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BARBARI CRUDELI
 (del 25/02/2010 @ 12:59:02, linkato 263 volte)

Ancora bocconi e intrugli avvelenati nel territorio di Noto e continua una assurda strage di cani.
La tranquilla passeggiata in contrada Scala, in un pomeriggio assolato, si è trasformata in un terribile incubo per una nostra concittadina, che si è vista morire tra le braccia, dopo una terribile agonia, il proprio cane Titti, che aveva bevuto un intruglio avvelenato, posto sul ciglio della strada in recipienti di plastica.
A nulla è valso il pronto intervento del veterinario che, immediatamente contattato, si è recato sul posto, una zona demaniale che dovrebbe essere sottoposta a continui controlli e verifiche da parte della guardia forestale.
I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno constatato la presenza di ciotole piene di liquido velenoso e raccolto la testimonianza sconvolta della proprietaria del cane che naturalmente ha provveduto a formalizzare denuncia scritta presso la stazione di Testa Dell'Acqua.
Questo triste episodio è l’ultimo di numerosissime altre stragi.
Il crescendo del barbaro fenomeno raggiunge livelli seriamente preoccupanti perché è ormai chiaro che non si tratta di casi isolati ma di una pratica purtroppo ormai consolidata che consiste nello sbarazzarsi degli animali indesiderati con lo spargimento di sostanze velenose in tutto il territorio netino.
Una azione sistematica che avviene non solo nelle campagna ma anche nelle contrade e nel centro abitato di Noto e che è stata ripetutamente denunziata dalla locale associazione che si occupa di proteggere i nostri amici a quattro zampe.
In base ad alcune ipotesi è possibile azzardare che queste esche velenose vengano piazzate da cacciatori di frodo che vogliono eliminare i cani randagi che potrebbero disturbare il loro ambiente di caccia oppure ai numerosi pastori a difesa dei loro greggi dalle razzie.
Per porre fine a queste barbare uccisioni che la legge vieta severamente è necessario che gli organi preposti, polizia provinciale, guardia forestale, agenti ittici e venatori e polizia municipale avviino un controllo costante del territorio e la bonifica dei siti avvelenati.
Siamo ormai stanchi di assistere impotenti alla morte di innocenti animale in preda a dolorosissimi spasmi provocati dal veleno.

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Purtroppo oggi tutti i Vigili, come gli altri dipendenti comunali, passano almeno un terzo delle ore di lavoro al bar, un terzo a sbadigliare ed un altro terzo od anche meno nei loro doveri d'ufficio.
Il problema non è stato risolto con i pochi LSU trasferiti ma anzi dato l'esempio anche loro si sono adeguati all'andazzo.
Se oltre a questo ci metti che sono senza macchine e senza benzina capirai come oggi le istituzioni hanno abbandonato i cittadini.
Le istituzioni conoscono i cittadini solo per codice fiscale quando dobbiamo pagare le tasse e le bollette.
Di  Anonimo  (inviato il 25/02/2010 @ 14:20:31)
In mezzo alla crudeltà le autorità preposte al controllo del territorio fanno orecchie da mercanti e questa gentaglia continua a diventare padrone indisturbata del territorio.
Di  Anonimo  (inviato il 25/02/2010 @ 18:18:45)
E' un atto incivile e barbaro,come si fa a non qualificarlo come tale! Ma è più incivile chi crea le condizioni perchè questo succeda,è più incivile chi " omette " di intervenire,chi non crea il canile,che da anni si dice a parole di costruire. I riferimenti sono chiaramente alle Istituzioni preposte,al Sindaco di Noto,all'Assessore al ramo.
E' un altro tipo di soggetto incivile,chi usa i cani per la guardia di case e villette,o chi li piazza sui balconi e terrazze di condomini dove soprattutto di notte si devono subire i " concerti ", (disturbo delle quiete pubblica),tra cani stanziali e cani randagi.
E' incivile anche chi non rispetta le Ordinanze Comunali,e soprattutto chi non li fa rispettare.
Ci sono quartieri come ad esempio,Via G.Salvemini 25,che sono meta quotidiana di persone che portano i cani a fargli fare i propri bisogni,senza minimamente curarsi di pulire,lasciando con molta disinvoltura le cacche sul luogo,in barba alle regole.
La Città di Noto,e il suo territorio sono pieni di branchi di cani randagi,che molto spesso diventano pericolosi per i Cittadini,per esempio,la Stazione Ferroviaria,è sistematicamente attraversata da branchi di randagi di grossa taglia,così Noto Marina,e a volte i Giardini pubblici.
Dopo l'esperienza di Scicli e Modica,in cui fu morso e ucciso un bambino e ferita gravemente una Turista,mi chiedo: Ma bisogna aspettare che ci scappi il morto per intervenire e stabilire quelle dovute garanzie per il Cittadino?
Non assolvo chi ha avvelenato e ucciso i cani,ma parlare delle foglie dell'albero e non delle radici e del suo contesto,mi sembra parziale e riduttivo.
Il pesce puzza dalla testa?






Di  Roberto Bellassai  (inviato il 26/02/2010 @ 21:23:17)
...vero, ma avvelenare ed uccidere cani e` reato penale, anche l'apologia di reato e` reato.
La Noto Pachino e` un cimitero di cani, chi e' il responsabile? Sembrerebbe che sia stato gia` rintracciato, povero lui.
E' reato avvelenare anche animali selvatici ed e` reato anche avvelenare l'ambiente.
Mi chiedo se quelli che fanno queste cose preferiscano essere denunciati o essere attesi sotto casa per fare cordialmente 4 chiacchiere.... ; - )
Di  E' ufficialmente aperta la caccia ai responsabili.  (inviato il 02/03/2010 @ 21:06:28)
sciacallo!
Di  Anonimo  (inviato il 17/03/2010 @ 09:14:37)
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