 Comuni del territorio provinciale.
Lo sportello di Noto sarà attivo presso l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune, sito in via Aurispa n. 146, nei giorni di martedì (dalle 9,00 alle 13,00), di giovedì (dalle 15,30 alle 18,30) e di venerdì (dalle 9,00 alle 13,00).
I destinatari delle attività del progetto sono le persone che ricadono nell’area della disabilità psichica, le persone che abbiano usufruito del provvedimento indulto e coloro che risultano in fine di pena o possono accedere alle misure alternative.
L’obiettivo generale del progetto è quello di favorire percorsi di integrazione sociale e lavorativa dei soggetti destinatari, attraverso la realizzazione di tirocini formativi, l’attivazione di reti territoriali, il contributo alla qualificazione delle politiche per il lavoro (avviando azioni combinate di politiche attive del lavoro, politiche di sostegno al reddito e politiche di sviluppo locale).
Le azioni del progetto rivolte alle persone riguarderanno principalmente: - la realizzazione di una banca dati provinciale contenente le caratteristiche professionali dei beneficiari iscrittisi al progetto; - l’accoglienza e la presa in carico dei beneficiari (sarà effettuato un colloquio finalizzato a valutare il livello di occupabilità del soggetto); - la valutazione del livello di qualificazione, attraverso degli incontri volti ad approfondire la conoscenza del mercato del lavoro e per la definizione di un bilancio delle competenze e di un progetto individualizzato (tre percorsi di formazione di 100 ore ciascuna, prima dell’inserimento in azienda); - il tirocinio formativo in azienda (i beneficiari finali del progetto verranno inseriti in tirocinio formativo della durata di 6 mesi, percependo una indennità mensile di € 450,00, o della durata di 4 mesi percependo una indennità mensile di € 675,00. Durante lo svolgimento del tirocinio il soggetto avrà a disposizione un tutor che lo accompagnerà e supporterà ai fini del raggiungimento dei risultati in modo da facilitare l’avvio di un rapporto di lavoro stabile).
Verrà inoltre realizzata una banca dati delle imprese della provincia di Siracusa con obbligo di collocamento ai sensi della L. 68/99 e delle imprese socialmente responsabili disponibili ad accogliere tirocinanti. Saranno avviate azioni di sensibilizzazione territoriale e di promozione del progetto rivolte alle imprese, nonché azioni di coordinamento e supporto nei confronti degli enti proponenti i tirocini formativi. Le imprese che trasformeranno il periodo di tirocinio formativo in assunzione con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero determinato, di durata uguale o superiore ai 12 mesi, percepiranno un contributo di € 1.000,00.

Orientagiovani, rinviato il seminario GUIDA AL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE 
Il seminario GUIDA AL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE, inserito nel programma ORIENTAGIOVANI, previsto per il 29 maggio 2008, è stato rinviato in quanto il relativo Bando 2008 per i Giovani, che ne costituiva l'oggetto, non è stato ancora pubblicato.
Il seminario sarà, pertanto, riproposto non appena avverrà la pubblicazione del Bando 2008 inerente al "Servizio Civile Volontario".

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Di emanueledellaluna (del 27/05/2008 @ 08:56:41, in Per il cittadino, linkato 305 volte)

Alla luce del dibattito che le riflessione di maronas hanno determinato su questo blog, alcune cose da dire le avrei anch’io.
Prima pero una breve premessa, tutto ciò che dirò non ha assolutamente nessun intendo polemico, e se qualcosa potrà sembrare in contraddizione con la premessa non è assolutamente voluto, fa parte del mio linguaggio schietto, molto diretto, molto lontano dal politichese ed a tratti anche aspro.
Non posso farci niente e mi scuso anticipatamente, è nel mio DNA l’essere molto sanguigno e il non mandare a dire le cose.
Il PD nasce il 14 ottobre con la scesa in campo di Walter Veltroni e con le primarie che hanno visto 3 milioni e mezzo di cittadini nei gazebo per votare, quindi un grande fatto democratico e non come molti denigratori già allora pronosticavano, una fusione a freddo.
Oggi dopo appena 7 mesi dalla sua nascita questa nuova forza politica ha superato dignitosamente la prova delle elezioni nazionali, certo non abbiamo vinto, ma se con onestà consideriamo il punto da cui partivamo e le difficoltà che l’incompleta dislocazione territoriale di tutte le sue potenzialità materiali e umane dovute appunto ai lavori in corso della transizione e la fase del “meticciato” culturale e politico il differente patrimonio genetico di DS e Dl che ancora oggi ci portiamo dietro: beh con un po’ di onesta dicevo, potremmo anche se non ritenerci soddisfatti, quantomeno accontentarci.
La destra ha vinto con ampio margine su scala nazionale e nella nostra piccola comunità il rapporto di forza sia su base numerica che culturale, ci vede in condizioni quasi disperate. Per questo bisogna essere consapevoli che il lavoro che ci aspetta nel prossimo futuro per battere la destra cittadina e lungo e la nostra contrapposizione dovrà essere senza sconti. Il PD nel suo insieme, senza escludere nessuno, dirigenti e non, dovrà pensare in grande mettendo da parte i mal di pancia e superando la famosa sindrome stafazziana (fracassarci i testicoli a colpi di bottiglia di vetro) che ci contraddistingue, altro che pensare di escludere o di essere autosufficienti. Solo se sapremo mettere in evidenza le iniquità che sono insite nel nostro quotidiano vivere possiamo generare quel conflitto culturale che genera nuovi pensieri. Le grandi idee e le grandi intelligenze sono generate dai grandi sommovimenti. Ed è per questa ragione che penso che spetta ormai ai giovani farsi avanti, non sono un giovanilista, (anche se so che va di moda farlo credere), penso però che solo una nuova generazione può scrivere un programma moderno per la nostra città, e prendere in mano la direzione del PD. Vedi caro maronas, io non solo accetto le critiche, le ritengo necessarie ed indispensabili nel confronto politico, sono altresì allergico però alle accuse gratuite fatte molte volte da persone che a ben vedere non sono mai stati capaci di fare qualcosa di buono, e per la verità nemmeno di cattivo, essi non hanno mai sbagliato in vita loro, perché non hanno mai fatto nulla. Oggi molti dei valori a cui la nostra generazione faceva riferimento sono superati, molte delle vecchie barriere sono crollate, tutti i sondaggisti dicono che più del 60% degli italiani pensa che sia giusto così. Senza voler scomodare massimi sistemi, ma andando alle cose più terra terra, il governo di centro sinistra in questi due anni di suo regno, è stato ritenuto incapace di (perché è inutile negarlo: è su questo che la gente ha votato e molti elettori del centrosinistra si sono astenuti) governare concretamente l’Italia, i suoi bisogni, le sue paure e le sue miserie ciò non è avvenuto tanto a causa di singoli errori, ma per quell’idea politica di difesa di vecchi assetti sociali ormai inesistenti. “Si è fatta persino una manifestazione contro 5milioni di lavoratori che avevano votato a favore della riforma del welfare”.
Il PD e la sua classe dirigente a partire dal più insignificante dei suoi circoli deve essere in grado di affrontare le sfide che l’Italia della globalizzazione ha di fronte e per farlo c’è bisogno di tutte l’energie possibili, altro che gioco ad escludere, il progetto del PD non è finalizzato al proprio tornaconto politico, ma al bene del paese nella sua interezza dice Veltroni. Quindi si metta da parte la puzza al naso rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo, abbiamo costruito un partito nuovo, sta ora a noi farlo uscire dai vecchi confini del novecento non per pentirci del nostro passato, ma per affrontare i nuovi problemi del duemila. Anche al PD di Noto spetterà fare la sua parte, e la potrà fare tanto più se avrà un gruppo dirigente capace di confrontarsi non solo al suo interno, ma con tutta la collettività in cui opera e vive avanzando proposte concrete al bisogno di buon governo che sale dalla città. Il confronto sul blog può essere anche giusto, può anche stimolare un dibattito interessante, ma non è questo che la gente si aspetta dai dirigenti del PD.
Nessuno credo può pensare che un programma di crescita e di sviluppo economico e culturale per una città che è mal governata da molti anni, possa venir fuori dai tanti nike name che popolano questo sito, per questo senza voler sminuire l’intelligenza delle persone che dietro quei nike stanno affettuosamente.
Emanuele Della Luna

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Di Servizio Informazione e Comunicazione Comune Noto (del 26/05/2008 @ 12:45:48, in Il Palazzo, linkato 244 volte)

Ampliamento dell’isola pedonale e creazione di spazi per godere del centro storico 
A seguito del grande successo di turisti e visitatori nella Città di Noto, frutto di una attenta e proficua attività di promozione del territorio, nell’osservare con grande compiacimento la crescita della capacità ricettiva dei nostri ristoratori e commercianti del centro storico che stanno offrendo a tutti i turisti un servizio di qualità, si sente il dovere, proprio per potere permettere ai cittadini e ai turisti di godere al meglio del centro storico, di operare un ampliamento dell’isola pedonale, e la creazione di spazi finalizzati a poter offrire a tutti la possibilità di godere ancora di più, non solo della bellezza della Città ma anche dei prodotti eno-gastronomici che Noto offre.
A breve si opererà in alcuni punti della Città la realizzazione di opere di arredo urbano per esaltare ancora di più la bellezza di Noto e creare, nel contempo, luoghi di sosta e di meditazione di tale bellezza. 

Soddisfazione del Sindaco per il successo della Festa dell’Alveria che ha permesso di mettere in luce i tesori di Noto Antica 
La “terza meraviglia” di Noto sta sempre più prendendo corpo. Un plauso particolare lo voglio rivolgere all’assessore Balsamo nonché all’ISVNA, alla Pro Noto e al dott. Guzzardi, per aver permesso, durante la Festa dell’Alveria, di poter dare ai numerosissimi visitatori la possibilità di esplorare altre parti della splendida Noto Antica.
Ieri è stato un momento di grande commozione nel poter aprire il nuovo cancello della porta principale di Noto Antica, alla presenza del Vescovo, che ringrazio per la sempre puntuale sensibilità nei momenti culturali e sociali della Città. Si ribadisce l’impegno affinché si possa creare a breve un altro importante sito museale che riguarderà una delle più grandi “città fantasma” che custodisce in sé tesori e opere inestimabili e che necessitano di essere portati alla luce, creando, senza nessun eufemismo, una seconda Pompei.
Al più presto verrà creato all’interno di S. Chiara uno spazio espositivo, nel quale verranno esposti i reperti della Noto medievale, che permetterà ai visitatori di avere una visione delle bellezze sepolte a Noto Antica.

Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo

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Di Servizio Informazione e Comunicazione Comune Noto (del 24/05/2008 @ 09:35:13, in Il Palazzo, linkato 243 volte)

Infiorata 2008, il Sindaco replica alle dichiarazioni del prof. Saetta

Molte volte si sospetta che il prof. Marco Saetta abiti in un luogo diverso da Noto.
Il successo dell’Infiorata è stato unanimemente riconosciuto da tutti i visitatori, i quali, tra l’altro, hanno apprezzato le manifestazioni collaterali iniziate nella giornata di venerdì, così come hanno apprezzato la qualità dei servizi, primi tra tutti l’estrema pulizia della Città e i collegamenti con i parcheggi.
Il prof. Saetta ci ha ormai abituato ad esternazioni poco rispecchianti la realtà. Mi piacerebbe istituire un assessorato per la cosiddetta Società Civile per mettere alla prova quanti di questi soggetti, come ad esempio il prof. Marco Saetta, il sig. Salvo Mazzara, il sig. Santo Boscarino, possano dimostrare di essere uomini fattivi anziché soggetti che, comodamente seduti sulle proprie poltrone, si autoattribuiscono patenti che nessuno ha loro conferito. Dimostrassero, una volta per tutte, di avere a cuore le sorti della Città, proponendo un programma serio delle attività e delle iniziative che intendono portare avanti nell’interesse della Città, e la smettessero di fare demagogia pura, perché, come è stato spiegato in Consiglio Comunale ad un altro maestro di tali comportamenti, qual è il Consigliere Corrado Bianca, i cittadini si rendono perfettamente conto che il loro modo di operare è soltanto distruttivo, ostruzionistico e, sicuramente, non per gli interessi della Città.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo

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Di Servizio Informazione e Comunicazione Comune Noto (del 23/05/2008 @ 20:25:42, in Il Palazzo, linkato 196 volte)

Il Sindaco interviene sull’esito delle sedute del Consiglio Comunale del 20 e 21 maggio
Importanti delibere sono state approvate dal Consiglio Comunale nelle sedute del 20 e 21 maggio. Il dato politico da registrare è stato la compattezza dei numeri, con qualche distinguo su cui dovrà essere fatta chiarezza, così come dovrà essere fatta chiarezza anche in merito al disimpegno di qualche assessore durante la riuscita manifestazione dell’Infiorata.
A giorni ci sarà un incontro con i vertici dei partiti e con i capigruppo per poter tracciare insieme, qualora possibile, le linee per un percorso comune nel quale dovranno essere garantite presenze costanti in Consiglio Comunale ed impegno continuo e fattivo da parte degli Assessori. Altrimenti sarà necessario prevedere un’altra forma di collaborazione in quanto è necessario poter garantire alla Città una chiara e non altalenante maggioranza. Su tale punto è necessario evidenziare che, al di là di proclami da parte di Consiglieri Comunali che entrano ed escono dai vari partiti, l’impegno a procedere alla votazione di atti importanti per la Città deve essere rispettato; e sicuramente il Bilancio rappresenta uno degli atti più importanti per la Città.
Non è, pertanto, tollerabile assistere in aula a dichiarazioni di disimpegno di appartenenza a partiti politici senza procedere alla votazione dello strumento finanziario, come è accaduto nell’ultima seduta del Consiglio Comunale.
Occorre infatti che ogni Consigliere Comunale, rappresentante del popolo ed eletto per tale motivo, si assuma la piena responsabilità di votare, a favore o contro, lo strumento finanziario anziché sfuggire, di volta in volta, dai propri compiti istituzionali.

Apprezzamento del Sindaco per l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi
Grandissimo apprezzamento per un atto di grande democrazia e che la Città aspettava per un maggiore “contatto” tra la politica e i giovanissimi, concretizzato attraverso l’approvazione della delibera istitutiva del “Consiglio Comunale dei Ragazzi e del relativo Regolamento”, che ha visto, in maniera bipartisan, il voto unanime di tutti i Consiglieri Comunali.
L’importanza di tale Consiglio Comunale è stata evidenziata in maniera congiunta dall’Amministrazione Comunale e dall’intero Consiglio Comunale. Con esso, infatti, ci si prefigge di creare un collegamento forte tra le Istituzioni e gli studenti che già all’interno dei propri Istituti hanno dimostrato di ben conoscere gli organismi della politica.
Obbligo di noi politici è quello di creare un ricambio generazionale e soprattutto una nuova classe politica dirigente che possa guidare, sempre con idee nuove e fresche, la nostra Città ormai proiettata in dinamiche e sviluppi internazionali.
L’auspicio è che questo esempio di voto bipartisan e unanime si possa verificare più spesso a dimostrazione di un lavoro posto nell’interesse della Città.
Il Sindaco
Avv. Corrado Valvo

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Di LINCONTINENTE (del 23/05/2008 @ 01:05:00, in Welfare locale, linkato 409 volte)

 

A distanza di un anno riprendiamo l'articolo de LINCONTINENTE su un argomento a dir poco "scabroso" - Notolibera

L'ARGOMENTO CHE NON C'E' L’occasione ghiotta delle discussioni sul P.R.G., questa urbanistica tela di Penelope in perenne fase iniziale (anche perché già al secondo Ulisse), mi permette di uscire un po’ dai soliti argomenti contingenti di politica locale, per sottoporre all’attenzione del lettore alcune mie semplici riflessioni su un argomento che a Noto sembra bandito dai dibattiti, dalle analisi e da qualsiasi seria programmazione (persino dai velleitari e improbabili programmi elettorali), in pratica sistematicamente rimosso dalla coscienza collettiva di questa cittadina e, soprattutto, di quella degli amministratori e di chi si pone l’ambizioso obiettivo di sostituirli. I “caminanti” residenti a Noto.... Sono sicuro dell’imbarazzo, più o meno inconfessato, che in questo momento sta assalendo il lettore (se questo si può considerare un medio “netino”), insieme ad una sfilza non indifferente di luoghi comuni. Ma è proprio nell’affrontare questi problemi che ci toccano così da vicino che otteniamo la reale misura del nostro livello di apertura mentale e dell’effettiva sensibilità che ci anima nei confronti delle tematiche sociali. Un gravoso cimento per le nostre coscienze, quasi quanto quello di alcuni padri che conosco, i quali, dopo avere professato da sempre le loro larghissime vedute sulle problematiche educative dei figli, messi finalmente alla prova dai normali problemi delle loro neoadolescenti “figlie femmine”, si sono trasformati in impacciati arcaici patriarchi con tanto di logoranti pedinamenti e di circospette, quanto clandestine, perquisizioni degli zaini scolastici.
Dato che queste riflessioni prendono le mosse da una ottica centrosinistriana, occorre subito confinare ed eliminare prontamente, qualsiasi atteggiamento e presa di posizione preconcetta e superficiale, in modo da allontanare dalla nostra analisi possibili derive settarie, o peggio, di vago sapore segregazionista.
Perché già, come meccanismo mentale tacitamente acquisito, esistiamo “noi” e “loro”:  “loro” non sono netini e non si vede come possano essere considerati tali. Nei circa quarant’anni di coabitazione e di stabilizzazione di questa “presenza” a Noto, territorialmente ben circoscritta, si sono evidenziate alcune “loro” indubbie peculiarità. E’ interessante, infatti, centralizzare la nostra attenzione non sulle debolezze ed i difetti che, anche se in diversa misura, accomunano “noi” e “loro”, bensì sulle “loro” specifiche caratteristiche che, in un certo senso, fanno “sistema”, cioè possono essere considerate essenziali e riconoscibili al fine di definire la “loro” identità di gruppo socialmente distinto e rilevante.
Ovviamente il mio approccio al problema non ha alcuna pretesa di essere scientifico, ma frutto (questo sì), di ragionate considerazioni condite di sano realismo e il più possibile mondate dalle ipocrisie che incombono quanto si vuole essere a tutti i costi “politically correct”. Lascio a chi si può piccare di avere erudite conoscenze di antropologia e sociologia, l’arduo compito di analizzare più a fondo la tematica, perdonandomi per ora per le inevitabili ingenuità che incontrerà nella esposizione delle mie opinioni.
Addentrandomi nella ricerca di analogie chiarificatrici, in grado di suggerire la giusta chiave di lettura, mi rendo sempre più conto che ci troviamo di fronte ad un problema del tutto particolare. Non è possibile fare parallelismi con i contesti sociali che caratterizzano le periferie delle medie e grosse città; lì, infatti, gli agenti “differenzianti” sono costituiti da un misto di sottocultura dell’illegalità, di frustrazioni e di disagio economico; ma tutto, a mio avviso, in relazione e paragonato all’altra parte della società che può apparire banalmente “per bene”. Per questo, i tentativi tesi ad elevare il generale livello culturale e ad imporre con accortezza l’emulazione del modello etico e sociale predominante, non possono che promuovere l’auspicata integrazione sociale.
Non è neanche possibile fare analogie con i quartieri di alcune grandi (e ormai anche piccole) città, occupate da prevalenti etnie di immigrati che, pur mantenendo tenacemente le tradizioni ed i costumi dei paesi di origine, sono innegabilmente orientati al conseguimento di una stabile condizione di benessere economico, che rende sempre fondamentale il confronto ed il raggiungimento di un ragionevole compromesso con il modello etico e sociale, economicamente predominante. Anche qui, con le dovute attenzioni alle diversità, è raggiungibile (almeno teorizzabile) un accettabile livello di coesistenza e di integrazione sociale.
Nè è possibile fare un utile parallelismo con le comunità Rom (gli zingari veri e propri), perché queste appaiono sostanzialmente incapaci (forse non interessate) al raggiungimento di un livello generale economico in grado di affrancarle da una vita spesa nelle roulotte o in baracche fatiscenti. Questa importante elemento distintivo, come ben sappiamo, non è per niente riconducibile alla comunità dei “caminanti”.
Proprio in questi giorni, su “La Repubblica”, ha luogo un acceso dibattito che prende le mosse dallo sfogo di un lettore che, in buona sostanza, in una lettera a Corrado Augias, afferma: “sono di sinistra, ma a causa della legalità trascurata, sto diventando razzista”. Certo, l’accoppiata “di sinistra” e “razzista” è veramente stridente, come un DS che vota un sindaco di destra, come un no-triv che, senza alcuna effettiva utilità, fa il gioco di un sindaco di destra, pur sospettando (almeno lo spero) che a quest’Ultimo, in effetti, non gliene importi più di tanto. Ma invece di sollevarsi da sinistra il coro di ipocrite disapprovazioni, da titolati sindaci, quali Veltroni (Roma), Chiamparino (Torino), Cofferati (Bologna), Domenici (Firenze) e Zanonato (Padova), viene affermato il sacrosanto principio che la legalità è un diritto (oltre che un dovere) e chi la auspica, o la garantisce, sta dalla parte dei deboli. In altre parole non bisogna confondere la tolleranza con il permissivismo e l’impunità, altrimenti si offre alla destra il monopolio di essere gli unici ad avere a cuore la sicurezza dei cittadini “per bene”. E questo non paga né eticamente, né tanto meno (dato l’andazzo europeo) elettoralmente.
Ad ogni buon conto, occorre segnalare che a Noto, indistintamente a destra che a sinistra, in modo del tutto bipartisan, non si è mai vista una vera sensibilità contro le illegalità di un certo peso, vuoi perché i voti, come i soldi, non puzzano; vuoi perché tutti abbiamo una macchina, per cui magari paghiamo ancora le rate, e ci procurerebbe un certo disappunto vederla consumare come effimero oggetto luminoso nella notte netina. Certo, in questi giorni assistiamo ad un fiorire di interventi di esponenti politici locali colti da sussulti di tensione etica ed ideologica e di amore per la legalità; sono però sicuro che, sul campo, nessuno di loro (per comprensibilissimi motivi, per carità) sarebbe disposto a calarsi in trincea. Sciagurato è quel paese che ha bisogno di eroi …
Più mi addentro nel problema, più mi convinco che per “loro” siamo “noi” il problema. “Loro”, infatti, posseggono un loro sistema autonomo di tradizioni e di costumi ed una struttura sociale gerarchizzata ben definita e collaudata. I “loro” problemi, materia del “nostro” codice civile, fin quando non assumono una evidenza ai sensi del “nostro” codice penale, vengono risolti all’interno della stessa comunità. Per “loro” il concetto comune di libertà secondo cui quella di ognuno finisce dove inizia quella degli altri, all’interno del “loro” territorio e secondo le “loro” regole, è perfettamente rispettato.
L’unica grossa pecca è nel “loro” concetto di “res publica”. Le uniche vere difficoltà derivano, infatti, dalle “incomprensioni” che nascono dall’applicazione del “nostro” sistema di regole nei campi sociale, economico, fiscale, urbanistico, assistenziale e sanitario, con cui devono fare i conti periodicamente ed inevitabilmente per il “loro” sostentamento.
In questi giorni, sempre a proposito di P.R.G. condiviso, qualcuno invoca l’attiva partecipazione dei cittadini, mediante l’audizione di opportune delegazioni rappresentative degli interessi comuni di parti del nostro territorio. Immaginiamo quindi la legittima partecipazione di una delegazione dei quartieri a quasi esclusiva presenza di “caminanti”. Dopo avere constatato, se ancora fosse necessario, le sostanziali differenti visioni sul modello di sviluppo della zona, caratterizzato da un pluridecennale spontaneo autodeterminismo urbanistico (tutto sommato un riuscito esperimento ante-litteram di micro-federalismo), i rappresentanti delle istituzioni si troverebbero di fronte a tre alternative: la prima è di applicare le norme così come sono vigenti nella nostra Regione e quindi dare luogo a fastidiosi ed imbarazzanti procedimenti sanzionatori o peggio. La seconda, più realista del re, è quella di abdicare alle normali proprie funzioni di prevenzione, regolamentazione e controllo, trovando degli opportuni escamotage giuridico-tecnici (se praticabili) tali da creare una specie di grande condono locale, una sorta di istituzionalizzato “scurdammene o’passato” (nel medesimo discutibile stile adottato, con successo, dallo stato per sanare le irregolarità fiscali), che avrebbe però il vantaggio, non indifferente, di costituire la premessa fondamentale per l’avviamento di un processo di normalizzazione e qualificazione di questa “enclave”, di questa “isola che non c’è”, il cui funzionamento sembra, oggi, più misterioso di quello di una zona protetta dal segreto militare. La terza, apparentemente più comoda, è quella di glissare elegantemente per l’ennesima volta, lasciando ad un augurabile e risolutivo intervento della magistratura e delle forze dell’ordine, l’arduo compito di riprendere definitivamente il controllo del territorio.
Eppure sono sicuro che, da un più asettico punto di vista antropologico, le “loro” usanze, la “loro” struttura sociale articolata dal nucleo familiare fino alle “loro” gerarchie sociali, si configurano come un patrimonio culturale particolare, una specificità da salvaguardare nel rispetto delle diversità e delle minoranze. E allora? A parte il sostanziale fallimento dei pur nobili tentativi di integrazione scolastica, che ci ribadiscono quanto impermeabili “loro” siano a qualsiasi più generale tentativo di integrazione, rimaniamo al solito punto morto, generatore di insofferenze, intolleranze, sensi di impotenza che, di tanto in tanto (fino ad oggi), vengono alleviati (confessiamolo magari con una certa vergogna), quando sentiamo parlare di qualche arresto o blitz da parte delle forze dell’ordine (ovviamente non locali) o quando, con cadenza annuale, una parte consistente di tale comunità si “allontana” (dove e a far cosa?) per tornare, mesi dopo, o quando veniamo a sapere che una parte consistente intende trasferirsi a Belvedere, amena e salvifica frazione di Siracusa.
Più in generale, esclusa la possibilità, non del tutto peregrina, di premere verso il riconoscimento di tale comunità come minoranza culturale da salvaguardare, oggetto di mirati provvedimenti amministrativi ed economici, in grado di favorirne l’evoluzione verso un nuovo assetto sociale più accettabile secondo i “nostri” criteri, resta la solita panacea di sempre: quella di girarci altezzosamente, da “veri netini”, dall’altra parte, ignorando ciò che in effetti avvertiamo come un problema locale ingestibile e senza soluzione, presentandolo alle personalità ed ai visitatori esterni, al più, come una delle tante sfaccettature folkloristiche della nostra amata Sicilia. Pertanto, continuiamo pure ad escluderlo da qualsiasi programma o dibattito politico, da qualsiasi forma di pianificazione urbanistica e sociale, e più generalmente da qualsiasi scambio di opinioni al di fuori del contesto familiare o della passeggiata domenicale.
Smaltita l’anestetica temporanea ebbrezza data dalla trattazione di grandi principi etici e di legalità nella politica, sarebbe finalmente il caso di affrontare con altrettanta tensione morale anche le contraddizioni sociali in cui ci troviamo, tutti con un pizzico di coraggio, di iniziativa e di senso della responsabilità in più, senza il bisogno di sperare vanamente nell’intervento di improbabili eroi.

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Nella seduta di ieri sera il Consiglio Comunale di Noto ha continuato la trattazione dell’ordine del giorno dal punto 8 “Rideterminazione aree pubbliche destinate al commercio” sul quale era stata interrotta la seduta del 20 maggio. Alla discussione inerente alla trattazione del suddetto punto non è seguita la votazione per “carenza di istruttoria”.

Nella continuazione dei lavori il Consiglio Comunale ha approvato i seguenti punti all’o.d.g.:
• Punto 9 “Esame e osservazione e riapprovazione in variante al PRG del progetto per la realizzazione dei lavori di “approvvigionamento idrico delle frazioni a mare Eloro, Lido di Noto e Calabernardo” – condotte e serbatoio”;
• Punto 10 “Affidamento della gestione diretta del mercato ortofrutticolo sito in Noto in C.da Zupparda all’Associazione “Ridibero””;
• Punto 11 “Art. 194 lett. a) D.L.vo 267/2000. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio *************”;
• Punto 12 “Criteri ed indirizzi per la valutazione dei progetti degli impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da realizzare in zona agricola “E” in variante al PRG”;
• Punto 13 “ASPECON – Costituzione di una Azienda speciale poliservizi ai sensi dell’art. 22 – 23 legge 142/90. Approvazione modifica art. 5 – 6 dello statuto”;
• Punto 21 “Nomina componenti I e IV commissione consiliare in sostituzione dei componenti dimissionari”.
La trattazione dei restanti punti dell’odg (dal 14 al 20) è stata rinviata alla successiva seduta fissata per il 5 giugno.

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