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E' TEMPO DI RIMBOCCARSI LE MANICHE!
 (del 11/02/2010 @ 09:28:46, linkato 293 volte)

Cari amici,
16 mesi sono trascorsi dalla nascita di “Notolibera”, certamente un tempo molto breve per sperare di poter già assaporare qualche frutto del faticoso e difficile percorso di cittadinanza attiva, dell’impegno ad offrire il proprio contributo di passione civile alla città, del localismo europeo che è riuscito a mettere insieme persone dalle esperienze civili, sociali e politiche diverse, unite dal felice pensiero di dare un apporto fattivo e disinteressato alla comunità cittadina.
Tuttavia è già possibile affermare che, nonostante il breve arco temporale trascorso e le difficili condizioni ambientali cittadine, l’Associazione è riuscita, attraverso una costante e puntuale informazione data alla cittadinanza con il giornale e il sito internet, a raggiungere un primo obiettivo di riconoscibilità cioè a essere considerata come gruppo di persone libere da condizionamenti ideologici, disponibili al dialogo e all’ascolto delle esigenze della comunità e, soprattutto, di essere capace non solo di far sentire la propria voce critica ma di elaborare proposte e soluzioni praticabili.
Capitalizzato questo primo risultato è necessario e opportuno focalizzare con chiarezza il prossimo obiettivo di medio termine, individuando tempi, strategie e risorse umane e strumentali del “work in progress” del progetto di partecipazione attiva intrapreso da Notolibera.
Che ci sia un legame tra i temi di cui ci occupiamo quotidianamente e lo stato della politica nella città è fuor di dubbio, così come è altrettanto chiaro a tutti noi che a Noto si viva una crisi morale, culturale ed economica senza precedenti che gli attuali politicanti non solo sono inadeguati a fronteggiare ma, scientemente, non mostrano alcun interesse a farlo.
Noto, purtroppo, non è più una città normale, la nostra comunità è ormai, come si dice, alla frutta.
Già, che bella parola “comunità”!!!
Ogni volta che la pronuncio penso ad un popolo vivo, inquieto, pulsante, pronto si allo scontro ma con una storia condivisa da tramandare, con ideali e progetti comuni da perseguire, quasi una estensione della famiglia.
Da tempo abbiamo perduto la dimensione economica che ci aveva reso ricchi e illustri, le campagne abbandonate, il turismo che non decolla ma, quel che è peggio, stentiamo sempre più a distinguere chi siamo, da dove veniamo e, soprattutto, dove vogliamo andare.
La composizione sociale della comunità è smagliata, sdrucita, sfaldata.
Per carità di patria accenno appena al folto gruppo dei “caminanti” che stanno divorando, nel silenzio e nella paura generale, l’ultima residua speranza di uno sviluppo urbanisticamente adeguato della città, alle periferie sempre più al limite del disagio esistenziale, alla nostra borghesia medio-alta concentrata nel mantenere il proprio status e, sempre più spesso, incline all’affarismo e a larghe fasce della popolazione che avvertono il senso dello sfinimento e della rassegnazione.
Questa inarrestabile deriva socio-economica, un buco nero che inesorabilmente sta inghiottendo la coscienza collettiva cittadina, accorcia velocemente la distanza verso un bivio che coscientemente non possiamo più assolutamente bypassare né tantomeno sperare di rimandare.
Un primo sentiero, per certi versi agevole e anche abbastanza comodo da percorrere, dove l’impegno assunto insieme, lo scrivere, il criticare, il proporre, può e deve essere l’unica forma possibile dell’agire politico ed aspettare, sostanzialmente in una inerzia vigile, che il lavoro di informazione, consultazione e partecipazione dia i frutti sperati.
Insomma la “teoria del pungolo”: i movimenti, le associazioni, la Cittadinanza non possono essere soggetti politici permanenti, devono essere solo pungolo provvisorio.
La Cittadinanza scuote l’albero, i partiti ne raccolgono i frutti che inseminati non saranno più avvelenati.
Purtroppo i fatti italiani e locali ci dimostrano che la “teoria del pungolo” è un pio desiderio, i partiti raccolgono i frutti della Cittadinanza ma ne rifiutano pervicacemente ogni innesto di idee, valori e pratiche.
L’altro strada, tentare cioè la soluzione di una equazione ritenuta impossibile,  l’esercitare “immaginazione democratica” lavorando per dare “peso” alla debolezza strutturale della spontaneità della Cittadinanza, uno stretto sentiero, impervio, periglioso, faticoso ma che ritengo personalmente, e come me - sono sicuro - tanta gente, l’unico veramente percorribile in questo particolare momento storico della città.
Certo prima di teorizzare e pianificare questo cammino è necessario ridefinire le nostre personalissime colonne d’Ercole, che cosa significa essere indipendenti, indipendenti ma non neutrali o indifferenti, così come fondamentale appare il determinare un sentimento comune generale e particolare.
Siamo indipendenti dalle organizzazioni partitiche perché riteniamo di estrema drammatica attualità le parole di Enrico Berlinguer, in special modo per la nostra città:
“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero.
Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.
La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss".
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. E il risultato è drammatico.
Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.”
Né neutrali, né indifferenti perché siamo contro le obbedienze identitarie e ideologiche, contro i privilegi corporativi, siamo contro una casta di comando controllata dalle segreterie nazionali, regionali e provinciali, siamo invece per la legalità come strumento di eguaglianza anche sociale che costringe l’establishement a non prevaricare, siamo per l’analisi dei problemi del proprio territorio, siamo per l’individuazione delle soluzioni concrete più opportune e degli uomini più capaci per raggiungere obiettivi condivisi, valorizzando intelligenze e competenze troppo spesso escluse.
Abbiamo un sentimento comune generale e particolare, la certezza dello sfascio generato e perpetrato da questa amministrazione comunale, dal sindaco Valvo e dagli uomini che la compongono.
In tutto ciò dobbiamo essere consapevoli che puerile sarebbe “l’aspettare Godot” dell’autoriforma dei partiti, di quegli stessi uomini che compongono la consorteria affaristica, familistica e clientelare che hanno trascinato la città nell’eclissi della democrazia.
Sappiamo perfettamente che i dirigenti dei partiti capiscono solo la perdita del potere, il venire meno del monopolio della rappresentanza sul “proprio” elettorato, paradossalmente vincere o perdere le elezioni rappresenta una fase dell’immutabile corso e ricorso del potere politico.
L’unico linguaggio che può spingerli al cambiamento è il timore di perdere una quota della loro rappresentanza politica ed allora non ci resta altro da fare che rendere attuale, incombente, operativo il loro più oscuro timore, organizzare cioè la minaccia corrispondente, di organizzarla fino all’ipotesi di una lista cittadina alternativa.
E’ necessario in primo luogo utilizzare il patrimonio di credibilità fin qui capitalizzato per appropriarci del ruolo di mediazione fra tutte le forze cittadine, sociali, economiche e politiche e, in secondo luogo, puntare ad avere rappresentanti nell’istituzione consiliare comunale e nell’amministrazione attiva, sostenendo qualcuno che rappresenti i valori della Cittadinanza, qualcuno che lo faccia “a tempo determinato” utile ad agevolare la prassi fondante associativa.

Ed allora non ci resta altro che rimboccarci le maniche per costruire, insieme a tutti i portatori di interesse della città, un progetto organico di rinascita economica, civile e culturale di Noto.

                                                                                            Carmelo Filingeri

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Tu cosa proponi? Quali uomini/donne? Quali idee? Quali progetti?
Di  Anonimo  (inviato il 11/02/2010 @ 15:27:01)

COMUNICATO STAMPA della CGIL di Noto

Dopo aver partecipato alla nascita del “Forum provinciale per l’acqua pubblica di Siracusa”, la CGIL di Noto ed il Comitato per la difesa degli Utenti hanno incontrato il Sindaco Valvo ed il Presidente del Consiglio Comunale Cultrera, ai quali hanno sollecitato, anche a nome delle altre Associazioni firmatarie della richiesta (UIL, CNA, Associazioni Commercianti, Legambiente, Circolo di volontariato AUSER, Comitato Lido di Noto), la convocazione di un apposito Consiglio Comunale che abbia all’ordine del giorno il tema della gestione delle risorse idriche.
Si chiede che il Consiglio deliberi una modifica del regolamento comunale che affermi il principio che l’acqua è un bene pubblico privo di rilevanza economica e che aderisca all’iniziativa in corso per presentare un disegno di legge regionale, di iniziativa dei Consigli Comunali (già oltre 70 Comuni, di ogni colore politico, hanno aderito), per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico.
La CGIL ed il Comitato per la difesa degli utenti hanno inoltre giudicato fallimentare il bilancio del primo anno di attività della SAI8 a Noto. Chiedono quindi sostegno alla proposta di congelare ogni aumento del prezzo dell’acqua, in considerazione della mancanza dei previsti investimenti che il gestore doveva operare sia sulla rete di distribuzione, che sul ciclo delle acque reflue e sulla depurazione delle stesse.
In tali incontri, sia il Sindaco che il Presidente del Consiglio Comunale hanno manifestato apprezzamento per la richiesta di una apposita seduta del Consiglio Comunale.
I promotori dell’iniziativa sono certi che il Presidente del Consiglio Comunale Corrado Cultrera procederà in tempi rapidi alla convocazione del Consiglio.



Di  Camera del Lavoro  (inviato il 11/02/2010 @ 21:26:34)
allora i pazzi di Notolibera avevano ragione su tutti i fronti.
Di  Anonimo  (inviato il 11/02/2010 @ 22:42:37)
alla fine sono sempre i pazzi ad avere ragione!!
Di  Anonimo  (inviato il 12/02/2010 @ 21:29:41)
Spett. sig. Filingeri ma con il freddo di questi giorni , come le vine da pensare di sbracciarsi
Stia attento al raffreddore.
Di  Anonimo  (inviato il 13/02/2010 @ 07:20:41)
grazie per l'affettuoso consiglio
Di  Anonimo  (inviato il 13/02/2010 @ 09:28:06)
Ma è la stessa risposta di cultrera quando gli regalarono il consiglio comunale!!
Di  persi siamo  (inviato il 13/02/2010 @ 11:46:31)
QUANDO TROVEREMO IN EDICOLA IL PROSS.N. DI NOTOLIBERA?
Di  Anonimo  (inviato il 13/02/2010 @ 11:48:20)
a prestissimo
Di  Anonimo  (inviato il 13/02/2010 @ 13:42:33)
Io propongo un sindaco ed una squadra di amministratori stranieri.
Il Netino sarà bravo ma non a casa sua.
Prima di fare ancora più danni con il prossimo cattivo sindaco di turno è meglio fare una campagna acquisti straniera.
Straniera = da Roma in su
Di  Anonimo  (inviato il 13/02/2010 @ 18:04:36)
Leggendo La Gazzetta del Sud online mi sono imbattuto in questo articolo e mi ha colpito l'affermazione di Valvo.

"Valvo: «Lavori da record»

Noto. Il sindaco Corrado Valvo sostiene che la sua amministrazione, in materia di lavori pubblici, è da record. Ben diciassette i cantieri aperti in città. Cantieri ai quali Valvo attribuisce un doppio significato: «Da una parte – afferma - la immediata ed evidente effettuazione di lavori ordinari e straordinari all'interno della città e dall'altra dare un impulso alla occupazione in genere».
Tra i lavori in corso ci sono quelli delle strade Cavalera e Spinazza, quelli quasi ultimati alla palazzina dei servizi del centro polisportivo di contrada Zupparda dove si sta provvedendo anche a sistemare gli impianti per l'energia solare. E ancora gli interventi di manutenzione straordinaria nel Teatro comunale "Vittorio Emanuele", che riguardano la sistemazione di alcune stanze della Fondazione Teatro ma soprattutto la manutenzione di alcuni impianti tecnologici nonché l'installazione delle porte antincendio. E ancora i bagni fissi nella piazza del lido di Noto e i lavori in diverse scuole: la Papa Giovanni XXIII, la Melodia, l'Aurispa, la Fornaciari (Don Bosco) e poi il rifacimento di via Ducezio e il secondo stralcio dell'illuminazione artistica di via Cavour.
Sono anche in corso lavori di manutenzione nelle vie Italo Svevo, dei Mille e Avolio, quelli per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria in contrada Coffitelle, e quelli per la realizzazione dell'area di protezione civile in contrada Faldino. Infine il miglioramento sismico del convento di San Domenico."

A questo punto mi pongo la domanda: è lui che è fuori dal mondo o siamo tutti noi con le bende negli occhi che non vediamo quanto di grande e di importante sta facendo per la città?
Come possiamo pensare di cambiare il Sindaco dei record e passare ad un Sindaco normale?

Di  Anonimo  (inviato il 14/02/2010 @ 11:05:52)
Il Sindaco perchè non dice anche perchè tiene DUEMILIONI di euro bloccati, e non si sa per quale motivo,così ne avrebbe contato uno in più. Il cantiere bloccato dalla giunta riguarda quello dei Crociferi, che tra l'altro è il monumento di architettura più importante di tutta la ricostruzione, dopo il terremoto del 1693, del vallo!
Di  Anonimo  (inviato il 15/02/2010 @ 17:43:46)
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