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IL MUSEO DELLE CARTE OVVERO DI OGNI SAPERE
 (del 27/06/2010 @ 13:28:42, linkato 134 volte)

Memoria finalizzata alla realizzazione del "museo delle carte antiche"; o, forse, più semplicemente, Museo delle Carte, come mi suggeriva il mio amico prof. Biagio Iacono riallacciandosi naturalmente alle "sudate carte" di G. Leopardi.

E' ovvio che non si parlerà della carta come processo artigianale di produzione ma come pura testimonianza storica, intesa quindi come supporto e veicolo di messaggi, o di qualsivoglia informazione, sia essa la più minima, e più in generale, del sapere, consci che dietro al più piccolo pezzetto di carta scritta, annotata, c'è sempre intrisa una necessità umana, che si esprime con connotazioni estetiche, cioè: contenuto, forma, relazione con la contemporaneità del tempo in cui venne prodotta, o gusto; in sintesi: in termini di Bellezza!

Per transitare in questo mondo fantastico è bene leggere subito il brano che segue, facendo lo sforzo di una piccola trasposizione: dall'antesignano papiro alla carta. Il brano, tra l'altro, ci informa anche come il sentimento verso ciò che conserva e tramanda lo scibile è stato sempre oggetto di attenzione,viva e profonda, sin dal mondo antico!

Tratto da: Poliorama Pittoresco, 28 settembre 1844, pag.61.
"...Molti opinano che questo sia in Europa il solo papiro che vegeti rigoglioso e spontaneo. Quali e quante idee mi destò la contemplazione di esso, che fornì il mezzo di tramandare ai posteri la greca e la romana sapienza, l'estro sublime dei poeti , le profonde meditazioni de' filosofi, le vibranti aringhe degli oratori, le narrazioni de'fatti e delle geste degli eroi e delle nazioni, la storia della natura! Tal pianta ci ha serbato i pensieri, le parole, le opinioni ed i secreti dei trapassati, ed ha opposto una insormontabile barriera all'impero del tempo, che le memorie e le opere dei mortali cancella e disperde. Essa ha richiamato in vita buona parte de'geni dell'antichità, ci ha illuminato con le loro dottrine ci ha fatto vivere con essi.
Devi anche tu al papiro, o Siracusa, la vetusta gloria che ti circonda, la storia delle tue belliche imprese e dei tuoi monumenti; e se il tempo ha potuto rovesciarti al suolo e sperderne anche le reliquie ,avvegnacchè sembrassero fatte per l'eternità, pure il midollo di tal fragile pianta ne ha conservato indelebile memoria di tua passata grandezza, e chiama dagli angoli più remoti della terra a mille a mille gli ammiratori della veneranda antichità a vagheggiarti, a spargere una lagrima ed un sospiro sul tuo classico suolo, rimembrando con dolore quel che fosti un giorno!
Vincenzo Amarelli- "

Il Museo delle Carte consiste nell'esporre al pubblico memorie di ogni sapere, riportate su carta e recuperate essenzialmente nel territorio della nostra città. Sia che in esso furono concepite dalla cultura del luogo; o che vi giunsero per svariatissime motivazioni ed interessi, e che nell'insieme ne testimoniano il vissuto culturale, antropologico, sociale ecc. Per fare degli esempi: alla prima categoria appartiene sicuramente l'editoria locale con l'abbondanza di testate di giornali che in città venivano stampati, soprattutto nella seconda metà dell'ottocento; come anche gli atti ed i testamenti manoscritti del cinquecento fino all'ottocento; o le contabilità agrarie dei feudi, ecc.; alla seconda categoria appartengono i libri che in città venivano comprati: libri d'arte, scientifici e di letteratura; o le riviste di moda e di cultura generale; testi scolastici e cosi via. Tutte memorie che riunite, in un viaggio di poco tempo, hanno la potenza di farci scorrere secoli e secoli della nostra storia!

Non si possono non ricordare qui alcuni grandi tipografi che in città operavano a cominciare dalla tipografia dell'Intendenza con Noto capoluogo di provincia, poi Zammitti, Norcia, Abita, ecc. e che davano lustro alla creatività locale, rappresentata dagli autori: Mariannina Caffa, Ascenzo Mauceri, Pierantonio Tasca musicista, Corrado Avolio Antropologo, e tanti altri.

Il Museo delle Carte si differenzia dalle biblioteche per il fatto che in queste ultime si va con un programma e una bibliografia di ricerca già predisposte, ed il documento si trova conservato nelle scaffalature; mentre nel Museo delle Carte il documento è esposto, aperto: è visibile a tutti nella sua bellezza storica ed anche fisica; e la sua funzione è finalizzata a far emergere, ad eccitare, idee nuove da memorie antiche, e diventare così, non solo sorgente di un programma di studio e di ricerca, ma lievito e generatore di altre fantasie inedite, dunque un motore culturale!
Un altro amorevole sentimento lo si rintraccia nei versi che seguono, che ci riportano in un'altra sfera di lettura del documento cartaceo:
("Figghiu miu,libriceddu rispittusu,
Chi spunti, e nesci a la mala vintura,
Privu d'un vistiteddu fattu all'usu ;
Cù sà, stasira unni ti scura..." Figlio mio, libricino rispettoso,(non conforme alle idee consolidate)
Che sorgi, e ti avventuri alla cattiva ventura
Privo di un vestito fatto all'usanza (alla moda)
Chissà stasera dove ti scurirà......"
G. Meli, -A LA GALANTI CONVERSAZIONI-, Palermo 1814)

Un esporsi del documento, che si manifesta principalmente in quella che fu un' idea estetica (vistiteddu) necessaria per comunicare, convincere, ammaliare l'osservatore, per andare nelle sue mani (unni ti scura), il Meli spera, naturalmente, in mani colte che sapranno apprezzarlo principalmente per il messaggio che trasporta.
Per i manoscritti, per esempio, è rilevante il messaggio calligrafico, minutissimo, avvolte; ridondante tal'altra; per la pubblicità: il colore, l'immagine, la grafica ecc. ecc
Non tralasciando in fine i processi realizzativi, intrisi di artigianalità. Tipici esempi sono le coperte dei libri antichi spesso dipinti a mano, o le stesse rilegature.

Per questi motivi dunque, al nostro ipotetico e piccolo pezzetto di carta, gli spetta a pieno titolo l'aggettivo o l'attribuzione di "Bene Culturale", ed il suo riposo, scurire, non può che essere il museo: il

MUSEO DELLE CARTE!

Questo immenso patrimonio culturale di carta è stato da sempre non solo sottovalutato ma, nella stragrande maggioranza dei casi, buttato in discarica! Non c'è misura che possa calcolare lo scempio che è stato perpetrato a Noto in tal senso, sopratutto negli ultimi decenni coincidenti principalmente con le ristrutturazioni post terremoto, in considerazione del fatto che tutte le case ed i palazzi della città avevano una biblioteca privata, amplificata dai documenti cartacei che nel tempo producevano ed accumulavano minuziosamente, essendo gli antichi degli eccellenti conservatori. Famosi sono gli accumuli di storia postale.
Di tutto ciò è rimasto ben poco. E' impellente quindi la necessità di recuperarlo e conservarlo in un museo. Pena la perdita, e quindi lo sgancio, dalle tracce e dalle tradizioni del passato. Non saremmo nessuno! Solo degli smemorati.
Fortunatamente le ultime sensibilità culturali stanno ponendo rimedio a tale grave scempio, tanto che il Codice dei Beni Culturali ha riservato ad essi uno specifico articolo che è il seguente:
Art. 5. Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale
2. Le funzioni di tutela previste dal presente codice che abbiano ad oggetto manoscritti, autografi, carteggi, documenti, incunaboli, raccolte librarie non appartenenti allo Stato o non sottoposte alla tutela statale, nonché libri, stampe e incisioni non appartenenti allo Stato, sono esercitate dalle regioni.

Il Museo delle Carte ha già un bacino di utenze naturali che è rappresentato dalle scolaresche che numerose, soprattutto in primavera, giungono per visitare la città.




Pietro Giannone

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Un plauso al caro Pietro che con certosina buonavolonta'e sensibilita' ha conservato per tanti anni quei pezzi di carta che l'imperante ignoranza che purtroppo anche a Noto impera, aveva gia' destinato alla spazzatura. Un tassello in piu' per dare ai nostri figli un esempio di concretezza e non di sole chiacchere.
Di  elo  (inviato il 27/06/2010 @ 14:17:24)
Una buona iniziativa questa del Museo delle Carte,questa memoria cartacea,che si lega a ogni aspetto sociale,culturale e artistico della Città,non può che migliorare il " fare memoria ". " Fare memoria " di questi tempi è molto importante,visto il vuoto che si registra. Se ognuno fa qualcosa di concreto in Città,molte cose potrebbero cambiare a Noto. Complimenti Pietro.
Di  Roberto Bellassai  (inviato il 27/06/2010 @ 22:31:31)
Purtroppo quanto di positivo accade a Noto viene spesso ignorato dalla stampa locale che si limita a qualche sporadico trafiletto, per cui è come se non fosse successo nulla. Per cui il museo delle carte non esiste.
Di  Salvatore Di Pietro  (inviato il 11/07/2010 @ 08:11:04)
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