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<title>dBlog</title><link>http://www.notolibera.it/dblog/</link>
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	<title><![CDATA[LOMBARDO: L’MPA? MOLTO DELUSO …. DA MOVIMENTO A PARTITO DI POTERE]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img hspace="2" src="/public/longobardo.jpg" align="left" vspace="2" border="2" alt="" />Il governatore siciliano Raffaele Lombardo &egrave; critico nei confronti del Mpa: “Sono deluso dall’evoluzione del mio movimento. Prima le masse si muovevano, poi si &egrave; trasformato in un partito del potere e di governo. E’ accaduto che si veniva agli appuntamenti per chiedere un posto di governo o di sottogoverno. E’ necessario tornare all’origine e riscoprire i valori di appartenenza. L’identificazione dei partiti in un uomo solo &egrave; un errore, servono partiti pluralisti che ora non ci sono. Non c’&egrave; responsabilizzazione della classe dirigente locale, credo che l’Mpa si sia troppo identificato con il governo regionale”.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Ai lavori d’apertura del “Forum interistituzionale – Quali nuove politiche europee di fronte ai cambiamenti nel Mediterraneo e nel mondo” in programma a Palermo nell’ambito delle manifestazioni per i 66 anni dell’autonomia siciliana, il presidente della Regione boccia anche il Terzo polo. “Pare che adesso non ci sia pi&ugrave;, io non ho mai creduto a questo progetto in tempi non sospetti”.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">E’ stata l’occasione per fare il punto sulla politica regionale, sulle alleanze future e sulle sue imminenti dimissioni. “Quando lascio? Preferisco la strada dei 90 giorni, il tempo previsto dalla legge per andare a votare dopo le dimissioni. Tecnicamente si potrebbe fare anche prima, mi pare 55-60 giorni… ma vedremo”.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Sulle scadenze elettorali &egrave; certo: “Ripeto, si voter&agrave; a ottobre. Non so se l’Assemblea regionale nel frattempo abbia voglia di fare qualcosa. Dovrebbe per esempio legiferare sulle Province e aggiustare le norme impugnate dal commissario dello Stato. Un rimpasto di governo? C’&egrave; da coprire l’assessorato alla Famiglia e poi se ci fossero anche altri assessorati da coprire in vista delle elezioni regionali di ottobre si potranno liberare degli spazi che saranno coperti. I nomi? Ancora &egrave; presto”.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Alla domanda dei cronisti se il Pd far&agrave; parte di questa nuova Giunta, Lombardo ha risposto che “il Pd non c’&egrave; mai stato, non credo che ci sar&agrave;. Chi &egrave; del Pd? Lo hanno sempre detto. Il Pd ha sostenuto l’azione riformatrice di questo governo ma ormai siamo agli sgoccioli. La sostituzione riguarder&agrave; uno o due assessori al massimo. Lo spazio c’&egrave; gi&agrave; alla Famiglia e obiettivamente non &egrave; pi&ugrave; il caso che io lo tenga ad interim, sar&agrave; semplicemente un rafforzamento e un completamento della squadra di governo per queste ultime settimane”.</font></p>
<p align="justify"><br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1255]]></link>
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	<dc:date>2012-05-15T11:37:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Evarco</dc:creator>
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	<title><![CDATA[REGIONALI SICILIA, I POSSIBILI SCENARI]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" src="/public/SICILIA.jpg" alt="" />Non ancora concluse le amministrative, l&rsquo;attenzione &egrave; anche rivolta alle prossime regionali che si svolgeranno in autunno tra ottobre e novembre, ma gi&agrave; nuovi scenari politici potrebbero aprirsi. Si archiviano le amministrative soprattutto per i partiti che sono usciti sconfitti a primo turno. Dall&rsquo;Udc il segretario regionale Gianpiero D&rsquo;Alia, potrebbero essere un futuro candidato alla Regione ma dice che ancora presto per decidere. D&rsquo;Alia annuncia intanto che a fine giugno ci sar&agrave; una conferenza programmatica aperta alle forze sociali e sindacali per individuare insieme un percorso di crescita della Sicilia. <span id="more-732"></span>E sulle alleanze gi&agrave; sembra avere le idee chiare: &ldquo;Al governo regionale siamo all&rsquo;opposizione. Non faremmo mai parte di un&rsquo;alleanza con Mpa, Fli, Pd e Api&rdquo;. Intanto &egrave; nato il Nuovo Polo per la Sicilia costituito da Api Api, Fli, Mpa e Mps insieme al presidente della Regione, basato sull&rsquo;azione riformatrice del governo Lombardo che prevede gi&agrave; un rimpasto in giunta prima del voto per le regionali. Per Lombardo &egrave; necessario rafforzare in vista delle prossime regionali le alleanze un messaggio lanciato al Pd che attualmente sostiene il governo regionale, per Lombardo &egrave; prendere o lasciare sono queste le due alternative lanciate dal governo regionale. In casa Pd anche in vista delle amministrative prima e delle regionali dopo la situazione &egrave; frammentata ma la decisione arriver&agrave; dall&rsquo;assemblea del partito convocata il 27 maggio, in primo piano ci sar&agrave; la decisione sul futuro del segretario Giuseppe Lupo. Dal Pdl l&rsquo;ultima voce di corridoio &egrave; la possibile candidatura del capogruppo all&rsquo;Ars Innocenzo Leontini. (ilVelino/AGV)</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1254]]></link>
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	<dc:date>2012-05-14T13:59:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LA CULTURA A NOTO]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" src="/public/Noto boreale.png" height="200" alt="" />Mi dicono che per criticare alcune cose occorre essere uomini di cultura ….. o donne . <br />La mia vuole essere una riflessione sul metodo e prendo come esempio la recente 2^ edizione del Giardino della Bellezza , una rassegna che ha avuto dai costi elevati dove non c’&egrave; stato il grande pubblico, vista la precedente dello scorso anno dove le presenze si contavano sulle dita di una mano ognuno faccia i propri conti. <br />Sulla politica e sulla programmazione degli spettacoli ho apprezzato la calendarizzazione degli eventi che mette al riparo dall’improvvisazione,ma se esce dal cilindro il classico coniglio ci si ritrova delle manifestazioni di cui appare lecito dubitare senza essere dei maghi della cultura. <br />L’impegno &egrave; destagionalizzare gli eventi, se concentriamo un periodo gi&agrave; pieno di per se l’evento passa comunque in secondo ordine, se necessita elevare il livello culturale nei giovani in citt&agrave; che ben venga ,sarebbe il caso di capire chi lo fa ,con chi e come. <br />La morigeratezza e la voglia di differenziarsi rispetto agli altri sta nell’usare un metodo diverso a partire dalla spesa pubblica ,nei patrocini da parte del Comune non si dovrebbe arrivare alla copertura del 75% dei costi. <br />In tempi di crisi dove il cittadino viene spremuto dallo stato e dagli enti locali le spese andrebbero centellinate e capire se ce le possiamo permettere, se c’&egrave; una programmazione la stessa segue una copertura finanziaria ,qualsiasi fuori programmata fa saltare i costi. <br />La politica fa sempre la sua parte e di norma tranne in casi eccezionali queste associazioni che propongono cultura hanno un area di riferimento ,in questo momento ben individuabili. <br />Quali criteri segue un progetto presentato all’ultimo momento ? <br />E’ un operazione di cultura? <br />Ha un senso organizzare una manifestazione quando gi&agrave; la citt&agrave; &egrave; piena e si prepara all’infiorata? <br />I flussi organizzati hanno le loro date e se c’&egrave; una programmazione inviata ad agenzie e tour operator anche questo avr&agrave; pure un senso. <br />La nostra citt&agrave; ha il suo risveglio culturale ,forse manca la voglia di valorizzare quello che abbiamo ,perch&eacute; straniero &egrave; bello e fa tendenza. <br />Forse manca una regia nel campo della musica e del teatro ,penandoci la crescita culturale dei ragazzi passa dal buon esempio che devono dare gli aadulti. <br />A volte si vuole cambiare se &egrave; pur vero che siamo soci nella Fondazione Teatro con la Provincia penso si debba discutere come prima cosa nel togliere due impiegati della Provincia dal CDA. <br />Ogni cosa ha un suo dinamismo si pu&ograve; cambiare purch&eacute; si abbiano obiettivi oggi con lo sfascio della politica e la volont&agrave; di sopprimere le Province con un fine mandato dietro l’angolo il Presidente Bono chi rappresenta ? <br />E’ al capolinea ma forse non gli &egrave; chiaro. <br />La grave crisi economica impone una riflessione sull’uso dei fondi pubblici in tutti i settori non solo nel campo del turismo o della cultura ,i tempi delle vacche grasse sono finiti e per organizzare determinate manifestazioni non sarebbe male strizzare l’occhio anche in questo campo al low cost. <br />Il tempo dei “nomi “ con parcelle esose &egrave; finito anche nel campo dello spettacolo . <br /></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1252]]></link>
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	<dc:date>2012-05-14T12:57:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Daniele Manfredi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[INCONTRO SUL PIANO PAESISTICO]]></title>
	<description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " tower="" high=""><font face="Times New Roman"><font size="3"><img alt="" hspace="2" src="/public/image\PIANO PAESISTICO.jpg" align="left" vspace="2" border="2" />Gioved&igrave; 23 febbraio alle ore <metricconverter productid="19.00 a" w:st="on"></metricconverter>19.00 a Noto presso la sala del Convitto Ragusa incontro dibattito,fra tecnici ed operatori locali sul Piano Paesistico di Siracusa ambito 14-17.
<p>&nbsp;</p>
</font></font></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " tower="" high=""><font face="Times New Roman"><font size="3">Nel corso della serata saranno proiettate le tavole grafiche relative al Comune di Noto in modo che si possa dare inizio ad una riflessione dell&rsquo;impatto che pu&ograve; avere tale strumento non solo in termini di tutela, ma anche di natura urbanistica e socio economica. 
<p>&nbsp;</p>
</font></font></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: " tower="" high=""><font face="Times New Roman"><font size="3">L&rsquo;invito &egrave; rivolto a tutti i tecnici , agli imprenditori ed alle forze produttive,abbiamo chiesto al Sindaco di essere presente con una rappresentanza di tecnici dell&rsquo;ente al fine di creare una sinergia tanto nell&rsquo;esame dei documenti che nelle osservazioni che potranno e dovranno essere fatte per<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>riformare alcuni aspetti del piano che cos&igrave; lasciati corrono il rischio di mettere in seria difficolt&agrave; la nostra citt&agrave;.<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>
<p>&nbsp;</p>
</font></font></span></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1251]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1251</guid>
	<dc:date>2012-02-21T14:15:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Daniele Manfredi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[SULLA SANITA']]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" src="/public/bandieranera.jpg" alt="" />Non passa giorno senza che sulla stampa locale non vi siano notizie, comunicati e prese di posizione sulla vicenda del presidio ospedaliero Trigona da parte delle Istituzioni, singoli esponenti politici, sindacati, comitati, associazioni con riunioni fiume, consigli comunali e intercomunali aperti, mozioni e deliberati, tutte a beneficio del popolo netino, sempre pi&ugrave; contrariato dall'epilogo della questione ospedale Trigona. </font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font size="3" face="Times New Roman">Ultimi in ordine di arrivo le recenti esternazioni dell'on.le De Benedictis, arrivato anche nel mio spazio web dal titolo “Il clientelismo e i suoi complici” dove, in estrema sintesi, con uno stringato e logico ragionamento si afferma che le buone intenzioni dell'Assessore regionale alla Salute di tenere la politica, il favoritismo e la clientela fuori dalla sanit&agrave; sono state buttate alle ortiche.</font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font size="3" face="Times New Roman">Sui giornali le contrapposizioni tra il consigliere provinciale Prado e l'Onorevole Gennuso, le dichiarazioni dei consiglieri di opposizione e di maggioranza, del Sindaco Bonfanti che, pur ostentando tranquillit&agrave; e fiducia, cerca, a mio avviso, di trovare il bandolo di una matassa intrigata che rischia di essere seriamente il tormentone di tutto il tragitto amministrativo del suo governo. </font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font size="3" face="Times New Roman">Per completare il quadro, l'ineffabile Assessore regionale ha recentemente firmato un decreto di riordino dei cosidetti “punti nascita”, penalizzando Noto a favore di Avola, aggiungendo ulteriore fiele ad una bevanda ormai resa velenosa.</font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font size="3" face="Times New Roman">Stranamente silenziosi sull'argomento gli organismi dei movimenti cittadini di “Progetto Noto”, <i>Uniti per
<personname w:st="on" productid="la Citt&agrave;"></personname>
la Citt&agrave;,</i> <i>Notolibera - Democrazia e Partecipazione</i>, <i>Impegno per Noto, </i>cosi come le segreterie dei partiti strutturati, di maggioranza e opposizione, che hanno completamente delegato ai loro onorevoli il peso di rappresentare il territorio presso gli organi regionali senza sintetizzare e portare all'opinione pubblica netina la loro posizione, da responsabili locali, sulla vexata quaestio. </font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font size="3" face="Times New Roman">L'elemento di novit&agrave; l'annuncio di una circonstanziata interrogazione dell'on.le Marziano all'assessore Russo per chiedere, finalmente, la rimozione del dirigente generale dell'Asp, dott. Maniscalco.</font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font size="3" face="Times New Roman">Per la verit&agrave; qualche malizioso insinuava, attraverso i blogs cittadini, l'inesistenza di tale interrogazione ed allora mi sono preso la briga di andare a ricercare l'esistenza di tale atto presso l'assemblea regionale siciliana. <span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Sono incappato anche nella discussione e nelle mozioni e interpellanze che moltissimi deputati avevano sollevato sul decreto di rifunzionalizazione dei “Punti Nascita” e cos&igrave; mi sono preso la briga leggere il resoconto stenografico della seduta con interventi interessanti di Bufardeci e DeBenedictis di ben altro contenuto rispetto alle esternazioni localistiche sul clientelismo e sui favoritismi. </font></font></span></font></span></p>
<span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font size="3" face="Times New Roman"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'">
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Molto disarmante la risposta dell'assessore Russo che chiarisce definitivamente qual'&egrave; la posizione del Governo Lombardo in esito all'Ospedale Trigona:<span style="mso-spacerun: yes"> </span></font></font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3"><span style="mso-spacerun: yes"></span></font><font size="3">"</font></font></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><b><i><font size="3">Soltanto alcune battute le devo all’onorevole Bufardeci e all’onorevole De Benedictis su Siracusa. </font></i></b></font></span><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Su Noto e Avola, siamo in dirittura d’arrivo, avevamo detto che non potevamo mantenere due ospedali che avessero dei duplicati per cui a breve trasferiremo i reparti da Noto ad Avola e a Noto -e questo &egrave; qualcosa di molto positivo - insedieremo, con un rapporto pubblico-privato, tre case di cura private. </font></font></span></i></b><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Aspettiamo una risposta da parte dei privati che stanno lavorando in questa direzione, ovviamente svolgeranno l&igrave; funzioni complementari non duplicate rispetto all’ospedale di Avola.” </font></font></span></i></b></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span></i></b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Questa &egrave; la risposta ufficiale ai documenti del consiglio comunale e al sindaco di Noto!!! </font></font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Ecco un altro passo della risposta dell'Assessore Massimo Russo sul punto nascita: </font></font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">“</font><i><font size="3">Con il decreto del 2010 che, ovviamente ha avuto il parere della commissione, &egrave; stato conosciuto dalla commissione e, dunque, indirettamente dal Parlamento, noi abbiamo riorganizzato la rete ospedaliera ed abbiamo previsto la soppressione, all’epoca era solo soppressione, del punto nascita ad Alcamo, a Pantelleria, a Niscemi, ad Augusta, salvo poi aggregarla a Lentini (<b>a Noto era gi&agrave; chiuso prima del nostro decreto</b>), a Mazzarino, a Leonforte, a </font></i></font></span><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Piazza Armerina, a Lipari e a Mistretta. Signor Presidente, questi punti nascita non possono pi&ugrave; esistere! E dico anche di pi&ugrave;, mi permetto: se domani scappa il morto in uno di questi, perch&eacute; non </font></font></span></i><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">tutti sono ancora chiusi, , c’&egrave; anche una responsabilit&agrave; di tipo penale per chi non ha chiuso: si chiama “cooperazione colposa”. </font></font></span></i><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">L&igrave; non si poteva pi&ugrave; nascere! Per&ograve;, facendomi carico della necessit&agrave;, nel frattempo abbiamo sviluppato il percorso nascita, perch&eacute; siamo nel maggio del 2010, lo Stato-Regioni arriva nel dicembre 2010, nel frattempo, prepariamo il piano sanitario. Abbiamo fatto una riunione con tutti i </font></font></span></i><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">direttori generali chiedendo loro, specialmente ai punti nascita di cui al decreto 2010, assicurate il </font></font></span></i><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">pi&ugrave; tempestivamente possibile il percorso nascita. E l&igrave; &egrave; possibile che non tutti abbiano operato il meglio e me ne faccio carico. Inquadriamo, quindi, le questioni: alcuni punti nascita dovrebbero essere gi&agrave; chiusi, se non sono chiusi e, comunque, se sono stati chiusi dobbiamo, ed &egrave; mio compito, </font></font></span></i><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">mio obbligo, me ne assumo la responsabilit&agrave;, attivare il percorso nascita e quindi l’attivit&agrave; consultoriale legata a quella ospedaliera, la presenza comunque dell’ostetrico e del ginecologo.” </font></font></span></i></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span></i><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Questi sono atti pubblici, queste sono le risposte alla citt&agrave;, al<span style="mso-spacerun: yes"> </span>Consiglio comunale, al Sindaco Bonfanti e ai partiti cittadini, di maggioranza e di opposizione. </font></font></span></i></b></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span></i></b><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Credo che la citt&agrave; di Noto vanti grandi crediti nei confronti della politica e dei suoi interpreti passati e presenti. La citt&agrave; &egrave; stata molto mortificata e abbia subito, a causa dell'impreparazione o, peggio, della malafede dei propri rappresentanti territoriali spoliazioni di tanti beni e servizi.</font></font></span></i></b></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Uno degli obiettivi di “Progetto Noto” era quello di far crescere una nuova classe dirigente in grado di rappresentare degnamente i bisogni della citt&agrave; e per questo ci siamo spesi per avere un Sindaco espressione della cittadinanza e non degli apparati politici. </font></font></span></i></b></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span></i></b><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">Oggi siamo, da questo punto di vista, ad un punto di svolta.</font></font></span></i></b></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-AUTOSPACE: ideograph-numeric" class="MsoNormal" align="justify"><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></span></i></b><b><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><font face="Times New Roman"><font size="3">E' il momento di decidere se combattere una battaglia, forse dagli esiti incerti, ma in rappresentanza delle richieste cittadine oppure aspettare in un colpevole attendismo il cartello con la scritta “CHIUSO PER FINE ATTIVITA'” </font></font></span></i></b></p>
</span></font></span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1250]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1250</guid>
	<dc:date>2012-02-15T12:42:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Evarco</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[ACQUA PUBBLICA: ILLEGITTIMO IL COMMISSARIAMENTO DEI COMUNI]]></title>
	<description><![CDATA[<p class="repubblica" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img alt="" hspace="2" src="/public/bandieranera.jpg" align="left" vspace="2" border="2" />Continua la battaglia per l'acqua pubblica. I comuni commissariati vincono il ricorso al TAR.</font></p>
<p class="repubblica" align="justify"><strong><font face="Times New Roman" size="3">ILLEGITTIME LE DECISIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDO E ILLEGITTIMO IL COMMISSARIO CARDACI E TUTTI GLI ATTI DA LUI EMANATI.</font></strong></p>
<p class="repubblica" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p class="repubblica" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3">REPUBBLICA ITALIANA</font></p>
<p class="innome" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">IN NOME DEL POPOLO ITALIANO</font></p>
<p class="sezione" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia</font></p>
<p class="sezione" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">sezione staccata di Catania (Sezione Terza)</font></p>
<p class="tabula" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">ha pronunciato la presente</font></p>
<p class="sezione" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">SENTENZA</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">in forma semplificata ex art. 60 cod. proc. amm.;<br />sul ricorso numero di registro generale 3083 del 2011, proposto da: <br />Comune di Canicattini Bagni, rappresentato e difeso dagli avv.ti Felice Giuffre' ed Emanuele Tringali, ed elettivamente domiciliato presso lo studio del primo, sito in Catania, via Francesco Crispi 225;<br /></font></p>
<p class="contro" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">contro</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilit&agrave;, Presidenza della Regione Siciliana, rappresentati e difesi dall'Avvocatura dello Stato, domiciliataria per legge in Catania, via Vecchia Ognina, 149;<br />Consorzio Ato di Siracusa, non costituito in giudizio;<br />Gustavo Cardaci, n.q. di commissario ad acta, non costituito in giudizio; <br />Pietro Greco, n.q. di commissario ad acta, non costituito in giudizio;<br /></font></p>
<p class="contro" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">nei confronti di</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Sai 8 Spa, rappresentata e difesa dagli avv.ti Attilio Toscano, Piero Amara e Bonaventura Lo Duca, ed elettivamente domiciliata presso lo studio del primo, in Catania, Via Milano, 85;<br /></font></p>
<p class="contro" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">per l'annullamento</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">del Decreto D.G. n. 1460 del 07.10.2011 dell'Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilit&agrave; di nomina Commissario ad acta, in sostituzione del Comune di Canicattini Bagni;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">- del Decreto del Presidente della Regione Siciliana D.P.R.S. n. 984 dell'8 luglio 2011 di nomina Commissario straordinario in sostituzione del consiglio di amministrazione del Consorzio;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">- del Decreto del Presidente della Regione Siciliana D.P.R.S. n. 1311 del 12 settembre 2011 di nomina Commissario straordinario in sostituzione del Presidente del Consorzio;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">- del DPRS n. 1537 del 13 ottobre 2011 di nomina commissario straordinario in sostituzione delle specifiche funzioni attribuite al Presidente della Provincia Regionale di Siracusa;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">- di tutti gli atti connessi e consequenziali.</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman"><br /><font size="3"></font></font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Visti il ricorso e i relativi allegati;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilit&agrave;, della Presidenza della Regione Siciliana e di Sai 8 Spa;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Viste le memorie difensive;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Visti tutti gli atti della causa;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 febbraio 2012 il dott. Pancrazio Maria Savasta e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Considerato che, a seguito della decisione del C.G.A. n. 19/2012 circa la efficacia del contratto posto in essere dal Consorzio ATO Siracusa SII, assume valore determinante il motivo di ricorso col quale si deduce l’incompetenza del Presidente della Regione relativamente alla nomina del Commissario Straordinario in sostituzione del consiglio di amministrazione e del presidente del consorzio medesimo;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Rilevata la fondatezza della sollevata censura posto che, sulla scorta della normativa vigente (portata dalle disposizioni di cui all’art. 9 L.R. n. 19/09, che ha sostituito l’art. 7 della L. R. n. 19/2005, e secondo quanto specificato dal DPR n. 12/2009, recante norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali e ordinamento del governo e dell’amministrazione della Regione), compete all’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di P.U. svolgere attivit&agrave; di vigilanza, con consequenziali poteri sostitutivi nei confronti degli organi consortili che gestiscono servizi di p.u.; </font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Considerato, altres&igrave;, che il potere sostitutivo di cui il Presidente della Regione ha fatto uso nel caso di specie non rientra, neppure in via residuale, tra i poteri indicati nell’art.2, lett. O della l. reg. n. 28/62 (norma che comunque rimanda sempre all’esigenza che il potere sostitutivo del Presidente sia disciplinato con apposita disposizione di legge);</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Ritenuto, correlativamente, che nessun potere &egrave; riconoscibile, in tal senso, in capo al Presidente della Regione e che gli impugnati decreti risultano viziati da incompetenza, con ogni effetto (caducante) in ordine agli atti adottati, sia dagli organi come sopra illegittimamente costituiti, sia successivamente dall’Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilit&agrave; che, sulla scorta di tali atti, ha disposto la impugnata nomina del commissario ad acta (in sostituzione del Comune) per la riconsegna degli impianti idrici al gestore della SAI 8 s.p.a;</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Rilevato che le spese del giudizio possono compensarsi tra le parti, in considerazione della complessit&agrave; procedimentale e processuale che connota il caso in esame anche con riguardo all’attivit&agrave; amministrativa posta a monte dei provvedimenti impugnati.</font></p>
<p class="fatto" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">P.Q.M.</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Terza)</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Spese compensate.</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit&agrave; amministrativa.</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Cos&igrave; deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 8 febbraio 2012 con l'intervento dei magistrati:</font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p class="popolo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p class="tabula" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Calogero Ferlisi, Presidente</font></p>
<p class="tabula" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Gabriella Guzzardi, Consigliere</font></p>
<p class="tabula" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Pancrazio Maria Savasta, Consigliere, Estensore</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<div align="justify">
<table style="BORDER-COLLAPSE: collapse" cellspacing="1" width="100%" border="0" class="sottoscrizioni">
    <tbody>
        <tr>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font face="Times New Roman" size="3">L'ESTENSORE</font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3">IL PRESIDENTE</font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
            <td><font face="Times New Roman" size="3"> </font></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</div>
<p class="fatto" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">DEPOSITATA IN SEGRETERIA</font></p>
<p class="fatto" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Il 10/02/2012</font></p>
<p class="fatto" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">IL SEGRETARIO</font></p>
<p class="fatto" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman"><br /><font size="3"></font></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1248]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1248</guid>
	<dc:date>2012-02-13T12:40:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Evarco</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[NON E' ALTRO CHE LA SOLITA STORIA ...]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="179" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/Noto%20boreale.jpg" />L’aula consiliare era gremita all’inverosimile, tutta la gente presente, cio&egrave; i cittadini nell’esercizio delle loro funzioni, attendevano spazientiti l’ultima dichiarazione, quella del consigliere Profumo. S&igrave;, il caso aveva voluto che proprio a quel personaggio, a quel bel tomo, a quel campione di spudorata incoerenza, sarebbe toccato quella sera segnare il definitivo destino della sfortunata amministrazione del sindaco Roberto Fantini (Bibi per gli amici), affetta da una irrimediabile e cronica agonia. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Tanto sfortunata che, si diceva da pi&ugrave; parti, lo stesso primo cittadino aveva accettato di sottoporsi a una pratica di magia bianca, quale estremo tentativo di eliminare questa ostinata iattura che non pareva volerne sentire n&eacute; di ragionevoli ricomposizioni, n&eacute;, persino, delle abili manovre e mediazioni dell’assessore Gianfal&agrave;. Per una tale sequela di sciagurate combinazioni, rimaneva solo una spiegazione plausibile, pensava Fantini: era stata la vedova del defunto sindaco Corbino, pace condizionata all’anima sua, che gli aveva lanciato un terribile malocchio.</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">A far desistere il sindaco da tale ossessione non erano bastati n&eacute; la formazione universitaria di tutto rispetto, voluta fortemente da suo padre, il Cavaliere Italo Fantini in odore di massoneria, n&eacute; la vita splendida a cavallo tra Ibiza e le Canarie che, invidiato da tutti i suoi amici, aveva potuto consumare a seguito del suo vecchio e libertino zio materno, arricchitosi non si sa come in Argentina. <br />
Le aveva poi tentate tutte, era anche arrivato ad abbuonare diversi prestiti di gioco, concessi “a interessi reali”, come ipocritamente li definiva, a diversi suoi influenti concittadini, pur di assicurarsi il loro “disinteressato” appoggio. E, dato l’universalmente riconosciuto suo attaccamento al denaro, possiamo essere certi che questa, se fosse stata necessaria, era la prova definitiva dell’estrema determinazione del poverino ad uscire in qualche modo da questo umiliante stallo politico e, ormai, esistenziale. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Il chiasso del pubblico cal&ograve; di botto. L’unica voce sopra le righe rimaneva soltanto quella di Don Samuele Allevo che, sordo com’era, non riusciva a governare il volume del suo ciarlare con suo compare Pep&egrave;.</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Con la ridicola solennit&agrave; che contraddistingueva in genere i suoi movimenti in pubblico, <font color="#000080">Profumo</font> si era alzato all’impiedi assestandosi il microfono che qualcuno, forse volutamente, alludendo alla sua ridotta statura, aveva sistemato troppo in alto. Si era schiarito due volte la voce. Si era quindi concesso la sua prima lunga pausa. Espediente di tecnica oratoria carpito, con il beneficio dell’inventario, all’onorevole Ottaviano, ricordato da tutti, amici e nemici, per le sue impareggiabili arringhe in tribunale e per i suoi inimitabili comizi. <br />
“<em><font color="#0000ff">Dunque</font></em>” – aveva esordito Profumo – “<em><font color="#0000ff">signor sindaco, signor presidente, signor segretario, illustri colleghi</font></em> <font color="#0000ff">…</font> (pausa) .. “ <br />
Intanto il Sindaco lo guardava, con malcelata attenzione e trepidazione, come se dalle parole di quel discutibilissimo essere, dipendesse la sua vita, la sua serenit&agrave; mentale, sicuramente il prestigio sociale che si era guadagnato calpestando non pochi amici e i suoi familiari pi&ugrave; stretti, compresa sua moglie. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Dovete sapere che una grossa incognita incombeva sull’esito dell’intervento di Profumo. Infatti, pur essendo certo di avere raggiunto un accordo a prova di bomba (stava sistemandogli l’inetto genero in una cooperativa e gli aveva dovuto concedere un appetitoso assessorato), Bibi temeva l’inopportuno, anzi il tragico, ripresentarsi di quello strano disturbo che affliggeva Profumo da circa un anno a questa parte. <br />
Specialisti, fior di neurologi e psichiatri, si erano invano cimentati nella formulazione di valide diagnosi di questo strano male, questa strana forma di “asincronia” tra il parlare a l’agire che, per diversi minuti, talora imbarazzava, altre volte divertiva gli interlocutori dello sciagurato consigliere. Per uno strano, quanto inspiegabile fenomeno della dinamica del pensiero, il Profumo, senza alcun preavviso, senza alcuna apparente causa scatenante, si “scollava” dalla situazione contingente, dal suo presente, per regredire mentalmente a simili situazioni che si erano presentate uno o due giorni prima. Cos&igrave; iniziava a parlare nel presente, convinto di essere nel suo prossimo passato. <br />
Ma, direte, che problema poteva comportare mai per Bibi Fantini? in quale pericoloso equivoco sarebbe potuto cadere la importantissima prossima dichiarazione del consigliere? Bibi, come del resto quasi tutti i presenti, lo sapevano bene qual’era il pericolo. Il consigliere Profumo era famosissimo per la sua arte di variare con estrema disinvoltura la sua collocazione partitica in funzione dei venti pi&ugrave; favorevoli. Per far ci&ograve; gli era sufficiente una semplice annusata nei giusti ambienti, per capire, a suo modo, quale sarebbe stato il suo migliore immediato destino. Senza alcuna falsa remora di tipo ideologico, senza temere di essere tacciato di bieco opportunismo, perch&eacute;, soleva affermava con disarmante compiacimento, “<em>il mio elettorato mi vuole al potere, non gli interessa certamente dove e con chi …</em>”. Ed in un certo senso la logica sottesa da tale, apparentemente amorale, affermazione, non faceva una grinza. Nessuna ombra di inutile ipocrisia poteva condizionare le mutevoli scelte di campo del Profumo, solo la semplice ricerca e mantenimento del potere. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Ma, come anticipato, c’era un grosso problema. Negli ultimi due giorni Profumo aveva superato se stesso cambiando casacca per ben due volte, una al giorno, ed ora, per sancire l’agognata supremazia, al sindaco Fantini, occorreva il terzo cambio, vale a dire il ritorno al primo di due giorni prima. Non essendosi infatti sentito adeguatamente garantito dalle promesse del primo cittadino, proprio 24 ore prima aveva indetto una clamorosa conferenza stampa, dichiarando di essersi ricreduto e di avere riabbracciato l’ideale della sua giovinezza, che altro non era che un’adesione ai partiti dell’opposizione. Era seguita una febbrile ricerca di un nuovo accordo, culminata all’una di notte con l’accettazione definitiva del ritorno tra i ranghi della risicata maggioranza e, bont&agrave; sua, di un assessorato. <br />
Capirete ora cosa teneva sulle spine il sindaco Bibi. Se improvvisamente Profumo fosse stato colto dal suo inopportuno disturbo, fra pochi istanti avrebbe potuto rilasciare la medesima dichiarazione di ieri che, messa a verbale, avrebbe fissato la fine politica di questa maggioranza e forse delle velleit&agrave; del medesimo sindaco a future candidature regionali.</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Intanto Profumo si apprestava a continuare con la sua solita fastidiosa enfasi: <br />
“<em><font color="#0000ff">Come sapete negli ultimi giorni il mio senso civico e, soprattutto, il mio senso del dovere nei confronti del mio elettorato, mi hanno condotto, mio malgrado ve lo assicuro, a dovere valutare seriamente la opportunit&agrave;, di accogliere le richieste avanzatemi dall’illustre consigliere di opposizione, il Dottor Corbino, fratello di quel galantuomo del compianto defunto sindaco che tutti ricordiamo con sincera stima ed immutato affetto. … </font></em>“ – una nuova pausa accompagnata dalla plateale ostentazione di una improbabile sopravvenuta commozione, interrupe l’accorato eloquio di Profumo per poi riprendere con studiata ritrovata pacatezza – <em>“… <font color="#0000ff">L’analisi dell’attuale situazione politica e amministrativa, mi aveva portato a considerare conclusa la mia, seppur brevissima, esperienza nell’attuale maggioranza. In particolare, le differenze di vedute su importantissimi problemi di interesse generale, la cui soluzione mi sta a cuore, credetemi, proprio come se fossero problemi personali, mi avevano portato, come ho test&egrave; anticipato, a ridiscutere il mio ruolo politico, nel senso pi&ugrave; nobile del termine, rimettendo nelle mani del primo cittadino le cariche generosamente affidatemi….</font> </em>“ – altra pausa, a sottolineare l’importanza, quasi la nobilt&agrave;, del sacrificio che si era consumato appena il giorno prima. Nel frattempo dai banchi dell’opposizione, il consigliere Corbino che aveva intuito il ritrovato accordo tra Fantini e Profumo, aveva iniziato prima a mormorare e poi a inveire con voce sempre pi&ugrave; alta contro il suo ex collega, fino a tacciarlo di essere uno smaccato voltagabbana, dedito soltanto a soddisfare i propri interessi, altro che quelli generali della cittadinanza. <br />
Il pubblico presente, che in verit&agrave; non nutriva, nella sua generalit&agrave;, una grande simpatia per Profumo, aveva iniziato anch’esso ad inveire, tanto da costringere il presidente a minacciare di sgombrare l’aula consiliare con il ricorso alla forza. Dopo diversi minuti, ristabilito il necessario silenzio, lo stesso presidente invit&ograve; Profumo a riprendere e a concludere la sua dichiarazione.</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Ma qualcosa era cambiato nell’espressione dell’oratore, e il sindaco Fantini che, non smetteva un attimo di guardarlo, se ne era accorto, percependo che quello sguardo, ora sperso nel vuoto, altro non era che il preludio di quella temuta regressione, di quel potenziale nefasto disturbo … <br />
Profumo: <em>“…<font color="#0000ff"> bhe… insomma …. illustri colleghi</font> …</em> “ - annaspava chiaramente alla ricerca del filo della discussione, evidentemente smarrito – “<em><font color="#0000ff">ora, in concomitanza di questa bella mattinata</font> </em>…” <br />
Era la prova inequivocabile del marasma in cui versava la mente di Profumo, dato che invece era sera e fuori diluviava, non poteva che far riferimento alla conferenza stampa della mattina del giorno prima, e quindi … <br />
Il panico in un attimo si impadron&igrave; di Bibi Fantini. Se quello scombussolato avesse continuato, avrebbe finito per confermare la sua adesione al gruppo di opposizione. Anche il segretario aveva intuito i pensieri del sindaco, per cui, dopo un rapido scambio di sguardi, aveva realizzato che forse la causa scatenante era stata il nervosismo conseguente alle invettive di Corbino, per cui occorreva ricrearne le condizioni, sperando poi nella buona sorte. <br />
“<em><font color="#0000ff">Consigliere Corbino</font></em>” – esord&igrave; allora con autorit&agrave; il segretario – “<em><font color="#0000ff">intervenga solo quando autorizzato e cio&egrave; solo quando il Presidente le dar&agrave; la parola .</font>.</em>” – alzandosi per dare maggior peso al proprio monito – “<em><font color="#0000ff">Lei si deve attenere alle regole del confronto democratico, considerando, se non altro, il ruolo istituzionale che riveste per mandato popolare</font> </em>…” . <br />
Come era ovvio aspettarsi, Corbino, noto soprattutto per le sue frequenti escandescenze, mont&ograve; su tutte le furie, apostrofando, a sua volta, il segretario di non assumere il ruolo super partes che gli si addiceva, e poi per difendere un saltafossi come Profumo, ecc. ecc. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Ma il segretario c’aveva azzeccato. L’atmosfera ormai incendiata nell’aula del civico consesso, aveva generato quella salutare scossa sul consigliere Profumo, che aveva cos&igrave; ripreso a parlare: <br />
“<font color="#0000ff"><em>Collega Corbino, tutti, dentro e fuori quest’aula, conosciamo il suo astio personale nei confronti del galantuomo del sindaco. Suo e della gentile sua cognata, notoriamente dedita a pratiche che la chiesa disapprova e che, in altri periodi, avrebbe punito con un bel fal&ograve; in piazza, glielo assicuro, fatto non per festeggiare San Giuseppe</em> …</font> “. Alterato com’era, stavolta non si era concessa nessuna pausa; aveva proferito tutto d’un fiato, continuando: “<font color="#0000ff"><em>Ebbene, nonostante questa serata di diluvio</em> …”</font> (era infatti dal pomeriggio che si assisteva, senza sosta, ad una incessante pioggia). <br />
Per un inspiegabile motivo nell’aula era improvvisamente calato un silenzio assoluto, innaturale. Le parole di Profumo rimbombavano, quasi rimbalzavano da un orecchio all’altro. Il sindaco aveva ripreso colorito e sul suo viso si stava ridisegnando il suo solito ghigno travestito da falso sorriso. <br />
“…<font color="#0000ff"> <em>sono addivenuto ad una decisione allo stesso tempo sofferta e ponderata, responsabile e coraggiosa. Insomma, viste le condizioni politiche da me registrate, la mia posizione nei confronti di questa maggioranza non pu&ograve; essere altro che …</em></font> “. Qui la pausa era d’obbligo per chiunque e figuriamoci se Profumo avrebbe potuto rinunciarci, per cui ne approfitt&ograve; per sorseggiare un po’ d’acqua. “<em><font color="#0000ff">Dicevo quindi</font></em> …”</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Ma il diavolo era in agguato, forse evocato insistentemente dalla vedova Corbino, aveva infine deciso di metterci il suo proverbiale zampino. Nel silenzio dell’aula, rotto solo dalle parole di Profumo, quel sordo di Don Samuele Allevo, non avendo capito niente di quanto si era detto e gridato, rivolgendosi al suo vicino compare e non potendo controllare il volume della sua voce, aveva quasi urlato : “<em><font color="#0000ff">Compare Pep&egrave;, ma che sta dicendo stavolta quella banderuola al vento di Profumo? Da che parte ciuscia oggi il vento per quel pezzo di disonesto? </font>…</em>”. Le parole schiette di quel vecchio imprudente, sovrapponendosi alla fastidiosa oratoria di Profumo, avevano interrotto quest’ultimo, irritandolo oltremodo, al punto di cagionargli quella fatale ricaduta ..: <br />
“<font color="#0000ff"><em>Quindi, stimati colleghi, dicevo …(pausa) … il sole di questa mattinata, con il suo carico di significati positivi, mi ha portato a scegliere per il bene di questa citt&agrave; … l’abbandono di questa maggioranza retta da personaggi inetti e doppiogiochisti, dediti soltanto a curare i loro meschini interessi di bottega!...</em> </font>“. <br />
Il finimondo, l’apocalisse … consiglieri che scavalcavano i banchi per avventarsi contro l’avversario politico di turno, sputi, frasi indicibili e rivelazioni inedite su piccanti vicende familiari e extrafamiliari. C’era proprio di tutto, anche a beneficio di quella piccola TV locale, le cui riprese fecero il giro del mondo, aggiungendo una planetaria indesiderata notoriet&agrave; a questo modo, certo non esclusivo, di amministrare.</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman"><font size="3">A distanza di qualche anno, ripensando a quella incredibile serata e al conseguente rapido declino politico e sociale dell’allora sindaco Bibi Fantini, cerco ancora di trarne una morale, un insegnamento. Ma dato l’andazzo delle cose, data la sostanziale immutabilit&agrave; dei vizi della nostra gente, sono arrivato alla conclusione che per la nostra terra non c’&egrave; proprio alcuna speranza, a meno che … a meno che non ci si affidi per l’arco di una intera generazione, ad una sorta di tutoraggio, di commissariamento omnicomprensivo affidato ai popoli del civilissimo nord Europa. Vedrei di buon occhio, allora, un bel consiglio comunale interamente composto da compassati notabili svedesi, capitanati da un vecchio e saggio pescatore islandese perennemente in pipa e dolcevita, con un segretario norvegese a supervisionare le silenziosissime ma efficacissime assisi comunali. <br />
L’unico grande rischio sarebbe, date le nostre colorite abitudini, quello di cadere in una irrimediabile depressione per noia. Ma un prezzo, un contrappasso, si deve pur concedere ad una qualsivoglia speranza di rinascita, specie se cos&igrave; audace. <br />
<em>Vostro affezionato Puccio Montalveria</em></font></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=482]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=482</guid>
	<dc:date>2012-02-09T09:11:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>LINCONTINENTE</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LE MANI SULL'INTERA PROVINCIA]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img hspace="2" src="/public/bandieranera.jpg" align="left" vspace="2" border="2" alt="" />Da "La Sicilia" </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Le mani sulla citt&agrave;: un sistema perverso che, come un tumore maligno, attacca, s'insinua, divora e distrugge il tessuto sano della societ&agrave;. E' questa l'immagine che la Procura di Siracusa riproduce per spiegare i complessi ingranaggi che - come sostengono i magistrati - regolano la vita quotidiana del territorio aretuseo. «Pupari», «ricatti», «pressioni», «minacce», «promesse»: sono i vocaboli che il procuratore Ugo Rossi ha usato per descrivere cosa &egrave; avvenuto dietro la facciata di una «falsa legalit&agrave;». Vocaboli che lo stesso magistrato ha usato per spiegare il provvedimento cautelativo nei confronti di personaggi eccellenti della politica e dell'industria cittadina: l'ex sottosegretario Luigi Foti e l'ingegnere Giuseppe Marotta, gi&agrave; amministratore delegato della Sogeas (societ&agrave; che ha gestito il servizio idrico). Che sarebbero, per&ograve;, solo la punta dell'iceberg: se &egrave; vero com'&egrave; vero che altre tre persone sono indagate, e tra queste spicca il nome del presidente della Provincia, Nicola Bono, per il quale il giudice per le indagini preliminari non ha concesso - per mancanza di prove - il divieto di dimora a Siracusa. <br />«Questi politici - le parole di Rossi - hanno usato il loro ruolo pubblico non per servire la collettivit&agrave;, bens&igrave; solo per il proprio tornaconto». L'acqua, la riscossione delle bollette, i rifiuti, costituiscono per gli inquirenti una sorta di enorme prateria da cui spremere milioni di euro. Un business facile facile, stando a quanto emerge dai verbali delle intercettazioni. Cos&igrave;, ad alzare il coperchio della pentola, compare subito il «minestrone» della corruttela e del ricatto.<br />Per mesi, dalla fine del 2010, i carabinieri hanno pedinato e intercettato i protagonisti della vicenda. «Tra Bono, il suo segretario Sebastiano Vaccarisi, Foti e Marotta - scrivono i magistrati - i contatti telefonici erano sbrigativi. Le questioni le risolvevano invece nell'ambito di incontri di persona». Foti e Bono preferivano usare le proprie abitazioni, ma «l'ex sottosegretario utilizzava come una sorta di segreteria politica la saletta di un noto albergo di corso Gelone». Qui gli inquirenti hanno piazzato le microspie, registrando tutte le conversazioni e gli incontri.<br />Grande rilievo per l'inchiesta, sempre secondo gli investigatori, &egrave; quanto accadde nel novembre di due anni fa. E' venerd&igrave; 12: teatro della conversazione, gli uffici della Sai8. A parlare sono l'amministratore delegato della Saceccav, Marzio Ferraglio e l'ingegnere Giuseppe Marotta. E' in questa occasione che Marotta rivela a Ferraglio che Foti &egrave; interessato all'affidamento esterno del servizio di riscossione di Sai8. Interrogato successivamente al riguardo, «Ferraglio - scrivono gli inquirenti - spieg&ograve; di aver ricevuto pressioni per appaltare all'esterno il servizio di riscossione delle bollette insolute».<br />Passano sei giorni. Gioved&igrave; 18 novembre 2010, sempre nei locali della Sai8 c'&egrave; un nuovo vertice. Sono le 9.47. Presenti, secondo la Procura, ci sono lo stesso Foti, Marotta e Ferraglio. A parlare &egrave; subito Foti: «Perch&eacute; siamo qui? Noi abbiamo attraversato in quest'ultimo mese una lite di alto livello e molto calda con te...». «Con me?», chiede Ferraglio. «S&igrave;, con te... Mi piace essere amico... Ma qualche parola in pi&ugrave; l'ho detta io, come penso l'abbia detta anche tu... Allora, io e te ci siamo conosciuti all'inizio per una serie di motivi, uno dei quali &egrave; quello che io ho fatto tutto perch&eacute; si concludesse l'iter iniziato dall'amico Bruno Marziano che non riusciva a sbloccare questa situazione...». E poco dopo: «...Ecco il motivo della presenza qui di Nino Consiglio... C'&egrave; stata una tacita intesa all'interno del nostro partito (il Pd, ndr), nella quale l'amico Consiglio e altri amici hanno avuto destinata, come equilibrio interno, l'area industriale; e io, in un certo qual modo, devo occuparmi della Sai8...».<br />Ma non solo. Secondo il disegno ricostruito dalla Procura, i «registi» dell'affaire intendevano affondare le mani pure nella fornitura dei tubi e per questo, a un certo punto, prendono in considerazione la possibilit&agrave; di coinvolgere la Coemi, il gruppo industriale che fa capo alla famiglia Prestigiacomo. «Invece di metterla come societ&agrave; qua - dice Marotta nel corso di una telefonata intercettata - la mettiamo come fornitrice di tubi di una ditta di fuori... di Milano per esempio...».<br />Solo brevi stralci emersi dal faldone delle intercettazioni che danno una prima dimensione della vicenda. In cui le assunzioni pilotate alla Sai8 «arrivano a toccare l'85% del totale» (parole di Massimo Petroli, direttore del personale della societ&agrave;). Assunzioni «raccomandate» che, secondo Rossi, «rispetto al resto dei reati commessi appaiono quasi come peccati veniali».<br />Chiusa questa settimana di fuoco, domani sar&agrave; la volta dei primi interrogatori di Foti e Marotta. L'inchiesta, ovviamente, continua. Ed &egrave; possibile che dalla pentola di quel minestrone possano venire fuori altri nomi eccellenti. «Altre storie di ordinaria concussione».<br /><br /><br />05/02/2012</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1247]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1247</guid>
	<dc:date>2012-02-06T09:48:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Evarco</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'AFFARE ACQUA: OPERAZIONE ORO BLU]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img border="2" hspace="2" alt="" vspace="2" align="left" src="/public/babele.jpg" />Si trascrive integralmente il comunicato stampa della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Siracusa</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">&quot;In data odierna sono state eseguite due misure cautelari (arresti domiciliari) disposte dal GIP di Siracusa su richiesta della locale Procura nei confronti di FOTI Luigi, nato a Siracusa il 5.12.1934, residente a Siracusa, in via Rosario Gagliardi n. 32, detto &ldquo;Gino&rdquo; e di MAROTTA Giuseppe, nato a Siracusa il 9.11.1954, residente a Siracusa, in via M. Politi Laudien n. 7.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Le misure cautelari sono il frutto di oltre un anno di indagini sviluppate nell&rsquo;ambito della gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Siracusa e svolte, su coordinamento della Procura Aretusea, dalla Sezione di P.G. della Procura &ndash; Aliquota Carabinieri unitamente al Reparto Operativo C.C. di Siracusa.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Ai due indagati, in particolare, &egrave; stato contestato il seguente delitto in concorso con il Presidente della Provincia di Siracusa &ndash; Nicola BONO:</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">&laquo;per il reato p. e p. dagli artt. 56, 110, 317 perch&eacute; - in concorso tra di loro (BONO nella qualit&agrave; di Presidente pro tempore dell&rsquo;A.T.O. Idrico di Siracusa ed abusando dei relativi poteri, MAROTTA nella qualit&agrave; di Amministratore delegato della SO.GE.A.S. s.p.a., FOTI Luigi nella qualit&agrave; di esponente del Partito Democratico di Siracusa) e con minaccia consistita nel prospettare agli amministratori della SOGEAS ATO Idrico 8 s.p.a. (GIORGI Mirco e FERRAGLIO Marzio) che avrebbero risolto il contratto di concessione esistente tra l&rsquo;ATO Idrico di Siracusa e la stessa SAI8 ricorrendo strumentalmente alla clausola risolutiva espressa prevista dall&rsquo;art. 7 della Convenzione - compivano atti idonei e diretti in modo non equivoco ad indurre gli amministratori della SAI8:</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">ad assumere indebitamente il segretario particolare di BONO (VACCARISI Sebastiano) direttamente o attraverso la ditta di propriet&agrave; di FAZZINO Massimiliano;</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">ad affidare il servizio di riscossione delle bollette insolute ad una ditta esterna, la Teleservizi di Caserta, garantendo alla stessa ditta alte percentuali di guadagno sulla riscossione (pari al 15% comunque superiori e quelle praticate da analoghe societ&agrave; presenti sul mercato);</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">a rinunciare alla realizzazione di importanti infrastrutture nella provincia di Siracusa (e, segnatamente il c.d. campo pozzi di Siracusa ed il nuovo acquedotto di Augusta) riservata dalla convenzione di affidamento del servizio idrico al Gestore individuato con la procedura negoziata.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Evento non verificatosi per cause indipendenti dalla loro volont&agrave; e, segnatamente, la reazione delle parti offese che presentavano denuncia determinando l&rsquo;intervento dell&rsquo;A.G.. In Siracusa tra il marzo 2010 ed il dicembre 2010&raquo;</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Il GIP accogliendo le richieste della Procura nei confronti di FOTI e MAROTTA ha ritenuto, in questa fase, di rigettare l&rsquo;istanza cautelare avanzata nei confronti del Presidente della Provincia sostenendo che &laquo;Le argomentazioni della Procura, basate su dati temporali precisi, non sono certamente peregrine, e costituiscono sicuramente base importante di un quadro indiziario che appare ragionevolmente sostenibile, tenendo presente la ricostruzione complessiva della vicenda.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Resta per&ograve; - quanto alla seconda e pi&ugrave; rilevante serie di coincidenze temporali e cio&egrave; quanto a ci&ograve; che avviene a cavallo della precisa richiesta di affidamento della gara di riscossione degli insoluti alla Teleservizi di Caserta &ndash; la pi&ugrave; volte evidenziata assenza di collegamenti diretti tra il BONO e detta societ&agrave; e di richieste dirette del BONO in tal senso, alle persone offese&raquo;.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Nel corso dell&rsquo;attivit&agrave; di indagine, inoltre, la Procura ha accertato l&rsquo;esistenza di una rilevante turbativa d&rsquo;asta posta in essere nel corso della procedura per l&rsquo;affidamento del servizio idrico alla societ&agrave; SAI8.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">&Egrave; stato, nello specifico, accertato che le societ&agrave; SACCECAV e SOGEAS (societ&agrave; riunite nell&rsquo;ATI SAI8) hanno prodotto una fidejussione irregolare per la partecipazione alla gara ad evidenza pubblica. Nei confronti dei rappresentati legali delle societ&agrave; coinvolte &egrave; stato pertanto elevato il seguente capo d&rsquo;imputazione: &laquo;per il reato p. e p. dagli artt. 110 &ndash; 353 c.p. perch&eacute; in concorso tra di loro (CASADEI nella qualit&agrave; di legale rappresentante di SACECCAV DEPURAZIONI SACEDE S.p.a, PARISI e MAROTTA nella qualit&agrave; di legali rappresentanti della SO.GE.A.S. s.p.a.. &ndash; societ&agrave; riunite in ATI per la partecipazione alla gara oggetto della turbativa) turbavano la regolarit&agrave; delle procedure di gara per l&rsquo;affidamento del servizio idrico integrato della Provincia di Siracusa e, segnatamente, presentavano, come cauzione provvisoria, la fideiussione n. 1005250 dell&rsquo;importo di &euro; 4.000.000, rilasciata a Roma, in data il 24.2.2005, da OMNIA S.p.A. societ&agrave; che, come a loro ben noto, non era in possesso dei requisiti richiesti dall&rsquo;art. 10, punti 1 e 2 del bando di gara non risultando iscritta all&rsquo;albo di cui all&rsquo;art. 13 T.U.L.B. Fatto commesso in Siracusa, il 3 luglio 2006&raquo;.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Si rileva che la turbativa d&rsquo;asta accertata non &egrave; in alcun modo collegata con le doglianze relative alle presunte inadempienze contrattuali fatte valere dall&rsquo;ATO Idrico e dal suo legale rappresentante nelle sedi civili e amministrative nei confronti della SAI8.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Aggiornamento delle 12.30</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">--------------------------------</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Luigi Foti, ex parlamentare e sottosegretario in alcuni governi della prima repubblica, e Giuseppe Marotta, ex amministratore delegato della Sogeas, la societ&agrave; che gestiva il servizio idrico a Siracusa, sono stati arrestati stamattina.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">I due sono accusati di tentata estorsione. Ad entrambi il Gip ha concesso gli arresti domiciliari.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">L'indagine che ha portato ai due arresti e' stata denominata &quot;Oro blu&quot; in riferimento all'acqua, bene prezioso gestito dalla Sogeas e riguarda proprio la distribuzione dell'acqua a Siracusa. Ad eseguire gli arresti sono stati i Carabinieri.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Gino Foti &egrave; stato, insieme a Santi Nicita, uno dei massimi esponenti della Democrazia cristiana a Siracusa, ma anche in Sicilia. Sindaco dal 23 marzo 1972 al 28 dicembre 1973, fu eletto alla Camera dei deputati nella VIII, IX, X e XI Legislatura, ricoprendo la carica di sottosegretario nel governo Goria e nei governi Andreotti VI e Andreotti VII. E' stato anche presidente della squadra di calcio.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">I dettagli sull'operazione, denominata &laquo;Oro blu&raquo; e condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Siracusa, verranno illustrati alle 10,30, nel Palazzo di giustizia, durante una conferenza stampa. </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1246]]></link>
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	<dc:date>2012-02-02T17:56:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[PD E LAICITA']]></title>
	<description><![CDATA[<div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img alt="" hspace="2" src="/public/bellassai.jpg" align="left" vspace="2" border="2" />Ho partecipato alla Conferenza programmatica del Partito Democratico che si &egrave; tenuta Domenica 29 Gennaio nel Salone del Palazzo dei Gesuiti, ex Convitto Ragusa, ed ho apprezzato molto alcuni interventi, in particolare quello del vice Segretario Cettina Raudino che ha centrato il suo intervento sulle risorse culturali del territorio di Noto, come ad esempio, i giacimenti culturali di Noto Antica, Vendicari, Castelluccio, <wbr></wbr>Eloro, i Mosaici del Tellaro, <u></u><u></u>la Costa Marina quindi <u></u><u></u>la Citt&agrave;<u></u> Barocca a cui deve essere legato l&rsquo;intero territorio ma per poterlo realmente realizzare, e quindi valorizzare adeguatamente, dice <u></u>la Raudino<u></u>, sono basilari le figure professionali <span>&nbsp; </span>per poi poterlo promuovere e farlo realmente fruire, dando occupazione alle figure professionali e ai giovani qualificati per un lavoro non delocalizzabile.</font></div>
<div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Times New Roman"><font size="3"><span>&nbsp;&nbsp; </span>Per il resto si &egrave; parlato, ad esempio, dei due problemi basilari divenuti cronici come l&rsquo;Ospedale Trigona e l&rsquo;Acqua data sciaguratamente in gestione alla Sai8.&nbsp;&nbsp;Penso che se non si scioglie il &ldquo; nodo politico &rdquo; del conflitto d&rsquo;interessi tra Privato e Pubblico non credo che le due questioni possono essere risolte in positivo per l&rsquo;intera Citt&agrave; e <u></u><u></u>la Zona<u></u> Sud.<u></u><span>&nbsp; </span></font></font></div>
<div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span></span><font face="Times New Roman" size="3">Di ci&ograve; non n&eacute; <span>&nbsp;</span>ha parlato n&eacute; la base del PD, n&eacute; i due Deputati presenti, Marziano e De Benedictis, che non lo hanno nemmeno sfiorato!</font></div>
<div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Times New Roman"><font size="3"><span>&nbsp;&nbsp; </span>Per il resto degli interventi direi che a Noto, come in tutto il Belpaese, <u></u>la Democrazia<u></u> &egrave; completamente sterile, &egrave; senza il &ldquo;dovuto senso&rdquo; , quindi ha bisogno di nuova linfa per potersi dire tale! </font></font></div>
<div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">La linfa e la qualit&agrave; della linfa basilare, la vedo in una alternativa reale ai pseudo valori, che purtroppo prevalgono e su cui il PDsi &egrave; appiattito, sia a livello locale che a livello nazionale, limitandosi all&rsquo;ordinario burocratico, a una politica da impiegati della politica, quando invece, come forza politica di sinistra o di centro sinistra, dovrebbe pensare anche ad una reale alternativa culturale e democratica per potere parlare di pluralit&agrave; delle idee, sia a Noto che nel Belpaese, promuovendo la reale cultura laica con i suoi incroci infiniti<span>&nbsp; </span>di valori alternativi, ai valori del sistema cattolico &ndash; borghese &ndash; oggi consumistico, ma sempre e purtroppo a guida etica religiosa e non civile a causa di una Chiesa sempre in concorso con i vari poteri politici, che impone la monocultura a discapito della pluralit&agrave; dei saperi, facendo prevalere una<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span>&nbsp;</span><span>&nbsp;</span>&ldquo; soggettivit&agrave;<span>&nbsp; </span>generica &rdquo; , fragile, che diviene funzionale allo status quo,&nbsp; sociale, politico, culturale e spirituale!</font></div>
<div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Roberto Bellassai</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1245]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1245</guid>
	<dc:date>2012-02-02T08:56:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Roberto Bellassai</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[IL CLIENTELISMO E I SUOI COMPLICI]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="COLOR: rgb(51,51,153)"><font size="3" face="Times New Roman"><img border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" src="/public/debenedictis.jpg" alt="" />Prendiamo ad esempio la sanit&agrave;: nell’ospedale di Avola, nella provincia di Siracusa, c’era una unit&agrave; operativa complessa che i tecnici dell’assessorato regionale e dell’ASP, direttore generale in testa, avevano deciso di sopprimere perch&eacute; la casistica non ne giustificava il mantenimento. Proteste accanite del primario assieme a tutto il suo partito, il PdL, di cui era stato candidato non eletto nelle ultime elezioni regionali. Ma proteste inutili, sempre stoppate dall’assessore Russo al lume dei dati. Fino a quando il bravo dottore non &egrave; stato colto dalla ammirazione proprio per Raffaele Lombardo, (presente in tutte le occasioni in cui il Presidente veniva da quelle parti e perfino ai congressi del suo partito) e infine divenirne un fedelissimo. Risultato numero uno: reparto ripristinato con tanto di decreto dell’assessore Russo. Risultato numero due: fine della leggenda dell’assessore che giurava di tenere la politica fuori dalla sanit&agrave;. Risultato numero tre: abbiamo scherzato, tutti ai vostri posti, si riparte da dove eravamo rimasti. Cio&egrave; dall’insegnamento che per ottenere quello che si vuole – pretesa o diritto, poco importa – la strada giusta &egrave; quella di sempre. Come ha fatto alle vigilia delle elezioni amministrative nella sua citt&agrave; la dottoressa F., stanca delle vessazioni subite dal coordinatore sanitario del suo ospedale, guarda caso di fede presidenziale, il cui marito &egrave; andato offrirsi, elettoralmente parlando, al partito del presidente: “per difenderla”, dice giustamente lui. Creare l’occasione di nuovi “posti” non &egrave; dunque indispensabile, vanno bene anche quelli esistenti purch&eacute; si usi il ruolo di cui si dispone nelle mille opportunit&agrave; che la disamministrazione consente: si chiama clientelismo, si pratica con l’abuso di potere.</font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="COLOR: rgb(51,51,153)"><font size="3" face="Times New Roman">Si moltiplichi ora questo esempio per tutti gli altri casi possibili nella stessa ASP di cui parliamo e per tutte le aziende sanitarie e le aziende ospedaliere dell’isola, fino a coprire tutto quell’universo governato dall’assessorato alla sanit&agrave;. E quello che &egrave; possibile nell’assessorato alla sanit&agrave; lo si estenda idealmente a tutti gli altri del governo regionale, che non hanno la fortuna di essere presidiati da un assessore di legge che aveva promesso rigore e legalit&agrave;, e forse apparir&agrave; l’idea di quell’immenso mosaico in cui collocare le tante tessere che occasionalmente, eppure giornalmente, la cronaca fa trapelare: nomine, consulenze, incarichi, dagli uffici di gabinetto alle societ&agrave; partecipate, da primari ospedalieri a tutti i dirigenti dell’elefantiaca amministrazione regionale. Ed ancora tutto questo &egrave; solo la punta dell’iceberg perch&eacute;, come s’&egrave; detto, il resto, il sommerso, sta l&igrave; dove la disamministrazione ti mette sulla strada la barra di un passaggio a livello che non si alza automaticamente come dovrebbe e ti fa capire, o ti viene detto, che &egrave; meglio parlare con il Presidente. E si aggiunga infine la fondazione di questa montagna, il denaro pubblico orientato a sostenerla in mille modi, dai contratti dei precari ai contributi per i prenditori travestiti da imprenditori. </font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="COLOR: rgb(51,51,153)"><font size="3" face="Times New Roman">È male tutto questo, e perch&eacute;? E se fosse giusto? Domandarselo non &egrave; per nulla ozioso, perch&eacute; la tolleranza verso questo metodo, fino alla sua pratica, impregnano tutto il nostro sistema sociale. Radicalizzando, si possono assumere tre diversi punti di vista: etico, giudiziario e politico. Nei primi due prevale la riprovazione per l’iniquit&agrave; della condotta, per i reati che la rendono possibile, per i vantaggi che ingiustamente ne derivano a taluni, per la violazione degli stessi principi costituzionali posti a garanzia degli individui e della nostra comunit&agrave;. Ma sento gi&agrave; le risatine di tanti, politici e non, e quelle di chi nel mio stesso partito ama deriderci appellandoci “anime belle” (anche questo si deve sopportare!). E sia: mettiamo da parte ogni moralismo e guardiamo al problema con mero cinismo politico. Questo sistema, che ha favorito in Sicilia l’inefficienza della pubblica amministrazione, la spesa pubblica improduttiva, la fragilit&agrave; e la bassa competitivit&agrave; delle imprese e quindi l’arretratezza del contesto e la disoccupazione (lo dimostrano numerosissimi studi socioeconomici, fra cui recenti quelli diretti da Carlo Trigilia per la Fondazione RES), ha tuttavia premiato le forze politiche che lo hanno gestito (democristiane nella prima repubblica, del centrodestra nella seconda). E perfino adesso che le risorse pubbliche (cio&egrave; le fondamenta di quella montagna) scarseggiano e che il suo uso perverso si ritorce sulle famiglie con una crisi senza precedenti innescata proprio dal debito pubblico, quel modello pu&ograve; essere ancora, drammaticamente, fonte di consensi per chi lo gestisce. Un consenso accattone, certo, miserabile, contrario all’interesse generale, ma non &egrave; questo il punto.</font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="COLOR: rgb(51,51,153)"><font size="3" face="Times New Roman">Quale pu&ograve; essere allora l’obiettivo politico di una forza come il PD che oggi sostiene Lombardo, nei confronti di questa sua gestione? Puntare a parteciparne per trarne anch’essa parte di consenso elettorale, e se non per tutti almeno per chi ci riesce? Imporvi un freno per dimostrare la propria capacit&agrave; di orientare il cambiamento? Lasciar fare senza approvare? Al di l&agrave; del mero biasimo usato quale argomento da chi ha contestato l’appoggio a Lombardo, dentro il PD non c’&egrave; mai stata una vera riflessione su questo tema e quando qualcuno ha cercato di porla, essa non ha avuto seguito, derubricata a poco pi&ugrave; di un fatto di costume, di irrinunciabile armamentario della prassi di governo, in ogni caso questione secondaria o addirittura fuori dai limiti della nostra azione politica.Quell’innovazione all’insegna della quale il PD ha favorito, nella legislatura regionale in corso, la disarticolazione del centrodestra e il suo sostegno all’attuale governo Lombardo, non ha avuto un’attuazione degna delle promesse e ancor meno delle premesse, che pure vi erano state. Non l’ha avuto in generale, nella carente azione di governo, ma soprattutto in quel cambio di metodo che si richiedeva necessario ad una stagione d’innovazione e, se mi permettete, sostenuta dal PD. Perch&eacute; non lo si &egrave; ritenuto necessario, determinante o, pi&ugrave; semplicemente, possibile. Al contrario, non &egrave; fin troppo ovvio che un processo di ammodernamento della Sicilia non poteva e non pu&ograve; prescindere dall’arretramento del sistema delle intermediazioni politiche parassitarie, da un cambio di passo radicale sul terreno del clientelismo, chiunque lo gestisca? Non &egrave; evidente che ci&ograve; che si muove a partire dalla sacrosanta richiesta di riduzione dei costi e dei privilegi della politica fino alla pi&ugrave; sommaria e discutibile antipolitica, esprime in realt&agrave; (non sempre esplicitamente) una netta critica verso quella gestione ed i suoi risultati? “Pochi si rendono conto che questo &egrave; un paese assetato di giustizia”, scrive Dacia Maraini. “Anche se finge di non crederci, anche se pratica il vezzo del cinismo, anche se per abitudine preferisce allearsi coi pi&ugrave; forti, anche se pretende di credere che la furbizia vinca su tutto. Quel poco o molto di buono che c’&egrave; nel Paese ha un bisogno fisiologico, estremo di giustizia. E non di una giustizia astratta, sbandierata, retorica, proclamata e fumosa. Ma di quelle piccole giustizie quotidiane che costituiscono poi la grande rete del vivere civile.” (Dacia Maraini, “Sulla Mafia”, 2009). È drammatico se fra quei pochi che si rendono conto non ci siamo anche noi, che pure in molti proclamiamo quella giustizia astratta, retorica, fumosa..</font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: right" align="justify"><span style="COLOR: rgb(51,51,153)"><font size="3" face="Times New Roman">Roberto De Benedictis</font></span></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1244]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1244</guid>
	<dc:date>2012-02-01T09:07:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[RIPRENDE CON FORZA IL PROCESSO DI FORMAZIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img hspace="2" src="/public/pericle1.jpg" align="left" vspace="2" border="2" alt="" />La redazione del Piano Regolatore Generale &egrave; uno dei pilastri portanti del programma di governo dell'Amministrazione Bonfanti. La maggioranza di governo ha, in questi giorni, dato un forte impulso agli uffici preposti verso questa direzione. Pubblichiamo lo studio socio- economico redatto dal Prof. Pedalino e adottato dal Consiglio Comunale.</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><a href="http://www.notolibera.it/public/STUDIO SOCIO ECONOMICO NOTO[1].pdf" target="_blank">www.notolibera.it/public/STUDIO SOCIO ECONOMICO NOTO[1].pdf</a></font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">L’adozione dello Schema di Massima (delibera del C.C. n. 82 del 24.10.2007) relativo alla “Revisione del P.R.G. del territorio di Noto”, redatto nel maggio 2006 (trasmesso con nota prot. gen. n. 22518 del 04.07.2006) dall’Ufficio speciale di Piano (istituito con delibera di G.M. n. 105 del 26.06.2003 ed integrato con delibera di G.M. n. 87 del 26.05.2005) con la consulenza della prof.ssa Tatiana Kirova (delibera di G.M. n. 106 del 26.06.2003) secondo le “Linee guida” delineate dalle “Direttive Generali” del 2004 (delibera del C.C. n. 11 del 18.02.2004), ha rappresentato una fase “importante e significativa” del processo urbanistico degli ultimi cinquant’anni (riferito allo scempio del Piano “Sultana” negli anni ’60-70 per la proposta di realizzare un “porto turistico” nei Pantani di Vendicari) per aver introdotto gli “indirizzi di pianificazione strategica e di programmazione sostenibile” – oltre alla “dichiarazione di sostenibilit&agrave;” - riconducibili ai principi e ai criteri della sostenibilit&agrave; economica, sociale e ambientale tipici del processo di Agenda 21 locale e della Carta di Aalborg (1994 e 2004) alla quale il Comune di Noto ha aderito nel gennaio 2004. I contenuti e gli obiettivi sono evidenziati nel “Documento sugli indirizzi di programmazione” di cui all’Allegato alla Tav. 6-Bis dello Schema di Massima relativi alla “Rete Ecologica e Agenda 21 locale per lo sviluppo sostenibile”. <br />1. La Rete Ecologica in ambito comunale, definita secondo i “lineamenti di indirizzo tratti dalle linee guida di attuazione della R.E.S. – P.O.R. Sicilia 2000- 2006, rappresenta una “nuova concezione delle politiche di conservazione dell’eco-sistema territoriale” per fronteggiare il progressivo degrado del patrimonio naturalistico, paesaggistico e ambientale, causati dall’accrescimento discontinuo e incontrollato delle attivit&agrave; antropiche e insediative. L’approccio di tale sistema, quindi, coniuga la conservazione della natura con la pianificazione territoriale e delle attivit&agrave; produttive, assegnando alla Rete Ecologica il valore di “strumento” per la conservazione della ricca diversit&agrave; di paesaggi, habitat e specie di rilevanza europea e mondiale. Obiettivo principale della R.E. &egrave; quello (come le Direttive Habitat e Natura 2000) della “conservazione” della biodiversit&agrave; come parte integrante dello sviluppo economico e sociale ma anche di “costruire” nuovi modelli di gestione che generino “conservazione e qualit&agrave; ambientale”, producendo reddito e occupazione attraverso la valorizzazione delle risorse del patrimonio endogeno, lo sviluppo di nuove attivit&agrave; e di sistemi produttivi ed erogazione dei relativi servizi, facendo s&igrave; che il territorio interessato dalla R.E. diventi “ambito privilegiato” nel quale sperimentare nuove forme di intervento per diventare “piani o progetti d’eccellenza”. Il concetto di “sviluppo sostenibile” &egrave; ricompresso, quindi, in una concezione pi&ugrave; articolata e complessa del processo di sviluppo economico e sociale, non contrapponendosi ad esso ma integrandolo o adattandolo con verifiche di “compatibilit&agrave; ecologica”. <br />2. Agenda 21 locale rappresenta il “motore” privilegiato e strategico per la “partecipazione, consultazione e condivisione” delle idee e dei progetti che, attraverso gli strumenti del Piano d’Azione e del Forum cittadino, realizzano gli interventi migliorativi da attivare nel territorio secondo “obiettivi, priorit&agrave; e tempi” di realizzo. L’introduzione nel P.R.G. di tali strumenti rappresenta una “strategia nuova” di “conoscenza” ma soprattutto di capacit&agrave; innovativa di saper “gestire” il territorio e di “monitorare” le aree di “criticit&agrave;” individuate in fase ricognitiva dello “stato di fatto” al fine di “controllare” il loro grado di “qualificazione ambientale” e di perseguimento degli obiettivi prefissati. Il Piano di Azione denominato “Noto Sostenibile” individua, in linea di massima, aspetti riguardanti: - la mobilit&agrave; urbana - i trasporti pubblici e privati - la tutela e conservazione delle risorse naturali e ambientali e delle azioni per valorizzarle - il risparmio energetico nell’edilizia pubblica e privata, con allegato al R.E. sul “piano energetico ambientale” - la raccolta differenziata dei rifiuti urbani e il loro riciclo o recupero - la riduzione dei fattori inquinanti (acustico, atmosferico, idrico), specie nelle colture agricole e intensive - il turismo sostenibile che rispetti l’ambiente, la natura, il patrimonio culturale e artistico l’educazione ambientale nelle scuole come processo di sensibilizzazione al rispetto della natura e del patrimonio artistico, delle tradizioni, dell’ambiente, del paesaggio - il risparmio nel consumo di suolo edificabile e nell’introduzione di aspetti normativi per incrementare il verde privato e le aree di verde pubblico (c.d. “standard urbanistici”) - pianificazione urbanistica ed attivit&agrave; edilizia da realizzare secondo i principi della “sostenibilit&agrave; ambientale” Spetta, pertanto, alla definizione del Piano Urbanistico Comunale l’introduzione di norme, principi e linee d’intervento per realizzare la “sostenibilit&agrave; ambientale” nel territorio di Noto. Il Piano Ambientale &egrave; uno strumento di governance e di democrazia partecipata,che impone agli amministratori trasparenza e assunzione di responsabilit&agrave; rispetto agli impegni assunti; occorre,quindi, che gli impegni dell’Ente siano esplicitati e l’azione svolta e i risultati raggiunti (e i relativi costi) monitorati e oggetto di verifiche in merito alla loro efficacia ed efficienza. <br />Se l’ “azione” non fondata sulla conoscenza &egrave; destinata ad essere vana, la conoscenza senza una volont&agrave; realizzatrice &egrave; cosa sterile. La redazione del Nuovo Piano Regolatore integrato, nel contesto di uno Studio Socio-Economico del territorio di Noto, &egrave; finalizzata a fornire al “saggio” Amministratore la visione dell’esistente e del possibile quale premessa per un’azione efficiente ed efficace. <br /><br /><br />Il senso delle cose (…e le cose di senso). <br />Nel cambiamento in atto dei sistemi produttivi locali entrano in gioco diversi livelli (locali, metropolitano, globale) che ridefiniscono i confini dei luoghi in rapporto alle molteplici esperienze dei soggetti che li abitano o li usano, spostandosi da un punto all’altro di un sistema che, ormai, sembra privo di confini ben tracciati. Un aspetto cruciale che alcuni filoni teorici hanno messo in luce &egrave; il ruolo del territorio, inteso come qualcosa di pi&ugrave; e di diverso dallo spazio. <br />Solo concependo il territorio come spazio relazionale, costrutto socio-economico, fortemente influenzato dalle convenzioni, dalle strutture di governance e dai meccanismi di regolamentazione, &egrave; possibile cogliere la vera natura dei sistemi locali di produzione ove il territorio costituisce dunque una componente attiva dei sistemi economici, che determina le scelte produttive e diventa esso stesso una risorsa fondamentale per la produzione. <br />Il territorio come spazio cognitivo in cui si genera e si trasmette conoscenza, rappresenta un rilevante elemento esplicativo della crescita dei sistemi locali di produzione. Il territorio deve essere interpretato come un sistema sociale, in cui si stabiliscono scelte e regole; ma soprattutto legami sociali ed economici all’interno di un contesto specifico. Da tale concezione discende l’eterogeneit&agrave; dei sistemi produttivi locali ognuno dei quali segue un proprio percorso evolutivo determinato dal suo stesso evolversi. Si &egrave; molto discusso sui fattori in grado di generare esternalit&agrave; positive a livello locale. <br />I vantaggi competitivi di un’area possono scaturire dall’elevato livello di specializzazione produttiva, ovvero da una agglomerazione di produzioni diversificate, caratterizzate da forti interdipendenze settoriali. La crescita economica di ogni specifica area territoriale viene inoltre considerata dipendente dalla capacit&agrave; della stessa di attirare risorse mobili rilevanti ai fini della crescita: imprenditori, capitali e lavoratori specializzati. Nella recente letteratura sullo sviluppo economico i meccanismi di creazione e trasmissione delle conoscenze hanno assunto un ruolo cruciale nella spiegazione del successo di alcune aree e del declino o della stagnazione di altre. <br />In particolare i contributi degli studiosi dello sviluppo locale hanno sottolineato l’importanza dell’interazione fra agenti economici ed ambiente circostante nello sviluppo di know how produttivi derivanti da un corpus di conoscenze diffuse nel territorio, e capaci di influenzare in modo decisivo, grazie alla loro specificit&agrave;, la competitivit&agrave; della struttura produttiva locale. <br />Il territorio non &egrave; pi&ugrave; concepito come spazio fisico rilevante soprattutto dal punto di vista dei costi dei trasporti secondo lo schema classico, ma piuttosto come luogo di una complessa rete di relazioni socio-economiche favorite dalla comunanza di cultura, storia e competenza degli attori. In economia la teoria dei “distretti industriali” prefigura una societ&agrave;, un cluster, che a vari livelli partecipa al processo di trasformazione e di sviluppo in un concerto sinergico di conoscenze e iniziative, realizzando economie di scala (all’interno del Distretto) che lo rendono competitivo. <br /><br />Al territorio di Noto, in quanto parte di un contesto “produttivo” quale quello del Val di Noto (inserito dall’UNESCO nel WHL) si possono applicare moduli cognitivi ed operativi propri dei Distretti? <br />La nostra risposta &egrave; affermativa pur nella consapevolezza della specificit&agrave; “produttiva” dell’area. <br />In tal senso &egrave; altamente significativo il processo messo in atto con l’Atto Costitutivo del 29 gennaio 2007 tra i Comuni del “Val di Noto” che ha costituito il “Distretto Culturale del Sud Est” per lo “sviluppo e il coordinamento delle attivit&agrave; di promozione turistico-culturale” al fine della valorizzazione, conservazione e diffusione pubblica dei beni culturali e della valorizzazione e promozione delle tradizioni locali. <br />Sulla stessa linea guida si innestano le attuali iniziative di riconoscimento dei Distretti Turistici avviate nello scorso mese di Giugno ed a cui il comune di Noto ha intelligentemente aderito sia per quanto riguarda il “Distretto Turistico Culturale del Sud Est”, comprendente i 16 comuni inseriti nella WHL Unesco, che per quanto concerne il “Distretto Turistico territoriale Siracusa e Val di Noto”, a cui hanno aderito 17 comuni della provincia di Siracusa. <br />Tali distretti, tutti imperniati sulle strategie di sviluppo turistico in rete ispirate all’approccio di “destinazione turistica” e di “turismo relazionale integrato”, rappresentano il percorso obbligato da seguire per il rilancio e lo sviluppo del turismo nel territorio di Noto. <br />Significativi appaiono in tal senso gli obiettivi operativi che si prefigge la costituenda Societ&agrave; consortile mista a responsabilit&agrave; limitata denominata “Distretto Turistico del Sud Est s.c.r.l.” per perseguire le strategie di sviluppo e rilancio turistico del territorio: <br />• Miglioramento delle condizioni generali di appetibilit&agrave; del prodotto turistico del distretto, attraverso l’attuazione di sinergie tra i soci e gli organismi pubblici e privati in qualunque modo interessati, sostenendo le imprese operanti nel settore turistico; <br />• Elaborazione e realizzazione di ogni azione utile a promuovere uno sviluppo turistico durevole delle aree del distretto, nel rispetto dell’identit&agrave; culturale locale e dell’ambiente; <br />• Promozione e realizzazione di azioni integrate, pubblico-private, di marketing ed animazione territoriale finalizzata alla promozione del prodotto turistico; <br />• Promozione dell’immagine unitaria e complessiva del turismo riferita all’area del Sud Est di Sicilia, promuovendo altres&igrave; l’immagine sui mercato nazionali ed internazionali. <br />Il territorio non &egrave; solo un congegno produttivo che conviene addensare in un posto anzich&eacute; disperdere in luoghi diversi, ma &egrave; prima di tutto un luogo che accoglie una societ&agrave; locale specifica, con le sue regole, il suo sapere la sua capacit&agrave; di governo dei conflitti. <br />In questa visione delle cose, che in una certa misura ha guidato il nostro lavoro, il Distretto Industriale si configura come un sistema sociale che, sulla base della sua specifica qualit&agrave; istituzionale, culturale e antropologica, offre una cornice appropriata alla moltiplicazione delle conoscenze locali. <br />In tale contesto quindi lo sviluppo &egrave; indotto dalla moltiplicazione delle conoscenze, del loro valore, e dagli interventi all’interno di una visione pi&ugrave; ampia, ancorch&eacute; legati al contesto locale. <br />La contiguit&agrave; fisica dei luoghi e la loro comune vocazione, se da un lato offrono una rete “naturale” per far circolare i flussi di conoscenze, esperienze, professionalit&agrave;, idee imprenditoriali, dall’altro possono esprimere verso l’”esterno” un’offerta “produttiva” pi&ugrave; appetibile, pi&ugrave; concorrenziale, perch&eacute; pi&ugrave; organicamente strutturata. La robustezza istituzionale e la permeabilit&agrave; cognitiva offrono i canali che servono per far circolare i flussi di conoscenze, esperienze, professionalit&agrave;, idee imprenditoriali. <br />L’ottima riuscita di una simile strategia di comunicazione richiede una cooperazione tra i singoli produttori i quali, se da un lato sono competitori sul singolo prodotto, dall’altro lato, devono al contempo operare come alleati nel territorio di riferimento. La contiguit&agrave; fisica non basta a far scattare la molla dello sviluppo localizzato e cumulativo nel tempo. Anche se l’addensamento venisse a prendere forma, in assenza di un nucleo cognitivo importante di sapere localizzato, con ogni probabilit&agrave; finirebbe, ad un certo momento, per perdere forza. <br />Non bisogna dimenticare che se esistono economie di agglomerazione, esistono anche diseconomie collegate all’effetto cogestione e all’effetto scarsit&agrave; che l’agglomerazione comporta sulle risorse materiali localmente disponibili: la terra, gli spazi, il tessuto urbano, l’acqua, le materie prime, il lavoro e gli fattori produttivi localizzati sul territorio. Gli unici effetti moltiplicativi che non sono soggetti a congestione e a scarsit&agrave; sono quelli che riguardano la conoscenza e i fattori immateriali. <br />La costruzione del territorio &egrave; un processo in divenire, frutto di un intreccio continuo tra lo “spazio” locale e le dinamiche esterne; e del modo in cui queste vengono intercettate. Lo spazio locale (il “luogo”), che diventa habitat del movimento, non &egrave; un dato, ma il risultato di una interazione continua e complessa tra natura ed elemento umano: la sua cultura, il “radicamento”, le sue risorse, l’economia. <br />Il risultato quindi di una costruzione dei “materiali” prodotti dalla storia (l’uomo) e dalla natura, per dare luogo di volta in volte a forme ed assetti, flussi, in divenire sempre nuovi ed “in avanzamento”: la mobilit&agrave; delle idee, delle persone, dei capitali, dei servizi e delle merci. <br />Il rilancio, la rigenerazione del territorio ad opera del “saggio” amministratore, onde evitarne la decadenza entropica, &egrave; un processo difficile quanto indispensabile che si svolge lungo due momenti: - la de-costruzione dell’ordine territoriale pre-esistente, magari ereditato dalla storia e coerente con la cultura locale, ma bisognoso - per restare “competitivo” e “vivo”- di essere re-inventato con innesti di idee, uomini e moduli produttivi nuovi, richiesti dalle dinamiche esterne; - la ri-costruzione dell’assetto del “luogo” intorno ad elementi di originalit&agrave; e specificit&agrave;, mediante un utilizzo ottimale delle risorse: servizi, infrastrutture, conoscenze contestuali, ecc, che rendano il luogo capace di produrre valori culturali ed economici spendibili sul mercato globale e di attrarre fattori, processi produttivi e “interessi” da altri luoghi. Su una circostanza occorre ben riflettere: se la de-costruzione &egrave; certa, anche se spesso avviene lentamente e in maniera poco appariscente, la ri-costruzione delle identit&agrave; locali pu&ograve;, verosimilmente, trovare ostacoli e resistenze a causa di una mancanza di incisivit&agrave; dell’azione di promozione, specie se rispetto ad un ambiente poco recettivo e non adeguatamente disposto al cambiamento. <br />Da questo punto di vista, non &egrave; detto che avere alle spalle una forte identit&agrave; e storia culturale del luogo (come nel “nostro” caso) aiuti nella misura in cui ristagnano forme di conservatorismo pi&ugrave; o meno latente. Spesso, se questa identit&agrave; fa diga al rinnovamento, possiamo assistere alla lenta decadenza del territorio, senza che prenda forma un “nuovo luogo” con nome e identit&agrave; diverse, s&igrave;, sebbene eredi del precedente. Per questo, chi vive nei luoghi e vuole salvare la loro identit&agrave;, deve preoccuparsi di generare identit&agrave; competitive, costruite intorno all’innovazione ed una ipotesi di sviluppo competitivo. <br />Perch&eacute; i soggetti possano davvero plasmare lo spazio dei luoghi e le “reti” dei flussi in funzione della loro idea di futuro, debbono abbandonare l’idea di abitare un territorio ricevuto in eredit&agrave; da altri, o dalla storia, e cominciare a pensarlo come risultato di una loro visione in un contesto progettuale condiviso. <br />I luoghi non sono pi&ugrave; dati ma sono - o quanto meno possono essere - “prodotti” dagli uomini che li abitano. La costruzione dei luoghi cui dare un senso costituisce un grande impegno intellettuale ed operativo che chiama al lavoro tutti noi: amministratori, studiosi, consumatori (fruitori), cittadini. E che pu&ograve; essere fonte di valore economico e di vantaggi competitivi destinati a durare nel tempo, perch&eacute; riconosciuti ed apprezzati dai nostri interlocutori nel mondo. Se il recupero del patrimonio architettonico costituisce una concreta testimonianza delle antiche tradizioni costruttive, visibili in ogni particolare, dai palazzi del centro storico al patrimonio architettonico rurale sparso sul territorio, gli insediamenti urbani e produttivi non dovrebbero modificare la vocazione architettonica ed urbanistica del territorio e realizzarsi nel rispetto delle valenze naturalistiche, paesaggistiche ed ambientali. <br />Nei distretti industriali la societ&agrave; locale partecipa a questa trasformazione mobilitando le sue tre anime: quella del cluster geografico (addensamento, agglomerazione), quella dell’ecologia territoriale - sintesi di societ&agrave;, tecnica, economia e natura emergente dalla storia passata, consapevoli che la storia non passa mai - e quella del sistema delle conoscenze costruito dalle persone (variamente articolate, organizzate in gruppi portatori di interessi e valori significativi) e dalle imprese che progettano il loro futuro: questo il punto (o se si vuole: qui sta il problema!). E’ la capacit&agrave; progettuale all’interno di un quadro di riferimento elaborato e portato avanti dagli enti pubblici locali e da essi sostenuto che, come espressione dell’elemento umano, determina alla fine le sorti di un territorio in una direzione piuttosto che un’altra. <br />Infatti i tre modi di essere del territorio sopra delineati coesistono nel presente ma devono essere intrecciati fruttuosamente l’uno con l’altro in un rapporto operativo sinergico. Affinch&eacute; i soggetti (pubblici e privati) possano plasmare lo spazio dei luoghi e le reti dei flussi in funzione della loro idea del futuro debbono accantonare un atteggiamento passivo “accontentandosi” di abitare un territorio ricevuto in eredit&agrave; da altri o dalla storia, e cominciare a pensarlo come risultato di una loro visione e di un loro progetto condiviso. La capacit&agrave; di sintesi di istanze riconosciute “degne” e significative &egrave; quella di progettare un sentiero di crescita che non &egrave; solo o prevalentemente di sviluppo economico. Inefficienze del sistema produttivo, scarsi livelli di qualificazione del capitale umano, unitamente a inefficienze socio-politiche-istituzionali, possono costituire ostacoli insormontabili per lo sviluppo locale. <br /><br />Lo sviluppo locale. <br />Nelle organizzazioni di tipo distrettuale, la notevole contiguit&agrave; geografica delle imprese dovrebbe gi&agrave; di per s&eacute; favorire l’appropriabilit&agrave;, da parte delle stesse della componente del bene pubblico insita nelle innovazioni tecnologiche (maggiore diffusione delle conoscenza tecnologica). Come emerge sempre pi&ugrave; dagli studi in materia, il processo di generazione e sfruttamento della conoscenza tecnologica &egrave; in realt&agrave; un fenomeno molto complesso. Ai fini dell’avanzamento tecnologico, &egrave; evidente l’esigenza non solo di una elevata capacit&agrave; innovativa ma anche di una rapida assimilazione e di sviluppo delle innovazioni effettuate altrove. Sicuramente &egrave; vero che l’imitazione &egrave; pi&ugrave; semplice, pi&ugrave; rapida e pi&ugrave; economica rispetto alla scoperta e alla messa a punto di una innovazione (di prodotto e di processo). In pratica, tuttavia, non &egrave; sempre facile appropriarsi delle innovazioni introdotte altrove e riuscire a trarne vantaggio: inefficienze del sistema produttivo, scarsi livelli di qualificazione del capitale mano, unitamente a inefficienze sociopolitico- istituzionali, possono costituire insormontabili ostacoli a riguardo. Con il passare del tempo, si &egrave; andata sempre pi&ugrave; affermando l’idea che il processo di generazione e sfruttamento della conoscenza tecnologica sia condizionato dalla capacit&agrave; di adattamento e dalle potenzialit&agrave; innovative non solo a livello di imprese, bens&igrave; dell’ambiente, e cio&egrave; dell’intero contesto territoriale nel quale le imprese si trovano ad operare: conta infatti moltissimo il modo in cui i vari contesti territoriali sono in grado di acquisire, selezionare, utilizzare, sviluppare e diffondere la conoscenza tecnologica e valorizzare i saperi locali attraverso i propri sistemi innovativi locali; attraverso, cio&egrave;, l’insieme delle istituzioni e degli operatori (pubblici e privati) che in qualche misura hanno a che fare con la scuola professionale, con l’attivit&agrave; di ricerca scientifica e tecnologica e con le relative applicazioni sul tessuto produttivo. Recentemente poi, vari studiosi hanno posto in evidenza come il successo di alcune esperienze di sviluppo locale sia legato alla presenza in determinate aree di saperi e competenze in qualche caso connesse con la produzione agricola, in altri con know how di origine artigiana, da cui trae origine l’attuale bagaglio di conoscenze tecnologiche, spesso molto avanzate e competitive. In vaste aree del Mezzogiorno la cultura locale ha prodotto conoscenze non meno ricche e sofisticate che altrove; ma ci&ograve; non &egrave; stato sufficiente ad avviare un processo di sviluppo autopropulsivo paragonabile a quello sperimentato in alcune aree del Nord. Spesso la struttura produttiva rimane molto polverizzata, le microimprese che la costituiscono mostrano una scarsa propensione a crescere, a innovare e a espandersi su mercati pi&ugrave; ampi e dinamici di quello locale. Sarebbe errato tuttavia pensare che il territorio di Noto ricada sic et simpliciter in tale categoria e pi&ugrave; in generale affermare che i settori produttivi basati sui saperi locali tradizionali presentino un quadro sostanziale di stagnazione. Soprattutto in anni recenti, &egrave; possibile individuare in diverse aree (e fra queste il territorio di Noto) vari segnali di dinamismo e di trasformazione sia per quanto concerne le tecniche produttive che la struttura organizzativa: si pensi alle alla “produzioni” di turismo legato al territorio e alla sua vocazione culturale ed eno-gastronomica. Negli anni recenti segnali di dinamismo e di trasformazione produttiva si sono manifestati in numerose attivit&agrave; produttive tradizionali basate su know how fortemente radicati nella cultura locale. Alcune produzioni familiari - in passato destinate prevalentemente all’autoconsumo o ad una ristretta cerchia di clientiamici -sono divenute produzioni per il mercato dando vita a nuove imprese (anche se spesso su basi prevalentemente famigliari) artigiane e, in qualche caso, industriali. Questi fenomeni rappresentano un’inversione di tendenza rispetto ai primi decenni del dopoguerra in cui l’espansione della produzione industriale di massa e la progressiva standardizzazione dei modelli di consumo sembravano condannare alla scomparsa molte produzioni locali artigianali incapaci di competere con le tecnologie pi&ugrave; efficienti, le economie di scala che la produzione standardizzata inevitabilmente determinata con il conseguente abbattimento dei costi e dei prezzi. <br />Il processo di progressivo spiazzamento ed espulsione dal mercato delle “piccole” attivit&agrave; produttive locali appariva come un fenomeno fisiologico ed irreversibile, come un prezzo da pagare alla modernizzazione del tessuto produttivo e alla crescita economica; incurante del fatto che con l’emarginazione, se non la scomparsa, di tante “piccole” attivit&agrave; produttive, anche di “nicchia”, si decretava la morte dei saperi locali legati alla capacit&agrave; di esaltare le specificit&agrave; del territorio. In molti casi, come nel “nostro”, i sistemi agricoli tradizionali di produzione alimentare costituiscono un aspetto integrante dell’identit&agrave; locale e culturale: l’agrobiodiversit&agrave; dipende largamente dalle diverse sensibilit&agrave; culturali. Tutte le comunit&agrave; umane hanno il diritto di conservare, sviluppare e di arricchire ulteriormente le loro diverse identit&agrave; culturali, quali sono pratica ed espresse storicamente e tramandate di generazione in generazione. <br />Ecco perch&eacute; lo sviluppo andrebbe ripensato alla luce dell’importanza culturale delle comunit&agrave; agricole biodiversificate su piccola scala, che rappresentano una fonte primaria di conoscenza e saggezza e alimento di sviluppo socio-economico. <br />Ma la crescita del benessere della popolazione associata alla crescente mobilit&agrave; di idee, preferenze e persone ha determinato in maniera non irrilevante un mutamento, se non una mutazione vera e propria, nel “paniere” di scelta di vasti strati della popolazione in grado di esprimere in maniera sempre pi&ugrave; significativa la domanda di beni non sofisticati, non standardizzati; ma legati alle tradizioni locali e territorialmente radicati nel ricco e multiforme panorama della “provincia” italiana. Le sollecitazioni provenienti dai mutamenti nelle preferenze dei consumatori hanno stimolato un certo dinamismo nei settori tradizionali basati sui saperi locali. La domanda ed il consumo culturale, infatti, si evolvono oggi in ogni campo di attivit&agrave;. Si tratta di una nuova forma di conoscenza, di recupero di luoghi che appartengono alla storia e all’identit&agrave; culturale, affermando cos&igrave; un nuovo modo di abitare i luoghi ed una nuova forma di partecipazione sociale. In questo contesto il fattore di competitivit&agrave; pi&ugrave; importante non &egrave; tanto la riduzione dei costi grazie ad economie di scala, ma la capacit&agrave; di soddisfare bisogni differenziati mediante una produzione legata alla tradizione culturale del luogo: il luogo, la tipicit&agrave; come sinonimo di genuinit&agrave; incontaminata dalla macchina seriale “livellatrice” delle diversit&agrave;. Da questo punto di vista il prodotto tradizionale si differenzia da quello industriale grazie alla sua identificazione e radicamento nella cultura e nelle tradizioni di uno specifico territorio. <br />Il mutamento nelle caratteristiche della domanda ha trovato in molte realt&agrave; territoriali, e fra queste il comprensorio di Noto, una risposta sebbene non sempre adeguata: ma la strada appare tracciata e ci sono segnali importanti in tal senso; dai dati ISTAT, ad esempio, si evince come il settore agro-turismo abbia segnato a livello nazionale negli ultimi anni una forte crescita del 18%, sebbene in gran parte radicato nel Centro-Nord. Questo clima culturale ha favorito la riscoperta e la riappropriazione delle tradizioni locali di appartenenza. L’estensione dei mercati non &egrave; necessariamente connessa ad una trasformazione in senso industriale dei processi produttivi. Molte imprese continuano a mantenere tecnologie tradizionali e a perseguire strategie di nicchia anche sui mercati esterni. Ci&ograve; accade, in particolare, quando il prodotto presenta caratteristiche di tipicit&agrave; poco compatibili con metodi produttivi industriali. Peraltro, in un territorio, come il “nostro”, dove l’industria locale si intreccia con forme di turismo, la domanda “estera” ha una sua naturale fonte di alimentazione in una presenza turistica qualificata se in crescita. Lasciato a se stesso il territorio e con esso il tessuto economico e sociale &egrave; inesorabilmente destinato al degrado: per quanto favorevoli possano essere le condizioni di partenza “ereditate” dalla storia. Solo attraverso un radicale concepimento del territorio come spazio relazionale, costrutto socio-economico fortemente influenzato dalle convenzioni, dalle strutture di governance e dai meccanismi di regolazione, &egrave; possibile comprendere a fondo la vera natura dei sistemi locali di produzione. Il territorio rappresenta dunque una componente attiva dei sistemi economici, da cui scaturiscono e discendono le scelte produttive e che si pone in primo piano come una risorsa stessa fondamentale della produzione. <br />Il territorio assurge al ruolo di spazio cognitivo, in cui si genera e si trasmette conoscenza, rappresentando al tempo stesso un rilevante elemento esplicativo della crescita dei sistemi locali di produzione. <br />Esso deve essere interpretato come sistema sociale in cui si stabiliscono azioni, ma soprattutto legami sociali, in cui si stabiliscono azioni, regole. <br />Da tutto ci&ograve; consegue che una via efficace per esaminare la nascita e lo sviluppo di un sistema produttivo locale passa attraverso l’attenta osservazione delle sue caratteristiche peculiari. I <br />nfatti i tre modi di essere del territorio sopra delineati coesistono nel presente ma devono essere intrecciati fruttuosamente l’uno con l’altro in un rapporto sinergico. Affinch&eacute; i soggetti (pubblici e privati) possano plasmare lo spazio dei luoghi e le reti dei flussi in funzione della loro idea del futuro, debbono accantonare un atteggiamento passivo “accontentandosi” di abitare un territorio ricevuto in eredit&agrave; dalla storia, e cominciare a pensarlo come risultato di un elaborazione, di un progetto condiviso. La capacit&agrave; di sintesi di istanze ritenute “degne” e significative, quella di progettare un sentiero di crescita che non &egrave; solo di sviluppo economico. <br />Osserva un “ascoltato” economista politico: “Lo sviluppo - sostiene Sen - deve essere inteso come un processo di espansione delle libert&agrave; reali di cui godono gli esseri umani, nella sfera privata come in quella sociale e politica. Di conseguenza la sfida dello sviluppo consiste nell’eliminare ovvero attenuare i vari tipi di “illibert&agrave;” tra cui la fame, la miseria, la tirannia, l’intolleranza e la repressione, l’analfabetismo, la mancanza di assistenza sanitaria e la tutela dell’ambiente …” <br />Rileva, il contributo di Sen, per l’enfasi che un certo filone di ricerca sullo sviluppo pone sempre pi&ugrave; sulla valenza qualitativa che occorre dare a tale tematica economica e di come l’ elemento umano debba restare al centro della riflessione sui problemi dello sviluppo economico a tutti i livelli. <br />La prospettiva aperta alla politica dello sviluppo si fonda su interventi capaci di accrescere la persona umana. <br />In assenza di uno sviluppo in tal senso si stabilisce sul territorio un circuito vizioso tra preferenze individuali, carenza di servizi pubblici e di istituzioni rappresentative. Una situazione, questa, che favorisce comportamenti passivi, di accettazione, da parte dei cittadini e di conservazione dello status quo da parte delle istituzioni; cristallizzando le carenze iniziali, creando esternalit&agrave; negative agli agenti economici, lavoratori e imprenditori. <br />Si vuole qui porre ancora una volta, e ritorneremo in chiusura su questo aspetto, sulla centralit&agrave; dell’elemento umano e di come esso possa essere esaltato o depresso da un’inazione pubblica capace di incidere direttamente sulle condizione della qualit&agrave; della vita. . <br /><br />Integrazione verticale e orizzontale: il settore dell’agroturismo. <br />In una economia globalizzata, la risposta da dare &egrave; quella di coltivare, da un lato, la propria originalit&agrave; complessa (non imitabile, non trasferibile) e dal’altro di renderla fruibile al maggior numero di clienti nel mondo attraverso creativit&agrave; e reti che la rendano utile e apprezzata. L’attivit&agrave; dell’Agriturismo che, come evidenziano i dati riportati nel “Rapporto”, ha registrato una buona performance sul territorio, rappresenta un aspetto esemplare di ci&ograve; che pu&ograve; essere uno sviluppo sostenibile e integrato sia sul piano “orizzontale” che “verticale”. Si tratta di un settore che sta prendendo viepi&ugrave; consistenza sul territorio e che presenta le seguenti caratteristiche positive: <br />• si realizza quasi esclusivamente utilizzando strutture rurali esistenti e caratterizzanti del territorio. E’ questo un punto di grande rilevanza, come &egrave; facile capire. Attraverso un’attivit&agrave; che si snoda su questo piano si opera “inconsapevolmente” un piano di recupero del vasto patrimonio culturale edilizio sparso per le campagne che altrimenti sarebbe stato destinato ad un inesorabile degrado e perdita di ogni interesse: economico e culturale; <br />• si recupera la tradizione eno-gastronomica cosi fortemente presente sul territorio che trova in tali strutture un mercato di sbocco “immediato”; <br />• il fatto poi che tali strutture sono spesso a conduzioni prevalentemente familiare realizza ad un tempo due importanti obiettivi: quello di “legare” una parte della struttura occupazionale alla vocazione del territorio, e in pari tempo di preservarne la trasmissione generazionale. <br />La integrazione verticale consiste pertanto in ci&ograve;: che la presenza dell’azienda agriturismo si alimenta della, ed al tempo stesso offre un immediato sostegno, alle produzioni agricole tipiche del territorio o, come &egrave; stato detto, a produzioni ad elevato contenuto territoriale. <br /><br />Innovazione e sviluppo <br />Uno dei punti deboli della struttura del territorio di Noto &egrave; la scarsa interconnessione del tessuto industriale: le relazioni di network, anche fra imprese localizzate nella stessa area, sono, con poche eccezioni, molto limitate non solo nella fase di produzione ma anche, e soprattutto, in quella della commercializzazione dei prodotti. Questa povert&agrave; di relazioni, unitamente ad un tessuto produttivo polverizzato, rientrano fra i principali fattori di debolezza competitiva dei settori basati sui saperi locali. In tale contesto l’innovazione pu&ograve; presentare aspetti problematici con risultati sorprendenti, come peraltro dimostra il modello di sviluppo a due settori (uno ad alto tasso di sviluppo tecnologico con produzione standardizzata, l’altro a conduzione artigianale con produzioni tipiche) di Lucas del 1988. In esso si dimostra come non necessariamente la scelta di adottare tecnologie industriali conduce ad un pi&ugrave; alto livello di crescita del settore tradizionale. Se il prodotto &egrave; di elevata qualit&agrave; con caratteristiche proprie ben marcate e quindi fortemente differenziato, qualora la scelta di introdurre innovazione di processo finisce inevitabilmente per determinare innovazioni, ancorch&eacute; “intenzionali”, di prodotto con caratteristiche tali da ridurre, se non annullare, la differenziazione rispetto ai beni standardizzati sostitutivi, il risultato pu&ograve; appunto essere quello della “caduta” di attrattiva del prodotto con caduta della domanda e della crescita produttiva se non con conseguenze estreme di”scomparsa” del settore produttivo stesso. <br />Tutto ci&ograve; suggerisce la possibilit&agrave; di percorsi evolutivi molto differenti a seconda della specifica relazione fra innovazione e differenziazione del prodotto presente nel territorio. In particolare laddove il prodotto tradizionale &egrave; molto specifico, fortemente differenziato, come nel “nostro” caso, e tende a perdere tali caratteristiche con l’introduzione di tecnologie pi&ugrave; moderne, il mantenimento delle tecniche tradizionali (che peraltro consentono la sopravvivenza e lo sviluppo “a monte”delle produzioni locali dei beni strumentali connessi all’applicazione di “quelle” tecniche), associato ad una strategia di mercato di nicchia, pu&ograve; rivelarsi una scelta pi&ugrave; adatta a favorire la crescita dell’economia del territorio. <br />Il problema dell’innovazione presenta dunque aspetti complessi e differenti a seconda delle particolari caratteristiche dell’economia del territorio ed &egrave; compito della policy, sulla base di una strategia prescelta, saper esprimere una gestione a livello locale capace di indirizzare e offrire supporto organizzativo, in infrastrutture e marketing: gli effetti delle politiche pubbliche di promozione e di marketing volte a migliorare l’immagine della struttura produttiva locale e a diffondere la conoscenza del mercato locale assumono un aspetto rilevante ai fini della promozione del tessuto produttivo del territorio. <br />In un contesto territoriale come il “nostro” quella di mantenere una tecnologia tradizionale pu&ograve; dunque rivelarsi una scelta consapevole di “posizionamento” sul mercato in relazione alla qualit&agrave; e alle caratteristiche del prodotto: la distinzione ha, come sopra evidenziato, importanti implicazioni di policy che approfondiamo in quel che segue. <br />Un primo problema molto rilevante &egrave; la frammentazione del tessuto produttivo. La tipologia prevalente &egrave; la microimpresa artigianale spesso a conduzione familiare. La cooperazione tra le imprese e la condivisione dei costi di marketing consentirebbe di superare meglio le difficolt&agrave; di aprirsi al mercato e consolidarvi il “marchio” di provenienza che dovrebbe ricevere l’avallo dell’autorit&agrave; amministrativa. <br /><br />Il problema della reputazione collettiva. <br />Un aspetto molto importante &egrave; quello della reputazione collettiva. Come evidenziato con insistenza, la competitivit&agrave; di questi settori &egrave; spesso legata non tanto a vantaggi derivanti dalle condizioni di produzione e da minor costi, quanto piuttosto alla natura stessa del prodotto e dalle sue caratteristiche di specificit&agrave; e qualit&agrave;. Raramente questi aspetti si identificano con una singola impresa, al contrario essi sono quasi sempre legati ad un certo territorio ed alla sua cultura. <br />In altri termini il consumatore tende ad identificare il prodotto con il territorio di origine e a valutarne la qualit&agrave; sulla base delle informazioni che quest’ultimo convoglia. <br />Il prodotto gode cio&egrave; di una reputazione collettiva che coinvolge tutte le imprese operanti in quel particolare settore. <br />La “produzione” di turismo non solo non sfugge a questa “regola” ma assurge a caso esemplare. Esso costituisce, peraltro come &egrave; gi&agrave; stato rilevato, una sorta di prolungamento del mercato locale e in quanto tale pu&ograve; rafforzare la vocazione locale delle imprese. Si tratta di un prodotto, quello del turismo, che veicola anche, ed in maniera non irrilevante, col “passaparola”. <br />Il comportamento scorretto, non all’altezza di un albergatore (cos&igrave; come di un qualsiasi produttore), si riflette in maniera pi&ugrave; o meno ampliata sulla reputazione di tutto il territorio e del suo tessuto produttivo. La conoscenza e la capacit&agrave; di apprezzamento della qualit&agrave; del prodotto da parte dei consumatori sono fortemente condizionati con il livello di “reputazione” che gode il territorio di provenienza del prodotto stesso pi&ugrave; che con la singola impresa. La specificit&agrave; e tipicit&agrave; dei prodotti sono all’origine di una ulteriore peculiarit&agrave;. Le preferenze dei consumatori sono il risultato di un lungo processo di apprendimento sia individuale che culturale. <br />Grazie all’apprendimento il consumatore &egrave; in grado di apprezzare meglio le a volte sottili differenze qualitative di un prodotto “locale” rispetto a quello standardizzato. Mano a mano che questa capacit&agrave; progredisce le sue preferenze possono sempre pi&ugrave; in maniera significativa essere orientate verso il prodotto di qualit&agrave;. <br />Questo fatto non &egrave; privo di conseguenze significative. <br />Da un lato l’elasticit&agrave; di sostituzione tra prodotto locale e i beni concorrenti standardizzati tende ad abbassarsi (e pertanto la domanda del prodotto locale divenire pi&ugrave; rigida); dall’altro lato per&ograve; nel momento in cui la qualit&agrave;, la reputazione, del prodotto locale dovessero “tradire” le aspettative che si erano formate, pu&ograve; aversi una caduta verticale della domanda stessa. . <br /><br />Alcune implicazioni policy <br />Nella ricerca di una maggiore efficienza aziendale (di fronte alle maggiori pressioni concorrenziali), il superamento della tradizionale concezione individualistica della funzione imprenditoriale appare sempre pi&ugrave; come un elemento di fondamentale importanza nel determinare il successo (o l’insuccesso) delle imprese appartenenti ad uno specifico contesto territoriale e nel condizionare le capacit&agrave; di crescita delle stesse sul mercato. <br />La sorte dello sviluppo economico in generale e quello fortemente legato al turismo in particolare, e alle strutture che tale settore economico sollecita, &egrave; il frutto dell’ “utilizzo” delle risorse umane presenti nel territorio, della loro capacit&agrave; di esprimere, a livello di iniziativa privata che pubblica, una visone del futuro e di approntare gli strumenti idonei per la sua realizzazione. <br />Lo sviluppo del settore del turismo e delle attivit&agrave; ad esso legate richiede pi&ugrave; che in altri settori produttivi, come sopra accennato, ed in maniere dirimente un forte apporto della mano pubblica. <br />Al “saggio amministratore pubblico” viene chiesto di potenziare la rete di infrastrutture, di assicurare la preservazione e la possibilit&agrave; di fruizione del patrimonio storico-culturale, di governare la rete di collegamento logico-strategico tra i vari momenti di un di un “percorso” turistico culturale che deve condurre alla creazione di un sistema di “rete”. <br />Per “rete turistica” deve pertanto intendersi un insieme di risorse che hanno una capacit&agrave; di attrazione per il viaggiatore che &egrave; indotto a raggiungerla, dove non sono solo i musei i monumenti o l’albergo a fare di un territorio una destinazione turistica, ma occorrono soprattutto i servizi e pi&ugrave; in generale occorre una organizzazione del territorio. <br />Si tratta quindi di mettere a sistema la totalit&agrave; delle risorse del territorio, in un’ottica di rete, capace di realizzare e soddisfare le aspettative del turista e, al contempo, di assicurare la sostenibilit&agrave; economica, ambientale e socio-culturale del territorio, contribuendo alla creazione di prosperit&agrave; e sviluppo economico in un orizzonte temporale di medio e lungo periodo. <br />A tal fine risulta necessario, nonch&eacute; passaggio obbligato, creare un disegno organizzativo volto a pianificare una offerta turistica integrata mettendo a sistema le prerogative degli enti locali e del pubblico in generale, con le capacit&agrave; e le risorse del privato, condividendo obiettivi e strategie, definendo regole e ruoli; il tutto guidato dalla condivisione da parte della comunit&agrave; di riferimento della visione prospettica di sviluppo che hanno gli attori locali, pubblici e privati. <br />L’obiettivo finale &egrave; quello di istituire all’interno del territorio della Val di Noto un nuovo sistema di relazioni che integri il processo di valorizzazione delle dotazioni culturali, sia materiali che immateriali, con le infrastrutture e gli altri settori produttivi ad esso connesse, comunicando all’esterno la preziosit&agrave; e unicit&agrave; del patrimonio, esaltandone il generale vantaggio competitivo. <br />Il turismo va pensato e gestito come risorsa economica del territorio; risulta pertanto necessario lavorare con il settore e le Amministrazioni per far crescere il territorio, inteso in senso lato, conquistando nuovi clienti, fornendo servizi ed informazioni di qualit&agrave;. <br />Per raggiungere tale obiettivo sar&agrave; necessario procedere ad un passaggio propedeutico che stravolge gli attuali schemi guida su cui &egrave; imperniato il turismo del territorio; bisogna abbattere il concetto della tradizionale offerta turistica prevalentemente centrata sulla “visita mordi e fuggi” dello straordinario giacimento di luoghi di pregio naturalistico e monumenti e beni storico architettonici che il territorio custodisce, e trasformare l’area in una “destinazione turistica”, in collegamento sinergico ed integrato con le altre location limitrofe del comprensorio della Val di Noto e della provincia di Siracusa; ed allora bisogna decisamente puntare su alcuni concetti strategici che devono costituire il modello di riferimento delle politiche improntate allo sviluppo del territorio: <br />• Aumentare l’attrattivit&agrave; <br />• Accrescere la competitivit&agrave; <br />• Creare valore per il territorio <br /><br />L’attrattivit&agrave; di una destinazione turistica &egrave; negli occhi di chi la guarda dal di fuori, di chi deve venire a godere delle ricchezze del comprensorio; <br />aumentare l’attrattivit&agrave; significa pertanto comprendere ed assecondare le esigenze del turista, soddisfacendone i bisogni attuali ed anticipandone le aspettative future. <br />La competitivit&agrave; di una destinazione turistica risiede nella testa di chi vive e lavora nel territorio, sia esso operatore pubblico, privato, oppure semplice cittadino residente; accrescere la competitivit&agrave; significa pertanto innalzare il livello qualitativo dell’offerta dei prodotti e dei servizi turistici locali. <br />La crescita di valore per un territorio consente di migliorare la qualit&agrave; complessiva di una destinazione, di aumentare l’attrattivit&agrave; verso l’esterno, sia nei confronti dei turisti che degli investitori, ma soprattutto permette di migliorare la qualit&agrave; della vita dei residenti. <br />Fondamentale risulta in tal senso la puntuale e corretta individuazione delle problematiche specifiche e delle criticit&agrave; peculiari connesse allo sviluppo turistico del territorio. Cos&igrave; ad esempio, riferendoci al gi&agrave; citato settore “agro-turistico”, il sistema di accoglienza si pone come un problema specifico. <br />Trattandosi per lo pi&ugrave; di strutture “piccole” (se di grandi dimensioni perderebbero per ci&ograve; stesso le loro attrattive come &egrave; facile immaginare) abbisognano necessariamente di iniziative di compensazione per all’allestire le strutture (come per esempio: piscine, campi da golf, tennis, equitazione) che comportano da un lato costi di impianto e di manutenzioni notevoli non sopportabile per una singola azienda, e dall’altro che assumerebbero la caratteristica di beni semi-pubblici. Sarebbe questo un “esempio di scuola” di una collaborazione sinergica tra pubblico e privato. <br />Per quei settori che hanno decisamente imboccato la via della trasformazione in senso industriale (si pensi ad esempio ad alcune specifiche realt&agrave; agro-alimentari operanti nei settori vinicolo, oleario e caseario), con estesa meccanizzazione dei processi produttivi ed il cui know how tradizionale ha perso quasi totalmente il suo ruolo, l’abbattimento dei costi risulta un fattore molto importante del vantaggio competitivo che appare, peraltro, scarsamente dipendente da specificit&agrave; del know how locale o da caratteristiche di tipicit&agrave; del prodotto. <br />Non esistono in questo caso particolari problemi di policy se non in quelli connessi al fatto che la struttura produttiva &egrave; costituita in gran parte da microimprese, molte delle quali operano sul mercato locale. Gli ostacoli all’innovazione sono, in gran parte, quelli tipici delle piccole imprese. Sono cio&egrave; legati a problemi dell’informazione, a difficolt&agrave; finanziarie, ai costi elevati in presenza di “indivisibilit&agrave;” tecnologiche. “Qui” il problema &egrave; la crescita: la limitatezza e la scarsa dinamica dei mercati di sbocco sono spesso il fattore che influenza maggiormente la propensione a innovare. In questi casi il policy mix corretto &egrave; l’uso simultaneo e coordinato di strumenti di intervento tendenti a stimolare da un lato la diffusione di nuove tecnologie di processo, l’evoluzione del know how attraverso i processi di apprendimento e la formazione di relazioni di network fra imprese; dall’altro favorire i contatti fra le imprese locali e mercati esterni al fine di evitare un circolo vizioso di bassa competitivit&agrave; e bassa domanda. <br />E’ chimerico che a livello comunale o meglio ancora di coordinamento territoriale in tal senso possano essere attivate iniziative? <br />Per quanto invece riguarda i prodotti tipici del settore (come ad esempio l’olio d’oliva, la mandorla pizzuta, il vino moscato e nero d’Avola, il pomodoro ciliegino, il formaggio caciocavallo, il melone cantalupo, il carrubo, la bottarga e la ventresca di tonno, etc.) ai quali abbiamo dedicato particolare ed estesa attenzione per la rilevanza che essi rivestono nel nostro territorio, i problemi da affrontare sono abbastanza diversi. Si &egrave; gi&agrave; avuto modo di rilevare come in questo caso la relazione fra innovazione e competitivit&agrave; presenti aspetti problematici. <br />Quando il prodotto si caratterizza per un elevato grado di differenziazione legato alla sua tipicit&agrave;, il mutamento dei metodi produttivi pu&ograve; causare una riduzione della differenziazione e un riposizionamento del prodotto su un diverso segmento di mercato che lo pone in competizione con beni standardizzati. <br />Naturalmente non tutti i tipi di innovazione producono questi effetti e ciascuno di essi pu&ograve; produrre effetti diversi a seconda del prodotto considerato. In generale le innovazioni che riguardano l’immagine del prodotto, la conservazione o la trasportabilit&agrave; hanno da un lato scarsi, se non nulli, effetti sulle caratteristiche del prodotto mentre possono incidere significativamente sulla sua commerciabilit&agrave;; <br />si pensi, a titolo di esempio ed in ottica emulativa di benchmarking, alle “boutique del baccal&agrave;” di Barcellona, ad uso quasi esclusivo dei turisti in transito, ben attrezzate per il trasporto del prodotto anche in aereo del prodotto. Il punto importante &egrave; che, in situazione del genere, una politica di sostegno indiscriminato all’innovazione potrebbe dar luogo a effetti controproducenti sulla competitivit&agrave; delle imprese (che a quel punto non godranno pi&ugrave; di un “monopolio” locale e dovranno competere con la produzione nazionale…e globale) e sulla crescita del settore. <br />La variabilit&agrave; dei casi specifici suggerisce un approccio mirato capace di individuare per ciascun settore o singoli prodotti le misure opportune. <br />In generale il sostegno all’innovazione mediante l’incentivazione finanziaria &egrave; strumento piuttosto grossolano e che ha mostrato nella lunga pratica di sua applicazione dei limiti molto forti laddove politiche a livello locale mirate a realizzare una adeguata rete di servizi reali, soprattutto da parte dei centri di ricerca e assistenza tecnica, che privilegi questi tipi di intervento sono indubbiamente pi&ugrave; adatti ad affrontare selettivamente casi specifici. <br />In questi contesti l’elemento cruciale dell’attivit&agrave; innovativa non &egrave; tanto, lo ribadiamo, l’adozione di macchinari pi&ugrave; efficienti quanto, piuttosto, il processo di apprendimento. In esso infatti avviene la trasmissione delle conoscenze tecniche tacite e codificate che consente di orientare l’innovazione alla luce della tradizione e di muoversi lungo percorsi innovativi compatibili con le specificit&agrave; del prodotto preservando il vantaggio competitivo che ne deriva. La dinamica dell’apprendimento &egrave; influenzata dagli stimoli conoscitivi presenti nell’ambiente in cui l’impresa &egrave; immersa: un ruolo importante, in tal senso, giocano gli istituti di ricerca, formazione e assistenza tecnica di settore come dimostrano i tanti casi presenti in Italia (vedi i territori sparsi in vari centri a vocazione turistica, votati alla produzione di ceramiche artistiche, di manufatti artigianali quali “borse”, sandali, etc.). La formazione professionale &egrave; uno dei canali attraverso i quali nuove conoscenze possono essere diffuse nell’ambiente locale integrandosi con i know how tradizionali e contribuendo a diversificarlo ed arricchirlo. L’amministrazione locale anche, come si diceva prima, consorziandosi con le aree limitrofe lo stretto territorio comunale, dovrebbe in tal senso essere parte attiva di tale processo. <br />Ed in tale visione diventa semplice richiamare i gi&agrave; insistentemente citati concetti di distretto e di destinazione turistica, dove l’obiettivo primario permane quello di collaborare e definire un indirizzo strategico di fondo secondo una visione di sviluppo di ampio respiro, tanto verso la destinazione e la comunit&agrave; residente quanto verso i turisti. <br />Il sostegno alle strutture associative in grado di attenuare il problema dell’indivisibilit&agrave; dei costi di marketing e la promozione dei marchi collettivi costituiscono gli strumenti classici di intervento. <br />Nel caso dei settori tipici, dove sono particolarmente diffuse le esternalit&agrave;, la reputazione collettiva, di cui abbiamo trattato sopra, assume particolare rilevanza. Chiudiamo queste considerazioni generali sul lavoro svolto richiamando ancora una volta l’importanza del fattore umano e della politica demografica e, quindi, urbanistica, che deve essere in cima ai pensieri dell’Amministrazione. <br />E’ chiaro a tutti che un territorio che dovesse mostrare una tendenza all’invecchiamento e al depauperamento delle popolazione sarebbe inesorabilmente destinato al declino. Dall’analisi dei dati e delle proiezioni riportate nell’apposita sezione emergono luci ed ombre. Il fatto pi&ugrave; rilevante (in positivo) &egrave; la netta inversione di tendenza tra l’ultimo decennio del novecento, quando si assiste ad un declino della popolazione residente, e il primo del duemila, che vede una costante crescita della popolazione. La popolazione residente a Noto alla data del 31 dicembre 2009 risulta essere di 23.761 abitanti, corrispondenti a 9.089 famiglie; un ultimo aggiornamento dell’anno in corso ha visto una ulteriore crescita della popolazione nei primi 6 mesi, con un totale di 23.821 residenti alla data del 15 Luglio 2010. A titolo di confronto, si consideri che nel 1991 i residenti risultavano 21.722 e le famiglie erano 8.151. Nell’ultimo decennio si &egrave; assistito ad un fenomeno di progressiva riduzione dell’ampiezza del nucleo familiare, passato dal valore di 2,75 del 2001 all’attuale valore di 2,61 del 2009; complesse risultano le motivazioni di carattere sociale ed economico che stanno alla base di tale tendenza, le cui radici sono essenzialmente riconducibili alla generale diminuzione della natalit&agrave; media dei nuclei familiari ed alla formazione di nuovi nuclei familiari composti esclusivamente da persone anziane o “singles”. Il movimento naturale della popolazione (differenza tra nascite e morti) si &egrave; sempre mantenuto positivo negli ultimi vent’anni, sebbene con un andamento positivo ma decrescente negli anni novanta e che inverte la sua tendenza a partire dal duemila per effetto della crescita del tasso di natalit&agrave;; in tale scenario, abbastanza confortante appare il dato delle nascite, che mostra interessanti segni di ripresa negli ultimi 3 anni, con una media di circa 244 nascite all’anno. Anche il flusso migratorio (differenza tra iscritti e cancellati all’anagrafe comunale) presenta un saldo sempre positivo negli ultimi 9 anni dal 2001 al 2009, ed in particolare nell’ultimo periodo si &egrave; assistito ad un saldo sempre superiore alle 100 unit&agrave;; significativo appare in tal senso il dato relativo a nuovi iscritti provenienti da regioni italiane del Nord Italia (particolarmente Emilia Romagna, Toscana e Piemonte) che hanno trasferito la propria residenza nel Comune di Noto, in abbinamento al dato di cittadini stranieri residenti nel territorio, in costante aumento negli ultimi 5 anni. La situazione demografica di Noto tuttavia non sfugge al dato di fondo tendenziale, registrato universalmente a livello nazionale e regionale, di un progressivo invecchiamento della popolazione, sebbene il dato risulti abbastanza in linea con quello regionale, leggermente migliorativo rispetto ai dati della provincia e ancor pi&ugrave; rispetto a quello dell’Italia insulare e al dato complessivo nazionale. Tale dato relativamente confortante si associa poi ad una distribuzione per classi di et&agrave; che vede una polarizzazione maggiore della popolazione in et&agrave; lavorative attive, in particolare nelle fascia 36-50, che mostra gli indici di crescita maggiori. Il fatto per&ograve; che si registra un calo nella classe di popolazione compresa tra i 20 e i 35 anni solleva qualche perplessit&agrave; sulle dinamiche future della popolazione in et&agrave; lavorative attive. L’inversione di tendenza dei saldi migratori (negativi negli anni novanta, positivi e con andamento crescente negli anni duemila) e il conseguente aumento della popolazione residente ci inducono a pensare che il territorio di Noto abbia riacquistato una sua capacit&agrave; di attrattiva. Anche gli scenari delineati in questo rapporto per il 2020 relativamente alla popolazione residente nel comune sono confortanti; allo stesso modo, anche gli scenari prospettici estesi fino al 2030 confermano tale tendenza. Queste situazioni possono ben rappresentare una buona premessa per il futuro del territorio; ma da esse ne deriva una sfida alla Pubblica Amministrazione sul piano del riassetto e della preservazione del territorio, di uno sviluppo urbanistico adeguato sia sul piano quantitativo che qualitativo, del sostegno alle attivit&agrave; di formazione orientate ad uno sviluppo sostenibile. <br /></font></p>]]></description>
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	<dc:date>2011-11-16T10:31:30+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Evarco</dc:creator>
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	<title><![CDATA[ GREEN DRINKING: ATTI CONCRETI CON I REGOLAMENTI EDILIZI DI BIOARCHITETTURA]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="247" hspace="2" width="150" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/sindaco_corrado_bonfanti.jpg" />Continua il riscontro in provincia di Siracusa da parte delle amministrazioni locali verso un nuovo modo di comunicare il tema della sostenibilit&agrave;. <br />
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I Green Drinking: percorsi di bioarchitettura, sono diventati un luogo di confronto fra gli addetti ai lavori, le classi dirigenti e le forze sociali per porre degli obiettivi concreti e pianificare azioni per il vivere quotidiano. <br />
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A Noto il Sindaco Corrado Bonfanti, ha apprezzato molto l’iniziativa di venerd&igrave; 11 novembre e in particolare ha accolto con favore il gesto dell’inbar Siracusa che ha voluto donare al Comune di Noto il regolamento edilizio di bioarchitettura, cos&igrave; come fatto a Solarino lo scorso ottobre con il sindaco Pietro Mangiafico. <br />
<br />
Il presidente dell’Inbar Siracusa, Massimo Gozzo afferma che il primo passo per un governo del territorio sano e lungimirante &eacute; capire che la qualit&agrave; della vita nei centri urbani dipende da fattori legati a buoni strumenti urbanistici che regolino aspetti importanti della pianificazione, e che purtroppo amministrazioni miopi, come il capoluogo di provincia sempre pi&ugrave; raggomitolato in questioni interne e gi&agrave; in possesso da pi&ugrave; di un anno di questo strumento votato all’unanimit&agrave; dalla commissione urbanistica, rischiano di paralizzare il territorio. <br />
<br />
Il tema dell’incontro, che si &egrave; inserito nella Settimana Unesco “A come Acqua”, &egrave; stato proposto dal direttore di dipartimento Ambiente Francesca Pedalino. L’Elemento Acqua il filo conduttore di una conversazione che ha toccato temi sociali e ambientali e da cui &egrave; nata una scaletta di priorit&agrave; per l’agenda programmatica dell’Istituto in provincia di Siracusa peraltro condivisa dal presidente del consiglio provinciale Michele Mangiafico presente all’incontro.</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1242]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1242</guid>
	<dc:date>2011-11-16T08:50:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Evarco</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[SALVALARTE A CASTELLUCCIO - NOTO]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="150" height="112" alt="" src="/public/image/VINCENZOBELFIORE.jpg" />Domenica 13 novembre alle ore 10:30 appuntamento a Castelluccio -Noto <br />
(chi non conosce la strada, appuntamento alle 10:10 al bar di testa dell'acqua, per raggiungere Castelluccio dall'altipiano, 3 km lungo la strada provinciale noto Palazzolo, segui le indicazioni, Castelluccio, in discesa a sinistra) <br />
La storica campagna di Legambiente sul patrimonio culturale ci riporta a Castelluccio che nel 2007 ci vide protagonisti insieme detenuti della casa di reclusione di Noto con l'intervento per la pulizia della regia trazzera che conduceva alla grotta dei santi, da allora grazie a tante associazioni e organizzazioni turistiche il sito &egrave; sempre pi&ugrave; fruito e per questo dimostra la necessit&agrave; di continua e costante manutenzione. <br />
Quest'anno l'immenso patrimonio della contrada Castelluccio &egrave; stato reso fruibile grazie all'accordo tra l'assessorato dei Beni Culturali e dell'Identit&agrave; Siciliana con quello del Territorio e Ambientee per l'utilizzo degli operai del servizio antincendio boschivo in aree archeologiche un lavoro che ha reso possibile per noi la visita al poco conosciuto castello che d&agrave; il nome alla contrada. Accompagnati dal direttore del Parco archeologico dottor Lorenzo Guzzardi potremo inoltre visitare il villaggio e la necropoli preistorica e attraverso la trazzera raggiungere la grotta dei santi un'occasione privilegiata delle aumentare la consapevolezza dell'immenso patrimonio culturale del territorio che ancora non esprime il suo attraverso il suo fascino il suo potenziale attrattivo. <br />
<br />
Inoltre sar&agrave; possibile ricevere oltre la consueta pubblicazione curata dall'ideatore Gianfranco Zanna sull'intera campagna SalvalarteSicilia, il dossier &quot;Unesco alla siciliana&quot; sulle criticit&agrave; dei siti Unesco siciliani. <br />
<br />
Vincenzo Belfiore </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1241]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1241</guid>
	<dc:date>2011-11-12T09:52:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ GAN: SE FACESSIMO UN POCHINO DI CHIAREZZA]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="91" hspace="2" width="110" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/CETTY.jpg" />“Gan sta per galleria civica di arte contemporanea di Noto oppure &egrave; solo uno spazio espositivo affidato in forma gratuita ad un’associazione?” Questa &egrave; la domanda che rimbalza di bocca in bocca nello sconcerto generale, in attesa di sapere cosa il sindaco Corrado Bonfanti voglia farne. Intanto per&ograve; cresce l’indignazione di artisti, professionisti, e cittadini comuni che non avrebbero mai voluto assistere alla rimozione della lastra dal prospetto dei Gesuiti, posta per indicare che Noto, culla naturale di cultura e d’arte, ospitava una galleria civica. “La chiusura della Gan - dichiara l’artista e scrittore Mario Zuppardo - danneggia l’immagine di Noto che sta cercando di elevarsi al rango di citt&agrave; d’arte e di cultura”. Eppure era nell’aria che sarebbe finita cos&igrave;. Nella lettera dello scorso 5 settembre, a firma del neo sindaco si chiedeva al direttore dell’Accademia di Belle arti Val di Noto Letterio Consiglio di provvedere al rilascio dei tre saloni dell’ex Convento dei gesuiti, concessi all’Accademia per dodici mesi non rinnovabili a decorrere dal 9/5/2009, in comodato d’uso gratuito per istituire una galleria d’arte contemporanea, “essendo il termine abbondantemente scaduto”. Nella lettera per&ograve; non si fa menzione alcuna a gestione affidata ad associazioni facenti capo a soggetti pur autorevoli nel campo dell’arte, come espresso nella sua replica, dall’assessore al Turismo, bens&igrave; all’Accademia di Belle arti. La Gan era una galleria civica? Sembra proprio di s&igrave;, tant’&egrave; che ci fu un protocollo d’intesa tra Comune e Accademia, col quale furono fissati alcuni punti. Ad esempio il primo salone sarebbe stato adibito a mostra di artisti locali con l’obbligo per ciascuno di donare un dipinto alla Gan. Il secondo salone invece sarebbe servito per esposizioni di artisti nazionali e stranieri come di fatto &egrave; avvenuto. Quanto ai tempi “abbondantemente superati” rispetto alla scadenza del 9 maggio 2010, bisogna fare un passo indietro al momento in cui la Gan avvi&ograve; i primi passi. All’inizio si ritenne giusto fare una prova, per questo i locali vennero concessi per 12 mesi ad un’istituzione. Quando si vide che i risultati erano brillanti si stabil&igrave; di continuare. Fra l’altro il complesso dei gesuiti si prestava ad una situazione di carattere culturale di alto profilo. Probabilmente l’ex sindaco Valvo fece una leggerezza nel non rinnovare il contratto ma va a pensare che, dati i risultati in termini di immagine per la citt&agrave; e di attivit&agrave; culturale non circoscritta all’ ambito territoriale, anche se non ce l’avesse fatta ad essere rieletto, il suo successore ne avrebbe decretato la fine! “Nel concepire la Gan - rileva la professoressa Carmela Cirinn&agrave; - ci siamo prefissati di creare uno spazio di confronto culturale. Tutte le citt&agrave; d'arte hanno almeno una galleria civica d'Arte contemporanea. Mi viene da sorridere all’idea di concepire L'Accademia come un’associazione che “monopolizza" gli spazi e non piuttosto un’universit&agrave; che ha creato una Galleria civica”. Cetty Amenta </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1240]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1240</guid>
	<dc:date>2011-11-07T10:06:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Cetty Amenta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'OSPEDALE TRIGONA NON SI TOCCA]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><strong><img class="" height="150" hspace="2" width="150" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/LogoELETTORALEPD.jpg" />L&rsquo;OSPEDALE TRIGONA NON SI TOCCA <br />
</strong>Ha ripreso vigore il dibattito sul futuro della sanit&agrave; nella zona sud e, in particolare, sul futuro dell&rsquo;ospedale Trigona. <br />
Purtroppo, ad oggi, tanti bei discorsi e nulla pi&ugrave;. <br />
Le esperienze del 1994 e del 2002, per&ograve;, non ci fanno stare tranquilli. <br />
<strong>SIA CHIARO: IL CIRCOLO PD DI NOTO DIFENDE L&rsquo;OSPEDALE <br />
</strong>e pretende una sanit&agrave; di eccellenza (servizi di qualit&agrave; e basta con le liste di attesa). <br />
Durante la recente competizione elettorale, il Presidente Lombardo ha assicurato il Suo sigillo al mantenimento e miglioramento del nostro ospedale, mettendo, nei fatti, la parola fine al progetto AGENAS. <br />
Occorre dimostrare con i fatti che non si trattava di una promessa elettorale, perch&eacute; gli atti che, intanto, vengono posti in essere dall&rsquo;ASP provinciale di Siracusa si dimostrano in contrasto con quanto promesso dal Presidente della Regione e vanno pertanto bloccati. <br />
Bisogna mettere fine alla confusione, alle speculazioni, al campanilismo e alla demagogia: <br />
<strong>VOGLIAMO UNA SANITA&rsquo; MIGLIORE IN TUTTA LA ZONA SUD</strong>. <br />
CHIEDIAMO che il Presidente Lombardo, l&rsquo;Assessore Russo e il Dirigente dell&rsquo;ASP di Siracusa dr. Maniscalco, vengano a Noto per garantire il rispetto degli impegni assunti in campagna elettorale. <br />
</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1239]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1239</guid>
	<dc:date>2011-10-28T10:39:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Partito Democratico Noto</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[E LA FARSA CONTINUA .........]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="3" face="Times New Roman">
<p align="justify"><em><strong><font size="3" face="Times New Roman">                                  Tratto da La Civetta di Minerva di Siracusa</font></strong></em></p>
<p align="justify"><img border="2" hspace="2" alt="" vspace="2" align="left" width="111" height="111" src="/public/image/CIMETTOFIRMA.jpg" />"Tutta la vicenda rischia di oltrepassare il limite della decenza. I sindaci sono abilitati alle decisioni che avevano rivendicato"</p>
</font></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">"Comportamento inqualificabile, che va al di l&agrave; dell’incarico conferitogli. <br />
L'ex magistrato Cardaci sta invadendo le competenze dell'assemblea" <br />
<br />
<br />
«Inammissibile, ingiustificata e fuori da ogni regola democratica. Il commissario Cardaci non pu&ograve; privare i sindaci di questa provincia del diritto di Assemblea di un organismo nel quale, a pieno titolo, sono soci. Quello che registriamo &egrave; un comportamento inqualificabile, che va al di la dell’incarico conferitogli dal presidente della Regione, al quale abbiamo chiesto un incontro urgente, per avere risposte immediate su una vicenda che rischia di oltrepassare il limite della decenza». <br />
<br />
Si esprime cos&igrave;, amareggiato e rammaricato, il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, nella sua veste di vice presidente dell’Ato Idrico 8 Siracusa, e di portavoce degli altri 14 sindaci che con lui (gli altri sei sindaci mancanti, Augusta, Floridia, Pachino, Priolo, Rosolini, Siracusa, erano fuori sede) hanno sottoscritto lo scorso 22 settembre, la richiesta di convocazione dell’Assemblea, con oltre la firma di un quinto dei soci previsto dallo Statuto, alla notizia diffusa dal Commissario Gustavo Cardaci, dopo la conferenza stampa dallo stesso tenuta ieri, con la quale comunica la sua decisione di non provvedere alla convocazione dell’Assemblea in cui i primi cittadini chiedevano di discutere ed eventualmente poter deliberare su fatti urgenti riguardanti la situazione dell’Ato, quali: 1) approvazione del verbale della seduta precedente, 2) presa d’atto del decreto di nomina del Commissario in sostituzione del CdA dell’ATO e provvedimenti consequenziali, 3) deliberazioni Commissariali nn.2 e 3 e provvedimenti consequenziali; 4) ricorso per ottemperanza promosso da SAI 8 spa contro il CONSORZIO ATO di SR (e contro il Comune di Melilli) avanti al CGA (udienza fissata per il 19/10/2011) e provvedimenti consequenziali. <br />
<br />
Secondo Amenta e i sindaci della provincia di Siracusa, il Commissario straordinario, che ha assunto i poteri di sostituzione del CdA del Consorzio e successivamente, con ulteriore nomina, anche di presidente dello stesso Consorzio e dell’Assemblea, di fatto, con la sua decisione, assumendosene la responsabilit&agrave;, sta impedendo all’Assemblea, e quindi ai rappresentanti dei Comuni che ne fanno parte, di esercitare la funzione di indirizzo generale che gli &egrave; attribuita dallo Statuto. <br />
<br />
Non compete al Presidente l’arbitrio di revocare (rectius: impedire) la convocazione dell’Assemblea richiesta in via d’urgenza da un quinto dei consorziati, n&eacute; quello di stabilire quando ricorrono o meno i motivi che giustificano l’urgenza della convocazione, cosi come quello di rimuovere dall’ordine del giorno e scegliere egli stesso gli argomenti sui quali i consorziati intendono esercitare la funzione d’indirizzo che gli &egrave; attribuita dalla legge. <br />
<br />
Piuttosto, viene sottolineato dai sindaci che hanno sottoscritto la richiesta di convocazione, il Commissario, da un lato, sta ulteriormente invadendo le attribuzioni stesse dell’Assemblea e dei soci, impedendone il regolare svolgimento e, d’altro lato, pretende insistentemente che gli stessi, nella loro funzione di sindaci dei Comuni consorziati, consegnino gli impianti alla SAI 8 nonostante la sentenza del CGA che annulla il bando e i conseguenti atti con cui la stessa SAI 8 si era aggiudicata la gestione del Servizio Idrico Intergrato. <br />
<br />
Cos&igrave; facendo, fanno rilevare Amenta e gli altri sindaci, il Commissario Cardaci si &egrave; posto in una situazione di evidente conflitto con le funzioni straordinarie affidategli perch&eacute;, di fatto, anzich&eacute; fare gli interessi dell’Ato, si preoccupa di curare quelli della SAI 8. <br />
<br />
D’altra parte, diventa incomprensibile la fretta del dottor Cardaci, considerato, come pi&ugrave; volte suggerito dai sindaci che si rifiutano di consegnare gli impianti delle loro citt&agrave; a SAI 8, oltre che per la serie di inadempienze contestatale (dal mancato versamento del canone annuo 2010 e 2011 per 4 milioni di euro, come quota di funzionamento del Consorzio, dove all’interno sono previste i pagamenti delle rate dei Mutui dei vari Comuni, al mancato deposito del contratto di finanziamento a garanzia della realizzazione dell’intero Piano d’Ambito, per la quale ha sottoscritto gli accordi), anche per il fatto che il prossimo 19 ottobre &egrave; fissata avanti il CGA l’udienza nella quale sar&agrave; discusso il ricorso per ottemperanza della sentenza che ha annullato gli atti di aggiudicazione della gestione del Servizio Idrico alla SAI 8. <br />
<br />
Non solo, ma vale la pena ricordare, in primo luogo proprio al Commissario straordinario, che i Comuni hanno richiesto la convocazione dell’Assemblea in via d’urgenza, tra l’atro, per deliberare, nell’esercizio delle proprie prerogative, un atto di indirizzo circa l’opportunit&agrave; che l’Ato prenda atto della sentenza del CGA nel senso che l’annullamento giurisdizionale degli atti della procedura di gara comporta la caducazione automatica degli effetti negoziali. <br />
<br />
«Non ci stupiremmo affatto – sottolinea il vice presidente dell’Ato Idrico Amenta riportando il pensiero anche degli altri sindaci - se venissimo a sapere che il dottor Cardaci, che si &egrave; rifiutato di convocare l’Assemblea dell’Ato in via d’urgenza, impedendo ai Comuni di esercitare una loro legittima prerogativa, approfittando del suo ruolo di commissario del CdA, si sia costituito in giudizio, apparentemente in nome e per conto dell’Ato ma, in verit&agrave;, per supportare le tesi difensive della SAI 8 e, soprattutto, contro gli indirizzi dei componenti l’assemblea dell’Ato! La situazione venutasi a determinare in conseguenza dei comportamenti del Commissario &egrave; gravissima! Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente con il Presidente della Regione al quale chiederemo la revoca immediata dei decreti con i quali il dottor Gustavo Cardaci &egrave; stato nominato Commissario del CdA e della presidenza dell’Assemblea dell’Ato. Nel frattempo, confidiamo nell’esito della causa pendente avanti il CGA, nella quale ci siamo costituiti, dando mandato all’avvocato amministrativista Emanuele Tringali di tutelare gli interessi dei cittadini amministrati in ossequio ai principi di legalit&agrave; e di giustizia ai quali ci atteniamo scrupolosamente e che non intendiamo contravvenire».</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1238]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1238</guid>
	<dc:date>2011-10-07T23:43:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Evarco</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[IO ERO CONTENTA]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" alt="" vspace="2" align="left" width="107" height="166" src="/public/image/ANGELO%20AMENTA.bmp" />IN VETRINA <br />
A cura di Biagio Iacono <br />
<br />
"IO ERO CONTENTA" <br />
OPERA PRIMA DI CETTY AMENTA <br />
Noto,03.07.2011 – Ci sono libri che, una volta sfogliati o letti, quasi quasi “si rifiutano” di venire ammassati con gli altri o posti nel dimenticatoio d’una anonima libreria. <br />
E’ il caso di “Io ero contenta” dell’amica prof. Cetty Amenta, giornalista del quotidiano ”La Sicilia”, non tanto per uno “scambio” di cortesie fra colleghi del tipo “io scrivo per te perch&eacute;…tu lo farai per me“, quanto per il groviglio appassionante di sentimenti che regge tutta l’opera narrativa. Infatti, nel susseguirsi d’una serie ricchissima di flashback che solo le pagine del “diario d’una vita” - davvero vissuta o del tutto interiore ma vivissima – avrebbero potuto restituire, Cetty Amenta ci narra la storia sua e della sua famiglia cos&igrave; come a Noto, nell’arco di mezzo secolo dal dopoguerra ad oggi, ancora molti di noi ricordiamo la nostra storia familiare e socio-personale.<br />
<br />
<< "Io ero contenta" – recita la quarta di copertina - &egrave; un libro dei sentimenti nel quale la protagonista, Emma, si racconta tratteggiando a volo d'uccello la sua vita, il suo essere donna, le contraddizioni interne e i laceranti sensi di colpa dovuti al peggiore peccato che la societ&agrave; non &egrave; mai riuscita a perdonare a una donna: il Peccato di fare. <br />
La storia si dispiega nell'arco di cinquant'anni. A fare da sfondo, la vita di un paese narrata attraverso i suoi personaggi, le battaglie politiche, sanguigne e senza esclusione di colpi tra liberali, socialdemocratici e comunisti, i piccoli fatti di vita quotidiana e gli eventi storici "i cui effetti arrivavano sempre a scoppio ritardato". <br />
Grazie ad Emma il lettore potr&agrave; penetrare in un modo di sentire tutto siciliano, spesso rimasto pressoch&eacute; immutato nonostante lo scorrere dei decenni.>> <br />
Nella cronaca dell’avvenuta presentazione a Noto il 30 aprile scorso, Carmela Modica ha ben definito “Io ero contenta” come un’opera <<… che si snoda nell’arco di dieci lustri di storia netina, tra passione politica, affetti e battaglie civili nelle luci del barocco del Vallo piu’ famoso d’Unesco … dove Emma, la protagonista, prende il lettore per mano portandolo con leggera pesantezza nel mondo tutto siciliano di difficili cambiamenti nonostante lo scorrere inesorabile del tempo. … Il ricordo di Angelo Amenta, insegnante e protagonista della politica netina, padre di Cetty e socialista di grande umanit&agrave;, progettualit&agrave; e lungimiranza, ha campeggiato durante la presentazione del libro: ricordi che hanno affascinato la platea numerosa dentro un amarcord di grande attualit&agrave;.>> <br />
Angelo Amenta, appunto, &egrave; il vero “protagonista” di questo “zibaldone notigiano”, il “primo motore immobile” dei sentimenti d’una figlia che cerca ancora il padre nella leopardiana coscienza d’un suo impossibile ritorno alla luce della ragione ma vivissimo in quella del cuore nei suoi giovanili ricordi. <br />
Questi, analizzati e dispiegati al lettore con l’essenziale stile di chi tutti i giorni combatte con lo spazio grafico d’un giornale, restano lucidamente impressi nella nostra mente grazie alla malcelata ma positiva nonchalance d’una narrazione solo apparentemente senza pretese letterarie, perch&eacute; quei ricordi restano, invece, scolpiti nell’immaginario d’un mondo scomparso a cui l’Autrice, con consapevole voluptas dolendi torna, delineandone ogni particolare con dovizia di luci ed ombre che rivivono proprio oggi, quando - in chi scrive, almeno - sembravano ormai definitivamente scomparse. <br />
<< I ricordi si accalcano nella mia mente – scrive Cetty a pag. 19 – smaniosi di uscire dal cono d’ombra in cui per lunghissimi anni li ho relegati. Come un fiume in piena s’incrociano, dettano i tempi, le precedenze, segnando un percorso che io posso soltanto assecondare, mentre il passato scorre lentamente davanti ai miei occhi.>> <br />
Infatti, i numerosi capitoletti, spesso di poche pagine, si aprono alla memoria di quel tempo costituendo granelli preziosi d’un rosario intensamente vissuto, giorno dopo giorno, solo rileggendone i titoli: “Sogno”, “I giorni di Carnevale”, ”Giogi&ograve;”, “Peppinu u cuocu”, ”I mascherati”, ”Emma, annachiti” e via dicendo, sino ad “Arriva la Televisione”, “A calata ra ciazza”, ”La fuitina”, ”I ragazzi di San Pietro” per concludersi con la pagina de “U caff&egrave;”. <br />
Protagonista diventa cos&igrave; tutta la citt&agrave; di Noto, nel suo multicolore palcoscenico di vita quotidiana e socio-politica, che da Angelo Amenta raggiunge pure “Il Sindaco Transenna” nel rimpianto dell’avv. Corrado Passarello che era stato docente di Cetty al Liceo Classico “A. Di Rudin&igrave;” a lei tanto caro: << …Allora non avevo la pi&ugrave; pallida idea – scrive a pag. 133 - che quel professore di Storia e Filosofia, tanto amato e detestato per avere scelto di stare dalla parte sbagliata, almeno dal nostro punto di vista (si era candidato nel MSI ndr), avrebbe avuto un ruolo di primo piano nella storia della nostra citt&agrave; segnandone il corso, anche dopo la prematura scomparsa. Sindaco transenna sarebbe stato nominato trent’anni dopo dalla stampa nazionale ed estera quando provocatoriamente transenn&ograve; tutto il fatiscente centro storico, facendo accendere su Noto i riflettori del mondo culturale, politico, artistico internazionale. Grazie a lui la macchina pur lenta e farraginosa della ricostruzione si mise in moto. Il crollo della cattedrale, come manna piovuta dal cielo molti anni dopo avrebbe fatto il resto, ma il “La” lo diede lui, il mio professore di Filosofia Corrado Passarello che, da grande comunicatore, riusc&igrave; a coinvolgere la citt&agrave;, i professionisti,la gente comune. Sinceramente non so se le sue battaglie fossero solo dettate dall’amore per la citt&agrave; come ripeteva, per&ograve; i risultati sono stati positivi. Per questo dovremmo essergli grati. Invece fino ad oggi nessuna Amministrazione comunale ha sentito il dovere di dedicargli quantomeno una strada in segno di riconoscenza.>> <br />
Stesso affetto per il suo Prof. di Lettere che – mentre lui spiegava Petrarca – non si accorgeva che Cetty leggeva dalla prima all’ultima parola “Love Story” e tutto d’un fiato, impiegando lo stesso tempo occorsogli per la vita e tutte le opere maggiori del poeta: << … Mentre leggevo, piangevo. Quando l’eroina mor&igrave;, mi scapp&ograve; perfino un singhiozzo ma il professore, preso dalla sua lezione per fortuna, non ci fece caso.>> <br />
Senza dire delle continue ed opportune mature riflessioni sulla vita, vista e intessuta “… come un grande sacco di juta, pieno zeppo di oggetti. Alcuni assolutamente inutili … ” altri “… racimolati nelle varie ricorrenze” - come scrive a pag.135. Infine, <<… in mezzo a tante cianfrusaglie minute, ingombranti, colorate, grigie o nere come la pece ci sono i beni preziosi che ti emozionano e accarezzi con lo sguardo ogni qualvolta gli occhi si posano su di essi. … Questa &egrave; la vita: un cumulo di eventi importanti e banali che ispirano sentimenti contrastanti d’amore, indifferenza, affetto, ostilit&agrave; a volte anche odio.>> <br />
Il libro &egrave; tutto un’onda dei ricordi che travolge la Nostra, alla quale, nel cuore di quei “tasselli preziosi” del suo “puzzle personale”, guardando il soffitto – lei dice, ma sarebbe pi&ugrave; esatto dire “mirando” -un lampadario richiama alla mente del suo “Infinito” leopardiano proprio il profilo del padre Angelo, ingenuamente cos&igrave; persuasa: <<… So gi&agrave; che se lo fisser&ograve; intensamente avverr&agrave; il miracolo. Il contorno della sezione superiore pian piano si sfumer&agrave; lasciando il posto alla sua fronte alta, al naso affilato, alla bocca. Lui mi guarder&agrave; sorridendo ed io, dapprima intimorita e poi rasserenata, godr&ograve; della sua presenza accanto a me per pochi secondi prima che svanisca nuovamente dietro i contorni del lampadario.>> <br />
Impossibile, in questa sede, proseguire con tutte le altre citazioni testuali, da chi scrive segnate per segnalarle ai Lettori, scorrendo le molteplici pagine in cui le riflessioni dell’Autrice non sono per nulla diverse da quelle derivate dalle nostre personali vicende esistenziali. <br />
N&eacute; ci soffermeremo sulla meritoria analisi testuale del volumetto - sia per la chiave di lettura della voce narrante, sia per la corale partecipazione di tutta una citt&agrave;, Noto, ai ricordi e sentimenti magistralmente espressi da Cetty Amenta, la cui opera merita tutto il nostro pi&ugrave; sincero rispetto per l’uso sapiente e frequentissimo di quel dialetto notigiano di cui gi&agrave; con Gaetano Passarello lamentavamo la lenta scomparsa nel 1972 nei versi de “La Carcarazzata” e che ora rivive intrecciato alla lingua in quasi tutte le pagine di “Io ero contenta”. <br />
Per cui, se – come dicevamo nell’incipit di queste brevi note – ci sono libri che, una volta sfogliati o letti, “si rifiutano” quasi di venire ammassati con gli altri o posti nel dimenticatoio d’una anonima libreria, questo di Cetty Amenta viene ad occupare di prepotenza, per il prestigio del tema e per la grandezza narrativa, certamente un posto di primo piano fra quelli di almeno quest’ultimo mezzo secolo pubblicati in Noto. <br />
Penso, dopo i libri di Corrado Gallo, a quelli di Corrado Curcio, Gaetano Passarello, Gaetano Gangi, Corrado Sofia, Corrado Rizza, Gioacchino Santocono Russo, Bruno Ragonese ed a quelli di tanti altri come Armando Faraone, Umberto Emanuele Muscova, l’amatissimo mio Enzo Papa, Enzo Accarpio, Giuseppe Iuvara, Corrado Marescalco e via dicendo, ma soprattutto all’indimenticabile “benefattore culturale” di Corrado Coppa: basti tornare solo alle sue “Cosette di Storia Netina” non dico ai libri sul Cassone, delle quali “Cosette”- che tali non sono, in verit&agrave; - il volumetto “Io ero felice” diventa un necessario complemento se vogliamo davvero, dalle pascoliane “piccole cose” in esso egregiamente illustrate e descritte, saper trarre il senso ed il valore di “quelle pi&ugrave; grandi” a cui tutti umanamente ed universalmente tendiamo. <br />
Ma l’analisi nostra – me ne accorgo scrivendo di questo grazioso e corposo volumetto - &egrave; del tutto insufficiente a descriverne proprio quei valori se, anche pi&ugrave; volte, chi vive ed ama Noto non torna ad esso per riflettere sul tramonto d’un’epoca, di cui viene distintamente delineata e contrassegnata la fine nel passaggio dal mitico boom degli anni Sessanta del secolo scorso all’odierno Globalismo del cosiddetto Mercato, da cui non sappiamo come e quando usciremo. <br />
Grazie, Cetty, perch&eacute; – come fu detto per Mariannina Coffa dal De Sanctis – con questa tua preziosa opera prima, rievocando nostalgicamente quel tuo e “nostro” lontano mondo interiore, anche tu hai onorato Te stessa s&igrave; ma, soprattutto, la nostra piccola-odiata-amata Citt&agrave; di Noto, nella cui letteratura, quindi, il tuo “Io ero felice” andr&agrave; ad occupare lo spazio che meritatamente occupa al fianco degli altri libri delle nostre pi&ugrave; o meno affollate “cosette” notigiane. <br />
Ed anche per Te, dantescamente, “ci&ograve; non fia d’onor poco argomento”: ad…Majora! <br />
Noto 03 Luglio 2011 – Biagio Iacono <br />
</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1228]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1228</guid>
	<dc:date>2011-10-06T01:25:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[PICCOLI UOMINI]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="250" hspace="2" width="180" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/Piccoli-uomini-216x300.jpg" />Piccoli uomini, una raccolta di articoli di Lidia Ravera, prima apparsi su una rubrica del quotidiano l&rsquo;Unit&agrave;, ora pubblicati in un volume nella Collana La Cultura per Il Saggiatore. <br />
In questo libro si parla di piccoli uomini, che sono come fotografati in una istantanea, da una penna ironica, tagliente, leggera, cristallina, con cui la Ravera, smaschera sotto vari aspetti dei &ldquo; maschi &ldquo; che rappresentano il potere politico, economico, i Giornalisti della Stampa di regime, i piccoli e i grandi faccendieri, i critici d&rsquo;arte, i prelati, gli avvocati, tutti i piccoli uomini, che gestiscono la cosa pubblica, o che in qualche modo o per vari motivi hanno a che fare con il potere politico del Belpaese! </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Piccoli uomini, &ldquo;maschi&rdquo;che la Ravera, immagina al femminile, che li coglie e li analizza nelle loro azioni o nelle pose che assumono, ma soprattutto per quello che fanno e affermano pubblicamente, questi piccoli uomini, che s&rsquo;indonnano da soli con i loro comportamenti autoritari e arroganti, pronti a cambiare schieramenti politici, a fare inciuci, divenendo di per s&eacute; caricature di se stessi, maschere grottesche, servi servili, assoggettati al Clan, al potere politico, al Capo, e al potere Vaticano! Questi piccoli uomini, che non escono mai dalla loro soggettivit&agrave; interessata e condizionata vengono bloccati in un&rsquo;immagine di s&eacute; molto reale, pi&ugrave; reale di quella al maschile, con cui sono identificati, e illustrati dai media! <br />
I &ldquo;maschi&ldquo; che s&rsquo;indonnano con il fare, con la furbizia, le omissioni, difendendo l&rsquo;indifendibile, che lo esprimono con i gesti servili, con lo scritto, con il corpo, con gli sguardi, con la voce, che scorrono nella penna al vetriolo della Ravera, tra gli altri, sono: Augusto Minzolini, Clemente Mastella, Vittorio Sgarbi, Umberto Bossi, Lele Mora, Nicola Cosentino, Maurizio Gasparri, Sergio Marchionne, Giulio Tremonti, Cardinale Crescenzio Sepe, Silvio Berlusconi, Francesco Rutelli, Mauro Masi, Gianni Letta, Ignazio La Russa, Niccol&ograve; Ghedini, Padre Murphy, Giuliano Ferrara, Daniele Capezzone, Maurizio Belpietro, Emilio Fede, Guido Bertolaso, Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, Alessandro Sallusti, Flavio Briatore, Vittorio Feltri, e altri &hellip; <br />
I &rdquo;maschi&rdquo; ritratti e deformati al femminile, dell&rsquo;Italia di oggi, i piccoli uomini bloccati nella &ldquo; posa statica, &rdquo; in cui la Ravera, li sorprende, e li incornicia, a parte la mediocrit&agrave; politica e culturale che esprimono, di cui somatizzano tutte le caratteristiche, sono e divengono i tutori e i gestori del potere politico, del sistema consumistico, quindi del &ldquo; progresso senza cultura &ldquo; che oggi prevale come non mai nel Belpaese, ma sono soprattutto &ldquo;piccoli uomini, &rdquo; di una razza, che una volta ottenuto il mandato da parte degli elettori, abusano di tale potere fino a deformarlo, perch&eacute; essendo dei mediocri, deformati interiormente, riflettono ovunque la loro deformit&agrave;, non essendo ancora riusciti a affrancarsi soggettivamente dalla &ldquo; minorit&agrave; &ldquo; di uomini, di &ldquo; piccoli uomini&rdquo;! <br />
<br />
<br />
<br />
Roberto Bellassai <br />
</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1237]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1237</guid>
	<dc:date>2011-10-04T09:34:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Roberto Bellassai</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[NOTO: CITTA' D'ARTE?]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" alt="" vspace="2" align="left" width="121" height="100" src="/public/image/cattedrale.jpg" />La Citt&agrave; di Noto,&egrave; una Citt&agrave; d&rsquo;Arte,che ha un impianto architettonico e artistico di livello europeo, una Citt&agrave; UNESCO, quindi &ldquo; Patrimonio dell&rsquo;umanit&agrave;,&ldquo; ma ad oggi le Istituzioni preposte, Amministrazione Comunale, Ufficio Tecnico, Sovrintendenza di Siracusa, non la trattano nella &ldquo; maniera adeguata &ldquo; sotto molti aspetti! </font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><br />
1.Il Corso Vittorio Emanuele,da molti anni divenuto Isola Pedonale,&egrave; invaso letteralmente da esercizi commerciali, come ad esempio, Negozi, Bar, Trattorie che invadono gli spazi senza un criterio, una forma,u n rapporto e un rispetto dei luoghi! Ci riferiamo in particolare alla zona che va dalla Porta Reale, alla piazzetta dell&rsquo;Immacolata e la zona di Piazza Municipio! Possibile che chi di competenza, Sindaco, Assessore, Ufficio Tecnico, Sovrintendenza ecc non riescono a fare un Piano per stabilire delle regole, per assegnare degli spazi che tengano degnamente conto del contesto storico e artistico del centro storico della Citt&agrave;,e di ci&ograve; che rappresenta nel mondo! <br />
2. Non riusciamo a capire perch&eacute; dopo che il Corso Vittorio Emanuele, &egrave; stato dotato di un impianto di &ldquo; illuminazione artistica, &ldquo; si ricorra ad ulteriore illuminazione per la festa di San Corrado,una illuminazione che stride violentemente con il contesto,strozzando il concetto di Citt&agrave; d&rsquo;Arte, a Paesino,anzi,in Contrada! <br />
3.Perch&egrave; non regolamentare gli Ambulanti di palloncini e varie,richiamandoli a non invadere il centro di Corso Vitt. Emanuele,e a non lanciare razzi in aria,o tirare palle elastiche,come fanno di continuo e ripetutamente,come fossero in palestra,disturbando chi viene a visitare la Citt&agrave;! Possibile che nessun Vigile Urbano,vede quello che succede nei salotti barocchi,ed interviene? <br />
4. Via Nicolaci,la strada dove ricade il palazzo pi&ugrave; importante di Noto,la cui facciata &egrave; stata definita &ldquo; Il Manifesto in Pietra degli Intellettuali Netini del 700, &ldquo; sotto i balconi sono stati piazzati dei fari che abbagliano,e non fanno vedere niente a chi si ferma per ammirare le figure antropomorfe che caratterizzano i balconi,e il palazzo! <br />
Anche questa strada viene deturpata nella sua spazialit&agrave;,che poi &egrave; parte dell&rsquo;identit&agrave; di un luogo dell&rsquo;infinito, ma che da pi&ugrave; di una stagione &egrave; arredata con tavolini e sedie nei due lati della parte alta,dove si servono primi e secondi piatti! Perch&eacute; non apriamo le Chiese che sono tante,e ne facciamo Trattorie? <br />
5. La sera nel centro storico,e soprattutto su Corso Vitt. Emanuele,non vediamo nessun Vigile Urbano,n&eacute; Forze dell&rsquo;Ordine varie,a cui chiedere qualche informazione,o invitarlo ad intervenire per le varie forme di disturbo,come ad esempio,l&rsquo;inquinamento acustico,le motorette che attraversano gli incroci dell&rsquo;Isola Pedonale,le bottiglie vuote che vengono abbandonate ovunque,e altri segni vari di incivilt&agrave;,o di cattivo gusto,che sono prevalenti nel centro storico di Noto,che purtroppo contribuiscono a danneggiare l&rsquo;immagine della Citt&agrave;,e a non fare tornare il Turista nel Giardino di Pietra! <br />
Ci chiediamo e chiediamo: ma Noto,&egrave; realmente una Citt&agrave; d&rsquo;Arte? <br />
<br />
<br />
Noto,4 Settembre 2011 <br />
Roberto Bellassai <br />
Comitato per i Diritti del Cittadino</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1234]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1234</guid>
	<dc:date>2011-09-05T23:08:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Roberto Bellassai</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[SAI 8 - AMENTA RIBATTE AL COMMISSARIO CARDACI ]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="111" height="111" alt="" src="/public/image/CIMETTOFIRMA.jpg" />Non appare molto chiaro l’operato del Commissario nominato dal Presidente Lombardo. <br />
<br />
E' braccio di ferro tra il Commissario straordinario del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Ato Idrico 8 di Siracusa e il Presidente aggiunto-onorario della Corte di Cassazione, Gustavo Cardaci, nominato dal Presidente della Regione per rimettere in moto il Consorzio e "chiarire" i rapporti con il gestore SAI 8, e l'Assemblea dell'Ato, composta dai 21 sindaci e dalla Provincia regionale, che ha pi&ugrave; volte richiesto la "rescissione" del contratto per una serie di inadempienze contrattuali . <br />
<br />
«Rispettosi quali siamo delle leggi e dei provvedimenti, cos&igrave; come dei ruoli di controllo e amministrazione adottati dalla Regione Siciliana e dal suo Presidente, in questo caso del decreto di commissariamento del Consiglio di Amministrazione del Consorzio ATO Idrico 8 di Siracusa, richiesto con nota n. 513 del 17 maggio 2011 dal Presidente del Consorzio in quanto da sei mesi il CdA non si riuniva per adempiere al mandato conferitogli dall’Assemblea dei Sindaci, avremmo gradito, come buona pressi vuole, che il dott. Gustavo Cardaci, chiamato a sostituire il CdA nelle sue funzioni, si fosse confrontato con i legittimi titolari dell’Ambito Territoriale Ottimale, e quindi con i Sindaci che in nome e per conto dei cittadini nominano e determinano le linee di programma del Consiglio di Amministrazione del Consorzio ATO. <br />
<br />
Al contrario, invece, si legge sulla stampa, in particolare sulle pagine del quotidiano La Sicilia, dei provvedimenti assunti dal Commissario, nominato dal Presidente della Regione Siciliana con decreto n. 984 dell’8 luglio 2011, senza che i diretti interessati, quindi l’Assemblea, abbia mai potuto prendere atto della nomina e del Commissariamento del CdA del Consorzio, quale organo esecutivo dell’Assemblea. <br />
<br />
Tra l’altro, mi preme ricordare, che gi&agrave; all’atto del Commissariamento, l’Assemblea dei Sindaci aveva non solo provveduto al rinnovo di un CdA inadempiente, sostituendo i componenti assenteisti con funzionari dei Comuni, ma lo stesso organismo era gi&agrave; attivo, essendosi riunito ed avendo deliberato in piena legittimit&agrave;, in virt&ugrave; degli atti trasmessi dall’Assemblea. <br />
<br />
Per quanto riguarda gli investimenti, contrariamente a quanto si legge sulla stampa, in base al Piano Triennale approvato dall’Assemblea e scaduto il 31 dicembre del 2010, questi sono stati realizzati in percentuale irrisoria e comunque inferiore a quella prevista dal piano triennale. <br />
<br />
Non solo, ma non corrispondono a quelli indicati dal Commissario (24 milioni) in quanto non si possono mettere nello stesso calderone le quote di gestione e le quote di investimento per le opere. <br />
Inoltre, allo stato attuale, non risulta che SAI 8, nonostante le numerose diffide fatte dal Consiglio di Amministrazione, abbia mai provveduto a versare il canone annuo (mancano gli anni 2010 e 2011) pari a circa 2 milioni di euro l’anno, come quota di funzionamento del Consorzio, dove all’interno sono previste i pagamenti delle rate dei Mutui dei vari Comuni, n&eacute;, a dire il vero, risulta che sia mai stato depositato il contratto di finanziamento a garanzia della realizzazione dell’intero Piano d’Ambito, per la quale ha sottoscritto gli accordi. <br />
<br />
Senza considerare, oltre ai disagi causati nei Comuni che hanno consegnato gli impianti con tariffazione e bollettazioni errate, la confusione che si fa scambiando le linee di credito aperte dagli Istituti Bancari (utilizzabili per qualsiasi operazione della Societ&agrave;) con i finanziamenti esclusivamente vincolati per gli investimenti. <br />
<br />
È per questi motivi che, nonostante la diffida e le minacce di denuncia che il Commissario Straordinario rivolge ai Sindaci che non hanno consegnato gli impianti, del quale leggiamo sulle pagine de La Sicilia, che i Comuni e gli stessi Sindaci, a garanzia dei propri cittadini, continueranno a detenere detti impianti. <br />
<br />
Fermo restando che a breve convocheremo un’Assemblea dell’ATO per prendere atto del Commissariamento del CdA del Consorzio, riteniamo altres&igrave;, da quanto abbiamo potuto leggere sulla stampa, che il Commissario Straordinario sia andato ben oltre il suo incarico come si legge nel decreto del Presidente della Regione, per la quale si doveva procedere “... all’adozione di tutti gli atti necessari al regolare funzionamento dell’Ente, nonch&eacute; gli atti obbligatori per legge per gli anni 2010 e 2011 fra i quali: approvazione del conto consuntivo 2010; esame del bilancio preventivo; definizione dei rapporti con il gestore SAI 8 SpA sia in ordine ai contestati inadempimenti contrattuali, sia alle modalit&agrave; di ottemperanza alla sentenza n. 290/2011 del C.G.A.”. <br />
<br />
Abbiamo la sensazione che il dott. Cardaci si sia sostituito all’Assemblea dell’ATO, composta dai Sindaci, organo di autogoverno, che nomina il CdA, ed abbia persino commissariato gli Assessorati Regionale agli Enti Locali e all’Energia che avevano bloccato ogni diffida ai Comuni a consegnare gli impianti, in virt&ugrave; della sentenza del C.G.A. che ha “reso nullo” il bando di affidamento del servizio stipulato l’8 febbraio 2008 con SAI 8. <br />
<br />
Ci sorprende, infatti, la fretta del Commissario di provvedere all’annullamento delle indicazioni dell’Assemblea di annullare il contratto con SAI 8 per inadempienze contrattuale, e di passare alla diffida e alle minacce di denuncia dei Sindaci di quei Comuni, che per i motivi che ho espresso, non hanno ancora consegnato gli impianti, sapendo che il prossimo 19 ottobre &egrave; previsto il Giudizio di Ottemperanza da parte del CGA al quale la stessa SAI 8 ha fatto ricorso, e che porterebbe alla inefficacia del contratto oggetto della discussione, in considerazione anche del fatto che i Comuni si costituiranno in giudizio. <br />
<br />
L’attesa di quel giudizio, sarebbe un atto di legittimit&agrave;, cosa che noi Sindaci intendiamo rispettare a garanzia dei nostri cittadini! <br />
<br />
Cos&igrave; come intendiamo sapere, proprio nel rispetto dei ruoli, e il nostro, non ci stanchiamo di ripeterlo, &egrave; quello di fare gli interessi dei cittadini che amministriamo, se sono legittime le delibere/sentenze assunte dal Commissario Straordinario dott. Gustavo Cardaci, per revocare atti che esprimevano la volont&agrave; dell’Assemblea dell’ATO, nei confronti del quale nessun Commissario a tutt’oggi pu&ograve; vantare alcun potere». <br />
</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1233]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1233</guid>
	<dc:date>2011-08-28T13:36:12+01:00</dc:date>
	<dc:creator>report</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[SVEGLIA! E' ARRIVATO LO SBOOM IMMOBILIARE]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="110" height="147" alt="" src="/public/image/castellodicarta.jpg" />E finalmente anche a Noto si torna a piu` miti consigli: ad estate gia` inoltrata ecco che numerosi cartelli con scritto 'Vendesi' ed 'Affitasi' rimangono li`, attoniti, solitari e speranzosi oltre ogni logica, come amanti in attesa della bella che non si e` presentata.. Il tanto desiderato "continentale con il portafoglio pieno di picciuli" non e` arrivato e se e` arrivato e` rimasto attonito di fronte a richieste che superano i 3'000 euro a metro quadro: "mancu a Milanu ci su sti prezza...." Prezzi pazzi, per qualunque cosa, nell'idea che il forestiero sia individuo da depredare anziche` rispettare, prezzi alti e servizi scarsi, spazzatura ovunque. E si`, a Modica ed a Ragusa il calo delle pretese e` gia` una realta` ma a Noto si sa, ci nutriamo di sogni, li mettiamo nella frittata o li spalmiamo sul pane. Noto come Venezia? Ma dai sogni ci si sveglia. A Chi si presenta alle agenzie immobiliari cittadine vengono presentati scenari fiabeschi: grandi firme che investono, noti attori che acquistano proprieta` a prezzi fantastiliardari, famosi pittori che decidono di trasferirsi a Noto nella casa "ra nonna Cuncittina", atelier e grandi firme ...insomma si viene trascinati nel solito mondo virtuale Berlusconi`s life-style dove "tutti hanno soldi ridono e si divertono", e vengono a Noto... ma dove? E` il sogno di ogni notigiano che, passando dalla corte del nobile a quella del novello milionario, pensa di rinverdire la sua vocazione da cortigiano parassita e sempre in vendita`, truffato e truffaldino, speculatore ad ogni passo. Ma Noto non e` Parigi e l'incanto si e` rotto: tranne poche settimane durante l'anno il deserto impera permettendo al fascino della vecchia Noto, luogo mistico e solitario da sempre, di risorgere. Mentre gli imbroglioni resteranno delusi mese dopo mese i prezzi degli immobili tornano ai valori reali, 800-1000 ... 1500 Euro al mq al massimo, e poco a poco si ritornera` coi piedi per terra mentre passera` l'ubriacatura: quello che si puo` sperare non e` la giocata fortunata che sbanca il superenalotto, non e` il forestiero che compra il nostro rudere come fosse oro, non e` sposare l'ereditiere che ci fara` fare una vita da snob, non e` trovare il fesso da circuire per depredarlo di tutto vendendogli merda a prezzo di oro. No, quello che puoi sperare e` di vedere finalmente la realta` e di saperci vivere dentro accettandola dignitosamente. Gia`, perche` anziche` sperare si dovrebbe invece imparare a Lottare per mantenere i propri diritti, questo significa essere cittadini maturi e liberi e questo e` quello che in questi anni si e` perso: ci siamo trasformati nei ciuchini del Paese dei Balocchi che hanno svenduto la propria dignitosa vita in cambio di un sogno infantile che non si realizzera`. Il modello del venditore truffaldino alla Silvio e` diventato un riferimento culturale in ogni ambito, sfido chiunque a negarlo, ma i tempi son cambiati, non poteva essere altrimenti. Nero</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1230]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1230</guid>
	<dc:date>2011-08-14T20:57:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Nerone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[SANITA', STRATEGIE PER LA PIANIFICAZIONE]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="130" height="97" alt="" src="/public/image/ospedaletrigona.jpg" />Le ancora vistose incoerenze sulla rifunzionalizzazione e rimodulazione dei due ospedali di Avola e Noto, spingono la Cgil e l'Auser di Noto ad ulteriori riflessioni. Si intende orientare la pianificazione strategica da mettere in atto onde trovare una sintesi ed una conclusione soddisfacente per i bisogni di salute dell'intera comunit&agrave; della zona Sud della provincia di Siracusa. Alle ultime dichiarazioni del sindaco di Noto Corrado Bonfanti ad un recente question time, Santo Boscarino e Vittorio Padua, rispettivamente segretario della Camera del lavoro l'uno ed addetto alle pubbliche relazioni dell'Auser l'altro, ritengono sia necessario approfondire gli argomenti riguardanti la razionalizzazione della rete ospedaliera dell'intera zona. Non pensano che si possa consentire lo sbilanciamento, privilegiando lo stabilimento ospedaliero di Avola deputato alla cura degli acuti e lasciando quello di Noto deputato alla cura dei post-acuti ed la lungodegenza. Propongono pertanto di mantenere l'attuale assetto di unit&agrave; operative complesse che insistono in entrambe le strutture, arricchendole con la presenza di branche specialistiche private in regime di convenzionamento e quindi non concorrenti ma momenti di integrazione tra il pubblico ed il privato. &laquo;Non pu&ograve; essere messa in discussione - affermano i due sindacalisti - la centralit&agrave; geografica dell'ospedale Trigona ed il fatto che il predetto possa essere definito ospedale di frontiera, essendo limitrofo alle strutture di Modica, Scicli e Ragusa&raquo;. Boscarino e Padua osservano poi che essendo la rete ospedaliera della provincia di Siracusa divisa in due distretti, mentre in quello di Augusta-Lentini vi &egrave; una dotazione organica di posti letto per acuti equivalenti a 3,7X1000 abitanti, in quello della zona sud vi &egrave; il 2,3x1000. &laquo;E' evidente pertanto - osservano i due - lo squilibrio riferito all'assistenza sanitaria ospedaliera. Nulla da eccepire per quanto concerne il distretto sanitario del nord, essendo lo stesso classificato di Frontiera rispetto alla limitrofa Provincia di Catania ma anche quello della zona Sud deve avere i posti letto implementati e spalmati per limitare la mobilit&agrave; passiva verso gli ospedali ragusani&raquo;. Evidenziano inoltre che la rete ospedaliera deve essere integrata con l'attivazione del presidio territoriale di assistenza il Pta, strutturale, e non funzionale come quello di Siracusa. </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1232]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1232</guid>
	<dc:date>2011-08-11T16:34:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Camera del Lavro/Auser Noto</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ELORO PIZZUTA: LA SOVRINTENDENZA DUE PESI ... E QUATTRO MISURE]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="250" height="188" alt="" src="/public/image/ELORO1.jpg" />Le leggi non sono uguali per tutti. <br />
Le recenti problematiche legate alla realizzazione di uno stabilimento balneare nella zona della Pizzuta ripropone l’annoso problema dell’assenza di qualsiasi punto fermo nella programmazione territoriale, dal p.r.g., al piano particolareggiato del centro storico, al piano commerciale ed artigianale e non ultimo il piano spiagge, fermo da anni senza nessuna motivazione. <br />
Oggi pi&ugrave; di ieri ci troviamo a rincorrere i furbetti che pensano di aggirare l’ostacolo passando prima da “mamma” Regione, poi dalla Sovrintendenza ed infine parlano con il “padrone di casa” ovvero il Comune di Noto chiedendo l’approvazione per diritto. <br />
A tutto questo non ci stiamo. <br />
Alcuni anni addietro il Piano Spiagge &egrave; stato criticato per la pochezza delle spiagge libere e fu ridimensionato secondo richieste di semplici cittadini ed associazioni di categoria, ed il Consiglio Comunale del tempo, dopo ampi dibattiti, ne prese atto. <br />
Oggi la nostra comunit&agrave; non torna indietro, ha deciso che alcune zone vanno sottratte allo sfruttamento commerciale e la Pizzuta &egrave; una di queste, se a ci&ograve; aggiungiamo il fenomeno di erosione delle coste che ha ridotto sensibilmente le spiagge libere dobbiamo fare una seria riflessione ed intervenire con la Regione Sicilia per bloccare il rilascio di nuove concessioni demaniali. <br />
La Spiaggia della Pizzuta deve rimanere libera, la stessa CONCESSIONE DEMANIALE &egrave; da ritenersi illegittima poich&eacute; l’ARTA Sicilia conosce i criteri di assegnazione ed il Piano Spiagge e sa che in quella zona non &egrave; stato previsto nulla, la cartografia del PUDM &egrave; giacente presso gli uffici Regionali dell’ARTA in tutte le forme possibili. <br />
Ci&ograve; che appare paradossale poi e senza criterio &egrave; la posizione della Sovrintendenza ai BB.CC.AA. di Siracusa: <br />
1. poich&eacute; in sede di formazione del Piano Spiagge da parte del Comune di Noto, con nota n°4259 del 12 Settembre 2005, da parere negativo alla zona 3 del PUDM (spiaggia della Pizzuta) poich&eacute; riguarda intrinsecamente il sito di Eloro a firma della responsabile del servizio II Dott. Maria Musumeci; <br />
2. perch&eacute; aderisce oggi alla richiesta di un privato concedendo nulla osta alla realizzazione dello stabilimento balneare della Kore Beach Club a condizioni. <br />
La Sovrintendenza dice NO ad un ente pubblico e SI AL PRIVATO e stranamente non richiede per quest’ultimo l’assenso da parte del Comune di Noto. <br />
Non si entra nel merito del progetto poich&eacute; l’area in se ha dei valori ambientali e naturalistici che la rendono unica nel suo genere attorniata com’&egrave; dall’area marina protetta, dall’area archeologica e dalla zona di vendicari, la sola presenza di tutto ci&ograve; deve gi&agrave; far venire meno qualsiasi intervento speculativo o di natura commerciale che sia. <br />
Pur tuttavia &egrave; importante dire come oggi la Sovrintendenza abbia reso parere favorevole a tale insediamento ed una delle condizioni &egrave; che i parcheggi siano realizzati fuori dall’area demaniale. <br />
I soliti pareri resi seduti in poltrona ed amicali, possibile che nessuno di tutti questi enti non si sia mai chiesto come si accede all’area ? <br />
L’area che da accesso alla Pizzuta a monte della spiaggia &egrave; ad oggi propriet&agrave; privata e non risulta che la Kore Beach Club abbia un qualsiasi diritto di passaggio o abbia il permesso di realizzare tali parcheggi, qualora si dovesse arrivare a accesso garantito alla libera balneazione questo va fatto nei modi e nelle forme previste, ma fra ente pubblico e proprietario. <br />
Ci&ograve; detto appare chiaro che vi sono tante e tali motivazioni a che l’area rimanga libera e disponibile per quanti vogliano apprezzare le bellezze naturalistiche e paesaggistiche del sito senza che questa venga adornata dalle solite capanne Hawaiane. <br />
Uniti per la citt&agrave; UDC voter&agrave; in Consiglio a favore della presa d’atto del Piano di Utilizzo delle Aree del Demanio contro la realizzazione di nuovi stabilimenti balneari e perch&eacute; si possano avere maggiori spazi disponibili alla balneazione libera. <br />
UNITI PER LA CITTA’ – UDC <br />
</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1231]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1231</guid>
	<dc:date>2011-08-06T16:31:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Daniele Manfredi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LA FINE DEL BAROCCO]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="380" height="254" alt="" src="/public/image/Le%20piastre%20fuoriescono%20dal%20filo%20della%20parete1.jpg" />Un tempo non lontano si parlava del barocco di Noto come di una reliquia. Giustamente! Si parlava di interventi non invasivi, restauri della pietra fatti con i bisturi, laser, e quant'altro; teorie tante; ma sempre mirate ad una ricerca costante e migliorativa. Ma d'allora d'acqua sotto i ponti n'&egrave; passata, e come ogni cosa, sfuma...e finisce! E torna il buio, il vago, il pessimo gusto, e riaffiora il maligno ed il cancro dell'ignoranza. <br />
<br />
Il restauro, raffinatissima operazione intellettuale, filosofica e tecnica, necessita urgentemente di un nuovo momento di seria riflessione critica, imprescindibile se si vuole tramandare alle generazioni future la storia ed il sapere (ne hanno diritto) di questo contesto storico, soprattutto da parte degli Enti di tutela, e della politica che ne d&agrave; fondamento ai programmi di sviluppo ed economici. <br />
Si parl&ograve; tanto di interventi non distruttivi: ogni pietra, che aveva avuto quella felice e delicata carezza della mano dello scalpellino del settecento, e che il tempo gli aveva spalmato quel velo di colore tipico dell'oro, era divenuta sacra. Attributi che gli fecero varcare la porta dell'olimpo, del massimo riconoscimento:&quot; Patrimonio Mondiale dell'Umanit&agrave; &quot;con tanta festa ed aspettative. <br />
Orbene, quella Noto capitale, non tanto del barocco, che &egrave; poco, ma dell'architettura, la citt&agrave; &quot;alla moderna&quot; di Paolo Labisi, di Gagliardi, e di tutte le persone che vi lavorarono, dove profusero arte, scienza e tecnologie, che poteva esser un vero e proprio laboratorio di restauro e recupero dei monumenti, ritorna ad essere quella citt&agrave; in pericolo, fragile ed impotente, che subisce silenziosamente ed ingiustamente il triste destino che la condanna alla piaga della decadenza. <br />
Non a caso, persone sensibili, muovono gi&agrave; a difenderla, con i primi convegni sugli intonaci che crollano; la pietra sparata con la sabbia all'Immacolata. E che dire della scelbatura di palazzo Astuto crollata, il corso Vittorio Emanuele distrutto dall'impianto di illuminazione, il tiburio di S.Domenico modificato nel tetto,ecc. Ma dove si &egrave; toccato veramente il fondo &egrave; il recente restauro dello Spirito Santo dove si &egrave; perpetrato un vero affronto alla citt&agrave;, ed in particolare al monumento: le grate realizzate con la rete che generalmente si usa per costruire le gabbie per i conigli; per allocare le piastre delle catene sono stati demoliti pezzi di cantonali in pietra, le piastre delle catene inoltre fuoriescono dal piano della muratura; l'intonaco presenta varie gradazioni di colori, come anche la pietra, scrostata e pitturata anch'essa con diverse gradazioni di colori, in dispregio del mosaico storico che doveva rigorosamente essere salvaguardato. Insomma, un lavoro rozzo e precario, che la citt&agrave; non merita, fatto da un'impresa lasciata sola e allo sbaraglio! <br />
Di certo si s&agrave; che il restauro &egrave; stato gestito da un Ente Pubblico. <br />
Si chiede all'autorevolezza della nuova Amministrazione, che indaghi tramite un consulto con personalit&agrave; di chiara fama, e chiami intorno a un tavolo gli autori di detto restauro, e nel caso richiedere il risarcimento del danno. <br />
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Pietro Giannone <br />
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	<dc:date>2011-07-19T17:21:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>pietro Giannone</dc:creator>
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	<title><![CDATA[KAIROS]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="112" alt="" hspace="2" width="92" align="left" vspace="2" border="2" src="/public/image/KAIROS.jpg" /><em>Trovo che l'editoriale pubblicato da Umberto Eco su &quot;La Repubblica&quot; sia un ottimo spunto di riflessione per il Sindaco di Noto, gli assessori, i consiglieri e le forze politiche che hanno portato a compimento &quot;Progetto Noto&quot;.</em></font></p>
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<p align="justify"><font face="Times New Roman"><font size="3">&nbsp;<strong>Il catalogo degli sconfitti</strong></font></font></p>
<p align="justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: " new="" times=""><font face="Times New Roman">&Egrave; ANCORA materia di discussione chi siano stati i veri vincitori delle elezioni comunali, specie a Milano e Napoli. Quello che non ci si &egrave; chiesti abbastanza &egrave; chi siano gli sconfitti, perch&eacute; ci si &egrave; arrestati all' evidenza pi&ugrave; immediata, e cio&egrave; che chi ha subito la &quot;sberla&quot; sono stati Berlusconi e Bossi, il che &egrave; innegabile. Ma c' &egrave; qualcun altro che, se non sconfitto, dovrebbe sentirsi messo in causa dal risultato delle amministrative. Io ritengo che sia stato messo in causa, almeno come rappresentante eminente di una tendenza, Massimo D' Alema. &Egrave; indiscutibile che terremoti elettorali come quelli scatenati da Pisapia o de Magistris non avrebbero potuto verificarsi se in campo fossero scesi solo i partiti tradizionali della sinistra. Essi non si sono certamente sottratti alla battaglia, ma intorno a loro si sono formati comitati sorti quasi spontaneamente, e non solo rappresentati da giovani - anche se i giovani sono stati una delle sorprese pi&ugrave; gradite di questa vittoria, e bastava essere in piazza del Duomo a Milano la sera del 30 maggio per avvertire questo nuovo clima. Si sono aggregati, talora in forma disorganica, varie altre rappresentanze della societ&agrave;, dalla sinistra radicale agli elementi della borghesia cosiddetta illuminate talora di quel mondo politico che era stato tempo fa espressione della migliore Democrazia Cristiana. Insomma, si &egrave; formato un paesaggio di difficile definizione geografica ma che, secondo le definizioni correnti, si pu&ograve; intendere come espressione della societ&agrave; civile - che in un momento di urgenza si &egrave; riconosciuta come comitato di salute pubblica, superando molte differenze di linea &quot;partitica&quot;. Non &egrave; la prima volta che un risultato elettorale favorevole alle sinistre viene attribuito alla mobilitazione spontanea della societ&agrave; civile. Il caso pi&ugrave; macroscopico &egrave; stata la prima vittoria di Prodi (e dell' Ulivo) nel 1996. Ebbene, che cosa ha fatto seguito a questa vittoria? Non molti mesi dopo (nel marzo 1997) convenivano nel castello di Gargonza quasi tutti gli esponenti del mondo politico che si era riconosciuto nell' Ulivo, e molti rappresentanti appunto della societ&agrave; civile che in qualche modo avevano contribuito a quella vittoria, per confrontarsi e discutere lo stato delle cose ed eventuali prospettive per il futuro. E in quella occasione Massimo D' Alema aveva rivolto un monito severo alla societ&agrave; civile, che &egrave; efficacemente riassunto nel brano che riporto: &laquo;Noi non siamo la societ&agrave; civile contro i partiti. Noi siamo i partiti. &Egrave; una verit&agrave; indiscutibile. Perlomeno se c' &egrave; qualcosa che somiglia di pi&ugrave; ai partiti nella dialettica italiana siamo noi, non sono gli altri. Non possiamo raccontarci queste storie tardo-sessantottesche. Se c' &egrave; qualcosa che somiglia ai partiti in ci&ograve; che di nobile sono stati nella crisi attuale, siamo noi, non sono gli altri. Io non conosco questa cosa, questa politica che viene fatta dai cittadini e non dalla politica. La politica &egrave; un ramo specialistico delle professioni intellettuali. E fino a questo momento non si conoscono societ&agrave; democratiche che hanno potuto fare diversamente. L' idea che si possa eliminare la politica come ramo specialistico per restituirla toutcourt ai cittadini &egrave; un mito estremista che ha prodotto o dittature sanguinarie o Berlusconi e il &quot;comitato&quot; &egrave; un sottoprodotto rispetto a queste due tragedie. La politica professionale &egrave; esattamente quella struttura che consente ai cittadini di accedere alla politica, perch&eacute; se manca quella struttura non vi accedono. Si parte con l' idea che devono governare le cuoche e nel frattempo si governa con la polizia politica ... e noi abbiamo una certa esperienza nel nostro campo. Poi magari questa transizione dura settant' anni perch&eacute; nel frattempo ci si dimentica il programma originario. Quindi non inseguiamo qualcosa che, secondo me, non siamo in grado di inseguire e non &egrave; neanche un grande obiettivo di modernit&agrave;&raquo;. Qualcuno aveva obiettato allora che, se a vittoria elettorale avvenuta si disconosceva l' apporto della societ&agrave; civile che si era mobilitata con tanto entusiasmo, non si poteva sperare che ai prossimi appuntamenti elettorali quella la stessa societ&agrave; si sarebbe ancora mossa. Il che grosso modo &egrave; avvenuto, e il fatto che viviamo da tempo in regime berlusconiano lo prova. Cosa c' era di sbagliato nella posizione di D' Alema? Inspiegabilmente, per un personaggio della sua innegabile intelligenza politica, la credenza che un appello alla societ&agrave; civile significasse un appello all' assemblearismo sessantottesco e quindi a una deriva extraparlamentare, oppure a una forma di berlusconismo. Ma il berlusconismo &egrave; stato l' opposto di una mobilitazione della societ&agrave; civile, perch&eacute; non era nato dallo spontaneo aggregarsi di gruppi diversi, ma dalla decisione verticistica di qualcuno che, per cos&igrave; dire, avendone le possibilit&agrave; economiche, si era &quot;comperato&quot; un partito tagliato sulla sua misura. E per quanto riguarda la minaccia di assemblearismo, pare evidente che, quando si mobilita, la societ&agrave; civile non chiede che sia dato il potere &quot;alle cuoche&quot;, ma si aggrega per rappresentanze professionali, circoli culturali, gruppi di volontariato, e soprattutto non pensa affatto di opporsi ai partiti politici. E dunque D' Alema incorreva in un equivoco (e forse qualche intervento in quel convegno, e la proposta di un &quot;Movimento per l' Ulivo&quot; lo aveva indotto a quei sospetti) quando denunciava come &quot;superficiale e infondata&quot; l' idea &quot;che il soggetto politico possa diventare l' alleanza, i comitati, al posto dei partiti&quot;. Non risulta che quando si &egrave; espressa la societ&agrave; civile si sia proposta di sostituire i partiti (non ne avrebbe n&eacute; le capacit&agrave; organizzative n&eacute; l' omogeneit&agrave; ideologica). Al massimo la societ&agrave; civile chiede che i partiti sappiano rinnovarsi e ne sollecita anzi l' adesione alle sue proposte, intende stimolarli, ricondurli a un contatto diretto con le aspirazioni di vari ceti sociali. Il che &egrave; avvenuto in queste elezioni amministrative. E in queste elezioni amministrative i partiti politici hanno dato prova di comprendere l' appello. Quale rimane dunque la funzione, certamente insostituibile, dei partiti e della &quot;politica&quot; nel momento in cui si d&agrave; voce a elementi non professionalmente politici? Non solo quella di interrogare e comprendere le pulsioni, le idee, le aspirazioni che animano la societ&agrave; civile, ma di garantire la continuit&agrave; di queste espressioni, perch&eacute; certamente la societ&agrave; civile pu&ograve; aggregarsi e disgregarsi a seconda della situazione di un paese, pu&ograve; mobilitarsi in casi di estrema urgenza (come &egrave; avvenuto) ma disperdersi o impigrirsi nel momento successivo. Ed ecco che i partiti devono sentire non solo il dovere di rispondere alle sollecitazioni della societ&agrave; civile, ma anche quello di sollecitare queste sollecitazioni. Per poi ovviamente incanalarle nelle forme parlamentari e governative l' accesso alle quali non pu&ograve; che avvenire tramite i partiti. Ma evidentemente l' altezzoso monito di Gargonza (facilmente traducibile in termini farseschi nel classico &quot;ragazzino lasciami lavorare&quot;) ha immediatamente rotto il legame che si era instaurato nel 1996 tra mondo politico e societ&agrave; civile. Il legame si sta riannodando ora, per fortuna, ma a quindici anni distanza. Si auspica che non vadano sprecati i prossimi quindici. </font></span></p>]]></description>
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	<dc:date>2011-07-04T11:55:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Evarco</dc:creator>
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