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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Approvata oggi la moratoria che mette la parola fine a tutte le privatizzazioni dell’acqua, sia quelli in corso che quelli in fase di programmazione.
Il Senato ha detto si, e adesso sarà messo in discussione anche l’affidamento di Siracusa in considerazione che ancora nessun contratto è stato firmato e l’affidamento risulta essere in corso.
Qualora si insisterà alla firma del contratto, anche questo elemento sarà oggetto di ricorso al TAR. da parte dei Comitati civici.
L’assemblea dei Sindaci si doveva fermare davanti alla proposta di moratoria, che ha causa di alcune modifiche ha dovuto effettuare un doppio passaggio alla Camera ed al Senato, invece, si è andati avanti speditamente per la preoccupazione che poteva comportare un‘eventuale sospensione degli affidamenti. Adesso L’assemblea dei Sindaci dovrà valutare l’opportunità di interrompere la procedura di affidamento, in quanto risulta ancora essere in corso e non definito.
I Comitati comunque, oltre ha festeggiare l’importante risultato ottenuto grazie alle tante firme raccolte, si sono dati appuntamento a Roma alla Manifestazione Nazionale contro la Privatizzazione dell’acqua, programmato per il 1 Dicembre 2007, invitando il Governo ad accelerare il percorso di approvazione della Legge di Iniziativa Popolare, che comporterebbe la ripubblicizzazione dell’acqua, alcune garanzie per le fasce deboli e soprattutto la tutela della gestione pubblica della nostra acqua, in quanto bene indispensabile per la Vita Umana.
Da Siracusa partirà un Pulman Venerdì sera giorno 29 Novembre c.a. alle ore 20,30 da Piazza della Vittoria, dove i sottoscrittori del presente documento, hanno organizzato la partecipazione dei comitati della Provincia di Siracusa a Roma, Comitati che da qualche anno lottano nel nostro territorio per fermare la privatizzazione dell’acqua.
Previsto il rientro per Domenica 2 Dicembre.
Fabrizio Ardita- Consigliere Provinciale di Siracusa
Alessandro Acquaviva Consigliere Provinciale di Siracusa
Comitato Civico NO!Acquasalata
Acquabenecomunesiracusa
F.P. C.G.I.L.
Il comportamento politico assunto dall’Opposizione consiliare nella seduta del 27 novembre, comporterà gravissimi danni per la Città, per i seguenti motivi:
1) La non approvazione delle linee di indirizzo e della regolamentazione, proposte dall’A.C., per l’insediamento degli impianti fotovoltaici comporterà :
a) che il nostro, che è fra i più soleggiati d’Italia, non potrà diventare un territorio ”verde” per la produzione di energia pulita ;
b) la preclusione per il nostro Comune della possibilità di introitare nelle casse comunali le somme, per milioni di euro, per tutti gli oneri concessori derivanti dalla realizzazione dei vari impianti.
c) la mancata possibilità di eliminazione delle spese sostenute per gli impianti di energia elettrica pubblica;
d) la mancata riduzione del costo dell’energia per tutti i cittadini discendente dall’incasso delle royalties;
L’Opposizione votando contro, non solo ha gettato la maschera sul suo ruolo esclusivamente ostruzionistico con gravi danni per l’economia, lo sviluppo e l’ecosostenibilità, ma ha, dimostrato, anche, di votare senza neppure conoscere gli argomenti di grande interesse per la collettività.
Di questo, si dovranno assumere tutte le responsabilità i dieci Consiglieri, soprattutto quando “altri”, cioè la Regione Siciliana, approverà senza alcuna indicazione programmatica del Comune di Noto, i progetti in questione , con la conseguenza, in questo caso, che nessun vantaggio economico discenderà per la nostra città.
2) Stessa miopia politica ha dimostrato l’Opposizione nel votare gli assestamenti di bilancio in maniera errata e sicuramente poco consona allo sviluppo turistico.
La Città di Noto dovrà dire grazie ai 10 Consiglieri Comunali dell’Opposizione se non potranno essere realizzati già da subito interventi strutturali e altre cose quali le manifestazioni per il prossimo Natale e Capodanno .
Ciò per il personalistico interesse di fare opposizione ostruzionistica senza badare agli interessi della città.
La manovra economica votata avrà, per la sua incongruenza, gravi conseguenze per tutti i cittadini di Noto.
Si accettano i ruoli, ma si confida sempre che gli atti vengano approvati o respinti nell’interesse sopraordinato della Città; fatto questo che non è stato assolutamente attuato da parte dei 10 Consiglieri Comunali di opposizione con il voto espresso martedì sera.
Il Sindaco Corrado Valvo
Ponte sullo stretto, che è successo? Intervista a Stefano Lenzi* del WWF di Marco Ottanelli Siamo confusi: il Ministro delle Infrastrutture Antonio di Pietro ha votato, assieme alla CDL e a Mastella, contro l'emendamento che proponeva lo scioglimento della spa "Stretto di Messina". Dopo mesi (anni) di battaglie da parte del centrosinistra e dello stesso Di Pietro contro il ponte, ecco questa mossa a sorpresa. Come la si può interpretare? Che conseguenze avrà questa votazione? Di Pietro sino alla vigilia del voto del Senato aveva sostenuto che l'unico modo per arrivare ad evitare il contenzioso con l'Associazione Temporanea di Imprese (ATI) capeggiata da Impregilo - che ha vinto con un ribasso, da molti commentatori considerato "anomalo" di 500 milioni di euro (!) su un prezzo posto a base di gara di 4,4 miliardi di euro per un'opera valutata tra i 6 e i 9 miliardi di euro- era quello di farsi consegnare il progetto definitivo pagando i 66 milioni di euro previsti dal contratto. Dal 18 ottobre, saputo del voto al Senato, il ministro ha cominciato a sostenere che invece lo Stato rischiava di pagare ai privati penali di 400-500 milioni. Rispetto alle conseguenze che ha avuto questa votazione, credo sinceramente che il ministro non ne esca molto bene, visto che è stato chiamato a rispondere dal Presidente del Consiglio dei Ministri delle sue dichiarazioni, cioè dallo stesso Prodi che in occasione della presentazione del Ddl sulla Legge Finanziaria 2008 aveva annunciato sua sponte che avrebbe sciolto la Stretto di Messina SpA. Il WWF ha scritto una dettagliata lettera aperta al Governo, mettendo in risalto rischi e contraddizioni non solo finanziarie della situazione contrattuale esistente con la Stretto di Messina. Ma Di Pietro ha risposto, sul suo blog, che non solo ha evitato danni ulteriori, non solo i soldi destinati al ponte sono invece stati dirottati su strade e metropolitane in Sicilia e Calabria, non solo lo Stato non ci rimetterà nulla, ma "Il Consiglio di Amministrazione [della SdM] viene azzerato, sostituendolo con un amministratore unico nella persona del presidente dell'ANAS che non verrà pagato." In poche parole: chi ha ragione? Visto che fra i 65 milioni e i 400-500 c'è' una bella differenza, sarebbe il caso che il ministro Di Pietro dimostri che il suo modo di procedere sinora sulla questione del ponte dello Stretto di Messina non abbia provocato o non possa ancora provocare danni politico-istituzionali, oltre che conseguenze anche per l'erario a nostro avviso gravissime. Nella nostra Lettera Aperta al Presidente del Consiglio del 26 ottobre scorso il WWF Italia chiariva a Prodi che gli scenari che si possono desumere dai comportamenti passati e presenti del ministro Di Pietro sono tre, che, paradossalmente, possiamo descrivere così: a) l'ATI capeggiata da Impregilo ha consegnato nei termini il progetto alla Stretto di Messina SpA, ma questa non ha ancora risolto il contratto; b) l'ATI capeggiata da Impregilo non ha consegnato nei termini il progetto a Stretto di Messina SpA e quindi, secondo quanto stabilito dal contratto, questo e' risolto; c) la SdM SpA ha sospeso dall'inizio gli effetti del contratto registrato nell'aprile 2006 in attesa di avere indicazioni dal nuovo Governo che si e' insediato nel maggio 2006, ed ancora oggi attende indicazioni in merito. Come si vede è una vicenda a dire poco "opaca" che Di Pietro farebbe bene a chiarire in tutti i suoi aspetti, se non vuole che nel pubblico, anche quello più' avvertito, si diffonda l'idea che nel Governo o nel Parlamento ci sia chi sia tentato di lasciare in sospeso questa vicenda in attesa che cambi l'attuale maggioranza o che l'attuale maggioranza cambi idea. D'altra parte non e' un mistero che il più autorevole deputato meridionale dell'Italia dei Valori sia quell'Aurelio Misiti, già presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, assessore ai Trasporti della giunta calabrese di centro-destra e commissario per le infrastrutture strategiche per il Mezzogiorno del Governo Berlusconi, che e' uno dei massimi sostenitori anche in questa legislatura della costruzione del ponte. La SdM è una S.P.A. che ha tra i suoi azionisti ditte private e enti pubblici...ma come è composta, come funziona, e il contratto con lo Stato, cosa prevede? La SdM SpA e' stata sempre concessionaria partecipata da società ed enti pubblici ed organismo di diritto pubblico. Esiste una legge istitutiva del 1971 che definisce la Stretto di Messina SpA come Concessionaria di Stato per la progettazione, realizzazione, finanziamento e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina. Gli azionisti della Società Stretto di Messina erano Fintecna, Anas, Rfi, Regione Calabria, Regione Siciliana. Con la Legge Finanziaria 2007 e' stato stabilito che ANAS subentrasse a Fintecna e che il miliardo e 400 milioni di euro che erano stati destinati da Fintecna alla ricapitalizzazione di SdM SpA fossero destinati a infrastrutture (90% dei fondi) e interventi ambientali (il 10%) in Sicilia e Calabria. Quindi questa vicenda è ancora più' imbarazzante per il Governo perché' SdM SpA, a tutti gli effetti, risponde direttamente e pienamente ad enti e aziende pubbliche. * Stefano Lenzi è responsabile dell'Ufficio legislativo di WWF Italia
Il Consiglio Comunale di Noto nella seduta del 26 novembre ha operato una variazione nella trattazione dell’ordine del giorno, trattando per primo il punto 9 “Criteri ed indirizzi per la valutazione di progetti di impianti per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del sole (impianti fotovoltaici), da realizzare in zona agricola “E” in territorio di Noto, in variante al P.R.G.”
Dopo la trattazione di detto argomento, all’atto della votazione, mancando il numero legale, la seduta è rinviata al giorno seguente.
La seduta del 27 novembre ha avuto il seguente esito:
1) Il punto “Criteri ed indirizzi per la valutazione di progetti di impianti per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del sole (impianti fotovoltaici), da realizzare in zona agricola “E” in territorio di Noto, in variante al P.R.G.” – Non approvato - 10 voti favorevoli e 10 astenuti;
2) Il punto “Esame e parere sul progetto di un impianto fotovoltaico da 105,6 Kw denominato “Poiana” per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da realizzare in C.da Falconara, in variante al P.R.G., Ditta Esif s.r.l.” – Non approvato - 10 astenuti e 9 voti favorevoli;
3) Il punto “Esame e parere sul progetto di un impianto fotovoltaico da 303 Kw denominato “Spica” per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da realizzare in C.da Renna in variante al P.R.G. Ditta CO.AC s.r.l.” – Non approvato - 10 astenuti e 9 voti favorevoli;
4) Il punto “Esame e parere sul progetto di un impianto fotovoltaico da 996 Kw denominato “Ciclamino” per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da realizzare in C.da Piano Milo in variante al P.R.G. Ditta Aretusa Yachting s.r.l.” – Non approvato - 9 astenuti e 9 voti favorevoli;
5) Il punto “Adozione regolamento sulle modalità di affidamento di lavori pubblici mediante cottimo-appalto e istituzione dell’Albo delle imprese di fiducia” è stato ritirato dall’A.C.;
6) Il punto “Art. 175 del D.L.vo 18.10.00 n. 267. Variazione di assestamento generale al bilancio annuale di previsione esercizio finanziario 2007, storni e impinguamenti tra interventi del titolo I, denuncia maggiori entrate e applicazione avanzo” – approvato, con modifiche, con 10 voti favorevoli e 9 contrari;
7) Il punto “Rinnovo convenzione tra il Comune di Noto e il Comune di Palazzolo Acreide per il servizio di trasporto alunni delle scuole dell’obbligo residenti nelle contrade” – approvato, con modifiche, con 18 voti favorevoli e 1 contrario;
8) Il punto “Istituzione Consiglio comunale dei Ragazzi. Regolamento” è stato ritirato dall’A.C.;
9) Il punto “Istituzione consulta giovanile comunale” è stato ritirato dall’A.C.;
10) Il punto “Esame osservazioni ed opposizioni ai sensi dell’art. 3 L.R. 71/78 pervenute avverso la delibera di C.C. n. 24 del 29.3.2007 di modifica art. 25 sottozona C3* Aree di espansione costiera delle norme tecniche di attuazione” è stato ritirato dall’A.C.;
11) Il punto “Modifica degli artt. 24,27 e 32 del regolamento della Scuola Musicale Municipale, della Banda Musicale e della Scuola d’Archi comunale” è stato ritirato dall’A.C.;
12) Il punto “Riderteminazione aree pubbliche destinate al commercio” è stato ritirato dall’A.C..
Il Dirigente
S.G. Serravalle
Omaggio a Corrado Sofia,nel decennale della morte. 1906,1997. Un testimone del Novecento. Questa l’intestazione del pieghevole del Convegno svoltasi al Teatro Comunale di Noto, il 24 e il 25 Novembre c. a..
Sono stati i Club Service di Noto, Lions, Rotary, Fidapa, Kiwanis e Soroptimist,a mettersi in moto, coordinati dal Prof. Scrittore Enzo Papa.
Il Convegno era stato annunciato nel passato Aprile, dalla Signora Maria Concetta Sallicano, a nome delle varie Associazioni locali. Allora si disse che per dare un taglio nazionale al Convegno, tra i relatori ci sarebbero stati tra l’altro, Vincenzo Consolo, Corrado Stajano e Giampiero Mughini. Così non è stato. Consolo, Stajano e Mughini,non li abbiamo visti!
Sappiamo che la Provincia Regionale di Siracusa ha finanziato appena un libretto su Corrado Sofia e che il Comune di Noto si è limitato a concedere appena il Teatro Comunale e niente più mentre, le varie Associazioni locali si sono prese tutto il carico finanziario e organizzativo del Convegno. Grazie quindi alle Associazioni locali, si è potuto fare questo mini Convegno, così come il Prof. Enzo Papa, lo ha definito, a causa dei finanziamenti dovuti, che non sono stati stanziati dalle varie Istituzioni preposte.
Infatti il Prof. Enzo Papa, è stato molto chiaro, dicendo che questo mini Convegno, poteva mettere in luce solo alcuni aspetti della figura e l’opera di Corrado Sofia. E rivolgendosi al Sindaco di Noto, Avv. Corrado Valvo, presente al Convegno lo ha sollecitato a pensare a un progetto, per poi chiedere i finanziamenti alla Regione Siciliana e alla Comunità Europea, per recuperare tutti i materiali filmografici che dovrebbero essere a disposizione degli Studiosi.
Corrado Sofia, ha aggiunto Papa, ha scritto e ha filmato su Noto, sull’Italia, sull’Europa e il Mondo, di conseguenza è un Cittadino di Noto, dell’ Italia, dell’Europa e del Mondo.
Corrado Sofia, ha speso moltiplicando il suo talento, sulla terza pagina di quotidiani nazionali, come per es. Il Tevere, La Stampa, Il Corriere della Sera, La Gazzetta del Popolo. E’ stato critico teatrale del Popolo di Roma, autore di testi teatrali, di reportage sulla Russia e sulla Cina. Ha scritto Avventura in Cina, Garzanti 1987, traduttore di romanzi, romanziere, autore di libri di racconti, di libri d’arte, regista di singolari documentari per la Rai.
Poi, sono seguiti gli interventi dei relatori in scaletta della prima giornata, in cui sono prevalse la conoscenza, l’amicizia e il rapporto intellettuale che i vari intervenuti hanno avuto con Corrado Sofia.
A conclusione della serata è seguito un concerto di Carlo Muratori.
Nella seconda giornata è intervenuto il Prof. Natale Tedesco, dicendo subito che Corrado Sofia ha avuto molto interesse per il mondo classico e che nei suoi scritti sono evidenti gli elementi che vanno dalla classicità alla contemporaneità e che nel suo vagabondare, nel vagabondare intellettuale come segno di curiosità, in merito ai libri di viaggi “Avventura in Cina” e ai racconti, come per es., La ragazza di Algeri, alcuni personaggi dei racconti, personaggi autobiografici, si metamorfizzano come in un processo creativo e quasi alchemico, come se nel presente vi fosse la compresenza del passato. Forse un processo di metempsicosi?
Il Prof. Tedesco,ha concluso dicendo che Corrado Sofia, è stato un intellettuale che è stato al centro,non solo della colonia siciliana degli intellettuali emigrati a Roma nei primi decenni del Novecento - si pensi a Pirandello, Brancati, Vittorini, Patti, Mezio - ma artefice e testimone del Novecento non solo italiano, definendolo “un umanista d’avanguardia”.
Salvatore Ferlita, critico letterario, ha fatto un confronto tra il romanzo di Corrado Sofia, “Belkis ci salverà” e quello di Ennio Flaiano, “Tempo di uccidere”. Entrambi i romanzi sono ambientati in Etiopia, in tempo di guerra. Il personaggio del romanzo di C. Sofia è un militare, un pacifista, un antieroe, che vede nell’Africa un paesaggio dell’anima e in una ragazza di nome Korisandra la reincarnazione di Belkis, la regina di Saba. In Korisandra sente e vede come moltiplicati quei valori oggettivi, come la bellezza, le arti e il mistero. Mentre il personaggio di Flaiano - a parte le similitudini ambientali è un militare esistenzialista, cinico e un pò stravagante, che si blocca sui significati statici della vita, attirandosi continui accidenti che diventano dinamiche da cui sembra non uscire. Oltre al parallelo con “Tempo di uccidere” di E. Flaiano ha accostato il romanzo di C.Sofia a La Peste di Albert Camus e al Deserto dei Tartari Dino Buzzati.
La Prof. Sara Zappulla Muscarà, ha relazionato sul rapporto di amicizia tra Corrado Sofia e Francesco Lanza, la cui amicizia intellettuale e umana viene testimoniata dal libro, Sicilia come trappola - Lettere a Corrado Sofia - di Francesco Lanza.
L’ingegnere Corrado Fianchino, si è soffermato sul periodo e sul clima euforico,in cui si svolse il Simposio sul Barocco di Noto, che si tenne a Noto nel 1977, voluto da Corrado Sofia, a cui parteciparono dando contributi notevoli,Andrè Chastel e Cesare Brandi. La stampa nazionale e i media in generale amplificarono l’avvenimento parlando del Simposio. Subito dopo comincia per Noto, la stagione dei restauri, poi viene il riconoscimento di Noto,da parte dell’Unesco, conclude Fianchino. Anche Alberto Frasca, Sindaco del tempo, intervenendo nella prima giornata, ha toccato questo argomento, insistendo sul significato di Città d’Arte.
Infine, il Prof. Francesco Ortisi, puntualizzando che la sua era una semplice “nota informativa” che serve ad attenzionare sull’attività della regia documentaristica svolta da Corrado Sofia, ha fatto un elenco delle opere di C. Sofia, opere singolari e di pregio artistico, che in passato la Rai ha trasmesso. Ha sottolineato che ad oggi, non è stata fatta una ricognizione delle opere documentarie filmate da Sofia, e che diviene necessario e urgente intervenire per salvarle, prima che sia troppo tardi.
Dopo è stato proiettato un documentario a colori, con la regia di C.Sofia, dal titolo: “Qualcuno chiama dall’Etna”.
Non un Convegno, ma un mini Convegno, diceva all’inizio il Prof.Enzo Papa, un mini Convegno di taglio regionale e non nazionale, che ha smosso le acque stagnanti a diversi livelli, ma diventa necessario fare altri passi in avanti, perchè sempre per dirla con il Prof. Papa, Corrado Sofia è ancora tutto da scoprire sotto l’ aspetto della sua poliedricità artistica.
La Città di Noto,ha bisogno di un turismo culturale qualificato. Quale migliore occasione per le Istituzioni preposte?
Roberto Bellassai
Di harry (del 26/11/2007 @ 14:23:51, in Società, linkato 199 volte)
L'EROE DEI DUE MONDI di: Citto Leotta e Silvia Manderino - Liberacittadinanza Acireale e Venezia Sicilia e Veneto: un unico Piano regionale contro l’inquinamento atmosferico Evviva! Mai come oggi noi abitanti delle due regioni più distanti d’Italia siamo stati così vicini: i «siculo - veneti». Un solo popolo, una sola, etnia, identiche esigenze climatico - ambientali. Che beffa per Peppino Garibaldi, proprio nell’anno del suo bicentenario! Chi l’avrebbe detto che Totò vasa-vasa avrebbe completato l’opera, incompiuta secondo i più, iniziata dal Generale ? Unire gli italiani dopo l’Italia? Eppure, scherzi a parte, qualcuno sa dirci cosa c’entra il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria della Sicilia con quello del Veneto? Le due Regioni stanno nello stesso Stato. E fin qui, siamo tutti d’accordo. E’ vero che qualche pezzo montano del Veneto - da Lamon a Cortina e tra poco a Sappada - corre a frotte alle urne referendarie per fare il proprio bagaglio e spostarsi in Trentino o in Friuli. E’ vero anche che in Sicilia sembra vigano altri ordinamenti oltre a quello statale e c’è pure qualche burlone provocatore statunitense che rivendica nella regione il suo 51° Stato. Ma che sino ad oggi, salvo cambiamenti dell’ultima ora, Veneto e Sicilia appartengano allo Stato italiano non c’è motivo di dubitarne. Ma le emissioni atmosferiche delle due regioni sono identiche? E il Piano per programmare e pianificare gli interventi di risanamento contro l’inquinamento atmosferico e per la tutela della qualità dell’aria è frutto della stessa mente? Sembrerebbe di sì. Solo che la cialtroneria ha avuto il sopravvento sulla furbizia truffaldina. E il piano, quello vero, è stato scoperto. Qualche giorno fa, quasi in sordina, passa la notizia che il Piano della Regione Sicilia, approvato lo scorso mese di agosto con decreto dell’assessore regionale per il territorio e per l’ambiente Rossana Interlandi ed entrato in vigore il 14 settembre, somiglia un po’ troppo a quello della Regione Veneto, a suo tempo bocciato dall’Unione Europea perché non prevedeva tutte le emissioni atmosferiche nel territorio. Ne è anzi una fedelissima fotocopia. Vi si legge la parola “bacino aerologico padano”, si parla di Consiglio regionale, si sottolinea che la quota maggiore di inquinamento proviene dal riscaldamento domestico, a causa del “rigido clima dell’isola”, individua piste ciclabili inesistenti nell’isola. E via dicendo. Qualcuno di Legambiente ha un sospetto, si collega al sito della Regione Veneto e, messi di fronte i due testi, si accorge che sono identici. Copia e incolla è il nuovo sistema degli anni duemila all’insegna di internet. Così succede che il Piano del Veneto - di per sé insufficiente secondo il giudizio della UE - venga trasferito alla bisogna per diventare il Piano della Sicilia. Ma in Sicilia, obiettivamente, non c’è una fetta del territorio che possa chiamarsi “padana”; in Sicilia non esiste il Consiglio regionale ma l’Assemblea Regionale Siciliana; in Sicilia, fino a prova contraria, il “rigido clima” non ha ancora intaccato gli aranceti né ha fatto partire al massimo regime i termosifoni delle famiglie. Ci chiediamo in che cosa sia consistito il lavoro di due dirigenti dell’ARPA regionale, tre dirigenti dell’assessorato e quattro docenti universitari per stendere un Piano che è stato trasferito di peso dal sito della Regione Veneto a quello della Regione Sicilia. Avessero almeno eliminato qualche locuzione fuorviante, nessuno, forse, se ne sarebbe accorto. Macché: con sommo sprezzo del pericolo informatico e informativo hanno persino indicato il link originale da cui hanno attinto (http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htmil). Era appunto il sito della Regione Veneto. Una sfida all’affidamento collettivo. Alla cialtroneria non c’è mai fine. Alla cialtroneria e alla sciatta provocazione. Ma che dire della falsità in atto pubblico? Perché è di questo che, in soldoni, pensiamo si tratti. L’assessore regionale - messo allo scoperto - promette un’inchiesta interna. Per stabilire cosa? Punizioni, riduzioni di stipendi, sanzioni economiche, sospensioni dall’esercizio delle funzioni? E nel frattempo cosa dovrebbe limitarsi a dire la comunità siciliana, considerare che i propri rappresentanti istituzionali stavano per appiopparle un Piano falso e magari progettando sulle falsità studi strategici o interventi di un certo valore economico? E chi ha avuto l’incarico istituzionale di trasfondere in un decreto quel Piano falso - cioè lo stesso assessore che promette inchieste interne - cosa dovrebbe fare nel frattempo? Restare a scaldare la poltrona in attesa che la buriana si plachi e si dimentichi il fatto? Perché un fatto c’è. La notizia del fatto è stata trasmessa e si è diffusa nella stampa nazionale. Si potrebbe fare un passo avanti e accertare delle responsabilità precise? Cosa dice di tutto questo, per esempio, il presidente Cuffaro? Perché è evidente che sulla questione, essendo il presidente della Giunta, ha voce in capitolo. Stiamo parlando di responsabilità politiche e istituzionali, a pensare bene. Ma visto che a pensar male qualche volta ci si azzecca, anche di possibili responsabilità penali. Per quel Piano sono stati programmati o addirittura investiti denari pubblici? Se sì, a quale titolo, visti i risultati? E quel Piano, una volta divenuto decreto con tanto di pubblicazione sulla Gazzetta siciliana, a cosa dovrebbe servire? A dire che i siciliani stiano tranquilli, il bacino aerologico padano della Sicilia non crea preoccupazioni o che le piste ciclabili non ci sono ma ci saranno? Ma, soprattutto, che se bisogna prendersela con qualcuno per l’inquinamento dell’aria, facciano addirittura mea culpa gli stessi cittadini siciliani, che usano senza limiti e remore i termosifoni delle loro case a causa del clima rigido dell’isola mediterranea, mentre nulla da eccepire, per esempio, sull’inquinamento industriale delle fabbriche chimiche del triangolo Priolo-Melilli-Augusta? Ci piacerebbe sapere se non possa ravvisarsi, nella circostanza, un comportamento non proprio in sintonia con le norme penali dello Stato italiano (queste sì, uguali per ogni regione) e che ne fossero individuati, con nomi e cognomi, i responsabili. Ma anche ammesso (e niente affatto concesso) che nulla di penalmente rilevante possa nel caso configurarsi, chi risarcirà i siciliani per bene dell’ennesimo danno morale e d’immagine perpetrato ai loro danni? Non è forse questo uno sfregio alla Sicilia di gravità per certi versi pari alle ruberie e alla corruttela? Non era bastato il Governatore con la coppola che irride ai morti ammazzati per mafia o che invade i muri dell’Isola con i manifesti 6 x 3 ‘La mafia fa schifo’ per giunta a spese dei contribuenti? Non è più accettabile che comportamenti fatti passare come istituzionali possano passare indenni, mentre tutto il danno che è loro conseguente debba essere scaricato sulla cittadinanza. Ci piacerebbe avere una risposta. Acireale-Venezia, 25 novembre 2007
Le mani dei politici sulle società che gestiscono le cliniche E in pochi anni il fatturato per i ricoveri si è moltiplicato Scandalo più, scandalo meno, chi glielo fa fare a quelli che comandano in Sicilia di risanare la Sanità? Chi glielo fa fare, se il business delle strutture private è in gran parte in mano loro? Certo, ogni tanto ci scappa un morto. Negli ultimi mesi sono state aperte 13 inchieste su decessi che gridano vendetta. Il procuratore antimafia Pietro Grasso ha spiegato a un convegno che otto medici su dieci sono sotto inchiesta. Sotto inchiesta per iniziativa dei giudici o per una denuncia (a volte pretestuosa, ovvio) dei pazienti. E Francesco Storace, pur essendo la sanità isolana in mano alla destra, ha sperato perfino di commissariarla. Seccante. Ma mettetevi al posto loro, di quei politici: se viveste in un sistema in cui ai privati arrivano i soldi e alle strutture pubbliche le rogne, vi dannereste davvero l’anima per far trasformare certi nosocomi sgarrupati in cliniche linde ed efficienti? Prendiamo Siracusa. Nel 2001 gli ospedali pubblici fatturarono per i ricoveri (35.241) poco meno di 55 milioni di euro, le case di cura private (13.034) poco più di 22 milioni. Quattro anni dopo, nel 2005, secondo la stima di Giuseppe Bruno dei medici della Cgil in base a dati aggiornati a settembre, il fatturato delle strutture pubbliche è calato a 53 milioni di euro (29.500 ricoveri) e quello delle private (17.000) è schizzato a oltre 40. Vale a dire che se l’incasso degli ospedali dell’Asl 8 è sceso di un punto, quello delle cliniche private è cresciuto in pochi anni dell’83 per cento. Quanto al peso medio sulle tasche della collettività, un ricovero ospedaliero costa 1.796 euro, uno privato 2.382. Un terzo di più. Un lusso, per un sistema che avrebbe divorato nel 2005 (i dati esatti mancano: c’è l’andazzo di fare marciare le cose con finanziamenti provvisori per poi uscire dal vago solo coi bilanci consultivi, molto ma molto tempo dopo) circa 550 milioni di euro. E che già nel 2004 (col budget fissato il 30 dicembre, ad anno finito) era andato in profondo rosso: 80 milioni di deficit per il solo settore pubblico. Ma un lusso soprattutto in rapporto alle prestazioni offerte. Esempi? Il polo chimico di Priolo, Augusta e Melilli è stato a lungo devastante per la salute pubblica. Qui erano alcune delle industrie più inquinanti d’Italia tra cui uno degli stabilimenti principali dell’Eternit, qui enormi carichi di amianto sono stati fatti sparire, qui i bambini che giocavano sul campo di Priolo svenivano appena pioveva perché erano state seppellite lì quantità impressionanti di ceneri di pirite. Qui una morte su tre, secondo Legambiente, è stata in questi anni causata da tumori. Qui il tasso di bambini malformati è spaventosamente più alto. Eppure in tutta la provincia non c’è un solo letto pubblico dedicato all’oncologia. Né un centro per la radioterapia, tanto che un’associazione non-profit ha dovuto attrezzarsi con un pulmino per portare tutti i giorni i pazienti a Catania. E poi non c’è in tutta la provincia una sala operatoria o un posto letto pubblico per la cardiochirurgia o la neurochirurgia. E non c’è modo di fare un esame o una semplice radiografia (per non dire della Tac) se non aspettando una vita nelle liste d’attesa del centro piccolo e impotente distrettuale perché laboratori e radiografie dell’ospedale Umberto I si occupano solo dei ricoverati. E non c’è possibilità di fare una risonanza magnetica.E non è più attiva da cinque anni alcuna forma di assistenza domiciliare integrata e neanche quella per i pazienti in fase terminale o i malati di Aids. E in tutta la provincia c’è una sola ambulanza del 118 (una!) col rianimatore a bordo. I servizi, quando ci sono, sono nelle cliniche, negli ambulatori e nei laboratori privati. Che vivono tutti, ovvio, coi soldi pubblici. E chi sono i padroni di questo mondo a parte? Il monarca è Nunzio Cappadona, che fino a giorni fa era assessore alla Solidarietà sociale del comune di Siracusa e si è dimesso per correre alle Regionali con l’Udc di Totò Cuffaro, padrino di suo figlio. Nato in una famiglia non ricca, aveva cominciato come contabile di Francesco Giardina Papa, il quale tiene ancora il 93% di «Villa Santa Lucia». Ma nei fatti è tutto inmano a lui, Nunzio, amministratore unico della «Glef» (ex Santa Lucia, di cui ha il 7%) e azionista di una quindicina di società, quasi tutte nel settore sanitario: dalla «Sogeab» di Siracusa (servizi contabili per le case di cura) alla «Porta del Mondo» (gestione di cliniche a Enna), dalla «Mediterranea sanitaria» di Vittoria alla «Biosol» (laboratori di analisi), dalla «Cacief» (lavanderia della clinica Santa Lucia) ai laboratori di analisi «Biotest». Un piccolo impero. Di cui fan parte anche «Villa Benedetta» a Sciacca, la «Nucleos» (apparecchi elettromedicali) a Bologna, la «Villa Santa Caterina» e la «Nuova casa di cure Demma» di Palermo. Nunzio Cappadona è però solo la punta di diamante. L’Istituto Ortopedico «Villa Salus» di Augusta è di Innocenzo Galatioto, già deputato regionale del Psdi e candidato al Senato nel 2001 con Sergio D’Antoni. L’Istituto di diagnostica per le immagini «Aretusa», punto di riferimento per una radiografia o una Tac, ha tra i soci principali Bruna Ossola, compagna del senatore azzurro Roberto Centaro, presidente dell’Antimafia, il cui cugino Aldo Centaro è amministratore unico della «Gesan» (costruzione e gestione case di cura). «Villa Azzurra», specializzata in neuro-chirurgia, cardiologia, urologia e terapia intensiva, è in pugno al presidente cuffariano del Consiglio comunale Giuseppe Musumeci (padrone pure della Elettromedical, costruzione e gestione di cliniche e impianti per apparecchi elettromedicali) e al segretario del comune Bruno Burgio, azionisti insieme anche nella «Casa di cura Igea». Tra i soci di «Villa Rizzo» puoi trovare Luisa Confalone, sorella del ginecologo e deputato forzista regionale Giancarlo. Il quale è azionista di «Ultramedical» (gestione sevizi medico sanitari) con Antonino Liistro, consigliere comunale di Forza Italia e Antonello Liuzzo, assessore comunale azzurro all’Ambiente. Che a sua volta ha una quota anche nella già citata Villa Rizzo. Dove fino a pochi anni fa aveva azioni pure «Titti» Bufardeci, sindaco di Siracusa, poi evaporato col subentro di una società fiduciaria, la «Euramerica», ora Finnat. Tutto lecito, per carità. Magari cristallino. Ma resta il tema: questa rete di interessi può o no seminare il dubbio che non tutti gli interessati abbiano voglia di battersi come leoni per dar la precedenza al pubblico sul privato? Tanto più che, a Siracusa, si è assistito a cose curiose. Come l’esborso di un milione e 134 mila euro nel solo 2003 per «consulenze legali» a otto anni dalla decisione di assumere due avvocati, mai assunti. O la scelta di non comprare una risonanza magnetica (costa da 800 mila a un milione di euro) ma di prender in affitto senza gara d’appalto una Rmn mobile costata 750 mila euro complessivi nei soli sei mesi iniziali. Contratto poi rinnovato per un altro anno abbondante nonostante si fosse appurato che le richieste erano 900 l’anno e per andare in pari avrebbero dovuto essere almeno 4.000. Fate voi i conti. Una storia davvero curiosa. A partire dall’inizio, cioè dalla decisione di dotarsi della Rmn. La data era il 10 febbraio 2003. Tre giorni dopo alla Asl avevano già sul tavolo (protocollata!) la lettera d’offerta della società che l’affittava. E il giorno dopo, 14 febbraio, l’affare era già fatto. Miracolo: 4 giorni! Compreso il viaggio della lettera! E poi dicono che è sempre colpa della burocrazia lenta... Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
Si riporta, di seguito, il comunicato dell’Assessore al Territorio, Avv. Francesco Balsamo, inerente all’incontro tenutosi presso il Comune di Canicattini Bagni per affrontare le problematiche dei servizi in alcune contrade a cavallo fra i due Comuni.
Il Dirigente
S.G. Serravalle
Su invito del Sindaco di Canicattini Bagni, dott. Amenta, si sono recati il 20 novembre u.s. presso quel Comune il Sindaco di Noto, avv. Valvo, gli Assessori al Territorio, Balsamo, e alle contrade, Roccaro, nonché il V. Presidente del Consiglio Comunale, Sammito. Presenti nella sala consiliare parecchi consiglieri comunali e cittadini. Motivo urgente le difficoltà di recapito della posta in alcune contrade a cavallo fra i territori dei due Comuni. Si è chiarito che l’inconveniente, che aveva suscitato vibrate proteste, è da attribuire alla riorganizzazione del servizio recapiti intrapresa dalle Poste Italiane, il cui funzionario dott. Biondi, pure presente, ha promesso che il ripristino del servizio avverrà al più presto grazie ad una soluzione concordata, quella di creare dei punti di confluenza della posta in luoghi determinati, non essendo più possibile il recapito porta a porta nelle campagne.
Qualcuno dei presenti ha poi ricordato che nelle stesse contrade si verificano anche altri inconvenienti in materia di servizi, per cui sarebbe auspicabile un congiunto intervento dei due Comuni al fine di individuare soluzioni concordate per eliminarli o attenuarli.
Sul punto il Sindaco di Canicattini ha proposto il varo di una convenzione fra i due Comuni, e quello di Noto ha immediatamente aderito, ricordando che la città intende essere attenta alle effettive esigenze dei cittadini, in un clima di operosa collaborazione con i Comuni contermini, in coerenza con quanto venne stabilito da tutti i rappresentanti di detti Comuni, su proposta netina, nell’ottobre 1993, con la sottoscrizione di un documento (predisposto dall’Assessore balsamo) che conserva intatta la sua validità.
Il corretto e realistico approccio al problema dei servizi alle contrade dato dal Comune di Canicattini (legato peraltro a Noto da un antico vincolo di comunanza, essendo stato fondato nel tardo Seicento in un feudo del territorio netino) è stato apprezzato dai rappresentanti del Comune di Noto che si sono impegnati a valutare con la massima apertura possibile la bozza di proposte concrete che verrà loro sottoposta.
L’Assessore al Territorio
Avv. F. Balsamo
 Era solo un film!! Il 26 Novembre dello scorso anno l’amministrazione comunale indiceva la “Giornata di rinascita del complesso sportivo di C.da Zupparda” scrivendo nel manifestino promozionale dell’iniziativa che, “nel volgere di pochi giorni, detti impianti sarebbero stati resi fruibili a tutti i cittadini”. Con una successiva nota l’amministrazione si era impegnata a dare pratica attuazione nei seguenti passaggi: a) consegna in data 08.01.07 dell’impianto natatorio alla ditta Appaltitalia, affidataria del Servizio di Gestione, con l’obbiettivo dell’apertura della piscina nel mese di settembre 2007; b) esecuzione a breve dei lavori per la messa a norma del Campo di calcio per l’allenamento e sistemazione degli spogliatoi della palazzina Servizi. c) Verifica presso il CONI di Roma della esistenza e della reale disponibilità della somma di 538.000,00 Euro , ( ex finanziamenti Italia ’90) con la quale potrebbero essere completati i lavori degli impianti in essere. Ebbene Lunedì festeggeremo il primo anniversario, ma tutto è rimasto tale e quale. Paradossalmente si deve dire grazie alla siccità dell’estate 2007 che ha evitato il rigoglio di erbacce ed arbusti che comunque con le prime piogge autunnali hanno ritrovato il loro naturale vigore. Chissà che non si pensi di fare una seconda giornata. Tutto sembra ascriversi alle promesse da marinaio di un’amministrazione allo sbando. Si chiarisca alla città perché non è successo nulla di quanto promesso, si chiarisca a che punto è la fantomatica apertura della piscina, si chiarisca sulla reale disponibilità della somma di 538.000,00 Euro e si chieda scusa a quanti, cittadini, associazioni ed aziende hanno attivamente partecipato a quella manifestazione pensando di essere protagonisti di una festa a favore dello sport e non inconsapevoli protagonisti di un fiction televisiva.
Di dan (del 25/11/2007 @ 20:39:29, in Il Palazzo, linkato 321 volte)
BRUNO MARZIANO PRIMO COORDINATORE PROVINCIALE DEL P.D. Con il 66% degli aventi diritto al voto Bruno Marziano è stato eletto come primo coordinatore del P.D.Siracusano. Marziano ha ottenuto 37 voti su 37 voti dei presenti. Il neo coordinatore del PD ha nominato, come da statuto, due vice nelle persone di Enzo Pupillo e Giovanni Cafeo . Marziano è stato eletto con il sostegno di Piscitello. Bruno Marziano apparso commosso per il nuovo ruolo che svolgerò da subito – ha detto che lavorerà per recuperare un vulnus che si è creato da parte di alcuni e al servizio del nostro territorio e della nostra gente, per il lavoro e lo sviluppo della nostra provincia. Questo è e dovrà essere sempre di più il partito delle donne e dei giovani” PERCHÉ NON PARTECIPIAMO ALL'ELEZIONE DI BRUNO MARZIANO Franzo Bruno- Roberto De Benedictis -Egidio Ortisi -Giuseppe Zappulla -Salvo Adorno - Salvo Andolina -Silvana Andronaco -Giusy Aprile -Santino Armaro -Giovanni Augello -Salvatore De Luca - Rossella Di Paola - Grazia Dugo- Antonella Fucile-Nicola Garozzo-Oriana Moltalto-Angela Mosca-Margherita Parentignoti-Elena Pisano-Ada Rapisarda-Viviana Russo-Sebastiano TeodoroQUALE Prendiamo atto con rammarico e delusione che non esistono le condizioni politiche necessarie perché la candidatura di Bruno Marziano alla carica di coordinatore provinciale del PD possa ricevere il nostro sostegno. Avevamo auspicato che tale candidatura, di per sé del tutto adeguata e autorevole, emergesse e fosse costruita come rappresentativa di tutto il partito e di tutte le sue componenti. Registriamo invece che essa è nata, ed è rimasta, come l’espressione di una alleanza interna ad una parte soltanto del PD siracusano, collegando in un saldissimo legame le aree politiche riconducibili agli on.li Foti, Consiglio e Piscitello e riservando al resto del partito ruoli aggiuntivi e di contorno. Non può significare altro la conduzione complessiva della vicenda e la proposta di affiancare al coordinatore, negli assetti interni, due vice designati appunto dalle componenti su indicate. Avevamo altresì chiesto che l’elezione del coordinatore fosse accompagnata dalla riaffermazione, indispensabile nello specifico siracusano, della identità del PD e della sua strategia delle alleanze come assolutamente alternative rispetto al centro-destra e ai suoi partiti, e la conseguente necessità di eliminare immediatamente situazioni politiche contraddittorie ed equivoche come quella di Avola, dove esponenti del PD governano con Forza Italia. Abbiamo posto la questione che le figure designate a ricoprire ruoli dirigenti e di rappresentanza del PD nelle istituzioni vengano individuate secondo criteri di indiscutibile coerenza con i principi di legalità ed etica che il partito pone a fondamento della sua identità. Abbiamo sottolineato l’esigenza che nella definizione degli organismi dirigenti venga riconosciuto e messo in pratica il principio della democrazia paritaria, altro tratto distintivo e qualificante del PD. A tutte queste esigenze, che attengono al profilo politico del partito che stiamo costruendo e alla possibilità di farne soggetto autentico di rinnovamento della politica e del centrosinistra, nonché alla capacità di far convivere e interagire in modo realmente fecondo le diverse sensibilità culturali e politiche, sono state date risposte del tutto insoddisfacenti, prive della chiarezza necessaria, o addirittura negative, laddove abbiamo chiesto un impegno ad escludere dalle cariche di partito chi fosse oggetto di eventuali condanne penali. Risposte, in ogni caso,carenti dello spirito effettivamente unitario che avremmo voluto improntasse l’individuazione e l’elezione del primo coordinatore provinciale del PD. Noi non riconosciamo né l’utilità né la legittimità di distinzioni e contrapposizioni tra maggioranze e minoranze in questa fase della vita del partito, della quale ci sentiamo a pieno titolo protagonisti con dignità e prerogative pari a quelle di ogni altro. Consideriamo un grave errore che alcune componenti abbiano affrontato e gestito con spirito di parte e arroganza la vicenda che porta all’elezione di oggi e continueremo a rimarcare in ogni sede le questioni politiche che abbiamo posto.
Riceviamo e pubblichiamo
RELAZIONE EMENDAMENTI ALLE VARIAZIONI DI BILANCIO
E’ proprio partendo dalle affermazioni del Sindaco enunciate nella relazione allegata alla proposta di variazione, che si evince l’approssimazione con la quale l’amministrazione si caratterizza nel governo della nostra città. E’ lo stesso Sindaco, infatti, a ricordare che il bilancio di previsione è stato approvato il 6 Giugno, praticamente termine ultimo possibile per evitare il regime sostitutivo del commissariamento, ed è appena il caso di ricordare che in una successiva seduta consiliare del 19 Luglio si è proceduto a delle variazioni, non per l’insorgenza di fatti eccezionali imprevisti ed imprevedibili, ma per impinguare il capitolo relativo all’organizzazione dell’estate netina, quasi che questa scadenza ci fosse caduta addosso a seguito di una fantascientifica rimodulazione delle stagioni. E ancor oggi ci troviamo dinanzi a proposte di variazioni del tutto incomprensibili perché attinenti a problematiche che definire ordinarie è quanto meno eufemistico.
Solo come esempio, è appena il caso di citare la movimentazione di 88.500 euro nei capitoli afferenti il settore turismo per l’organizzazione delle manifestazioni natalizie, come se il Natale non fosse una scadenza ordinaria. Non si può fare a meno di ricordare, così come già avvenuto in passato per il Lunedì di Pasqua che ricade sempre di Lunedì, per l’Agosto netino che ricade sempre di Agosto, che anche Natale ricade sempre il 25 di Dicembre e che di norma le festività natalizie hanno inizio l’8 Dicembre per concludersi il 6 di Gennaio. Trovarsi oggi ad affrontare variazioni di bilancio per finanziare le manifestazioni natalizie è la conferma della totale assenza nell’azione amministrativa di qualsiasi logica di programmazione e pianificazione.
Dalla lettura di altre proposte di variazioni si ha la conferma della assoluta mancanza di idee nell’affrontare alcune problematiche per contenere i costi di gestione. E’ il caso delle spese telefoniche. Si prevede un impinguamento di 37.000 euro per far fronte alle necessità dell’ultimo bimestre 2007. E’ inammissibile trovarsi dinanzi ad una ulteriore proposta di movimentazione del relativo capitolo dopo che l’amministrazione nei mesi scorsi ha annunciato “urbi et orbi” che con la decisione di limitare le password per accedere all’uso del telefono sarebbe riuscita nell’intento di contenere la spesa. Vogliamo al proposito ricordare che l’opposizione aveva avanzato sin dallo scorso anno proposte di rivisitazione dell’intero sistema di telefonia, con particolare riguardo a quella voip che consentendo il passaggio della fonia attraverso internet avrebbe consentito risparmi nell’ordine del 60% rispetto agli attuali costi di gestione. La validità della proposta, suffragata da esperienze già attuate da altri enti, ha trovato un’ ulteriore conferma all’interno della finanziaria 2008 appena approvata dal parlamento.
E che dire della refezione scolastica? Si definiscono economie di gestione quelle che sarebbe più opportuno chiamare risorse inutilizzate per mancato avvio del servizio. E’ singolare che si scopra solo alla fine dell’anno che per avviare il servizio sarebbero stati necessari preventivi interventi di adeguamento.
I consiglieri firmatari della presente, a cui sono allegate le proposte di variazione, ritengono alla luce di tutto ciò e nella consapevolezza della esiguità delle risorse disponibili, così come dichiarato anche dal Sindaco in occasione dell’ultima seduta di consiglio comunale, che bisogna operare individuando la priorità in interventi primari a favore della collettività e di quanti svolgono attività socialmente importanti.
In tal senso gli assestamenti e le variazioni previste, allegati alla presente, prevedono quanto segue:
- -3000 euro per elezioni amministrative in quanto a seguito dell’accoglimento del ricorso al TAR al momento non avrà luogo la consultazione referendaria sul territorio;
- -10.000 euro per compensi incarichi a supporto in quanto appare incomprensibile che per incarichi, si ritiene programmati nel tempo, si debba procedere a fine anno ad una movimentazione del capitolo;
- -40.000 euro per la gestione di impianti e servizi complementari alle attività turistiche;
- - 20.000 euro per le spese per iniziative e manifestazioni nel campo del turismo; la variazione prevista per queste ultime due voci appare assolutamente incoerente con le politiche dell’amministrazione. E’ inspiegabile come da una parte si rinunci aprioristicamente a richiedere i contributi regionali ordinari per il sostegno alle spese di realizzazione delle manifestazioni turistiche promosse ai sensi del 2° comma dell'art. 39 della legge regionale 26 marzo 2002, n.2 e dall’altra si carichi ulteriormente di oneri il bilancio comunale. La variazione richiesta inoltre è in controtendenza, come sopra ricordato, con quanto dichiarato dallo stesso Sindaco nella ultima seduta consiliare;
- - 10.500 euro per le spese e la stampa del bollettino comunale; tale spesa sicuramente non rappresenta una priorità. Non entrando nel merito della bontà contenutistica del bollettino, si ritiene che nell’epoca in cui la comunicazione avviene soprattutto via on line e viste le particolarità difficoltà finanziarie non si vede la necessità di movimentare tale capitolo;
- 8.500 euro quale contributo oratori; un segno tangibile di attenzione verso gli oratori e le parrocchie che indubbiamente svolgono una meritoria attività a favore dei bambini e dei giovani sarebbe sicuramente un elemento qualificante dell’azione amministrativa;
- 10.000 euro per acquisti di beni e attrezzature destinate alla protezione civile; l’acquisto di attrezzature, prima fra tutte la sala radio, e attrezzature varie destinate al servizio di protezione civile, appare una necessità alla quale dare immediata risposta. E’ evidente che la capacità di intervento di una simile struttura è strettamente subordinata ai mezzi disponibili;
- 10.000 euro da destinare alla manutenzione degli impianti sportivi; è sotto gli occhi di tutti lo stato di precarietà in cui versano gli impianti sportivi comunali. Se è pur vero che recentemente si è proceduto alla sistemazione del pallone tensiostatico è altrettanto vero che il settore necessita di interventi manutentivi costanti. Le risorse potrebbero essere utilizzate per consentire la parziale fruizione del polisportivo di contrada zupparda con particolare riferimento al campetto di calcio lato destro;
- 60.000 euro per l’acquisto di beni mobili, autovetture e attrezzature d’ufficio superiori a euro 516,47; la proposta fa particolare riferimento alla necessità di acquistare uno scuolabus omologato per il trasporto degli alunni di età superiore ai 14 anni. La questione è di assoluta rilevanza visto che l’utenza scolastica in questione, residente in aree limitrofe al perimetro urbano, in particolare nelle contrade di S. Corrado, Lenzavacche e Cozzo Tondo, riscontra anno dopo anno gravi problematiche in quanto gli attuali scuolabus disponibili, ad esclusione di uno già utilizzato in altre porzioni del territorio, non consentono il trasporto di alunni della scuola media superiore. La problematica merita una particolare attenzione se si considera inoltre l’innalzamento dell’obbligo scolastico;
- 100.000 euro per la Manutenzione e arredi di vie Piazze e Giardini;
- 100.000 euro per la Manutenzione e sistemazione di vie,piazze,giardini pubblici zone marine e montane; le due voci sono in strettissima correlazione. Non è condivisibile la proposta dell’amministrazione di individuare quale priorità la riqualificazione della Porta Nazionale che allo stato attuale necessita solo di interventi manutentivi ordinari. L’intervento proposto dovrebbe essere, al contrario, oggetto di apposito progetto da far rientrare tra quelli finanziabili all’interno delle varie misure del POR. Si ritiene che la somma individuata possa essere meglio utilizzata per gli interventi urgenti e diffusi nel territorio a favore di una viabilità oramai divenuta del tutto precaria e incompatibile col traffico veicolare.
Noto, 22.11.2007 Firmato
G. Baviera, C. Bianca, C. Cultrera, C. Ferlisi,V. Micale, G. Pintaldi,
V. Schemmari, P. Tringali, S. Veneziano, B. Zani.
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Assestamenti e Variazioni
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Capitolo
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Descrizione
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Importo proposto
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Importo Emendato
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Variazione
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31
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Spese per elezioni amministrative
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3.000
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0
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-3000
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61
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Compensi per incarichi a supporto
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10.000
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0
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-10.000
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1610/2
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Gestione Impianti e Servizi Complementari Alle Attività Turistiche
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50.000
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10.000
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-40.000
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1310
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Spese per Iniziative e Manifestazioni nel campo del Turismo
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38.500
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18.500
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-20.000
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235
|
Spese per Stampa Bollettino Comunale
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10.500
|
0
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-10.500
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1323
|
Contributo Oratori
|
0
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8.500
|
8.500
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654/20
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Acqu. Beni attrez. Prot. Civile
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0
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5.000
|
5.000
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2780
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Man. Impianti Sportivi
|
0
|
10.000
|
10.000
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|
2022
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Acquisto beni mobili, autovetture e attrezzature ufficio superiori a 516,47 euro
|
0
|
60.000
|
60.000
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|
112.000
|
112.000
|
0
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Utilizzo Avanzo di Amministrazione
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2720/1
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Manutenzione e arredi di vie Piazze e Giardini
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130.000
|
30.000
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-100.000
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2720
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Manut. e sistem.vie,piazze,giardini pub.,zone marine e montane
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118.000
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218.000
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100.000
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248.000
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248.000
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0
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L'informazione è la base della democrazia di Marco Travaglio
Tutti sanno che Forza Italia è (era?) un partito di plastica.
Lo psiconano lo ha confermato domenica. Un partito non si scioglie per volontà di una sola persona.
Si tiene di solito un congresso degli eletti, si discute del programma, del nuovo nome.
Poi si decide a maggioranza.
Così avviene nelle democrazie. Nessuno dei suoi sottopancia, reggicoda, portaborse ha fiatato.
E si capisce, senza di lui dove vanno?
Sono semplici cortigiani.Il suo partito, comunque lo voglia chiamare, è suo, di lui, proprietà privata, una organizzazione telecratica con obiettivi di controllo e di lucro.
I partiti hanno ucciso quel poco che era rimasto della democrazia eliminando il voto di preferenza.
La prima azione dell’Unione doveva essere la restituzione di un diritto fondamentale ai cittadini: quello di scegliersi il candidato.
Non è successo.
Ora si discute di proporzionale alla tedesca, di maggioritario alla svizzera e di doppio turno alla francese.
Ma di cosa stanno farneticando?
Nel 2005 avete adottato la messa in c..o all’italiana con la nuova legge elettorale, di questo dovete parlare.
Nessuno che faccia una premessa, che dica che se si copiano i meccanismi elettorali di una democrazia bisogna adottarne prima le basi, i fondamentali.
Ed è un punto cardine in Germania, in Spagna, in Francia, in ogni Paese degno di questo nome, che non si può avere una presenza dominante nell’informazione e, allo stesso tempo, fare politica.
Per gli altri partiti è come combattere contro il campione dei pesi massimi con un braccio legato dietro alla schiena.
Il fenomeno Berlusconi non è compatibile con la democrazia. I suoi giornali, le sue televisioni non sono compatibili con la sua presenza in politica.
Di questo devono discutere subito Veltroni, Prodi, Fini, Bertinotti e tutti gli altri: di una informazione democratica, non di sigle e percentuali.
Ma non lo faranno perchè, anche loro, ne hanno dei benefici.
La democrazia è diventata marketing. Lo Stato è fuori dal controllo dei cittadini.
Riprendiamoci l’informazione.
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