Qualche mese addietro un assessore della giunta Valvo, durante una conversazione sul tema spazzatura, ad una mia precisa richiesta di valutare le varie opportunità offerte da nuove tecnologie sul trattamento dei rifiuti quali la pirolisi, il Thor, l’europirol, la dissociazione molecolare, prendendomi in giro, accennando con aria di sufficienza un sorrisino sardonico, mi rispose “si ho saputo anche che adesso disintegrano l’immondizia con il laser”.
Naturalmente l’argomento si chiuse con una risata generale del codazzo di persone al seguito “dell’importante” personaggio politico ma, testardo come sono, all’indomani del fetore della vergogna campana, scrissi alcune considerazioni sulle Eco …. Balle di cui riporto in sintesi alcuni passi.
“Tecnologie come il Thor, la dissociazione molecolare o l’Europirol, completamente e colpevolmente sottaciute e ignorate dagli ambientalisti di professione e dai media (invito quanti volessero farsi una opinione indipendente da quella proposta dai mezzi di informazione tradizionale a ricercare queste parole sui motori di ricerca di internet) presentano una nuova visione della gestione rifiuti.
Arrivando velocemente dalle nostre parti, dove in ultima analisi intendiamo concentrare il nostro dibattito, il problema immondizia è racchiuso in una nebbia di vaghezza e indifferenza, eppure ha prodotto a carico dei nostri amministratori qualche avviso di garanzia.
Sulla situazione cittadina è plausibile affermare che nessuno, anche tra i bene informati e tra quanti, amministratori e funzionari preposti, sa e vuole rispondere, anche con approssimazione, sullo stato dell’arte della filiera della rsu a Noto.
Il dato certo è che in città si producono circa 30 tonnellate di rifiuti al giorno e che questi vengono attualmente conferiti presso una discarica a conduzione privata ad Augusta.
Un altro dato è il costo che pesa sulle tasche dei cittadini netini a causa di questo stato di inerzia confusionale nella gestione dei rifiuti che, tra raccolta e smaltimento, assomma a circa 2.500.000,00 euro e che a tutt’oggi il servizio di raccolta e conferimento è appaltato dal comune ad una ditta privata in regime di proroga (2 proroga) e che questo notevole gravame è destinato ad aumentare.
Per il resto nulla è dato sapere su cosa voglia fare l’amministrazione comunale in tema di igiene ambientale tanto che, nell’ultimo numero di Notoinforma, il dirigente di settore ha candidamente affermato che in assenza di fondi sul bilancio di previsione non è possibile avviare alcun progetto serio.
Nessuna comunicazione con atti ufficiali, fatture e contributi, per fugare il dubbio che si è insinuato in molti cittadini sulla reale destinazione finale della minima raccolta della filiera del Conai.
Di converso sappiamo che è stato speso per quello striscione che pubblicizza l’inesistente raccolta differenziata nella zona sud circa 330.000,00 euro da parte dell’ato.
A breve le attuali discariche saranno completamente esaurite e ciò, senza una opportuna governance, comporterà il rischio di vivere dalle nostre parti l’incubo campano.”
Finalmente sembra che qualcosa stia per cambiare, adesso a parlarne non è il solito rompiballe di Evarco.
Guardatevi il video:
Chissà che anche l’amministrazione Valvo si decida a prendere sul serio, almeno per questa volta, un problema.
Ps. Sono stato piacevolmente sorpreso, tuttavia, che nel sito della tanta vituperata Azienda speciale Aspecon nella sezione “Progetti e Prospettive” si parli della realizzazione e della gestione di un “dissociatore molecolare”
Berlusconi attacca Veltroni per il mancato confronto televisivo e accusa la Rai di essere in mano alla sinistra
PIERSILVIO AIRWAYS di: Marco Travaglio
Quand’erano un filo più giovani, i due figli di primo letto Marina e Piersilvio servivano al Cainano per giurare il falso sulle loro povere teste. Ora che son cresciuti, vengono adibiti agli usi più disparati. C’è da sistemare una precaria? Che problema c’è, se la sposa Piersilvio (il poveretto non viene nemmeno consultato sui suoi gusti sessuali). C’è da salvare l’Alitalia? Ghe pensi mi, «ci sono i miei figli pronti a rilevarla, insieme a Toto e Banca Intesa». Purtroppo Toto ha già perso la sua chance.
Mentre Banca Intesa, non avendo legami di parentela con la famiglia Berlusconi (ma solo cospicui crediti con Forza Italia e con Toto), ha subito smentito. I due incolpevoli pargoli, invece, non osano nemmeno fiatare.
Del resto papà lo conoscono bene: lui le spara così, a raffica, come gli vengono. Infatti, col venir meno della banca, nonno Silvio fa presente che «la cordata è sempre pronta», ma c’è una piccola postilla: bisogna trovare qualcuno che metta i soldi, che sarà mai. Di qui l’idea geniale: il governo Prodi potrebbe lanciare un «prestito ponte», prelevandolo dalle tasche dei contribuenti, per finanziare l’operazione. In Europa si ride di gusto, visto che le regole comunitarie vietano gli aiuti di Stato. Ancora qualche ora e il Cainano dirà di essere stato frainteso dai soliti comunisti.
Peccato, però, che sia finita così. Intanto perché una compagnia aerea denominata «Piersilvio Airways» («Air Marina» avrebbe ingenerato equivoci col trasporto nautico) non avrebbe guastato affatto, in alta quota. Poi perché il conflitto d’interessi berlusconiano languiva da qualche anno sulle solite cosucce tipo tv, giornali, radio, portali internet, banche, assicurazioni, calcio, cinema, processi penali, insomma poca roba. Inglobare anche una compagnia di bandiera nel gruppo del futuro premier avrebbe conferito al conflitto d’interessi un frizzante tocco di novità, al punto che persino Uòlter, forse, avrebbe dovuto occuparsene. Ma l’operazione Piersilvio Airwaiys avrebbe giovato soprattutto per un terzo motivo: avrebbe inaugurato una nuova via tutto italiana al «fare impresa». Un tizio, uno a caso, mettiamo Berlusconi, diventa presidente del Consiglio nel 2001 e si incarica di mandare definitivamente a picco un’azienda pubblica già cagionevole di salute. Per essere sicuro che non ne resterà più traccia, la affida nelle mani sicure della Lega e di An, che ci giochicchiano per l’intera legislatura con i loro leggendari supermanager. Si comincia con l’ex deputato leghista Giuseppe Bonomi, promosso presidente di Alitalia e rimasto celebre per aver sponsorizzato i mondiali di equitazione indoor salto a ostacoli, ad Assago (Milano), dove lui stesso si esibì in sella al suo cavallo baio. Poi Bonomi viene spedito alla Sea (Linate e Malpensa) e ad Alitalia arriva un fedelissimo di Fini: Marco Zanichelli. Ma subito Tremonti litiga con Fini: «Giù le mani da Alitalia, non c’è più una lira». Zanichelli, preso fra le risse di potere del Cdl, se ne va dopo appena 70 giorni, rimpiazzato dall’ottimo Giancarlo Cimoli, che aveva già fatto così bene alle Ferrovie. Il tempo di scortare la compagnia verso il burrone, poi anche lui leva il disturbo, con una modica liquidazione di 5 milioni di euro.
A quel punto, affondata la flotta, il Cainano se ne va in ferie per un paio d’anni. E al suo posto arriva gente seria, come Prodi e Padoa Schioppa che tentarono di riparare ai guasti suoi. Quando ce la stanno per fare, trovando Airfrance interessata a rilevare un bidone che brucia 1 milione e ha perso 15 miliardi in 15 anni, riecco l’Attila di Arcore che, travestito da Buon Samaritano, tenta di sabotare la trattativa con l’aiuto consapevole di Bobo Formigoni, Bobo Maroni e Morticia Moratti e l’aiuto inconsapevole dei soliti sindacati miopi. Dice che compra tutto lui, anzi «i miei figli», più il celebre Toto, naturalmente coi soldi degli altri: o delle banche, o dello Stato. Perché lui, com’è noto, è un imprenditore che si è fatto da sé, e anche un vero liberale.
Una compagnia della buona morte talmente inguardabile che perfino Bonomi, da Malpensa, prende le distanze e, sotto sotto, si tocca. Basti pensare che come rivelava ieri sulla Stampa Minzolini sul caso Alitalia il consigliere più ascoltato di Berlusconi è il deputato forzista Giampiero Cantoni, già presidente craxiano della Bnl, più volte inquisito e arrestato, dunque titolare delle giuste credenziali per occuparsi della faccenda: per esempio, un patteggiamento di 11 mesi di reclusione per corruzione (con risarcimento di 800 milioni di lire) e un altro di 13 mesi per concorso in bancarotta fraudolenta del gruppo Mandelli. Un esperto. È la via berlusconiana al risanamento. Chi si chiama al capezzale di un’azienda dalla bancarotta? Un bancarottiere. Per dargli un’altra chance.
Orari flessibili e “lunghi” negli asili, nelle scuole elementari e negli uffici pubblici che rendono i principali servizi ai cittadini; gli asili chiudono solo una settimana a Ferragosto; le scuole elementari organizzano attività estive e restano aperte anche al pomeriggio; liberalizzazione degli orari del commercio Nuovo congedo di paternità interamente retribuito, dalle imprese, come nei Paesi scandinavi, addizionale alla maternità/paternità già oggi prevista e non fruibile dalle donne Congedi parentali al 100% per 12 mesi, come in Francia. Incentivi alla flessibilità di orario richiesta dal dipendente. L'asilo nido per tutti. Buono-servizio per i non autosufficienti e i diversamente abili. Elevare gradualmente l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento e possibilità di optare per una dotazione mensile di buoni-servizio per l’acquisto di servizi di assistenza domiciliare integrata organizzati dai comuni. Riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
POPOLO DELLE LIBERTA’
Reintroduzione del “Bonus bebè”, graduale progressiva riduzione dell’IVA sul latte, gli alimenti e i prodotti per l’infanzia Sostegno alle famiglie per la libertà di scelta tra scuola pubblica e privata
Assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate, estesa fino a 18 anni Prosecuzione del piano di investimenti in asili aziendali e sociali
Rilancio del ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori pubblici e privati per garantire alternative all’aborto per la gestante in difficoltà Graduale e progressivo aumento delle pensioni più basse, rafforzamento della previdenza complementare e avvio sperimentale di nuove mutue sociali e sanitarie Attuazione del piano straordinario del governo Berlusconi per le persone non autosufficienti (disabili, anziani, malati gravi) di concerto con il mondo delle autonomie e del privato sociale
SINISTRA ARCOBALENO
Uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e riconoscimento pubblico delle unioni civili Una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere
UNIONE DI CENTRO
Raddoppio degli assegni familiari per ogni figlio a carico (l’entità reale dipende dal reddito e dalla composizione della famiglia) Deduzione dal reddito delle spese (rette e mensa) per gli asili nido, le scuole materne e i libri scolastici
Spese mediche deducibili al 100 per cento senza tetto
Aumento delle detrazioni fiscali per gli interessi dei mutui prima casa secondo la composizione del nucleo famigliare( numero dei figli,anziani a carico) Un assegno pari al 60 per cento dello stipendio per i genitori che decidono di stare accanto al figlio nel suo primo anno di vita
LA DESTRA
Tutela della famiglia tradizionale: pur riconoscendo la necessità di regolamentare i rapporti di Diritto privato che scaturiscono dalle diverse forme di unione di fatto, ferma opposizione a formule tipo DICO e PACS, che investono il Diritto pubblico oltre alle finanze dello Stato
CASA
PARTITO DEMOCRATICO
Tassare il reddito da affitto non ad aliquota marginale, ma ad aliquota fissa; consentire la detraibilità di una quota fissa dell'affitto pagato; aumento della quota fiscalmente detraibile della rata sui mutui relativi all'acquisto della casa di abitazione.
Investimenti nell'edilizia residenziale pubblica ad affitto sociale, con l'obiettivo di raggiungere quote simili a quelle presenti negli altri Paesi europei; Accrescere la presenza di nuovi investitori privati nel settore immobiliare, attraverso l’utilizzo di Società d’Investimento Immobiliare Quotate e la liberalizzazione del mercato: politiche di regolazione del mercato che incentivino i proprietari a porre sul mercato degli affitti le case, anche riducendo progressivamente le proroghe generalizzate degli sfratti;
Introdurre l’obbligo di destinare nelle convenzioni urbanistiche una quota (es. il 15%) delle nuove costruzioni agli affitti a canone concordato;
Varare anche in Italia interventi di social housing .Non si tratta della tradizionale edilizia residenziale pubblica, destinata a fasce sociali svantaggiate. I fondi immobiliari di tipo etico costruiscono o acquisiscono unità abitative e le mettono sul mercato, senza sussidi pubblici, ad affitti sostenibili. Se i terreni delle nuove costruzioni sono conferiti dai Comuni, i fondi vanno in equilibrio con affitti ancora più bassi. Si possono promuovere fondi a controllo o a partecipazione pubblica; si possono coinvolgere nell’operazione la Cassa Depositi e Prestiti e le Fondazioni di origine bancaria. E si può intrecciare questa attività con la dismissione e riqualificazione di tanto patrimonio immobiliare pubblico, specie degli Enti locali.
POPOLO DELLE LIBERTA’
Aliquota fissa sugli affitti al 12% esente dal calcolo IRPEF, per favorire l’emersione dal mercato nero e il calo dei prezzi di locazione.
“Piano casa” per costruire alloggi per i giovani e per le famiglie che ancora non dispongono di una casa in proprietà, attraverso lo scambio tra proprietà dei terreni e concessioni di edificabilità
Piano di riscatto a favore degli inquilini di alloggi pubblici
Riduzione del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche
Graduale e progressiva detassazione degli investimenti in riscaldamento e difesa termica delle abitazioni e per la costruzione nelle città di nuovi posti-auto sotterranei
Fondo pubblico di garanzia per i mutui contratti dai condomini per le opere di manutenzione e ristrutturazione
stabilizzazione delle norme fiscali sui lavori di ristrutturazione edilizia
“Legge Obiettivo” per i quartieri svantaggiati e le periferie delle grandi aree metropolitane
SINISTRA ARCOBALENO
La casa è un diritto, non una merce; Non ci possono essere sfratti se non da casa a casa
Un piano nazionale per l’edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti l’Italia al livello europeo, Modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero
Costituzione di un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio ed eliminare l’ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.
UNIONE DI CENTRO
Cedolare secca del 20 per cento sugli affitti (non cumulabilità del reddito da affitto con gli altri redditi). In pratica, un’imposizione fissa al 20 per cento dell’Irpef sugli affitti.
Concessione alle cooperative a proprietà indivisa di aree edificabili a costi e con finanziamenti agevolati (l’assegnatario non diventa proprietario ma usufruisce a vita dell’alloggio, a un canone agevolato).
Subordinare la concessione di una nuova capacità edificatoria, sempre nel rispetto delle compatibilità ambientali, a una quota da destinare a residenza sociale con affitti calmierati o alla vendita agevolata per le giovani coppie.
“Buono affitto”. Contributo alle famiglie che, per la loro limitata capacità di reddito, non riescono a far fronte alle spese per l’affitto.
Azzeramento dell’Ici per coloro che affittano a canoni concertati (circa il 20 per cento in meno rispetto ai prezzi di mercato).
LA DESTRA
Ogni famiglia italiana ha diritto alla proprietà della propria abitazione, senza sottostare a meccanismi di impoverimento del reddito familiare attraverso la pratica usurante degli affitti o la stipula di mutui classici che arricchiscono soltanto le banche e mettono a serio rischio il futuro di centinaia di migliaia di famiglie.
Non è attraverso forme di controllo del prezzo degli affitti che si risolve l’emergenza abitativa ma attraverso l’istituzione del Mutuo sociale, a cui possano avere accesso quelle famiglie che necessitano di abitazione e in cui nessun membro sia proprietario di immobili, attraverso cui comprare case pubbliche a prezzo di costo senza passare attraverso le banche.
I partiti mettono mano al portafoglio per finanziare la campagna elettorale. Ma è solo un piccolo anticipo: tutte le spese, infatti, saranno piu' che ampiamente recuperate sotto forma di rimborso elettorale milionario.
La propaganda elettorale costera' cara ai partiti che si fronteggeranno fino al 13 aprile. Le cinque principali formazioni politiche (Pd, Pdl, Lega, Sinistra arcobaleno e Udc), secondo le dichiarazioni della vigilia, intendono spendere circa 80 milioni di euro. Ma la cifra rientrera' con gli interessi, visto che i rimborsi previsti dalla legge ammontano a 425 milioni, piu' di cinque volte tanto la cifra che i partiti dichiarano di voler spendere.
Ma quali sono i conti elettorali fatti in tasca ai partiti?
Il PARTITO DEMOCRATICO di Walter Veltroni ha idea di destinare alla campagna elettorale tra i 15 e i 18 milioni di euro. Quattro milioni se ne andranno soltanto per la realizzazione dei manifesti; il resto dello stanziamento servira' a coprire le spese per le inserzioni sui giornali e le manifestazioni locali.
Per finanziare la campagna, il Pd fa ricorso alle cene elettorali, con quota minima di mille euro per parteciparvi. Ma anche i candidati nelle liste democratiche dovranno dare il loro contributo: ognuno e' chiamato a sborsare una cifra compresa tra i 40mila e i 60mila euro.
Piu' alto il budget stanziato dal POPOLO DELLA LIBERTA'. Il movimento che candida Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi conta di spendere 20-30 milioni di euro per finanziare la propria campagna elettorale. I soldi, oltre che per i manifesti e le inserzioni sui giornali, serviranno anche a pagare le spese di installazione dei gazebo nelle citta' italiane.
Ridottissima, invece, la previsione di spesa della LEGA NORD: solo 2,5 milioni di euro. Ma la Lega, tradizionalmente, punta di piu' sulle iniziative locali a basso costo, come i comizi, piuttosto che su
manifesti e inserzioni.
L'UNIONE DI CENTRO di Pier Ferdinando Casini ha stanziato 16 milioni di euro per far arrivare il proprio messaggio agli italiani. Si tratta della stessa cifra, sottolineano al partito, che fu spesa alle elezioni del 2006.
La SINISTRA ARCOBALENO, non si sa se per una scelta di ''austerity'' o per colpa dei bilanci piu' magri, dichiara che spendera' 8 milioni di euro. La cifra sara' divisa tra iniziative sul territorio (per le quali sono stati stanziati due milioni) e propaganda vera e propria (per la quale saranno spesi i restanti sei).
Il PARTITO SOCIALISTA, che corre da solo per Enrico Boselli premier e senza apparentamenti, dovra' sostenere sulle proprie spalle il costo della campagna. Finora e' stato speso un milione di euro, ma la cifra finale potrebbe essere vicina ai quattro milioni.
Il grosso della campagna elettorale si svolge con i manifesti e le inserzioni; i 6 per 3 sono destinati solo alle
grandi citta'.
LA DESTRA di Francesco Storace e Daniela Santanche' ha messo in preventivo una spesa di 5 milioni di euro: inizialmente la Destra contava di farcela con due milioni, ma la bocciatura del simbolo da parte della Cassazione ha costretto a ristampare opuscoli e manifesti.
Fin qui le spese dichiarate. Ma, una volta insediate le nuove Camere, scattera' il meccanismo di rientro. In ballo c'e' la cifra di 425 milioni di euro (ottenuta moltiplicando un euro per ogni elettore e diminuendo la cifra finale del 10%). Il gruzzolo andra' diviso tra le forze politiche che entrano in Parlamento, in proporzione alle percentuali ottenute.
La distribuzione dei rimborsi avverra' in cinque rate annuali, la prima pari al 40% del totale. E come se non bastasse, grazie a una decisione presa in Parlamento nel 2006, i partiti continueranno a incassare anche gli arretrati, cioe' le rate mancanti della legislatura precedente, nonostante questa si sia conclusa in anticipo. Sul piatto della bilancia arrivano cosi' altri 225 milioni di euro, che si sommeranno ai 425 milioni stanziati per i nuovi rimborsi.
Sono dunque 650 i milioni che entreranno nelle casse dei partiti nei prossimi cinque anni di legislatura. Senza contare gli altri rimborsi previsti per le elezioni europee, che si svolgeranno nel 2009.
Veltroni arriva a Trapani per la tre giorni elettorale in Sicilia, mangia il cous cous e va subito all'attacco: "Questa terra è inchiodata dall'incapacità della classe politica e dal controllo dei poteri illegali". Poi a Palermo la frecciata a Berlusconi: "Si sottrae al confronto in tv".
"La Sicilia, che ha immense potenzialità, sembra inchiodata da due elementi distinti e intrecciati: l'incapacità della classe politica che ha governato la Sicilia per tanti anni e il controllo da parte di poteri illegali che bloccano le energie di questa terra meravigliosa e la costringono a ritmi di crescita incomparabili con quelli del resto del Paese".
Il leader del Pd Walter Veltroni arriva a Trapani per la prima tappa del tour siciliano e subito va all'attacco.
"I dati economici e turistici sono impressionanti, non sotto la media nazionale ma sotto la media delle regioni meridionali nonostante le risorse di questa terra. Qualcuno - sostiene Veltroni criticando responsabilità politiche - deve rispondere di questi dati ma noi sosteniamo che basta il voto per decidere che la Sicilia non è più così".
"Penso che i siciliani abbiano voglia di una stagione nuova, con Anna Finocchiaro e Rita Borsellino", aggiunge appena sceso dal pullman del "Giro dell'Italia nuova". "Devo ringraziare Anna - dice Veltroni - perché ha accettato la sfida per amore della sua terra. Basta far governare persone per bene, come lei e Rita, per una politica delle cose serie e che pensi non agli interessi propri ma agli interessi generali".
Poco prima il leader del Pd risponde così a un giornalista che gli chiede lo scopo della sua visita a Trapani, "città del centrodestra": "Non esistono città di centrodestra o di centrosinistra ma esistono i cittadini che hanno cuore e cervello e che giudicano e valutano sulla base delle proposte avanzate".
Veltroni si sofferma poi lungamente sulla vicenda Alitalia: "Sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile".
No quindi alla possibilità di strumentalizzazioni politiche. "L'annuncio di una cordata - afferma il segretario del Pd - fatta non si sa dove alla fine di una festa di compleanno è una cosa che non si può immaginare. Dov'è la cordata? Si manifesti per evitare che Alitalia vada a gambe all'aria. E' insopportabile sentir dire il giovedì che la cordata è pronta e poi il sabato che sarà pronta tra un mese, cioè dopo le elezioni. Non vorrei che fosse la promessa finta di una soluzione impossibile".
Secondo Veltroni "serve equilibrio per capire che o c'è una cordata che si manifesta subito o, se non c'è, serve un accordo e oggi c'è l'incontro tra Air France e sindacati per il minor prezzo sociale che salvi la compagnia e la rilanci".
A proposito delle dodicimila promozioni, prima del voto, alla Regione Sicilia, Veltroni non è sorpreso: "E' il modo di governare quale purtroppo questa grande Regione è stata abituata ed è il modo di governare che dobbiamo superare e capovolgere in base al principio della legalità e del merito delle persone".
Il candidato premier del Pd ha mangiato cous cous a pranzo. A prepararlo è stata la signora Grazia Cortesiano, 44 anni, moglie di Erasmo Messina, pescatore di 47 anni. Il menù era costituito da pasta al ragù, cotolette e cous cous. Tutto preparato dalla signora Cortesiano.
Ad accompagnare Veltroni il candidato alla presidenza della Regione siciliana per il centrosinistra, oltre alla Finocchiaro, anche il senatore Antonino Papania e gli onorevoli Baldassare Gucciardi e Camillo Oddo, entrambi candidati del Pd all'Assemblea regionale siciliana.
Veltroni ha portato alla famiglia Messina in dono una cassata e un mazzo di fiori. Il pranzo si è trasformato nell'occasione per parlare con i familiari delle vittime del peschereccio Karol W., affondato circa un anno fa al largo di Trapani e al quale non sono stati recuperati due cadaveri perché l'imbarcazione è ancora sotto sequestro. "Cercheremo di fare il possibile - assicura il leader del Pd - almeno per recuperare i corpi e l'imbarcazione".
A un giornalista che evidenzia che solo una consonante cambia le sigle dei due principali schieramenti politici, l'ex sindaco di Roma risponde: "A volte le parole differiscono per una consonante, ma una consonante fa una grande differenza".
Poi il trasferimento a Palermo e la frecciata a Berlusconi: "Il leader del principale schieramento avversario non vuole fare il confronto con me e me ne dispiace - dice dal palco di piazza Verdi - ma penso che sottrarsi in una campagna elettorale così importante è qualcosa che non succede in nessun altro Paese e non dovrebbe succedere neanche nel nostro tanto più che si utilizzano le proprie Tv per violare costantemente le regole del gioco".
Domani alle 10.30 Veltroni sarà a Caltanissetta, dove incontrerà gli industriali. Alle 11.30 è prevista una manifestazione elettorale all'auditorium Alessandro Volta di via Libertà, mentre per le 13.30 è fissato un pranzo con una famiglia nissena. Nel pomeriggio, alle 17, Veltroni si sposterà a Enna, in piazza San Francesco. Alle 21 l'ultimo incontro pubblico della giornata: a Ragusa, in piazza San Giovanni.
Il 27 marzo, alle 11, il segretario del Partito democratico sarà a Siracusa, in piazza Pancali, per un comizio elettorale. Alle 15.30 si sposterà a Taormina, presso l'hotel Capotaormina di via Nazionale 105, per intervenire al Forum annuale della Confagricoltura. Alle 17.30 Veltroni parlerà al Palasanfilippo di Messina, mentre l'ultimo appuntamento della tre giorni siciliana del leader del Pd sarà alle 21, a Catania, in piazza Università.
Oltre ai sondaggi, a confronto anche i programmi. Cominciamo dal tema del Lavoro
LAVORO
PARTITO DEMOCRATICO
Rinnovo dei contratti pubblici alla scadenza e premi per obiettivi a favore dei dipendenti pubblici. Creazione di una Agenzia per la sicurezza sul lavoro. Premi alle aziende che investono sulla sicurezza e migliori indennizzi sugli infortuni sul lavoro. Sperimentazione del compenso minimo legale (1000-1100 euro mensili netti) per i precari. Tutela del reddito in caso di disoccupazione. Incentivazione dell’apprendistato e allungamento del periodo di prova. Incentivi per chi assume le donne e con contratto a tempo indeterminato e credito d’imposta per le lavoratrici. Sostegno ai salari più bassi anche attraverso la riduzione del cuneo fiscale per le aziende che assumono a tempo indeterminato. Approvazione di una legge di parità di genere nel mercato del lavoro e punteggi più alti, negli appalti pubblici, alle imprese che rispettano la parità di genere. Nuovo congedo di paternità interamente retribuito dalle imprese. Congedi parentali al 100% per 12 mesi. Durata massima di due anni per i contratti atipici e retribuzione più alta per i lavoratori a tempo determinato. Estensione a tutti i lavoratori delle tutele fondamentali. Incentivi alla flessibilità richiesta dal lavoratore. Formazione permanente per garantire la continuità occupazionale e sviluppo di un sistema, pubblico e privato, per i servizi del reimpiego.
POPOLO DELLE LIBERTA’
Maggiori tutele, più forti garanzie, controlli più efficaci in materia di sicurezza sul lavoro anche attraverso incentivi per le imprese
Piena occupazione e trasformazione della flessibilità d’ingresso in opportunità di stabilità del rapporto e di crescita professionale
Attuazione della Legge Biagi per incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro e realizzare più inclusione di giovani, donne, anziani e disabili
Riforma degli ammortizzatori sociali secondo i principi del “Libro bianco” di Marco Biagi
“Borsa Lavoro” per facilitare l’incontro tra domanda e offerta
SINISTRA ARCOBALENO
Cancellazione dall’ordinamento giuridico delle forme contrattuali come i co.co.co, dei lavoratori a progetto. Cancellazione dell’associazione in partecipazione in forme di lavoro. Sostituzione dell’art.2094 del codice civile con una norma più stringente nell’identificazione del lavoro subordinato. Nuova disciplina del lavoro a termine per le esigenze stabilite dalle legge e/o dai contratti collettivi. Introduzione del limite massimo di 36 mesi per i contratti di apprendistato.
Reintroduzione del concetto di frode alla legge per contrastare la reiterazione delle assunzione a termine. Precedenza, nelle nuove assunzioni, ai lavoratori già assunti con contratti a termine. Assunzione a tempo indeterminato dopo 36 mesi di lavoro presso la stessa azienda. Stabilire per legge la giornata lavorativa di otto ore e limite massimo di due ore agli straordinari giornalieri. Durante i primo otto anni di vita di un figlio permettere al lavoratore di trasformare il lavoro a tempo pieno in quello a tempo parziale. Contrasto alle esternalizzazione fraudolente dei rami d’impresa e introduzione della parità di trattamento per i lavoratori della aziende appaltatrici con quelli dell’azienda committente. Norme più rigorose per impedire l’appalto della sola manodopera.
Introduzione del salario minimo legale. Aumento dei salari minimi attraverso l’utilizzo dell’extragettito accumulato dalla lotta all’evasione, restituzione del fiscal drag e recupero automatico annuale dell’inflazione reale. Creazione di una nuova legge sulla rappresentanza sindacale.
UNIONE DI CENTRO
Riforma del sistema contrattuale in favore della contrattazione di secondo livello. Sostegno all’impiego dei giovani e delle donne attraverso il credito d’imposta e la riduzione degli oneri contributivi. Detraibilità, per le imprese, dei costi sostenuti per l’adeguamento alla normativa sulla sicurezza del lavoro. Per l’artigianato è previsto la riduzione dei premi assicurativi dell’I.N.A.I.L e revisione del sistema di apprendistato.
LA DESTRA
Contrattazione decentrata al fine di introdurre la Partecipazione agli utili d’impresa attraverso l’introduzione di un minimo salariale per tutti i tipi di lavoro, incrementi retributivi legati alla produttività dell’azienda e contrattati in loco tra le parti. Incentivi fiscali legati all’aumento del “tasso partecipativo agli utili” e agevolazioni alle imprese che assumono lavoratori con contratti a tempo interminato. Graduale e progressiva abolizione dell’Irap per le imprese e detrazione degli utili investiti in ricerca e formazione.
Di NOTOLIBERA (del 22/03/2008 @ 16:15:56, in Società, linkato 197 volte)
Otto istituti a confronto sulle intenzioni di voto nazionali.
Il Popolo della Libertà va da un minimo del 35,5% ad un massimo del 41,0%, la Lega da un 4,1% ad un 6,5% e il Movimento per l'Autonomia dallo 0,4% all'1,5%, con la coalizione per Berlusconi Premier che si attesta sui dei dati che vanno dal 43,0% al 45,5%.
Sull'altro versante abbiamo il Partito Democratico che viene valutato da un minimo del 32% ad un massimo del 35% e l'Italia dei Valori dal 2,5% ad un 4,0% e la coalizione che sostiene Waltert Veltroni che oscilla tra un 36,0% ad un 38,4%.
L'Unione di Centro che sostiene Pierferdiando Casini va da un 5,5% ad un 7,0%, la Sinistra Arcobaleno per Bertinotti premier va da un 6,3% ad un 7,7%.
La Destra-Fiamma Tricolore insieme per la Santanchè il dato va dall'1,7 al 4,0% e per finire il Partito Socialista per Enrico Boselli va dallo 0,5% al 2,0%.
Di NOTOLIBERA (del 22/03/2008 @ 06:26:32, in Società, linkato 226 volte)
Si infuoca la discussione a Tetris tra Raffele Lombardo Michele Placido. Prima della lite, Michele Placido, provocatoriamente, aveva detto: «Consentitemi la provocazione: per 5 anni non dovremmo candidare alle elezioni politiche uomini del Sud. Hanno dato e danno quotidianamente spettacolo indecente di mafiosità, malaffare e incapacità». Placido, ricordando poliziotti e magistrati uccisi della mafia e politici collusi, ha proseguito: «La società del Sud non può essere rappresentata in Parlamento da questa gente» . Lascia un tuo commento.
Il Consiglio Comunale di Noto è stato convocato, in sessione ordinaria, dal Vice Presidente, Sig. Antonino Sammito, per il giorno 27 marzo 2008, alle ore 18,00, per trattare il seguente Ordine del Giorno:
1. Lettura e approvazione verbali sedute precedenti;
2. Interrogazioni ed interpellanze;
3. Adozione schema di regolamento sulle modalità di affidamento di lavori pubblici mediante cottimo-appalto e istituzione dell’Albo delle imprese di fiducia;
4. Approvazione schema di regolamento autoparco comunale;
5. Approvazione disciplina per acquisizione in economia di beni e servizi;
6. Istituzione Consiglio comunale dei Ragazzi. Regolamento.
7. Istituzione consulta giovanile comunale.
8. Rideterminazione aree pubbliche destinate al commercio
9. Esame osservazione e riapprovazione in variante al PRG del progetto per la realizzazione dei lavori di approvvigionamento idrico delle frazioni a mare Lido di Noto – Eloro e Calabernardo. Condotte e serbatoio.
10. Affidamento della gestione diretta del mercato ortofrutticolo sito in Noto C.da Zupparla all’Asociazione Ridibero.
11. Modifica regolamento comunale per l’applicazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale comunale all’IRPEF. Determinazione aliquota anno 2008.
12. Art. 194 D.Lvo 267/2000. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio giusta verbale di conciliazione della Corte di appello di Catania I sez. civile in data 14.10.05 in favore della Sig.ra XXXXXXXXXXXXX.
13. Criteri per la valutazione dei progetti di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da realizzare in zona agricola in variante al P.R.G.
14. ASPECON – Costituzione di una azienda speciale poliservizi ai sensi dell’art. 22 – 23 L. 142/90. Approvazione modifica artt. 5 – 6 dello Statuto per adeguamento alla legge finanziaria 296/06.
Di NOTOLIBERA (del 21/03/2008 @ 06:59:20, in Società, linkato 138 volte)
La campagna elettorale conta, eccome. E' proprio nelle settimane che precedono il voto, quelle in cui la macchina propagandistica dei partiti marcia a pieni giri, che un terzo degli italiani decide per chi votera' e se addirittura cambiare idea o casacca. La fotografia dei comportamenti degli italiani in vista del voto e' del Censis che oggi ha presentato l'indagine 'Abitudini e sorprese nel voto degli italiani'.
L'influenza della campagna elettorale negli orientamenti di voto conferma quindi di avere un peso consistente, intorno al 32%, nell'urna elettorale. E' stato cosi' anche nel 2001 (31,7%) e nel 2006 (31,9%). A decidere per chi votare durante la campagna elettorale sono soprattutto i piu' giovani, le donne e gli elettori del Nord. La quota dei giovani che si sono decisi in campagna elettorale e' stata del 35% nelle elezioni del 2001 e di oltre il 41% nella consultazione elettorale di due anni fa. E sono soprattutto i giovani residenti al Nord a subire maggiormente il 'fascino' della campagna elettorale: nel 2006 sono stati la meta', ma anche nel Mezzogiorno la quota e' in ascesa.
Per gli adulti, invece, tra il 2001 e il 2006 si e' ridotta la quota condizionata dalla campagna elettorale per la scelta di voto, dal 32,4% al 28,4%. Per gli anziani, nelle due tornate elettorali e' cresciuta l'importanza della campagna elettorale: era il 27,4% nel 2001, e' salita al 31% nel 2006. In crescita anche gli anziani che hanno mutato orientamento di voto, dal 9,9% del 2001 al 13,9% del 2006.
L'analisi dei dati per area geografica evidenzia che sono gli elettori del Nord i piu' influenzati dalla campagna elettorale: la loro quota si e' mantenuta intorno al 35% nelle elezioni del 2001 ed in quelle di cinque anni dopo. Tra le due consultazioni elettorali e' aumentato il peso della campagna elettorale al Centro (dal 20,7% al 25%), mentre si e' ridotta al Sud e nelle isole, passando dal 33,1% al 30,9%.
I dati delle elezioni del 2001 e del 2006 indicano che e' rimasta superiore al 34% la quota di donne che ha deciso grazie alla campagna elettorale. In particolare, una quota tra il 20 e il 23% non aveva orientamento di voto e ha scelto proprio durante la campagna elettorale. La quota di uomini 'condizionati' dalla propaganda, invece, e' del 27%. Nel 2006 gli elettori che hanno deciso o cambiato il proprio voto in campagna elettorale hanno scelto per il 47,2% l'Unione e per il 52,2% la Cdl.
Nelle campagne elettorali di questi anni, rileva tra l'altro il Censis, si e' registrato un "vorticoso spostamento di consensi" che ha coinvolto tipologie diverse di elettori, dai 'non orientati' ai 'fuggitivi'. In particolare, nelle elezioni di due anni fa sono stati i 'fuggitivi' dalla Cdl, quanti cioe' all'inizio della campagna elettorale volevano votare per il centrodestra e poi hanno cambiato idea passando all'altra coalizione, a bilanciare il flusso di coloro che non avevano alcun orientamento all'inizio della campagna elettorale e che invece la Cdl e' riuscita a conquistare.
Sono i valori e gli ideali gli elementi-chiave per la scelta del voto: e' stato cosi' per poco meno della meta' degli elettori (49,5%) sia nelle elezioni del 1996 che in quelle del 2001 e del 2006. E questo elemento 'valoriale', sottolinea il Censis, potrebbe riservare qualche sorpresa nel voto del 13 e 14 aprile prossimi, soprattutto alla luce della presenza in campo di nuovi soggetti politici.
Solo il 20%, invece, sceglie in base ai programmi elettorati, mentre sembra in calo l'appeal dei leader politici, nonostante il presidente del Censis Giuseppe De Rita sottolinei come siano, oggi piu' di ieri, piu' "narcisisti" in campagna elettorale. Il riferimento al leader, insomma, influenza l'elettore meno che in passato: era stato cosi' per il 18% degli elettori nel 1996 e per il 19% degli italiani nel 2001, ma nel 2006 questa percentuale e' scesa al 13,7%.
Il Censis non sembra nutrire dubbi sul fatto che l'affluenza alle urne ci sara', anche questa volta: in 60 anni, sottolinea, la percentuale dei votanti nel nostro Paese non e' mai scesa sotto l'80%.