La revoca delle deleghe assessoriali credo che sia il primo di una serie di atti oramai necessari, dato l’assoluto disinteresse da parte dei partiti politici e dei Consiglieri Comunali per un governo stabile della Città.
Noto, per essere amministrata, ha bisogno di una coesione che dia sostegno all’azione non solo del Sindaco ma anche dei singoli Assessori. Non è possibile, infatti, che il programma di governo debba trovare sistematicamente freni da parte di chi, consiglieri comunali e partiti politici di maggioranza, dovrebbe agire per sostenerlo.
Oggi, nonostante le sollecitazioni degli Assessori, si assiste all’assoluto disinteresse da parte delle forze politiche e allora, di fronte a tali inequivoci comportamenti, si ritiene più corretto andare avanti da soli attraverso, dapprima, la revoca delle deleghe assessoriali e, successivamente, di tutte le cariche di sottogoverno collegate ai vari partiti.
In virtù di ciò, in assenza di risposta convincente e reale da parte dei partiti politici, si andrà avanti anche da soli, con la convinzione di avere operato fino in fondo coerentemente e con dignità, sottoponendosi anche all’eventuale mozione di sfiducia che gli stessi consiglieri comunali dovranno poi spiegare alla Città di Noto.
In merito all’appello fatto dal Sindaco di Noto, avv. Corrado Valvo, sul decoro del centro storico della città si potrebbe dire che è una sua opinione per niente oggettiva, che il Comitato per i Diritti del Cittadino e lo scrivente siano contro tutto e tutti. E’ quanto leggiamo in un trafiletto de “Il Giornale di Sicilia” del 24 aprile c.a. dal titolo: Noto centro storico, Valvo replica a Bellassai, a firma di Vincenzo Rosana.Abbiamo doverosamente chiarito al Sindaco di Noto, la differenza di ruoli che ci sono tra un cittadino, un comitato e un amministratore.
Il cittadino o il comitato, molto spesso si limitano a scrivere un articolo per fare opinione, per sensibilizzare, per sollecitare, per denunciare, fare appelli, petizioni, etc. mentre secondo noi, un amministratore , un assessore, un sindaco, devono soprattutto fare cose concrete, oltre che appelli. Nel caso specifico abbiamo evidenziato al Sindaco, di sollecitare le varie istituzioni come l’Ufficio tecnico comunale, l’ufficio tecnico della Chiesa e la Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa, che sono le istituzioni preposte a stabilire un “piano estetico” per una città d’arte come Noto, e farlo realmente rispettare.
Le macchine istituzionali non sono “nominali” o “potenziali”, vanno messe in moto, lubrificate e fatte realmente funzionare, altrimenti quale sarebbe il loro ruolo?
Detto ciò, non ci sembra di essere andati contro tutto e tutti, ne sforato l’art. 21 della Costituzione Italiana.
Roberto Bellassai
Comitato per i Diritti del Cittadino
Come al solito il sindaco Valvo ribalta la verità, ma purtroppo per lui ormai questa sua “qualità” è ben nota alla città e quindi non gli riesce molto bene di cambiare le carte in tavola.
Chiamato in causa direttamente è doverosa una mia replica: innanzitutto, per quanto riguarda la questione della candidatura alle regionali dell’Avvocato Raffaele Leone, mi preme precisare che quest’ultimo non ha sicuramente bisogno che il sottoscritto, né tanto meno un sindaco fallito come Corrado Valvo, perorino la sua candidatura alle regionali, anzi è ben noto in città che Leone fino all’ultimo istante utile per la presentazione delle liste è stato invitato ad accettare la candidatura, ma ha declinato l’invito; viceversa è proprio Valvo che dovrebbe chiarire con quanti mazzi di carte gioca: lo avevamo lasciato vicino all’UDC, poi, viste le vicende della politica nazionale, lo ritroviamo a bussare alla porta del PDL, senza sdegnare in passato un’occhiata all’MPA. Io, dopo lo scioglimento della Margherita, sono transitato nel nostro movimento civico, da cui faccio una battaglia quotidiana nella città, in mezzo alla gente, senza fare distinzione tra persone di destra o di sinistra.
Non accetto lezioni di coerenza e di serietà da chi dal primo istante della sindacatura ha provato a portarmi all’interno della sua maggioranza, circostanza confermata dal fatto che tale tentativo ha funzionato con altri consiglieri eletti all’opposizione, ma con me e Veneziano gli è andata male e quindi come una donna rifiutata è diventato “acido”.
Valvo guardi a casa propria prima di cercare facili capri espiatori: si parla di me come possibile ispiratore della mozione di sfiducia al sindaco, mozione che di certo firmerò, qualora mi venisse sottoposta, ma che viene caldeggiata proprio da esponenti della sua presunta maggioranza che, tra l’altro, è in fase di verifica da due anni. Pensi inoltre il sindaco alla “voce” dei propri consiglieri ed assessori che se parlano lo fanno solo a comando del “padrone”.
Il sindaco si arrampica sugli specchi e alza i toni della polemica per cercare di far dimenticare il suo fallimento, tentando in tal modo di ricompattare la sua maggioranza; viene assalito dallo stesso complesso di inferiorità che aveva colpito il suo predecessore Accardo, che come Valvo, alle prime difficoltà tirava fuori vicende di anni prima, chiamando in causa l’ex sindaco Leone. Sugli espropri il sindaco dovrebbe sapere che si applicano, ora come allora, le procedure dettate da norme di legge, ed in particolare nella fattispecie dell’esproprio da lui rievocato, che non può non essere quello del parco Fazello, esso si è svolto precedentemente all’amministrazione Leone, e quindi attribuisce a questi in modo diffamante fatti che non gli competono e per tale motivo si affretti il sindaco a fare pubblica smentita.
Stranamente quando Valvo parla di debiti fuori bilancio fa riferimento solo a quelli riconosciuti per realizzare opere pubbliche e tace su quelli riconosciuti a favore di suoi congiunti, debiti per centinaia di milioni di euro.
Se il sindaco è curioso di sapere quale ruolo debbano avere i consiglieri Tringali e Veneziano, allora gli ricordo che noi cercheremo di continuare il nostro lavoro sempre e comunque all’opposizione, lottando affinché non si faccia uso privato della città e si persegua sempre e innanzitutto il bene della collettività, anche se questo può non piacergli.
CHI E’ CAUSA DEL SUO MALE PIANGA SE STESSO
È inutile che il sindaco si ostini a cercare le cause del suo fallimento amministrativo (utilizzo le sue stesse parole) guardando altrove, quando la causa di tutto sono le scelte che ha compiuto da due anni a questa parte.
Come un pugile suonato che non sa bene come uscire dall’angolo, in questi giorni ha sparato su tutti, sui consiglieri di maggioranza, accusandoli di irresponsabilità, sui partiti e gli onorevoli provinciali, tacciandoli in sostanza di scarsa autorevolezza, sul consigliere Bianca, in veste di consigliere di opposizione e quindi per ciò solo, incapace di capire alcunchè, e financo contro il Comitato dei diritti del cittadino di Roberto Bellassai che, a suo dire, non si sarebbe accorto della grande fattività di questa amministrazione.
Il Sindaco cerca di portare avanti un’offensiva mediatica che ovviamente non può risolvere la crisi politica nè i problemi di questa città, la quale ha bisogno di ben altro per essere risollevata.
Quella rivoluzione dolce che si sarebbe potuta realizzare con l’elezione a sindaco di Raffaele Leone, con il conseguente ricambio di buona parte del consiglio comunale, non può più attendere; bisogna inaugurare una nuova stagione per questa città che deve passare necessariamente dalla chiusura anticipata di questa sindacatura e soprattutto da un nuovo tipo di coinvolgimento della collettività, che deve fare le proprie scelte in modo più consapevole e partecipato, per evitare che all’indomani di ogni elezione tutti debbano rinnegare il voto espresso.
In democrazia si dovrebbe esprimere un voto libero, dettato da convinzione e certezze e chi riceve il consenso dovrebbe avere l’onore e l’onere del governo per l’intero mandato.
Oggi, specialmente in ambito locale, avviene l’inverso: si esprime il voto in modo superficiale e poco consapevole e quindi dopo qualche mese si pretende di cambiare e rimettere tutto in gioco.
Io penso che si possa e si debba chiedere di tornare al voto in questa città, come tutti invocano, compreso il sottoscritto, ma a condizione di avere la certezza che ci sia una nuova consapevolezza del corpo elettorale che ci consenta di non ritrovarci dopo qualche mese dal voto al punto di partenza.
Per ottenere un simile risultato ognuno deve fare la propria parte, compreso il sottoscritto, il quale purtroppo non avendo il conforto dei numeri in seno al consiglio comunale, può fare ben poco; nella città si può e si deve profondere maggiore impegno operando un’azione capillare sull’opinione pubblica affinché si rifugga dalla logica delle scorciatoie, degli egoismi, dei clientelismi e si persegua unicamente lo sviluppo ed il bene comune, che poi è il bene di ciascuno di noi.
Prima di consegnare definitivamente al mio vissuto culturale le pagine del prof. Lucio Villari sulla “destra e sinistra storica” e, senza per questo pretendere di sconvolgere le convinzioni dei locali estimatori dei protagonisti politici nazionali, mi sembra opportuno, esclusivamente al fine di evitare ogni infingimento o equivoco, sottopore al dibattito dei bloggers e di quanti, tra politici di sinistra o destra, avessero l’amabilità di leggere la tesi apparentemente di scuola che sempre più spesso propongo nei miei interventi.
Infatti è ormai è chiaro che se io fossi un critico d’arte o un esperto antiquario non esiterei un solo istante a catalogare come modernariato politico l’ormai vetusta dicotomia sinistra-destra.
Il concetto “Sinistra-Destra” ha fatto il suo tempo perchè ormai svuotato dai contenuti ideologici e pratici che ne hanno determinato le fortune e le rovine durante il secolo scorso, come, a mio avviso, non è più utilizzabile a spiegare la nascita di una nuova fase storica mondiale che, nel processo politico italiano qualche ispirato politologo, ha già chiamato “Terza Repubblica”.
Un prestito bancario acceso da un contadino dell’Illinois tolga il sonno al pescatore di Lampedusa, o la crisi del mercato agricolo ed energetico e le guerre del petrolio non mi pare verosimile possano essere spiegati con la divisione tra destra o sinistra.
Questo non significa che dobbiamo appiattirci su un pensiero unico, il famoso “PIL”!!
Le “tifoserie” italiane sono destinate, ineluttabilmente ed opportunamente, ad accapigliarsi su un plurarismo e su diversità democratiche nuove che, per esempio, l’ultimo risultato elettorale ha già prepotentemente portato alla ribalta.
La sicurezza, il fisco, la salute determinano oggi enormi faglie trasversali causate da movimenti tettonici che nulla hanno a che vedere con le classiche divisioni sociali.
Piuttosto che parlare ancora di destra e sinistra il vero dibattito dovrebbe accendersi su una coerenza verso idee e principi come Giustizia, Libertà e Solidarietà che, a secondo le particolari situazioni, a volte sono di Sinistra e altre volte di destra
Sta ai partiti, se vogliono ancora adempiere al dettato costituzionale, riconfigurare la rotta per raccogliere queste nuove istanze popolari.
Per questo ho votato Walter!!
Non in quanto leader della vecchia sinistra ma, perché, seppur ancora timidamente, mi pare incamminato, al contrario di Silvio, verso questo nuovo sentiero.
Tuttavia, per non troppo divagare e, per dirla come piace all’amico Toni, torniamo …. A NOI!!
Spero che questa lunga introduzione, anche se immagino dai più giudicata non condivisibile o alquanto futuribile dai pragmatici attori politici locali, sia almeno servita a liberare il terreno di dialogo da rovi e cespugli ideologici che potrebbe intralciare o rallentare un eventuale cammino condiviso con altri movimenti e gruppi attorno ad un progetto utile per la città.
A chi guarda con scetticismo la nascita di nuovi movimenti civici voglio dire che ritengo non solo intellettualmente poco onesto liquidare con sommari e comodi giudizi di qualunquismo o antipolitica quanti abbracciano questa tesi ma, addirittura, politicamente poco intelligente.
L’infernale tritacarne politico che si poggia sul voto familistico e clientelare, seppur affidabile e collaudato, ha ingoiato, negli ultimi trenta anni, diverse generazioni di “aspiranti illuminati amministratori” restituendo, alla fine del processo, spregiudicati personaggi politici che hanno incartapecorito e corrotto Noto. Se questo è innegabilmente vero allora è necessario cambiare il metodo.
Fra poco, insieme ad un gruppo di amici, ci costituiremo in associazione politico-culturale con lo scopo di iniziare una nuova fase della vita politica cittadina fondata su una idea di consenso informato e condiviso dai cittadini, dalle forze sociali ed economiche sulle soluzione da adottare per il rilancio di Noto.
E’ necessario lavorare per una informazione capillare per e con la gente su concreti problemi costruendo insieme soluzioni condivise. L’appello è rivolto, non indistintamente alla città, ma personalmente ad ogni cittadino. L’appello è ai tanti onesti e seri cittadini e politici di centrodestra e centrosinistra tristi nel vedere Palazzo Ducezio ridotto ad una scacchiera dove giornalmente tutto il tempo è consumato nel difendersi o preparare la mosse per lo scacco al re. Per finirla in poesia mi piace ricordare i versi del grande Pierangelo Bertoli:
“Affronterò la vita a muso duro, un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”.
Intanto godiamoci anche questo bel filmato di Giorgio Gaber
Le ultime esternazioni stampa del Sindaco mi danno l’occasione per interloquire. Lo faccio scrivendo, perché mi pare inutile parlare con chi della menzogna ha fatto regola di condotta.
Ricordo che Valvo è quello degli sms inviati a migliaia di cittadini il giorno delle elezioni. In essi denunciava, scandalizzato, un accordo da lui inventato di sana pianta tra me e Corrado Cultrera. Che fine ha fatto quel farisaico stracciarsi le vesti: Corrado Cultrera ed i suoi epigoni scorrazzano per il Comune, piazzati là non da me, ma da chi?...... Da Valvo.
A leggere il comunicato sulle difficoltà che incontra la sua amministrazione non ho potuto trattenere una risata.
Vuole fare una giunta “bipartisan”!
Dopo avere inutilmente arruolato tutti i turisti della politica che il Consiglio Comunale gli ha offerto, azzarda avances anche nei confronti dell’opposizione!
Fa male i suoi conti: l’opposizione, l’unica che c’è, ossia quella che si è contrapposta a lui nelle elezioni del 2002, non scodinzola davanti alla sua porta. Né vede “alti profili”. Anche perché una giunta di “alto profilo” presupporrebbe che “alto” fosse il suo Capo. Non è il nostro caso.
Se Corrado Valvo riesce a comporre una maggioranza con i soldati di ventura, vada avanti. Se no, faccia l’unica cosa responsabile che ventidue mesi di prepotenza e di immobilismo impongono: se ne vada.
Ma non è di questo che desidero parlare, bensì del “Parco Mannarazzi”, argomento su cui si è da ultimo esibita l’ars decipiendi del sindaco. Gli voglio ricordare, perché forse non lo sa, che il Parco non si chiama “Mannarazzi”, ma “Giuseppe Fiaccavento Rizzo”. Sarebbe giusto che almeno il sindaco della Città usasse i nomi appropriati.
La struttura non fu lasciata in abbandono dalla mia Amministrazione, bensì da quella successiva, presieduta da Michele Accardo, nella quale lui (Valvo) godette, per un certo tempo (durante il quale si consumò pure lo scempio del Parco), dello scranno di assessore.
La mia Amministrazione aveva avuto il “demerito” di prendere un burrone invaso da rifiuti speciali e pericolosi per la salute e di trasformarla in un Parco Urbano, ottenendo il finanziamento della Regione (a proposito, quanti finanziamenti ha avuto Valvo?). Le somme non furono sufficienti a realizzare anche l’illuminazione, ma bastarono a bonificare l’area, piantare gli alberi, costruire le aiuole, mettere i giochi per i bambini, le panchine e i servizi igienici, che a miei tempi erano completi e funzionanti.
Ovviamente quel sito, come qualunque struttura pubblica, andava curato e mantenuto.
Invece l’Amministrazione Accardo, della quale il Valvo fu parte, ossessionata dall’ ”ombra” del predecessore e zelantemente impegnata a cancellarne la memoria, non solo non si premurò di trovare le risorse finanziarie per completare l’opera con l’illuminazione, ma la abbandonò ai malintenzionati, distogliendo sia i giardinieri, sia gli addetti al servizio civico che la sorvegliavano, ed omettendo qualsiasi manutenzione. In poco tempo vandali, drogati e delinquenti hanno raso al suolo tutto.
A distruggere basta un rigurgito di insipienza. E’ per costruire che ci vuole intelligenza e, soprattutto, tanto, tanto lavoro.
Spiegatelo al sindaco Valvo.
Raffaele Leone
La Repubblica di oggi si è accorta del V2 day. Il giornale di De Benedetti scrive che la scelta del 25 aprile per il V2-day è “l’ennesima provocazione” nei confronti della Resistenza e che “ovunque si fronteggeranno le folle chiamate a raccolta dal comico genovese con quelle che intendono ricordare la Liberazione”.
Lo dico in termini metaforici: sono stronzate dettate dalla paura e dagli interessi di bottega. Il V2 day è la continuazione della Liberazione e non vuole fronteggiare proprio nessuno che si ispiri a quella data. I partigiani, gli operai, gli uomini liberi del 25 aprile sono nostri fratelli.
Il 25 aprile non è di proprietà degli intellettuali di sinistra, una definizione corrispondente a un vuoto pneumatico.
Non è di proprietà dei partiti che hanno venduto i lavoratori e la libertà di informazione per un piatto di lenticchie cucinate ad Arcore. E’ la festa di tutti gli italiani che vogliono un Paese libero. L’Italia va liberata di nuovo, è una ex democrazia. Come altro si può chiamare un Paese in cui l’informazione è nelle mani dei gruppi di potere. In cui Silvio Berlusconi è presidente del Consiglio grazie al controllo di tre televisioni e del gruppo Mondadori. Le prime regalate dal latitante Craxi. Il secondo frutto di corruzione di giudici.
Il 25 aprile non è di proprietà di chi parla con i banchieri e non con gli operai che gli hanno dato il voto, di chi ha rassicurato Testa d’Asfalto sull’impunità e con lui vuole fare la Bicamerale, la Costituente, la nuova legge elettorale e qualunque altro atto osceno in luogo pubblico.
Il V2 Day vuole restituire l’informazione ai legittimi proprietari: ai cittadini italiani. I nostri padri e nonni hanno ripulito l’Italia, ma non hanno finito il lavoro.
Il nuovo fascismo è il controllo dell’informazione. I nuovi fascisti sono coloro che controllano l'informazione.
Firmate i tre referendum: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici di un miliardo di euro all'anno all'editoria, abolizione della legge Gasparri e del duopolio Partiti-Mediaset.
Libera informazione in libero Stato. V2-day. 25 aprile.
Ps: Il 25 aprile sarò a Torino in Piazza San Carlo. Il V2 day inizierà alle 15 e terminerà alle 22.
La giornata sarà visibile su
- satellite su EcoTV canale SKY906
- on line su C6 TV.
Il Sindaco Valvo sulla situazione politico-amministrativa in Città
E’ stato chiesto, per domani alle 11,00, un incontro urgente con i vertici provinciali affinché si accerti, una volte per tutte, se i partiti e i deputati sono in grado di potere gestire i propri consiglieri nel rispetto degli accordi programmatici condivisi da tutti i partiti della maggioranza.
A seguito dell’incontro, voluto dallo scrivente, con gli assessori che oggi rappresentano ostaggi nelle mani dei consiglieri, ho rappresentato la volontà di azzerare la Giunta e preparare una nuova Giunta tecnica bipartisan. Per fare ciò è necessario, così come richiesto dai vari assessori, potersi relazionare con i partiti a livello provinciale, affinché possano prendere impegno che garantisca, una volta per tutte, l’operato dei consiglieri i quali hanno dimostrato più di una volta di disattendere sia gli accordi politici che gli indirizzi delle segreterie comunali e provinciali.
Una azione amministrativa continuamente ostacolata e boicottata da alcuni consiglieri non ha motivo di esistere; allora tanto vale presentarsi alla Città con una giunta tecnica e, se possibile, di alto profilo, per non fornire alibi a nessuno, che si sottoponga a testa alta al giudizio prima della Città e poi del Consiglio Comunale, che potrà, ma dovrà spiegarlo ai cittadini, anche intraprendere la strada della mozione di sfiducia.
Oggi è necessario che i partiti dimostrino non soltanto di tenere al territorio come un bacino di voti ma ad un luogo dove poter dare indicazioni e garantire le risposte da parte dei propri consiglieri nel rispetto degli accordi politici e programmatici.
Decoro edifici Centro storico - Il Sindaco Valvo risponde a Bellassai, Presidente Comitato Diritti Cittadini
Il Presidente del Comitato per i diritti del cittadino, come sempre, è contro tutto e tutti.
L’amministrazione, come mai in precedenza, si sta attivando per una politica di decoro del Centro Storico anche con scelte e decisioni impopolari. Ma, come sempre avviene nei confronti di coloro a cui non va bene niente, a volta tali azioni sono inutili. Sarebbe ora che qualcuno fosse più obiettivo per il bene della Città, anziché sparare continuamente a zero, nonostante la consapevolezza dell’attività e dell’impegno profusi.
“Degrado” Parco Mannarazzi - Il Sindaco Valvo replica al Consigliere Corrado Bianca
Come sempre il Consigliere Corrado Bianca racconta cose non vere. Il Consigliere Bianca non deve infatti dimenticare che il Parco Mannarazzi è opera dell’amministrazione della quale il suo partito si onorava di fare parte. Un progetto che non prevedeva neanche la illuminazione, portandolo ovviamente alle conseguenza che oggi lo stesso Bianca denunzia, non scrivendo a quale sindaco faccia riferimento, probabilmente al suo.
Questa Amministrazione ha provveduto a redigere un progetto di riqualificazione, che prevedeva la integrazione di parco e parcheggio, che lo stesso Bianca, proprio perchè lavora per la Città, ha ritenuto di non accettare.
Questo è il modo di operare per la Città da parte di alcuni Consiglieri, “di cui il Consigliere Corrado Bianca è una delle massime espressioni”. Tralascia lo stesso, negligentemente, di dire che, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, proprio quell’area, prima al buio, è oggi quantomeno dotata di illuminazione e che si sta provvedendo alla sistemazione dei bagni pubblici lasciati dalla SUA AMMINISTRAZIONE assolutamente incompiuti.
Sarebbe tempo e ora che il Consigliere Corrado Bianca dicesse cose vere, quantomeno, per la sua dignità di Consigliere Comunale.
Hanno vinto le destre, ha vinto Berlusconi, la Lega e Fini, i garanti del clientelismo nel sud d’Italia, ma soprattutto ha vinto il berlusconismo.
Grazie anche al Signor Veltroni, il coraggioso Veltroni, che è andato masochisticamente – petto in fuori – da solo, rafforzando il turbo capitalismo, quel turbo capitalismo dalla velocità e dai ritmi che somiglia a un treno che corre a trecento km all’ora, da cui non si può scendere, ma solo buttarsi con le conseguenze che si possono immaginare. Questo vale soprattutto per le classi a stipendio fisso, per i pensionati al minimo, i precari e i non garantiti.
Questo è il “ bozzetto politico “ dell’Italietta “ di oggi, dopo le elezioni politiche del 13/14 Aprile c.a., in cui la scomparsa dal parlamento della “ sinistra “, “ lista Arcobaleno “ e “ Socialisti “, è e diviene in questo caso “l’agnello sacrificale “, voluto dai vari “ attori “ che si sono succeduti nel tempo, a cominciare da Occhetto, per finire a Veltroni, i quali hanno giocato a giocare a liberarsi gradualmente della “ sostanza politica “ della sinistra, giocando al gioco delle tre carte. Da Occhetto a Veltroni ci sono stati i Saldi, i Saldi del patrimonio politico e culturale della sinistra italiana, e con essa l’alternativa dei valori che potenzialmente ha per tradizione rappresentato. E’ stato completamente smantellato il rapporto basilare tra vertice e base, tra elettore e candidato, promuovendo il liderismo esasperato, spostando ogni forma di “ comunicazione “ sui Media. Si è stabilito gradualmente un autoritarismo politico e sociale in cui il Cittadino non ha avuto voce, né possibilità di scambio, né di dialogo.
Infatti, oggi è prevalente il modello sociale del vuoto culturale, del progresso senza cultura, in cui la mediocrità è divenuta regola,norma, fino ad arrivare alla sua rotondità e al suo compimento.
Siamo alla mediocrità rappresentativa, al “ fascismo consumistico “, con a centro il Mercato e l’Azienda.
Berlusconi, Veltroni, la Confindustria, le Banche, i Faccendieri, le Mafie, le Gerarchie Cattoliche, sono i soliti attori –comparse che hanno “ operato “ e continuano a “ operare “ il “ restauro “ sotto l’aspetto economico, politico, culturale e spirituale.
Per me continua ad essere più che mai necessaria per una reale Democrazia,una alternativa democratica politica e culturale a questa destra, a questo modello di sviluppo economico, sociale, politico e culturale, che impoverisce sempre di più la vita di ognuno sia in privato che in pubblico.
Roberto Bellassai
Tutti conoscono i «difetti» del nostro paese, i problemi cronici che ogni tanto diventano emergenze mediatiche, utilizzate anche strumentalmente, che non vengono risolti e continuano ad essere cronici.
Proviamo a fare l’elenco: scuola, sanità, infrastrutture, reddito e pressione fiscale, delinquenza organizzata (mafia, camorra, n’drangheta, sacra corona unita, stidda...), corruzione (clientelismo), debito pubblico.
Malattie croniche che hanno bisogno di una «cura da cavallo» ma che sono sempre state affrontate con lifting che costano cari, carissimi, e finalizzati a coprire il male e non a guarirlo.
Se a questo aggiungiamo un «atteggiamento sociale», alimentato da un malessere crescente provocato dal radicamento dei problemi cronici, che vede: la donna ancora relegata ad un ruolo di secondo piano, il giovane come strumento sul quale scaricare le inefficienze di intere generazioni, l’immigrato come un cancro strisciante, l’operaio come una mosca bianca (salvo poi riesumarlo di fronte ad eventi tragici o per finalità medianiche), l’anziano come costo insopportabile, il diverso come elemento deviante di una «società per bene», possiamo comprendere come ci sia bisogno di rivoltare il paese come un calzino, dare risposte immediate ed avviare una «battaglia» culturale i cui effetti potranno essere tangibili per altre generazioni, facendo leva sui pregi che ci sono e che hanno solo bisogno di essere stimolati.
Di fronte ad uno scenario del genere esiste un gruppo dirigente che ha operato per l’autoconservazione (vedi anche la legge elettorale), facendo leva sul rapporto con le lobbys, sul consociativismo, senza una discriminante etica che selezioni gli eletti, dando un segnale al paese di assoluta continuità nella gestione del lifting.
Quando i problemi esasperano l’individualismo, la corporazione, i localismi, chi la «spara più grossa», chi promette il miglior lifting, vince e vincerà, salvo poi tornare con i piedi per terra ed accorgersi che la quotidianità è fatta di esasperazione e di problemi cronici.
In queste condizioni si può anche perdere contro il «miliardario plurinquisito cavaliere» che considera eroe un padrino mafioso, una ricchezza culturale il fascista nonché finanziere estroso Ciarrapico, un esempio di imprenditorialità l’amico di Mangano Dell’Utri; il paese appena descritto permette che questi soggetti lo possano governare «sognando l’opulenza, la nazionalità, il benessere» sostenendo che se ci sono riusciti loro è possibile per tutti.
Ma quando si perde anche per non essere stati coerenti con il programma presentato agli elettori quando si è governato e, in un accordo bipartisan, ci si autogarantisce scimmiottando gli stessi programmi, si sceglie scientificamente di emarginare un’area del paese che prima o poi presenterà il conto e si sceglie un piano di scontro elettorale che è assolutamente perdente.
L’eliminazione della sinistra non può e non deve essere imputata solo all’operazione di Veltroni, che comunque non può gongolare con il 33%, deve essere letta anche nell’incapacità di avere prodotto una proposta realizzabile, senza slogan, in grado di dare risposte tangibili alle fasce sociali che s’intende rappresentare, magari utilizzando lo spot gareggiando con chi «la spara più grossa» e dandosi martellate sui marroni cercando continuamente colpevoli negli altri.
La frittata è fatta e servita!
Nei fatti si è prodotto un disastro, che qualcuno ottusamente giudica positivamente, senza considerare che esiste un parlamento eletto dall’80% degli italiani, pertanto legittimo, ma non in grado di filtrare, rappresentare, gestire le tensioni sociali che si produrranno come effetto di una situazione del paese che è da tutti considerata drammatica: storicamente tutto ciò ha prodotto una radicalità nel conflitto sociale e, contestualmente, svolte autoritarie nei governi.
A questo punto è necessario usare i «sali» per riprendersi dal KO e recuperare lucidità, lasciando perdere le reazioni di pancia di Rizzo (che dal lauto scranno di parlamentare europeo si è sempre prodigato nel sbadilare liquame nei confronti della sinistra e del sindacato) e di altri che sono corsi a tirare fuori dai cassetti l’idea del conflitto perenne come unico strumento di rappresentanza politica, ed avviare una fase costituente in grado di costruire una rappresentanza politica che faccia leva sugli interessi delle fasce più deboli del paese che continuano a vivere i problemi cronici, che intervenga sulle contraddizioni che inevitabilmente si apriranno all’interno del PD sulle questioni della laicità, della famiglia, del lavoro, dell’ambiente, della legalità, che si prefigga di contribuire a spostare a sinistra culturalmente e politicamente questo paese ed i suoi governi; non c’è alternativa.
Quando si perde si va a casa e si cambia, ci sono risorse in grado di contribuire al rinnovamento, si utilizzino.
Martedì 22 aprile il 3° appuntamento di “ORIENTAGIOVANI” - Seminario su “IL LAVORO DI SOMMINISTRAZIONE NELLA NOSTRA PROVINCIA”
Martedì 22 aprile il seminario sul tema “IL LAVORO DI SOMMINISTRAZIONE NELLA NOSTRA PROVINCIA” prosegue le attività di "ORIENTAGIOVANI", la campagna di informazione ed orientamento organizzata dal Servizio Informagiovani del Centro Giovanile di Noto.
Nel corso dell’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Agenzia ADECCO filiale di Siracusa, società leader a livello Nazionale nella somministrazione del lavoro, sarà offerta ai giovani l’opportunità di valutare le offerte di lavoro della Provincia di Siracusa e saranno svolti colloqui di lavoro curati dal personale della suddetta Ditta.
I lavori si terranno presso la sede del Centro Giovanile “T. Schemmari” in via L. Einaudi, 1/A, con inizio alle ore 15,30.
CENTRO GIOVANILE “Teresa Schemmari” - Spazio espositivo Liber HeArt
SOGNI DI CAMPESINOS ARGENTINI
dalla Patagonia il racconto di Luisa del Carmen Alfaro Proseguono nel segno della solidarietà internazionale gli appuntamenti al salone Liber HeArt del Centro Giovanile Teresa Schemmari. Dopo la madre Africa, con i ritratti dal Congo, apprezzata mostra fotografica di Salvo Cataneo appena conclusasi, mercoledì 23 aprile alle ore 19 e 30 è la volta del continente Latinoamericano: Sogni di campesinos argentini, di lotta e difesa del loro diritto alla terra, oggi minacciato dagli interessi di ricchi fazenderos e delle multinazionali straniere verranno raccontati dalla voce di Luisa del Carmen Alfaro, contadina andina della regione di Neuquen in Patagonia, invitata a Noto dal gruppo locale dell’associazione Rete Radiè Resch.
La Rete R.R., organizzazione europea che opera a livello internazionale, fondata nel 1964 dal prete operaio Paul Gauthier e dal giornalista Ettore Masina interpreta il volontariato non come generica beneficenza ma come restituzione e condivisione attraverso un tessuto di relazioni di solidarietà ed amicizia con persone del Sud del mondo. Sostiene in Palestina, Africa e America Latina progetti nati esclusivamente dai bisogni espressi dalle realtà locali appoggiando un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell’uomo, sulla sua crescita e presa di coscienza. In particolare, l’appoggio dato dalla Rete alla lotta dei campesinos andini, consiste concretamente nel sostegno economico che permette loro di avere una consulenza legale che tuteli in loco i loro diritti.
A tal proposito, l’Assessore alle Politiche Giovanili Corrado Caruso dichiara:
“L’approfondimento di tematiche di interesse globale, quale la solidarietà internazionale e i rapporti nord-sud del mondo mirano ad offrire, alla nostra comunità locale giovanile, spunti di riflessione e di allargamento degli orizzonti quotidiani .
Un ringraziamento all’associazione Rete Radiè Resch per la fondamentale collaborazione nella preparazione dell’incontro.”
Nuovi orari di apertura dei Siti Culturali del Comune
Da martedì 22 aprile i Siti Culturali del Comune di Noto (Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio, Teatro Vittorio Emanuele e Museo Pirrore) osserveranno i seguenti orari di apertura al pubblico: dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,30 alle ore 19,30.
Il lunedì rimane il giorno di chiusura settimanale dei Siti.
Rimedi palliativi.
Rispondiamo a un articolo apparso su La Sicilia del 17 Aprile c.a., dal titolo: Decoro urbano, appello ai Cittadini, a firma di Benito Tagliaferro.
Apprezziamo la sensibilità del Sindaco di Noto, Avv. Corrado Valvo, per l’appello fatto al buon senso sul gusto estetico, rivolto ai Cittadini e ai Commercianti della Città, per rendere più decoroso, accogliente e ospitale il centro storico.
Ma questo ennesimo appello ci sembra poco. Pensiamo che non basta! E’ il solito rimedio palliativo che non incide sulla reale soluzione dei vari problemi che il centro storico di Noto, presenta da tempo.
Un Amministratore ha il dovere di intervenire con strumenti adeguati, con regole, e non solo con appelli!
Non siamo in Trentino alto Adige, non in Svizzera, dove il grado di coscienza e di cultura civile, èstoricamente affermata da tempo.
E’ basilare realizzare un piano estetico, - come abbiamo più volte scritto e suggerito pubblicamente- e farlo rigorosamente rispettare. Solo così è possibile arrestare il cattivo gusto e il conseguente degrado estetico, per cambiare tendenza in positivo. Altrimenti prevarrà lo status quo di sempre, l’ambiguità politica, che storicamente è sempre prevalente a Noto, per dirla con Corrado Stajano.
Ci chiediamo e chiediamo: Che ci stanno a fare l’Ufficio Tecnico Comunale, l’Ufficio Tecnico della Chiesa e la Soprintendenza di Siracusa?
Il Sindaco di Noto deve sollecitare le suddette Istituzioni per realizzare il dovuto piano estetico!! E’ inconcepibile assistere all’insensibilità e alle omissioni di queste Istituzioni preposte, che non intervengono tecnicamente nei confronti di un centro storico come quello di Noto, e in particolare della sua zona aurea, che viene sistematicamente imbruttita, deturpata e banalizzata dalle installazioni di condizionatori d’aria a vista sulle facciate di palazzi, case e negozi, di antenne paraboliche, di serbatoi d’acqua, di gabbie, pedane e tendopoli davanti ai bar, che invadono e aggrediscono con violenza la spazialità dei luoghi, dove sono concentrati artisticamente e esteticamente millenni di Storia, di stili architettonici e artistici unici al mondo.
Ricordiamo che Noto, fa parte delle Città Unesco, quindi è patrimonio dell’Umanità, di conseguenza non si può continuare a gestirla come una borgata, ma necessita di progettualità, di costante attenzione, di responsabilità, nonchè di regole e di rispetto delle regole, quindi di nuovi parametri culturali, aderenti alle esigenze di una Città d’arte come la Città di Noto.
Roberto Bellassai
Comitato per i Diritti del Cittadino