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“NOTO NOSTRA”: LE RAGIONI DELLA PRESENZA
(del 21/01/2010 @ 16:37:37, linkato 197 volte)
A poco più di un mese dal Congresso che ha sancito il rilancio dell’iniziativa politica del Movimento, si ritiene opportuno esporre le ragioni e le modalità di attuazione del nostro impegno politico all’interno del contesto cittadino.
Giova ricordare come il Movimento sia essenzialmente composto da gente comune. Un gruppo numeroso di uomini e donne di varia estrazione sociale e fasce d’età, persone che da tempo non si riconoscono più negli attuali rappresentanti politici che governano la città. Nel Movimento non ci sono, come in un normale partito, organi dirigenti che devono necessariamente legittimare la loro carica con continue esternazioni e “comparsate”. Siamo diffusamente presenti nella società netina, ma non agitiamo vessilli, non urliamo parole al vento, non difendiamo rendite di posizione, semmai, CHI CONDIVIDE IL NOSTRO PROGETTO POLITICO PER UN RINNOVAMENTO EFFETTIVO A NOTO, CHI DEDICA IL SUO TEMPO E MAGARI SI ESPONE AL RISCHIO DI QUALCHE “RITORSIONE”, HA NIENTE DA GUADAGNARE !
Grazie alla generosa ospitalità di alcune testate giornalistiche, che cogliamo l’occasione di ringraziare con autentica stima e apprezzamento per il lavoro svolto, riusciamo ad avere visibilità, ma certo non disponiamo di risorse finanziarie tali da permetterci una “invasione” dei media. Con razionalità e chiarezza, desideriamo dare un contributo costruttivo al dibattito politico cittadino, cercando di astenerci da analisi sterili e istintive.
Il Movimento non è aprioristicamente “contro” ma è a favore di più servizi e maggiore sviluppo.
Non siamo contro l’Ospedale Trigona (e ci mancherebbe altro!), ma neanche ci iscriviamo al partito di coloro i quali vorrebbero affossare l’Ospedale Di Maria. Con chiarezza cristallina e non da oggi, abbiamo sostenuto posizioni realmente equilibrate sull’argomento “sanità”, dissociandoci nettamente da tutte le altre posizioni che si basano anche su argomentazioni apertamente campanilistiche, da sempre dannose e infeconde. Chi, in via pregiudiziale, si arrocca su posizioni individualiste è sicuramente in mala fede e lavora per non giungere ad una soluzione condivisa, per demolire le due strutture sanitarie e non perseguire in tal modo giustizia ed equità sociale. Vogliamo senza indugio alcuno che si raggiunga il tanto bramato obiettivo di disporre di un servizio sanitario pubblico efficiente nella zona sud. Preliminarmente desidereremmo che si facessero rispettare i parametri di legge, che non prevedono sicuramente una riduzione di posti letto in questa zona. MA A CHI SPETTA DIFENDERE QUESTE SACROSANTE ISTANZE NELLE SEDI OPPORTUNE SE NON, IN PRIMO LUOGO, AL SINDACO?
Dunque, semplicemente esaminiamo il lavoro delle istituzioni locali e responsabilmente esprimiamo valutazioni e pareri sui risultati ottenuti. Queste valutazioni sono necessariamente negative non perché frutto di petizioni di principio, tutt’altro. NOI OSSERVIAMO E GIUDICHIAMO FATTI. Tali fatti, purtroppo, denotano l’assoluta insufficienza dell’operato svolto, sia in materia di difesa della sanità pubblica come in ogni altro campo.
Apprezziamo e guardiamo con favore l’azione di quelle forze o singoli esponenti politici che oggi esprimono chiaramente e senza compromessi un’idea di opposizione all’amministrazione Valvo. Non possiamo, tuttavia, confonderci con quanti fanno il doppio o triplo gioco per acquisire forza negoziale nelle interminabili e mai interrotte trattative sotterranee col Sindaco.
Con fermezza avversiamo l’INEFFICIENZA, l’INCOMPETENZA e l’ARROGANZA dell’attuale amministrazione. Con spirito critico ma propositivo, solleviamo dubbi, sollecitiamo riflessioni nell’opinione pubblica sull’operato incongruente ed astratto dell’amministrazione comunale, che deve essere inchiodata senza mezze misure alle responsabilità dei propri fallimenti. Proviamo ad elaborare schemi che ci aiutino ad avere una visione d’insieme, pur nella consapevolezza dei limiti e delle inevitabili lacune della nostra azione politica.
Il Movimento non segue e non deve rispettare rigide logiche di schieramento. E non potrebbe essere diversamente, visto che ha natura cittadina e che anche a livello generale gli schieramenti si
sono trasformati in giganteschi “melting pot”. Ormai da tempo ed inesorabilmente in questo Paese la democrazia si è evoluta decretando la fine delle ideologie. Nel presente a prevalere su tutto sono finalmente i progetti concreti e i programmi. In passato, magari, di fronte ai fallimenti ci si poteva trincerare dietro l’ideologia, che serviva da collante per tenere uniti partiti e alleanze. Attualmente il successo di un governo, a tutti i livelli, si misura in base ai risultati ottenuti, senza che i governanti possano trovare riparo dietro il paravento dell’ideologia.
Tornando alle vicende netine, questo intendiamo testimoniare e divulgare con obiettività: gli INSUCCESSI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE. Un’amministrazione per noi del tutto inconcludente, immobilizzata da veti incrociati e lotte intestine, asfittica e priva di iniziativa. Non abbiamo nulla da spartire con quest’esperienza amministrativa, il cui percorso, salvo l’effimero entusiasmo delle prime battute, non si è mai avviato compiutamente e della quale auspichiamo quanto prima l’epilogo.
Nulla di più, senza trucco e senza inganno.
Non rivendichiamo nessun primato morale e non vogliamo essere i crociati del terzo millennio per una nuova guerra di religione. Svolgiamo in piena autonomia il ruolo di opposizione politica dentro e fuori Palazzo Ducezio e respingiamo con forza i tentativi più o meno subdoli di chi intende strumentalizzare e delegittimare la nostra azione in modo da spingersi quasi a giustificare le inadempienze dell'amministrazione comunale. Le nostre critiche e proposte sono prive di condizionamenti o riserve mentali, non sono animate da alcun personalismo o spirito di rivalsa.
Ci adoperiamo per dare vita ad una coalizione che rappresenti una valida alternativa democratica a Noto, con slancio, entusiasmo, coerenza, dialogando con lealtà e senza esacerbare gli animi. Ricerchiamo chiarezza e verità al di là delle apparenze. Possa piacere o meno, possa o meno trovare d’accordo la maggioranza dei concittadini, ma riferire lucidamente il nostro pensiero, le idee, i progetti, la nostra visione sugli eventi e sulle cause dell’attuale degrado politico e amministrativo, è la sola ragione che ci rende ostinati nel continuare il percorso intrapreso. Nella coscienza di non essere infallibili e depositari di verità assolute, non possiamo prevedere neanche se ciò che facciamo “pagherà” in termini elettorali. Siamo, però, convinti di agire in assoluta trasparenza e onestà intellettuale.
Il nostro esponente nelle istituzioni, il consigliere comunale prof. Veneziano, con la sua assidua presenza, la sua indiscutibile serietà, il suo impegno, le continue e opportune esternazioni pubbliche, garantisce il massimo sforzo mediatico ed è supportato incondizionatamente dal Movimento.
Ogni altro soggetto, nella più assoluta buona fede e con spirito costruttivo, facendo effettivamente parte del Movimento, ha certamente la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni, nei media che lo ospitano come in qualsiasi altra sede, e noi non possiamo che rispettare e tenere in debita considerazione ogni singolo punto di vista espresso.
Libertà, indipendenza e rispetto della verità sono i valori che ci ispirano, sono la nostra vera forza e motivano l’impegno politico. Profonderemo tutte le energie necessarie per contribuire ad affermare fino in fondo tali valori contrastando lo strapotere dell’ignoranza e del becero qualunquismo.
NOTO, 21/01/2010 -- Il Coordinatore del Movimento
“NOTO NOSTRA”
Dott. Michele Faraone
Hummm...
Molte parole, degrado, insufficienza, fallimento, ... Ma cosa si propone nei fatti?
Qual'è il piano del Movimento Noto Nostra per la città di Noto?
Il PIANO economico, sociale, urbanistico ?
Attraverso quali azioni si pensa di rimediare al disastro ?
Qual'è la posizione di Noto Nostra in merito al LAVORO?
Qual'è la posizione di Noto Nostra in merito alla sempre più vasta città fantasma, la città dei "caminanti" ?
Come pensa Noto Nostra di rimediare ai costumi deplorevoli, i meccanismi politici nefasti, il clientelismo, la povertà economica, l'inferiorità politica che da tre secoli ingabbiano la città e ne impediscono lo sviluppo ?
Per una forza politica (qualunque essa sia) che si presenta come critica e migliore dell'attuale che governa la città, sarebbe opportuno, ma anche SERIO, nel rispetto dei cittadini, scrivere nero su bianco, punto per punto, che cosa si propone di fare in concreto per la città.
"Nulla di più, senza trucco e senza inganno." Mi pare il minimo.
Nell'attesa di leggervi, saluti cordiali.
Tino Tinto Membro del Movimento Sbarocco
Di
Anonimo
(inviato il 22/01/2010 @ 12:34:17)
Ci adoperiamo per dare vita ad una coalizione che rappresenti una valida alternativa democratica a Noto, con slancio, entusiasmo, coerenza, dialogando con lealtà e senza esacerbare gli animi. Ricerchiamo chiarezza e verità al di là delle apparenze. Quello che volete dagli altri è chiaro , ma voi cosa volete fare, con chi vi volete alleare e su quale programma , un po di chiarezza naturalmente di vorrebbe
Di
Anonimo
(inviato il 22/01/2010 @ 15:49:40)
Perchè non parlate invece dei favoritismi che vi hanno caratterizzato per dieci anni, quasi, di potere che avete gestito? e degli insulti ai cittadini.
Di
per non dimenticare
(inviato il 25/01/2010 @ 11:00:37)
Dalla civetta Press Nelle ultime settimane la sanità siracusana ha visto sparire e apparire milioni di euro per la sua riqualificazione, il suo potenziamento, il suo miglioramento. Prima sono scomparsi i 51 milioni di euro per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Poi abbiamo appreso, anche se ancora qualche deputato regionale non ci crede, che erano scomparsi i 2 milioni e 400 mila euro per i lavori di completamento del nuovo padiglione dell’ospedale di Augusta. Infine, molti probabilmente non se ne sono accorti, all’ex ASL 8 sono stati tolti quasi 500 mila euro per il servizio di oncologia dell’ospedale Avola-Noto. Le ultime due “buone notizie” sono contenute in un decreto del ministero della salute di concerto con quello dell’economia dell’1 giugno 2009 pubblicato in gazzetta nello scorso mese di novembre. Per fortuna in cambio dovrebbero arrivare tra 11 e 13 milioni di euro di alta tecnologia: risonanze magnetiche, tac di ultima generazione, radioterapia, ecc.. Speriamo non siano virtuali come quelli destinati all’edilizia sanitaria! Non si può però negare che la sanità provinciale non abbia avuto delle risorse a disposizione e queste non siano poi state impiegate. Il nuovo ospedale di Lentini ha avuto tutti i finanziamenti necessari, compresi gli ultimi 5 milioni di euro già destinati con una recente delibera dell’ASP all’acquisto di apparecchiature ed arredi per il suo completamento; la definitiva apertura è legata soltanto all’esito del pendente ricorso al TAR. Negli ospedali di Avola e Noto (o meglio nell’ospedale Avola-Noto) sono stati ristrutturati reparti, sale operatorie, pronto soccorso. Insomma non tutte ombre, qualche luce c’è pure stata in questa sanità siracusana. Tutto sommato avremo un grande e moderno ospedale a Lentini. Grande, troppo grande dice qualcuno. Una struttura pensata per 400 posti letto, costruita per circa 300, che ne conterrà 153 compresi quelli di lungodegenza e riabilitazione. Viene subito da pensare che qualche errore di programmazione c’è stato, che qualche spinta di campanile non sia mancata, ma è solo un attimo e il pensiero scompare. Non vorremmo essere accusati di negare la salute. Perché dire che si tratta di un innegabile spreco, di errori che si sono commessi in passato, errori che continuano a perpetrarsi sia a danno della salute che delle tasche di tutti i cittadini, non sta bene, non è politically correct! Altra luce i quasi 10 milioni di euro spesi per i lavori ad Avola e Noto. Le abbiamo contate e ve ne mostriamo le immagini, sono 6 le sale operatorie su cui può contare oggi il Trigona di Noto. Lo stesso numero di quelle presenti all’Umberto I°. Cosa se ne faranno a Noto di tutte queste sale operatorie? Vuoi mettere quanti consulenti, ingegneri e direttori dei lavori hanno potuto esprimere la loro professionalità! Anche qui c’è da ritenere che qualche anno addietro la politica non sia stata molto lungimirante. Era il 2 settembre del 2002 quando fu decisa la rifunzionalizzazione dei due ospedali, allora si pensò di accontentare tutti dividendo i reparti nei due presidi, si pensò di investire 20 miliardi di vecchie lire per ristrutturare reparti e costruirne di nuovi, non si pensò però che erano necessarie risorse anche per assumere il personale e i nuovi reparti (UTIC, Rianimazione ecc..) rimasero solo sulla carta. Oggi tutto è cambiato. E infatti si continua a pensare che i reparti possano rimanere divisi tra i due ospedali, si continua a pensare che avere due presidi con 70 posti letto ciascuno difenda la salute dei Netini e degli Avolesi, addirittura della popolazione di tutta la zona sud, che però non ci crede molto e per questo si fa curare negli ospedali del ragusano. La chiamano telenovela Avola- Noto e come tutte le telenovelas ha centinaia, forse migliaia, di puntate. Le ultime sono già ampiamente conosciute, ma è bene “rivederle”. A giugno 2009 viene emanato il decreto assessoriale che assegna i posti letto alla provincia di Siracusa e prevede la costituzione di due distretti ospedalieri: distretto 1 che raggruppa l’Umberto I°, Avola e Noto con complessivi 520 posti per acuti, distretto 2 che comprende gli ospedali di Lentini ed Augusta per un totale di 230 posti. Lo stesso decreto prevede inoltre la trasformazione dell’ospedale di Avola sostanzialmente in un presidio territoriale di assistenza. Inizia il malcontento, la mobilitazione dei cittadini di Avola, si costituiscono comitati, si convocano consigli comunali aperti, si susseguono le visite di deputati fino a quella del Presidente Lombardo. E ancora viaggi a Palermo, interventi nelle Commissioni Parlamentari, Senatori appena eletti che parlano poco ma sembra agiscano molto. Infine commissioni ispettive. Una commissione ispettiva non si nega mai a nessuno, soprattutto quando cronometro alla mano ci spiega che da Ros
Di
Anonimo
(inviato il 26/01/2010 @ 11:56:05)
Una commissione ispettiva non si nega mai a nessuno, soprattutto quando cronometro alla mano ci spiega che da Rosolini all’ospedale di Avola un’ambulanza impiega due minuti in meno che a raggiungere l’ospedale di Noto. Si ribalti perciò il decreto assessoriale. Ad Avola l’ospedale per acuti, a Noto il presidio territoriale, la lungodegenza e la riabilitazione. E i cittadini di Pachino e Portopalo? E i soldi spesi all’ospedale di Noto? E le 6 sale operatorie? E il fatto che l’ospedale di Avola non può contenere tutti i posti? Ubi maior... In questo caso il maior non sembra proprio la salute o considerazioni di opportunità, piuttosto quello di precise indicazioni politiche. La decisione presa viene però mantenuta riservata fino a quando il direttore dell’ASP non presenta la nuova proposta alla Conferenza dei Sindaci. Proposta approvata da tutti i Sindaci con il solo voto contrario, ovviamente, del vice-sindaco di Noto in rappresentanza dell’avvocato Valvo. Lo sceneggiatore è davvero in gamba. La trama si infittisce. Le puntate si annunciano ancora molte. Festa ad Avola, dove per molti finalmente così viene garantita la salute ai cittadini della zona sud. Costernazione a Noto. Ricomincia il malcontento, la mobilitazione, la costituzione di comitati per la difesa dell’ospedale di Noto e… naturalmente della salute per i cittadini della zona sud. Consigli comunali aperti, deputazione regionale in subbuglio, vertici all’ASP. Nuova proposta. Nuovo accordo siglato da Valvo e Barbagallo: rimane tutto com’è, con qualche piccolo aggiustamento. Evviva, mediazione ragionevole, compromesso di alto profilo. Ma quando mai. Nuova conferenza dei Sindaci, approvazione del nuovo accordo, voto contrario del sindaco di Avola che smentisce se stesso. Sono bastati pochi giorni, sei, perché il dott. Barbagallo, bacchettato dai suoi concittadini ed obbligato da un atto di indirizzo del consiglio comunale, con una piroetta di 180 gradi, votasse in opposizione a quanto aveva precedentemente firmato. Si ricomincia? Poiché tutti i protagonisti della vicenda sono troppo coinvolti abbiamo deciso di intervistare un alieno. Dottor Bufarspock, questo il suo nome, pianeta delle libertà la provenienza. L’extraterrestre ci ha subito detto che non riusciva a capire la situazione, che tutti questi ospedali gli sembravano troppi (questo ci sembra lo abbia già detto in un’altra intervista, ndr). Quello che non comprendeva, in fondo, era abbastanza semplice: “Se non esistessero i due ospedali e se ne dovesse costruire uno nuovo, lo fareste diviso in due presidi”? Caspita, l’alieno sembra più razionale di noi umani, e continua: “Certamente saprete che la media dei posti letto negli ospedali italiani gestiti dalle ASL è di 193 posti e questo non solo per motivi di efficienza ed economicità, ma soprattutto perché si migliora l’efficacia, si riducono cioè i rischi per i pazienti”. Porca miseria, ma questo viene proprio da un altro pianeta. A questo punto la domanda è d’obbligo, ma allora cosa dovremmo fare? “Semplice, verificare quali sono le migliori condizioni strutturali, organizzative, tenere conto degli investimenti fatti e poi decidere; certo, a giudicare da quello che si vede e anche da quello che non si vede, come le pompe idrauliche negli scantinati di uno dei due ospedali, non dovrebbe essere difficile la decisione. L’importante comunque è che il paziente arrivi al posto giusto e trovi il professionista giusto; una cosa che ad esempio i vostri politici non vogliono capire è che non possono continuare ad interferire con le nomine dei tecnici, dei professionisti; e poi non è importante che si abbia il posto letto sotto casa se in definitiva serve a poco”. Sagge parole anche se aliene. “A questo sarebbe dovuta servire una commissione ispettiva, continua il pidiellino nel senso di abitante del pianeta delle libertà, non certo a trovare una scusa per avallare scelte dettate da un mandato politico che aveva tutt’altre finalità. Ma poi chi ha la responsabilità di gestire la vostra sanità, chi ha a disposizione i tecnici che conoscono la realtà per prendere le decisioni, perché non decide?”. Non vorremmo sbagliare, ma ci sembra che il dottor Bufarspock abbia già detto pure questo. Così come siamo quasi certi che i Sindaci di Avola, di Noto e di altri comuni della zona sud siano oriundi del pianeta della libertà. Dalle ultime riunioni palermitane sembra però che il futuro della telenovela non sia dei più rosei. Prendendo in prestito il genio di Bucchi, vignettista di Repubblica, diciamo: “a dda passà o futuro”!
Di
Anonimo
(inviato il 26/01/2010 @ 11:58:51)
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