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IMBECILLI D'UFFICIO
 (del 23/01/2010 @ 14:08:04, linkato 235 volte)

Solo un imbecille può credere che Miccichè, stretto amico di Dell’Utri e quindi, salendo lungo la linea di comando, stretto dipendente di Silvio, possa autonomamente e per tutti questi mesi capeggiare una rivolta politica tale, addirittura, da formare un nuovo partito, il PDL Sicilia, dalla spaccatura del PDL “nazionale”.
Solo un imbecille può credere che la Prestigiacomo, ministro del governo Berlusconi, possa costituire il riferimento nazionale del PDL Sicilia, in pieno costrasto con il PDL “nazionale” della nostra regione.
Solo un imbecille può credere che il Grande Silvio, sempre così attento a mantenere l’unità del suo partito (specie della quota Forza Italia), possa rimanere inerme dinanzi ad un dissidio di tale portata e durata in una regione elettoralmente così importante come la nostra, che, se fosse vero, rischierebbe di compromettere uno dei capisaldi elettorali di fondamentale importanza per le sue necessità di potere. Lo stesso Silvio, si badi bene, che è riuscito a domare (chissà come) Bossi & C. che sicuramente sono ossi ben più duri di Miccichè, Prestigiacomo, Bufardeci & C.
Eppure. Eppure in Sicilia tanti, troppi, credono a questa sceneggiata. A partire da tanti “addetti ai lavori”. Tutti quei politucoli locali che sono entrati in guerra con i “nuovi” avversari politici, “amici” di ieri. Eserciti di imbecilli che negli ultimi mesi ridiscutono, a tutti i livelli, dalle sezioni locali del PDL fino al governo regionale, i nuovi equilibri di potere. La quadratura di cerchi che, forse, non esistono neanche. In attesa di un chiarimento definitivo delle posizioni che tarda a venire e che forse finalmente sta per arrivare.
Cosa sarebbe successo quindi di tanto importante da sperare in una imminente fine di questa ridicola recita, di cui, stranamente, non sono coscienti quasi tutti gli attori e le comparse che vi partecipano?
La condanna in appello, con nuove aggravanti, dell’ex Presidente Cuffaro, pilastro dell’UDC siciliana e quindi “pesante” senatore e rappresentante dell’UDC nazionale.
Ricordiamoci che l’esistenza dell’UDC siciliana garantisce l’esistenza di quella nazionale, nonostante tutti i comprensibili imbarazzi di Casini.
Ricordiamo che Miccichè è uscito definitivamente allo scoperto con il “PDL Sicilia” proprio subito dopo l’addio di Rutelli al PD e le dichiarazioni di amore (politico si intende) fatte dallo stesso verso Casini e verso l’idea ricorrente del “grande centro”.
In Sicilia quindi la partita al governo della Regione si giocherebbe sull’annullamento dell’UDC e il conseguente assorbimento delle sue macerie politiche tra MPA e PDL. Giova sempre ricordare che l’UDC in Sicilia, è per sua vocazione, un partito di potere che ha gestito sempre rilevanti interessi come quello della sanità regionale (non è casuale la condanna di Michele Aiello, detto “il re Mida della sanità”, insieme a quella di Cuffaro). Solo un imbecille può pensare che gente che si trova in quel partito perché di governo, si possa tutto ad un tratto scoprire una irrefrenabile vocazione per la politica d’opposizione, rinunciando a gestire direttamente la macchina politica funzionalmente allo sviluppo dei loro “affari”.
Se una rondine non fa primavera è anche vero che la prima grande defezione dell’onorevole Burgaretta verso l’MPA, un po’ deve fare pensare. Chi sarà il prossimo? Se la mia teoria è fondata è probabile che sia l’on. Gianni, che vedo veramente male nelle vesti di perenne oppositore.
Se in Sicilia quindi la parola d’ordine è “annientare l’UDC di Cuffaro”, qual’è l’obiettivo a livello nazionale? Presumibilmente quello di fare abortire l’idea del grande centro che, pare, affascini in qualche modo anche Fini. Allora potrebbe essere plausibile che Berlusconi stia pilotando questa secessione regionale di cartapesta anche per ribadire al presidente della Camera, chi è che tiene le fila di tutto. In altre parole, dato che non ti puoi neanche permettere di protestare per l’esclusione al governo regionale dei tuoi “lealisti”, caro Fini, scordati anche di pensare a romantiche fughe verso il centro con lo sfortunato Casini. Allineato e coperto, non hai altre soluzioni.
Ma lì viaggiamo ad altri livelli, noi accontentiamoci dei nostri. Alla fine (entro quest’anno) ci accorgeremo che si è sollevato solo un po’ di fango dal fondo dello stagno.

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la ricostruzione non funziona, in sicilia i finani stanno con il pdl sicilia non con i lealisti
Di  Anonimo  (inviato il 23/01/2010 @ 23:06:12)
Questa affascinate e reale teoria resa solidale dall'attuale fase regionale , apre un autostrada A Noto verso l'accoppiamento di PdL Sicila, Partito Democratico e Movimento per l'Autonomia.
A breve in tal senso se son rose fiorirano, ci saranno i soliti scambi di convenevoli e le rimostranze del Coordinatore di MPA si dovrebbero placare , il PD comincerà a dare risposte in politichese ed ll Sindaco Valvo sarà un convinto assertore delle teorie dell'opposizione rivalutandole.
Ad eccezione di quelle di NotoNostra e del Consoglier Veneziano.
Stamane alla conferenza dell'On. Marziano chissà che non ci sia un caloroso abbraccio fra lo stesso ed il Sindaco Valvo ?
Di  report  (inviato il 24/01/2010 @ 09:34:00)
«SI DIMETTA» -
«Le sentenze si rispettano dimettendosi. Totò Cuffaro, diventato senatore della Repubblica per mettersi al sicuro dalla giustizia, è una vergogna per tutto il Paese». È quanto afferma Claudio Fava coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà.

Di  Claudio Fava  (inviato il 24/01/2010 @ 09:40:41)
ERRATA CORRIGE
E' vero i finiani stanno con Miccichè e si distinguono quindi dai lealisti. Ma è comunque impensabile che i referenti nazionali di questi ultimi e cioè niente popo' di meno che il ministro Alfano e il Presidente del Senato Schifani possano tollerare di mettere così in pericolo le loro principali basi elettorali ottenendo, almeno ufficialmente, solo fredde promesse di prossimi ricomponimenti da parte di Silivio. La sceneggiata appare sempre più improbabile. Se poi pensiamo che Silvio possa accettare anche che il Suo Miccichè, al posto dei lealisti del PDL sostituisca l'odiato (ma innocuo) PD, possiamo credere anche alla fine del mondo nel 2012.
Di  _neofuturista  (inviato il 24/01/2010 @ 11:26:23)
Un UDC senza potere in Sicilia è come un pesciolino rosso fuori dalla sua boccia. Presto, o muore o salta in un'altra boccia ...
Di  ciniko ittiko  (inviato il 24/01/2010 @ 12:20:37)
Report avrai mangiato pesante e digerito male. Dimentichi che se c'è un interlocutore privilegiato del PDL Sicilia a Noto è proprio il movimento Noto Nostra. O hai dimenticato che il suo leader a livello provinciale l'ON. Bufardeci è stato l'unica personalità di rilievo che è intervenuto al congresso del 13 Dicembre? Come al solito in questo sito gli unici avversari sono il PD e l'on. Marziano colpevoli di aver difeso l'ospedale di Noto.
Di  Anonimo  (inviato il 24/01/2010 @ 13:49:23)
Certo che sei ho mangiato pesante tu devi essere a digiuno , le colpe del PD o di Marziano sono un affare che non mi riguarda.
La realtà parla chiaro a mno che tu non abbia occhi ed orecchi turati.
Certo e che per fare certe manovre occhi ed orecchi devono essere ben turati e tu ne sei un ottima dimostrazione caro anonimo , perchè non hai nemmeno il coraggio di mostrarti.
report
Di  Anonimo  (inviato il 24/01/2010 @ 18:51:23)
Se poi vuoi svelare ai sordi e ai ciechi queste manovre faresti un grande servizio non solo a me ma anche a tutta la città.
Di  Anonimo  (inviato il 24/01/2010 @ 20:36:41)
Caro anonimo le manovre non hanno bisogno di essere svelate :
accordo PD+ UDC per fare fuori Vendola in Puglia;
accordo all'Ars fra il PD e PDL di Miccichè per sostenere Lomabrdo ;
Certo che per non accorgersi di questo ce ne vuole.
Di  Anonimo  (inviato il 25/01/2010 @ 08:53:51)
Anonimo non far finta di non capire. Si parla di Noto. Svela quali incoffessabili trattative sono in corso tra Valvo e il PD di Noto. Se vogliamo parlare del PDL Sicilia ne possiamo anche discutere. Tanto per ricordare anche i finiani sono PDL Sicilia. Anche Valvo è PDL Sicilia. Anche Granata è PDL Sicilia. Anche una degnissima persona come il Dott. Genovesi è finiano pur avendo aderito a Noto Nostra. Allora che vuol dire che Noto Nostra è con Valvo? Certo che aprendere che Noto Nostra sarebbe dalla parte di Vendola è una novità di grandissima portata.Da prima pagina.
Di  Anonimo  (inviato il 25/01/2010 @ 09:02:25)
Mi pare che provi a svicolare da ogni parte , ma contento tu, contenti tutti , come se le manovre regionaali a cascata non ricadranno anche negli enti locali , oppure dimentichi che alle scorse amministrative se non ricordo male a Carlentini l'On. Marziano e l'On. Bufardeci sostenevano lo stesso candidato.
Pensare che possa succedere a Noto è forse atto di lesa maestà?
Notonostra dalle dichiarazioni e dai manifesti murali non pare ci vada tanto per il sottile con il Sindaco Valvo , ma certamente non disdegna l'approccio con la P.D. L. con il P.D. non saprei !
Di  Anonimo  (inviato il 25/01/2010 @ 15:30:23)
Allora noto nostra è in trattativa con la PDL.? lo dici tu. Mentre non vorrebbe avere a che fare col PD? Ok è tutto chiaro.
Di  Anonimo  (inviato il 25/01/2010 @ 16:40:50)
Non lo dico io lo hai detto tu che è andato li alla riunione Bufardeci, per il PD ho detto non so.
Non fare il furbetto !
Di  Anonimo  (inviato il 25/01/2010 @ 17:00:05)
Tu hai scritto Noto Nostra "non disdegna l'approccio con la P.D. L. con il P.D. non saprei !" Ore 15 minuti 30 secondi 23 del 25 Gennaio 2010.
Di  Anonimo  (inviato il 25/01/2010 @ 17:10:16)
imbecilli d'ufficio
Di  Anonimo  (inviato il 25/01/2010 @ 18:00:33)
Dimentichi che se c'è un interlocutore privilegiato del PDL Sicilia a Noto è proprio il movimento Noto Nostra.
O hai dimenticato che il suo leader a livello provinciale l'ON. Bufardeci è stato l'unica personalità di rilievo che è intervenuto al congresso del 13 Dicembre?
CHISSA chi lo ha scritto ?
Di  Anonimo  (inviato il 25/01/2010 @ 18:17:47)
Ragazzi state calmi vi chiarisco come finirà:

Leone sarà il candidato a sindaco del PDL, con la sua Noto Nostra e con l'UDC.

Valvo sarà candidato alle regionali.

IL PD sarà con l'MPA e con NOTOLIBERA e candida a sindaco Report.
Quindi se la giocano LEONE E REPORT.
Di  stratega  (inviato il 25/01/2010 @ 18:23:13)
Caro stratega ti ringrazio del pensiero, ma darmi alla politica attiva non rientra nei miei programmi
Di  report  (inviato il 25/01/2010 @ 19:28:18)
D'ALEMA: PRENDO ATTO -
Sulla stessa linea anche Massimo D'Alema, ritenuto il grande sconfitto delle primarie pugliesi.
«Prendo atto di questo risultato e della necessità, quindi, per il Pd, di sostenere lealmente Vendola come già facemmo nelle elezioni regionali del 2005.
La larga vittoria di Nichi Vendola conferma il legame del presidente della nostra Regione con tanta parte dell'elettorato del centrosinistra, compresi gli elettori del Pd» dice l'ex premier.

«C'è da sperare che il risultato delle elezioni primarie pugliesi non determini un ritorno indietro dell'Udc rispetto alle alleanze che sono state costruite e ci hanno consentito, in controtendenza rispetto ai dati nazionali, di vincere le elezioni amministrative in tanta parte della Puglia nella primavera del 2008».

Di  Partito democratico di casini = PDC  (inviato il 26/01/2010 @ 07:56:34)
Nel trambusto della vicenda politica regionale non è facile raccapezzarsi e, quando hai l’impressione di esserci riuscita, nuovi elementi si aggiungono a confondere il quadro, rendendo precario qualsiasi ragionamento. Proverò, perciò, a mettere in fila alcuni dati, cercando di evitare di arrivare al giudizio, sterilizzando il pregiudizio, che pure sarebbe legittimo nutrire. Prima di avventurarmi, accennerò ad alcuni fatti che precedono la condizione dell’oggi. Li elencherò velocemente; riguardano la condizione del PD e gli eventi nel campo avversario. Il PD: un partito progressivamente privo di direzione, isolato dal contesto delle forze politiche, economiche, sociali, associative, lasciato sostanzialmente alla saltuaria e declaratoria gestione degli eletti; un gruppo parlamentare regionale, forte di 29 deputati, in conflitto con la segreteria regionale e interprete pressocchè unico dell’interlocuzione politica con i partiti presenti in ARS e solo di quelli; alcuni episodi di accordicchi fatti in giro per la Sicilia e, uno per tutti, l’elezione dell’on. Laccoto alla Presidenza della Commissione Sanità, il più eloquente, a dirci dello stato dei rapporti tra parlamentari democratici e maggioranza di governo. Nel campo avversario, intanto: il centro destra è percorso da una crescente insofferenza ai danni di Lombardo, colpevole di Arraffaellismo, mentre Miccichè e i suoi seguaci, tra cui spiccano per ruolo, importanza, influenza, componenti siracusani come Bufardeci, Prestigiacomo e aggiungerei Granata con una funzione di guastatore di primo piano, dà l’assalto alla dirigenza regionale del PDL. Sullo sfondo, un interessante e interessato, solerte e vigile, contrappunto di grandi tessitori del mondo confindustriale, dei media, della burocrazia regionale, dell’intellettualità universitaria, uniti dalla comune visione di intercettare la nuova spesa, l’ultima, dei fondi strutturali comunitari e di alcune grandi opere,molte delle quali nello scacchiere SR- CT- ME. Veniamo ora al dare e all’avere del PD. In quanto al dare, il PD: consentirà una maggioranza d’aula all’Ars; approverà un paio di riforme; farà passare Finanziaria e Bilancio; vigilerà su legalità e trasparenza; combatterà spreco e clientelismo; assicurerà un governo ai Siciliani; darà la fiducia della maggioranza del popolo delle primarie e dei nostri elettori; darà l’idea della democrazia partecipata, che decide; darà un incoraggiamento alle alleanze a geometrie variabili; rallenterà , se non fermerà, il progetto di un partito a vocazione maggioritaria e bipolare; lascerà spazio a IDV e Sinistre; darà l’idea di un riformismo in svendita. Quanto all’avere: ci sarà un centro destra diviso; avrà un governo minoritario, avrà un partito che discute; avrà un gruppo parlamentare che discute; avrà un partito e un gruppo parlamentare orientati a fare sintesi e a evitare fughe in avanti e diaspore; avrà 28 deputati regionali che ci stanno e non ci stanno; avrà un giudizio più chiaro sugl’Innovatori, sui Migliori, sui Puri, cui l’inciucio non dispiace proprio, anzi dicono che ce n’è troppo poco; avrà un potere di condizionamento sull’iniziativa governativa a partire dalla gestione delle risorse comunitarie; avrà attenzione e interesse da parte di organizzazioni sindacali e imprenditoriali; aprirà nuovi possibili scenari politici, per esempio con l’Mpa, sul piano delle alleanze a livello nazionale; avrà il rinvio delle elezioni; consentirà la pensione per qualche deputato; avrà la possibilità che dall’appoggio sulle riforme si passi all’entrata diretta al governo. Il dare e l’avere si equivalgono? Può darsi. Mi colgono due dubbi, però. Il primo. Ma non è tutta roba da prima repubblica, quando i governi si facevano e si disfacevano indipendentemente dalla manifestazione di voto degli elettori? Secondo dubbio: se dopo il turno primaverile delle elezioni regionali facesse comodo a Berlusconi di operare la riunificazione del PDL siciliano, dando a Miccichè il cavalluccio che richiede da tempo e portando la pace tra i suoi, chi parerà il colpo mortale a un PD, rimasto col cerino in mano e a quel punto isolato e ininfluente? O qualcuno pensa possibile che il PD possa restare egualmente in sella anche in presenza di un centro destra ricomposto? Al Segretario Regionale del PD spetta il compito complicato di tenere a freno spinte opposte e contrarie e ordinarle in una difficile composizione, che riesca a tenere accese le speranze suscitate al Congresso e nei Siciliani. Gli faccio i miei migliori auguri e tifo per lui.
Di  Anonimo  (inviato il 26/01/2010 @ 12:01:31)
Parla Prodi: Chi comanda nel Pd?
Sempre più deboli ragioni unità

"Tre settimane fa ero a Campolongo, a sciare. In fila per lo skilift la gente mi fermava e mi chiedeva solo questo: ma chi comanda, nel Pd?".
Una domanda cui Romano Prodi, intervistato da 'Repubblica', non sa rispondere, anche perchè "ormai sono fuori, e quando si è fuori si è fuori". Ma poi, osserva amareggiato l'ex premier, "sa cosa mi dispiace, soprattutto? E' vedere che ormai sembra sempre più debole la ragione dello stare insieme...".
Un quadro che giustifica la domanda successiva: che ne sarà del Pd? "Non lo so, speriamo bene...", è l'unica risposta che Prodi è in grado di dare. Di sicuro, non sarà lui a 'salvare la patria' ancora una volta: "E no, salvatore della patria no! Va bene una volta, va bene due volte, ma tre volte proprio non si può. Grazie tante, ma abbiamo già dato...".
Di  prodino  (inviato il 26/01/2010 @ 12:23:40)
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