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ACQUA, PD: PROPOSTA DEL SINDACO VUOTA ED INUTILE
(del 06/03/2010 @ 18:25:31, linkato 322 volte)
La proposta riguardante il problema della gestione dell’acqua, che l’ Amministrazione Valvo porterà al Consiglio Comunale lunedì 8 marzo, è l’ennesimo annuncio vuoto, offensivo dell’intelligenza dei cittadini.
Questa la proposta, riportata integralmente, che si sottoporrà al voto del Consiglio:
- “ di prendere atto delle criticità evidenziate in questa fase di gestione privata del servizio idrico a Noto e del mancato rispetto degli impegni contrattuali da parte della società affidataria;
- Di intraprendere ogni azione utile a ribadire che l’acqua è un bene comune e la fruizione va garantita in modo equo”.
C’era bisogno della convocazione di un Consiglio Comunale straordinario ed urgente per deliberare su una mera dichiarazione di intenti, che nulla cambia e nulla migliora rispetto alla situazione attuale?
Il Partito Democratico, da sempre favorevole ad un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua come bene comune, d’accordo con le altre forze d’opposizione, è disposto a votare tale proposta a condizione che dalle parole si passi, sin da subito, ai fatti.
In particolare, i Consiglieri d’opposizione hanno presentato un emendamento che prevede di aderire all’iniziativa del “Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico”, per la presentazione della proposta di legge di iniziativa dei consigli comunali per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia;
Senza l’approvazione di tale emendamento, la proposta dell’Amministrazione resterà l’ennesimo proclama inutile, che non troverà alcun appoggio da parte del Partito Democratico.
06.03.2010
Giovanni Campisi- Segretario PD- Noto
Acqua privata: 150 amministrazioni locali in lotta Oggi in assemblea ma poi in corteo il 20 marzo
ROMA - "La proprietà dell'acqua deve essere collettiva e la gestione della sua distribuzione deve restare nelle mani del servizio pubblico, in un assetto privo di ogni rilevanza economica". Sono questi i concetti attorno ai quali si riconoscono ben 150 istituzioni locali italiane - Comuni, Province e Regioni - che oggi si costituiranno in Associazione nazionale durante un'assemblea che avrà luogo alle 15 nella Sala Di Liegro della Provincia di Roma, in via IV Novembre 119/a. Al Coordinamento, nato nel maggio 2009 a Palermo, aderiscono amministrazioni di centrodestra e centrosinistra, unite dalla convinzione che preservare la proprietà e la gestione pubblica dell'acqua rappresenti "un principio fondamentale per il buon governo locale".
Il Coordinamento ha anche già deciso di aderire alla manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell'acqua che si terrà il 20 marzo a Roma ed è parte del costituendo comitato promotore del referendum per l'acqua pubblica. Tra l'altro, l'Assemblea nazionale di oggi sarà anche l'occasione per programmare strategie e iniziative future del Coordinamento e della neonata Associazione.
All'incontro nella Sala Di Liegro è previsto l'intervento di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, del Sindaco di Anghiari (AR) Danilo Bianchi, di Silvestro Greco, assessore all'Ambiente e tutela delle acque Regione Calabria, Coordinatore della Commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome. E ancora di Corrado Oddi, del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Le conclusioni saranno tratte dal Sindaco di Corchiano (Vt) Bengasi Battisti. Sono stati invitati il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il Presidente del Senato Renato Schifani.
Il 17 novembre scorso, il governo aveva posto la fiducia - per la ventottesima volta a quella data - sul decreto salva-infrazioni, che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. "Per velocizzare" , disse il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Ma tutto era cominciato il 5 agosto scorso, quando il ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva firmato il provvedimento contenuto nell'articolo 23 bis del decreto legge numero 113, in cui si dava il via alle privatizzazioni dei servizi offerti dai diversi enti.
Il primo comma dell'art. 23 bis infatti recita: "Le disposizioni del presente articolo disciplinano l'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili". (06 marzo 2010) »
Di
ok PD
(inviato il 06/03/2010 @ 20:42:34)
Bravo il Segretario del mio partito, era ora che si dicesse qualcosa sull'acqua. Meglio tardi che mai, ma bene!complimenti
Di
bravo il segretario
(inviato il 06/03/2010 @ 20:56:17)
Questo ordine del giorno del consiglio comunale è condiviso da Bufalino, Frasca e la CGIL?
Di
Anonimo
(inviato il 07/03/2010 @ 10:35:25)
Voci di corrdoio dicono che la CGIL sia su tutte le furie, perchè dell'accordo chiuso col Sindaco non è rimasto praticamnte nulla di più che un semplice proclama di intenti!la parte più rilevante che prevedeva la variazione dello Statuto è stata espunta!
Di
vox populi vox dei
(inviato il 07/03/2010 @ 11:01:05)
Il risultato è che la cgil e il movimento dei diritti del cittadino continuano, magari inconsapevolmente, a reggere il moccolo all'inaffidabilità di questo sindaco e di questa amministrazione. La lezione degli incontri con la Sai8 non è bastata!!!
Di
Anonimo
(inviato il 07/03/2010 @ 11:42:30)
Facciamo un esempio: Diciamo che devo andare a Siracusa dove mi aspettano, ma mi scoccia. A Noto non passano più bus, ma ad Avola ancora sì. Mi si fa una proposta: "in questo momento ti posso portare ad Avola, lasciandoti dove passano gli autobus per Siracusa." Io, che pensavo di essermi tolto la camurria di andare a Siracusa, rispondo : "o mi porti a Siracusa o non se ne parla! ", sicuro che così tutti penseranno che non è colpa mia se rimango a Noto.
Allo stesso modo sembra che il PD sull'acqua pubblica a Noto, dichiara (ogni tanto) qualcosa "di sinistra", ma poi agisce in altra direzione. E così promuove riunioni e riunioni con proposte su riduzioni tariffartie impraticabili (basta pensare che la tariffa fa parte delle iniziali condizioni contrattuali). Fa un casino (giusto) sull'Aspecon, ma tace per settimane sulla ripubblicizzazione (vera) dell'acqua. Osservando i fatti, col senno di poi, sembra che il PD si voglia mettere nella stessa posizione di quello dell'esempio che vuole rimanere dov'è. E' inutile nascondersi dietro il dito. Tutti pensiamo che il problema del PD (almeno a Noto) sia la imbarazzante "non posizione" di Marziano sull'acqua "regalata" alla Sai8. Che questo affidamento sia stato una sua creatura, può negarlo solo chi è intellettualmente disonesto. Che l'onorevole possa ancora fare un esamino di coscienza, rivedendo le sue posizioni, ammettendo di avere preso un abbagglio, di avere frainteso le intenzioni e le potenzialità iniziali di questa calata di braghe al privato (ricordiamo che il pubblico, in minoranza, è solo la quota del comune di Siracusa), ci guadagnerebbe forse anche in termini elettorali. Di certo libererebbe le coscienze della sua segreteria locale (scusate, volevo dire PD locale) che, essendo costituita da persone comunque intelligenti, potranno finalmente muoversi come spetta a chi, con orgoglio, si etichetta "di sinistra", riguadagnando il ruolo politico che gli spetta e che è necessario in una società come la nostra, senza imbarazzi e senza essere costretto ad arrampicarsi sugli specchi.
Di
ciniko antipatiko
(inviato il 07/03/2010 @ 13:53:43)
Di questi tempi, a Noto, piace parlare delle posizioni della CGIL e di chi, da tempo, portano avanti le iniziative per l’acqua. I risultati di tali iniziative sono sotto gli occhi di tutti. Avevamo detto che la complessità del problema e la specificità della situazione locale necessitava di un impegno non solo a Noto, ma, più in generale di tutta la Provincia. Il fronte si è allargato e, oggi, opera il “FORUM PROVINCIALE PER L’ACQUA PUBBLICA DI SIRACUSA”che ha già messo in campo le prime iniziative: incontro col Presidente della Provincia, adesione alla manifestazione del 20 marzo a Roma. Di tale notizia abbiamo dato comunicazione al Presidente di Notolibera con mail inviata in data 30/01/2010. Non solo. Ieri, il congresso provinciale della CGIL ha approvato, all’unanimità, un o.d.g. che impegna tutta l’organizzazione a sostenere le proposte del Forum. In sede locale, dopo tanto parlare, finalmente, si riunisce il Consiglio Comunale con all’o.d.g. il tema dell’acqua pubblica. La sola convocazione del Consiglio, richiesta da più parti e convocata soltanto dopo la decisa presa di posizione della CGIL e del Comitato per la difesa dei diritti degli utenti, rappresenta, a mio avviso, un fatto importante. La CGIL e il Comitato per la difesa dei diritti degli utenti hanno proposto al Presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco l’approvazione di due delibere: 1. Modifica del regolamento comunale per dichiarare l’acqua bene pubblico senza rilevanza economica; 2. Approvazione della proposta di legge di iniziativa dei consigli comunali “principi per la tutela, il governo e la gestione delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia”. (Tale proposta, approvata già da 107 Consigli comunali, ha raggiunto già il numero necessario per la presentazione del d.l.) Su questi temi la CGIL non ha chiuso accordi con nessuno e non regge il moccolo a nessuno. Come precisa il comunicato stampa della CGIL, ci era stata assicurata la riunione del Consiglio comunale e l’abbiamo ottenuta ; i consiglieri comunali, nella loro autonomia e davanti ai loro elettori, decideranno quale posizione sostenere. Noi ci auguriamo che l’argomento non sia tema di scontro politico e che vengano approvati i due punti proposti. In caso contrario chiameremo i cittadini alla mobilitazione. Ai vari anonimi cui, piuttosto che proporre qualcosa di costruttivo, piace “sfruculiare” voglio ricordare che con l’impegno di Frasca, Boscarino, Bufalino, Barone e tanti altri, il tema acqua pubblica, depuratori acque reflue, caro bollette, sono sempre all’ordine del giorno.
Di
Corrado Frasca
(inviato il 07/03/2010 @ 18:27:01)
COMUNICATO STAMPA della CGIL di Noto del 11/02/2010
Dopo aver partecipato alla nascita del “Forum provinciale per l’acqua pubblica di Siracusa”, la CGIL di Noto ed il Comitato per la difesa degli Utenti hanno incontrato il Sindaco Valvo ed il Presidente del Consiglio Comunale Cultrera, ai quali hanno sollecitato, anche a nome delle altre Associazioni firmatarie della richiesta (UIL, CNA, Associazioni Commercianti, Legambiente, Circolo di volontariato AUSER, Comitato Lido di Noto), la convocazione di un apposito Consiglio Comunale che abbia all’ordine del giorno il tema della gestione delle risorse idriche. Si chiede che il Consiglio deliberi una modifica del regolamento comunale che affermi il principio che l’acqua è un bene pubblico privo di rilevanza economica e che aderisca all’iniziativa in corso per presentare un disegno di legge regionale, di iniziativa dei Consigli Comunali (già oltre 70 Comuni, di ogni colore politico, hanno aderito), per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico. La CGIL ed il Comitato per la difesa degli utenti hanno inoltre giudicato fallimentare il bilancio del primo anno di attività della SAI8 a Noto. Chiedono quindi sostegno alla proposta di congelare ogni aumento del prezzo dell’acqua, in considerazione della mancanza dei previsti investimenti che il gestore doveva operare sia sulla rete di distribuzione, che sul ciclo delle acque reflue e sulla depurazione delle stesse. In tali incontri, sia il Sindaco che il Presidente del Consiglio Comunale hanno manifestato apprezzamento per la richiesta di una apposita seduta del Consiglio Comunale. I promotori dell’iniziativa sono certi che il Presidente del Consiglio Comunale Corrado Cultrera procederà in tempi rapidi alla convocazione del Consiglio.
Di
Corrado Frasca
(inviato il 07/03/2010 @ 18:49:21)
Adesione al Forum Provinciale dell'acqua di Siracusa
In data 26 gennaio 2010 presso la sede della CGIL di Siracusa i seguenti soggetti hanno costituito il Forum Provinciale dell'Acqua: CGIL Siracusa; CGIL Pachino; CGIL Palazzolo A.; CGIL Noto; CGIL Rosolini; CGIL Augusta Comitato di Iniziativa Civica per l’Acqua Pubblica di Floridia; Federazione provinciale della sinistra; Sinistra ecologia e Libertà; Sinistra in Movimento Siracusa; Priolo in movimento; Comitato per il diritto dell’utente ( Noto); Associazione AMO Melilli; FP CGIL; Comitato Civico di Augusta contro l’inceneritore per il diritto alla vita; Federazione provinciale dei verdi; Comitato Civico val D’Anapo ( Palazzolo); Sinistra in Movimento di Sortino; Sinistra ecologia e Libertà di Palazzolo A.; PRC sez Priolo; Comitato 25 aprile; Augusta Ambiente; ARCI Siracusa; Comitato Cento Donne; Italia dei Valori. Hanno inoltre aderito:Agire Solidale
Di
Anonimo
(inviato il 07/03/2010 @ 18:51:09)
Piattaforma del Forum Provinciale dell'acqua di Siracusa
Il Forum provinciale dell’acqua giudica fallimentare il bilancio dei primi due anni della gestione privata del servizio idrico integrato nella provincia di Siracusa: non c’è traccia degli investimenti previsti, sia sulla rete di distribuzione, sia sul ciclo delle acque reflue e sulla depurazione delle stesse; di contro si assiste ad un aumento vertiginoso delle bollette a carico degli utenti e all’installazione di nuovi contatori troppo sensibili ai flussi d’aria con conseguente aumento della lettura dei consumi. Malgrado gli impegni assunti dal Consorzio ATO, ad oggi non è stato istituito alcun organismo di controllo democratico, così come previsto nel contratto di affidamento sottoscritto tra ATO e SAI 8, per la vigilanza sulle tariffe, sulla qualità del servizio e sull’iter di tutti i progetti e degli investimenti programmati. Era prevedibile che l’introduzione del profitto su un bene comune indispensabile come l’acqua avrebbe comportato esosi aumenti a carico degli utenti. Non a caso le più efficienti e moderne Amministrazioni pubbliche hanno preferito tornare alla gestione pubblica dell’acqua. Il forum provinciale considera l’acqua un bene comune primario e, quindi, ritiene fondamentale e irrinunciabile il ruolo pubblico nel servizio idrico, non solo nel controllo e nella proprietà ma anche nella gestione e, dunque, considera non di rilevanza economica tale servizio. Il Forum stigmatizza le sciagurate scelte legislative di questi ultimi anni, che hanno distorto e piegato agli interessi di casta e di lobby il principio in base al quale furono ideati gli ATO, poi divenuti occasione di moltiplicazione di posti di sottogoverno degli Enti Locali. Il Forum Provinciale dell’Acqua intende reagire alla gravissima situazione creatasi in provincia di Siracusa e si impegna a : 1) promuovere tutte quelle iniziative tese alla ripubblicizzazione del servizio idrico attraverso la modifica dell’art. 23 bis della legge 133/08 e dell’art. 15 della legge 135/2009, entrambe volute dal Governo Berlusconi, che soddisfano solo gli interessi delle compagnie dell’acqua; 2) avviare un confronto con il consorzio dell’ATO e con i sindaci dei ventuno comuni della provincia per verificare l’esistenza delle garanzie fideiussorie contenute nel contratto di affidamento sottoscritto tra l’ATO idrico e la SAI 8, in mancanza delle quali deve essere avviata la procedura di risoluzione del contratto per esclusiva responsabilità del gestore;
Di
Anonimo
(inviato il 07/03/2010 @ 18:52:46)
----- segue piattaforma Forum ----- 3) verificare se tale contratto non sia già inefficace, stante l’interpretazione letterale di una delle tre affermazioni contenute a pag. 22 dello stesso in merito alla “condizione di efficacia” del contratto; 4) invitare i sindaci che non abbiano ancora consegnato gli impianti ad attendere gli accertamenti e gli interventi di cui sopra, provvedendo, nel frattempo, a far dichiarare, con apposite variazioni del regolamento comunale, privo di rilevanza economica il servizio idrico e a sostenere la raccolta di firme a corredo di una proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione nonché ad aderire al Coordinamento regionale e nazionale degli Enti Locali per l’acqua pubblica; 5) considerare, a tutti gli effetti, la insussistenza dei requisiti di potabilità dell’acqua del capoluogo, i cui valori massimi ammissibili di cloruri e di sodio risultano ampiamente superati da anni, per cui non possono essere invocate ulteriori deroghe da parte della Regione; 6) chiedere a SAI 8 di estendere a tutti i Comuni il rinvio della scadenza del pagamento delle bollette, considerato che sono numerosissimi i cittadini che ancora non hanno avuto spiegazioni in merito agli importi fatturati; 7) chiedere che da parte di SAI 8 vengano istituiti, presso locali propri, altri sportelli di interfaccia coi cittadini, opportunamente distribuiti nel territorio del capoluogo e della provincia; 8) chiedere il ritiro di tutte le bollette con consumi presunti, in quanto per tutte le case disabitate dovrà essere fatturato solo il noleggio del contatore (ove esso non sia di proprietà dell’utente); 9) chiedere, in attesa della ripubblicizzazione, che venga resa nota la carta dei servizi, a cui si possa fare riferimento per il tempo in cui il servizio rimarrà affidato a SAI 8; 10) chiedere che per la stesura della carta dei servizi (auspicabilmente destinata a durare solo per il breve periodo dell’affidamento residuo a SAI8) siano chiamati a collaborare gli esponenti del Forum ed altri rappresentanti dei cittadini .
Il Forum invita tutti i cittadini, le associazioni culturali e religiose, i movimenti, le forze politiche e sindacali ad aderire ed a partecipare alle iniziative che saranno assunte per la difesa del bene comune acqua.
Il Forum Provinciale dei Movimenti per l’Acqua.
Di
Anonimo
(inviato il 07/03/2010 @ 18:54:52)
Caro Frasca si metta d'accordo con il segratario del PD Giovanni Campisi che afferma che l'ordine del giorno del consiglio comunale è completamente vuoto di ogni efficacia. Forse vi siete fatti prendere in giro dal Sindaco e dal presidente Cultrera? Non mi sembra che l'odg del consiglio comunale preveda una modifica dello Statuto.
Di
realista
(inviato il 07/03/2010 @ 21:43:21)
Caro realista, stai tranquillo che nessuno si è fatto prendere in giro dal Sindaco o dal Presidente del Consiglio comunale. L'assicurazione data era, come ho già detto prima, per riunire il Consiglio. Lì vedremo l'impegno di tutti. Quello del PD va nella direzione giusta. Gli altri, cioè la stragrande maggioranza del Consiglio Comunale, vedremo quale proposte vorranno sostenere. Intanto, con le nostre iniziative, oggi, in tanti, parlano del problema "acqua bene pubblico". E poichè la problematica è abbastanza complessa e non si risolverà, come sai benissimo, con una semplice delibera consiliare, da martedì continuerà il nostro impegno, insieme al Forum provinciale, per tutelare gli interessi degli utenti del servizio idrico.
Di
Corrado Frasca
(inviato il 07/03/2010 @ 22:17:15)
Ancora non capisco. Quali deliberazioni può produrre il consiglio di stasera? Come mai Campisi lo dichiara, a ragion veduta, un consiglio vuoto e inutile? Perchè insiste nel dire che il sindaco non può riprendersi la proprietà e la gestione dell'acquedotto e dei depuratori e c'è invece bisogno di un intervento sovraccomunale? Perchè tutti sindaci degli altri comuni che non hanno aderito sono ancora al loro posto? Ci spieghi!!!
Di
realista
(inviato il 08/03/2010 @ 09:06:17)
La delibera all'ordine del giorno del Consiglio Comunale di stasera è un atto di indirizzo e come si è più volte detto per chi ricorda l'intervento e la proposta di Mazzara sul blog , è solo un primo passo non certo l'arrivo. La proposta può che essere fatta da chi ha la maggioranza ed è indiscusso che la abbia il Sindaco Valvo , che preferisca aderire alla richiesta di una parte o di un altra l'importante è che lo si faccia. Personalmente , ma non solo io , ritengo che Valvo abbia fatto un errore pacchiano nel cedere gli impianti , è stato l'ultimo a firmare ma il primo a mollare , visto che la stragrande maggioranza dei Sindaci da Buccheri ad Avola non intende farlo. Certo nei pubblici dibattiti e nelle riunioni sarebbe interessante chiedere al Sindaco Valvo le sue ragioni. Oggi se ci fermiamo soltanto a questo non si fa che un buco nell'acqua e su questo il PD ha ragioni da vendere. Rimango dell'opinione espressa da sempre nessun dibattito o confronto con SAI 8 , l'unica cosa da fare per il Sindaco è mettersi la sua bella e sgargiante fascia tricolore e riprendersi la gestione di quanto imprudentemente ha ceduto. Non si dimentichi che la proprietà di acquedotti , sorgenti , depuratori e reti è pur sempre proprietà del Comune di Noto.
Di
Daniele Manfredi
(inviato il 08/03/2010 @ 15:10:51)
Il Consiglio Comunale di stasera, convocato da Corrado Cultrera e dalla maggioranza di Corrado Valvo, era talmente urgente e straordinario che gli stessi promotori non si sono presentati!! Erano invece presenti i soli consiglieri di opposizione, Bianca e Veneziano in testa! Come stava a cuore a Valvo il problema dell'acqua!! Come gli stava a cuore la crisi dell'agricoltura!! Come gli stava a cuore il fotovoltaico!! Signori elettori di centro destra mi complimento con voi per la scelta di questi amministratori, Noto vi ringrazia!!
Di
orgoglioso elettore PD
(inviato il 08/03/2010 @ 20:21:33)
E' possibile in centro abitato, in zona servita dall'acquedotto comunale, realizzare un pozzo trivellato? Si parla tanto di risprmio delle risorse naturali e tra queste l'acqua e poi c'è chi, anche se servito dal pubblico acquedotto, cerca di farne un uso personale. L'esempio prima di tutto. Controlli Signor Sindaco! Non è che questo signore non vuole sottostare alle bollette della Sai8?
Di
Anonimo
(inviato il 09/03/2010 @ 18:39:07)
Consiglio Comunale del 9 marzo: ribadito che l’acqua è un bene pubblico
Noto, 10.03.2010
Il Comune di Noto, in maniera coerente con quanto espresso dal sindaco già in occasione della votazione dell’affidamento del servizio idrico alla SAI 8, essendo stato l’unico sindaco a votare contro, ha aderito con grande convinzione al coordinamento di tutti i comuni per proporre all’ARS una legge che ridia la gestione dell’acqua all’ente pubblico Comune.
Tale ferma volontà è stata espressa anche a seguito dei disservizi continui che la Società che attualmente gestisce il servizio sta evidenziando ad oltre un anno dall’affidamento e di contro l’assoluta assenza di investimenti previsti nel POT che prevedeva la realizzazione di importanti opere proprio nei primi comuni affidati, tra cui Noto.
In tal senso, oltre alle varie diffide inviate alla SAI 8, si è registrata la condivisione da parte del Presidente dell’ATO idrico, confermata anche dagli altri sindaci durante l’assemblea dei soci, da un lato, di monitorare costantemente l’adempimento delle obbligazioni da parte della SAI 8 e, dall’altro, di non permettere alcun aumento, fosse anche di un solo euro, del canone attualmente corrisposto se non dopo la realizzazione concreta degli investimenti previsti nel piano delle opere.
Nell’attesa che la legge di dismissione degli ATO idrico e rifiuti diventi operativa, il comune di Noto, nella seduta del consiglio comunale di ieri sera, in maniera unanime ha deliberato di ribadire che l’acqua è un bene pubblico e che si deve provvedere legislativamente ad evitare una gestione privata che, come nel caso in specie, nella provincia di Siracusa non ha prodotto alcun tangibile vantaggio per i cittadini.
Il voto di ieri sera, a prescindere dalle inutili e demagogiche esternazioni del Consigliere Corrado Bianca, che sono state pubblicamente smentite dal sindaco e da tutte le forze politiche, ha altresì dimostrato la grande sinergia che sui grandi problemi della città si trova con tutte le forze sociali e cittadine. Ciò in quanto la delibera del Consiglio comunale è frutto di un lavoro di concertazione con tutte le forze politiche ma anche con i vari comitati cittadini tra cui il comitato per la difesa dell’utente con a capo il suo presidente Bufalino e il suo vicepresidente Barone.
Si precisa, altresì, che la seduta del consiglio comunale di giorno 8 marzo non si è tenuta in quanto la minoranza, pur essendo presente in aula alle ore 18,00, al primo appello ha preferito uscire dall’aula non tenendo il numero legale, a causa dell’assenza giustificata per quell’ora di alcuni consiglieri di maggioranza, nonostante l’importanza e la delicatezza dell’argomento da affrontare. Ciò solo per chiarezza, ad evitare demagogiche dichiarazioni e strumentalizzazioni da parte di qualche consigliere comunale palesemente smentito ieri in consiglio dal sindaco.
Di
servizio comunicazione comune di Noto
(inviato il 10/03/2010 @ 15:15:39)
Scusate perché di fronte all'Ospedale stanno facendo un pozzo trivellato quando la gestione dell'acqua è, come al solito, un fiore all'occhiello di questa amministrazione? Non si tratta della solita BUGIA EPOCALE?
Di
Anonimo
(inviato il 12/03/2010 @ 19:29:08)
mi pare che esista una norma del regolamento edilizio che vieta nuovi pozzi nelle aree servite dall'acquedotto comunale a meno che il pozzo non serva per uso irriguo il pozzo di cui parlate serve un'azienda agricola?
Di
esperto
(inviato il 13/03/2010 @ 10:33:26)
quali sono state le esternazioni di Bianca nell'ultimo consiglio comunale "pubblicamente smentite dal sindaco e da tutte le forze politiche"?
Di
Anonimo
(inviato il 13/03/2010 @ 10:36:19)
Non è che con la trivella vogliono scavarsi un pozzo per riempirsi la piscina? Perché l'acqua che usano per questo non la pagano alla Sai8 visto a questa hanno affidato l'acqua del comune di Noto? Come per tutti sembra che sia vietato avere autorizzazioni per scavare pozzi in zona servita dall'acquedotto comunale e a lui invece gli rilasciano l'autorizzazione? O stiamo sbagliando oppure c'é qualcosa che non funziona!
Di
Anonimo
(inviato il 13/03/2010 @ 20:05:03)
AVOLA Il consiglio comunale è chiamato ad esprimersi sulla mozione per la richiesta di indizione del referendum consultivo in difesa dell’acqua pubblica presentata dal gruppo consiliare dell’Udc che ha aderito alle iniziative legali di coloro che si sono opposti alla privatizzazione del servizio idrico integrato e alle deliberazioni adottate da diversi consigli comunali contrari al gestore privato. «Accetti che sia affidata a privati la gestione del servizio idrico integrato?» è il quesito referendario che l’Udc vorrebbe porre ai cittadini non senza avere prima spinto a far sì, e su questo si è già espresso il consiglio comunale con una mozione che ancora non ha avuto il dovuto seguito, che venga inserito nello statuto comunale l’esclusione della gestione del servizio idrico dalle attività aventi rilevanza economica. Ciò in forza del principio che l’acqua è un bene pubblico. «Molti comuni e sindaci hanno difficoltà ad inserire nello statuto la dizione che l’acqua è di interesse generale e, quindi, priva di rilevanza economicacommenta Paolo Pantano, rappresentante Forum provinciale Acqua bene comune-. Il servizio idrico integrato non è un servizio a rilevanza economica, ma un servizio al quale non si applicano le regole del mercato e, dunque, non si applica la competenza legislativa esclusiva in tema di tutela della concorrenza. I comuni, alla luce del protocollo n. 26 del trattato di Lisbona potranno, attraverso il loro statuti e regolamenti consiliari, disciplinarne i modelli di gestione, anche attraverso alcune definizioni di principio. Va affermato, quindi, con risolutezza, che siamo in presenza di una normativa che si occupa esclusivamente di servizi di interesse economico generale, che non produce effetti sul governo e sulla gestione dell’acqua». Il supporto normativo, secondo Pantano, che giustificherebbe la scelta del comune di inserire nello statuto l’affidamento del servizio idrico integrato ad un soggetto formalmente e sostanzialmente pubblico, come ad esempio l’azienda speciale, va individuato proprio nelle norme comunitarie e nel principio di sussidiarietà.
Di
Anonimo
(inviato il 20/03/2010 @ 15:01:45)
ULTIMISSIME DAL FRONTE DELL’ACQUA: è iniziato l’esame del ricorso al TAR. Sai8 ha i giorni contati?Condividi Ven alle 15.50 Sai 8 bara col sistema di garanzie. I signori dell’ATO reggono il sacco. I sindaci coraggiosi protestano e… altri sindaci stanno a guardare! La battaglia per la salvaguardia dell’acqua pubblica viene combattuta per orgoglio civico e non per questioni ideologiche. Leggo stamani su “La Sicilia” che Il TAR di Catania ha preso in esame ieri il ricorso del sindaco di Melilli, Giuseppe Sorbello, contro Sai8. Il primo cittadino, di centro-destra, contesta (a mio parere, giustamente) la regolarità del sistema di garanzie messo in atto dalla società concessionaria, che appare assolutamente inadeguato rispetto agli impegni contrattualmente assunti. Sembra, inoltre, che sia stato infranto il previsto principio secondo cui la quota di maggioranza della società concessionaria doveva appartenere al pubblico e quella di minoranza al privato. A pagina 22 del contratto di affidamento si legge (per ben tre volte!) che, a garanzia dei finanziamenti di start up, Sai8 doveva mettere a disposizione la somma di 7 milioni di euro con Banca Intesa e di altri 7 con Banco di Sicilia “interamente disponibili ed incondizionati” e che l’esistenza di tale garanzia, a distanza di 4 mesi dalla data di stipulazione del contratto di affidamento, “è condizione di efficacia del contratto”. L’altra fideiussione di 3 milioni di euro, di cui si legge nelle successive pagine del contratto, non può considerarsi sostitutiva della somma di 14 milioni di euro “interamente disponibili ed incondizionati” che sono “condizione di efficacia del contratto”. La fideiussione dei 3 milioni di euro costituisce “deposito cauzionale a garanzia delle obbligazioni contrattuali del Concessionario” (ad esempio, a garanzia del versamento del canone annuale, altra obbligazione contrattuale). Lo conferma il comma 3 dell’art. 19 della Convenzione allegata al contratto, che così recita: “il mancato pagamento del canone comporterà l’applicazione di una penale di € 10.000 al mese o frazione di esso, salvo facoltà dell’ATO di escutere la cauzione definitiva, previa formale diffida e decorsi tre mesi dalla stessa”. Ecco a che serve la fideiussione di cauzione!!! Ai sensi dell’art. 11 del contratto, costituisce inoltre obbligazione contrattuale di Sai 8 la prosecuzione del servizio idrico anche in caso di sopravvenuta controversia con l’ATO. Evidentemente, se Sai 8 non fosse in grado (per sopravvenuto fallimento o per rifiuto conseguente a grave controversia sulla legittimità dell’affidamento) di proseguire l’erogazione del servizio, l’ATO potrebbe, ai sensi del precedente art. 10, attingere al deposito cauzionale costituito dalla fideiussione di 3 milioni di euro al fine di operare, in sostituzione del concessionario, nel breve periodo strettamente necessario per la riorganizzazione dei servizi idrici pubblici comunali. Sembra assurdo che la fideiussione di soli 3 milioni possa essere spacciata come sostitutiva rispetto alla garanzia relativa al finanziamento delle operazioni di start up, anche perché nel contratto è scritto esplicitamente che tali finanziamenti di start up devono essere prodotti “entro 4 mesi dalla firma del contratto” e devono essere “immediatamente operativi ed incondizionati”. Nessun cavillo e nessun argomento può convincere una persona di buon senso che una fideiussione di tre milioni possa essere accettata come sostitutiva degli impegni contrattuali di start up così chiaramente ed inequivocabilmente stabiliti e ribaditi, rispetto alla piena ed incondizionata disponibilità dei quali esisteva un preciso terminus cronologico ante quem. I signori di Sai 8, oltre ad accaparrarsi la gestione della nostra acqua pubblica, vogliono anche turlupinarci gettando fumo negli occhi? Possono riuscirci solo se hanno a che fare con amministratori compiacenti (o complici) e con funzionari di una autorità d’ambito (ATO) che, in barba alla loro funzione pubblica, si acconciano a reggere il sacco a coloro che dovrebbero controllare e di cui dovrebbero denunciare le inadempienze. Ma la situazione sta cambiando: il sindaco di Melilli non è più solo. Quelli di Carlentini, di Sortino, di Palazzolo, di Noto e di altri Comuni della zona montana, appoggiati dai Consigli Comunali, hanno detto no alla privatizzazione e si rifiutano di consegnare gli impianti a Sai8. Inutilmente quest’ultima freme, esercita pressioni e vorrebbe accorciare i tempi della presa in carico degli impianti di tutti i Comuni. Lo ha rivelato il sindaco di Palazzolo, Carlo Scibetta, nel corso dell’ultima riunione del Consiglio, dedicata al tema del servizio idrico. I cittadini si stanno rendendo conto degli aumenti e dei disservizi prodotti da chi vuole solo lucrare sull’acqua e I buoni amministratori non si schierano dalla parte degl
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(inviato il 04/04/2010 @ 13:08:59)
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