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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
ASSOCIAZIONE CITTADINA DEI VERDI - NOTO
Con il voto all’unanimità, di oggi 30 gennaio, del Consiglio Comunale di Noto un lungo, e nell’ultimo tratto insidioso, percorso per l’istituzione dell’AREA MARINA PROTETTA di VENDICARI di NOTO si è concluso.
In questa seconda tornata di votazioni i Consigli Provinciali e Comunali, sempre all’unanimità, hanno dato il via libera alla nascita del Consorzio, fra la Provincia di Siracusa e il Comune di Noto, che dovrà gestire l’area.
Era importante costituire il Consorzio entro l’anno per poter accedere ai finanziamenti di 5 milioni di euro previsti dalla legge finanziaria per la realizzazione di nuove aree marine protette.
Ribadiamo che la zona protetta non genererà conflitti poiché il tratto di mare interessato è prospiciente alla zona A della Riserva e quindi la parte a terra è già tutta di proprietà demaniale. Anche la pesca è già interdetta dall’attuale regolamento della Riserva così come il transito e l’approdo di natanti.
Quello che cambierà sarà la sorveglianza e lo studio scientifico della flora e della fauna marina. Siamo fiduciosi che, quando sarà eliminata la pesca di frodo, fra qualche anno avremo il piacere di verificare che le tartarughe marine caretta caretta depositeranno le uova nelle spiagge di Vendicari.
Possiamo affermare, con soddisfazione, che l’anno che sta per terminare ci fa ben sperare per lo sviluppo sostenibile del territorio. Due grandi sogni stanno per essere realizzati: il già istituito Parco degli Iblei e l’istituenda Area Marina Protetta di Vendicari che farà, successivamente, parte del santuario dei cetacei che interesserà sia parte del canale di Sicilia sia l’isola di Malta.
Stiamo aggiungendo, faticosamente, degli importantissimi tasselli a quel modello di sviluppo durevole che tutta la zona Sud del Siracusano sta perseguendo.
Quando si raggiunge un obiettivo, bisogna dare il giusto riconoscimento a chi ha creduto in quest’avventura e precisamente: al Sindaco di Noto, al Presidente della Provincia e al suo Assessore Paolino Uccello, ai componenti tutti dei Consigli Comunali e Provinciali, al Consulente del Sindaco Dott. Giuseppe Daidone, all’Ente Fauna Siciliana per la sua fattiva e indispensabile collaborazione e infine al piccolo, ma tenace, impegno della nostra Associazione che da tanti anni si è interessata alla vicenda ed ha svolto sempre una funzione di pungolo verso tutti i soggetti interessati.
Lamentiamo solamente la quasi inesistente collaborazione di altre associazioni ambientaliste presenti sul territorio e ci auguriamo che quanto prima si possa instaurare una fattiva collaborazione se è vero, com’è vero, che gli obiettivi finali sono condivisi.
Il Portavoce
Pino Iuvara
CONSULTA DELLO SPETTACOLO
Coordinamento delle associazioni e delle agenzie di spettacolo
Sede via Salvatore La Rosa, 96017 Noto (sr) affiliati CGIL/SLC/SIAM
Si costata che gran parte dei bilanci previsti per le manifestazioni artistico-culturali della Città di Noto sono in gran parte destinati alle ditte esterne, vediamo come:
Natale 2006
Su circa 90mila euro di disponibilità 70mila euro per le ditte esterne
ACAP ass. pirotecnica di Ispica € 3.500
FM Italia Siracusa €15.000
Pizzo Eventi di Catania €11.000
Pugliesi presepe di Caltagiorne € 6.000
Ass. Allegria di Avola € 1.200
Addobbi alberi Giardini Pubblici €31.500
Natale 2007
Circa 40mila euro di disponibilità 31.800mila euro per le ditte esterne
ACAP ass. pirotecnica di Ispica € 3.500
FM Italia Siracusa €18.000
Ass. Soluna di Avola € 2.300
Papillon Spettacoli di Siracusa € 6.000
Light Music Impera € 2.000
Se il supporto e la collaborazione delle ditte esterne possa in gran parte migliorare l’immagine qualitativa degli eventi e soprattutto garanzia di un flusso turistico migliore e conveniente per la città, allora è ben accetta la contrattazione con l’esterno. Ma dalle testimonianze e dagli accertamenti fatti, in quanto organo qualificato in materia, si è invece costatato il contrario. Pertanto invitiamo l’amministrazione comunale a dare più garanzie per il futuro alle ditte della città e di invitare su proposte progettuali le associazioni le quali certamente possono garantire un servizio accettabile e conveniente per le casse comunali.
Marco Saetta
Presidente e coordinatore sez. di Noto
Dopo la deliberazione( scandalosa sia nei tempi che nei metodi) del 26 Ottobre 2007 da parte della Assemblea dell’A.T.O. IDRICO 8; ancora un nulla di fatto in merito alla definizione dell’affidamento del servizio idrico da parte dell’Assemblea dell’A.T.O. IDRICO.
Seppur la votazione confermava un riaffidamneto del servizio (si ripete, procedura strana nel termine riaffidamento) con voti alla rocambolesca e con una serie di pressioni politiche sui Sindaci, dopo la approvazione della Moratoria da parte del Governo, il C.D.A. dell’A.T.O. idrico e l’assemblea dei Sindaci, si è bloccato e ha richiesto un parere al professore Alì, sugli effetti che potrebbe avere la medesima moratoria sull’affidamento.
Orbene, seppur alcuni , tra cui il Sindaco Bufardeci, cantavano vittoria pensando ad una risposta immediata che desse il via libera, a distanza di venti giorni, il parere non sembrerebbe esser stato reso dallo stesso professore Alì.
Questo dimostra chiaramente, che chi pensava furbescamente che la moratoria non incidesse sull’affidamento di Siracusa, si sbagliava di grosso, tanto che lo stesso luminare stà studiando attentamente la vicenda che presenta adesso, qualora si proceda, anche violazioni di Legge.
Lo scrivente, in merito alla incisività della Moratoria, ha richiesto alcuni pareri e osservazioni, da molti si chiarisce che la Moratoria di fatto sospende l’affidamento anche nella nostra Provincia, in quanto la definizione dello stesso avviene solo con la firma della Convenzione e del Contratto di concessione, cosa che a Siracusa non è avvenuta.
Inoltre, si aggiunge, siamo abbondantemente fuori termine, in quanto anche la data del 31 Dicembre 2007 è stata consumata negativamente, visto che l’assemblea ed il C.D.A. dell’A.T.O. IDRICO sembrerebbe ormai convocata per il 4 Gennaio 2008, dopo che per ben due volte sia saltata.
Si chiede pubblicamente, che per motivi di trasparenza e di diritto alla giusta informazione visto gli innumerevoli interventi e perplessità sulla vicenda della fideiussione provvisoria della OMNIA S.P.A.; Venga resa pubblica una risposta scritta data nel mese di Dicembre 2007 dalle Società Sogeas – Saceccav , sembrerebbe inviata dopo una precisa richiesta di chiarimenti da parte del Dirigente dell’A.T.O. IDRICO sulla fideiussione e sulla nota del Settembre 2006 da parte della Omnia quando già risultava non più operativa.
Il rendere pubblica questa eventuale risposta, potrebbe finalmente avere due effetti:
- Chiudere la discussione su questa vicenda legata alla fideiussione provvisoria
- Inasprire una nuova fase di discussione e la conseguente trasmissione degli atti a chi di competenza, e la conseguente esclusione delle due società che hanno utilizzato tale polizza.
Siracusa 27 Dicembre 2007
Firmato
Fabrizio Ardita
FONTI RINNOVABILI Bruxelles vara piano sviluppo tecnologie pulite. Bruxelles lancia un nuovo piano per accelerare lo sviluppo delle tecnologie non inquinanti che permetteranno di produrre un'energia sempre più pulita. Questo soprattutto attraverso un coordinamento nel settore della ricerca e dell'innovazione e lo stanziamento di maggiori fondi. "La politica energetica europea - ha commentato il commissario Ue all'Energia, Andris Piebgals - richiede una nuova rivoluzione industriale. E come tutte le rivoluzioni industriali sarà guidata dalla tecnologia. Per questo - ha aggiunto - le decisioni che saranno prese nei prossimi 10-15 anni avranno profonde conseguenze per la sicurezza energetica, il cambiamento climatico e per la crescita e l'occupazione in Europa. Se rimarremo indietro nella corsa verso le tecnologie a basse emissioni inquinanti - ha proseguito il commissario - rischiamo di realizzare i nostri obiettivi con delle tecnologie importate. Con le tecnologie attuali, infatti, l'Europa non può raggiungere i suoi obiettivi sulla lotta al cambiamento climatico per la riduzione delle emissioni di gas serra del 60-80% entro il 2050". Anche per il commissario Ue alla Ricerca, Janez Potocnik, "abbiamo la possibilità di essere i leader mondiali nelle tecnologie a basse emissioni. Ma se l'Europa non si coordinerà più efficacemente, sprecheremo questa opportunità. E i benefici economici di questa transizione verso un'economia a basse emissioni andranno da qualche altra parte". In particolare, il piano d'azione della Commissione Ue punta a sviluppare la produzione di energia eolica, solare e di energia derivante dalle biomasse. Nel 2008 l'esecutivo comunitario presenterà le sue proposte per aumentare i finanziamenti al settore e nel 2009, secondo quanto previsto dal piano, si terrà un vertice europeo sulle tecnologie energetiche per fare il punto della situazione. SOLARE TERMODINAMICO – Firmata l'intesa centrali in Lazio, Puglia e Calabria, in programma un decreto legge per incentivare l'energia prodotta dai nuovi impianti. Appena qualche anno fa nessuno sembrava credere alle potenzialità dell'energia solare termodinamica e Carlo Rubbia fu costretto a fare le valigie e mettere le sue conoscenze al servizio della Spagna. Ora le cose sembrano completamente cambiate e il premio Nobel per la fisica è stato messo a capo di una speciale "task force" di una quindicina di esperti per lo sviluppo di questa fonte rinnovabile. L'obiettivo è quello di realizzare dieci centrali da 50 megawatt. Il primo passo in questa direzione è stato fatto con la firma di un protocollo di intesa tra i presidenti di Calabria, Lazio e Puglia, e il ministero dell'Ambiente. Le Regioni amministrate da Agazio Loiero, Piero Marrazzo e Nichi Vendola si candidano a ospitare dei progetti pilota che si andrebbero ad aggiungere al primo esperimento già avviato in Sicilia a Priolo. In cambio il ministro Pecoraro Scanio si impegna a far approvare quanto prima un decreto legge per incentivare l'energia prodotta dal solare termodinamico a concentrazione, sul modello di quanto avviene in Spagna dove per 20 anni è garantito il prezzo di 25 centesimi di euro per kilowattora su impianti di 50 megawatt. "È pronta la proposta per un decreto specifico da inviare in settimana al ministero dello Sviluppo economico", ha rassicurato il ministro dell'Ambiente. L'ambizione del governo, ha aggiunto Pecoraro durante la cerimonia di presentazione del protocollo, è di realizzare dieci centrali da 50 Megawatt e di diffondere il solare termodinamico in Nord Africa nell'ambito di un progetto già avviato in collaborazione con Germania, Spagna e Tunisia. A ricordare le potenzialità e le caratteristiche di questa fonte rinnovabile è stato lo stesso Rubbia. "La tecnologia - ha detto il premio Nobel - non è in competizione con il fotovoltaico, che è una soluzione distribuita sul territorio, o con l'eolico. Questi sono invece grandi impianti capaci di accumulare energia" e quindi di funzionare anche in condizioni meteo sfavorevoli. Il solare termodinamico a concentrazione, una tecnologia già collaudata con successo sia in Spagna che negli Stati Uniti, utilizza infatti la forza del sole per scaldare a temperature altissime degli speciali fluidi (Rubbia sta lavorando in particolare sui sali fusi, che ritiene siano la soluzione più efficiente). Questi, con i loro vapori, vanno ad alimentare una turbina simile a quelle delle centrali convenzionali. Di notte e anche in caso di cielo coperto dalle nuvole, il calore resta per un certo tempo elevato, garantendo quindi comunque la produzione di energia. A ottenere il raggiungimento di temperature comprese tra i 400 e i 500 gradi circa è la concentrazione dei raggi solari attraverso dei lunghi tubi di specchi concavi che riprendono l'intuizione di quelli ustori pensati da Archimede per difendere Siracusa dall'assedio dei romani niente meno che nel terzo secolo avanti Cristo. Secondo Rubbia, per partire non servono finanziamenti statali perché gli impianti possono essere ripagati nel giro di cinque anni e sono in grado di autofinanziarsi. Il fisico è convinto inoltre che nel 2015 l'energia solare termodinamica potrà essere competitiva con quella prodotta dai combustibili fossili (oggi il divario a favore di carbone e gas è di circa 15 centesimi di euro a chilowattora). I progetti sono comunque a uno stadio iniziale e nessuna Regione ha ancora stabilito nel dettaglio la sede delle nuove centrali. Il governatore della Calabria, Agazio Loiero, ha parlato genericamente della zona crotonese "segnata da esperienze industriali poi spazzate via". Neppure un'indicazione generica è arrivata dal presidente Nichi Vendola per quanto riguarda la Puglia, mentre il Lazio, ha riferito il presidente Piero Marrazzo, punta su Civitavecchia e in particolare su aree militari dismesse e da riconvertire.
Il Consiglio Comunale di Noto è stato convocato, in sessione ordinaria, dal Presidente, Dott. Arturo Rizza, per il giorno 27 dicembre 2007, alle ore 17,00, per trattare il seguente Ordine del Giorno:
1. Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti;
2. Interrogazioni ed interpellanze;
3. Approvazione schema di statuto del Consorzio per la gestione dell’Area Marina Protetta Pantani di Vendicari;
4. Riconoscimento di debito fuori bilancio nei confronti del “Soccorso ACI Autofficina 2R dei fratelli ***** e ***** **** s.n.c. c.da Passo Abate Noto”;
5. Art. 194 D. Lvo 267/2000. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio giusta verbale di conciliazione della Corte di Appello di Catania 1 sez. civile in data 14.10.05 in favore della sig.ra ******;
6. Art. 194 lett. A D. Lvo 267/2000. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio giusta d. i emesso dal Trib. di Siracusa sez. staccata di Avola notificato in data 09.09.05 e atto di precetto notificato il 04.05.07 in favore del sig. *******;
7. Art. 194 lett. A D. Lvo 267/2000. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio derivante dalla sentenza della Corte di Appello di CT n. 709/07 in favore della sig.ra ********;
8. Art. 194 lett. A D. Lvo 267/2000. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio giusta sentenza del tribunale di SR n. 483/2007 in favore dei sigg.ri ***** e **** eredi di ****; **** e ****;
9. Art. 194 lett. A D. Lvo 267/2000. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio derivante dalle sentenze n. 80/94 del Pretore di Noto e 491/07 del tribunale di Siracusa notificate rispettivamente il 12.06.2007 e il 06.06.2007 in favore del sig. ******;
10. Art. 194 lett. E D. Lvo 267/2000. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio Comune di Avola.
Il Dirigente
S.G. Serravalle
Le liste di proscrizione sono da sempre uno strumento con il quale il vertice del POTERE tenta di eliminare i suoi oppositori politici o le persone, in qualche modo, sgradite.
E’ quanto sta tentando di fare, ad onor del vero, in modo comico e goffo, il Sindaco, cercando di additare a responsabili del Suo insuccesso amministrativo i consiglieri di opposizione.
Sotto certi aspetti, ci fa piacere essere “sopravvalutati”. Che il Sindaco diffonda il concetto secondo cui l’opposizione governa il consiglio comunale è, di fatto, un implicito riconoscimento del proprio fallimento e del preponderante ruolo della parte avversa.
Il primo cittadino di Noto ha definito ostruzionistico e non dettato da interesse per la città il voto espresso sulle variazioni di bilancio. Egli addebita all’opposizione il ridimensionamento delle manifestazioni natalizie e l’impossibilità di realizzare l’ultimo numero del 2007 di Notoinforma, che il Sindaco utilizza come se fosse il suo giornale personale e non dell’intera città, opposizione compresa. E’ da ascrivere al miglior teatro comico l’affermazione fatta a Novembre che non sarà possibile stampare l’ultimo numero dello stesso trimestrale.
Ancora una volta con queste dichiarazioni ha perso un’altra buona occasione per tacere, perché le sue stesse parole ne confermano l’ inadeguatezza a ricoprire il ruolo che gli elettori gli hanno assegnato. La città deve sapere che l’opposizione ha stornato 100.000 euro in più per la manutenzione della viabilità, 60.000 euro per acquistare uno scuolabus per il trasporto degli studenti di età superiore ai 14 anni residenti a Cozzo Tondo, S. Corrado e Lenzavacche, 5000 euro per l’acquisto di attrezzature destinate alla protezione civile, 8.500 euro a favore degli oratori e delle parrocchie che svolgono attività di animazione per i bambini, 10.000 euro per la manutenzione degli impianti sportivi.
La città deve sapere che l’amministrazione comunale sta spendendo per le festività natalizie ben 39.100 euro. Ci chiediamo è una somma sufficiente per allestire anche l’illuminazione natalizia? Rispondano i cittadini.
Su una cosa invece siamo stati e saremo sempre d’accordo col Sindaco: sul fatto di mandare a casa quelli che pretendono di dare patenti di correttezza e lezioni di politica.
Noto, 21.12.2007
I Consiglieri Comunali
Baviera G., Bianca C., Cultrera C., Ferlisi C., Micale V., Pintaldi G., Schemmari V. Tringali P., Veneziano S., Zani B.
Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato. Canta.
Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga. Ma accetta il consiglio... per questa volta. Tratto da "The Big Kahuna"
Un augurio di serene festività a tutti.
MEGLIO DI UNA PIÑA COLADA & COCA COLA?
Siamo giunti anche a questa fine d’anno. Come tanti, non riesco a resistere alla tentazione di formulare un bilancio di quello che è avvenuto. Avverto subito che le mie velleità di “commentatore” si fermano alla realtà locale e, d’altra parte, il contenitore di Noto Libera in tali limiti preferenzialmente si muove, come voluto dal suo creatore. La sostanziale immobilità delle cose netine rende più facile le valutazioni, se non altro perché le relative eventuali smentite sui fatti, avvengono comodamente (o se volete pacatamente, come suol dire Veltroni) prendendosi il loro tempo.
Tre sono le direttrici principali del nostro bilancio riferito al 2007 ed a Noto. La prima riguarda l’innegabile fallimento della politica, in particolare in senso amministrativo. Il secondo, il fermento economico creato dall’affermarsi del turismo “diffuso”, quello dei B&B tanto per capirci meglio. Il terzo, l’inesorabile trasferimento degli oneri di gestione di tutti i servizi primari dagli enti generici a enti specifici, con un sensibile aumento della complessiva pressione economica nei confronti dei contribuenti.
E passiamo subito alle note dolenti. Il Sindaco Valvo si era imposto alle ultime elezioni come portatore di novità e di nuova linfa ad una macchina amministrativa impaludatasi, a detta di tutti, nell’immobilismo del precedente sindaco, passato alla storia solo come esemplare di “Homo-sorridens”. Le scelte elettorali di Valvo, ovvero la posizione no-triv, la dichiarata volontà di dialogare e trattare con i partiti e non con i singoli, la inedita positività dell’immagine pubblica di un sindaco, spesso tra la gente (ricordiamoci i sit-in di fronte ai maxi-schermi calcistici e la ineffabile interpretazione da portatore di S.Corrado), pur suonando a taluni come atteggiamenti pre e post elettorali, di vago sapore sudamericano, costituivano indubbiamente un elemento di rottura rispetto al passato. Se vogliamo, instillavano quel tanto di speranza di cambiamento che non guasta avere nei confronti di quello che si sceglie e che verrà. Certo, il fatto di dovere contare su una compagine di consiglieri, nella sostanza uguale a quella che aveva per anni retto mirabilmente il precedente sindaco, poteva e doveva sicuramente creare qualche dubbio sull’andamento delle successive vicende amministrative del nostro paese. E poiché la classe, nel bene e nel male, non è acqua, le particolari doti amministrative dei nostri vecchi-nuovi consiglieri sono rispuntate prepotentemente fuori, creando tutto quel pasticciaccio che conosciamo e a cui, proprio in questi giorni, si vorrebbe rimediare con nuovi e più drastici rimescolamenti.
In tutto ciò permane una responsabilità soggettiva ed oggettiva del primo cittadino che non può dissociarsi dalla sua stessa maggioranza nella responsabilità politico-amministrativa, semplicemente addossando agli elettori il “merito” di avere eletto tante figure mediocri, abili solo nella raccolta di voti (ricordiamoci la imbarazzante frase “questi personaggi li avete eletto voi!” proferita durante uno degli ultimi comizi e passata ad imperitura memoria con un videoclip reperibile su “You-Tube”).
E’ innegabile un calo di consensi, un vertiginoso calo degli entusiasmi iniziali e, credo, si possa dire della speranza collettiva inizialmente creatasi sia nei sostenitori che, forse, anche se in minor misura e incoffessata, negli avversari. Ci si aspettava sicuramente un’attività amministrativa, magari con qualche ingenuità, magari discutibile, ma sicuramente una qualche attività. E invece? Niente o quasi. Calma piatta. Fatta eccezione per alcune posizioni encomiabili, come quella no-triv e, conseguentemente, “uneschiane”, o quella più recente contro l’affidamento del servizio idrico alla SOGEAS & C., si è vista solo un’alacre attività di riposizionamenti “politici”, di appetiti assessoriali e di sottogoverni mai soddisfatti, di inefficaci soluzioni per la ottimizzazione della burocrazia comunale, in definitiva una esclusiva attività rivolta al “collaterale” piuttosto che al nocciolo della soluzione dei problemi della collettività ed all’impostazione di nuove e migliori prospettive. Se questo non è il fallimento di un mandato ottenuto dalla città, cos’altro può essere. Rimangono a Valvo ancora alcuni anni (in senso amministrativo, per carità) , che a mia opinione, verranno tutti consumati con buona pace di tutti quelli che sperano in una “implosione” della maggioranza, se non altro per ossequio al sacrosanto principio di conservazione della poltrona. E quindi, dato che “chista è a’zita”, dobbiamo solo ingenuamente sperare, per il bene di Noto e ognuno nel suo ruolo, che Valvo trovi la chiave per iniziare a governare e produrre qualcosa di valido, nonostante non se ne vedano ancora le premesse essenziali.
E passiamo al secondo aspetto che ci sta a cuore, sicuramente più del primo, anche se per molti versi conseguenziale: la definizione del possibile modello di sviluppo economico del paese. E’ ormai da tutti accettato che la principale fonte di sostentamento economico nel nostro territorio deve derivare dalla fruizione equilibrata (sostenibile, direbbero altri) dei beni architettonici e culturali, nonché delle risorse ambientali che, per immeritata fortuna, abbondano nel nostro territorio. Ciò non può e non deve escludere la presenza e l’incentivazione anche di altre occasioni e direttrici di sviluppo, che certo non devono essere ricercate in non chiare (e, a questo punto, mi sento di definire anche volutamente non chiare) attività di sfruttamento sistematico di risorse sotterranee (mi riferisco ovviamente al paventato e ancora incombente sfruttamento delle presunte risorse di gas).
Insomma la nostra economia, depressa per tanti, troppi anni, appare ai più, oggi come non mai, votata all’industria turistica. Ma quale tipo di turismo? Quello dei grossi alberghi o quello dei B&B? Necessariamente tutti e due, perché i primi generano ricadute sui secondi e si rivolgono comunque a mercati diversi. Ma con una maggiore attenzione per i secondi: i primi, infatti, sanno già bene come trattare i loro affari e tendono a incamerare quanto possibile dai loro ospiti. I secondi, invece, ancora “dilettanti” nella cultura dell’accoglienza e nell’organizzazione di economie di scala, permettono però un grado di penetrazione nel tessuto economico, irraggiungibile dai primi, anche per l’indotto.
Quale ruolo dovrebbe ritagliarsi l’amministrazione pubblica in tale processo che, per fortuna, continua a prescindere e nonostante essa? Sicuramente quello preminente di incoraggiare e offrire occasioni di crescita al fine di consolidare un fenomeno che, anche in tempi brevi, potrebbe invertire le lusinghiere tendenze allo sviluppo registrate negli ultimi anni. Di certo il ruolo dell’amministrazione non è quello di “tenere il sacco” ad albergatori e commercianti che in virtù della loro potenza economica o della loro particolare collocazione (parlo ad esempio di quelli sul Corso Emanuele) si sentono autorizzati a pretendere dall’ente pubblico servizi e agevolazioni funzionali principalmente ad aumentare i loro introiti, posti a carico di tutti i contribuenti, senza alcuna contropartita che li distingua dai loro colleghi, meno fortunati, dislocati in parti del paese meno frequentate, specie in occasione delle grandi ricorrenze festive. In questo senso mi appare fuori luogo il senso di colpa verso i commercianti del Corso che ha portato il sindaco ad addossare all’opposizione la “colpa” del mancato illuminamento natalizio. A parte che la cosiddetta “illuminazione artistica” gioca già un ruolo di rappresentanza non trascurabile (non considerandone i costi), perché tali esigenze non devono essere invece gestite economicamente dai maggiori beneficiari (gli stessi commercianti), magari con inventiva e con spirito di iniziativa controllati e coordinati, quello sì, dalla pubblica amministrazione?
Terzo aspetto. L’aumento progressivo, in buona parte sconsiderato, della pressione economica complessiva sui cittadini-utenti. Il tanto osannato “decentramento”, nobilitato spesso con il pretesto del rispetto delle identità locali, di un maggiore ricorso a forme di democrazia diretta, di una maggiore responsabilizzazione delle popolazioni che usufruiscono di servizi collettivi, sta piano piano, ma inesorabilmente, prendendo una brutta piega. La marcata riduzione dei finanziamenti provenienti dalle amministrazioni centrali verso gli enti periferici, ed in particolare verso gli enti locali, ha avuto come logico e necessario contrappeso la tendenza a scaricare i medesimi enti di alcuni dei peggiori centri di costo, i servizi pubblici ad utenza, come la raccolta dei rifiuti solidi urbani ed il servizio idrico. Sono stati concepiti così i cosiddetti “Ambiti Territoriali Ottimali” (A.T.O.) che, per loro estensione territoriale (in genere coincidente con quella provinciale) dovrebbero permettere quelle economie di scala e quei miglioramenti, impossibili da raggiungere a livello di singole gestioni comunali. Stiamo quindi assistendo alla “compartimentazione” economica in macro-settori dei principali servizi pubblici, ciascuno dei quali deve diventare finanziariamente autonomo, nel senso che i relativi utenti devono coprire con i loro contributi (in teoria dimensionati secondo i servizi utilizzati) tutte le spese di gestione ed anche gli investimenti necessari per il raggiungimento di un ragionevole livello di servizio generale e, perché no, per garantire il legittimo lucro se gli affidatari sono soggetti privati.
E qui, come avrebbe detto la mia maestra, casca l’asino. Poiché il pubblico, specie nelle macro-aggregazioni tende a formare “carrozzoni”, meglio ricorrere al privato che, per postulato liberista, pur avendo la necessità di ottenere il massimo del guadagno con il minimo sforzo, se ben controllato fornirà sicuramente, a parità di costi sostenuti da parte degli utenti, un miglior servizio. In altre parole, nonostante quel surplus di costi destinato a costituire il guadagno netto del privato, il “valore” del servizio reso dallo stesso dovrebbe essere superiore a quello ottenibile da un qualsiasi organismo pubblico, pur con il non trascurabile vantaggio, questi ultimi, di non dovere ottenere un lucro dalla propria attività.
Ditemi se questa non è una resa incondizionata.
Nel nostro caso, se ad esempio, prendiamo in esame la vicenda dell’ATO idrico, non possiamo fare a meno di esprimere alcuni fondati dubbi.
Primo, chi controlla chi? Un ufficietto siracusano di alcuni burocrati con stipendi da mille-duemila euro al mese, può controllare e, quando serve, contrastare adeguatamente, un colosso economico (in buona parte privato) che fattura annualmente svariate decine di milioni di euro e che, periodicamente (ogni quattro-cinque anni) può rifare i “conti dell’oste” per chiedere congrui aumenti delle tariffe a copertura degli “effettivi” costi di gestione?
Secondo, nella nostra provincia, anche non aderendo alla concezione legittima, ma anche opinabile, di un’acqua gestibile solo dal pubblico, mi pare ormai incontrovertibile che le modalità con cui si sta consumando l’affidamento alla SOGEAS & C., puzzano da lontano, anche se, pare, non abbastanza per raggiungere la finestra aperta di qualche curioso procuratore della repubblica.
Terzo, qual’è il malinteso, quanto singolare, principio di solidarietà e di sussidiarietà, per cui gli utenti di gestioni efficienti ed economiche, ad esempio, come quelle dei piccoli comuni montani, devono, ad un tratto, accollarsi gli altissimi costi delle inefficienze e dei problemi di grossi comuni “disgraziati” come, ad esempio, Augusta e la stessa Siracusa? Ricordiamo, infatti, che per tutti i comuni dell’ATO Siracusano si parla di tariffa unica provinciale. Certo i contrappesi non possono essere costituiti dalle illegittime prebende promesse da temerari rappresentanti della SOGEAS & C., i cui inevitabili costi, come ovvio, ricadrebbero sugli ignari utenti degli altri comuni.
Quarto, quale dovrebbe essere il meccanismo che dovrebbe garantire, nella imminente gestione trentennale, la tutela dei diritti dei comuni più piccoli, quando, nelle decisioni, prevarrà quella dei comuni costituenti la maggioranza della popolazione provinciale? Non occorre molta immaginazione per ipotizzare un “cartello” tra Siracusa, Augusta e Lentini in grado di fare da assopilgliatutto, alla faccia di tutti gli altri.
Quinto, e questo coinvolge anche l’altro settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, a fronte dell’annullamento della quota di costi sociali, precedentemente sostenuta dai comuni attingendo ad altre voci di entrata come l’ICI o gli oneri concessori edilizi, quale misterioso meccanismo di riequilibrio economico dovrebbe compensare i nuovi maggiori costi delle bollette rispetto alle varie tassazioni comunali che rimarranno, nel migliore dei casi, sempre uguali? C’è da pensare che lo Stato e la Regione da una parte e i Comuni dall’altra, non potendo più sostenere altrimenti le loro spese correnti e di finanziamento di altri enti sottoposti, al fine di evitare l’impopolarità, se non l’impraticabilità, di ulteriori strette fiscali, hanno ben pensato di trasferire i nuovi ulteriori sensibili e necessari oneri, direttamente a carico delle già tartassate economie dei cittadini, sotto la strisciante forma di rincaro delle bollette. Con un evidente vantaggio politico: ora i cattivi sono i nuovi esattori.
Che dire, infine, di un 2007 che sembra consumarsi più tra ombre che luci? Per il 2008 si spera, come d’obbligo, in meglio. Io non vi nego di nutrire un tantino di pessimismo, per cui da tempo assumo avidamente informazioni sulla vita a Santo Domingo, nel bel mezzo de Caraibi, dove ormai una nutrita e spensierata delegazione di netini ha scelto di risiedere; conosco ormai il clima, la sabbia bianchissima, come fare a trasferire lì i miei risparmi, persino gli insetti più fastidiosi. Mi hanno assicurato che in quella repubblica presidenziale non esistono tutte le complicazioni che qui conosciamo, basta oleare le giuste ruote a tutto scorre e funziona alla grande, dietro un bel bicchiere di piña colada & Coca (Cola). Qualcuno potrebbe mai suggerire una più allettante ed avanzata forma di decentramento?... Buone Feste
Dopo alcuni mesi di riflessione, torno a scrivere su questo (a me caro) blog, introducendo il mio articolo con la definizione di clientelismo data di recente da un noto professore di diritto pubblico. Secondo Rossi, infatti, "il termine risale all' istituto della clientela che si sviluppò nell' antichità a Roma,intendendosi con esso un rapporto di dipendenza, insieme economica e politica, tra un soggetto di rango più elevato (patronus) e uno o più di rango inferiore (ad esempio servi affrancati), i clientes: il primo offre protezione in vari campi (a cominciare da quello economico), i secondi contraccambiano sottomettendosi al patronus e aiutandolo in vario modo. In epoca moderna il termine viene riferito al rapporto tra i soggetti con incarichi pubblici e politici e i cittadini (singoli o associati): i primi tendono a garantire una serie di favori e vantaggi (ad esempio posti di lavoro, facilitazioni di varia natura e così via), i secondi ricambiano con fedeltà alla persona o al partito, assicurando il proprio voto al momento delle elezioni, attività di proselitismo o altro genere di sostegno". La lettura di questa definizione non può non renderci meno incomprensibili l' elezione a cariche politiche, sia in ambito locale che ad altri livelli, di soggetti che ben poche abilità di natura tecnico-amministrativa possono vantare. Ma voglio adesso soprattutto riferirmi alla situazione creatasi a Noto in questi mesi. Vi è una generalizzata condanna di tutti gli attuali protagonisti della scena politica: da diversi pulpiti si "esortano" i nostri politici ad abbandonare la scena dopo anni di fallimenti e di sogni infranti; non c'é un solo amministratore che resti immune alle feroci critiche di un elettorato insoddisfatto e deluso. E allora, davanti a tutto questo, mi chiedo: ma con quali voti le stesse persone (anche se sotto bandiere diverse) vengono elette da anni se poi puntualmente vengono così duramente contestate a pochi mesi dalle ultime elezioni? Logica vorrebbe che queste contestazioni vengano seguite da una bocciatura elettorale al momento della successiva candidatura, e invece no! Si critica e si rielegge. Ma cosa sta a fondamento di questo ciclico sistema apparentemente perverso? La logica clientelare!! Non si è liberi di votare! Molti, moltissimi dentro di loro sanno quali persone meriterebbero di essere elette perchè capaci, perchè preparate, perchè oneste, ma poi non le votano. E non le votano perchè il loro voto non è libero: c'è una raccomandazione da "ripagare" (magari per un banale servizio che era loro dovuto), c'è un "favore" da ricevere in un futuro prossimo, c'è la speranza di vedere una pratica correre più velocemente o (cosa sicuramente meno grave e più giustificabile) c'è una lontana parentela o un' amicizia di mezzo che non può essere tradita. E così il risultato è che sappiamo chi ci avrebbe governato bene, ma eleggiamo chi sappiamo che ci governerà male....ma almeno la "coscienza" è a posto. Ora, in un momento in cui la valorizzazione e lo sviluppo delle ricchezze e dei beni artistici e naturalistici del nostro territorio meritano di essere affidati in mani competenti, dobbiamo capire che il futuro della nostra amata Noto dipende da noi, dalle nostre scelte. Rilettiamo, valutiamo quali sono gli interessi in gioco e tuteliamo il "bene" più importante.Abbiamo lo strumento per poter essere determinanti, il più forte che ogni democrazia garantisce ai cittadini: il VOTO LIBERO! Giovanni Campisi - PD
Pubblichiamo il documento fattoci pervenire dai firmatari
Al Sig, Presidente del Consiglio Comunale di Noto
Al Vice Presidente del Consiglio Comunale di Noto
e.p.c. Al Sig. Sindaco del Comune di Noto
e.p.c. Ai Capi Gruppi Consiliari
L'attuale situazione politica a Noto, è la palese dimostrazione di una maggioranza che di fronte ai propri problemi, vive uno smarrimento che è sotto agli occhi di tutti.
Molteplici le cause e le responsabilità spesso più diffuse di quanto si pensi, che hanno condotto a tale situazione, ma sicuramente confermano una carenza di conduzione, e una direzione opaca e bizzosa da parte del suo vertice.
Emblematica la penosa vicenda dell'ultimo consiglio comunale, dove l’intensa voglia di scontro di qualcuno, malgrado le posizioni di disagio della maggioranza, ha visto il vertice protagonista di tale iniziativa, per poi essere costretto a ritirare tanti punti dall’ordine del giorno.
Bastava far prevalere il buon senso e chiedere all’opposizione un gesto di responsabilità ritirando per tempo e per primi il guanto di sfida.
Ha pagato la città, ma la maggioranza non è stata esente da colpe.
Con questa logica non si va da nessuna parte, non è questa la strada per costruire nuovi orizzonti per lo sviluppo della città.
AN, MPA e FI hanno ritenuto necessarie svolgere un ruolo politico più incisivo per far uscire la maggioranza dallo smarrimento delle contrapposizioni.
Vogliamo una maggioranza che dialoghi su posizioni di pari dignità nella individuazione delle scelte programmatiche, evitando di continuare nella logica dei cerchi concentrici dove il cerchio più piccolo pensa, per riverbero meccanicistico, di imporre le scelte a tutta la maggioranza e poi al consiglio comunale e alla città tutta.
Abbiamo proposto l’azzeramento della Giunta, della Presidenza del consiglio, del Sottogoverno e degli incarichi amministrativi apicali, non per punire qualcuno, ma al contrario, per dare credibilità alla urgente necessità di cambiare registro all'interno della maggioranza e nel rapporto con l'opposizione.
E' necessario pensare ad una svolta nella relazione con 1'opposizione, una scelta non strumentale legata alle difficoltà del momento, ma come nuova logica di partecipazione più ampia alla soluzione dei problemi di tutti.
E’ certo una nuova via, è certo una sfida interna alla maggioranza, fatta per far prevalere il meglio delle scelte possibili.
E’ anche una sfida del dialogo lanciata all’opposizione, ma sappiamo per certo, che ci sono uomini di buona volontà pronti a raccoglierla per il bene della città.
Per questo oggi sig. Presidente, a lei e al Vice Presidente le chiediamo di avviare con il gesto delle dimissioni la ripresa del dialogo tra le forze politiche per ricostruire una maggioranza coesa e che guardi con fiduciosa speranza ai problemi della città.
Un salutare bagno di umiltà
Le loro dimissioni non sono un gesto di debolezza ma un gesto per dare forza e credibilità al dialogo interrotto ricostruendo le nuove basi per dare slancio alla maggioranza, al consiglio comunale tutto e alla città intera.
Firmato: Roberto Figura, Franco Tanasi, Giacomo Parisi, Salvatore Bianca, Carmelo Quartararo,Corrado Ferlisi, Bruno Zani, Gianfranco Pintaldi
Dal Blog di Beppe Grillo
“E’ meglio un giudice morto ammazzato o un giudice trasferito, deriso, inquisito, deferito? Meglio Livatino o De Magistris? Questo è il problema. Meglio vivere nella pax politico mafiosa o combattere come hanno fatto Borsellino, Falcone e centinaia di nostri cittadini e finire dimenticati sotto una lapide?
Chi si fa i fatti suoi vive cent’anni, per questo siamo tra le popolazioni più longeve del mondo. Come si fa i cazzi suoi la maggioranza degli italiani non se li fa nessuno. Esistono però sacche di resistenti. Pochi milioni, meno del 10%. Per ora rumoreggiano, mormorano, mugugnano, bloggano. Sono come le riserve indiane, sono le nuove riserve italiane. I nostri Cavallo Pazzo, Toro Seduto e Geronimo si chiamano Travaglio, Abbate, Saviano.
Le tribù dei Lakota hanno stracciato i Trattati firmati 150 anni fa con gli Stati Uniti. Non si considerano più cittadini statunitensi. La nazione Sioux si è ritirata unilateralmente dal resto del Paese. I Sioux d’Italia per ora non sono arrivati a tanto. Vogliono rimanere nella legalità. La loro, ovviamente, perché della legalità dei politici e delle lobby si è persa ogni traccia. Qualche milione di cittadini onesti vive nella sua riserva personale, in un appartamento con il mutuo a tasso variabile con la famiglia e gli amici. Sono piccole enclavi sparse nel Paese che aspettano il loro Little Big Horn e lo scalpo del Generale Custer.
La divisione tra Paese onesto e disonesto è palese, i delinquenti non si nascondono più. Non hanno nulla da temere dalla legge. La magistratura è stata sconfitta, omologata. Il Parlamento è un luogo extragiudiziale, di servi, di pregiudicati e qualche brava persona capitata lì per caso. Nessuno di loro è stato eletto dagli italiani.
Le enclavi degli onesti però si parlano attraverso la Rete, fanno proseliti e cercano soluzioni a livello locale. Sputtanano i consiglieri comunali corrotti, bloccano gli inceneritori, lottano per avere l’acqua pubblica. Si sostituiscono ai politici, diventano cittadini prestati alla politica. Come dovrebbe essere in un Paese civile.
Il calendario 2008 ha quasi tutte le caselle dei giorni occupate, ma quasi nessun nuovo caduto. Ormai è sufficiente una legge, un’interpretazione, un comma, un giornale compiacente che pubblica notizie riservate e il gioco è fatto: il colpevole diventa il giudice. La politica si è evoluta, non ha più bisogno di tritolo. Oggi Borsellino sarebbe ancora vivo. Il CSM lo avrebbe condannato. Mastella ne avrebbe chiesto il trasferimento. I media lo avrebbero messo in croce. Sarebbe finito in una riserva italiana, dove è finito Caselli, dove finirà la Forleo.
Una volta ci si chiedeva se saremmo morti democristiani, oggi ci chiediamo se moriremo in un Paese senza legalità.
I Sioux scalpavano i nemici, noi non possiamo fare neppure quello. I nostri nemici hanno solo parrucchini e capelli di plastica.”
Nella conferenza stampa di ieri dedicata alla presentazione del programma Natalizio con particolare riguardo alla festa di fine anno “Aspettando il 2008 – CAPODANNO IN PIAZZA”, il Sindaco ha chiarito che, nonostante i tagli operati dall’opposizione in sede Consiliare, l’Amministrazione Comunale è riuscita comunque ad imbastire per il periodo delle festività di fine anno un programma molto valido e articolato.
La mancanza di illuminazione, ha aggiunto il Sindaco, intende esprimere il “lutto” della Città per le scelte dell’opposizione.
Nel programma sono presenti, oltre agli elementi legati alla tradizione, quali i presepi e le mostre, anche elementi di novità, quali ad esempio la rassegna “Cinema al Teatro” che prevede proiezioni cinematografiche al Teatro Comunale con film dedicati in modo particolare ai ragazzi.
Per il secondo anno, centrale nel calendario delle iniziative intende essere la festa del Capodanno in Piazza che vuole coinvolgere tutti i cittadini e richiamare quanta più gente possibile dai territori vicini, in modo da mettere ancora una volta la Città al centro dell’attenzione.
Il Vice Sindaco, a questo proposito, ha assicurato che, sulla scorta del successo ottenuto dall’iniziativa lo scorso anno, lo spettacolo è assicurato e sarà di altissimo livello.
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