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		<title><![CDATA[IL TEATRO E IL "TEATRANTE"]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman"><font size="3"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="101" height="120" alt="" src="/public/image/leone.jpg" />Ci vantiamo tre volte al giorno che Noto &egrave; una Citt&agrave; di cultura. Si tratta di una affermazione autoelogiativa falsa, la quale produce l’unico effetto di evitarci di guardare in faccia la realt&agrave;. <br />
Non basta possedere bei palazzi ed una struttura urbana particolare, frutto non dell’ingegno dei contemporanei, ma lasciati in eredit&agrave; da una societ&agrave;, che non esiste pi&ugrave;. Le condizioni socio-economiche che generarono la grande stagione del barocco sono finite da oltre un secolo e mezzo: non ci sono i nobili, non ci sono gli ordini religiosi, si sono perduti i saperi e le professionalit&agrave; di quel tempo. Ora la situazione &egrave; ben diversa. Dove sono gli uomini di scienza, di lettere o di arte, la cui presenza potrebbe autorizzarci a fregiarci tuttora dell’appellativo di citt&agrave; di cultura? <br />
Dove sono le istituzioni di studio, di ricerca o di alta formazione, che creano l’ambiente del sapere? <br />
Non c’&egrave; nulla di tutto ci&ograve;. C’&egrave; invece un uso propagandistico del termine cultura, che maschera l’incapacit&agrave; di progettare il futuro della Citt&agrave; e che copre scelte rinunciatarie. Non abbiamo le persone e le risorse finanziarie, di cui disponevano gli aristocratici ed il clero del ‘700, per produrre cultura. Oggi possiamo parlare solo di “beni culturali”, vale a dire delle cose materiali in cui si &egrave; cristallizzato il sapere di un tempo. Ma il grave &egrave; che non siamo neppure in grado di conservare quello che il passato ci ha tramandato. Il discorso sullo stato di abbandono, in cui stanno ripiombando i nostri monumenti, dopo il fervore dei restauri degli anni novanta, &egrave; lungo. Mi riprometto di farlo con pi&ugrave; interventi, perch&eacute; non pu&ograve; essere contenuto nello spazio di un solo articolo. Mi preme per&ograve; denunciare subito pubblicamente la desolata condizione in cui viene tenuto il Teatro Comunale, che dovrebbe essere il luogo privilegiato della vita artistica della Citt&agrave;. Lo stabile &egrave; sull’orlo della chiusura per inagibilit&agrave;. Invito il sindaco, che usa parlare di UNESCO in ogni suo intervento, a farlo visitare ad un rappresentante di questa istituzione. Non so che fine farebbe la sua politica dell’immagine. Forse correremmo il rischio di essere cancellati dalla lista del Patrimonio dell’Umanit&agrave;. L’immobile &egrave; inzuppato di umido in ogni sua parte, dal botteghino fino ai piani alti. Quasi tutte le condutture dei bagni perdono, macchiando e deturpando i corridoi dei palchi. L’impianto di climatizzazione non funziona. Circa la met&agrave; delle lampadine &egrave; fulminata. Non esiste alcun sistema di sicurezza. Le ripetute scorrerie dei vandali, i quali vi hanno lasciato anche la firma, scritta con i loro escrementi (d'altronde in quale altro modo potevano scrivere?), &egrave; solo un sintomo (e neppure il pi&ugrave; eclatante) del degrado. Il numero dei posti disponibili sarebbe teoricamente di circa trecento. Ma l’Autorit&agrave; di P.S. ne ha autorizzato provvisoriamente solo duecento. Ed &egrave; gi&agrave; un miracolo. La struttura era stata chiusa agli inizi degli anni ’80, perch&eacute; non era pi&ugrave; conforme alle norme di sicurezza. Iniziarono lunghi lavori di adeguamento che nel 1994, quando fui eletto sindaco, continuavano ancora stancamente. Consistevano nel rinnovo degli arredi (poltroncine, tappezzerie, palcoscenico) con materiali resistenti al fuoco, nella sostituzione del sistema di condizionamento, nel rifacimento degli impianti, nella creazione del sistema antincendio. Diedi una accelerazione per la loro conclusione. Ed in effetti, dopo due anni, il Teatro fu riaperto nel 1996 con un convegno di studi in onore di Vittorio Sgroi (uno degli ultimi uomini di cultura che nel passato hanno dato lustro alla Citt&agrave;) in occasione della sua nomina a Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione. L’anno successivo si tenne la prima stagione teatrale e poi anche quella lirica, che riprendeva una antica tradizione, ormai scomparsa da decenni. Le iniziative ebbero successo, tanto da spingerci ad articolare le stagioni seguenti in due serate per ogni spettacolo. Gli abbonamenti consentivano di riempire la sala in entrambi i turni. Indi mettemmo in piedi due iniziative: un progetto di consolidamento e restauro dell’intero fabbricato e la creazione della Fondazione Teatro di Noto. Il primo aveva lo scopo di risolvere definitivamente i problemi di conservazione delle strutture murarie. Riuscimmo ad ottenere un primo finanziamento di £. 500.000.000, finanziato sulla L. 433/91 (quella del terremoto). La cifra era ampiamente insufficiente, ma si trattava di un passo iniziale, cui avrebbero dovuto seguirne degli altri. Invece negli anni seguenti il progetto non fu pi&ugrave; curato, n&eacute; dall’Amministrazione Accardo, n&eacute; dalla attuale. E’ rimasto scritto nel piano triennale delle opere pubbliche, ma la Regione ha revocato anche la promessa dei cinquecento milioni. Nel frattempo non si sono fatte neppure le ordinarie manutenzioni e cos&igrave; si sono intasati i pluviali delle coperture e i tubi di scarico delle fognature. E’ andato fuori servizio il sistema di climatizzazione. Non si sono sostituite neppure le lampadine fulminate. La Fondazione attraverso il coinvolgimento della Provincia e l’apertura ai privati aveva l’ambizione far travalicare al nostro teatro le dimensioni municipali per trasformarlo in luogo d’arte sovracomunale, partendo dalla constatazione che &egrave; l’unico teatro di tradizione aperto in provincia. Ma anche questa iniziativa &egrave; sostanzialmente fallita per l’interpretazione che di essa ha dato la politica: il consiglio di amministrazione &egrave; diventato una delle tante greppie del sottogoverno. I consiglieri sono stati scelti col criterio della lottizzazione, neppure per partiti, ma per correnti e per singoli mentori. Il Presidente della Provincia, non riuscendo a risolvere il rebus degli appetiti dei partiti non ha trovato di meglio che metterci “provvisoriamente” (da oltre due anni) un uomo della sua segreteria. La stagione &egrave; stata ridotta ad una solo serata per quest’anno. La lirica e i concerti sono solo un lontano ricordo. L’anno prossimo non sappiamo neppure se il Teatro sar&agrave; ancora aperto. <br />
Ma, per Giove, ci basti sapere che siamo una Citt&agrave; di Cultura! <br />
</font></font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[ACQUA, PD: PROPOSTA DEL SINDACO VUOTA ED INUTILE]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="93" alt="" hspace="2" width="120" align="left" vspace="2" border="2" src="/public/image/logopardem.jpg" />La proposta riguardante il problema della gestione dell&rsquo;acqua, che l&rsquo; Amministrazione Valvo porter&agrave; al Consiglio Comunale luned&igrave; 8 marzo, &egrave; l&rsquo;ennesimo annuncio vuoto, offensivo dell&rsquo;intelligenza dei cittadini. <br />
Questa la proposta, riportata integralmente, che si sottoporr&agrave; al voto del Consiglio: <br />
<br />
- &ldquo; di prendere atto delle criticit&agrave; evidenziate in questa fase di gestione privata del servizio idrico a Noto e del mancato rispetto degli impegni contrattuali da parte della societ&agrave; affidataria; <br />
- Di intraprendere ogni azione utile a ribadire che l&rsquo;acqua &egrave; un bene comune e la fruizione va garantita in modo equo&rdquo;. <br />
<br />
<a target="_blank" href="/public/image/acquapdf.jpg"><img class="" height="707" hspace="2" width="500" align="absMiddle" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/acquapdf.jpg" /></a>C&rsquo;era bisogno della convocazione di un Consiglio Comunale straordinario ed urgente per deliberare su una mera dichiarazione di intenti, che nulla cambia e nulla migliora rispetto alla situazione attuale? <br />
Il Partito Democratico, da sempre favorevole ad un ritorno alla gestione pubblica dell&rsquo;acqua come bene comune, d&rsquo;accordo con le altre forze d&rsquo;opposizione, &egrave; disposto a votare tale proposta a condizione che dalle parole si passi, sin da subito, ai fatti. <br />
In particolare, i Consiglieri d&rsquo;opposizione hanno presentato un emendamento che prevede di aderire all&rsquo;iniziativa del &ldquo;Coordinamento nazionale enti locali per l&rsquo;acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico&rdquo;, per la presentazione della proposta di legge di iniziativa dei consigli comunali per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia; <br />
Senza l&rsquo;approvazione di tale emendamento, la proposta dell&rsquo;Amministrazione rester&agrave; l&rsquo;ennesimo proclama inutile, che non trover&agrave; alcun appoggio da parte del Partito Democratico. <br />
<br />
06.03.2010 <br />
Giovanni Campisi- Segretario PD- Noto </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><br />
</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[MONUMENTI DIMENTICATI: IL CONVENTO DEI CROCIFERI]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><a target="_blank" href="/public/image/CROCIFERI.gif"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="200" height="140" alt="" src="/public/image/CROCIFERI.gif" /></a>In questi ultimi giorni il quotidiano &ldquo;La Sicilia&rdquo; pubblicava un articolo riguardante Siracusa ed i finanziamenti parcheggiati e non spesi per bonifiche delle aree industriali, nuove autostrade ecc. a fronte di una disoccupazione nel settore edile che sfiora percentuali record, si parla del 30, 40%. Il vezzo di non spendere i soldi gi&agrave; disponibili pare abbia contaminato anche Noto. Basta guardarsi intorno e le sorprese non mancano! <br />
Uno dei progetti che l'amministrazione tiene in salato, senza che ne si conosca il motivo, &egrave; quello dei Crociferi, o Pretura, come tutti la riconosciamo. <br />
Si scopre che un finanziamento di ben due milioni di euro (quattro miliardi delle vecchie lire) sono bloccati dalla attuale Giunta Comunale da ben due anni! Ma la cosa pi&ugrave; incredibile &egrave; che si tratta di fondi della 433, ovverosia legge per la messa in sicurezza, il recupero, ed il restauro degli immobili di carattere storico artistico, di cui il complesso monumentale dell'ex convento dei Crociferi &egrave; autorevole e eloquente espressione. Ci si imbatte quindi in una situazione contrastante, tra una evidente urgenza di recupero del monumento, motivo per cui &egrave; stato oggetto di finanziato ed una cieca ed incomprensibile volont&agrave; dichiarata dall'Amministrazione a non approvare la delibera che di fatto darebbe il via all'espletamento della gara d'appalto. <br />
Addirittura si vocifera un possibile storno delle somme. <br />
In questo contesto trasandato non &egrave; poi tanto difficile che si possa verificare un crollo strutturale e quindi determinare una tragedia. Cosa possibilissima dato l'incessante massacro operato dai privati, con strutture aggiuntive non compatibili, tipo cemento armato - si sono portati via persino l'ornato di una finestra del basamento -, l'incuria pubblica e la evidente precariet&agrave; strutturale. Speriamo non sia mai! <br />
Ma, purtroppo, la storia &egrave; maestra, e quando croll&ograve; l'ala dei Gesuiti non poche noie ebbero gli amministratori dell'epoca; chiss&agrave; a quelli attuali quale sorte riserver&agrave; il destino. <br />
(ANDATE A VEDERE AMICI CITTADINI, ANDATE A VEDERE CON I VOSTRI OCCHI!). Potete andarci di mattina perch&eacute; il portone di via Bovio &egrave; aperto, salite godendovi lo splendido scalone, magari date un'occhiata al bellissimo refettorio e alla parte del chiostro restaurato; poi, finite le scale, vi affacciate dalla finestra dell'ultimo pianerottolo, dove potete constatare con i vostri occhi lo stato delle cose, quindi esternare il vostro personale giudizio. Ad oggi il progetto attende il via dall'attuale giunta da pi&ugrave; di sei mesi. E questa &egrave; la seconda volta che il progetto va in giunta. Perch&eacute; la prima approvazione l'ebbe circa cinque anni or sono. Ci&ograve; significa che ad oggi i crociferi dovrebbero essere tra quei monumenti restaurati e dati in uso alla collettivit&agrave;. Ma questo aspetto, ed anche l'altro, cio&egrave; quello di affamare i cittadini negandogli il lavoro, pare non interessi a nessuno dei nostri politici. Anzi! <br />
Tuttavia permangono le inadempienze, soprattutto quelle del RUP che fino a pochi mesi fa aveva in carico il procedimento, oggi &egrave; stato sostituito. Inadempienze per le quali potrebbero essere comminate multe, ed altro, fino a 60.000 euro. Se ci&ograve; non avviene si vede che il tutto viene ancora taciuto ed incubato in loco e non &egrave; andato a finire sopra i tavoli dell'Osservatorio Regionale o Nazionale dei Lavori Pubblici al quale per legge vanno trasmessi puntualmente tutti gli atti specifici nella loro costante evoluzione. Omissioni? Sar&agrave; forse la posizione geografica, l'estremo dell'Europa, a farci sentire immuni e lontani... da ogni cosa, principalmente dalle leggi!? Notolibera <br />
</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[IL LAVORO? … DOVE E COME, … SE ….]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><a target="_blank" href="/public/image/LAVOROPRECARIO.jpg"><img class="" border="2" hspace="2" alt="" vspace="2" align="left" width="200" height="133" src="/public/image/LAVOROPRECARIO.jpg" /></a>Dalla nostra Costituzione <br />
Art.1 - L'Italia &egrave; una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. <br />
Art.3 - E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libert&agrave; e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana... . <br />
Art. 26 -Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantit&agrave; e qualit&agrave; del suo lavoro, e in ogni caso sufficiente ad assicurare a s&eacute; e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa. <br />
Tre articoli della Costituzione Italiana che a distanza di 61 anni dalla sua nascita, per una parte di persone sono rimasti solo principi e purtroppo lettera morta. <br />
Il lavoro, per la stragrande maggioranza delle persone, resta la componente essenziale per vivere e realizzare la propria personalit&agrave;, ma nonostante ci&ograve;, il lavoro, l'accesso ad esso e le condizioni in cui viene svolto, non sono la preoccupazione principale dell'azione politica e di governo. Non c'&egrave; dubbio che il lavoro relegato a merce marginale della produzione e della societ&agrave;, ha perso centralit&agrave; e valore in favore dei guadagni facili. Ai livelli alti con operazioni finanziarie, che poi sconvolgono l'economia provocando le crisi come quella attuale, ai livelli pi&ugrave; bassi con l'illusione di giochi di ogni genere che ingenerano speranze in tanti, pochi fortunati, e diffuse dipendenze e frustrazioni. Se un calciatore, per quanto bravo, viene pagato milioni di volte in pi&ugrave; di uno scienziato che lavora per salvare vite umane e/o per migliorarle, o di un'insegnante che che ha il compito di formare gli studenti. Se la forbice fra un manager e l'ultimo dei dipendenti di un'azienda si &egrave; allargata fino a raggiungere e superare la scala da 1 a 500. Se si possono vincere migliaia di euro partecipando ad uno dei tanti giuochi televisivi e non, mentre lavorando otto ore al giorno si guadagnano poco pi&ugrave; di 1000,00 euro al mese,vuol dire di fatto svalutare il valore del lavoro, soprattutto dipendente, e con esso il valore delle persone che lo svolgono. Infatti sono peggiorate le condizioni dei lavoratori, dal punto di vista della sicurezza, con infortuni anche mortali; delle condizioni economiche con retribuzioni insufficienti a garantire una vita dignitosa; con la precariet&agrave; ed il lavoro nero, senza parlare delle difficolt&agrave; ad entrare e/o rientrare nel mondo del lavoro. Giovani, donne, e lavoratori licenziati, per non parlare delle categorie protette, invalidi etc. EPPURE L'ART 3 DELLA COSTITUZIONE ... <br />
In queste condizioni, la ricerca di un posto di lavoro, e soprattutto di un posto di lavoro adeguato alle proprie aspirazioni economiche e professionali, diventa un miraggio, e sottopone le persone a tentare tutte le strade possibili, praticabili e non, pur di riuscire a trovare qualcosa. Dalle nostre parti dove l'economia per buona parte &egrave; legata ai flussi finanziari della spesa pubblica, con le distorsioni che ci&ograve; comporta, per quanto riguarda l'autonomia della stessa nei confronti della politica, della pubblica amministrazione e non per ultimo dalla criminalit&agrave; organizzata, accedere ad un posto di lavoro per il tanto decantato merito, diventa un terno al lotto che non esce mai. Se a ci&ograve; si aggiunge la liberalizzazione del mercato del lavoro con l'assunzione diretta da parte delle aziende private, e delle societ&agrave; a partecipazione pubblica alle quali vengono date in gestione servizi, con le quali la politica riesce a soddisfare il proprio bisogno di consenso clientelare, la desolazione e la disperazione con cui si confronta chi cerca un lavoro, non possono che provocare grande sfiducia, ma anche tanta rabbia, che purtroppo non trova ne espressione pubblica ne referenti politici e/o sindacali. Se non si fa strada la consapevolezza che la ricerca di un lavoro, e il miglioramento delle condizioni di chi lo svolge, passa per il farla ridiventare un bisogno che trova espressione pubblica e sostegno collettivo, difficilmente trover&agrave; risposte che possano cambiare l'attuale stato di cose. <br />
Natale Caristia <br />
</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[LA REGIA TRAZZERA NOTO - PALERMO]]></title>
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		<created>2010-03-03T11:39:54+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><a target="_blank" href="/public/image/boozz.jpg"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="200" height="132" alt="" src="/public/image/boozz.jpg" /></a>La Regia Trazzera Noto - Palermo, un viaggio avventura nell&rsquo;identit&agrave; siciliana. <br />
<br />
... divertit versus viam, qua tendit Netum. <br />
&hellip; volgiti verso la via che conduce a Noto. <br />
Tancredi d&rsquo; Altavilla 1103 <br />
<br />
il giorno seguente feci una sufficiente prova della qualit&agrave; delle montuose strade di Sicilia, giunto essendo in una lunga scoscesa, sterile montagna, che piuttosto meritava essere dimora della morte, che degli uomini. Erano le strade soprattutto incomode, estremamente strette, precipiti, ad assai pericolose. <br />
Friedrich Munter 1785 <br />
<br />
<br />
Parte Luned&igrave; 1 Marzo alle 9:00 dalla piazza del municipio di Noto la carovana di cinque fuoristrada del club 4x4 Val di Noto diretti alla volta di Palermo. <br />
Obbiettivo individuare e percorrere la regia trazzera che per oltre 1000 anni, dagli arabi ai nostri nonni, ha collegato la capitale dell&rsquo;isola, Palermo con la sua provincia pi&ugrave; lontana, Noto. <br />
Un viaggio nello spazio e nel tempo cercando con l&rsquo;ausilio di nuove tecnologie e di sofisticati sistemi di navigazione cartografica di individuare il tracciato (almeno quale potava essere dal sei settecento) percorso da emiri vicer&eacute; e artisti che le due citt&agrave; si scambiarono per secoli. <br />
Un modo per conoscere e raccontare la Sicilia, da proporre come modello per godere del nostro territorio anche in moto, a piedi o in bici, in maniera &ldquo;avventurosa&rdquo; e ricercata. <br />
<br />
Lo studio del percorso della REGIA TRAZZERA NOTO PALERMO &egrave; iniziato con l&rsquo;interpretazione della cartografia storica della Sicilia, dalla carta medievale di el Idris alle straordinarie carte settecentesche di Samuel von Schmettau, di Delisle, di Antonio Daidone, per arrivare alle geniali e innovative rappresentazioni del territorio del Real Officio Topografico del Regno delle Due Sicilie di Napoli padre del odierno Istituto Geografico Militare di Firenze, per confrontarle con le pi&ugrave; recenti cartografie GIS. <br />
Una strada antica che ha tante storie da raccontare nella sua funzione di collegamento tra la sede del Governo e quella fortezza di Noto, la citt&agrave; pi&ugrave; lontana da raggiungere che ha rappresentato la finis terrae dell&rsquo;isola. <br />
<br />
il Presidente&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; il VicePresidente <br />
Dott. Geol. Corrado Nastasi&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dott. Geol. Vincenzo Belfiore </font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1053"/>
		<issued>2010-03-03T11:39:54+01:00</issued>
		<modified>2010-03-03T11:39:54+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[LUVAMICI L'ACQUA]]></title>
		<id>http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1052</id>
		<created>2010-02-28T09:13:42+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="139" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/LOGO2.jpg" />Scoppia la rivolta dei comuni che non hanno ancora consegnato l&rsquo;acquedotto. E a Noto?</font></strong></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><strong>IL SINDACO DI PALAZZOLO:</strong> &ldquo;<em>L&rsquo;acqua deve restare a gestione comunale&rdquo;.</em> </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">E cos&igrave; pure dichiarano i sindaci di <strong>CASSARO</strong> e <strong>FERLA</strong>, il sindaco di <strong>BUCCHERI </strong>vorrebbe aggregarsi alla posizione dei colleghi ma, purtroppo per Lui, fa parte dei pochissimi <strong>&ldquo;polli&rdquo;</strong> che hanno consegnato le chiavi dell&rsquo;acquedotto. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><strong>IL SINDACO DI BUSCEMI</strong>, Giuseppe Giansiracusa, si &egrave; dichiarato pronto allo sciopero della fame pur di non consegnare il servizio idrico, rivendicando l&rsquo;esistenza di quella famosa <strong>scrittura privata</strong> di cui <strong>Notolibera</strong> parl&ograve;, naturalmente inascoltata gi&agrave; a ottobre 2007, che concedeva ai comuni montani condizioni agevolate come il blocco delle tariffe per 5 anni. Un foglio di carta <strong>PALESEMENTE irregolare</strong> sottoscritto semplicemente per convincere i comuni riottosi a votare positivamente per l&rsquo;assegnazione del servizio alla SAI 8. <br />
<strong>IL SINDACO DI MELILLI SORBELLO</strong>: &ldquo;<em>Non permetter&ograve; che la SAI 8 entri a Melilli&rdquo;, &quot;&hellip;..Ci raccontavano la favola dei fondi europei che sarebbero stati persi se non si accelerava sull'affidamento. La maggioranza ci &egrave; cascata. Ad oggi, dopo tre anni dall'affidamento, nessun centesimo di finanziamento Europeo &egrave; stato erogato e nessun progetto &egrave; stato cantierato.&quot;&hellip;&quot;Succeder&agrave; che, quando dovr&agrave; essere fatta la manutenzione ordinaria e straordinaria, l'onere sar&agrave; caricato sulle bollette che saranno recapitate ai cittadini. Non &egrave; un caso, che sono stati molto puntuali nel deliberare nell'assemblea dei giorni scorsi, l'adeguamento delle tariffe all'ISTAT, dando un segnale preciso: &quot;Fare rispettare tutto ci&ograve; che &egrave; di competenza dei cittadini, mentre Sai 8 in questi tre anni si &egrave; distinta solo per i disservizi arrecati, e per l'aumento delle tariffe&rdquo;&hellip;.. <br />
</em><strong>IL SINDACO DI CARLENTINI BASSO</strong>, eletto con l&rsquo;appoggio trasversale degli on.li <strong>Bufardeci e Marziano, chiamati ormai &ldquo;la strana coppia&rdquo;,</strong> dichiara &ldquo;<em>Sulla rete idrica non cediamo, Carlentini fornisce ai suoi cittadini un servizio idrico pi&ugrave; che soddisfacente&rdquo;.</em> </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><strong>IL SINDACO DI AVOLA, BARBAGALLO</strong> &egrave; riluttante a consegnare gli impianti idrici e cos&igrave; pure il <strong>SINDACO DI ROSOLINI, SAVARINO.</strong> </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Sembra che solo il sindaco di <strong>PACHINO</strong> voglia aggregarsi ai <strong>5 sindaci dei comuni &ldquo;POLLI&rdquo;,</strong> tra cui purtroppo figura, <strong>&ldquo;primus inter pares&rdquo; il sindaco VALVO</strong>, che hanno gi&agrave; consegnato gli impianti. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Una situazione imprevista e incontrollabile che &egrave; scappata clamorosamente di mano al presidente della provincia, on.le Bono. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Il nostro Sindaco pare che abbia deciso di intraprendere il percorso che per tanto tempo gli abbiamo suggerito, facendo convocare un consiglio comunale per far dichiarare l&rsquo;acqua bene pubblico di non rilevanza economica. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Speriamo non sia l&rsquo;ennesimo <strong>&ldquo;pannicello caldo&rdquo;</strong> comunicativo a cui ci ha abituati l&rsquo;avv. Valvo. <br />
</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">PER QUANTO CI RIGUARDA IL NOSTRO OBIETTIVO RESTA SOLO UNO: <strong>LUVAMICI L&rsquo;ACQUA!!! <br />
</strong></font></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content>
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		<issued>2010-02-28T09:13:42+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[BARBARI CRUDELI]]></title>
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		<created>2010-02-25T12:59:02+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><a target="_blank" href="/public/image/CANE.jpg"><img class="" height="150" alt="" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" src="/public/image/CANE.jpg" /></a><strong>Ancora bocconi e intrugli avvelenati nel territorio di Noto e continua una assurda strage di cani. <br />
</strong>La tranquilla passeggiata in contrada Scala, in&nbsp;un&nbsp;pomeriggio assolato, si &egrave; trasformata in un terribile incubo per una nostra concittadina, che si &egrave; vista morire tra le braccia, dopo una terribile agonia, il proprio cane Titti, che aveva bevuto un intruglio avvelenato, posto sul ciglio della strada in recipienti di plastica. <br />
A nulla &egrave; valso il pronto intervento del veterinario che, immediatamente contattato, si &egrave; recato sul posto, una zona demaniale che dovrebbe essere sottoposta a continui controlli e verifiche da parte della guardia forestale. <br />
I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno constatato la presenza di ciotole piene di liquido velenoso e raccolto la testimonianza sconvolta della proprietaria del cane che naturalmente ha provveduto a formalizzare denuncia scritta presso la stazione di Testa Dell'Acqua. <br />
Questo triste episodio &egrave; l&rsquo;ultimo di numerosissime altre stragi. </font><font face="Times New Roman" size="3">Il crescendo del barbaro fenomeno raggiunge livelli seriamente preoccupanti perch&eacute; &egrave; ormai chiaro che non si tratta di casi isolati ma di una pratica purtroppo ormai consolidata che consiste nello sbarazzarsi degli animali indesiderati con lo spargimento di sostanze velenose in tutto il territorio netino. <br />
Una azione sistematica che avviene non solo nelle campagna ma anche nelle contrade e nel centro abitato di Noto e che &egrave; stata ripetutamente denunziata dalla locale associazione che si occupa di proteggere i nostri amici a quattro zampe. <br />
In base ad alcune ipotesi &egrave; possibile azzardare che queste esche velenose vengano piazzate da cacciatori di frodo che vogliono eliminare i cani randagi che potrebbero disturbare il loro ambiente di caccia oppure ai numerosi pastori a difesa dei loro greggi dalle razzie. <br />
Per porre fine a queste barbare uccisioni che la legge vieta severamente &egrave; necessario che gli organi preposti, polizia provinciale, guardia forestale, agenti ittici e venatori e polizia municipale avviino un controllo costante del territorio e la bonifica dei siti avvelenati. <br />
<strong>Siamo ormai stanchi di assistere impotenti alla morte di innocenti animale in preda a dolorosissimi spasmi provocati dal veleno.</strong> <br />
</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[CELESTE AIDA]]></title>
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		<created>2010-02-22T17:57:19+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" alt="" vspace="2" align="left" width="137" height="98" src="/public/image/CELESTEAIDA.jpg" />Organizzata dagli Amici della Fondazione Teatro,nella Sala Conferenze dell&rsquo;ex Convitto Ragusa di Noto,giorno 6 Febbraio scorso,&egrave; stato presentato il romanzo dal titolo: Celeste Aida,e dal sottotitolo: Una storia siciliana,di Marinella Fiume,nella Collana Altera,della Rubbettino Editore. <br />
<br />
La presentazione &egrave; stata preceduta dalla lettura di alcuni brani del romanzo,letti dall&rsquo;attrice Pamela Toscano,che accompagnata da un sottofondo di musica etnica e lirica,si &egrave; sintonizzata con molta naturalezza nella dimensione in cui il testo,la parola,il corpo,la voce, i suoni,divenivano un&rsquo;unica cosa,pervenendo con molta sufficienza e una libert&agrave; d&rsquo;espressione a trasmettere al pubblico presente,delle sensazioni e delle atmosfere adeguate al pathos che i brani del romanzo con la sua storia drammatica e le sue dinamiche richiedevano. L&rsquo;Avv. Maria Suma, presentando il romanzo della Fiume,un romanzo che si basa e nasce da un fatto di cronaca,divenuta storia popolare, &ldquo; cuntu &ldquo; narrato nel passato nelle Piazze dei paesini e delle Citt&agrave; siciliane,dal Cantastorie Orazio Strano. Una storia drammatica accaduta in un villaggio,a Botteghelle,vicino Fiumefreddo di Sicilia,in provincia di Catania,nel 1933. <br />
<br />
La Suma,ha fatto un quadro psicologico dei vari personaggi che danno vita al romanzo,sottolineando la povert&agrave; culturale della famiglia contadina di Aida,e della conseguente mentalit&agrave; ristretta e autoritaria dei vari soggetti che circondavano e ruotavano attorno alla sensibile,sveglia,attenta e perspicace Aida Messina,una bambina di cinque anni,che viveva con la madre,i fratellini,la sorellina,la nonna,e lo zio Giovannino,che per Aida,rappresenta tutti quegli aspetti parentali maschili,consci e inconsci,in sostituzione del padre emigrato in America,per lavoro. <br />
<br />
Nel romanzo si narra di un giovane ventenne,commerciante di vini,che ha una relazione amorosa con la suocera molto giovane,una suocera di trentasette anni. Giovannino,&egrave; il nome del giovane,che dopo avere sposato la figlia di Giuseppina,Pinuccia,la lascia a Giarre,nel paese con i suoceri, mentre lui si stabilisce e vive con la suocera Giuseppina,e i suoi cognatini. E&rsquo; la sensibile e attenta Aida,che s&rsquo;accorge della relazione tra i due,e Giovannino,per paura che possa rivelarlo all&rsquo;amato padre sconosciuto di nome Alfio,che vive in America,la uccide seppellendola viva dentro un fosso da lui scavato vicino al suo negozio di vini. <br />
<br />
Nella relazione tra Giovannino Scandurra e Giuseppina Ucciardello,oltre alla normale soddisfazione dei sensi,&egrave; chiaro e evidente il rapporto edipico che maggiormente lega i due amanti,rapporto edipico,che si rovescia solo affettuosamente tra Giovannino e la cognatina Aida,in cui Aida ,cercava tutte quelle attenzioni e affettuosit&agrave; sane,normali e dovuti che richiede la sensibilit&agrave; di una bambina di cinque anni,affettuosit&agrave; che non vengono corrisposte dal cognato,perch&eacute; costui &egrave; sempre con l&rsquo;attenzione centrata alla relazione con Giuseppina,al gioco delle carte,al vino,e alle donne in generale. <br />
<br />
Dopo varie ricerche i Carabinieri,scoprono l&rsquo;omicida in Giovannino,a cui viene fatto un processo e di conseguenza condannato a morte mediante fucilazione,mentre Giuseppina,viene assolta per insufficienza di prove sia per il delitto della figlia Aida,che per l&rsquo;adulterio e il procurato aborto. <br />
<br />
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<br />
La Psicoterapeuta Maria Alecci,&egrave; intervenuta sgambettando la tragedia e il suo significato statico,leggendo e interpretando i significanti che si colgono via via nel romanzo, tra cui &ldquo; i segreti di famiglia &ldquo;,di cui sono portatori inconsapevoli,sia Aida,la vittima,che Giovannino,il carnefice. Aida,oltre a non avere conosciuto il padre molto amato e spesso sognato da parte sua,si porta dentro di se,quella fiducia tradita da parte della madre e di Giovannino,mentre Giovannino,che non &egrave; a conoscenza che sua madre Giuseppa Zappal&agrave;,da giovane fu violentata in una campagna da un bruto pastore,da cui lui nacque,frutto quindi di una violenza che si porta dentro con se,trasmessogli dalla madre. <br />
<br />
Si potrebbe dire,aggiungo io,ma se Aida e Giovannino,al di l&agrave; della tragedia,sono dei portatori inconsapevoli delle violenze subite,quindi di una violenza che poi sfocia in tragedia,non &egrave; forse da ricercare anche e soprattutto nel contesto politico e culturale del tempo? Nella politica culturale,nella morale del sistema politico,morale,religioso? Dal regime dittatoriale fascista,con le sue leggi,come il Codice Rocco,e le sue leggi morali sanciti dal Concordato tra lo Stato fascista,rappresentato da Mussolini,e lo Stato Vaticano,i cui valori cardini erano: Dio,Patria,Famiglia,con la conseguente divisione dei ruoli tra uomo e donna,in cui la donna era subordinata all&rsquo;uomo,al marito,e l&rsquo;adulterio e l&rsquo;aborto venivano puniti severamente con l&rsquo;arresto. In quella separazione della morale,in morale pubblica di facciata,e in morale privata,che poi vuol dire,morale sessuale repressa nel caso in questione,che viene vissuta solo nella clandestinit&agrave;,nel privato del privato,che diviene una &ldquo;morale mafiosa &ldquo; del privato,che produce altre separazioni e altre doppiezze,come ad esempio,quelle tra corpo e spirito,tra corpo e mente,tra spiritualit&agrave; e sessualit&agrave;,insomma quel privato del privato sommerso, che diviene &ldquo; morale mafiosa &ldquo;, di cui purtroppo le &ldquo; mafie sociali &ldquo; e le &ldquo; mafie religiose &ldquo; , hanno bisogno per continuare ad alimentare il proprio potere,quindi le proprie logiche economiche e politiche che si basano sullo sfruttamento dell&rsquo;uomo sull&rsquo;uomo. <br />
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Noto,17 Febbraio 2010 <br />
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Roberto Bellassai</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA["NOTOLIBERA", "NOTO NOSTRA" E "IMPEGNO PER NOTO" INSIEME PER UN NUOVO "PROGETTO NOTO"]]></title>
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		<created>2010-02-19T15:10:56+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><a target="_blank" href="/public/image/Municipio.JPG"><img class="" height="130" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/Municipio.JPG" /></a>L’attuale situazione disastrosa in cui versa la nostra citt&agrave;, obbliga tutte le componenti sane e volenterose ad impegnarsi per ribaltare l’attuale quadro amministrativo che, a partire dal suo massimo esponente, non solo si &egrave; dimostrato inadeguato alle reali esigenze della citt&agrave;, ma ha anche fortemente deluso le promesse elettorali e le aspettative che su di esse avevano riposto i concittadini elettori.<br />
<br />
In quasi quattro anni di mandato, la disastrosa amministrazione Valvo ha accumulato una serie storica di insuccessi: un territorio costretto a subire vere e proprie catastrofi ambientali, dal mare inquinato alle discariche abusive, alla cementificazione selvaggia; nessuna prospettiva di sviluppo; il Prg affossato; la zona artigianale non finanziata; il piano commerciale disperso; una citt&agrave; costretta nella povert&agrave; in tutti i sensi, da quella economica a quella culturale e sociale. <br />
Per converso si &egrave; assistito, e si continua ad assistere, all’autocelebrazione pomposa del primo cittadino, che con il suo approccio tutto ideologico e fatto solo di proclami ha oramai compromesso lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio. <br />
Un sistema “Valvo” basato su interventi amministrativi estemporanei finalizzati alla sopravvivenza politica dei soliti personaggi in cerca d’autore e condizionato fortemente dal gruppo di potere che lo sostiene. <br />
<br />
In questo quadro desolante i movimenti cittadini <strong>Notonostra, Notolibera e Impegno per Noto</strong> ritengono ormai improcastinabile e urgente attivarsi con azioni concrete ed efficaci tese alla creazione di un nuovo <strong>“Progetto Noto”</strong> di sviluppo economico, culturale e sociale della citt&agrave;. <br />
<br />
Per questo i tre movimenti hanno deciso di firmare <strong>un patto federativo</strong>, costituendo un tavolo unitario composto dai tre coordinatori, il dott. Michele Faraone, il sig. Carmelo Filingeri e il prof. Corrado Tafaro, oltre ai componenti ricoprenti cariche istituzionali, e aperto alla partecipazione e ai contributi, senza alcun vincolo ideologico, di tutti; partiti politici istituzionali; altri movimenti cittadini; forze economiche e sociali e loro associazioni di categoria; singoli, uomini e donne, che desiderano spendersi in questo progetto. <br />
Un’Altra Noto &egrave; possibile, se si riesce a costruire una visione condivisa di rinascita della citt&agrave; da consegnare a una nuova governance politico-amministrativa che ha come unica pregiudiziale inderogabile porre fine a questo modo fallimentare di gestire la cosa pubblica ed al conseguente irreversibile disastro sociale generato e perpetrato dal sindaco Valvo e dalla sua amministrazione. <br />
<br />
<strong><em>Il coordinamento dei Movimenti</em></strong> <br />
</font></p>]]></content>
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	<entry>
		<title><![CDATA[INTERVENIRE A SAN CORRADO F.M. E CONTRADE LIMITROFE]]></title>
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		<created>2010-02-17T12:27:27+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><a target="_blank" href="/public/image/sancorrado.jpg"><img class="" height="150" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/sancorrado.jpg" /></a>La zona collinare di San Corrado fuori le mura e le numerose contrade che da Cozzo Tondo si susseguono fino a Villa Vela sono da tempo abbandonate e prive dei necessari investimenti. <br />
Le scelte politiche e amministrative degli ultimi anni, infatti, hanno privilegiato gli investimenti nella zona costiera, trascurando il fatto che diverse migliaia di cittadini abbiano scelto la zona collinare come sede per abitarci tutto l&rsquo;anno e che, di conseguenza, devono eseguirsi tutte quelle opere di urbanizzazione che ne migliorino la vivibilit&agrave;. <br />
Nelle contrade Lenzavacche e Baronazzo, ove sono sorti complessi residenziali, costruzioni a schiera e villette autonome, mancano un&rsquo;idonea illuminazione pubblica, marciapiedi, segnaletica stradale e altri servizi indispensabili e per la sicurezza e per la stessa qualit&agrave; della vita. <br />
Questo stato di abbandono rappresenta, inoltre, una delle cause che portano balordi a commettere, spesso e impunemente, atti vandalici e sacrileghi nelle suddette zone, senza risparmiare luoghi sacri come l&rsquo;eremo di San Corrado o le edicole votive di cui la zona &egrave; piena. <br />
Si invita, pertanto, l&rsquo;amministrazione a rafforzare i controlli e ad eseguire interventi mirati di urbanizzazione e riqualificazione delle zone collinari. Il Comune &egrave;, ad esempio, proprietario di due immobili, da tempo abbandonati, che insistono sulla piazzetta centrale di San Corrado f.m.: sarebbe molto vantaggioso, oltre che economicamente non dispendioso, darli in gestione per l&rsquo;apertura di un&rsquo;attivit&agrave; commerciale, che garantirebbe presenza e quindi maggior controllo, o trasferirvi uffici comunali che possano servire la copiosa utenza della zona collinare. <br />
<br />
Giovanni Campisi &ndash; Segretario PD-Noto <br />
</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[DEMOLIZIONI A NOTO: ECOMOSTRI O CATAPECCHIE?]]></title>
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		<created>2010-02-15T11:38:41+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><a target="_blank" href="/public/image/Cancemi.jpg"><img class="" height="152" alt="" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" src="/public/image/Cancemi.jpg" /></a>Dopo i tanti clamori e le tante interviste si scopre che si tratta della solita trovata giornalistica del Sindaco Valvo, uno specialista della frittata tanto &egrave; bravo nel rigirare le notizie, per lui sono sempre dei successi ! <br />
<br />
Ebbene il mostro edilizio che ha riempito pagine di giornali e la quasi onorificenza a Commendatore della Repubblica per il nostro beneamato Sindaco non &egrave; altro che una casetta di appena 50 metri quadrati costruita in legno. <br />
<strong>Concittadini rimarreste sorpresi nell&rsquo;apprendere che su questo MOSTRO EDILIZIO pendeva ordinanza di demolizione da ben 8 anni?&nbsp;<br />
</strong><a href="/public/image/Cancemi%201.jpg"><img class="" height="153" alt="" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" src="/public/image/Cancemi%201.jpg" /></a>Chiss&agrave; come mai &egrave; rimasta nel cassetto per tutto questo tempo. <br />
<strong>IL SINDACO abitando nella parte alta della citt&agrave; si tiene parecchio lontano dal triangolo delle meraviglie &ldquo;PORTA VECCHIA - ARANCI DOLCI - TRE PONTI&rdquo; eppure li qualcosa succede &hellip;. O forse no?</strong> <br />
<br />
<strong>PERCHE&rsquo; NON SI CERCA MAI IL PROPRIETARIO DEL TERRENO E NON SI CONDANNA MAI CHI REALIZZA LA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA ? <br />
</strong><br />
<strong>A QUESTE DOMANDE speriamo si possa avere una risposta ! <br />
</strong></font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1047"/>
		<issued>2010-02-15T11:38:41+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[A QUALCOSA DOBBIAMO PUR RINUNCIARE]]></title>
		<id>http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1046</id>
		<created>2010-02-14T23:13:51+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><a target="_blank" href="/public/image/paleeoliche.jpg"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="200" height="135" alt="" src="/public/image/paleeoliche.jpg" /></a>A proposito di energie alternative e con riferimento agli impianti eolici vedo una particolare ritrosia di molti nell&rsquo;accettarne la loro realizzazione in qualsiasi luogo della nostra regione. Perch&eacute;? <br />
<br />
Diamo per assodato che il nostro modello di sviluppo &egrave; il turismo e la salvaguardia del nostro meraviglioso ambiente, ma rifiutare le pale eoliche mi sembra incongruente. <br />
<br />
Non inquinano, e dato che di energia abbiamo bisogno, mi sembrano proprio una necessit&agrave;. <br />
 L&rsquo;unico impatto che creano &egrave; quello visivo, ma ci siamo chiesti cosa pensarono tanti anni fa gli olandesi quando videro i propri paesaggi invasi dai mulini a vento ? ora sono diventati un richiamo turistico conosciuti da tutto il mondo e visitati da milioni di persone. La Tour Eiffel, quando fu costruita venne criticata da molti, adesso &egrave; il simbolo della Francia.Non pensate che le piramidi sono un disturbo al paesaggio desertico, hanno interrotto l&rsquo;orizzontalit&agrave; del deserto. <br />
<br />
E che dire dei tralicci dell'alta tensione, sono giganteschi, sono un ammasso di ferro e cavi che corrono lungo tutto il nostro territorio, ma ormai , quando li vediamo non pensiamo affatto che sono da buttare gi&ugrave;, perch&egrave; ? Perch&egrave; sappiamo che senza di loro non possiamo accendere la luce delle nostre case. Le serre per coltivare i vari ortagi hanno cambiato totalmente l&rsquo;aspetto delle nostre campagne, il verde non si vede pi&ugrave;, e non &egrave; che sono cos&igrave; necessarie visto come avviene la coltivazione, 10 cm di terra e tonnellate di concimi chimici, che prodotti ci fanno mangiare ? schifosi , a mio parere. <br />
<br />
Abbiamo rinunciato ad una parte del nostro paesaggio perch&egrave; era necessario ed in tanti casi non era proprio il caso, anzi. <br />
<br />
L&rsquo;uomo ha da sempre modificato il paesaggio e se non lo avesse fatto sarebbe rimasto nelle grotte. <br />
<br />
E&rsquo; chiaro che questi esempi hanno un impatto sul paesaggio non indifferente, ma nonostante ci&ograve;, dopo qualche tempo sono diventati &ldquo; il paesaggio&rdquo;. <br />
<br />
La nostra societ&agrave; ha paura del nuovo, paura di lasciare ai posteri cose brutte, non ha il coraggio di intervenire sul paesaggio per modificarlo a vantaggio della salute. Sotto una pala eolica il verde continuer&agrave; a crescere indisturbato, anche l&rsquo;insalata, e cosa non da poco sar&agrave; pulito, o preferiamo una bella centrale nucleare, piccola piccola, ma io l&rsquo;insalata coltivata anche a 50km di distanza avrei qualche remora a mangiarla. <br />
<br />
Forse dico tutto ci&ograve; perch&eacute; sono innamorato dei paesaggi con queste grandi braccia che catturano il vento per regalarci energia PULITA. Guardiamoli con altri occhi, gli occhi dei bambini, facciamoli colorati, diamo loro una valenza architettonica, un senso estetico e piano piano diventeranno il nostro paesaggio PULITO, sotto il quale non avremo paura, anzi li ameremo perch&egrave; saranno loro a far funzionare tutto ci&ograve; che di elettrico usiamo. <br />
<br />
Altro discorso &egrave; il grande business che gira intorno ad esse, ma su cosa non gira il business ?, dove ci sono grandi opere ci sono uomini avidi che tendono a lucrare , ma io dico lucrate pure, basta che questi impianti funzionino. E&rsquo; chiaro, visto che i soldi sono i nostri , chi preposto dovrebbe un tantino controllare di pi&ugrave;. Tanti dicono &ldquo; gli impianti eolici sono controllati dalla mafia e quindi non li voglio&rdquo; ma allora perch&eacute; andiamo negli ipermercati? Perch&eacute; usiamo la benzina ? perch&eacute; usiamo le autostrade ? perch&eacute; ? perch&eacute; ? perch&eacute; ????????? di tante altre cose. <br />
<br />
A qualcosa dobbiamo pur rinunciare per avere energia pulita e se debbo rinunciare al paesaggio incontaminato ma privo di gente che lo vive, preferisco il gigante con le braccia aperte e sotto di lui un popolo di gente che respira aria pulita e si gode il verde. <br />
<br />
Il verde &egrave; verde se un uomo lo guarda e lo pu&ograve; VIVERE. <br />
<br />
<br />
<br />
Gaetano Bufalino <br />
</font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1046"/>
		<issued>2010-02-14T23:13:51+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[LA GIOSTRA]]></title>
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		<created>2010-02-13T13:27:33+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><a target="_blank" href="/public/image/giostra.JPG"><img class="" height="150" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/giostra.JPG" /></a>Un anonimo poeta marchigiano del duecento, spinto forse da un pio intento, scrisse un poemetto dal titolo La giostra delle virt&ugrave; e dei viz&icirc;. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">A prescindere dall'importanza filologica e letteraria del testo, ci&ograve; che pi&ugrave; colpisce &egrave; il titolo la giostra ovvero il carosello, il torneo o il duello tra la virt&ugrave; e il vizio e dunque tra il bene e il male. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">E noi abbiamo i viz&icirc; senza le virt&ugrave;; per&ograve; ora abbiamo anche la giostra!</font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Salvatore Dipietro</font></p>]]></content>
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		<issued>2010-02-13T13:27:33+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[E' TEMPO DI RIMBOCCARSI LE MANICHE!]]></title>
		<id>http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1044</id>
		<created>2010-02-11T09:28:46+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="139" alt="" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" src="/public/image/LOGO2.jpg" />Cari amici, <br />
16 mesi sono trascorsi dalla nascita di &ldquo;Notolibera&rdquo;, certamente un tempo molto breve per sperare di poter gi&agrave; assaporare qualche frutto del faticoso e difficile percorso di cittadinanza attiva, dell&rsquo;impegno ad offrire il proprio contributo di passione civile alla citt&agrave;, del localismo europeo che &egrave; riuscito a mettere insieme persone dalle esperienze civili, sociali e politiche diverse, unite dal felice pensiero di dare un apporto fattivo e disinteressato alla comunit&agrave; cittadina. <br />
Tuttavia &egrave; gi&agrave; possibile affermare che, nonostante il breve arco temporale trascorso e le difficili condizioni ambientali cittadine, l&rsquo;Associazione &egrave; riuscita, attraverso una costante e puntuale informazione data alla cittadinanza con il giornale e il sito internet, a raggiungere un primo obiettivo di riconoscibilit&agrave; cio&egrave; a essere considerata come gruppo di persone libere da condizionamenti ideologici, disponibili al dialogo e all&rsquo;ascolto delle esigenze della comunit&agrave; e, soprattutto, di essere capace non solo di far sentire la propria voce critica ma di elaborare proposte e soluzioni praticabili. <br />
Capitalizzato questo primo risultato &egrave; necessario e opportuno focalizzare con chiarezza il prossimo obiettivo di medio termine, individuando tempi, strategie e risorse umane e strumentali del &ldquo;work in progress&rdquo; del progetto di partecipazione attiva intrapreso da Notolibera. <br />
Che ci sia un legame tra i temi di cui ci occupiamo quotidianamente e lo stato della politica nella citt&agrave; &egrave; fuor di dubbio, cos&igrave; come &egrave; altrettanto chiaro a tutti noi che a Noto si viva una crisi morale, culturale ed economica senza precedenti che gli attuali politicanti non solo sono inadeguati a fronteggiare ma, scientemente, non mostrano alcun interesse a farlo. <br />
Noto, purtroppo, non &egrave; pi&ugrave; una citt&agrave; normale, la nostra comunit&agrave; &egrave; ormai, come si dice, alla frutta. <br />
Gi&agrave;, che bella parola &ldquo;comunit&agrave;&rdquo;!!! <br />
Ogni volta che la pronuncio penso ad un popolo vivo, inquieto, pulsante, pronto si allo scontro ma con una storia condivisa da tramandare, con ideali e progetti comuni da perseguire, quasi una estensione della famiglia. <br />
Da tempo abbiamo perduto la dimensione economica che ci aveva reso ricchi e illustri, le campagne abbandonate, il turismo che non decolla ma, quel che &egrave; peggio, stentiamo sempre pi&ugrave; a distinguere chi siamo, da dove veniamo e, soprattutto, dove vogliamo andare. <br />
La composizione sociale della comunit&agrave; &egrave; smagliata, sdrucita, sfaldata. <br />
Per carit&agrave; di patria accenno appena al folto gruppo dei &ldquo;caminanti&rdquo; che stanno divorando, nel silenzio e nella paura generale, l&rsquo;ultima residua speranza di uno sviluppo urbanisticamente adeguato della citt&agrave;, alle periferie sempre pi&ugrave; al limite del disagio esistenziale, alla nostra borghesia medio-alta concentrata nel mantenere il proprio status e, sempre pi&ugrave; spesso, incline all&rsquo;affarismo e a larghe fasce della popolazione che avvertono il senso dello sfinimento e della rassegnazione. <br />
Questa inarrestabile deriva socio-economica, un buco nero che inesorabilmente sta inghiottendo la coscienza collettiva cittadina, accorcia velocemente la distanza verso un bivio che coscientemente non possiamo pi&ugrave; assolutamente bypassare n&eacute; tantomeno sperare di rimandare. <br />
Un primo sentiero, per certi versi agevole e anche abbastanza comodo da percorrere, dove l&rsquo;impegno assunto insieme, lo scrivere, il criticare, il proporre, pu&ograve; e deve essere l&rsquo;unica forma possibile dell&rsquo;agire politico ed aspettare, sostanzialmente in una inerzia vigile, che il lavoro di informazione, consultazione e partecipazione dia i frutti sperati. <br />
Insomma la &ldquo;teoria del pungolo&rdquo;: i movimenti, le associazioni, la Cittadinanza non possono essere soggetti politici permanenti, devono essere solo pungolo provvisorio. <br />
La Cittadinanza scuote l&rsquo;albero, i partiti ne raccolgono i frutti che inseminati non saranno pi&ugrave; avvelenati. <br />
Purtroppo i fatti italiani e locali ci dimostrano che la &ldquo;teoria del pungolo&rdquo; &egrave; un pio desiderio, i partiti raccolgono i frutti della Cittadinanza ma ne rifiutano pervicacemente ogni innesto di idee, valori e pratiche. <br />
L&rsquo;altro strada, tentare cio&egrave; la soluzione di una equazione ritenuta impossibile,&nbsp; l&rsquo;esercitare &ldquo;immaginazione democratica&rdquo; lavorando per dare &ldquo;peso&rdquo; alla debolezza strutturale della spontaneit&agrave; della Cittadinanza, uno stretto sentiero, impervio, periglioso, faticoso ma che ritengo personalmente, e come me - sono sicuro - tanta gente, l&rsquo;unico veramente percorribile in questo particolare momento storico della citt&agrave;. <br />
Certo prima di teorizzare e pianificare questo cammino &egrave; necessario ridefinire le nostre personalissime colonne d&rsquo;Ercole, che cosa significa essere indipendenti, indipendenti ma non neutrali o indifferenti, cos&igrave; come fondamentale appare il determinare un sentimento comune generale e particolare. <br />
Siamo indipendenti dalle organizzazioni partitiche perch&eacute; riteniamo di estrema drammatica attualit&agrave; le parole di Enrico Berlinguer, in special modo per la nostra citt&agrave;: <br />
<em>&ldquo;I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della societ&agrave; e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. <br />
Gestiscono interessi, i pi&ugrave; disparati, i pi&ugrave; contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. <br />
La loro stessa struttura organizzativa si &egrave; ormai conformata su questo modello, e non sono pi&ugrave; organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un &quot;boss&quot; e dei &quot;sotto-boss&quot;. <br />
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le universit&agrave;, la Rai TV, alcuni grandi giornali. E il risultato &egrave; drammatico. <br />
Tutte le &quot;operazioni&quot; che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se &egrave; utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedelt&agrave; al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.&rdquo; <br />
</em>N&eacute; neutrali, n&eacute; indifferenti perch&eacute; siamo contro le obbedienze identitarie e ideologiche, contro i privilegi corporativi, siamo contro una casta di comando controllata dalle segreterie nazionali, regionali e provinciali, siamo invece per la legalit&agrave; come strumento di eguaglianza anche sociale che costringe l&rsquo;establishement a non prevaricare, siamo per l&rsquo;analisi dei problemi del proprio territorio, siamo per l&rsquo;individuazione delle soluzioni concrete pi&ugrave; opportune e degli uomini pi&ugrave; capaci per raggiungere obiettivi condivisi, valorizzando intelligenze e competenze troppo spesso escluse. <br />
<strong>Abbiamo un sentimento comune generale e particolare, la certezza dello sfascio generato e perpetrato da questa amministrazione comunale, dal sindaco Valvo e dagli uomini che la compongono. <br />
</strong>In tutto ci&ograve; dobbiamo essere consapevoli che puerile sarebbe &ldquo;l&rsquo;aspettare Godot&rdquo; dell&rsquo;autoriforma dei partiti, di quegli stessi uomini che compongono la consorteria affaristica, familistica e clientelare che hanno trascinato la citt&agrave; nell&rsquo;eclissi della democrazia. <br />
Sappiamo perfettamente che i dirigenti dei partiti capiscono solo la perdita del potere, il venire meno del monopolio della rappresentanza sul &ldquo;proprio&rdquo; elettorato, paradossalmente vincere o perdere le elezioni rappresenta una fase dell&rsquo;immutabile corso e ricorso del potere politico. <br />
L&rsquo;unico linguaggio che pu&ograve; spingerli al cambiamento &egrave; il timore di perdere una quota della loro rappresentanza politica ed allora non ci resta altro da fare che rendere attuale, incombente, operativo il loro pi&ugrave; oscuro timore, organizzare cio&egrave; la minaccia corrispondente, di organizzarla fino all&rsquo;ipotesi di una lista cittadina alternativa. <br />
E&rsquo; necessario in primo luogo utilizzare il patrimonio di credibilit&agrave; fin qui capitalizzato per appropriarci del ruolo di mediazione fra tutte le forze cittadine, sociali, economiche e politiche e, in secondo luogo, puntare ad avere rappresentanti nell&rsquo;istituzione consiliare comunale e nell&rsquo;amministrazione attiva, sostenendo qualcuno che rappresenti i valori della Cittadinanza, qualcuno che lo faccia &ldquo;a tempo determinato&rdquo; utile ad agevolare la prassi fondante associativa. </font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><strong>Ed allora non ci resta altro che rimboccarci le maniche per costruire, insieme a tutti i portatori di interesse della citt&agrave;, un progetto organico di rinascita economica, civile e culturale di Noto.</strong></font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Carmelo Filingeri<br />
</font></p>]]></content>
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		<issued>2010-02-11T09:28:46+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[MANGIATOIE NAZIONALI]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="101" hspace="2" width="135" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/MANGIATOIE.jpg" />Capita a tutti di imbatterci in notizie che lasciano attoniti, specialmente in tempi di crisi di disoccupazione e sofferenza: chi di noi non si &egrave; mai stupito nel sapere quanto guadagna un notaio? E gli impiegati regionali e pararegionali siciliani? Ed un Segretario Comunale pagato per di piu' con soldi pubblici e che incassa anche il &quot;diritto di rogito&quot;? Risposta: piu' del Presidente della Repubblica.. Ne abbiamo certamente uno anche a Noto, pagato con soldi pubblici: quanto guadagna? Ecco, queste sono situazioni ingiustificate ed ingiustificabili che non dovrebbero essere presenti in un paese che vuole dirsi civile. In un paese della Bergamasca il funzionario municipale percepisce 247mila euro: il capo dello Stato arriva a 218, il premier a 212. Interpellanza del Carroccio. La sua replica: &quot;Ho contrattato, &egrave; in proporzione alla mia professionalit&agrave;&quot; Stipendio di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio: 212mila euro. Stipendio di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica: 218mila euro. Stipendio del ragionier Giovanni Barberi Frandanisa, segretario generale del Comune di Stezzano: 247mila euro. Come sia possibile che un funzionario amministrativo di un municipio di paese guadagni pi&ugrave; di chi governa una nazione &egrave; uno di quei misteri che hanno spiegazione solo nello sbarellamento della politica, nel deragliamento dalle norme elementari del buon senso. Eppure &egrave; tutto vero. L&rsquo;interpellanza di un senatore leghista che ieri sollevava lo scandalo sar&agrave; anche, come dicono in Comune a Stezzano, un&rsquo;opera di strumentalizzazione politica. Peccato che lo stipendio del segretario sia quello. Non un euro di meno. Ieri pomeriggio, la bella piazza di Stezzano era baciata dal sole. Due ville del Settecento, i ciottoli di fiume, i vecchi all&rsquo;osteria, le nuvole che si rincorrono. Sui tavoli dei bar, L&rsquo;Eco di Bergamo e la Padania che rilanciano l&rsquo;interpellanza. I vecchi dicono: &laquo;Che quel signore prendesse tanto, la voce girava. Ma cos&igrave; tanto non lo immaginava nessuno&raquo;. Stezzano fa 12mila abitanti, gente senza fronzoli, fabbrica e cantiere. Mezzo miliardo delle vecchie lire, 250mila euro, in molti non sanno neanche come sono fatti. E si domandano come sia possibile che - in tempi di Ici abolita, di lotta agli sprechi, di polemiche sulla casta - al Comune sia venuto in mente di rompere il salvadanaio per arruolare il segretario generale pi&ugrave; costoso d&rsquo;Italia. Pi&ugrave; caro di quelli che gestiscono Venezia, Torino, Palermo. Lui, il diretto interessato, Giovanni Barberi Frandanisa, 42 anni ancora da compiere, non si scompone. Cio&egrave;, un po&rsquo; si arrabbia per la violazione della sua privacy (&laquo;Voglio proprio vedere dove hanno preso quei dati e con che diritto li hanno divulgati&raquo;). Per&ograve; poi in qualche modo rivendica il suo diritto a guadagnare un mucchio di soldi. &laquo;E poi - dice - attenzione. Non facciamo confusione tra reddito lordo e reddito netto&raquo;. Anche al lordo sono una bella cifra. Pi&ugrave; di Napolitano. &laquo;Guardi che il presidente della Repubblica &egrave; esonerato dalle tasse. Io no. Poi &egrave; un confronto improprio. La legge Bassanini stabilisce un tetto preciso per gli stipendi dei funzionari come me: non possiamo guadagnare pi&ugrave; del primo presidente della Cassazione. Sotto quel tetto, tutto &egrave; legittimo, ed &egrave; lasciato alla libera contrattazione tra l&rsquo;ente locale e il funzionario&raquo;. Lei deve avere contrattato molto bene. &laquo;Non credo che mi si possa fare una colpa di essere riuscito ad ottenere uno stipendio che corrisponde alla mia professionalit&agrave;&raquo;. Magari la Lega ce l&rsquo;ha con lei perch&eacute; viene dal Sud. &laquo;Ma io ho lavorato anche in Comuni leghisti. No, penso che questo can can sia colpa del clima persecutorio di questi mesi, della caccia allo spreco vero o presunto&raquo;. Duecentocinquantamila euro sono uno spreco presunto? &laquo;Questa domanda dovrebbe farla al sindaco&raquo;. Giusta obiezione. Ma &egrave; domenica, e il sindaco non c&rsquo;&egrave;. Per&ograve; un assessore che si presta a far da tramite (&laquo;Meglio che parli lui, la faccenda &egrave; delicata&raquo;) alla fine lo si trova. E in chiusura di giornata, ecco il sindaco pi&ugrave; munifico d&rsquo;Italia: Stefano Oberti, a capo di una giunta civica. &laquo;Premesso che se la Lega vuole mettere regole pi&ugrave; severe, io sono assolutamente d&rsquo;accordo. Premesso che se si vuole che i Comuni lavorino come aziende, bisogna che possano agire e retribuire come aziende. Premesso che questo signore fino a un anno fa faceva lo stesso lavoro per la stessa cifra in un Comune a guida leghista qui vicino, e che la Lega lo pagava senza scandalizzarsi affatto. Tutto ci&ograve; premesso, io credo che questo signore il suo stipendio se lo guadagni fino all&rsquo;ultimo euro&raquo;. http://www.ilgiornale.it/interni/il_segretario_comunale_guadagna_piu_napolitano/08-09-2008/articolo-id=288833-page=0-comments=1 </font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1043"/>
		<issued>2010-02-10T12:56:56+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[DIFESA DELL’AMBIENTE, TUTELA DEL TERRITORIO, SVILUPPO ECONOMICO:LO STATO DELL’ARTE A NOTO]]></title>
		<id>http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1042</id>
		<created>2010-02-04T17:14:02+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="100" height="103" alt="" src="/public/image/NOTONOSTRA.jpg" />Una delle emergenze del tutto sottovalutate dall&rsquo;attuale amministrazione comunale &egrave; sicuramente quella della difesa dell&rsquo;ambiente. A parte i proclami e la solita vuota enfasi comunicativa, il nulla. <br />
Per fare riferimento all&rsquo;attualit&agrave;, &egrave; ovvio sottolineare come opportunamente l&rsquo;amministrazione comunale abbia adito le vie legali nei confronti della societ&agrave; responsabile dell&rsquo;oleodotto il cui malfunzionamento ha causato i danni che noi tutti ben conosciamo. Era il minimo indispensabile. <br />
Detto questo, lasciato alle spalle anche il clamore sollevato per la questione delle &ldquo;trivellazioni&rdquo;, che, ancora oggi, viene richiamata alla memoria al fine di sottolineare come ci si sia battuti per la difesa dell&rsquo;ambiente, che altro &egrave; stato fatto? <br />
PERCH&Eacute; NON SI &Egrave; PROCEDUTO ALLA REVISIONE DEL PIANO REOLATORE GENERALE SCADUTO ORMAI DALL&rsquo;ANNO 2003? <br />
Il PRG &egrave; lo strumento principe di controllo, di pianificazione economica, di tutela e salvaguardia del territorio. In poche parole, attorno al PRG, ruotano tutti gli interessi economici di un&rsquo;area e della comunit&agrave; che vi risiede. <br />
La legge prevede che sia sottoposto a revisione decennale, ci&ograve; significa che a Noto vige ancora quello approvato nella prima met&agrave; degli anni &rsquo;90 del secolo scorso. La revisione decennale &egrave; opportuna per adeguare lo strumento urbanistico alle mutate esigenze del territorio. Non si pu&ograve; procedere a continue varianti dell&rsquo;impianto originario del PRG perch&eacute; ci&ograve; rischia di stravolgerne le finalit&agrave; e trasformarlo in strumento di manipolazione, nelle mani di pochi, degli interessi economici collettivi. <br />
COME SI PU&Ograve; FAR CREDERE ALLA CITTADINANZA CHE SI RENDONO OPERATIVI IL PIANO PER L&rsquo;AREA ARTIGIANALE E QUELLO PER L&rsquo;AREA COMMERCIALE SENZA AVERE IN PRECEDENZA OTTEMPERATO ALLA REVISIONE DEL PRG? <br />
In questi anni abbiamo udito solo proclami roboanti con il miserabile intento di &ldquo;prendere tempo&rdquo; e gettare fumo negli occhi! <br />
Tra l&rsquo;altro sia il piano per la zona artigianale che quello per gli insediamenti commerciali sono ancora in alto mare, con buona pace degli operatori economici direttamente interessati. Essi si rassegnino: passer&agrave; ancora molto prima che tali piani, appendici al PRG, siano pienamente operativi. <br />
Comunque la legge non consente che il PRG sia continuamente emendato. Tant&rsquo;&egrave; che la Regione ha pi&ugrave; volte &ldquo;ripreso&rdquo; l&rsquo;amministrazione comunale ed ha pure nominato un commissario ad acta, il quale, per inciso, &egrave; pagato da noi cittadini di Noto! <br />
A questo punto, molto probabilmente, ognuno si &egrave; fatto la propria idea, chiara, anzi, lapalissiana, sulla vicenda e sui protagonisti in negativo. <br />
Noi rileviamo come da nessun partito o gruppo della cos&igrave; detta maggioranza sia mai stata promossa una campagna politica seria per sollecitare uno sforzo comune e trovare una sintesi per l&rsquo;adozione del nuovo PRG. Ultimamente, per&ograve;, da parte del Sindaco &egrave; stato affidato l&rsquo;incarico ad un professionista esterno per la redazione dello studio di sviluppo socio-economico. Si tratta di un documento propedeutico al PRG e di doverosa adozione. <br />
Non sono state sufficienti le numerose sollecitazioni ed interpellanze da parte delle forze di opposizione, ma &egrave; stato necessario che la Regione nominasse un commissario ad acta per far finalmente avviare l&rsquo;iter che, pu&ograve; darsi, entro il 2015, porter&agrave; alla definitiva operativit&agrave; del PRG! <br />
E di ch&eacute; ci lamentiamo? Meglio di cos&igrave;! <br />
La realt&agrave; evidenzia una drammatica assenza di risultati, questo &egrave; un dato incontrovertibile, il resto sono solo bugie e chiacchiere, non buone come quelle che si mangiano a carnevale, ma pessime ed indigeste! <br />
NOTO, 03/02/2010--IL MOVIMENTO &ldquo;NOTO NOSTRA&rdquo;</font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1042"/>
		<issued>2010-02-04T17:14:02+01:00</issued>
		<modified>2010-02-04T17:14:02+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Ti hanno trombato alle elezioni?  Per te, un posto di sottogoverno (qualcuno può fornire l’elenco di Noto ? ]]></title>
		<id>http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1041</id>
		<created>2010-02-02T20:15:37+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="219" alt="" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" src="/public/image/trombati.JPG" />A che servono le partecipate: il dettaglio della realt&agrave; locale, dopo l&rsquo;inchiesta regionale dell&rsquo;1 settembre. La pratica in uso anche negli enti siracusani: ecco societ&agrave;, nomi e compensi <br />
<br />
SIRACUSA - Siracusana Management Spa, Parcheggi e Trasporti Srl, Affissioni e Pubblicit&agrave; Srl, Archimede Srl. Sono le quattro societ&agrave; a capitale interamente pubblico del Comune di Siracusa, comunicate al ministero per la Pa di Brunetta. Altre partecipazioni importanti sono nella Sai 8 Spa con il 49,20%; nella Sogeas Spa di cui detiene il 60%; nel Consorzio Universitario Archimede con una partecipazione del 50%, come la Provincia; nel Consorzio Area Marina Protetta &ldquo;Plemmirio&rdquo; in cui partecipa con 50.000 &euro; per una quota del 50%, parimenti alla Provincia regionale; nell&rsquo;Ato Sr1 Spa con il 37,63% e un onere finanziario di 80.000 &euro;. <br />
Escluse queste ultime, per tutte le altre non si conosce, sulla base della comunicazione al Ministero, l&rsquo;onere finanziario del Comune. <br />
<br />
Com&rsquo;&egrave; noto, e come abbiamo ampiamente evidenziato nella nostra inchiesta del 1&deg; settembre scorso, i consorzi e le societ&agrave; partecipate dalle Pa sono entit&agrave; di sottogoverno in cui spartirsi il potere, in cui riciclare politici trombati alle elezioni o fuori gioco, e che elargiscono migliaia di euro a persone vicine ai governanti del momento. Il tutto a scapito delle capacit&agrave; e competenze dei normali cittadini. Ed ecco alcuni esempi. <br />
<br />
Nella Siracusa Management Spa, il presidente del Cda Carmelo Fileti &egrave; stato assessore al Personale nella seconda giunta Bufardeci, intasca 16.000 &euro; all&rsquo;anno. <br />
Anche Francesco Midolo, componente del Cda della stessa societ&agrave;, gi&agrave; liberale e persino leghista, &egrave; stato assessore con Bufardeci, oggi &egrave; vicino al PdL, porta a casa 12.000 &euro; annui. <br />
Stesso ruolo e stessa cifra per Pasquale Elicona, legato al PdL. Assessore agli Affari Generali sempre con Bufardeci. porta a casa 12.000 &euro; annui. <br />
Riccardo Lo Monaco, presidente di Sai 8, percepisce 24.000 &euro; all&rsquo;anno. <br />
<br />
Altri uomini con rapporti politici che siedono nelle poltrone dei consorzi e delle societ&agrave; partecipate dal Comune, sono: <br />
Paolo Risicato, presidente della Sogeas Spa, gi&agrave; segretario cittadino dell&rsquo;Udc, il suo compenso &egrave; di 18.000 &euro;; <br />
Raffaele Malfa, consigliere del Cda Sogeas, con 9.600 &euro; di stipendio, &egrave; stato consulente di Bufardeci e gestisce la societ&agrave; Grandi Eventi; <br />
Vincenzo Di Natale, amministratore della Archimede Srl, gi&agrave; coordinatore di Forza Italia, prende 16.000 &euro;.</font></p>]]></content>
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		<issued>2010-02-02T20:15:37+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[LA SPEDIZIONE DEL DIRIGIBILE ITALIA]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><strong><em><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="200" height="139" alt="" src="/public/image/LOGO2.jpg" />Invio link del mio&nbsp;articolo pubblicato sul giornale online &quot;Citt&agrave; della Spezia&quot; riguardante la presentazione del libro di Lorenzo Malfa (che mi ha invitato a contattarvi)&nbsp;su Ugo Lago, svoltasi lo scorso 8 gennaio.<br />
Questo libro sar&agrave; presentato anche a Noto nei prossimi mesi.<br />
Mirco Giorgi<br />
</em></strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">La Spezia. Al Circolo Ufficiali della Spezia si &egrave; tenuta la presentazione del libro di Lorenzo Malfa &quot;Dirigibile Italia - impressioni, bozzetti di vita, avvenimenti a bordo descritti nel 1928 da un giornalista siciliano: Ugo Lago&quot; (Gaetano Russo Editore, &euro; 15). Con l'autore sono intervenuti Umberto Nobile, omonimo nipote del generale che comand&ograve; la sfortunata spedizione al Polo Nord, e Stefano Poli, cofondatore dello Spitsbergen Airship Museum di Longyearbyen, minuscolo capoluogo delle Isole Svalbard, storica base di partenza delle spedizioni polari dell'epoca. Grandi quanto Sicilia e Sardegna messe assieme, ma abitate da meno di 3000 abitanti, le Svalbard sono situate a met&agrave; strada tra il Polo Nord e la Norvegia, nazione che le amministra mantenendone lo status di territorio internazionale a seguito del trattato di S&egrave;vres del 1925. <br />
<br />
Lorenzo Malfa, originario di Noto, spezzino d'adozione da moltissimi anni, &egrave; un ammiraglio di Marina in congedo che vive la sua terza et&agrave; con molta pi&ugrave; creativit&agrave; di tanti presunti giovani. Ottimo allievo del laboratorio teatrale di Riccardo Monopoli, con questo libro ha coronato lunghe ricerche sullo zio materno Ugo Lago, scomparso a soli 30 anni nel disastro del dirigibile Italia avvenuto il 25 maggio 1928, in cui morirono 8 tra i 16 uomini di equipaggio e molti altri soccorritori, tra cui l'amico-rivale Amudsen. Il destino fu particolarmente crudele con Lago e altri cinque compagni, che al momento dell'impatto col pack si trovavano nell'involucro del dirigibile. Questo si stacc&ograve; dalla cabina di comando, riprese il volo come un pallone impazzito in bal&igrave;a dei venti e fin&igrave; nell'ignoto. I sei non furono mai ritrovati nonostante il massiccio spiegamento di soccorsi giunti da tutto il mondo. <br />
<br />
Giornalista del &quot;Popolo d'Italia&quot;, quotidiano di propriet&agrave; della famiglia Mussolini, e corrispondente per molte altre testate tra cui &quot;Il Secolo XIX&quot;, Ugo Lago era un uomo di grande cultura e talento, perfettamente inserito nel suo tempo, amico tra gli altri di Trilussa, Petrolini, D'Annunzio, Sem Benelli. Partecip&ograve; come inviato alla spedizione del dirigibile Italia verso il Polo Nord e pu&ograve; dirsi con certezza che fu il primo giornalista in assoluto a volare sul Polo. Fu scelto per tale missione personalmente da Arnaldo Mussolini, fratello del duce e direttore del giornale di famiglia. Va detto che tale scelta fu dettata non tanto dalla sua adesione al regime quanto dalla sua grande capacit&agrave; di operare in contesti &quot;estremi&quot;. Oggi sarebbe definito un cronista d'assalto, non certo come chi ci racconta le guerre da comodi hotel a cinque stelle! Assieme al collega Tomaselli, del Corriere della Sera, egli condivideva in tutto e per tutto la dura vita di chi volava per i cieli a bordo di un dirigibile grande come un campo di calcio, con la scarna tecnologia dell'epoca, per quanto d'avanguardia. Il destino divise i due cronisti in modo singolare, a testa o croce: alla vigilia della seconda tappa del viaggio Nobile decise di sfoltire i ranghi per non appesantire troppo la struttura. Tomaselli e Lago si giocarono l'unico posto a bordo come due capitani prima di una partita. Vinse Lago, ma il comandante impose Tomaselli, in quanto aveva gi&agrave; partecipato alla spedizione del Norge del 1926 assieme ad Amudsen. Lago fu poi inserito nella terza tappa fatale che cost&ograve; la vita a lui e la salv&ograve; al collega. <br />
<br />
Di questo ed altro parla il libro, tra cenni biografici, toccanti ricordi familiari dell'autore che rivivono nella forma di pi&egrave;ces teatrali, ampi stralci degli ultimi articoli scritti dal Polo e una ricca documentazione fotografica, che comprende anche la radio di fortuna che utilizz&ograve; il marconista Biagi e che venne captata ad Arcangelo (Russia), attualmente custodita al Museo Navale della Spezia Il libro si chiude con l'ultima lettera che l'inviato scrisse ai genitori un mese prima della partenza: col senno del poi un presagio sinistro, ma anche un'autentica lezione di vita e di coraggio. Una lezione sempre attuale, perch&egrave; gli uomini di valore restano tali a prescindere dal tempo in cui vivono e da ci&ograve; in cui credono. <br />
<br />
Stefano Poli ha raccontato la sua particolarissima storia personale. Giunto alle Svalbard ancora studente, si &egrave; innamorato di quei luoghi al punto da viverci da quasi vent'anni, integrandosi perfettamente con la comunit&agrave; locale. Attualmente svolge la professione di tour-operator in un luogo che viene visitato da 50.000 turisti all'anno, tra cui molti crocieristi italiani. Dove si vive quattro mesi al buio e quattro alla luce, dove la benzina serve alle motoslitte, dove ci si muove con i cani groenlandesi e con tanti orsi a farti compagnia, ma con servizi pubblici di prim'ordine garantiti dallo stato norvegese. Tutto questo ci dovrebbe far riflettere: viviamo in uno dei posti pi&ugrave; benigni del mondo e non sappiamo fare altro che ricoprirlo di cemento! <br />
A testimonianza di come noi italiani siamo ormai privi di memoria storica, Poli non conosceva il dirigibile Italia, n&egrave; di essere nel posto da cui partivano tutte le spedizioni polari dell'epoca, compresa la nostra. Conobbe per prima la campana norvegese, ancora venata di astio nei confronti della nostra spedizione, accusata di aver causato anche la morte del loro eroe nazionale Ralf Amudsen, perito in un incidente aereo durante le ricerche internazionali che consentirono il salvataggio di 8 uomini tra cui il comandante Nobile. Mentre da noi il tempo ha cancellato, assieme alla memoria, anche le polemiche violentissime dell'epoca, la televisione norvegese ha spesso imposto una sorta di censura nei confronti di Nobile, evitando accuratamente di menzionarlo nelle sue rievocazioni. Fu proprio questo atteggiamento a spingere Poli a ricerche, anche in Italia, e a coinvolgere i familiari dei componenti della spedizione, rintracciati con molta pazienza. <br />
<br />
Da qui l'idea di fondare il museo (per informazioni: http://www.spitsbergenairshipmuseum.com/italian/index_italian.htm) assieme al norvegese Ingunn Loyning. Inaugurato nel novembre 2008, a dispetto delle promesse delle autorit&agrave; esso &egrave; sorto con fondi esclusivamente privati: tutto il mondo &egrave; paese! Poli ha tenuto a sottolineare che il museo &egrave; nato non per l'Italia o per il dirigibile Italia, in una sorta di ghetto tricolore, ma per tutti coloro che hanno partecipato alle spedizioni polari, senza distinzione di nazionalit&agrave;, che rappresentasse anche le persone comuni di cui non si era mai sentito parlare. Per questo &egrave; stato chiesto ai discendenti se volevano scrivere un testo per il museo, una sorta di memoriale al quale anche Malfa ha contribuito. <br />
In chiusura, il nipote del generale Nobile, parlando dell'equipaggio comandato da suo nonno, ha detto che &quot;solo persone eccezionali possono fare cose del genere&quot;. Un sincero omaggio a uomini valorosi e sfortunati. <br />
<br />
<br />
09/01/2010 11:00:00 Mirco Giorgi </font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[L'ASPECON E' SOLO UN CARROZZONE]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><strong><em><a target="_blank" href="/public/image/foto2.jpg"><img class="" height="150" hspace="2" width="200" align="left" vspace="2" border="2" alt="" src="/public/image/foto2.jpg" /></a>Dalla testata giornalistica &quot;La Sicilia&quot; a firma di Roberto Nastasi</em></strong></font></p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Immediata replica di Giovanni Campisi e Corrado Bianca rispettivamente segretario e capogruppo consiliare del Pd, alle dichiarazioni rilasciate qualche giorno, da Paolo Giocastro, l&rsquo;attuale presidente dell&rsquo; Aspecon, l&rsquo;azienda che prima della Sai 8 gestiva il servizio idrico in citt&agrave;. <br />
Giocastro lamentava inefficienze, ritardi nella corresponsione di somme arretrate della Sai 8 all&rsquo; Aspecon, ed infine paventava una gestione antieconomica che avrebbe provocato per i cittadini aumenti tariffari spropositati.<br />
Ma proprio sull&rsquo;argomento economicit&agrave; e risparmio i responsabili del Pd, hanno ritenuto di dovere intervenire. <br />
Il segretario Campisi sostiene che proprio l&rsquo;Aspecon &egrave; oramai solamente un carrozzone che, depauperato della gestione di quei servizi per cui era stato istituito, non serve a nulla se non a garantire posticini di sottogoverno. &laquo;Non si pu&ograve; permettere che per la sola gestione dei sevizi dei parcheggi a pagamento, si mantenga un tale apparato con un consiglio d&rsquo;amministrazione che non gestisce alcunch&eacute;, rischiando di produrre ulteriori debiti rispetto a quello gi&agrave; esistente&raquo;. Pertanto per il leader Pd si tratta di &laquo;un male incurabile che va estirpato, prima che produca altri guasti, radicalmente, con la soppressione. I cittadini non possono pagare un ente che non serve praticamente a niente e che anzi li danneggia ogni giorno che passa&raquo;. <br />
Non meno tenero l&rsquo;intervento del capogruppo consiliare Corrado Bianca, il quale sostiene: &laquo;Abbiamo letto nei giorni scorsi della preoccupazione del presidente di Aspecon per il caro-bollette acqua. Comprendiamo la sua apprensione come cittadino. La comprendiamo molto meno nella qualit&agrave; di presidente dell&rsquo;azienda speciale. Ci aspettiamo invece che in tale veste chiarisca alla citt&agrave; come intende rientrare rispetto ai debiti che, ancorch&eacute; ereditati dalle precedenti gestioni, l&rsquo;azienda deve al comune e a terzi; quanto ha introitato l&rsquo;Aspecon mensilmente dalla gestione delle strisce blu e quanto costa mensilmente mantenerla in vita? Bianca si chiede con meraviglia come mai l&rsquo;Aspecon non ha chiesto all&rsquo;amministrazione, cos&igrave; come da statuto, l&rsquo;affidamento del servizio delle pubbliche affissioni. Chiediamo di sapere - conclude il consigliere - se esiste un piano di rientro dai debiti e con quali proventi. Come PD siamo convinti che Aspecon &egrave; solo un carrozzone, sicuramente utile nella distribuzione di prebende e di posti di sottogoverno ma che non serve assolutamente a nulla&raquo;. </font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[RISPOSTA ALLE DICHIARAZIONI DEL SINDACO]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="100" height="103" alt="" src="/public/image/NOTONOSTRA.jpg" />"Si riporta integralmente il testo del comunicato stampa diffuso dall’ufficio di Segreteria del Sindaco Avv. Valvo: <br />
: Vicenda Ospedale ilsindaco replica alle dichiarazioni del Consigliere Veneziano e di NotoNostra, 26.01.2009 </font><font size="3" face="Times New Roman">Noto <br />
Il Sindaco tira un sospiro di sollievo dopo che si era preoccupato della totale assenza e dell’assoluto silenzio del Consigliere Veneziano e di NotoNostra in merito alla vicenda “Ospedale” , Infatti il Consigliere Veneziano e i dirigenti di NotoNostra non hanno partecipato a nessuna delle decine di riunioni tenutesi tra i Consiglieri Comunali e le varie forze politiche per le azioni a tutela dell’ospedaleTrigona di Noto sin dal 2009. Capiamo gli impegni di tali esponenti politici ma il loro silenzio &egrave; stato pressoch&eacute; , assordante e siamo contenti che finalmente si siano svegliati dal torpore facendo sentire , , la loro voce che come sempre &egrave; anacronistica e fuori dal mondo in quanto frutto di non .conoscenza , In questo momento di particolare delicatezza tutte le forze politiche a prescindere , , dal colore politico hanno dato il loro sostegno a tutela del territorio ma ci si rende conto che questo per NotoNostra e per il ConsigliereVeneziano &egrave; pura utopia <br />
- -Ilsindaco "<br />
</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Meritare cotanto riguardo da parte del Sindaco ci inorgoglisce e ci gonfia il petto d’immensa gioia. Ci&ograve; significa avere colpito nel segno, avere centrato l’obiettivo di smascherare responsabilit&agrave; ed omissioni circa la debacle della sanit&agrave; netina. È stato definitivamente squarciato il velo d’ipocrisia che ammanta tutta la vicenda. <br />
Ovviamente, tutta la classe politica e dirigente, a livello regionale, non ha finora manifestato obiettivit&agrave; e lealt&agrave; nella storia infinita dal titolo: “sanit&agrave; pubblica nel sud-est della Sicilia”. <br />
Da parte nostra &egrave; stato specificamente stigmatizzato l’operato del Sindaco Avv. Corrado Valvo, reo, in questi anni di leadership incontrastata, di non avere profuso il necessario impegno e zelo nell’affrontare il problema. <br />
C’&egrave;, inoltre, l’aggravante che il Sindaco ha sempre avuto, ed attualmente ha, l’indiscutibile vantaggio di trattare e d’interloquire con tecnici e rappresentanti delle istituzioni a lui politicamente molto vicini. Ma tant’&egrave;, i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti e noi registriamo, in risposta alle nostre denunce, una s&igrave; piccata replica. Che amarezza! <br />
Il Movimento “NOTO NOSTRA” conferma in pieno le critiche all’Amministrazione Comunale sulla vicenda della sanit&agrave; netina. <br />
L’operato del Sindaco, in particolare, &egrave; da censurare su tutta la linea: <br />
-si censura la mancanza di azione nei molti mesi che hanno preceduto il 23 dicembre 2009. I tavoli tecnici a Palermo e la conferenza dei Sindaci della zona sud, luoghi deputati alla risoluzione della vertenza sanitaria, hanno decretato l’assoluta incapacit&agrave; dell’amministrazione comunale di ottenere risultati tangibili e duraturi; <br />
-si censurano le riunioni inutili e le passerelle ex post, quasi come fossero visite di cordoglio fatte al capezzale del defunto, esclusivamente ad uso e consumo dei media, in un trionfo di demagogia e populismo, nel malcelato e goffo tentativo del Sindaco di “captatio benevolentiae” nei confronti della cittadinanza e di tutte le forze politiche. <br />
Il Movimento &egrave; ed &egrave; stato sempre vicino ai problemi della citt&agrave;, e non si presta al ruolo di insignificante comparsa negli show del Sindaco. Resta, purtroppo, la desolante realt&agrave; che egli, nonostante le proverbiali “amicizie” e “collegamenti” col governo regionale, non stia riuscendo a difendere l’Ospedale, gi&agrave; irrimediabilmente disastrato dalle scelte del suo predecessore Accardo, mentre ci regala fiscalismo forsennato, caro bollette e mare inquinato. <br />
Occorre un diverso atteggiamento, maggiore autorevolezza e fermezza, ed un coraggio ed una coerenza che finora non si sono mostrati. Non &egrave; pi&ugrave; tempo di generiche asserzioni e rituali dichiarazioni d’intento perch&eacute; il popolo attende con trepidazione di conoscere quale sar&agrave; il destino della sanit&agrave; a Noto! <br />
NOTO, 27/01/2010--IL MOVIMENTO “NOTO NOSTRA”</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[E' COLPA DEL GOLF]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><a target="_blank" href="/public/image/BUCA2.JPG"><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="250" height="188" alt="" src="/public/image/BUCA2.JPG" /></a>Come ben si sa, il troppo storpia. Difatti, col troppo giocare a golf, per quanto senza mazze, la buca si &egrave; riempita e il povero blocchetto di pietra basaltica non ha retto il peso ed &egrave; precipitato. Certo ci si aspettava un intervento celere; ma chiedere tempestivit&agrave;, prontezza, sveltezza, rapidit&agrave;, velocit&agrave;, sollecitudine, immediatezza e lestezza era proprio chiedere troppo! Nonostante le innumerevoli segnalazioni, nessuno &egrave; intervenuto. E dire che sarebbe bastato poco per evitare una tale iattura: intervenire per tempo o, quantomeno, interdire il transito ai cosiddetti fuoristrada che, per l'appunto, data la loro mole e pesantezza, dovrebbero circolare fuori dalle strade del tessuto urbano. Ma come ben si sa, chiedere un po' di buonsenso equivale a chiedere un po' troppo. <br />
<br />
Salvatore Di Pietro <br />
</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[ACQUA SALATA DALLA SAI8]]></title>
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		<created>2010-01-24T23:23:17+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify">&nbsp;<img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="200" height="139" alt="" src="/public/image/LOGO2.jpg" /><font size="3" face="Times New Roman"><strong><em>Pubblichiamo un articolo apparso oggi sulla Sicilia a firma del giornalista Giuseppe Fianchino contenenti dichiarazioni del presidente dell'Aspecon, dott. Paolo Giocastro.</em></strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Preoccupazioni e bollette dell&rsquo;acqua. Dopo il sindaco Corrado Valvo &egrave; il turno di Paolo Giocastro, il presidente dell&rsquo;Aspecon, la municipalizzata che ha gestito il servizio idrico in citt&agrave;, prima della Sai8. <br />
&laquo;Temo che la Sai8 - sostiene Giocastro - avvalendosi di specifiche clausole del regolamento, applicabili nel caso di contatori guasti, non appena in possesso dei dati relativi alle prime misurazioni, possa applicare anche a Noto gli spropositati conguagli richiesti in questi giorni agli utenti siracusani&raquo;. Giocastro rivela anche un retroscena fatto di crediti vantati dal&rsquo;Aspecon proprio neiconfronti della Sai8. &laquo;La societ&agrave; deve all&rsquo;Aspecon ingenti somme quali corrispettivi per prestazioni rese nel 2009 da questa azienda speciale. Dopo avere inoltrato i necessari solleciti e dopo avere ricevuto generiche manifestazioni di intenti, ci siamo&nbsp; trovati costretti a ricorrere alle vie legali&raquo;. Dopo, il fronte servizi. </font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Secondo Giocastro, la gestione della Sai 8 &egrave; lontana dalle &laquo;economie di scala tanto auspicate dalla legge Galli&raquo;. E aggiunge: &laquo;L&rsquo;avere subito provveduto a sostituire i contatori con uno stanziamento di circa 1,4 milioni di euro, trascurando altre effettive emergenze, la dice lunga sulla piega che potrebbe assumere il seguito della gestione unica provinciale&raquo;. Sullo sfondo la vera questione economica. La gestione del servizio su scala provinciale comporta un aumento delle bollette anche in realt&agrave; piccole e ricche d&rsquo;acqua come Noto. Per questo Giocastro ha commissionato &laquo;un&rsquo;aggiornata e documentata analisi tecnico-economica dei circa tredici anni di&nbsp; gestione comunale del servizio idrico integrato. Ritengo per mantenere economicamente in pareggio un servizio pubblico fondamentale, garantendo l&rsquo;entit&agrave; dei pochi milioni di euro di investimenti annunciati dalla Sai8, basti adottare una pressione tariffaria di poco superiore a quella praticata fino al 2008 con la gestione locale. &Egrave; fuori luogo chiedere ai netini un sacrificio economico per compensare gli utili di impresa della Sai8 e gli eventuali maggiori costi di gestione sostenuti da altri centri della provincia come Siracusa ed Augusta&raquo;. </font></p>]]></content>
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		<issued>2010-01-24T23:23:17+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[IMBECILLI D'UFFICIO]]></title>
		<id>http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1035</id>
		<created>2010-01-23T14:08:04+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman" size="3"><img class="" height="97" alt="" hspace="2" width="128" align="left" vspace="2" border="2" src="/public/image/IMBECILLI.jpg" />Solo un imbecille pu&ograve; credere che Miccich&egrave;, stretto amico di Dell&rsquo;Utri e quindi, salendo lungo la linea di comando, stretto dipendente di Silvio, possa autonomamente e per tutti questi mesi capeggiare una rivolta politica tale, addirittura, da formare un nuovo partito, il PDL Sicilia, dalla spaccatura del PDL &ldquo;nazionale&rdquo;. <br />
Solo un imbecille pu&ograve; credere che la Prestigiacomo, ministro del governo Berlusconi, possa costituire il riferimento nazionale del PDL Sicilia, in pieno costrasto con il PDL &ldquo;nazionale&rdquo; della nostra regione. <br />
Solo un imbecille pu&ograve; credere che il Grande Silvio, sempre cos&igrave; attento a mantenere l&rsquo;unit&agrave; del suo partito (specie della quota Forza Italia), possa rimanere inerme dinanzi ad un dissidio di tale portata e durata in una regione elettoralmente cos&igrave; importante come la nostra, che, se fosse vero, rischierebbe di compromettere uno dei capisaldi elettorali di fondamentale importanza per le sue necessit&agrave; di potere. Lo stesso Silvio, si badi bene, che &egrave; riuscito a domare (chiss&agrave; come) Bossi &amp; C. che sicuramente sono ossi ben pi&ugrave; duri di Miccich&egrave;,&nbsp;Prestigiacomo, Bufardeci&nbsp;&amp; C. <br />
Eppure. Eppure in Sicilia tanti, troppi, credono a questa sceneggiata. A partire da tanti &ldquo;addetti ai lavori&rdquo;. Tutti quei politucoli locali che sono entrati in guerra con i &ldquo;nuovi&rdquo; avversari politici, &ldquo;amici&rdquo; di ieri. Eserciti di imbecilli che negli ultimi mesi ridiscutono, a tutti i livelli, dalle sezioni locali del PDL fino al governo regionale, i nuovi equilibri di potere. La quadratura di cerchi che, forse, non esistono neanche. In attesa di un chiarimento definitivo delle posizioni che tarda a venire e che forse finalmente sta per arrivare. <br />
Cosa sarebbe successo quindi di tanto importante da sperare in una imminente fine di questa ridicola recita, di cui, stranamente, non sono coscienti quasi tutti gli attori e le comparse che vi partecipano? <br />
La condanna in appello, con nuove aggravanti, dell&rsquo;ex Presidente Cuffaro, pilastro dell&rsquo;UDC siciliana e quindi &ldquo;pesante&rdquo; senatore e rappresentante dell&rsquo;UDC nazionale. <br />
Ricordiamoci che l&rsquo;esistenza dell&rsquo;UDC siciliana garantisce l&rsquo;esistenza di quella nazionale, nonostante tutti i comprensibili imbarazzi di Casini. <br />
Ricordiamo che Miccich&egrave; &egrave; uscito definitivamente allo scoperto con il &ldquo;PDL Sicilia&rdquo; proprio subito dopo l&rsquo;addio di Rutelli al PD e le dichiarazioni di amore (politico si intende) fatte dallo stesso verso Casini e verso l&rsquo;idea ricorrente del &ldquo;grande centro&rdquo;. <br />
In Sicilia quindi la partita al governo della Regione si giocherebbe sull&rsquo;annullamento dell&rsquo;UDC e il conseguente assorbimento delle sue macerie politiche tra MPA e PDL. Giova sempre ricordare che l&rsquo;UDC in Sicilia, &egrave; per sua vocazione, un partito di potere che ha gestito sempre rilevanti interessi come quello della sanit&agrave; regionale (non &egrave; casuale la condanna di Michele Aiello, detto &ldquo;il re Mida della sanit&agrave;&rdquo;, insieme a quella di Cuffaro). Solo un imbecille pu&ograve; pensare che gente che si trova in quel partito perch&eacute; di governo, si possa tutto ad un tratto scoprire una irrefrenabile vocazione per la politica d&rsquo;opposizione, rinunciando a gestire direttamente la macchina politica funzionalmente allo sviluppo dei loro &ldquo;affari&rdquo;. <br />
Se una rondine non fa primavera &egrave; anche vero che la prima grande defezione dell&rsquo;onorevole Burgaretta verso l&rsquo;MPA, un po&rsquo; deve fare pensare. Chi sar&agrave; il prossimo? Se la mia teoria &egrave; fondata &egrave; probabile che sia l&rsquo;on. Gianni, che vedo veramente male nelle vesti di perenne oppositore. <br />
Se in Sicilia quindi la parola d&rsquo;ordine &egrave; &ldquo;annientare l&rsquo;UDC di Cuffaro&rdquo;, qual&rsquo;&egrave; l&rsquo;obiettivo a livello nazionale? Presumibilmente quello di fare abortire l&rsquo;idea del grande centro che, pare, affascini in qualche modo anche Fini. Allora potrebbe essere plausibile che Berlusconi stia pilotando questa secessione regionale di cartapesta anche per ribadire al presidente della Camera, chi &egrave; che tiene le fila di tutto. In altre parole, dato che non ti puoi neanche permettere di protestare per l&rsquo;esclusione al governo regionale dei tuoi &ldquo;lealisti&rdquo;, caro Fini, scordati anche di pensare a romantiche fughe verso il centro con lo sfortunato Casini. Allineato e coperto, non hai altre soluzioni. <br />
Ma l&igrave; viaggiamo ad altri livelli, noi accontentiamoci dei nostri. Alla fine (entro quest&rsquo;anno) ci accorgeremo che si &egrave; sollevato solo un po&rsquo; di fango dal fondo dello stagno.</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[A QUANDO LE MAZZE?]]></title>
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		<created>2010-01-23T11:47:25+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><a target="_blank" href="/public/image/Buca.JPG"><img class="" border="2" hspace="2" alt="" vspace="2" align="left" width="200" height="150" src="/public/image/Buca.JPG" /></a>Che l'Amministrazione Comunale voglia implementare lo sport e le attivit&agrave; ad esso correlate, &egrave; una decisione di per s&eacute; accettabile e condivisibile. Stiamo diventando degli sportivi eclettici e versatili, capaci di fare lo slalom tra le macchine e le motorette malamente posteggiate (vedi piazza XVI Maggio), abili nel cross (vedi via Ducezio e via Maiore) ed esperti nell'uso del radar che ci permette di trovare nell'oscurit&agrave; la direzione giusta. Tuttavia si tratta pur sempre di un'attivit&agrave; sportiva piuttosto snervante e talvolta sfibrante, per cui, onde venire incontro alle esigenze di rilassamento psico-fisico dei cittadini, si &egrave; deciso di trasformare la citt&agrave; in un campo di golf. Le buche sono gi&agrave; pronte, soprattutto in prossimit&agrave; delle scuole in modo da educare i ragazzi ad una corretta attivit&agrave; agonistica. Mancano soltanto le mazze. A quando?</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Turi DiPietro</font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1034"/>
		<issued>2010-01-23T11:47:25+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[NEWS DAL COMUNE]]></title>
		<id>http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1033</id>
		<created>2010-01-22T17:02:31+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Times New Roman"><font size="3"><strong><img class="" border="2" hspace="2" vspace="2" align="left" width="74" height="70" alt="" src="/public/image/logonoto.JPG" />Realizzazione servizi igienici a Noto Marina <br />
</strong><br />
Continua l’attivit&agrave; tesa alla “realizzazione delle opere” dell’amministrazione comunale al fine soprattutto di fornire servizi alla collettivit&agrave;. In virt&ugrave; di ci&ograve; si &egrave; voluto fortemente evitare il problema dei bagni chimici in c.da Noto Marina. <br />
Coerentemente a ci&ograve;, in data 26 gennaio verr&agrave; espletata la gara per la realizzazione dei servizi igienici, per uomini, donne e persone diversamente abili, nella piazza centrale di Noto Marina, adiacente allo spazio destinato alla fiera. <br />
In tal modo si attrezzer&agrave;, nella maniera pi&ugrave; civile possibile, un’area gi&agrave; oggetto di riqualificazione e si forniranno altri servizi alla collettivit&agrave;. <br />
<br />
Il sindaco <br />
<br />
Servizio Idrico: Ennesimo richiamo del sindaco di Noto a SAI 8 <br />
<br />
<br />
Noto, 18.01.2010 <br />
<br />
Il sindaco di Noto scrive per l’ennesima volta alla societ&agrave; SAI 8 per evidenziare le frequenti rotture delle condotte idriche che “si verificano anche per l’incontrollato aumento di potenza nelle condotte senza che siano stati eseguiti i lavori di ristrutturazione della rete idrica”. <br />
<br />
“Ci&ograve; – afferma il sindaco – &egrave; la conseguenza della gravissima mancanza di attivit&agrave; di ristrutturazione che fanno esclusivamente carico alla SAI 8 e che hanno formato oggetto di specifica denuncia del sottoscritto al Presidente dell’ATO Idrico, On. Bono”. <br />
<br />
“Si evidenzia, inoltre – continua il sindaco – che la SAI 8 commette strani e innumerevoli errori nella bollettazione, i quali errori sono sempre a danno dei cittadini. Il perdurare di tali gravissime inadempienze dar&agrave; luogo ad azioni da parte dell’amministrazione comunale che, come pi&ugrave; volte detto, non tollerer&agrave; alcuna richiesta di aumento o diversa tariffazione se i risultati della gestione privata non diventano tangibili ed estremamente favorevoli per i cittadini ”. <br />
<br />
“Fino ad oggi, – conclude il sindaco – purtroppo, i risultati, nonostante le promesse, non sono assolutamente accettabili e tale risultato viene ancora di pi&ugrave; ad essere evidente grazie al costante controllo da parte dell’amministrazione comunale”. <br />
<br />
<br />
Fuoriuscita olio in c.da Tagameli <br />
<br />
<br />
Noto, 18.01.2010 <br />
<br />
Il Comune di Noto verificher&agrave; la portata del danno verificatosi a seguito della rottura di una parte di un oleodotto nella c.da Tagameli. <br />
<br />
Oggi &egrave; stato effettuato un sopralluogo per accertare che tipo di conseguenze possano derivare all’ambiente, e soprattutto ai fiumi, dalla fuoriuscita di tale liquido che ha gi&agrave; invaso buona parte delle campagne. <br />
<br />
“Dopo l’accertamento delle cause – dice il sindaco Valvo – il comune di Noto diffider&agrave; i responsabili e presenter&agrave; una dettagliata denunzia per tutti i danni materiali e di immagine che da tale increscioso atto di imperizia e negligenza derivano al territorio”. <br />
<br />
“L’attenzione dell’amministrazione comunale all’ambiente – conclude il sindaco – &egrave; massima e non &egrave; tollerato per nessuno poter avere ‘disattenzioni’ o commettere atti che possano determinare danni ambientali”. <br />
<br />
<br />
Trasferimento in via sperimentale della fiera quindicinale del marted&igrave; <br />
<br />
<br />
Noto, 19.01.2010 <br />
<br />
Il sindaco di Noto, con ordinanza n. 10 del 15 gennaio 2010, ha disposto il trasferimento in forma sperimentale del mercato quindicinale del marted&igrave; dalla via Sonnino alle vie Carr&agrave; e Giantommaso. <br />
<br />
La fiera si svolger&agrave; nella nuova area per due mesi a decorrere dal 2 febbraio dell’anno in corso e tale periodo di sperimentazione servir&agrave; per verificare se la nuova collocazione riscuote il gradimento sia degli operatori commerciali che degli utenti. <br />
<br />
Il provvedimento nasce dalla volont&agrave; di venire incontro ai tanti reclami degli operatori che lamentavano la scarsa affluenza, da qualche anno, nel mercato di via Sonnino con conseguenti problemi economici per gli stessi. <br />
<br />
L’area individuata risulta idonea ad ospitare fino ad un massimo di 65 posteggi e quindi in grado di soddisfare tutti i titolari di autorizzazione per occupare un posto nel mercato del marted&igrave; che, dagli atti d’ufficio, risultano essere 61. <br />
<br />
<br />
Il comune di Noto denuncia, alla Procura della Repubblica, la societ&agrave; Eni Mediterranea Idrocarburi per disastro ambientale <br />
<br />
<br />
Noto, 19.01.2010 <br />
<br />
Il comune di Noto, per il tramite del Comando della Polizia Municipale, ha formalmente informato la Procura della Repubblica di Siracusa del disastro ambientale causato nella C/da Tagameli, in territorio di Noto, dalla societ&agrave; Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. a seguito della rottura di un tubo dell’oleodotto che trasporta greggio da Ragusa agli stabilimenti Eni di Priolo. Dell’accaduto era gi&agrave; stata data immediata notizia nelle stessa giornata di domenica al magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Siracusa. <br />
<br />
Nella nota inviata alla Procura della Repubblica dal Comandante della Polizia Municipale di Noto si legge, in dettaglio cronologico, la successione degli eventi che vanno dalla individuazione del danno il 17 gennaio scorso, a seguito della segnalazione di un agricoltore del posto, alle varie operazioni che si sono succedute da quel momento e che si possono riassumere nel primo intervento ad opera di una squadra dei VV. F. del distaccamento di Palazzolo A. che ha potuto appurare che il danno &egrave; stato presumibilmente causato da un cedimento della struttura dell’oleodotto, nell’intervento di una squadra di tecnici dell’Eni di Ragusa, avvisati tramite la Protezione Civile di Siracusa, e dei Vigili del Fuoco di Siracusa che provvedevano ad intercettare e bloccare la fuoriuscita di greggio, e quindi nell’inizio delle operazioni per la bonifica del sito, ad opera dei Vigili del Fuoco, con la sistemazione di sacchi assorbenti ed altro materiale. <br />
<br />
Nella giornata di luned&igrave; 18, per gli accertamenti di competenza, &egrave; intervenuto sul posto il personale dell’ARPA di Siracusa. Nella stessa giornata personale del Comando della Polizia Municipale ha effettuato una ricognizione lungo il torrente interessato, attraverso il Vallone Ciurca fino al ponte sul fiume Tellaro, accertando la presenza di greggio depositato sulle piante e sulle rocce vicino al torrente (a circa 300 metri dal punto di rottura era presente ancora abbondante liquido lungo l’alveo del torrente). <br />
<br />
Nella nota viene infine precisato che nella zona interessata dal disastro vige il vincolo idrogeologico ed il vincolo fluviale, inoltre nella zona sono presenti sorgenti e precisamente una a valle (a circa Km 1,3 dal punto di sversamento) e due a monte (a circa Km 0,800 dal punto di sversamento). Le contrade coinvolte sono interessate alla produzione dell’Olio di Oliva degli Iblei DOP ed inoltre ivi insistono parecchie aziende agro-zootecniche con la produzione di latte e carne. <br />
<br />
<br />
Positivo l’incontro sulla sanit&agrave; che si &egrave; tenuto ieri a Palermo <br />
<br />
<br />
Noto, 20.01.2010 <br />
<br />
L’incontro sulla sanit&agrave; che si &egrave; tenuto ieri a Palermo ha fatto registrare un altro piccolo tassello per la realizzazione di un ospedale unico Noto-Avola migliore e pi&ugrave; efficiente. <br />
<br />
E’ stata ribadita, con il consenso di tutti i deputati presenti all’incontro, la necessit&agrave; che all’intera zona sud venga garantita un’efficienza sanitaria che passi attraverso il mantenimento e il potenziamento dei reparti esistenti, l’attivazione dei presidi territoriali ambulatoriali ma soprattutto e immediatamente l’attivazione di quei nuovi reparti promessi da tempo e non ancora messi in funzione nonostante gli investimenti effettuati. <br />
<br />
Si &egrave; chiesto infatti che venga immediatamente attivato il reparto di Cardiologia e UTIC presso il presidio Di Maria di Avola e che si attivi al pi&ugrave; presto l’Elisoccorso h 24 presso il presidio Trigona di Noto. <br />
<br />
Tali atti concreti darebbero maggiore contezza al territorio dell’impegno serio e fattivo dell’assessorato per addivenire a quella sanit&agrave; che tutti auspichiamo e che oggi purtroppo, per mancanza di programmazione e di attrezzature, ancora non &egrave; riuscita ad essere realizzata. <br />
<br />
Si confida nella disponibilit&agrave; e professionalit&agrave; del nuovo direttore generale dell’ASP e di tutto il suo staff tecnico, i quali hanno dimostrato ad oggi grandissima attenzione per i problemi della zona sud, che porranno sicuramente fine a quello stato di incertezza della sanit&agrave; in modo da dare luogo finalmente a servizi sanitari di qualit&agrave;. <br />
<br />
Il sindaco <br />
<br />
RECIDIVO TOUR: Mario Venuti in concerto al Vittorio Emanuele di Noto <br />
<br />
<br />
Noto, 21.01.2010 <br />
<br />
Il 27 gennaio 2010, alle ore 21,30, dal Teatro Vittorio Emanuele di Noto (Siracusa) avr&agrave; inizio il “Recidivo Tour” di Mario Venuti (organizzato in collaborazione con Musica e Suoni e microclima). La tourn&egrave;e del cantautore siciliano verr&agrave; proposta in due versioni, una elettrica che si realizzer&agrave; nei teatri e in club importanti ed una acustica per luoghi pi&ugrave; intimi. <br />
<br />
Ad un anno dall'ultima tournee nei teatri Mario Venuti torna con un nuovo concerto incentrato sulle canzoni del nuovo disco "Recidivo". Molte le novit&agrave;: dopo molti anni di collaborazione si dividono le strade con Arancia Sonora di cui resta sul palco solo il bassista Vincenzo Virgillito. Riappare Enzo Di Vita alla batteria, Massimo Greco invece gioca tra tastiere, chitarra e percussioni, Fabrizio Tarroni si divide tra chitarra violino, mentre troviamo Giulia Monti al violoncello. E' la line-up ideale per stare nel consueto ambito pop-rock, per qualche reminescenza Velosiana, ma anche per dare spazio alle ultime tentazioni neo-classiche di Mario, che spesso sieder&agrave; al pianoforte. Maggiore libert&agrave; nel ripescaggio di perle incastonate tra i solchi degli ormai numerosi album di Venuti, senza ovviamente trascurare i super hit che lo hanno reso famoso al grande pubblico. <br />
<br />
<br />
Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto <br />
piazza XVI Maggio,1 - 96017 Noto (SR) <br />
tel. +39 0931 896659 - fax +39 0931 896661 <br />
mail: corradorusso@fondazioneteatrodinoto.it <br />
www.fondazioneteatrodinoto.it <br />
<br />
<br />
Raccolta differenziata dei rifiuti: il 25 gennaio incontro con gli esercenti del settore ristorazione <br />
<br />
Noto, 21.01.2010 <br />
<br />
Raccolta differenziata: il 25 gennaio incontro con gli esercenti del settore ristorazione <br />
Luned&igrave; 25 gennaio 2010, alle ore 16,00, presso l'ex Convitto Ragusa, l'Amministrazione comunale e la ditta Dusty terranno un incontro con gli esercenti di pizzerie, trattorie, ristoranti e bar sul tema del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta. Tutti gli esercenti del settore sono invitati a partecipare. <br />
Numero verde 800 164 722. <br />
<br />
<br />
Seminario “Le Energie Rinnovabili e il Territorio” <br />
<br />
<br />
Noto, 22.01.2010 <br />
<br />
Il prossimo mercoled&igrave; 27 gennaio 2010, si terr&agrave; a Noto (SR), a Palazzo Nicolaci, via Nicolaci 18, il seminario dal titolo "Le Energie Rinnovabili ed il Territorio", organizzato da EnergEtica Onlus - Distretto Agroenergetico Italia Nord Ovest, in collaborazione con l'ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani e con il Parco Scientifico Tecnologico della Sicilia. Il seminario si svolger&agrave; dalle 9,00 alle 17,30. <br />
<br />
Al centro dell'attenzione saranno le agroenergie, ossia le tecnologie per la produzione di energie rinnovabili in agricoltura e le varie modalit&agrave; di cogenerazione di energia elettrica e calore nell'ambito di unit&agrave; di piccole dimensione. Grazie al Piano Energetico Regionale ed al P.O. FERS 2007-2013, questi investimenti possono beneficiare di importanti incentivazioni e rappresentare un'interessante opportunit&agrave; economica per aziende agricole e industriali di piccole e medie dimensioni, per consorzi ed amministrazioni locali. <br />
<br />
Questo seminario si propone dunque di fornire tutti gli elementi conoscitivi, tanto sulle caratteristiche dei bandi e sulle modalit&agrave; di presentazione, che sulle caratteristiche delle diverse tecnologie. <br />
<br />
Il seminario &egrave; gratuito, ma &egrave; opportuna la preventiva e individuale iscrizione, che potr&agrave; essere fatta on line sul sito www.agroenergia.eu . <br />
<br />
Interverranno al seminario: <br />
- R. Visentin - ANCI Sicilia <br />
- A. Catara - Parco Scientifi co e Tecnologico Sicilia <br />
- B. Pecorino - Uni. Catania <br />
- G. Alonzo - Uni. Palermo <br />
- S. Cosentino - Uni. Catania <br />
- F. Obici - Ministero Univ. e Ricerca Scientifi ca <br />
- F. Vecchioni - Confagricoltura <br />
- M. Lunetta - CIA <br />
- U. Di Matteo - Agrisviluppo <br />
- G. Troise - AB Energy <br />
- A. Arioli, Uni. Piemonte Orientale <br />
- A. Daneu - BIOSOLAR Flenco <br />
- S. Maras&agrave; - Compagnia Italiana Pellet <br />
- H. Mittermair - BTS Biogas <br />
- G. D’Imporzano - Di.Pro.Ve. Uni. MI <br />
<br />
I lavori seguiranno il seguente programma: <br />
09:00 Registrazione partecipanti <br />
09:30 Saluto di C. Valvo, Sindaco di Noto <br />
e inizio lavori <br />
09:30-11:15 Programmi istituzionali e bandi <br />
- Le politiche regionali per impianti agroenergetici <br />
di filiera corta <br />
- Il nuovo ruolo degli agricoltori nella produzione <br />
energetica distribuita <br />
- I bandi POR-FESR e le procedure attuative <br />
- Linee di attivit&agrave; del Parco Scientifico Siciliano <br />
nelle agroenergie <br />
11:45-12:15 Pausa caff&egrave; <br />
12:15-13:00 Tavola Rotonda: <br />
- Le Agroenergie: un’opzione di sviluppo da non <br />
perdere <br />
13:00:14:00 Buffet freddo <br />
14:00-16:30 Le Tecnologie per la fi liera corta e <br />
agricola e fattibilit&agrave; economica <br />
- Cogenerazione da solare termico e biomasse <br />
- Cogenerazione da biogas e da altri combustibili <br />
- System integration: biomasse e territorio per le <br />
fi liere energetiche <br />
- Gassificazione di biomasse vegetali marginali <br />
- Biofuels da Biomasse: progetto di produzione di <br />
Alghe. <br />
- Biogas dalle biomasse dedicate e di scarto <br />
dell’agricoltura meridionale <br />
- Bilanci di massa e uso della FORSU <br />
- Opportunit&agrave; e prospettive di finanziamento per <br />
investimenti nelle agroenergie <br />
<br />
- Conclusioni finali <br />
<br />
<br />
Megaimpianto eolico: Il sindaco Valvo esprime preoccupazione per l’Ok dato dalla Giunta di Pachino <br />
<br />
<br />
Noto, 22.01.2010 <br />
<br />
Preoccupazione desta la notizia apparsa oggi sulla stampa circa l’Ok dato dalla Giunta di Pachino al megaimpianto eolico che in precedenza era stato unanimemente bocciato dal Consiglio Comunale di Pachino, conformemente a quanto fatto dal Consiglio Comunale di Noto in coerenza con una condivisione del rispetto del territorio. <br />
<br />
Come gi&agrave; pi&ugrave; volte detto, tali interventi, molto impattanti sul paesaggio, devono essere concordati con l’intero territorio. Tutto ci&ograve; soprattutto dopo che la stessa regione Siciliana, con il Fers, ha fortemente criticato tali interventi, peraltro alcuni dei quali neanche attivati. <br />
<br />
Ci si augura che ci possa essere una condivisa concertazione da parte di tutti gli amministratori per una grande tutela e valorizzazione del territorio e del paesaggio. <br />
<br />
<br />
<br />
Il sindaco <br />
<br />
<br />
27 gennaio “Giorno della Memoria”: Noto ricorda cos&igrave; <br />
<br />
<br />
Noto, 22.01.2010 <br />
<br />
"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonch&eacute; coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati" cos&igrave; recita l'art.1 della Legge 20 luglio 2000, n. 211 con la quale &egrave; stato istituito il "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. <br />
<br />
Il Comune di Noto, attraverso il Centro Giovanile, per non dimenticare l’orrore dell’olocausto, ha promosso due iniziative, una (La Shoah: recitare per ricordare) inserita nelle manifestazioni 2009/2010 del Centro, realizzata in collaborazione con il 1° Istituto di Istruzione Secondaria “M. Raeli” di Noto, e l’altra facente parte del programma dell’Evento distrettuale giovanile, realizzata in collaborazione con la Fondazione Teatro di Noto e l’Associazione Amici della Fondazione Teatro di Noto. <br />
<br />
L’iniziativa realizzata in collaborazione con l’istituto Matteo Raeli prevede: <br />
• la mostra fotografica “Il Presente di Auschwitz” a cura di Pro Forma Memoria, allestita presso l’ex Collegio dei Gesuiti, inaugurata il 20 gennaio e che rimarr&agrave; aperta fino al 6 febbraio; <br />
• il convegno sulla Shoah che si terr&agrave; nella Sala Gagliardi di Palazzo Trigona, il 27 gennaio alle ore 18,00. Il convegno, dopo il saluto del sindaco di Noto, Corrado Valvo, e dell’assessore prov. Pubbl. Istruzione, Giuseppina Ignaccolo, e un intervento del dirigente scolastico dell’istituto Raeli, Corrado Spataro, registrer&agrave; le relazioni del prof. Elio Cappuccio, il rabbino capo di Siracusa, Stefano Di Mauro, e il vescovo di Noto, Antonio Staglian&ograve;; <br />
• la messa in scena, a cura del 1° Istituto di Istruzione Secondaria “M. Raeli” di Noto, dello spettacolo teatrale “Stelle di Cenere” liberamente tratto dal testo di Massimo Greco. Lo spettacolo avr&agrave; luogo il 30 gennaio 2010 al Teatro Vittorio Emanuele di Noto e avr&agrave; inizio alle ore 20,00. L’ingresso a teatro sar&agrave; consentito fino ad esaurimento dei posti. <br />
<br />
L’iniziativa realizzata in collaborazione con la Fondazione Teatro di Noto e l’Associazione Amici della Fondazione Teatro di Noto, che prevede una lettura scenica da “IL GIUSTO”, si terr&agrave; il 28 gennaio alle ore 17.30, nella Sala Dante del Teatro comunale. Clemente Pernarella, attore di grande sensibilit&agrave;, noto al grande pubblico per aver interpretato il personaggio di Paolo Monti nella soap "Centovetrine" ed essere stato protagonista di altre serial televisivi, dar&agrave; voce al toccante romanzo "Il Giusto" di Pietro Borromeo. Introdurr&agrave; Paolo Randazzo. L’ingresso &egrave; gratuito e sar&agrave; consentito fino ad esaurimento dei posti. <br />
<br />
IL GIUSTO. Siamo all'epilogo della tragica avventura della seconda guerra mondiale in Italia. <br />
L'occupazione tedesca, la deportazione degli ebrei, la ferocia del nazismo, il terrore. A Roma, sull'Isola Tiberina, l'Ospedale Fatebenefratelli ha un primario, Giovanni Borromeo, un medico che intende il giuramento di Ippocrate come il dovere di salvare quante vite umane gli vengano affidate dalla Provvidenza. E c'&egrave; un Priore polacco, fra' Maurizio Bialek, un frate coraggioso e pieno di iniziative che lo sostiene. Il Professor Borromeo ha un'idea tanto brillante quanto temeraria: inventa un morbo che non esiste e lo chiama “Morbo di K”, dove K sta per Kappler, il terribile colonnello delle SS. Affetti da questo morbo, vengono ricoverati moltissimi ebrei cos&igrave; sottratti alle famigerate retate. Il rischio &egrave; quello della propria vita, ma Borromeo non ha esitazioni. Supera momenti drammatici, salva un centinaio di ebrei. Ora il suo nome &egrave; scritto in lettere d'oro allo Yad Vashem in Israele. Questo piccolo libro &egrave; dedicato ai figli, ai nipoti, ai discendenti delle future generazioni, a tutti coloro che ebbero la fortuna di non vivere certi momenti terribili, ma che debbono ricordare. Sempre, qualsiasi cosa accada. <br />
<br />
<br />
<br />
</font></font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1033"/>
		<issued>2010-01-22T17:02:31+01:00</issued>
		<modified>2010-01-22T17:02:31+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[“NOTO NOSTRA”: LE RAGIONI DELLA PRESENZA]]></title>
		<id>http://www.notolibera.it/dblog/articolo.asp?articolo=1032</id>
		<created>2010-01-21T16:37:37+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman"><img class="" border="2" hspace="2" alt="" vspace="2" align="left" width="100" height="103" src="/public/image/NOTONOSTRA.jpg" />A poco pi&ugrave; di un mese dal Congresso che ha sancito il rilancio dell&rsquo;iniziativa politica del Movimento, si ritiene opportuno esporre le ragioni e le modalit&agrave; di attuazione del nostro impegno politico all&rsquo;interno del contesto cittadino. <br />
Giova ricordare come il Movimento sia essenzialmente composto da gente comune. Un gruppo numeroso di uomini e donne di varia estrazione sociale e fasce d&rsquo;et&agrave;, persone che da tempo non si riconoscono pi&ugrave; negli attuali rappresentanti politici che governano la citt&agrave;. Nel Movimento non ci sono, come in un normale partito, organi dirigenti che devono necessariamente legittimare la loro carica con continue esternazioni e &ldquo;comparsate&rdquo;. Siamo diffusamente presenti nella societ&agrave; netina, ma non agitiamo vessilli, non urliamo parole al vento, non difendiamo rendite di posizione, semmai, CHI CONDIVIDE IL NOSTRO PROGETTO POLITICO PER UN RINNOVAMENTO EFFETTIVO A NOTO, CHI DEDICA IL SUO TEMPO E MAGARI SI ESPONE AL RISCHIO DI QUALCHE &ldquo;RITORSIONE&rdquo;, HA NIENTE DA GUADAGNARE ! <br />
Grazie alla generosa ospitalit&agrave; di alcune testate giornalistiche, che cogliamo l&rsquo;occasione di ringraziare con autentica stima e apprezzamento per il lavoro svolto, riusciamo ad avere visibilit&agrave;, ma certo non disponiamo di risorse finanziarie tali da permetterci una &ldquo;invasione&rdquo; dei media. Con razionalit&agrave; e chiarezza, desideriamo dare un contributo costruttivo al dibattito politico cittadino, cercando di astenerci da analisi sterili e istintive. <br />
Il Movimento non &egrave; aprioristicamente &ldquo;contro&rdquo; ma &egrave; a favore di pi&ugrave; servizi e maggiore sviluppo. <br />
Non siamo contro l&rsquo;Ospedale Trigona (e ci mancherebbe altro!), ma neanche ci iscriviamo al partito di coloro i quali vorrebbero affossare l&rsquo;Ospedale Di Maria. Con chiarezza cristallina e non da oggi, abbiamo sostenuto posizioni realmente equilibrate sull&rsquo;argomento &ldquo;sanit&agrave;&rdquo;, dissociandoci nettamente da tutte le altre posizioni che si basano anche su argomentazioni apertamente campanilistiche, da sempre dannose e infeconde. Chi, in via pregiudiziale, si arrocca su posizioni individualiste &egrave; sicuramente in mala fede e lavora per non giungere ad una soluzione condivisa, per demolire le due strutture sanitarie e non perseguire in tal modo giustizia ed equit&agrave; sociale. Vogliamo senza indugio alcuno che si raggiunga il tanto bramato obiettivo di disporre di un servizio sanitario pubblico efficiente nella zona sud. Preliminarmente desidereremmo che si facessero rispettare i parametri di legge, che non prevedono sicuramente una riduzione di posti letto in questa zona. MA A CHI SPETTA DIFENDERE QUESTE SACROSANTE ISTANZE NELLE SEDI OPPORTUNE SE NON, IN PRIMO LUOGO, AL SINDACO? <br />
Dunque, semplicemente esaminiamo il lavoro delle istituzioni locali e responsabilmente esprimiamo valutazioni e pareri sui risultati ottenuti. Queste valutazioni sono necessariamente negative non perch&eacute; frutto di petizioni di principio, tutt&rsquo;altro. NOI OSSERVIAMO E GIUDICHIAMO FATTI. Tali fatti, purtroppo, denotano l&rsquo;assoluta insufficienza dell&rsquo;operato svolto, sia in materia di difesa della sanit&agrave; pubblica come in ogni altro campo. <br />
Apprezziamo e guardiamo con favore l&rsquo;azione di quelle forze o singoli esponenti politici che oggi esprimono chiaramente e senza compromessi un&rsquo;idea di opposizione all&rsquo;amministrazione Valvo. Non possiamo, tuttavia, confonderci con quanti fanno il doppio o triplo gioco per acquisire forza negoziale nelle interminabili e mai interrotte trattative sotterranee col Sindaco. <br />
Con fermezza avversiamo l&rsquo;INEFFICIENZA, l&rsquo;INCOMPETENZA e l&rsquo;ARROGANZA dell&rsquo;attuale amministrazione. Con spirito critico ma propositivo, solleviamo dubbi, sollecitiamo riflessioni nell&rsquo;opinione pubblica sull&rsquo;operato incongruente ed astratto dell&rsquo;amministrazione comunale, che deve essere inchiodata senza mezze misure alle responsabilit&agrave; dei propri fallimenti. Proviamo ad elaborare schemi che ci aiutino ad avere una visione d&rsquo;insieme, pur nella consapevolezza dei limiti e delle inevitabili lacune della nostra azione politica. <br />
Il Movimento non segue e non deve rispettare rigide logiche di schieramento. E non potrebbe essere diversamente, visto che ha natura cittadina e che anche a livello generale gli schieramenti si <br />
sono trasformati in giganteschi &ldquo;melting pot&rdquo;. Ormai da tempo ed inesorabilmente in questo Paese la democrazia si &egrave; evoluta decretando la fine delle ideologie. Nel presente a prevalere su tutto sono finalmente i progetti concreti e i programmi. In passato, magari, di fronte ai fallimenti ci si poteva trincerare dietro l&rsquo;ideologia, che serviva da collante per tenere uniti partiti e alleanze. Attualmente il successo di un governo, a tutti i livelli, si misura in base ai risultati ottenuti, senza che i governanti possano trovare riparo dietro il paravento dell&rsquo;ideologia. <br />
Tornando alle vicende netine, questo intendiamo testimoniare e divulgare con obiettivit&agrave;: gli INSUCCESSI DELL&rsquo;AMMINISTRAZIONE COMUNALE. Un&rsquo;amministrazione per noi del tutto inconcludente, immobilizzata da veti incrociati e lotte intestine, asfittica e priva di iniziativa. Non abbiamo nulla da spartire con quest&rsquo;esperienza amministrativa, il cui percorso, salvo l&rsquo;effimero entusiasmo delle prime battute, non si &egrave; mai avviato compiutamente e della quale auspichiamo quanto prima l&rsquo;epilogo. <br />
Nulla di pi&ugrave;, senza trucco e senza inganno. <br />
Non rivendichiamo nessun primato morale e non vogliamo essere i crociati del terzo millennio per una nuova guerra di religione. Svolgiamo in piena autonomia il ruolo di opposizione politica dentro e fuori Palazzo Ducezio e respingiamo con forza i tentativi pi&ugrave; o meno subdoli di chi intende strumentalizzare e delegittimare la nostra azione in modo da spingersi quasi a giustificare le inadempienze dell'amministrazione comunale. Le nostre critiche e proposte sono prive di condizionamenti o riserve mentali, non sono animate da alcun personalismo o spirito di rivalsa. <br />
Ci adoperiamo per dare vita ad una coalizione che rappresenti una valida alternativa democratica a Noto, con slancio, entusiasmo, coerenza, dialogando con lealt&agrave; e senza esacerbare gli animi. Ricerchiamo chiarezza e verit&agrave; al di l&agrave; delle apparenze. Possa piacere o meno, possa o meno trovare d&rsquo;accordo la maggioranza dei concittadini, ma riferire lucidamente il nostro pensiero, le idee, i progetti, la nostra visione sugli eventi e sulle cause dell&rsquo;attuale degrado politico e amministrativo, &egrave; la sola ragione che ci rende ostinati nel continuare il percorso intrapreso. Nella coscienza di non essere infallibili e depositari di verit&agrave; assolute, non possiamo prevedere neanche se ci&ograve; che facciamo &ldquo;pagher&agrave;&rdquo; in termini elettorali. Siamo, per&ograve;, convinti di agire in assoluta trasparenza e onest&agrave; intellettuale. <br />
Il nostro esponente nelle istituzioni, il consigliere comunale prof. Veneziano, con la sua assidua presenza, la sua indiscutibile seriet&agrave;, il suo impegno, le continue e opportune esternazioni pubbliche, garantisce il massimo sforzo mediatico ed &egrave; supportato incondizionatamente dal Movimento. <br />
Ogni altro soggetto, nella pi&ugrave; assoluta buona fede e con spirito costruttivo, facendo effettivamente parte del Movimento, ha certamente la possibilit&agrave; di esprimere liberamente le proprie opinioni, nei media che lo ospitano come in qualsiasi altra sede, e noi non possiamo che rispettare e tenere in debita considerazione ogni singolo punto di vista espresso. <br />
Libert&agrave;, indipendenza e rispetto della verit&agrave; sono i valori che ci ispirano, sono la nostra vera forza e motivano l&rsquo;impegno politico. Profonderemo tutte le energie necessarie per contribuire ad affermare fino in fondo tali valori contrastando lo strapotere dell&rsquo;ignoranza e del becero qualunquismo. <br />
NOTO, 21/01/2010 -- Il Coordinatore del Movimento <br />
&ldquo;NOTO NOSTRA&rdquo; <br />
Dott. Michele Faraone</font></p>]]></content>
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